Il vantaggio

C’è un concetto di cui mi sono reso conto ieri, leggendo alcuni commenti post-partita, non essere chiaro a tante persone: provo a spiegarlo in poche battute. Ovviamente, si tratta della mia opinione, ma è un’opinione che si basa sulla logica e sulla matematica, non sull’essere critici o aziendalisti, allegriani o contiani, risultatisti o belgiochisti. Lasciamo da parte questi discorsi.

Molto semplicemente, il concetto è che avere 8 punti di vantaggio in classifica rispetto alla seconda è un “vantaggio” se quei punti li usi a tuo vantaggio.

Mi spiego: sono davvero qualcosa che puoi usare a differenza delle avversarie se ti permettono di gestire alcune gare invece di giocarle alla morte e senza appello tutte (come ad esempio devono fare Roma e Lazio, che inseguono rispettivamente il primo e terzo posto, e non possono mai sbagliare o permettersi di perdere nemmeno un punto).
Banale? Benvenuti nel mondo della banalità, vi accolgo a braccia aperte. Inclusi i tanti che hanno scritto articoli e articoloni sui giornali, post sui social e analisi delle partite con 800 statistiche, ma sta cosa non ce l’hanno piazzata né in premessa né alla fine.

Prendiamo il calendario della Juve:
– Ieri c’era Napoli-Juve di campionato dove avevamo 8 punti di vantaggio
– Dopodomani c’è Napoli-Juve da dentro o fuori di Coppa Italia
– Sabato prossimo c’è Juventus-Chievo
– Fra 8 giorni, martedì, c’è Juventus-Barcellona (andata)
– Il 15 c’è Pescara-Juventus
– Il 19 c’è Barcellona-Juventus (ritorno)

Vi cito direttamente Allegri sulla gara di ieri: “Questa era la partita meno importante tra quelle da giocare”. Esatto. Le tre importanti, perché senza appello, sono le tre di Coppa. Le altre tre, sono tre gare di Campionato di cui due facili e una difficile. Dovendo far valere il proprio vantaggio, dove avreste scelto voi di giocarvi il jolly facendo riposare Dybala reduce da un infortunio e una decina di giorni di stop, Cuadrado in dubbio fino all’ultimo per un fastidio e avendo in generale 4-5 giocatori che, sempre citando Allegri “erano malconci” o rincoglioniti da lunghe trasferte con la Nazionale?

Lo avreste probabilmente usato ieri. E così ha fatto Allegri, che l’ha pure dichiarato come una buca ad angolo a biliardo. Non avendo la necessità di giocarsela all’arma bianca a Napoli (dove comunque negli ultimi anni si è vinto una sola volta, con Allegri. E dove uno bravo come Conte ha un record di 2 sconfitte e 2 pareggi, quasi sempre prendendo imbarcate o andando sotto anche nel gioco), ha impostato una formazione difensiva con due terzini difensivi e bloccati dietro come Asamoah e Lichtsteiner (quelli abbiamo non sorridete), e con gli esterni, Mandzukic e Lemina, costretti ad un costante raddoppio in aiuto. Ha anche rinunciato ad un attaccante (non avendone uno di riserva a disposizione) mettendo Marchisio a schermo davanti alla difesa assieme a Khedira e avanzando Pjanic.

L’idea era quella di “reggere l’urto” del Napoli nel primo tempo, per poi magari – se necessario per raddrizzare la partita – rischiare qualcuno nella ripresa. Così abbiamo fatto, e abbiamo addirittura segnato per primi noi.

Negli ultimi 20 minuti del match, poi, dopo il pari del Napoli, abbiamo provato a mettere dentro Cuadrado e Dybala e a tornare al “classico” 4231, e in realtà da quando lo abbiamo fatto abbiamo anche controllato il match, cambiando ritmo e pressando altissimo. Non è arrivato il gol, però, e così a 5-6’ dalla fine abbiamo accettato (così come ha fatto il Napoli, a quel punto) il pari.

Capisco ci sia gente alla “non è possibile giocare partite così brutte”, capisco pure ci sia gente costantemente rapita dal giocare propositivo di Sarri (parentesi: erano sotto in casa, contro la Juve, con la Lazio a 3 punti e con Lazio-Napoli nel prossimo turno di campionato. Questo ricordatevelo però, perché anche Nereo Rocco avrebbe messo le 4 punte, in quella situazione…), e capisco ci sia gente che Allegri, proprio, non lo può vedere.

Ma la gara di ieri, “la meno importante di quelle da giocare”, è stata giocata al risparmio, evitando di perdere e facendo riposare chi non era in condizione. E, contro una Juve così, il Napoli è andato sotto e non è riuscito a fare meglio di un pari.

I partenopei ora si ritroverà a giocare di nuovo due partite in settimana, ovvero il ritorno di Coppa Italia e la già citata e importantissima Lazio-Napoli. E’ probabile Sarri abbia scelto di dare meno importanza alla gara di Coppa Italia, essendo per lui vitale mantenere il terzo posto.

La Roma, invece, come detto, non ha alcun vantaggio da gestire e dovrà giocarle tutte, incluso il derby di Coppa con la Lazio che non si può comunque mai sottovalutare, essendo un derby.

Strategie. Come a scacchi. Perché 50 partite l’anno a tutta birra le si fanno solo a PES. E non è detto che contro il Barcellona si adotterà la stessa. “Se giochiamo così col Barca ce ne fanno 4 a tempo”, perciò, anche no. Perché col Barca l’idea è quella di giocarle alla morte. Se poi dovesse succedere, ci aggiorneremmo e toccherà rivedere alcuni ragionamenti e alcune convinzioni. Ma, davvero, la gara di ieri non è indicativa di nulla, così come non lo è stata la vittoria per 3-1 all’andata di Coppa Italia e così come probabilmente non lo sarà il ritorno, se dovessimo segnare e il Napoli dovesse ad un certo punto mollare pensando al campionato.

Banalità. Un abbraccio.

Antonio Corsa

About Antonio Corsa

Il "plenipotenziario". Già fondatore e direttore di Uccellinodidelpiero e Juventibus. Ha "coperto" Calciopoli e Scommessopoli e scritto centinaia di editoriali sulla Juve. Rompe le palle con Sousa, Mbappè, Dembelè eccetera eccetera eccetera.