Come dovrà cambiare la Juventus 2017-2018

Ci sono delle occasioni in cui anche le ovvietà fanno discutere e dividono. Forse perché sono delle verità semplici, limpide e cristalline.  È abbastanza chiaro, per esempio, affermare che non si può suonare la campana a morto a inizio stagione, perché appunto siamo lontani dal calcio che sarà. Come ricorda spesso il buon Fleccio, questo scatta quando si va allo stadio col cappotto. Non significa però, come detto da qualcuno, che non si vogliono vincere i trofei. È chiaramente una cazzata, perché se sei un tifoso, e vi posso assicurare che sono molto tifoso, vuoi sempre vincere e quando perdi sei incazzato. Questo non mi porta alla depressione totale, a suonare quella campana: si è perso, malamente, con la Lazio (che ha giocato nettamente meglio e si è preparata per la Finale), ma si è giocato il 13 agosto. Che sarebbe stata una partita di guano, lo avevo scritto qualche giorno fa su Twitter: non era un portare le mani avanti, come qualcuno commentò, ma una banale considerazione osservando le problematiche attuali e lo stato di salute della Juventus. Fa ancora più rabbrividire la mancata gestione finale, non da squadra esperta, quando sarebbe bastato davvero tenere il pallone per andare ai supplementari; non è la prima volta che succede in una gara secca, a dimostrazione di una debolezza emotiva su cui lavorare che passa attraverso qualcosa diverso dal punto di vista del gioco. Allegri poi ha chiaramente sbagliato alcune scelte iniziali, ha il solito difetto, su cui lavorare, nel ritardare i cambi non cogliendo il momento, e sono bastati cinque minuti per vedere che Douglas Costa è di un’altra categoria rispetto a Cuadrado.

Due anni fa vincemmo la Supercoppa con una preparazione mirata, e, come vi ricorderete, questo costò due mesi abbondanti di difficoltà atletiche e fisiche che si unirono a cambiamenti notevoli; se Allegri avesse ripetuto lo stesso errore, avrebbe commesso uno sbaglio colossale non imparando dal passato. Questo significa “chissene della Supercoppa”? No, perché è un trofeo, minore, ma è sempre una coppa da vincere e da portare a casa, ma non deve condizionare un avvio di stagione.

Le difficoltà atletiche verranno risolte col tempo, come è normale che sia, ma ci sono delle questioni che Allegri è costretto ad affrontare. Così come vengono acquistati giocatori dalle caratteristiche specifiche che consigliano un cambiamento tattico, anche la cessione di un paio di calciatori costringe l’allenatore a trovare qualcosa di diverso. La Juventus ha venduto Bonucci e Dani Alves, due registi aggiunti che rappresentavano spesso le più immediate fonti di gioco quando s’iniziava la manovra. Chiaramente non s’era una squadra esente da pecche ed errori con i due che non sono più a Torino, però Allegri era riuscito a trovare una soluzione che s’adattasse al meglio alle caratteristiche dei giocatori. Allo stesso modo, non s’era la difesa migliore al mondo con Bonucci, mentre ora si è la peggiore. Il 4-2-3-1 era il meglio per la Juventus 2016-2017; non credo lo sia per quella di quest’anno. Sono convinto che la squadra abbia bisogno di passare a un centrocampo a 3 per spostare il gioco più avanti, fornire più linee sfalsate anche in fase di costruzione; il passo che deve compiere la Juventus d’Allegri, quest’anno, è quello di gestire sempre più le partite col palleggio e meno con la difesa. L’acquisto di un centrocampista di livello assoluto è una priorità: dipendesse da me, farei lo sborone e andrei da Lotito con 60-70 milioni per Milinković-Savić e lascerei perdere il discorso sulla punta (il terzino destro, che sia Spinazzola o un altro, è pure da prendere), ma mi pare alquanto complicato.

La Juventus sta attraversando una fase di cambiamento. Rispetto gli ultimi anni, le caratteristiche dei giocatori sono diverse e vanno assecondate spostando il gioco a centrocampo, gestendo le partite col palleggio e azioni dirette,  difendere attaccando alzando il pressing, riducendo i momenti in cui la gestione passa attraverso la difesa. Questo cambiamento richiede tempo, ma nel frattempo bisogna vincere. Come sempre. Non sarei sorpreso se di dovesse arrivare presto a un 4-3-3 con Dybala a destra, Douglas a sinistra (e ci si può aspettare pure Bernardeschi provato come interno destro), mentre resto convinto che anche quest’anno la Juventus sarà sempre in alto. E non è un atto di fede.

Davide Terruzzi

About Davide Terruzzi

Allenatore di calcio nel settore giovanile. Blogger per diletto.