Leonardo Spinazzola, il terzino che sarà

di Francesco Federico Pagani


Leonardo Spinazzola sta giocando una grande stagione in quel di Bergamo, tanto da essersi guadagnato la chiamata in Nazionale. Di proprietà della Juventus, può aver senso un suo ritorno in bianconero?


Leonardo Spinazzola nacque a Foligno (Perugia) il 25 marzo del 1993 ed approdò alla Juventus nel 2010, proveniente dal Siena.

Nel febbraio del 2012 diede gran mostra di sé nel corso della sessantaquattresima edizione del Torneo di Viareggio, che i bianconeri vinsero battendo 2 a 1 la Roma (era la squadra di Sabelli, Barba, Verre, Viviani, Ricci e Politano tra gli altri) in finale grazie alle reti di Beltrame e Padovan. Di quella kermesse Leonardo fu infatti il miglior giocatore in assoluto, con tanto di premio da MVP della competizione consegnatogli al termine dell’ultima gara.

Da quell’estate in poi il ragazzo cominciò quindi un lungo peregrinare fatto dei classici prestiti a ripetizione: sei mesi ad Empoli, sei a Lanciano, un anno a Siena, un primo assaggio di Serie A a Bergamo per un’altra mezza stagione, poi il completamento della stessa a Vicenza e quindi un campionato da titolare – lo scorso – a Perugia.

Nell’estate 2016 la decisione di diventare un cavallo di ritorno, accettando un prestito – stavolta biennale, quindi con scadenza a giugno 2018 – all’Atalanta, con riscatto in favore della Dea e controriscatto esercitabile dalla Juventus.

Che, quindi, ha di fatto in mano il destino del giocatore.


Caratteristiche fisico-atletiche e coordinative


Leonardo Spinazzola ha doti fisiche ed atletiche abbastanza superiori alla norma, quantomeno per un esterno. Parliamo infatti di un ragazzo di ottima struttura che può contare su ben 186 centimetri d’altezza su cui distribuisce 75 chilogrammi di peso. Discretamente forte, ha buona esplosività ed una certa facilità nel cambiare passo, oltre che grande gamba in allungo ed un’ottima capacità di resistenza allo sforzo.

Non è una macchina come certi esterni alti e bassi che rappresentano il gotha mondiale (Alex Sandro e Cristiano Ronaldo, per fare due nomi), ma di certo ha qualità piuttosto rare in questo senso, soprattutto per quanto concerne il panorama italiano.

Dal punto di vista coordinativo mostra un ottimo livello di trasformazione motoria, con buona combinazione ed equilibrio. Può invece ancora migliorare per quanto riguarda reazione e differenziazione motoria.


Caratteristiche tecniche


Uno dei tratti fondanti del bagaglio tecnico di Spinazzola è indubbiamente la capacità di dribbling. Cosa che si evince anche dalle statistiche: si tratta del quarto giocatore del campionato per media dribbling/partita, con 2.4 avversari saltati a partita (meglio di lui solo Felipe Anderson, Bonaventura ed il Papu Gomez).

Una facilità nel liberarsi del diretto marcatore che Spinazzola ha sempre mostrato, fin da quando nelle giovanili – non a caso – giocava esterno alto. Una caratteristica che gli deriva sia dal mix di qualità atletiche e coordinative di cui abbiamo detto che dalla sua capacità di guida della palla. Dribbling che sa esprimere soprattutto quando può lanciarsi in corsa col suo mix di velocità e potenza, diventando quasi inarrestabile. A differenza della maggior parte degli altri giocatori in classifica, infatti, subisce anche pochi falli. Segno del fatto che diventa davvero difficile da fermare (non a caso l’altro al suo livello è Seko Fofana, anch’esso molto esplosivo e capace di unire ad una buona capacità di dribbling anche grandi doti fisico-atletiche).

Altra caratteristica importante il controllo, più che discreto. Non è un giocatore che col solo stop si libera di due avversari (a la Zizou), ma oltre ad essere abbastanza preciso in questo fondamentale spesso riesce comunque ad orientarlo alla giocata successiva, cosa che in diverse situazioni gli permette di risparmiare un tempo di gioco.

A livello di passaggi è ovviamente bravo nel gioco corto e se la cava anche coi tocchi di prima in rapidità, mentre può e deve ancora crescere per quanto concerne i cross.


Caratteristiche tattiche


La giocata tipo di Leonardo Spinazzola è semplice: riceve palla a sinistra, controlla di destro, scarica in orizzontale verso il centro del campo e parte ad attaccare la profondità. Cosa che può ripetere anche decine di volta a partita, se è vero come vero che ha la gamba e la capacità polmonare per farlo.

Sa giocare molto bene in ampiezza e d’incontro ai difensori per farsi cedere la sfera. Palla al piede non disdegna l’entrata dentro al campo per scaricare poi in diagonale verso la punta o l’esterno opposto.

Non solo. Una volta entrato in possesso ama partire palla al piede, quantomeno quando ha spazio davanti per allungare la propria falcata. E, come abbiamo detto, mostra grande efficacia in dribbling proprio quando acquista velocità.

Le sue qualità tattiche sono quindi prevalentemente offensive e difficilmente potrebbe essere altrimenti essendo nato ala.

Qualche difficoltà in più la mostra nell’accorciamento sull’avversario, oltre che nel giocare d’anticipo sia alto (nonostante i centimetri) che basso. Inoltre non è ancora affidabilissimo nell’uno contro uno, sempre in fase di non possesso.

Di contro ha una capacità discreta di leggere il gioco e di tenere la posizione, anche quando si trova ad agire da terzino. Segno del fatto che ha saputo lavorare molto su questa trasformazione di ruolo. E che può avere ancora margini per migliorare le sue qualità difensive.


Spinazzola alla Juventus


Credo di essere stato tra i primi, in un podcast d’inizio stagione, a citare un possibile futuro di Spinazzola in quel di Torino, ovviamente sponda bianconera.

Questo perché ho visto da subito che un giocatore che apprezzavo particolarmente ai tempi della Primavera sembrava finalmente aver trovato una dimensione di buon livello dopo le ottime cose già mostrate a Perugia.

All’epoca del primo stage organizzato dal C.T. Ventura, ad esempio, ne lamentai proprio la sua esclusione (dall’ultimo stage è stato invece ingiustamente escluso Zampano): stava giocando ad un livello troppo alto per non essere considerato, ancor più in un periodo relativamente povero come quello attuale.
Riprova ne è il fatto che sia oggi parte integrante del gruppo che sfiderà l’Albania nella corsa al Mondiale di Russia, con buone possibilità – secondo gli insider – di partire addirittura titolare come terzino sinistro.

La mia idea è che Spinazzola oggi come oggi sia un ottimo esterno, se rapportato al panorama italiano. Un giocatore che per doti organiche non ha grossi problemi a coprire tutta la fascia, pur essendo naturalmente più portato alla fase offensiva che non alla difesa.

In un’ottica di un suo ritorno a Vinovo c’è quindi da capire in primis quale sarà il futuro tattico della Juventus: Allegri abbandonerà definitivamente la difesa a tre (sistema con cui, pur in un 3-4-1-2/3-4-3 Leonardo gioca oggi a Bergamo)?

Se sì potrebbe andare a fare il backup di Mandzukic, con caratteristiche più da ala pura (ma comunque con una capacità simile, come detto, di contribuire in fase di non possesso). O in alternativa potrebbe provare ad adattarsi definitivamente come terzino, magari provando anche lo spostamento sulla destra (per quanto lui prediliga la fascia opposta).

Se no potrebbe invece continuare a fare il fluidificante a tutta fascia, ed in questo senso lo si potrebbe provare ad utilizzare alla bisogna su entrambi gli out con più facilità.

Spinazzola è insomma un giocatore su cui la Juve potrebbe decidere di puntare, perché sembra avere i mezzi per fare quantomeno la riserva a certi livelli.

Un giocatore in grado di spostare non credo lo diventerà mai, ma sia come fluidificante che come esterno alto può diventare una alternativa interessante, un giocatore solido su cui puntare senza troppe remore.

Come terzino puro andrebbe invece valutato meglio, soprattutto in vista di una sua applicazione ai massimi livelli.

In tutto questo resta anche il dilemma del quando, eventualmente, riportarlo in bianconero. E qui la mia idea è che la Juve, essendo coperta in ogni ruolo, farebbe bene a lasciarlo un altro anno a Bergamo con Gasperini.

Crescerebbe ulteriormente ed arriverebbe a Torino solido, quasi giocatore finito. Ed a quel punto sì che sarebbe un’alternativa su cui poter contare senza troppe remore, uno di quei giocatori complementari che nell’arco di una stagione rischiano di essere più decisivi dei titolari per l’apporto che sanno non far mancare nel momento del bisogno…

Francesco Federico Pagani

About Francesco Federico Pagani

Osservatore per Società professionistiche diplomato FIGC, ha partecipato ad un corso per Junior Match Analyst della SICS. Gestisce un blog, Sciabolata Morbida, in cui scrive da anni di calcio e di giovani.