La nostra sul mercato – Sì, no, forse…

di Davide Terruzzi


Conta il risultato finale. Mai, secondo me, si dovrebbero pesare le intenzioni iniziali, perché le strade del calciomercato portano spesso altrove, a prendere in considerazione le occasioni che capitano. Per vari motivi, come imprevisti, concorrenza, eccessivo temporeggiamento e volontà giocatore, il piano di maggio non viene quasi mai corrisposto alla perfezione. Il mercato consegna una Juventus più completa e profonda, sebbene nel reparto difensivo si siano perse delle certezze (specialmente Bonucci). Ci si aspettava di più col centrocampista e col terzino destro, ma Matuidi e Howedes, per fortuna è arrivato, sono delle garanzie: se un giocatore non è da 10 ma da 8,5-9 non è un problema. Non si possono colmare tutte le lacune, non si poteva pensare d’avere la rosa del Real in un solo colpo. Ci salverà spesso Dybala? È quello che ci dobbiamo augurare, perché è quello che fanno sempre i grandi (e lui ancora non lo è).  Sta ad Allegri innovare trovando equilibri leggermente diversi. Infine, chiudo, personalmente mi sarebbe piaciuto una Juventus capace di controllare il mercato interno prendendo i talenti migliori: la vicenda Schick è complicata e tocca temi delicati, mentre per Keita è evidente come la dirigenza non abbia voluto, o potuto, davvero prenderlo. Peccato. Il voto al mercato? 8.



di Andrea Lapegna


Come si fa a definire buono o cattivo un mercato? Innanzitutto, lo si fa a fine stagione, ma un piccolo commento lo si può fare anche appena chiudono i giochi. Il calciomercato dovrebbe essere uno strumento per correggere i difetti della rosa, o per ovviare ad alcune necessità strutturali. Queste ultime si erano palesate nel corso della stagione in un inevitabile ampliamento della rosa – anche alla luce del nuovo modulo – e in un innalzamento qualitativo a centrocampo e, capitasse, un vice-Higuaín. Le cessioni di Bonucci e Dani Alves, preventivate dalla società ma non dai tifosi, aggiungono al carnet delle necessità almeno un terzino destro.
La società ha scelto invece un metodo per limare i difetti della rosa a mio avviso controintuitivo, ha consegnato cioè una rosa nel complesso molto più profonda e assortita di quella 2016/2017, ma chi è arrivato a centrocampo e sull’out destro non sembra in grado di soddisfare le esigenze di cui sopra. A un modus operandi lineare “problema –> soluzione”, si è preferita la flessibilità di una rosa in cui spicca l’ecletticità degli elementi. Praticamente tutti i nuovi acquisti sono capaci di giocare più ruoli in più sistemi. La rosa è complessivamente migliore? Probabilmente sì, anche se – per il tipo di impostazione vista sinora – per me perde qualcosa nelle prime scelte. Il terzino destro, benché Höwedes al 30 di agosto sia molto più che benvenuto, rimarrà un punto interrogativo: perché non privilegiare, ad esempio, un profilo più dinamico, tecnico ed offensivo, dal momento che i princìpi di gioco dell’allenatore vanno in questo senso? Ci si chiede se le scelte della società siano corrette. Lo dirà il campo,  ma anche chi è deluso o scettico come me farebbe bene a ricordare che – finora – lo sono quasi sempre state.



di Luca Rossi


Ritengo che il mercato della Juventus sia nel complesso abbastanza soddisfacente nonostante un’evoluzione e un andamento notevolmente differenti da quanto da me immaginato dopo Cardiff. Mi aspettavo senza dubbio un inferiore numero di entrate e di uscite. Trovo eccessivamente ardito in questo momento andare a giudicare se questa Juventus sia più o meno forte dell’anno scorso. Sarà il campo come sempre a emettere la sua sentenza. Però mi sento di sbilanciarmi dicendo che questa squadra è meglio assortita rispetto all’anno scorso avendo delle ottime alternative in ogni porzione di campo. A partire dal secondo portiere fino ad arrivare a un pacchetto offensivo completo per quantità e qualità (con Schick sarebbe stato letteralmente perfetto). Un’eventuale esplosione o comunque un assestamento a ottimi livelli di Bentancur significherebbe avere anche un centrocampo con una coperta abbastanza lunga. E ritengo che fosse questa la vera esigenza della Juventus in questa sessione di mercato, aldilà dei singoli nomi su cui investire: rendere questa rosa adattabile a più moduli e permettere ad Allegri di avere più giocatori con cui cambiare la partita in corso. Una valutazione maggiormente dubbiosa permane nell’analisi dell’11 titolare, soprattutto nell’out di destra dove avrei preferito un profilo più dinamico e in grado di offendere con discreta incisività. Allo stesso tempo ritengo che l’arrivo di Höwedes sia comunque una sicurezza che Allegri saprà sfruttare a dovere. Ci sarà senza dubbio da variare dei meccanismi tattici rispetto all’anno scorso ma ci sono un allenatore e una rosa che lo possono permettere. A fine anno faremo i conti, ma come ormai ogni anno io parto con una discreta dose di ottimismo.



di Kantor


Come si giudica il mercato di una squadra? L’operazione che vedo compiere normalmente è quello di filtrarlo attraverso i propri desiderata; in altre parole, per molti, se sono arrivati i giocatori che volevano il mercato è buono, altrimenti scatta il moriremo tutti, quasi per un riflesso pavloviano. Io invece sono un uomo pratico e mi limito a cercare una risposta a queste due domande: 1) la rosa è complessivamente migliorata? 2) sono state colmate alcune delle lacune evidenziate dalla stagione precedente?  Per la 1) direi che ci sono pochi dubbi: la Juventus ha allungato di parecchio la rosa (basta pensare a chi giocava l’anno scorso se uno dei quattro davanti non poteva), ha preso giocatori di alto livello (tranne uno che è una scommessa personale di Allegri) e si è pure ringiovanita non di poco. La 2) è necessariamente più soggettiva perchè non tutti vedono le stesse lacune; io credo che il grosso problema che noi abbiamo avuto l’anno scorso sia stato quello della mancanza di ricambi in attacco, che di fatto ha condizionato l’unica partita (anzi gli unici 45′) in cui abbiamo ceduto nettamente.  E questa lacuna è stata colmata. Un’altro problema per me era l’età media della rosa un pò troppo alta; e anche qui la società è intervenuta con efficacia.  Certo la cessione di Bonucci ha creato un problema che prima non c’era, ma non è un problema che puoi risolvere attraverso il mercato, semplicemente perchè Bonucci è un giocatore con caratteristiche uniche.  Cambiare il modo di far uscire la palla dalla difesa è un problema che deve risolvere Allegri, non Marotta; e di solito ci riesce.


di Francesco Andrianopoli


Non mi piace dare “voti al mercato”, perché il mercato non conta nulla, non è un valore in sé e per sé, è un mezzo e non è un fine; se una squadra mediocre fa un mercato straordinario e passa da mediocre a buona, mentre una squadra straordinaria non fa assolutamente nulla e rimane straordinaria, a che pro dare voto 10 alla prima e voto 6, 4, o s.v. alla seconda, se poi in campo la squadra straordinaria batte quella buona? L’unico verdetto che conta è vincere in campo, non vincere il mercato, e ragionando in termini di campo questa Juve mi sembra più forte di quella dell’anno scorso. E’ molto più profonda, è più giovane, e ha colmato alcune delle lacune più significative che avevamo  sottolineato l’anno scorso: la mancanza di ricambi in attacco e a centrocampo, la mancanza di giocatori in grado di “spaccare” la partita entrando dalla panca, la mancanza di un centrocampista dinamico ma al tempo stesso affidabile e rodato, la mancanza di un affidabile portiere di riserva e/o sostituto di Buffon. Certo, bisognerà sopperire alla partenza di Bonucci, ma Rugani era destinato in ogni caso a raccoglierne l’eredità in un paio d’anni, quindi non si è fatto altro che anticipare quella che sarebbe stata una naturale evoluzione; d’altra parte è vero che altre carenze non sono state affrontate, ma la perfezione non è di questo mondo, e tutto sommato direi che si può e si deve essere ampiamente soddisfatti di questa rosa.



di Francesco Federico Pagani

La scorsa estate avevo un’idea: arrivano Higuain e Pjanic alla Juve con Pogba ancora in squadra. Credo la mia idea fosse facilmente intuibile: quella rosa rinforzata dagli arrivi dell’ex Napoli e dell’ex Roma poteva fare il salto di qualità definitivo.
Poi le cose andarono diversamente, come noto. Il Polpo partì e la Juve, a mio avviso, non comprando un altro centrocampista di livello mondiale (di fatto Pjanic per me doveva essere un plus al reparto, quindi con via Pogba ne serviva un altro) mancò il salto di qualità. Cosa che, a mio avviso, ha mancato anche stavolta. La Juventus doveva ripartire da lì: da un centrocampista di alto livello. E poi vedere come muoversi sul mercato per puntellare la squadra e la rosa. Invece a fronte di alcuni acquisti di qualità, come Costa e Bernardeschi, ci sono state due cessioni importanti nell’economia della squadra, come Bonucci ed Alves. Ed il centrocampista arrivato, Matuidi, è un buon giocatore. Certo non colui il quale può essere deputato a farti fare il salto di qualità definitivo. Anzi, questo mercato ha lasciato insoluta la questione terzino/fluidificante (a seconda della disposizione in campo) destro. Una questione spinosa, a meno di una ri-deflagrazione di Mattia De Sciglio o del tentativo di adattare Howedes a terzino fisso, con la controindicazione che ovviamente non porterebbe grandissimo apporto in fase offensiva. Quello della Juventus è quindi un mercato a due facce, che se da una parte copre le spalle di Buffon sul medio-lungo periodo con un portiere di grande talento (per altro solidificatosi a Roma) e arricchisce di qualità il reparto offensivo, dall’altro mi lascia dei dubbi sia sulla difesa (terzino destro e fase di costruzione bassa) che sul centrocampo (dove appunto manca l’acquisto che a mio avviso potrebbe far fare il salto definitivo alla Vecchia Signora).



di Kareem Bianchi

Io preferisco giudicare il mercato a conti fatti, dunque a fine stagione, ma un paio di idee sul mercato appena terminato le ho. Io credo che bisogni prima di tutto valutare le cessioni, ipotizzando la squadra senza caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori venduti. Successivamente si esaminano le qualità e le caratteristiche dei giocatori acquistati, immaginandoli all’interno dello schema tattico della Juventus, per poi considerare quanto sia migliorata la rosa complessivamente: titolari e riserve (posto che alla Juve i titolari sono più di 11).

Quest’anno la Juventus ha visto partite Bonucci e Dani Alves, due giocatori unici nel loro ruolo e indispensabili per la prima costruzione ed evadere il pressing in vari modi. I profili di Alves e Bonucci sono particolari, dato che si tratta di giocatori che interpretano il proprio ruolo utilizzando le loro qualità fuori dal comune tra i pari ruolo. In fase di costruzione le loro qualità tecniche permettevano alla Juventus di uscire dal pressing mediante lanci lunghi o scambi a un tocco in spazi limitati.

L’ex Barça in fase di possesso era un giocatore al quale piaceva accentrarsi, scambiando posizione con Dybala ed agendo da mezz’ala e regista aggiunto; inoltre, schierato da esterno destro nel 4-2-3-1, ha saputo utilizzare le sue qualità di rifinitura e ha segnato goal importanti. Invece i lanci lunghi e precisi di Bonucci regalavano una variante tattica notevole alla squadra di Allegri. Preventivate le cessioni, la Juventus ha acquistato Douglas Costa e Bernardeschi, rinforzando il reparto offensivo e offrendo diverse soluzioni ad Allegri, date le caratteristiche diverse tra gli esterni presenti in rosa, partendo da Mandzukic, passando per Cuadrado e Pjaca e arrivando a Douglas Costa e Bernardeschi.

Quest’ultimo è un giocatore che predilige il gioco sulla trequarti, accentrandosi e stanzionandosi negli half-space per ricevere. Il brasiliano è un’ala classica che però, sotto la guida di Pep Guardiola, ha imparato a giocare tra le linee e negli spazzi di mezzo. Dunque, la Juventus ha acquistato due esterni diversi tra loro e soprattutto diversi da Alves.

A centrocampo sono arrivati Matuidi e Bentancur, giocatori che danno il meglio di sé in un centrocampo a tre e che regaleranno nuove soluzioni ad Allegri (ad esempio il passaggio a 3 in mezzo al campo a partita in corso). Il francese porterà esperienza e dinamicità mentre l’uruguayano potrebbe rivelarsi la sorpresa della stagione, come ripetuto in diverse occasioni da Allegri.

In difesa gli arrivi di De Sciglio (su scelta esplicita dell’allenatore, grande estimatore del terzino che ha fatto esordire al Milan) ed Howedes, un campione del mondo della nazionale tedesca ed ex capitano dello Schalke 04. Si tratta di un giocatore versatile che può giocare in ogni posizione della difesa, forte fisicamente, abile nel tackle, nell’anticipo e nel gioco aereo.

Inoltre la Juventus ha acquistato uno dei migliori portieri delle ultime due edizioni di Serie A, Wojciech Szczęsny, che sarà il vice Buffon per questa stagione. Con Rugani che molto probabilmente sarà il sostituto di Bonucci, la Juventus ha molti giocatori che si esprimono al meglio difendendo in avanti, quindi secondo me il mercato della Juventus potrà essere giudicato soltanto a fine stagione, analizzando l’organizzazione tattica finale in fase di possesso e non possesso. Dalle prime uscite sembra che per fronteggiare l’assenza Bonucci e Alves in costruzione, si voglia utlizzare la Salida Lavolpiana, con Pjanic che si abbassa tra i centrali mentre l’esterno destro (per ora Cuadrado) si posiziona a centrocampo.

Secondo me per superare la difficoltà in transizione, verificatasi nelle prime tre gare della stagione, bisognerà utilizzare un sistema di gegenpressing, sfruttando le qualità in accorcio dei giocatori e focalizzando il recupero del pallone sul taglio delle linee di passaggio; impiegare Höwedes da terzino destro permetterà alla Juventus di essere meno sbilanciata sugli esterni.

Douglas Costa è un giocatore diretto, abile nell’1v1, preciso nei cross che aggiungerà velocità in transizione. Bernardeschi permetterà alla Juventus di avere una migliore occupazione degli spazi e un maggior numero di ricevitori tra le linee. Rugani in pianta stabile nell’undici titolare regalerà alla squadra un centrale che pur non avendo in piedi di Bonucci, è più che abile nelle verticalizzazioni palla a terra e nel gioco corto.

Il mio giudizio è di un mercato fatto per sopperire ai problemi di soluzioni in attacco riscontrati la scorsa stagione, aumentando la qualità complessiva della rosa e abbassando l’età media. Il mio voto è 8, ma molto dipenderà da come Allegri supererà i problemi iniziali e da come inserirà i nuovi giocatori nel contesto tattico ideale per le loro qualità. Il calcio è un gioco di squadra, e come tale ogni elemento (dai singoli, all’allenatore fino all’organizzazione tattica) è cruciale per avere successo.