La Terra dei cachi 135/ Five years

di Kantor


Riassuntino. Cinque anni di corsivi, nel nome della continuità.


Esattamente cinque anni fa, il 9 Novembre del 2011, scrivevo il mio primo corsivo della serie “La Terra dei cachi” che potete trovare  qui. Si tratta del blog, molto minimale,  che raccoglie tutti i miei interventi che sono usciti prima su “L’uccellino di Del Piero”, poi sul mio blog personale, poi su Juventibus (oramai divenuto il paradiso dei bimbominkia) e infine qui su Ateralbus.  Quando scrissi il primo tutto mi sarei immaginato tranne di vincere cinque scudetti di fila, sebbene fossi piuttosto ottimista su molte cose; e, lo dico senza paura di sembrare arrogante, devo dire che ne ho veramente azzeccate parecchie. Ma di questo ne parleremo in futuro, se mai riuscirò a trovare il tempo per una mia vecchia idea, ovvero quella di creare un blog in cui metterò tutti i corsivi e li commenterò con senno di oggi.  Ma sono stati cinque anni interessanti, grazie anche ai miei quindici lettori che mi hanno seguito in tutti gli spostamenti.

Cosa è cambiato in questi cinque anni? Prima di tutto sono diventato più vecchio, e la cosa non mi piace. Poi sono passati tanti giocatori: di quel Novembre 2011 sono rimasti solo (e non è un caso) Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio. Sono passati anche due allenatori, molto diversi l’uno dall’altro, ma entrambi molto bravi e vincenti. Invece la dirigenza è rimasta esattamente la stessa e anche questo non è un caso.  Insomma sono stati cinque anni vittorie all’insegna della continuità e soprattutto cinque anni di progressi continui sotto tutti i punti di vista. Ma come sempre, per l’incontentabile tifo juventino tutto questo non basta: in questo momento c’e’ una accanita discussione filosofica tra quelli che vorrebbero vincere la CL, quelli che vorrebbero vedere il bel gioco e quelli che invece vorrebbero entrambe le cose. Francamente nei confronti di queste diatribe trovo che il mio gatto abbia la reazione più sensata

sbadiglio

e mi sento di condividerla in pieno. Io, che sono abbastanza vecchio per ricordarmi lo scudetto vinto nel 1966/67 dal mitico Heriberto Herrera,  tendo ad osservare queste cose con una punta di disincanto; sono cresciuto in un’epoca in cui non solo non c’era internet, ma non c’era neanche il calcio in diretta TV. E ho sempre sentito i tifosi della Juventus rivendicare la loro eccezionalità, che poi tende a concretizzarsi sempre nella irrefrenabile volontà di lamentarsi quando le cose vanno bene.  Attenzione, prima o poi (molto poi, vista la situazione attuale) questa striscia vincente finirà;  e temo che ci saranno parecchi tifosi che si saranno divertiti assai meno di quanto avrebbero potuto.

Quindi nulla di nuovo sotto il sole; se c’è invece qualcosa che è riuscito a cambiare  in questi cinque anni è l’informazione sportiva, dimostrando ancora una volta che a prevedere il peggio si sbaglia di rado. L’uso spregiudicato dei social media ha trasformato la maggior parte dei giornalisti in una sorta di “sniffatori di mutande”, che dragano continuamente i social cercando notizie che, sorpresona !, nella maggior parte dei casi si rivelano bufale. Il virgolettato oramai non esiste più, il controllo delle fonti è un optional ed è prassi comune vedere firme della carta stampata che si mettono a litigare su twitter come vasciarole napoletane. Non che a me della reputazione del giornalismo sportivo italiano importi qualcosa (possono sprofondare tutti allegramente nel guano se si trovano bene) ma mi pareva giusto farlo notare.

Per quello che riguarda il campo c’è poco da dire; la Juventus è prima in campionato e messa abbastanza bene nel girone di CL (molto bene per la qualificazione, per il primo posto invece c’è da remare). Il gioco non è brillantissimo, ma la mia opinione è che le impressioni negative dipendano più dalle nostre (lecite) aspettative che da quello che si vede in campo; in altre parole siamo (quasi) tutti convinti che la Juventus sia uno squadrone e che debba giocare meglio. Ma non è che giochi così male come dicono, almeno guardando le statistiche.  In ogni modo stiamo entrando in quel periodo dell’anno in cui di solito le squadre di Allegri entrano in forma; e credo che anche quest’anno qualcosa di buono vedremo di qui a Natale. Ma ci risentiremo sicuramente prima.