La Terra dei cachi 137/ Winning is everything (and the only thing…)

di Kantor


Allegri vince… e non è un dettaglio.


Dopo la partita di Supercoppa ho fatto la trasmissione in radio, poi sono andato a letto e il giorno dopo son partito per quattro giorni di ferie. Sul posto avevo una connessione limitata e soprattutto non avevo voglia di leggere granchè, ma ho dato un’occhiata ogni tanto e francamente mi son sembrati tutti al rutto libero. Stasera son tornato a casa (mia moglie domani lavora e quindi anche io) e ho deciso di scrivere due righe prima della fine dell’anno.

Allegri è nell’occhio del ciclone in questo momento; conoscendolo un poco sono sicuro che se ne fotte allegramente, ma rimane il fatto che in questi giorni sono state dette e scritte cose abbastanza fastidiose. Io su Allegri (e di riflesso su Conte) la mia l’ho detta in tempi non sospetti in tre corsivi consecutivi due anni e mezzo fa (1,2 e 3). E se devo analizzare l’avversione di una larga parte del tifo juventino per Max mi trovo in imbarazzo, perchè mi tocca pensare che la maggior parte dei miei compagni di tifo ragioni con organi rispettabilissimi  che però non hanno alcun collegamento col cervello.

Ci sono quelli che lo contestano con la pancia, perchè è l’ex-allenatore del Milan; sono più o meno gli stessi tifosotti che a suo tempo contestavano Ancelotti (come età e come spirito dico..). Il problema è che Ancelotti in due anni e mezzo alla Juventus, perse uno scudetto già vinto e di fatto non ne lottò uno in cui aveva la squadra migliore. E in Europa raccolse notevoli figure di guano. Allegri ha vinto due Scudetti e due Coppe Italia e ha fatto una finale e un ottavo di CL. E soprattutto in Europa non è MAI uscito con squadre inferiori alla Juventus, cosa che molti allenatori della Juventus (Conte compreso) hanno fatto.

Ci sono poi quelli che lo constestano con l’occhio; sono i nerds delle statistiche, quelli che pensano che una partita si giochi undici contro zero. Oppure i cultori di un imprecisato concetto di “bel gioco” che, appena gli chiedi un attimo di entrare nello specifico, si inalberano e rifiutano il confronto, oppure cominciano a citare esempi improbabili (come il Napoli di Sarri). Perchè ragazzi, e qui mi gioco l’asso, se entro 2/3 anni Allegri non sarà ancora alla Juventus, allora siederà sicuramente sulla panchina di qualche top club europeo (esattamente come Conte). E Sarri sicuramente no.

Ci sono poi quelli che lo contestano col fegato; le vedove di Conte, quelli che avevano previsto sfracelli e che appaiono solo quando la Juventus fa qualche passo falso (per poi inabissarsi di nuovo quando, inevitabilmente, le cose cambiano). Quelli che non accettano di non aver capito una mazza di quello che  è successo alla Juventus negli ultimi due anni e mezzo e sono disposti a qualunque minchiata pur di avere ragione.

Che poi stavolta siamo veramente al limite del ridicolo; perchè l’anno scorso la Juventus cominciò l’anno veramente male e qualche punta di scoramento era fisiologica e persino accettabile. Ma scatenare questo can can per una sconfitta (ai rigori!) nella Supercoppa Italiana (ovvero il trofeo più  inutile dell’universo) fa veramente ridere. Certo in quella partita Allegri ha sbagliato e basta ascoltare il nostro podcast per capire che non gliene abbiamo fatta passare una. Ma c’è un limite al senso del ridicolo, un limite che molti sembrano voler superare con entusiasmo.

Mentre invece una cosa dovrebbe essere facile da comprendere: Allegri sta cercando di trasformare la Juventus in qualcosa di diverso da quella che era. Non sono sicuro che questa trasformazione mi piaccia e sono invece ben cosciente del fatto che è ancora molto lontano dal far girare la squadra come dovrebbe e potrebbe. Ma mentre sta facendo questo, Allegri vince; non ci sono “anni di transizione”, non ci sono “periodi di assestamento”. La Juventus è prima in classifica per distacco alla fine del girone di andata e ha vinto il girone di CL (cosa che non capitava da tempo). E questo è un merito enorme che è veramente difficile togliergli. Ed è precisamente quella la ragione per cui, nel caso malaugurato lui e la Juventus dovessero separarsi, non faticherà a trovare un ingaggio di prestigio.

Kantor

About Kantor

Detto "il prof" (sì, è davvero un prof universitario, abbiamo controllato!). Da anni battaglia col mondo nella sua rubrica "La terra dei cachi". Lotta per le proprie idee, ma non se ne innamora. Si è invece innamorato del podcast "Il Bianco e il nero".