La Terra dei cachi 144/ Imam

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di Kantor

A cosa servono gli amici se non a darti ispirazione?

Fa molto caldo; e per citare gli immortali Squallors “è scoppiata l’afa”. E io ero qui a cercare una grande idea (come l’elettrotecnico della canzone)  per un nuovo corsivo frugando nelle ceneri del mio cervello bruciato dal sole e dalla stanchezza di un periodo lavorativo particolarmente intenso.  Ma poi ieri sera l’amico Claudio Pellecchia mi ha aiutato con questo tweet:

Improvvisamente mi sono visto col barbone e il classico berretto bianco e nero (eh…) ad arringare le folle dall’alto di un minareto e mi si è messo in moto il cervello. Perchè veramente poche cose sono distanti dal mio modo di vivere e pensare dell’accettazione fideistica di qualcosa; come molti sanno sono ateo e bestemmiatore e per principio non credo neanche nell’acqua distillata, a meno che non me lo si dimostri in modo logicamente inattaccabile.  Ma d’altronde il mio amico, l’omino verde di Marte, me lo dice sempre: tutta quell’acqua che avete sulla terra non può fare bene al cervello.  Tornando al punto: io non so se vada tutto bene, ma guardando la realtà non nascondo di essere abbastanza soddisfatto; e sebbene le catastrofi siano sempre possibili continuo a ritenere che il track record di una dirigenza sia l’unico modo sensato di fare delle previsioni sul futuro. E anche su questo l’amico Claudio mi viene   in aiuto:

Ora ovviamente Claudio è troppo intelligente per pensare di prendere alla lettera una frase pronunciata da un signore più di sessanta anni fa in un contesto storico particolare. Tanto per chiarire a quel tempo la Spagna era sotto dittatura e Bernabeu era un sodale del Generalissimo Franco; e se avesse voluto costruire uno stadio al posto della Plaza de Toros di Madrid lo avrebbe ottenuto senza difficoltà. Quello che probabilmente vuole intendere è che la crescita sportiva e la crescita economica di una squadra non sono due variabili indipendenti, dipendono in modo essenziale l’una dall’altra e  vanno fatte crescere in armonia. In effetti ci sono illustri esempi, anche nel recente passato, di come una discrasia tra queste due componenti abbia portato società alla rovina economica e sportiva. E mi pare che il percorso della Juventus in questi ultimi sei anni sia stato un poster di quel modo di agire; siamo partiti da una squadra non di grandissimo livello e un fatturato non entusiasmante, per arrivare a record di fatturato  e una squadra piena di ottimi giocatori e diversi campioni. E l’abbiamo fatto vincendo quasi tutto quello che era umanamente possibile vincere.

Certo ci sono ancora alcune squadre che economicamente sono più forti di noi e che sono in grado di sfruttare ancora meglio il principio esposto sopra; quello che non capisco è come questo sia deprimente o porti allo stracciamento delle vesti. Io sarei molto depresso se vedessi la squadra regredire e perdere posizioni, se vedessi che non si riesce a migliorare, se vedessi che altre società riescono a fare balzi in avanti superiori ai nostri. Ma non ne vedo: la storia di questi sei anni è una storia di progresso costante sotto tutti i punti di vista. E’  vero che hai perso due finali di CL, ma nemmeno l’ultimo dei deficienti può sostenere che era meglio quando alle finali neanche ti ci accostavi.  E se l’aspirazione e la speranza di ogni tifoso è quella di collocarsi ai vertici ideali di una graduatoria europea, beh è sicuramente più facile che accada quando sei in traiettoria ascendente. Sulla crescita sportiva non mi pare ci siano dubbi; su quella economica la Juventus è la squadra che negli ultimi sei anni ha aumentato il fatturato più di tutti (dopo il Mancity, che però ha una situazione particolare). Questo ovviamente non significa che hai raggiunto i più ricchi, ma sicuramente significa che stai lavorando in quel senso; e che se mai ci riuscirai non ti puoi discostare molto da questa strada.

In conclusione, non so se #vatuttobene, ma mi risulta incomprensibile che chiunque abbia più di tre neuroni non concordi sul fatto che #megliodicosie’difficileperora.   Allah Akhbar!

Kantor

About Kantor

Detto "il prof" (sì, è davvero un prof universitario, abbiamo controllato!). Da anni battaglia col mondo nella sua rubrica "La terra dei cachi". Lotta per le proprie idee, ma non se ne innamora. Si è invece innamorato del podcast "Il Bianco e il nero".