Life after Paul Pogba

di Alessandra Roversi


Pogba, Raiola, la Adidas e il Manchester United hanno messo in piedi la più grande campagna mediatica di sempre a supporto di un trasferimento. Riviviamola assieme tra tweet, Instagram, foto, slogan, video rap e blah blah blah.


MERCOLEDì 13 LUGLIO
Si parla già di un possibile passaggio di Pogba allo United, dopo che si era dato per fatto il suo trasferimento al Real Madrid. Lui, in vacanza, posta su Twitter un taglio di capelli “particolare”, con una evidente striscia bianconera.


Mercoledì 21 luglio

Mino Raiola scrive su Twitter: “Non c’è nessun accordo riguardo Paul Pogba. Tanti blah blah blah”, zittendo le varie voci.


Mercoledì 27 luglio

Nonostante l’apparente forte smentita di Raiola di una settimana prima, gli esperti di calciomercato annunciano all’unanimità che Paul Pogba sarà un calciatore del Manchester United, tutti convinti. Ma per l’ufficializzazione bisognerà attendere 48 ore per mettere a punto gli ultimi dettagli tecnici. Quello che allora tutti noi ignoravamo è che si trattasse di 48 ore rinnovabili, come quando un dipendente alle poste attacca fuori dalla porta il cartello ‘torno tra mezz’ora’ e torna dopo 3 ore , non avendo mai specificato da quando far partire quei 30 minuti. Da questo momento, comunque, inizia lo show.


Mercoledì 27 luglio, pomeriggio

È il turno di Adidas. Su Twitter ritroviamo i blah blah blah in un video dove Pogba dice “Non credete a tutto ciò che leggete sui giornali”.

Molti hanno concepito questa campagna come un messaggio di risposta esplicito e diretto alle voci dei giornali, ma in fondo è stato sin da subito sempre e solamente un battage mediatico. Infatti la cosa non si è più fermata, anzi.


Mercoledì 27 luglio, sera

Pogba su Instagram posta una foto da Miami, dove è in vacanza, in bianco e nero con dei particolari rossi (vale dire rosso Manchester United). L’ambiguità è voluta.


Giovedì 28 luglio

Ancora Adidas, su Twitter. Continua la campagna contro i blah blah blah. Questa volta il protagonista è José Mourinho, allenatore dei ‘Red Devils’; qualche ora dopo, il marchio tedesco pubblica un altro video con Pogba: più lungo e stavolta con un chiarissimo riferimento al Manchester United.


Venerdì 29 luglio

La Adidas, su Twitter, continua la campagna contro i blah blah blah proponendo le nuove terze maglie delle sue squadre tra anche la Juventus. E chi è il protagonista bianconero? Miralem Pjanic. Uhmmm…


Sabato 30 luglio

Finalmente, Adidas pubblica su Twitter la versione “finale” della campagna contro i blah blah blah.

Nel frattempo, dopo le ennesime 48 ore trascorse, i media assicurano che Pogba stia andando a Los Angeles a fare le visite mediche per poi firmare per lo United. Qualche ora dopo, però, Pogba trolla tutti: pubblica una foto dove compare all’ingresso di Universal Studios e scrive: “Breaking news: Pogba fa le visite mediche al parco Universal Studios”.

 

Fine? No. Più tardi gira infatti sui social una foto di Pogba che firma una maglia 2016-17 dello United con il 6 e il suo cognome a un tifoso del club di Manchester, casualmente lì e casualmente così vestito. Ed ecco che iniziano i sospetti: quali sono le probabilità che in un parco, piuttosto gigantesco come Universal Studios, Pogba possa incrociare un ragazzino, tifoso del Manchester United, che nella sua borsa avesse casualmente una maglia messa in vendita solo 8 giorni prima e con scritto POGBA 6? È vero, tutto può essere, ma la cosa inizia decisamente a puzzare. E, a proposito di puzza, il ragazzo rende privato il suo account Instagram il giorno dopo aver pubblicato tale foto. Vi traduco meglio: è sparito. Accontentavi di uno screenshot.

Pogba firma autografi "sospetti" ad Universal Studios.


Giovedì 2 agosto

Sono trascorsi quattro lunghi giorni prima di avere nuovamente notizie di Pogba, quando due ragazzi italoamericani di New York sostengono di averlo incrociato per strada. Gli chiedono se rimarrà alla Juventus e per ben due volte Paul risponde di sì. I ragazzi, che hanno un canale di calcio italiano su YouTube, pubblicano immediatamente il video del “casuale” incontro, dove si vede arrivare in albergo Pogba carico di sacchetti griffati Adidas e palloni Juve. Lo chiamano ‘product placement’ nel marketing, né più né meno.

Quasi contemporaneamente, un fan del Manchester United posta su Twitter una foto di tre magliette rosse con i nomi di Zlatan Ibrahimovic, Henrikh Mkhitaryan e Paul Pogba (tre rappresentati da Raiola, il padre del blah blah blah). Adidas risponde: “Sei pronto a rappresentare i ‘Red Devils’ in grande stile”. Gaffe? Svista? Naaah. Tutto organizzato.


Sabato 5 agosto

Pogba è a un concerto del rapper Drake, sempre a New York, al quale regala una maglietta della Juventus con il 10 e il suo nome e posta la foto su Instagram.


Finalmente, domenica 7 agosto arriva il primo comunicato dello United. Appena finita l’amichevole tra West Ham e Juventus, il club allenato da Mourinho annuncia l’ok della Juventus per le visite mediche di Pogba. L’ufficialità arriva solo la notte del 9 agosto, ovvero 48×6 ore dopo.

Per chiudere il tormentone dell’estate, Adidas finalmente festeggia il ritorno di Pogba in Inghilterra (prima dei comunicati ufficiali) con un ultimo video che vede protagonisti Pogba e il rapper Stormzy, con tanto di hashtag #POGBACK. Usando pezzi di un video dello scorso maggio e con un montaggio perfetto, l’effetto ottico riuscitissimo mostra Pogba che raccoglie la maglia dello United.


Insomma, la stampa ha detto tanti di quei blah blah blah durante l’estate, ma alla fine sono stati tutti giusti. Quello che alla fine è chiaro, comunque, è chi siano stati i veri vincitori di tutta questa telenovela, e non mi riferisco alla Juventus e ai €105 milioni (di quelli vi parlerà Benny, qui sotto). Vi lascio con l’ultimo update di Pogba che chiude il cerchio: la nuova pettinatura che riprende la precedente, ma con i colori aggiornati.



di Benedetto Minerva


Cosa vuol dire, in termini economici, la cessione di Pogba? Un po’ di numeri per renderci conto di cosa abbia significato il trasferimento più oneroso della storia del calcio (anche rispetto all’acquisto di Higuain).


Il valore contabile netto di Pogba iscritto in bilancio al 31 dicembre 2015 era di € 5,49 milioni con un ammortamento semestrale di € 0,78 milioni. Il suo iniziale costo di acquisto di € 1,63 milioni (oneri inclusi), è difatti aumentato fino ad  € 8,16 milioni, dovuto ai circa € 6,5 milioni di commissioni agente capitalizzate (ammortizzate) in bilancio (€ 2 milioni nell’ultimo semestre).  L’uscita di scena del francese libera in bilancio un costo, comprensivo della quota relativa all’ammortamento annuo (€ 1,57 milioni) e del suo ingaggio lordo (€ 9 milioni), di circa 11 milioni.

La sua cessione per 105 milioni avrebbe (senza calcolare oneri ed altro) garantito, così, una plusvalenza di circa 100,3 milioni (€ 4,7 residuo al 30 giugno 2016). Dal comunicato ufficiale della Juventus diramato il 9 agosto, si parla di effetti economici positivi per 72,6 milioni al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori.

Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società Manchester United FootballClub Limited per la cessione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Paul Labile Pogba per un importo di € 105 milioni pagabili in due anni. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di € 5 milioni al verificarsi di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa € 72,6 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori.

È tutto nero su bianco, non c’è da “fantasticare” con  tassazioni o alchimie varie. Al netto del contributo di solidarietà, da distribuirsi alle precedenti squadre del giocatore, per la differenza, si tratterebbe di “commissioni” (€ 25 milioni circa) per l’agente Mino Raiola già previste tra le clausole del contratto che quattro anni fa portò Pogba in quel di Torino e concordate con una percentuale relativa al prezzo di cessione.

Tra costi del cartellino, oneri di intermediazione ed ingaggi, l’operazione Pogba è senza dubbio, sul lato economico, la più costosa della storia del calcio. A fronte di un costo complessivo di € 110 milioni comprensivo di bonus e di uno stipendio da nababbi (si parla di oltre € 25 milioni lordi), Pogba inciderà come costi annui, nel bilancio 2017 dello United, per circa € 45 milioni, pari al 7,6% del fatturato atteso dagli amministratori dei Reds per il 2016 (€ 580/590 milioni) e il suo ingaggio inciderà sui costi del personale per circa l’8,6% (le attese per il 2016 sono di un incremento del costo del personale tra il 10/12% rispetto ai € 234,8 milioni di euro del 2015). Giusto per rendere meglio l’idea, Higuain (il calciatore più costoso della storia bianconera), inciderà come costi annui in bilancio per circa 32 milioni pari all’ 8,2% del fatturato Juve atteso per il 2016 (€ 380/390 milioni), mentre il suo ingaggio (€ 14 milioni lordi dato ufficioso) per il 6% del totale dei costi del personale attesi per il 2016 (€ 230 milioni circa). Il totale degli investimenti fatti per Lemina (€ 9,5 milioni), per l’acquisto di Pjanic (€ 32 milioni), per quello di Pjaca (€ 23 milioni), per il prestito di Benatia (€ 3 milioni) e per l’acquisto di Dani Alves, insieme, avrà un incidenza in bilancio pari a circa € 42 milioni annui (comprensivi di ammortamenti e ingaggi al lordo), inferiore a quello del solo Pogba per lo United. Miracoli economici determinati grazie alla capacità delle società inglesi di generare ricavi  pari a tre volte quelli delle nostre squadre.

Il bilancio 2016/17 della Juventus beneficerà, dunque, di una plusvalenza di circa € 73 milioni, che sommata alle ulteriori plus registrate nell’attuale finestra di mercato, porterà i ricavi 2017 a sfiorare la soglia dei € 500 milioni. Le plusvalenze però, purtroppo, sono ricavi “eccezionali”, non ricorrenti e, diversamente dai ricavi caratteristici quali sponsorizzazioni, diritti televisivi, merchandising, sponsor, ricavi da stadio ecc., assicurano un’impennata dei ricavi per il solo esercizio in cui vengono realizzate. Né, tantomeno è possibile dilazionarne gli effetti in più esercizi. Diversamente, e a fini unicamente fiscali, la plusvalenza concorrerà a realizzare la base imponibile e sarà possibile rateizzare il pagamento della relativa tassazione in massimo cinque esercizi, così come previsto nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).



di Davide Terruzzi


E ora? Cosa perdiamo? Come andare avanti?


In parte è colpa della scuola. Quando ci troviamo a studiare, avvertiamo l’esigenza di porre un po’ di ordine nel mare di informazioni cercando un sistema che ci aiuti a metabolizzare la varietà; per questo ci piacciono le categorie, i movimenti artistici-filosofici-letterari: ci consentono di porre sotto un’unica voce diverse personalità. Questa stessa necessità l’avvertiamo quando conosciamo qualche nuovo artista, scrittore o sportivo e siamo subito portati a ipotizzare un modello di riferimento o a qualcuno con caratteristiche simili. Lo stesso è successo con Paul Pogba nei suoi primi anni alla Juventus: i continui accostamenti a Vieira, Zidane, Yaya Tourè e Rijkaard non hanno consentito a molti di rendersi conto che quel giovane francese arrivato da Manchester era nel frattempo diventato un giocatore unico. I quattro anni di permanenza a Torino hanno rappresentato il periodo della continua evoluzione e della definitiva affermazione; arrivato come centrocampista estremamente tecnico, forte fisicamente, ottimo recuperatore di palloni e abile nelle conclusioni, le sue caratteristiche risultavano ideali per giocare come mediano davanti la difesa. In una delle sue prime apparizioni pubbliche con la maglia della Juventus, nel classico vernissage di Villar Perosa, colpì per la personalità con la quale dominava la scena; Paul era un ragazzino di 19 anni, ma voleva ricevere la palla dai compagni anche se pressato. La prima partita ufficiale disputata fu contro il Chievo a fine settembre. Giocò al posto di Pirlo, e quindi da regista, riuscendo a smistare bene il pallone con aperture apprezzabili, offrendo una buona protezione alla difesa: debutto senza far rimpiangere il Maestro come biglietto da visita. L’epifania giunse inaspettata il 20 ottobre nello scontro col Napoli: quel gol fu un capolavoro tecnico e coordinativo, un fulmine che rese maestosi i contorni del giocatore.

Antonio Conte, col passare delle partite, ha sfruttato sempre più Pogba come interno di centrocampo utilizzandolo come regista solamente nei casi in cui Pirlo dovesse rifiatare o fosse assente causa infortuni-squalifiche. Nel sistema di gioco dell’allenatore bianconero, la costruzione del gioco veniva deputata principalmente al rombo formato dai tre difensori e dal centrocampista centrale arretrato; gli interni si devono aprire sull’esterno per permettere le giocate dirette e verticali verso le punte e poi inserirsi negli spazi liberati dai movimenti degli attaccanti. In quell’organizzazione puntuale, Pogba effettuava meno passaggi e toccava un elevato numero di palloni in fascia; la sua dominante forza fisica lo ha reso sin da subito imprescindibile in campo grazie a una presenza che gli permetteva di rientrare più in volte in possesso della sfera e di mantenerne il controllo nelle situazioni più complicate.

Il secondo biennio bianconero è stato con Allegri in panchina, e con il nuovo allenatore sono cambiate la filosofia di gioco e le richieste tattiche: a tutti i centrocampisti, indipendentemente dal modulo adottato, veniva chiesto un contributo maggiore in fase di costruzione, così come non venivano disdegnate le giocate rischiose fondamentali per la creazione della superiorità numerica. Il primo anno vide il progressivo passaggio al 4312 con un set di movimenti pre-ordinato per la costruzione sicura della manovra: gli interni si aprivano sugli esterni, i terzini si alzavano con il chiaro intento di far trattare il pallone dai piedi più delicati; in questa maniera Pogba effettuava un maggior numero di passaggi, ma riceveva in zone troppe esterne con un numero ridotto di inserimenti nell’area avversaria.

La rivoluzione dell’estate 2015 ha rappresentato un punto di svolta per il centrocampista francese. Senza Pirlo e Vidal, la Juventus si aspettava da lui un maggior contributo in fase di costruzione e una presenza maggiormente continua in ogni aspetto del gioco e non solo in rifinitura e finalizzazione. L’inizio è stato uno dei peggiori e Pogba sembrava voler risolvere le partite da solo facendosi carico di tutte le difficoltà momentanee; cattive scelte e numero eccessivo di tiri rappresentavano la manifestazione di un passaggio cruciale. Fu dalla partita con l’Atalanta che Allegri iniziò a trovare una soluzione: la Juventus era schierata con un 4321, Pereyra si apriva sull’esterno e Pogba aveva spazio centrale da attaccare; dopo l’infortunio del centrocampista argentino, il tecnico accentuò questa situazione inserendo Asamoah e avanzando ulteriormente Paul. Fu in questa occasione che nacque l’asse centrale bianconero: il triangolo Pogba-Khedira-Dybala, ben protetto da Marchisio, permise alla Juventus di controllare il cuore del centrocampo anche col ritorno al 352; gli half-spaces venivano costantemente occupati dai due interni di centrocampo e da quella posizione potevano creare superiorità numerica con l’esterno, attaccare la profondità o ricercare la giocata alle spalle del centrocampo avversario.

La stagione 2015-2016 è stata quella dell’evoluzione per Pogba, quella in cui si è preso la Juventus diventando decisivo in ogni fase di gioco (costruzione compresa), toccando più palloni nella zona centrale del campo, offrendo continuità all’interno della partita con un maggior numero di inserimenti nell’area avversaria. Pogba ha semplicemente dominato il campionato italiano con una onnipotenza fisica e tecnica impressionante. In campo aperto è un treno in corsa; possiede velocità, rapidità, progressione, tecnica, vederlo correre palla al piede è un inno alla bellezza e all’eleganza. Deve ancora limare il numero di palloni persi a partite; si dice sia lezioso – in parte è vero -, ma troppi si aspettano da lui 1 gol e 1 assist a gara, qualcosa di altamente improbabile nonostante le potenzialità sterminate. La consapevolezza delle proprie qualità non deve trasformarsi mai in eccesso di sicurezza e nell’aumento dei rischi non necessari; Paul è comunque spesso in controllo del fisico e del pallone, riesce a mantenerne il dominio nonostante la pressione avversaria con una sorprendente tranquillità, quando lo perde è per leggerezza mentale, superficialità unite a cattive letture.

Pogba è un centrocampista che può giocare in qualsiasi zona del campo. Non è uno specialista: non è un regista, non è un interno, non è un trequartista. Non ci sono categorie, per lui. È tutto. Con una qualità spesso superiore agli specialisti dei ruoli. La completezza di Paul è decisamente sorprendente: fa quello che ogni centrocampista è chiamato a svolgere ma riesce a farlo con una pulizia impressionante. Alle qualità tecniche e fisiche unisce un’intelligenza tattica decisamente non banale: Pogba è uno dei migliori centrocampisti difensivi in circolazione; lo è non solo grazie al suo dominio atletico, ma grazie a un senso della posizione innato e affinato grazie alla scuola italiana. Paul può essere il regista che inizia la manovra, il mediano che protegge la difesa, l’interno che si inserisce nel cuore della difesa avversaria, il trequartista che realizza assist e rompe le partite con le progressioni palla al piede, l’attaccante dal tiro preciso e potente. È un miracolo della natura. Questo è il Pogba che lascia la Juventus: da giocatore di lampi e rotture a calciatore dominante, onnipotente e di governo. L’evoluzione è stata continua e si è completata nell’ultimo anno quando ha limato i suoi principali limiti; la sua condanna è legata ai suoi strabilianti mezzi: tutti si aspettano da lui giocate fenomenali sempre, ma l’eccezionalità di Pogba è saper fare tutto meglio della media dei vari specialisti. Per questo non può essere sistemato dentro una semplice categoria e i paragoni sono limitanti: Paul Pogba è semplicemente Paul Pogba, il calciatore che si avvicina maggiormente a quello che LeBron James è per il basket.

Come The King, e probabilmente ancora di più, necessita della qualità dei compagni e di un’organizzazione di gioco chiara; alla Juventus ha trovato la situazione ideale per maturare, l’ambiente perfetto per un lavoratore maniacale desideroso di diventare il migliore al mondo; con la Francia, invece, si è dovuto calare in una posizione che lo ha tagliato fuori dalla zona pericolosa e con pressioni esterne notevoli; a Manchester troverà inizialmente una squadra dalla non chiara fisionomia e potrebbe essere schierato nuovamente tra i due di centrocampo nel 4231 di Mourinho, lontano dalla trequarti avversaria: non gli basteranno, in quel caso, prestazioni come quelle di Francia 2016 per rispondere alle attese strabilianti.

La Juventus perde non solamente uno dei cardini della propria squadra, ma il calciatore dominante e onnipotente, autentico padrone del centrocampo. Non esiste un suo sostituto. Inutile cercare un giocatore fotocopia; la sua partenza comporta una diffusione maggiore del talento e della qualità tecnica e un progetto di gioco meno diretto e più basato sulla padronanza del palleggio. Allegri ha già a disposizione una batteria di centrocampisti abili in fase difensiva (Marchisio e Pjanic brillano per intercetti) con un solo giocatore potenzialmente straripante a livello fisico, quel Mario Lemina che ha mostrato qualche lampo nella prima stagione. La dirigenza bianconera ha così davanti tre diversi scenari che portano dritti ad altrettanti identikit: possono acquistare un equilibratore, à la van Bommel nel Milan, con Marchisio riportato nel ruolo d’interno; cercare un centrocampista dinamico, à la Vidal; portare a Torino un regista basso/alto. La certezza è che Allegri vorrà allenare un giocatore dotato tecnicamente.

  • Zabojnik

    Tre scenari diversi, meno di due settimane per sceglierne uno. Speriamo di non sbagliare.

    Bell’articolo!

    • Davide Terruzzi

      Speriamo bene.
      Grazie mille!!

    • Molto penso dipenda da cosa Allegri deciderà di far fare a Pjanic…

  • Michele G.

    Insomma, la vacanza studio di Paul al campus di Vinovo è terminata. L’attestato consegnato a pieni voti ed ora il ragazzo è pronto per la professione.

    Gli effetti economico finanziari sono ottimi ma non eccezionali se ho ben capito.

    Tatticamente invece siamo per l’ennesima volta alla rivoluzione e nella posizione di dover porre rimedio e al più presto ad innesti di mercato last second Marottiani. Possibile non si potesse chiudere prima la campagna acquisti, dato che in società tutti sapevano della partenza del polpo 🐙?

    Io giocatori vanno, è vero, e la Juve resta.
    Io guardo sempre avanti, speranzoso e fiducioso anche se non posso nascondere una preoccupazione. Quella che la Juve, per poter riuscire a trattenere i grandi campioni, ha bisogno di crescere ancora molto. Ho l’impressione però che siamo arrivati al limite, alle attuali condizioni politiche e sportive che regolano la nostra serie A, credo che grossi passi avanti non se ne possano fare.
    Se non cambia il sistema la Juve sarà la prima a subirne le conseguenze negative, l’affaire Pogba ne è l’esempio lampante.

    Auguri mia cara e amata Juve!

    • Davide Terruzzi

      Alla fine conta che l’acquisto si riveli azzeccato, anche se pure io mi sarei augurato non arrivare ancora a 10 giorni dalla fine del mercato con trattative da chiudere. La Juventus per tenere i giocatori ha bisogno di mantenersi ogni stagione nei piani alti europei, crescere notevolmente sotto l’aspetto del marketing aumentandone i ricavi. Purtroppo, tutto questo deve avvenire senza l’aiuto della Serie A, incapace di vendere il proprio prodotto all’estero (non ci pensa proprio) e di un sistema che pensa solamente al mantenimento al potere. Chissà che con i cambi di proprietà recenti possa cambiare qualcosa.

      • Michele G.

        Esatto Davide, se gli orientali si dimostrassero capaci di immettere denari freschi nella serie A, potremmo guadagnarci tutti.
        Denari freschi, investimenti, maggiore competitività ma soprattutto ci vorrebbe un interesse comune da parte dei grandi club in primis, a fare cerchio e trovare la maniera di rialzare le sorti di quello che una volta (solo 20 anni fa) era il campionato più importante del mondo.
        La strada è lunga…

  • Luca

    boh io lo vedo un ragazzo molto insicuro… ho visto diversi video di Pogba in maniera piuttosto informale, lo vedo a disagio con le telecamere non sa cosa dire… in passato lo imputavo ad un problema con la lingua italiana ma è stato lo stesso con l’ultimo video in inglese con henry e quello con la nazionale francese, quindi il suo successo sui social network, che sa usare alla grande, credo sia tutto impostato da qualcun’altro che gli dice cosa fare… cosa postare… questo ovviamente spinge a pensare anche alle sue scelte… io non credo che abbia avuto lui il coraggio di dire di volersene andare dalla juve ma che sia stato spinto, ma non perchè avesse voglia di rimanere ma solo per mancanza di coraggio di esporsi, se ci pensate tutta la vicenda è stata così: lui non si è mai esposto, non ha contattato i suoi compagni alla juve, io credo che davvero l’unico obiettivo di paul pogba sia egli stesso… quando parla di ciò che vorrebbe fare parla di pallone d’oro e basta giusto per citarne uno: maradona! parlava di mondiale da bambino non di pallone d’oro, sembra un pò fessacchiotto se vogliamo dirlo quindi non so quanto avrebbe fatto bene alla squadra… sicuramente è un bravo ragazzo però molto influenzabile e se si è fatto influenzare da più di qualcuno che gli ha detto di lasciare la juve figuriamoci come potrà essere influenzato quando comincerà a sbagliare partite ed essere etichettato come OVERRATED come ho già letto in giro… ti auguro il meglio Paul perchè un pò mi dispiace pure per te…

  • Luca, come scrive nell’articolo Davide Pogba è un giocatore che può eccellere in tutto a centrocampo, qualunque ruolo gli si chieda: ovviamente ci sono le zone a lui più e meno congeniali, ma sarà sempre un giocatore super.
    Arrivati a questo punto però credo si possa serenamente dire come gli manchi qualcosa a livello di personalità, dentro e fuori la squadra: non sarà mai il giocatore che prende per mano il gruppo e lo trascina. Certo, è giovane, ma certe doti caratteriali, come il talento, o le hai di natura o non le hai, non le puoi costruire.
    Pogba è, per talento e doti, una sorta di LeBron James calcistico. Ma a differenza di LeBron non ha il talento mediatico, la capacità di essere uomo copertina, e non è giocatore-leader. Il paragone con un altro noto connazionale al momento non regge: Zidane per me resta altra categoria, e credo lo resterà sempre, specialmente se Pogba sarà chiamato nei prossimi anni a fare il regista, una di quelle posizioni che gli sono a mio avviso meno congeniali.

    • Michele

      mi sbaglierò ma a livello di leadership in prospettiva Dybala mi sembra averla nel DNA
      basta guardarlo negli occhi

  • Fabrizio Fibra Serra

    Lo ammetto ci sono rimasto male soprattutto perché il giocatore ha avuto zero riconoscenza ne una spiegazione ne altro nei confronti della sua vecchia squadra. Sarò sbagliato io che ho avuto la fortuna di assistere alle ultime bandiere del calcio. Se posso dire noi compriamo bene ma vendiamo male e spero che Marotta abbia già snodato il terreno per qualche centrocampista forte perché marchisio e sturaro e mandragora out, khedira di cristallo e abbiamo il problema Coppa d’Africa
    P.s bellissima idea quella di ateralbus

  • margigiambi

    Io ho una serie di domande:
    1. Si può fare un confronto con quello che è successo ai ricavi degli altri club dopo trasferimenti di questo tipo? Sono pochi alla fine Zidane, Ronaldo, Bale e Higuain. Ad esempio il Manchester United nel 2009 aveva circa il nostro stesso fatturato e di lì è salito. Gli Spurs hanno fatto invece una campagna acquisti stratosferica dopo Bale. La questione sarebbe: quali prospettive di crescita societaria?
    2. Rapporti Juve-Adidas. Voi non siete giornalisti e va bene, ma possibile che non ci sia nessuno che indaghi cerchi un retroscena qualcosa? Come è possibile essere così impreparati se Pogba ha girato i video a maggio?

  • 313xpaperinik

    Complimenti per il sito, articoli approfonditi, niente blah blah blah… Bella sorpresa.

    • Davide Terruzzi

      Grazie!

    • E’ l’intenzione.

    • Andrea Lapegna

      Grazie! La direzione è questa, condita da tanto tanto confronto…

    • Benedetto Minerva

      L’impegno e la passione per continuare a farlo non mancheranno. Grazie mille!

  • Ascar

    Sul campo. Pogba mi mancherà. Ma più per quello che poteva ancora dare che per quello che ha dato. Potenzialità da pallone d’oro, senza ombra di dubbio, ma ad oggi non è stato da pallone d’oro. Certo alla sua età Zidane o Platini, per restare ai centrocampisti, non avevano messo in campo i numeri di Pogba. Ma bisogna essere realisti. In UCL? Mai decisivo. Nei campionati? Mai decisivo, tranne l’anno scorso. Bisogna riconoscere che nella seconda parte della stagione scorsa è stato decisivo con prestazioni eccellenti in serie. Quindi, potrebbe diventare meglio di Platini e Zidane, come dimensione, ma ad oggi non ha quella dimensione.

    • Davide Terruzzi

      Lo hai detto tu. Pogba ha appena 23 anni. L’ultima stagione lo ha visto crescere a livello di continuità e di incisività; se la sua intenzione – e lo è – è quella di affermarsi come il migliore al mondo, beh deve essere determinante in Europa. Temo però che giocare lontano dalla porta lo renderà probabilmente il migliore centrocampista per diversi anni, ma non il calciatore migliore.

      • Ascar

        Concordo. Anche se il campionato inglese, che trovo abbastanza elementare e basico dal punto di vista tattico, può rappresentare comunque un contesto che ne esalta le qualità anche messo davanti alla difesa. Potrebbe fare molti gol comunque. Porc%#..😁😭

    • Credo che dal punto di vista prettamente calcistico, Pogba si possa riassumere con una parola che ha usato anche lo stesso Davide nel pezzo: “unico”.

      Pogba potrebbe anche non diventare il migliore al mondo in assoluto, ma resterebbe un giocatore unico. Così come – a mio avviso – Ibrahimovic non è stato l’attaccante più forte della sua generazione, ma resta un attaccante unico.

      Il mix di fisicità, atletismo, duttilità, qualità tecnica e visione di Pogba è, appunto, unico.

      Un giocatore così non lo puoi sostituire con un giocatore simile. Ma, per fortuna della Juventus, a calcio si può giocare (e vincere!) anche senza Pogba.

  • Massimo Maccarrone

    Da un punto di vista economico a mio parere è più conveniente pagare le tasse sulla plusvalenza in un unico esercizio, vale a dire nel prossimo in cui il fatturato sarà drogato dalla plusvalenza stessa. Diluire le tasse su più bilanci metterebbe costi in più che oggi puoi assorbire in un’unica soluzione. Se li spalmi poi devi trovare il modo di pagarli. Assodato che la plusvalenza non è un ricavo ricorrente, non esiste alcun modo, nessun trucco per sfruttarla per i bilanci successivi?
    Un bilancio in attivo può migliorare la posizione finanziaria netta, nel rispetto del financial fair play, per quelle che sono le regole attuali:

    The limits are:
    • €45m for assessment periods 2013/14 and 2014/15
    • €30m for assessment periods 2015/16, 2016/17 and 2017/18

    In order to promote investment in stadiums, training facilities, youth development and women’s football (from 2015), all such costs are excluded from the break-even calculation.

    significa che se Pogba genera una plusvalenza pulita di 50MLN circa e questi vanno a incrementare la posizione finanziaria netta, in teoria puoi permetterti di chiudere i 4 bilanci successivi al 16/17 con un negativo di 10MLN che andrebbero mano a mano scalati dalla posizione finanziaria netta, ovviamente con le attuali regole del FFP.

    Altra possibilità è scalare il debito generato per pagamenti trasferimenti calciatori. Il risparmio sugli interessi potrebbe generare spazio a bilancio per assorbire parte dell’ammortamento di Higuain.

    Spero che possa esserci qualche cosa che sconosco essendo non pratico della materia, qualche trucco che i nostri contabili hanno in mente.

    O più semplicemente l’obiettivo è aumentare il fatturato negli anni a venire e prendere questa plusvalenza per quello che è. La posizione finanziaria verrà sfruttata per finanziare la campagna acquisti senza emettere nuovo debito.

    • Benedetto Minerva

      Ciao Massimo. La tua riflessione sul pagamento delle imposte in un’unica soluzione è condivisibile. Difatti la rateizzazione è una facoltà prevista dal TUIR. Per quanto riguarda la PFN, credo che anche quest’anno la campagna trasferimenti inciderà nonostante l’incasso ricevuto per Pogba. Non dimentichiamoci che ad oggi gli investimenti ammontano a circa 158 milioni e forse non è finita qui. Gli introiti da Champions, quello da merchandising, sponsorizzazioni, oltre alla massimizzazione dei costi e ricavi del J-Collage (giugno 2017), “aiuteranno” i prossimi bilanci.
      A presto
      Benny

    • Benedetto Minerva

      Ciao Massimo. La tua riflessione sul pagamento delle imposte in un’unica soluzione è condivisibile. Difatti la rateizzazione è una facoltà prevista dalle norme del TUIR. Per quanto riguarda la PFN, credo che anche quest’anno la campagna trasferimenti inciderà nonostante l’incasso ricevuto per Pogba. Non dimentichiamoci che ad oggi gli investimenti ammontano a circa 158 milioni e forse non è finita qui. Gli introiti da Champions, quello da merchandising, sponsorizzazioni, oltre alla massimizzazione dei costi e ricavi del J-Collage (giugno 2017), “aiuteranno” i prossimi bilanci.

      A presto
      Benny

      • Massimo Maccarrone

        Benny,
        grazie come al solito per la risposta e complimenti come sempre per la professionalità.
        Scusami ma ho confuso il patrimonio netto con la PFN, non avevo il bilancio sotto mano e non ricordavo il termine esatto.

        Pensi sia fattibile quello che dico, mi spiego:
        immagino che questa enorme plusvalenza farà si che l’utile di esercizio sarà molto positivo, sbaglio o prevedi un bilancio in pareggio?
        L’utile d’esercizio positivo andrà a incrementare il patrimonio netto.

        Nei limiti del financial fair play posso erodere 10MLN l’anno dal patrimonio netto chiudendo il bilancio in negativo nei prossimi 4 anni dopo il 16/17 ?

        Ovviamente si spera che la società riesca ad aumentare i ricavi, cosa molto probabile.

        Però a questo punto ti chiedo una cosa, come si può usare il patrimonio netto? Permette di non emettere nuovo debito? Permette di estinguere quello che hai?

        • Benedetto Minerva

          Il patrimonio netto altro non è che la differenza tra le attività e le passività di bilancio. È composto essenzialmente dal capitale sociale, dalle riserve e dagli utili di esercizio; esprime la solidità dei mezzi propri e garantisce la copertura di eventuali perdite in bilancio. Ad esempio rapportato alla posizione finanziaria netta, esprime la dipendenza della società nei confronti delle fonti finanziarie esterne (banche). Più alto è tate rapporto, meno è equilibrata la struttura finanziaria, tipico di una società in pieno regime di investimenti come la Juventus. Spero di aver chiarito i tuoi quesiti sulla destinazione del patrimonio netto.

          • RIQUELME

            Buongiorno Benny, pongo un altro quesito. In merito alla gestione dello sbilancio conseguente i massicci investimenti di questa campagna trasferimenti, una possibile strategia alternativa, che peraltro consentirebbe di pagare meno tasse, sarebbe quella di passare ad un tegime di ammortamento degressivo. Con aliquote analoghe a quelle applicate dal Napoli ci troveremmo ad ammortizzare grossomodo il 50% dei 145 mln investiti nell’esercizio corrente, ovvero una cifra (72,5 mln) pressoche identica alla pkusvalenza realizzata sul polpo. Facendo i conti della serva sulle poste rimanenti (stipendi dei nuovi acquisti – pdf liberata dai ceduti), tra l’altro, si scopre che il saldo e’grossomodo in equilibrio.

            Per queste ragioni ti chiedo:
            a) e’ giuridicamente possibile una modifica dei piani di ammortamento?
            B)in caso affermativo, la ritieni una strada cobsigluabile e/o che la dirigenza potrebbe intraprendere?

            Grazie mille, Michele

          • Benedetto Minerva

            Ciao Michele,
            La scelta di cambiare il criterio di ammortamento, anche se apparentemente vantaggiosa, non mi sembra una strada percorribile per due motivi essenziali.
            1) Dal punto di vista civilistico, secondo i principi contabili IAS, il criterio scelto non può variare da un esercizio all’altro salvo che non si verifichi un cambiamento nei benefici economici futuri attesi dal bene ed il cambio di criterio va opportunamente motivato in nota integrativa. Nel nostro caso parliamo di calciatori che civilisticamente sono immobilizzazioni immateriali a vita residua già definita (durata del contratto), per cui il loro beneficio economico è dato dalle prestazioni sportive e giustificare il “cambiamento dei benefici economici”, appare arduo laddove si trattasse più di “escamotage” che altro.
            2) Cambiare il criterio di ammortamento significherebbe farlo per tutti i diritti pluriennali già registrati in bilancio e già ammortizzati a quote costanti, con la conseguenza di disattendere i principi di chiarezza e trasparenza di redazione e che comunque difficilmente porterebbero a benefici economici.

  • Luca Pingiori

    Caro benny
    Mi permetto una considerazione. La Juve parla di effetto complessivo a conto economico dentro il quale sono considerate le imposte (IRES e Irap) che pesano circa il 31,4%. Non si può a mio modesto parere slegare i 72 mio dall’effetto imposte. Altro aspetto da considerare e lo split delle imposte su 5 anni. A livello di conto economico le imposte vanno stanziate tutte il primo anno, di cui 1/5 pagate nella stagione 2016 2017 e il resto negli anni successivi, ma l’impatto a conto economico va registrato tutto nel primo anno.

    Saluti
    Luca

    • Benedetto Minerva

      Ciao Luca. La Juve parla di effetto economico positivo di circa € 72,6 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori. Non indica altro. La tassazione non è mai stata inclusa nei precedenti comunicati finanziari e non può esserlo in quanto l’aspetto fiscale attiene tutto il risultato operativo, non solo i ricavi da player trading. Per quanto riguarda “l’impatto delle imposte”, quello che va registrato nell’esercizio in cui si realizzano, è l’importo delle plusvalenze che non può essere dilazionato. Quello che puoi dolazionare è l’imposta relativa. Così come recita il TUIR, qualora le plusvalenze siano relative a beni che sono stati posseduti dall’impresa per un periodo non inferiore a tre anni, le stesse concorrono alla formazione del reddito interamente nell’esercizio in cui sono state realizzate, con la possibilità (scelta vincolante da effettuarsi in sede di dichiarazione dei reddidi) di rateizzare il pagamento delle relative imposte in massimo 5 esercizi.
      A presto
      Benny

    • Benedetto Minerva

      Ciao Luca. La Juve parla di effetto economico positivo di circa € 72,6 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori. Non indica altro. La tassazione non è mai stata inclusa nei precedenti comunicati finanziari e non può esserlo in quanto l’aspetto fiscale attiene tutto il risultato operativo, non solo i ricavi da player trading. Per quanto riguarda “l’impatto delle imposte”, quello che va registrato nell’esercizio in cui si realizzano, è l’importo delle plusvalenze che non può essere dilazionato. Quello che puoi dolazionare è l’imposta relativa. Così come recita il TUIR, qualora le plusvalenze siano relative a beni che sono stati posseduti dall’impresa per un periodo non inferiore a tre anni, le stesse concorrono alla formazione del reddito interamente nell’esercizio in cui sono state realizzate, con la possibilità (scelta vincolante da effettuarsi in sede di dichiarazione dei reddidi) di rateizzare il pagamento delle relative imposte in massimo 5 esercizi.
      A presto
      Benny

      • Simeone Dussoni

        ma se la juve usa tutta o una parte di questa plusvalenza per ammortizzare costi di bilancio (stipendi, passivi pregressi, cazzi vari), la tassazione si calcola sulla parte superstite come sarebbe logico o no?

        • Benedetto Minerva

          Ciao Simeone,
          certo che sì, la tassazione va applicata al risultato operativo al netto dei proventi ed oneri finanziari, ovvero alla eventuale differenza positiva tra ricavi (tra cui le plusvalenze) e costi inclusi gli ammortamenti.

  • Giorgio sub

    premetto che non capisco poco o nulla di economia , ma l’analisi che ho letto mi permette di capire molte peculiarità specifiche del problema.
    Condivido in toto tutto quello che ho letto nei vari articoli ….

    • Benedetto Minerva

      Grazie mille Giorgio!

    • Benedetto Minerva

      Grazie mille Giorgio!

  • Cuorejuve

    Complimenti di cuore, tutto perfetto, dal riassunto della telenovela, alla parte economica, a quella tecnico-tattica!
    Pur apprezzando POGBA per le sue doti calcistiche , l’ho sempre ritenuto un ragazzetto “idiota”…all’inizio pensavo…e’ giovane, poi ho capito che è assolutamente egocentrico e vuole diventare “the best” , non è forte caratterialmente e si lascia così influenzare da chi gli sta intorno…nel bene (soldi,fama) , ma anche nel male…perché voglio vedere cosa succederà se qualcosa non dovesse funzionare.
    Ora salutato Paul…la mia unica proccupazione e’ la Juve…e come riuscirà a giocare con un centrocampo assolutamente inedito, incrocio le dita per l’ultimo (o gli ultimi?) acquisto!

  • Stefano★★★Marchisio

    Il gol con l’Udinese..

  • stesco74

    Ottimo lavoro.
    Anche io attendo l’arrivo del nuovo centrocampista, Cuadrado a parte.

  • Davide Devoti

    Ottima ed esaustiva analisi di un fatto che non avremmo mai voluto che accadesse.

  • Alessandro Carpita

    Da “buon soldatino” il quale sono, come richiestoci, mi prendo dieci minuti da dedicarvi – non per obbligo, bensì per piacere.

    Personalmente non ho molto da spendere sull’articolo soprastante, riguardo l’argomento trattato intendo; posso però utilizzare questo ritaglio di tempo per parlare di voi e di ciò che è appena nato. Non mi soffermerò sul vostro passato (voi avreste da dire molto più di quello che io potrei riportare, ndr), ma è giusto che voi sappiate che stavo perdendo interesse nei confronti di quello che eravate e del calcio in generale; ero solito leggervi per approfondire, ampliare, evolvermi e talvolta discordare. Sono così in tutto, voglio avere più voci nella testa, non solo la mia, e quando vi incontrai sulla mia strada due anni or sono mi accorsi che eravate un’importante risorsa, aldilà del credo sportivo. Questa vostra svolta ha clamorosamente coinciso con il progredire del mio conscio distacco da ciò che di sportivo vedo io nel calcio e che in Italia non siamo abituati a vedere, assuefatti dai vari teatrini mediatici; giusto in tempo per riportarmi indietro insieme a voi, insomma.
    Ascolterò. Discuterò. Approfondirò. Annuirò. Dissentirò. Ne godrò. Non vuole essere una promessa, altresì un semplice impegno, al pari vostro, per rendervi un ringraziamento ogni volta che metterete in campo le vostre idee e/o competenze. Baso la mia dedizione sulle vostre premesse e su ciò che mi avete mostrato negli scorsi anni e soprattutto volendo cambiare rotta, ma non illudetevi: non possedete nulla di messianico ai miei occhi, ricalcate semplicemente l’idea che ho del calcio e so che mi potrete aiutare a comprenderne ben oltre quello che già so, con la speranza un giorno di poter dare a mia volta ad altri quello che ho ricevuto da voi e, chissà, magari collaborare con voi direttamente, anche.

    Concludendo – mi sono anche troppo dilungato in futili parole – sappiate soltanto che approvo e che sarò presente ogni volta mi sarà possibile.
    Mi gioco dunque un “in bocca al lupo”, anche se, quando si hanno le competenze, non ne si necessita.

    See ya next time.

  • 82-87

    Per me il miglior Pogba è stato quello dell’inizio 2015 (tipo Juve-Chievo) quando veramente trascinò la squadra partita dopo partita. Poi arrivò lèinfortunio che lo tenne fuori alcuni mesi, ma per me il primo scudetto di Allegri è comunque lo scudetto di Pogba (come il primo di Conte fu quello di Pirlo, poi ci fu quello di Vidal, quello di Tevez…). Vediamo cosa farà a Manchester. Curioso di scoprire la sua dimensione definitiva. A seconda di quale sarà, capiremo chi ha fatto l’affare in questa cessione.

    In bocca al lupo per il nuovo sito. Unico appunto: niente contro l’inglese, lingua che amo, ma i titoli in inglese per gli articoli in italiano suonano comunque strani.

  • La manovra pubblicitaria che ha accompagnato il trasferimento è stata irritante a dir poco. Mi aspettavo tutt’altra serietà e tutt’altro trattamento da Paul, ma evidentemente non avevo affatto capito l’uomo. Dispiace aver perso il giocatore, specie perchè la Juve dimostra ancora una volta, come l’anno scorso con Vidal, di non aver affatto preparato il dopo. Ma nessun rimpianto per l’uomo, a questo punto.

    Grazie per il vostro lavoro, sempre interessante!

    • Benedetto Minerva

      Premesso che un giocatore con le caratteristiche di Pogba non lo trovi sul mercato, mi chiedo e ti chiedo se hai mai pensato all’ipotesi che il dopo Pogba sia stato proprio Pjanic. Grazie mille a te per aver apprezzato il nostro lavoro 👍🏻

      • Ci ho pensato, ma tendo ad escluderlo. Io ci vedo ancora un buco non riempito, nel centrocampo.

  • Michel Consoli

    Salvato su pocket, per me è troppo presto ragazzi, sta lì sul cellulare fra un mesetto quando mi sarò visto qualche perla di Dybala, qualche magia di Pjanic e qualche passaggio di Bonucci, allora e solo allora mi metterò a leggere, la ferita è ancora aperta.
    Intanto mi complimento e vi faccio un in bocca al lupo enorme, attendo con trepidazione il podcast!

    • Davide Terruzzi

      Grazie mille, a giovedì!

  • Capitan Haddock

    Bell’articolo, ma è una ferita al cuore. Alla fine, secondo me la sintesi è semplice: si è venduto il giocatore dominante dei prossimi 6/8 anni per una cifra netta troppo bassa.

  • Raffaele

    Boh, a me sembra assurdo.
    A giugno Allegri va in televisione a “Che tempo che fa” e dichiara che Pogba rimane. Quindi vuol dire che la Juve non ha intenzione di cederlo.
    Poi lo vendi, ad una cifra netta bassa (72 milioni di cui il 30% se li mangia le tasse), ma anche considerando il lordo è bassa: il ManU ha pagato ora 110 per un giocatore che fra 4 anni se proprio va male male ne vale almeno 50. Noi abbiamo pagato 90 Higuain che fra 4 anni varrà zero.
    Ipotesi 1: la Juve è una squadra che vende anche i giovani migliori quando arrivano proposte da Real, Barca, Bayern, ManU (e forse anche ManCity e Chelsea). Ok, ma allora che cazzo te lo sei comprato a fare Higuain? Punta sui giovani (paga 60 per Morata, ad esempio) e spera che un giorno col crescere del fatturato arriverai al livello delle grandi.
    Ipotesi 2: la Juve è una squadra che vende i “vecchi” (es. Vidal), ma i giovani migliori se li tiene perchè punta a vincere la Champions, magari investendo anche grosso per Higuain perchè vuole accellerare i tempi. Ma allora perchè cazzo hai venduto Pogba? Se fra un anno arriva un’offerta da 100 per Dybala, che fai?
    Il tutto è senza senso. O meglio, l’unico senso è che sia falsa la mia premessa: la Juve in realtà voleva vendere Pogba, perchè lo considerava sopravvalutato.

    • Simeone Dussoni

      Dybala tra due anni non giochera’ piu’ con noi. non affezionatevi troppo. e nemmeno a lemina e alex sandro, ci terremo manzukic evra hernanes e lichtsteiner che guarda caso nessuno si azzardera’ a comrpare. ma il bilancio sara’ in ordine! io mi sto fregando le mani, con l’assegno da 5 euro che mi ha mandato mamma juve (72 milioni di plusvalenza diviso 14 milioni di tifosi…)
      siamo sicuri che non si potesse tenerlo fino alla scadenza e lasciarlo andare via a zero tra tre anni, ma SOGNARE per questi tre anni con uno squadrone?

      • Raffaele

        Buffon
        Dani Alves
        Bonucci
        Benatia
        Alex Sandro
        Marchisio
        Khedira
        POGBA
        Pjanic
        Dybala
        Higuain

        Questa squadra se la gioca alla pari col Barcellona e il Bayern (e sta sopra il Real)