Patrik Schick

di Luca Rossi


Il primo acquisto della sessione estiva di calciomercato sarà con ogni probabilità Patrik Schick, giovane promessa del calcio mondiale. Quali sono le sue caratteristiche? Quale collocamento potrebbe trovare nello scacchiere bianconero?


Patrik Schick nasce il 24 Gennaio del 1996 a Praga e cresce calcisticamente nelle giovanili del team più importante della città, lo Sparta Praga. Trova l’esordio con la prima squadra sia in Coppa della Repubblica Ceca sia in campionato tra Aprile e Maggio 2014 a soli 18 anni e a Novembre del medesimo anno effettua la prima apparizione anche in Europa League. Nell’estate 2015 viene mandato in prestito in un altro team della capitale ceca, il Bohemians 1905. Nella prima e unica stagione con questa maglia colleziona 27 presenze in campionato in prima squadra con un bottino di 7 gol e un assist. In virtù della giovane età e delle ottime qualità mostrate in terra ceca attira su di sé l’attenzione di molti club europei tra cui Roma e Sampdoria ed è proprio la squadra blucerchiata del presidente Ferrero a rilevare il suo cartellino per 4 milioni di euro dallo Sparta Praga.

Con l’arrivo a Genova ci avviciniamo di più al periodo che ci interessa ossia a una stagione, quella 2016/2017, che per il giovane talento ceco è andata sempre più in crescendo grazie alla realizzazione in 35 presenze tra campionato e coppa Italia di 13 goal e 5 assist. Ma, come vedremo, non sono solo e soltanto gli ottimi numeri ad aver catturato l’interesse di molti club di prima fascia italiana ed europea. Inter, Roma e Juventus, per dirne tre, gli sono state accostate. Alla fine la Vecchia Signora si è garantita le sue prestazioni perseguendo la politica di dominio del mercato interno.

Il primo aspetto senza dubbio da analizzare è quello fisico. Si tratta di un giocatore longilineo che può contare su un’invidiabile statura, 186 centimetri, ma non, al momento, su una imponente massa muscolare, 73 chilogrammi di peso. La combinazione tra altezza elevata e massa muscolare non eccessiva fornisce già significative indicazioni sulle sue caratteristiche: non è il classico numero 9 che funge solo da boa nell’attacco di una squadra e che sfrutta quasi esclusivamente nel suo gioco il fisico. Indubbiamente protegge molto bene il pallone e può imparare a utilizzare ancora meglio il corpo, soprattutto nei duelli aerei. In quest’ultima situazione di gioco infatti vince solo il 38% dei duelli mentre le altre prime punte del campionato hanno percentuali decisamente superiori . Data la sua statura un perfezionamento in questa circostanza di gioco è doveroso. Altra conseguenza della sua conformazione fisica è la discreta agilità portata in dote. Una massa muscolare non eccessiva permette al giocatore ceco di poter esercitare un’ottima rapidità nei movimenti che gli consentono di essere particolarmente funzionale anche nelle giocate nello stretto. Schick riesce a combinare rapidità, potenza nelle gambe e stazza e pertanto un pieno sviluppo e utilizzo del suo fisico lo possono rendere un attaccante completo come pochi circolano nel panorama calcistico europeo.

L’ex attaccante doriano possiede un’eccellente tecnica di base che gli consente di districarsi agevolmente in qualsiasi situazione di gioco. È molto abile nel palleggio, conduce il pallone sempre in maniera sicura con la testa alta e riesce quasi sempre a garantirsi un ottimo posizionamento del pallone grazie a uno stop orientato correttamente. Quest’ultimo fondamentale è essenziale per ogni giocatore, ma per un attaccante è il fattore dal quale dipende un buon 70% di possibilità di segnare in un’azione di gioco.

Solo uno stop orientato con il giusto smorzamento del pallone
poteva far seguire un gol da un passaggio così poco dosato.
Segnatura non scontata da far vedere nelle scuole calcio

Ancora minima sembra la confidenza col piede destro che viene utilizzato solo per lo stretto necessario.

Altra “skill” che certifica la sua superlativa tecnica è il dribbling. Schick riesce a superare l’avversario sia con dribbling nello stretto sia sfruttando il campo in progressione. È possibile inoltre apprezzare l’intelligenza con la quale riesce a prevedere i tempi di intervento del difensore e ad adattarsi di conseguenza rendendone vano l’intervento. Nel video seguente insegna egregiamente come seminare il panico tra gli avversari durante il derby della lanterna.

Possiede un sinistro molto esplosivo e preciso che risulta alquanto efficace nei tiri dalla distanza. Anche in questo il ceco classe ’96 può disporre di un’ottima varietà essendo in grado di effettuare sia il classico tiro a giro sul secondo palo sia il piazzato sia l’esecuzione secca di pura potenza.

Dal punto di vista associativo Schick è un attaccante intelligente che sa dialogare, anche nello stretto, coi compagni, sa come muoversi su tutto il fronte d’attacco  e ha una discreta, non eccelsa, visione di gioco. Può però ancora migliorare nel decision-making. In particolare in alcune circostanze è apparso leggermente egoista nelle giocate costando dei tempi di gioco alla sua squadra. Un miglioramento nel tempo di esecuzione dell’ultimo passaggio lo può rendere un attaccante davvero totale capace sia di realizzare sia di rifinire.

Come ogni potenziale campione ha dei colpi strepitosi (Allegri direbbe “non normali”) che possono decidere o cambiare una partita da un momento all’altro. Questo è senza dubbio un tratto che lo può distinguere dalla categoria degli ottimi attaccanti e che lo può rendere un fuoriclasse futuro del ruolo.

Grandissima giocata di Dennis Berg…ehm…Patrik Schick

Dal quadro appena delineato si evince la completezza di questo giocatore. Fisico prestante, ottima corsa, elevata tecnica, capacità realizzative. Tutto ciò si riversa sul ruolo ricoperto in campo. Non si tratta di una prima punta che stanzia pressoché esclusivamente in area di rigore ma è un giocatore che ama anche agire sulla trequarti svariando su tutto il fronte d’attacco. Sa attaccare la profondità alle spalle dei difensori coi tempi corretti; spesso si allarga sull’esterno cercando combinazioni con i terzini o tentando di venire dentro al campo palla al piede al fine di tirare o rifinire (17 key passes in stagione); talvolta viene incontro al pallone arretrando il suo raggio d’azione aiutando in impostazione; sa essere estremamente utile in contropiede ricoprendo il ruolo di primo portatore di palla grazie alla capacità di saltare il difensore spalle alla porta e all’ottima progressione di cui è dotato. Stiamo parlando pertanto di un centravanti moderno. Nel video sottostante è possibile osservare le diverse situazioni di gioco in cui Schick ha sfoggiato le sue qualità.

La mappa di calore sottostante evidenzia ancora una volta l’ampio raggio d’azione del nuovo acquisto bianconero nel corso di un match

Heatmap relativa a Inter – Sampdoria di
Aprile conclusasi per 1-2 a favore dei blucerchiati

È una tipologia di attaccante che pertanto può, a seconda dell’occasione, sia giostrare intorno a una prima punta (come fatto con Quagliarella quest’anno) sia svolgere il ruolo della prima punta prevalentemente con compiti realizzativi.

Cercando di traslare tutto questo sullo scacchiere bianconero a opinione dello scrivente Patrik Schick può in prima battuta porsi come alternativa a Higuain, quindi come prima punta con alte percentuali realizzative e come smistatore di palloni e ausilio allo sviluppo della manovra. Molto probabilmente sarà questo il ruolo che occuperà nelle stagioni a venire e nel quale si consacrerà. Ma il giocatore ceco potrebbe anche a imparare all’occorrenza a ricoprire il ruolo di Dybala agendo perlopiù da regista avanzato. La tecnica e l’intelligenza calcistica lo rendono un prospetto adatto anche a questo ruolo. Senza dubbio per quest’ultima evenienza occorre un intenso lavoro poiché ancora non è pronto per eseguire taluni compiti. Deve imparare ad agire in maniera efficace tra le linee e negli half-spaces (vuoti nella heatmap precedentemente mostrata), abbassare il raggio d’azione del suo gioco e sfruttare anche sul lungo la sua visione di gioco. Più difficilmente potrà invece andare a ricoprire il ruolo di esterno nel 4-2-3-1 (al posto di Mandzukic per intenderci) poiché deve essere ancora svezzato quasi completamente sui movimenti difensivi e disperderebbe gran parte del suo potenziale in un faticoso lavoro di ripiegamento.

Pertanto Schick si profila come un intelligente acquisto da parte della dirigenza bianconera per valore e per la cifra contenuta che è stata sborsata. Solo il campo dirà se diventerà un top nel ruolo o rimarrà nel limbo delle promesse mai veramente sbocciate. I presupposti per la prima opzione, però, ci sono tutti.

Grazie a Kareem “lAllegrista” per questa splendida clip.

Luca Rossi

About Luca Rossi

Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.