3 mesi di Ateralbus

di Antonio Corsa


Sono passati tre mesi dal lancio di AterAlbus ed è tempo di un primo bilancio. A che punto siamo? Dove vogliamo andare? In altre parole: lasciateci un piccolo spazio auto celebrativo, tanto in fondo ci sono i commenti e potrete riequilibrare senza pietà. 😀


Dobbiamo rispondere seriamente? Che dire: quella passata è stata un’estate abbastanza stressante, come potrete immaginare. Dieci di noi scrivevano su un altro sito, Juventibus, che ci siamo messi alle spalle ma al quale continuo ad augurare lunga vita. Ne siamo usciti con tanto di “scisma” redazionale, ma al tempo stesso con il desiderio, da parte nostra, di non buttare via l’amicizia nel frattempo nata e/o consolidatasi tra di noi. AterAlbus l’abbiamo pensato, proprio in conseguenza di ciò, come un punto d’appoggio inizialmente, e poi come un nuovo progetto più rilassato, forte del fatto di essere condiviso da gente in piena sintonia e con una forte unità d’intenti e di vedute (discutiamo anche noi, ma poi troviamo una sintesi). Si ha piacere a lavorare assieme, e – credetemi – quando lo si fa aggratis è tutto. Avviare un progetto nuovo è sempre stimolante, ma comporta comunque necessariamente un sacco di lavoro. Il fatto che il tempo sia “volato” è probabilmente indicativo: ci siamo divertiti, ci stiamo divertendo e ogni giorno pensiamo a qualcosa di nuovo per rendere il tutto più piacevole anche per voi. Abbiamo uno staff salito a 15 persone (5 donne, tutte scelte per merito e non per quota: l’ultima è Simona, che segue il settore giovanile della Juventus in prima persona e che introdurremo a breve), abbiamo idee (l’ultima, “Le Clip”, che ci daranno soddisfazione e che già avete dimostrato di apprezzare) e abbiamo un progetto a medio-lungo termine che cercheremo di non “sporcare” per andare dietro a clic facili. E poi abbiamo il podcast “Il Bianco E Il Nero”, il fiore all’occhiello. Abbiamo creduto per primi in questo strumento e la seconda stagione è iniziata battendo record su record (e meno male, o chi l’avrebbe sopportato poi il prof…), nonostante le novità. Ciò, oltre a riempirci di soddisfazione, ci permetterà di lavorare con serenità anche sul sito, il nostro prossimo obiettivo, e su una serie di idee che continueremo a testare e a sviluppare, cercando di arrivare sempre per primi a usare nuovi strumenti e nuove forme di comunicazione.



Spazio pubblicità. La nostra ultima clip!

Ascolta Clip #02 – Sulle indiscrezioni circolate su Bentancur” su Spreaker.



del prof. Kantor


Quando abbiamo pensato al progetto di Ateralbus avevo in mente due cose: creare un sito di qualità che non mi facesse vergognare quando lo mettevo tra i preferiti e portare avanti nel miglior modo possibile il podcast, al quale, non lo nascondo, dedico la maggior parte delle mie energie. E devo dire che gli obiettivi sono stati realizzati persino al di là delle mie aspettative; il sito è per me molto bello e la qualità degli articoli molto elevata. Il Podcast poi sta andando meravigliosamente; oltre ad essere, per distacco, il podcast sulla Juventus più seguito del web, sta avendo numeri che sono in assoluto stupefacenti: nel solo mese di Novembre abbiamo già oltre 16.000 ascolti, facciamo regolarmente oltre 4.500 ascolti a puntata con punte che sfiorano i 6.000 e il feedback degli ascoltatori è ottimo. Il traguardo di 30.000 ascolti al mese, che non molto tempo fa pareva utopico è realmente vicino. Insomma sono stati tre mesi ottimi per me, e spero che si continui su questa strada.



di Davide Terruzzi


Il mio 2016 è fatto di strappi, frenate, accelerazioni violente, percorsi interrotti e nuove avventure da vivere. Quando ad aprile ero diventato editor su Juventibus non avrei mai potuto immaginare che dopo pochi mesi avrei lasciato quel sito cui ho dedicato tempo e passione ricevendo in cambio visibilità e considerazione. Come mai è finita? Un giorno forse leggerete tutto sulla Gazzetta – e sapete che lì c’è la Verità -, ma semplicemente non ci divertivamo più. Noi siamo un gruppo di amici cui piace parlare di Juventus, di sport, di politica, di lavoro. Stiamo bene assieme, litighiamo, discutiamo, ci confrontiamo. Questo è lo spirito che credo si percepisca attraverso il nostro podcast. Competenti o meno, a voi giudicare, noi cerchiamo di approfondire le questioni, raccogliendo informazioni, studiando gli argomenti, prima di esprimerci. Eravamo un po’ preoccupati tre mesi fa, mentre di notte si discuteva della struttura del sito, del font dei caratteri e delle dimensioni delle immagini, perché un nuovo inizio porta entusiasmo e un pizzico di timore. Ci avete seguiti, come dimostra il successo del podcast, e ci stimolate a fare sempre qualcosa di diverso e migliore per venire incontro alle vostre necessità ed esigenze. Per crescere ulteriormente e far conoscere il nome di AterAlbus voi siete fondamentali, col vostro passaparola (dateci anche le Letterine please), critiche e suggerimenti. Lo facciamo per divertirci, ma lo si fa per voi. Grazie per questi primi tre mesi.



di Andrea Lapegna


Io non lavoro nel calcio o nello sport, sono arrivato in punta di piedi (e sto ancora attento a non fare troppo casino), ma piano piano gli altri “grandi” stanno imparando a conoscermi, e io a conoscere la divulgazione sportiva. Ma AterAlbus non vuole solamente divulgare, l’obiettivo che condisce tutti i nostri pezzi e il podcast in primis è quello di discutere, ed educare discutendo. Ovviamente, i primi ad imparare siamo noi. Se vedeste le nostre chat durante le partite sono infarcite di “ma sta giocando a 3?” “ma è pressing sull’uomo o segue solo la palla?” “regà aiuto, io vedo un centrocampo a due…”. E per quanto mi riguarda, non avete idea di quanto un noobie come me abbia imparato in soli 3 mesi. Innanzitutto ho imparato ad estrarre i video delle azioni salienti e a fare le gif. Hai detto poco.

Un grazie alla redazione

Il giornalismo sportivo si è evoluto in maniera molto decisa negli ultimi anni. Grazie a progetti pilota quali Ultimo Uomo, Rivista 11 o Crampi Sportivi, oggi il fruitore si attende un livello di qualità mediamente più alto rispetto a quanto non girasse per il web sino a pochissimo tempo fa. Il calcio e lo sport in generale stanno assumendo finalmente una dimensione più alta e culturale, trasversale ad altri ambiti e – perché no – un po’ più pop. E, in tutta franchezza, è la direzione nella quale vorrei (vorremmo) far crescere AterAlbus.



di Francesco Andrianopoli


All’interno di quell’immenso calderone che è il web è difficile inventarsi qualcosa, proporre idee nuove, riempire nicchie deserte. Noi crediamo di esserci riusciti, perché quando abbiamo iniziato questo progetto del podcast (ormai un paio d’anni fa, sotto l’ala protettiva di “mamma” Juventibus) un “servizio” del genere a tinte bianconere semplicemente non esisteva. Oggi possiamo dire che non solo la trasmissione è solida e radicata, ma da ormai tre mesi ha dimostrato di essere in grado di reggersi sulle sue gambe e di estendersi al web vero e proprio, grazie agli approfondimenti delle sue penne talentuose. Il tutto senza dimenticare la parola chiave, che è sempre quella di prima, “servizio”: noi parliamo e scriviamo di calcio per noi stessi, perché ci appassiona e ci diverte, ma con la presunzione e l’obiettivo di andare al di là dei soliti temi di dibattito “da bar” (gli errori arbitrali, le reazioni di pancia del tifoso, le beghe tra tifoserie, eccetera) e proporvi contenuti originali, approfonditi e ragionati. Confidiamo di riuscirci per molti altri mesi ancora.



di Francesco Federico Pagani


Mi sono trovato coinvolto nel progetto AterAlbus fin da subito, e per me è stato un vero onore. Essere contattato da persone capaci e con in testa un progetto come questo è sempre gratificante. Non lo dico per piaggeria. Ciò che mi piace di AA è la volontà di conoscere e divulgare, studiare ciò di cui si parla e provare a tradurlo in maniera semplice e alla portata di tutti. Senza prendersi troppo sul serio. Parte della gratificazione, poi, sta nel poter interagire costantemente con un gruppo di appassionati così preparato e stimolante. Da “battitore libero” quale sono sempre stato, è per me un’esperienza abbastanza nuova, diversa e appagante poter avere un confronto continuo e diretto con una redazione di questo livello. La speranza personale dei prossimi mesi sarà quella di riuscire a partecipare di più, in primis al podcast. Anche se con gli impegni che ho il mio week-end è spesso full ed intervenire senza aver potuto vedere la partita di cui si va a parlare mi sembrerebbe una mancanza di rispetto in primis verso i miei compagni di viaggio, in secondo luogo verso tutti voi che seguite AterAlbus con così tanto affetto e attenzione.


di Elena Chiara Mitrani


Discussioni, storie, analisi. Articoli, podcast, audioclip. Solo tre mesi di lavoro e Ateralbus è già tutte queste cose, e forse un giorno sarà altro ancora. Ateralbus è tifo per la Juventus ma è anche osservazione oggettiva di ciò che riguarda il mondo del calcio e le dinamiche annesse, con un occhio attento agli aspetti di comunicazione e marketing, oltre a quelli di campo. Ateralbus è anche divertimento, che è cominciato con la chat redazionale ed è presto stato esportato ai commenti pre e post partita su Facebook con il nostro pubblico. La direzione presa è quella giusta, lo spirito con cui stiamo affrontando quest’avventura anche. Non ci resta che continuare a navigare. I love this game! (cit.).



di Enrico Raffaele Ferrari


Mi sto divertendo, siamo un gruppo di lavoro con grandi margini di miglioramento, un po’ come la Juve di Allegri. Per anni ho seguito da vicino e nell’ombra il lavoro dei miei amici e attuali compagni di viaggio, dall’Uccellino di Del Piero in poi. Oggi, grazie ad Antonio, Alessandra, il prof. Kantor e un’idea comune di tanti anni fa – il podcast che parla di Juve – sono parte attiva del progetto AterAlbus e dopo tre mesi posso solo ringraziare i miei compagni, vecchi e nuovi e soprattutto tutti quelli che ci seguono. Ad maiora!



di Benedetto Minerva


Luglio 2016. Il sole, il mare, la Riviera, mojito e tanto relax; inizia così la mia avventura con AterAlbus.it. No, calma, non eravamo ubriachi quando si parlava di progetto AA, ma solo sbronzi dei successi di Madama e la voglia di fare qualcosa di nuovo, divertente e professionale a tinte bianconere. Dicevo il sole e la Riviera…ecco, “Anto’ fa caaaldo!”. In fondo mi bastò poco per credere in questo progetto, gli ingredienti c’erano tutti: il plenipotenziario che ti stalkera, il tattico polentone che con due righe ti fa scoprire perché Nereo Rocco fosse il più grande stratega del calcio, la bravura e l’eleganza disarmante di una penna gitana, l’avvocato malato di tattica che, male che vada, parcella gratis per tutti e la penna graffiante di un prof toscanaccio che va dritto al punto come un treno. Mancava il malato dei numeri, il sabaudo con l’accento da terrone (cit.), quello che al posto del cuore, tempo fa, gli impiantarono una calcolatrice. “Io, Anto’? Ma sei sicuro?”. L’avevo detto che… “Anto’, fa caldo!”. Col tempo il gruppo si è fatto più numeroso, tutti con una professionalità disarmante e la voglia di mettere a disposizione degli appassionati bianconeri le proprie competenze e l’amore per una vecchia signora. Pensa come stiamo messi male.. Mi mancava il podcast, un concentrato di divertimento, opinioni e tattica che col tempo si è imposto come il più seguito del mondo AterAlbus. Beh dai, in fondo quel giorno di luglio non faceva poi così tanto caldo. O no Anto’?



di Agnese Rumolo


Negli ultimi 3 mesi non ho solo potuto osservare la crescita e il successo di un progetto ambizioso ed intelligente, né leggere articoli in cui si parlava di Juventus senza inutili faziosità e polemiche, ma ho trovato un gruppo di persone meravigliose. Ognuno di loro mi ha donato qualcosa di grande. Grazie in particolar modo al prof, il mio mentore, e ad Elena, in cui no trovato una grande amica! E un grazie a tutti voi lettori, spero che potremo continuare a crescere insieme!



La palla passa ora a voi. Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate di questi primi tre mesi e cosa vorreste leggere o ascoltare di più da noi, per migliorare assieme.