300.000


della Redazione


Un altro grande traguardo raggiunto: abbiamo superato i 300.000 ascolti da quando ci siamo spostati, 14 mesi fa, su piattaforma Spreaker. Un successo importante, che va celebrato assieme.


ANTONIO CORSA“Lo facciamo un post di ringraziamento?”. “Bell’idea, ma non rischierà di sembrare troppo autocelebrativo?”. “Ogni traguardo va festeggiato, siam qui per vivere queste soddisfazioni, tanto c’è già chi ce le rinfaccerà. Alziamo i calici e via!”. Celebriamoci pure. “Il Bianco E Il Nero” è il podcast calcistico più ascoltato su Spreaker (piattaforma leader mondiale di podcasting, che ringraziamo), non solo bianconero, e abbiamo ottenuto questo risultato nella maniera più “minimal” possibile: niente sigle, niente effetti speciali (tranne quelli prodotti dal microfono di Fleccio…), niente ospiti, niente endorsate e comparsate in tv (non cercate ma nemmeno offerte), un nuovo sito “autonomo” e dedicato principalmente al podcast e ai nostri approfondimenti, una community su Facebook dove discutere assieme e i social ufficiali dedicati solamente ai nostri appuntamenti, agli articoli scritti dalla redazione e a voi. Semplicità. Non serve altro. Un microfono, degli amici che discutono e voi tutti a farci compagnia. In qualità di plenipotenziario dell’intero progetto, perciò, vi ringrazio anche a nome del resto dello staff e ringrazio Emilio “Triglione”, Jacopo Azzolini e Fabio Barcellona che ci hanno fatto compagnia offrendoci i loro punti di vista e che speriamo di riavere presto con noi. Finiamo questa stagione, poi penseremo al da farsi per l’anno prossimo. In ogni caso, ancora insieme. Vi lascio ad alcune considerazioni personali dei miei colleghi e amici di radio.


DAVIDE TERRUZZI – Mi tocca iniziare con un ringraziamento speciale. Al podcast. Perché? Perché mi permette di arrivare sveglio fino a mezzanotte e passa in due giornate pesanti tra lavoro e allenamenti; perché il giorno successivo alla trasmissione mi costringe a essere bello sveglio nella compilazione dei capitoletti su Spreaker e nella scrittura del post. Ora arriva la parte più seria, tranquilli, ma questa volta il cazzeggio l’ho messo all’inizio. Il nostro podcast sta avendo un incredibile successo. Mi ricordo qualche preoccupazione durante la scorsa scorsa estate. Noi abbiamo iniziato una nuova avventura lasciando Juventibus, un sito in cui stavamo investendo tempo ed energia, perdendo una notevole fanbase. Sarà che la melanina non solo mi sviluppa l’abbronzatura ma evidentemente aiuta il pieno funzionamento dei pochi neuroni che ho, ma in quel periodo ero il più tranquillo. Perché avevo capito che voi volevate ascoltare noi. Eravate e siete, e facciamo in modo che lo sarete, interessati alle nostre opinioni. Noi che non siamo delle star (parla per te, ndACB), né della televisione né di Twitter, noi che non ricerchiamo la visibilità e la popolarità. Ho sempre preferito essere un cazzone autorevole. E il podcast, credetemi, è l’occasione in cui noi stessi confrontiamo le nostre idee arricchendole. Non guardo ai numeri di follower su Twitter, ma penso alle mie conoscenze che diventano più complete puntata dopo puntata. Penso alla trasmissione sul caso Pecoraro: sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto, lo considero esempio di giornalismo, senza alcun aiuto esterno, e senza voler aiutare qualcuno, ma dedicando del tempo all’ascolto delle udienze e alla comprensione della vicenda. Più podcast ci sono sulla Juve, e in generale, più pensiamo ci possa fare bene, perché sono convinto che la qualità e la competenza in un mondo che è diverso da quello dei siti e dei forum vengano sempre premiate. Grazie a voi, senza i quali semplicemente nulla potrebbe esserci. Il podcast crea un clima più familiare, c’avvicina ed è un fatto che tengo sempre in considerazione. E speriamo di ricordare questa stagione come quella dei grandi ascolti, ma anche della vittoria in Champions.


KANTOR – Il podcast è un mezzo di comunicazione relativamente nuovo in Italia e ancora largamente poco compreso; alcuni pensano (sbagliando) che sia fare una trasmissione radio, ma non è esattamente così. Un Podcast non ha i tempi della radio, non ha le interruzioni pubblicitarie e non è neanche concepito per essere ascoltato live. In generale un Podcast è una conversazione, il più possibile intelligente, a proposito di temi su cui i partecipanti sono più o meno esperti. Ed è questo esattamente il modo in cui ho cercato di strutturare il nostro podcast e ringrazio Antonio, Davide, Francesco, Enry e tutti gli altri partecipanti più o meno fissi per avermi dato ascolto. Il successo che stiamo avendo è notevole: senza voler tediare coi numeri siamo il podcast sportivo più ascoltato del web per dispersione; e per questo ringrazio, oltre ai miei complici, anche tutti gli ascoltatori. Chi invece non mi sento di ringraziare è il settore comunicazione della Juventus, che non ci ha mai né calcolati, né supportati, al contrario di altre iniziative. Chi ci conosce sa che non chiediamo per noi biglietti per lo stadio o comparsate televisive; io addirittura uso uno pseudonimo e la mia faccia non compare da nessuna parte, quindi vi potete immaginare quanta voglia di visibilità possa avere. Ma che la Juventus si comporti come se noi neanche esistessimo è una cosa che mi dispiace; ed è veramente l’unico punto oscuro nel grandissimo successo che stiamo avendo. Comunque il mondo va avanti: delle ultime otto puntate solo una è rimasta sotto i 5000 ascolti e questi sono numeri molto significativi; e il fatto che il nostro modo di parlare di calcio in modo serio (ma senza rinunciare alle battute) abbia così tanto successo mi fa pensare che ci sia ancora un minimo di senno in giro, nonostante le apparenze.