Il peso di Bonucci

È finora la notizia del calciomercato. Leonardo Bonucci non è più un giocatore della Juventus e passa al Milan. Cosa perde la formazione bianconera? Qual è stato il suo reale impatto all’interno dei sistemi di gioco?

Leo who?
In primo luogo, Bonucci è più di un semplice centrale difensivo. Nella Juventus di Allegri, infatti, fin da quando l’allenatore livornese ha preso in mano le redini bianconere, all’indomani della rottura fra la società di Corso Galileo Ferraris e Antonio Conte, il difensore azzurro ha svolto il ruolo di vero e proprio playmaker.
Infatti, in quella prima Juventus allegriana, che ricalcava il 3-5-2 di Conte nel suo modo di stare in campo, Bonucci svolgeva il ruolo di centrale difensivo con il compito di impostare la manovra da dietro.
In questo senso i suoi compiti erano complementari a quelli di Andrea Pirlo: quando il regista bresciano veniva coperto la Juventus si affidava alla giocata da dietro di Bonucci per impostare l’azione. Era questo un compito che l’ex barese già assolveva sotto Antonio Conte, quando cioè dal suo piede partivano i riferimenti diretti per le due punte o per gli esterni alti del 3-5-2 bianconero.
Dopo la partenza di Pirlo, questa caratteristica del gioco bianconero è andata accentuandosi. Bonucci è quindi diventato il vero e proprio regista della squadra, mostrando fra l’altro una grande precisione come dimostrano le percentuali di passaggi realizzati nelle stagioni 2014/15 (86.4) e 2015/16 (87).
Queste percentuali sono addirittura aumentate nel corso dell’ultima stagione, raggiungendo un numero (87.2) degno di un centrocampista.
L’utilizzo di Bonucci come playmaker non è dunque diminuito nemmeno nel campionato appena concluso, nonostante il passaggio ad un sistema diverso come il 4-2-3-1 e nonostante l’acquisto di un palleggiatore come Miralem Pjanic che Allegri ha impostato proprio come mezzala di regia nella posizione di centrocampista centrale.
Infatti, come detto, Bonucci ha mantenuto i caratteri di regista arretrato, contribuendo a creare ben 10 occasioni da gol e sfruttando la precisione del suo lancio lungo (7.9 effettuati a partita e una lunghezza media di passaggio di 24 metri)

 

Il lancio lungo, al pari del laser pass, è quindi il marchio di fabbrica del Bonucci play arretrato, basti ricordare quello con cui lo juventino mandò in porta Giaccherini nella partita contro il Belgio degli scorsi Campionati Europei

Appare quindi evidente come la perdita del 30enne difensore centrale finirebbe per togliere alla fase offensiva della Juventus una preziosa arma tattica, tanto più importante quanto più dato il fatto che i Bianconeri sono soliti salir jugando, cioè impostare palla a terra da dietro.
Queste problematicità sono già state evidenziate durante lo scorso campionato quando l’assenza di Bonucci (ad esempio contro la Lazio in campionato all’andata) ha portato la squadra di Allegri a produrre una circolazione della palla a U non utile per attaccare il sistema difensivo avversario.
Se quindi dal punto di vista offensivo la centralità di Bonucci nel gioco bianconero appare evidente, dal punto di vista difensivo il centrale della Juventus è comunque cresciuto nel corso delle stagioni.
Anche se non è ancora esente da amnesie difensive Bonucci ha mostrato un certo progresso pur rimanendo ancora un giocatore più portato all’intercetto che al contrasto, come dimostra il rapporto fra questi due tipi di interventi nel corso delle tre stagioni giocate sotto Allegri (1.9/1.1 nel 2014/15; 2.3/1.1 nel 2015/16; 2.1/1 nel 2016/17).
Questa propensione ad una difesa più di anticipo che di intervento diretto, secondo appunto le proprie caratteristiche tecniche, ha visto però Bonucci un po’ in difficoltà quando si è trattato di arginare attaccanti che fanno della presa di posizione una delle loro armi, come accaduto con Kalinic nella sconfitta subita ad opera della Fiorentina che di fatto ha determinato il cambio tattico da parte di Allegri.

Come sostituire Bonucci?

Dal punto di vista difensivo i Bianconeri sembrano avere in rosa gli elementi giusti per sopperire all’eventuale partenza di Bonucci. Infatti, la crescita esponenziale di Daniele Rugani e la presenza di Giorgio Chiellini e Medhi Benatia (più un eventuale nuovo arrivo) sembra garantire alla difesa della Juve la possibilità di continuare a restare centralmente quel reparto granitico visto nelle ultime sei stagioni.
Proprio da questi giocatori attualmente in organico dovrà quindi ripartire la Juventus del dopo-Bonucci. A questo proposito, la coppia formata da Chiellini e Benatia sembrerebbe quella in grado di dare garanzie di continuità anche in fase di possesso palla, cioè nella situazione in cui la perdita del nazionale azzurro sembrerebbe invece determinare dei grattacapi alla Juventus. Chiellini, pur tecnicamente inferiore a Bonucci, ha buone percentuali in precisione e lanci lunghi. Questo non vuol dire che sarà in grado di sostituire il calcio lungo e medio di Bonucci, ma che comunque può muovere la palla.
Anche Benatia ha buoni numeri in entrambe le statistiche con una precisione passaggi addirittura superiore (90.7%) e con 3.5 passaggi lunghi a partita.
Ecco quindi che schierare Chiellini accanto al centrale marocchino nella difesa a 4 con la quale Allegri ripartirà la prossima stagione sarebbe un buon viatico per sostituire il partente Bonucci. Le statistiche sopracitate infatti sembrano garantire alla Juventus la possibilità di poter continuare a impostare da dietro anche con i centrali attualmente in rosa, purché allenati a non incappare negli errori di cui si diceva sopra relativamente alla sfida con la Lazio (circolazione perimetrale e non verticale).

Michele Tossani

About Michele Tossani

Classe 1978, prof. di storia e filosofia, collaboratore di Rivista Undici e analista della Serie A per Futbol-Tactico. È autore di diversi libri ed articoli di tattica, non necessariamente sulla Juventus.