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	<title>Studio &#8211; AterAlbus</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>Studio &#8211; AterAlbus</title>
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		<title>Fiorentina-Juventus, o dell&#8217;attacco alla linea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Tossani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 13:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
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					<description><![CDATA[La brutta partita di ieri contro la Fiorentina (1-1) ha riproposto ancora una volta problematiche legate al tentativo di Andrea Pirlo di trasmettere ai suoi giocatori la propria idea di calcio. In particolare sono stati i primi&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong>La brutta partita di ieri contro la Fiorentina (1-1) ha riproposto ancora una volta problematiche legate al tentativo di Andrea Pirlo di trasmettere ai suoi giocatori la propria idea di calcio. </strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>In particolare sono stati i primi quarantacinque minuti a confermare come il modello di gioco proposto dal tecnico bianconero sia ancora ben lontano dall’essere assimilato, e questo è vero al netto del cambio di modulo adottato nella prima frazione. </p>



<p>Per affrontare la squadra viola, che quest&#8217;anno è in lotta per non retrocedere, Pirlo ha optato per una disposizione a specchio rispetto a quella di Iachini (3-5-2) forse nella convinzione che, così facendo, si sarebbero create situazioni di uno contro uno, che sulla carta sarebbero dovute essere favorevoli ai bianconeri.</p>



<p>Di contro invece, quello che ne è risultato è stato un primo tempo nel quale la Juve ha sì dominato per quanto riguarda il possesso (a fine partita sarà del 62%) ma certamente non dal punto di vista delle occasioni create (visto che sono stati solo 0.49 gli xG prodotti all’intervallo).</p>



<p>Queste difficoltà trovano riscontro anche nel dato relativo al baricentro medio degli ospiti che, nella prima frazione, è stato di appena 43.87m. In pratica la Juventus ha avuto difficoltà a produrre dominio territoriale contro una Fiorentina che si è difesa in modo compatto ma tenendo una linea arretrata alta.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="590" height="715" src="/wp-content/uploads/2021/04/baricentri-Lega-calcio.jpg" alt="" class="wp-image-18852"/></figure></div>



<p>L&#8217;atteggiamento in non possesso degli uomini di Iachini ha consentito loro di limitare i collegamenti juventini fra la zona di costruzione e quella di rifinitura. I giocatori deputati all’invasione di quest&#8217;ultima (segnatamente Ronaldo, Dybala e Ramsey) hanno fatto fatica a smarcarsi fra le linee avversarie di difesa e centrocampo tanto è vero che, tutti e tre compresi, hanno ricevuto appena 3 passaggi filtranti (su un totale di appena 14 prodotti dalla Juventus).</p>



<p>In pratica, la sola volta in cui ai bianconeri è riuscito transitare con costrutto nella zona di rifinitura, si è venuta a creare l&#8217;unica occasione del primo tempo, quella sprecata malamente con un controllo sciagurato da Ramsey a tu per tu con Drągowski.&nbsp;</p>



<p>In una situazione del genere la squadra di Pirlo avrebbe potuto provare a scavalcare le linee avversarie, andando più direttamente alla ricerca della profondità. Questa soluzione avrebbe consentito alla Juventus di testare la difesa viola nella difesa del campo alle proprie spalle e, nello stesso tempo, avrebbe allungato gli avversari (che hanno tenuto una distanza media fra i reparti di 21.51m nel primo tempo) dilatandone la zona di rifinitura.</p>



<p>Così non è avvenuto perché i bianconeri hanno attaccato poco l&#8217;ultima linea dei padroni di casa, come si evince bene da <a href="https://www.linkedin.com/posts/michele-tossani-5a3680147_rifinitura-lineadifensiva-videomatch-activity-6792432136143024128-AVwA" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">questo contributo video</a>.</p>



<p>Le cose sono migliorate nel secondo tempo quando i cambi di Pirlo (dentro Morata e Kulusevski per Bonucci e Dybala) hanno permesso alla Juve di avere un riferimento avanzato in grado di attaccare la profondità (l&#8217;attaccante spagnolo) e di costruire una catena laterale destra (con l&#8217;ex Parma accoppiato a Cuadrado) di qualità e in grado di creare superiorità in ampiezza.</p>



<p>Al netto di una disposizione più equilibrata e di un piano gara più orientato alla ricerca delle corsie esterne, la Juve ha comunque continuato a non creare moltissimo (1.16 il dato finale degli expected goals prodotti), nonostante una maggior supremazia territoriale (55.03m il baricentro media nel secondo tempo).</p>



<p>Alla fine quindi la squadra bianconera torna dal Franchi con un solo punto conquistato, al termine di una sfida che rappresenta un compendio di quanto non è andato in questa stagione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La costruzione dal basso è davvero il male del calcio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Puntillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 08:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[di Michele Puntillo Nemico Pubblico n.1 La discussione sul tema della cosiddetta “costruzione dal basso” sta oltrepassando la cortina di ferro dei giornali sportivi, tanto che negli ultimi tempi persino un quotidiano generalista come Il Post se&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>di Michele Puntillo</p>



<p><strong>Nemico Pubblico n.1</strong></p>



<p>La discussione sul tema della cosiddetta “costruzione dal basso” sta oltrepassando la cortina di ferro dei giornali sportivi, tanto che negli ultimi tempi persino un quotidiano generalista come <a href="https://www.ilpost.it/2021/03/03/costruzione-dal-basso/" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">Il Post</a> se ne è occupato.</p>



<p>Purtroppo, a contenuti così equilibrati, si aggiunge un numero importante di opinioni meno concilianti, provenienti non solo dalla Babele dei social, ma anche da un’importante quota di giornalisti sportivi. Questi, dopo stagioni passate a <a href="/differenza-giocare-bene-bel-gioco/" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">contrapporre</a> in maniera manichea e totalmente pretestuosa il presunto “bel giuoco” con il “risultatismo”, sembrano aver trovato nella costruzione dal basso un nuovo perfetto obiettivo per le loro invettive.</p>



<p>Va detto che questa crociata, nella maggior parte dei casi, non è frutto di malafede bensì probabilmente di scarsa comprensione del gioco e delle sue dinamiche. Se, infatti, gli svantaggi della costruzione dal basso sono evidenti e palesi in caso di errore, i vantaggi sono molto meno chiari oppure vengono scambiati per altre situazioni di gioco, come ad esempio un contropiede.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.instagram.com/p/CLokHccqVU8/?igshid=663kyhrjwtrw" target="_blank" rel="noopener"><img src="/wp-content/uploads/2021/03/photo_2021-03-17_09-11-43-960x1146.jpg" alt="" class="wp-image-18129" width="632" height="754" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/photo_2021-03-17_09-11-43-960x1146.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/photo_2021-03-17_09-11-43-595x710.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/photo_2021-03-17_09-11-43-768x917.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/photo_2021-03-17_09-11-43.jpg 1072w" sizes="(max-width: 632px) 100vw, 632px" /></a><figcaption>La costruzione dal basso è uno dei pattern più usati nel <a rel="noreferrer noopener" href="/conte-lavversario/" target="_blank">calcio di Conte</a> che spesso viene bollato impropriamente come “difesa e contropiede”.</figcaption></figure></div>



<p>L’errore principale è immaginare l’uscita palla come una sorta di “moda” attuata nel tentativo di emulare grandi allenatori come Guardiola anziché considerarla figlia dell’evoluzione del calcio. </p>



<p><strong>Evoluzione</strong></p>



<p>Cominciamo la nostra analisi da alcune osservazioni fatte da Enrico Ferrari. Il calcio, come ogni gioco, si evolve e si adatta ai tempi e viene influenzato costantemente dalla trasformazione e dal perfezionamento dei singoli attori, in questo caso calciatori e allenatori.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Ferrari-Febbraio-2020-online-audio-converter.com_.mp3"></audio><figcaption>Audio del 28 febbraio 2020</figcaption></figure>



<p>Oggi, infatti, grazie soprattutto alla scienza e alla tecnologia applicate allo sport, ci troviamo davanti ad una nuova generazione di atleti, capaci di fare cose inimmaginabili anche solo vent’anni fa. Calciatori capaci di giocare ad altissima intensità per 50 partite l’anno e di abbinare a queste grandi capacità organiche una qualità tecnica di primissimo livello, distribuita su molti più elementi della stessa rosa.&nbsp;</p>



<p>Il miglioramento delle performances tecnico-atletiche è di una portata tale da riflettersi sul contesto tattico: i calciatori diventano nuovi strumenti nelle mani degli allenatori, i quali possono aumentare il livello di controllo sulla partita, in antitesi alla naturale aleatorietà del gioco del calcio.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh3.googleusercontent.com/4nBHQDo3bo_lCkyDatrwfQXDwHQsVTYMFCcsR8hsdlpZa0cK_cegEUyG6jsvswttzIcnhBjBZnyUZj2Ao6k-te7M_nn1vEe7l1HFp9YbDIm0QalP2UqG2n6GzkiA6nLkkm8OxE7T" alt=""/></figure></div>



<p></p>



<p>In questo contesto di evoluzione continua, il massiccio utilizzo della costruzione bassa è quasi uno sbocco naturale, sia in fase offensiva che in quella difensiva.                                                                                                                           Nel primo caso, le squadre sono invogliate e reputano fruttuoso uscire con la “palla tra i piedi”, principalmente per:&nbsp;</p>



<ul><li>avere il controllo del gioco fin dall’inizio dell’azione, cercando di avanzare il più&nbsp; possibile con la palla tra i piedi;</li><li>attrarre gli avversari per liberare spazio da attaccare ed invadere;</li><li>gestire il ritmo e i tempi della partita.</li></ul>



<p>Nel secondo caso serve a gestire la palla anziché rischiare di regalarla all’avversario (magari in posizioni pericolose dopo un pressing aggressivo del rivale), controllando anche in questo caso il ritmo e i tempi della partita e aspettando l’istante giusto per trasformare nuovamente la fase difensiva in offensiva.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">L&#39;ossessione per il possesso palla e il paragone con l&#39;Inter 🗣️<br>&#39;Balza incontra Fonseca&#39; è su <a href="https://twitter.com/hashtag/DAZN?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#DAZN</a> <a href="https://t.co/lWxlzHcrni" target="_blank">pic.twitter.com/lWxlzHcrni</a></p>&mdash; DAZN Italia (@DAZN_IT) <a href="https://twitter.com/DAZN_IT/status/1370663781429346306?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">13 marzo 2021</a></blockquote></div>
</div><figcaption>Parola chiave: controllo.<br></figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Dittatura</strong></p>



<p>I discorsi fin qui fatti non devono indurci a pensare che ci sia ormai un solo modo di giocare a calcio: non sono poche le squadre che anche in serie A scelgono di non adottare la costruzione dal basso.                                                 Queste compagini, che vedono tra le loro fila esempi di grande funzionalità come Atalanta o Hellas Verona, spesso accettano il rischio di lottare su una palla contesa, partita da una situazione statica come il rinvio dal fondo. Tale atteggiamento &#8211; nel calcio moderno &#8211; è agevolato da una costruzione peculiare della rosa, basata su una precisa idea di calcio.&nbsp;</p>



<p>In linea con questo discorso, prendiamo in esame il caso Atalanta: attacco delle seconde palle; marcature a uomo estremamente aggressive a tutto campo; parte importante della squadra costituita da giocatori estremamente atletici e strutturati, capaci di determinare il contesto della partita mediante la fisicità; presenza di un centravanti che possa fare da riferimento davanti (Zapata).</p>



<p>Non si deve pensare, però, che l’Atalanta rifugga totalmente dalla costruzione dal basso. Infatti, se l’obiettivo della DEA è quello di invadere velocemente la metà campo avversaria dove può mettere in mostra un <a class="rank-math-link" href="https://www.calcionews24.com/atalanta-gasperini-possesso-palla-verticale-gioco-diretto-serie-a/" target="_blank" rel="noopener">palleggio di primo livello</a>, spesso sceglie di superare la prima linea di pressione avversaria non con un lancio lungo ma con <a href="https://assoanalisti.it/analisi-tattica-atalanta-gian-piero-gasperini-2019-20/" target="_blank" rel="noopener">un’uscita bassa</a>: uno dei difensori riceve palla dal portiere e successivamente scarica su uno dei centrocampisti centrali. In quel momento, un centrocampista arretra sulla linea difensiva permettendo, così, l’avanzata di uno dei difensori che diventerà così un attaccante aggiunto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/gcXv04xcs9U7XyGopy_Nd-dv4vyRHKVJ4Lfor5_C-nZloH22zXbFG0M2bdEfc4u6htrN6CQ1_TYcANAefQGRsmIcdVsG6MjhQamd4-g7o_Se1yIfPOgug_rzYC7Va27eU2hCTa-1" alt=""/><figcaption>Fonte: https://www.ultimouomo.com/costruzione-dal-basso-cos-e-come-funziona/</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Errori di valutazione &#8211; esempio 1</strong></p>



<p>Come detto precedentemente, uno dei problemi principali nella comprensione e, quindi, nel racconto di ciò che ruota attorno alla costruzione bassa, spesso è il non saper riconoscere realmente la dinamica di alcune situazioni di gioco.</p>



<p>Proviamo a fare qualche esempio.&nbsp;</p>



<p>Prendiamo questo gol subito dall’Arsenal pochi giorni fa contro il Burnley:</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe title="WOOD POUNCES ON XHAKA MISTAKE | Burnley v Arsenal | Premier League" width="620" height="349" src="https://www.youtube.com/embed/9j4uhqa7B0o?start=24&#038;feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Sembra la prova perfetta da poter sventolare nella guerra contro l’uscita bassa. Infatti il povero Granit Xhaka è stato massacrato dai <a href="https://www.youtube.com/watch?v=sAb6zc8FsU8" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">media inglesi</a>, come ormai è norma in queste situazioni, evidentemente non solo in Italia.&nbsp;</p>



<p>Ma analizziamolo meglio.&nbsp;</p>



<p>Il Burnley è in svantaggio e in questa azione attua un pressing ultra-offensivo. L’Arsenal sembra ancora in controllo, è in una situazione di 6 vs 4 e il difensore ha due soluzioni semplici non schermate: sceglie Tierney.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh3.googleusercontent.com/3nis2gDoOUIcu921UzMzNGdRXlngYZ8cMUxDZsDBuEAh71Kc4hvz1Ibe3nm2pYvC3rqECrVtKG9L9GliYlnkOwj9JZs6UPkUQIdjfnAGTxX9qKWu1y6yWv9naq99Tszzohu7HthQ" alt=""/></figure></div>



<p>Il Burnley porta un ulteriore uomo in pressione mentre Willian, intelligentemente, si porta in attacco preventivo. Westwood lo segue per qualche metro, poi lo abbandona per continuare a presidiare la zona. La palla intanto torna a Mari.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/_Xwg0Rf_jRnYhrzx0rcFVdHBV7Uv5tav25HqjW5wFGrOFtjxhXacJh2WTxVrEIDHdZxPHrSUkiBnfUPWvZhfjFc5ooq-GdG_Z-O3XfLaIRjbax7ro5V20qsLOlN2Lgyo-ug3HDV2" alt=""/></figure></div>



<p>Mari la scarica su Leno che a questo punto ha tutti gli appoggi marcati. Leno, tra tutte le soluzioni possibili, pensa sia meno rischioso uno scarico su Xhaka, ma si sbaglia. Il centrocampista svizzero non ha la lucidità di servire David Luiz “di prima” (forse intimorito da quel pressing così deciso), segue un controllo non perfetto e soprattutto un rischiosissimo tentativo di passaggio a scavalcare Wood. A questo punto il finale è scritto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/5gOyz6aEDmw9AMfIDf5Lqmpg45tCmzEAQjlCW0BDfz7xnuBIABYecbC3zZ_QefOqoZ6AO_8pqXscadSWj7sXeTml3KV5N5tpWJ4EwXCebeHz9gXfYhUtXiqmyIf0gaAYmhA016RP" alt=""/></figure>



<p>Come detto, questo gol potrebbe descrivere perfettamente ciò che i detrattori della costruzione dal basso sostengono: ossia che ogni tanto bisogna “calciarla lunga”. Be&#8217;, sembrerà strano, ma in questo caso forse hanno ragione. Solo, per motivi molto diversi dal semplicistico concetto di liberarsi della sfera per evitare un pericolo.</p>



<p>Se cambiamo punto di vista, vediamo una situazione completamente diversa: il movimento di Willian, combinato con l’atteggiamento estremamente aggressivo del Burnley, permette all&#8217;ala brasiliana di avere tantissimo campo da attaccare, con il primo difendente avversario distante diversi metri. In questo caso, la soluzione giusta da parte di Leno sarebbe quella di lanciare lungo verso Willian (o sui piedi o verso lo spazio davanti al calciatore) avendo davanti a sé tutti gli altri appoggi marcati, Xhaka compreso.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/2OoBPHSzdPIBtRCMCPKhNRryS86hZn9zOAVEPScBNmqKmv3NEIGvIOPLLCoEuFXopHPt_jtThPlZAP2GaBFEgcKzwkZDKrvzXEdN6r-EsxlSYlHSeeu8SJFB6a243BViZF1BbtL5" alt=""/></figure></div>



<p>Con un lancio lungo, una situazione di affanno per l’Arsenal si sarebbe trasformata improvvisamente in un attacco molto pericoloso, mettendo due temibili velocisti come Willian e Aubameyang in campo aperto contro la difesa dei padroni di casa.&nbsp;</p>



<p>Questo scenario non è casuale. Racchiude in sé tutti i principi della costruzione dal basso: difesa con la palla, gestione del ritmo della partita, controllo del gioco e creazione dello spazio da attaccare. Insomma, Leno sbaglia a non calciare lungo perché non porta a compimento l’idea dell’uscita palla nel suo complesso.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">▫️ Solo il 2,59% delle rimesse corte porta alla perdita del pallone &#8211; e comunque la maggior parte di queste palle perse avviene una volta arrivati nella metà campo avversaria (65,91%).</p>&mdash; Andrea Lapeña (@andrelapegna) <a href="https://twitter.com/andrelapegna/status/1367087899666243585?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">3 marzo 2021</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p></p>



<p><strong>Errori &#8211; esempio 2</strong></p>



<p>Sempre nello stesso week-end abbiamo assistito ad un altro episodio interessante per la nostra discussione, ossia il gol segnato a tempo scaduto da Radja Nainggolan in Sampdoria &#8211; Cagliari.&nbsp;</p>



<p>La squadra isolana, dopo aver condotto in vantaggio gran parte della partita, si ritrova a dover rincorrere il 2-2 nei minuti di recupero. Le squadre sono ormai stanche ed entrambe si affidano a lanci lunghi: chi per difendere con le unghie il vantaggio, chi alla ricerca di un ormai insperato pareggio.&nbsp;</p>



<p>A recupero abbondantemente scaduto, Cragno lancia l’ennesimo pallone disperato verso la difesa doriana e, dopo una serie di spizzate e rimpalli, la palla arriva sui piedi di Nainggolan che, con un gran destro, insacca in rete.&nbsp;</p>



<p>Questo gol arrivato da calcio lungo sembra il classico esempio servito su un piatto d’argento ai critici del possesso palla.&nbsp;</p>



<p>Però, anche in questa situazione, è importante il punto di vista. Infatti, se riavvolgiamo il nastro di qualche secondo, possiamo osservare una situazione completamente diversa: Audero esce sicuro sul calcio d’angolo del Cagliari e fa suo quello che sembra ragionevolmente essere l’ultimo pallone della partita. A quel punto, invece cha appoggiare corto ad un compagno, sceglie di andare lungo alla cieca, col solo pensiero di far scorrere le lancette dell&#8217;orologio. Cragno così può recuperare tranquillamente la palla e far partire l’azione che porterà al gol. In sintesi, ciò che sembrava essere un successo del <em>kick and rush</em> avviene solo per un mancato utilizzo della costruzione dal basso e, più in generale, del possesso palla.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe title="SAMPDORIA x CAGLIARI | CAMPEONATO ITALIANO | 07.03.2021" width="620" height="349" src="https://www.youtube.com/embed/51JP54sR0EU?start=6917&#038;feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption>I media non si sono affannati a criticare questo gol.&nbsp;</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Errori &#8211; esempio 3</strong></p>



<p>Il terzo esempio di errori di valutazione riguarda strettamente la tecnica dei calciatori. Spesso si sente criticare la costruzione dal basso o il possesso-palla in generale, partendo dall’assunto che “va bene palleggiare, ma hai bisogno di giocatori di qualità”.</p>



<p>Questa tesi pone in diretta correlazione la tecnica di base dei calciatori con il possesso palla e nasce probabilmente come naturale conseguenza delle grandi vittorie europee dell’ultimo decennio di Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco (dove militano o militavano alcuni tra migliori palleggiatori della Storia del calcio), squadre che nell’immaginario collettivo &#8211; pur giocando un calcio estremamente proattivo e ambizioso &#8211; sono riuscite a conquistare più di un alloro continentale.&nbsp;</p>



<p>Questa tesi è ovviamente vera, ma lo è solo parzialmente. Se la qualità eccelsa degli interpreti in campo facilita notevolmente la costruzione e il palleggio, è compito dell’allenatore e del suo staff tecnico creare ed allenare strutture di gioco, sincronismi tra i calciatori, gesti tecnici del singolo, atti a rendere sempre più facile e naturale l’uscita bassa e il palleggio in generale.</p>



<p>Prendiamo il caso della Juventus in questa stagione. Per mesi ha proposto un’uscita palla estremamente articolata ed efficace e ciò, ad avviso di chi scrive, era una delle note più positive della stagione. Colpiva la velocità con cui la squadra avesse interiorizzato questi concetti, soprattutto dopo anni di gravi problemi nell’uscita del pallone, migliorati solo in parte nella scorsa stagione. L’assimilazione di questi principi era ulteriormente evidenziata dalla capacità della Juventus di variare lo spartito di partita in partita, passando agevolmente da una <a href="/come-costruisce-la-juventus-di-pirlo/" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">costruzione 3+1 ad una 3+2</a> oppure dall’utilizzo o meno della <a href="/la-juventus-fa-la-salida-lavolpiana/" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">Salida Lavolpiana</a>.&nbsp;</p>



<p>Nelle ultime settimane, però, complici diverse assenze pesanti, alle quali si è aggiunto &#8211; dopo la sconfitta contro l’inter &#8211; il contemporaneo passaggio verso un atteggiamento di squadra più <a href="/massimiliano-pirlo/" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">passivo e conservativo</a>, la Juventus ha visto scendere vertiginosamente la qualità delle sue uscite.</p>



<p>Come detto, se l’assenza di interpreti di primo piano dal punto di vista tecnico è ovviamente un malus, sta all’allenatore trovare delle soluzioni che possano sopperire a queste assenze senza svilire l’identità di squadra, perché è proprio costruendo una vera identità di squadra che si può far fronte ad essenze, anche pesanti. Penso, ad esempio, al Liverpool campione d’Europa che riesce a ribaltare il 3-0 dell’andata a Barcellona con Origi e Shaqiri in campo al posto degli assenti Firmino e Salah.&nbsp;</p>



<p>Tutto ciò non è sicuramente un compito facile, ma rimane la vera essenza del ruolo dell’allenatore. Se così non fosse non si spiegherebbe come mai squadre dal tasso tecnico enormemente inferiore alla Juventus, riescano a mettere in atto un’uscita palla estremamente efficace e di qualità (penso ad esempio al Foggia di De Zerbi o allo <a href="https://www.youtube.com/watch?app=desktop&amp;t=20&amp;v=xIMSDsXil1c&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener">Spezia di Italiano</a>).</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Se al primo errore metto pressione ai giocatori, non posso chiedergli di giocare. Bisogna accettare l&#8217;errore, è questo lo snodo per far sì che si giochi sempre la palla. Io voglio una squadra che giochi, ma senza avere le ballerine ai piedi”.</em>&nbsp; Roberto De Zerbi</p></blockquote>



<p></p>



<p><strong>Un cambiamento irreversibile?</strong></p>



<p>Questa trasformazione del gioco ad oggi sembra un processo inarrestabile e, in questo contesto, la costruzione dal basso pare possa ragionevolmente continuare ad avere sempre più un ruolo da attrice protagonista.&nbsp;</p>



<p>Però, come spesso è accaduto in passato, le rivoluzioni non bussano alla porta e i cambiamenti sono difficilmente ipotizzabili prima che avvengano. Quello che oggi è certo è che questa evoluzione degli atleti/calciatori continuerà e, magari, combinata a nuove situazioni di gioco &#8211; penso ad esempio al passaggio da 3 a 5 sostituzioni, un cambiamento che nei prossimi anni potrebbe dare un contributo notevole all’ulteriore trasformazione del gioco &#8211; muterà il calcio in qualcosa di difficilmente ipotizzabile oggi, magari uno sport fatto sempre più di transizioni continue dove sarà più fruttuoso regalare la palla all’avversario per poterla attaccare immediatamente, piuttosto che controllarla.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Quello che è certo è che nel calcio odierno tutti gli allenatori del mondo, anche coloro i quali vengono definiti difensivisti, ritengono primario avere una fase di possesso articolata e strutturata. Forse dovremmo interrogarci maggiormente sulla sua utilità piuttosto che chiedere continuamente di calciare la palla in tribuna.</p>
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		<title>Un&#8217;eliminazione meritata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 10:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[conceicao]]></category>
		<category><![CDATA[cristiano ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[ottavi]]></category>
		<category><![CDATA[Pirlo]]></category>
		<category><![CDATA[Porto]]></category>
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					<description><![CDATA[Una Juventus troppo brutta per essere vera saluta anticipatamente la Champions League. Non è bastata la serata sontuosa di Federico Chiesa: i bianconeri vengono eliminati dalla propria incapacità di offrire un piano gara efficace. È difficile commentare&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong>Una Juventus troppo brutta per essere vera saluta anticipatamente la Champions League. Non è bastata la serata sontuosa di Federico Chiesa: i bianconeri vengono eliminati dalla propria incapacità di offrire un piano gara efficace. </strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>È difficile commentare una partita come quella che ha sancito l’eliminazione della Juventus dalla Champions League, sia perché si tratta di una sconfitta fragorosa, sia perché vi sono state più partite nella stessa gara. Ad ogni modo, questa gara incarna alla perfezione il senso d&#8217;incompiutezza che la Juventus 2020/2021 ha trasmesso tutto l’anno.&nbsp;</p>



<p>Con il compito di ribaltare il risultato dell’andata, Andrea Pirlo sceglie di cambiare ancora: il 4-2-3-1 d’emergenza <a href="/la-partita-di-danilo-juve-lazio/">visto contro la Lazio</a> viene abbandonato per tornare al 4-4-2 ‘flessibile’. In difesa, Bonucci e Demiral sono accompagnati da Alex Sandro e Cuadrado sui lati, mentre a centrocampo Arthur e Rabiot fanno da cerniera centrale, con Chiesa che parte da sinistra. Ramsey è il <em>jolly</em>, chiamato a giostrare tra i reparti avversari e ricomporre la linea a quattro senza palla. Davanti, spazio alla coppia Ronaldo Morata.&nbsp;</p>



<p>Sérgio Conceição, da parte sua, opta per un 4-4-2 più ortodosso, con due linee strette e giocatori di gamba per sfruttare il campo che la Juventus gli concederà. Determinato a non lasciare gioco interno né profondità alla manovra bianconera, il Porto difendeva con una linea a 6 e un quadrilatero più o meno mobile in mezzo: quando la Juve manovrava bassa i due attaccanti salivano, quando invece riusciva a schiacciare gli avversari andavano a comporre una linea a 4 davanti alla difesa.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="521" src="/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva1-960x521.png" alt="" class="wp-image-17992" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva1-960x521.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva1-595x323.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva1-768x417.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva1.png 1323w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>La Juventus ha rinunciato sin da subito a muovere lo schieramento avversario con il giro palla: il piano gara di Pirlo prevedeva piuttosto la ricerca degli esterni in isolamento (Chiesa e Cuadrado) e soprattutto servire le due punte con cross. Tanti cross.&nbsp;</p>



<p>In realtà, la formazione della Juventus ha mostrato sin dai primi minuti degli scompensi abbastanza evidenti, sui cui il Porto ha costruito le proprie fortune di questa prima parte di incontro. Con l’idea di non giocare tra le linee avversarie, la Juve ha ‘regalato’ un uomo al Porto: Ramsey fluttuava senza profitto in zone centrali, ma era lento a riposizionarsi con solerzia sull’out di destra, dove i giocatori del Porto avevano una superiorità numerica costante per prendere in mezzo Cuadrado ed eventualmente Arthur. In questo modo, la Juventus scopriva il fianco destro della squadra. E siccome attaccava male, la Juventus difendeva conseguentemente male: la squadra ospite ha banchettato ripartendo negli spazi lasciati dalla Juventus sulla propria destra.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="521" src="/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva2-1-960x521.png" alt="" class="wp-image-17995" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva2-1-960x521.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva2-1-595x323.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva2-1-768x417.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva2-1.png 1323w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>Questa qui sopra è l’azione del rigore: dopo una buona riconquista di Ramsey, Morata perde malamente il pallone; il gallese prova a riconquistarlo, ma scopre Cuadrado che, incerto sul da farsi, temporeggia. Il Porto alzerà palla su Otávio, che porterà via Arthur uscito in pressione. È l’inizio dell’effetto domino che porterà fuori posizione tutti i giocatori della Juventus. Rabiot è lento a leggere la situazione e a ripiegare, tanto che Sanusi andrà da Taremi senza alcuna opposizione.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="521" src="/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva3-960x521.png" alt="" class="wp-image-17996" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva3-960x521.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva3-595x323.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva3-768x417.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva3.png 1323w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>Il ribaltamento di campo coglie impreparata la difesa Juventus: Alex Sandro è costretto ad uscire, e così facendo libera il taglio verso l’esterno di Marega. Bonucci, inspiegabilmente, lo guarda a cinque metri di distanza. La sciocchezza di Demiral farà il resto.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="521" src="/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva4-960x521.png" alt="" class="wp-image-17998" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva4-960x521.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva4-595x323.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva4-768x417.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva4.png 1323w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>A questo punto la Juventus è costretta a recuperare almeno due gol. Tuttavia, continua ad attaccare in maniera monocorde e confusionaria, facendo affidamento a traversoni imprecisi e velleitari piuttosto che ad azioni manovrate, effettuati spesso dalla trequarti avversaria, facilitando dunque il compito della difesa portoghese nel ribatterla. Ma la causa ultima di questo <em>cul de sac</em> è la lentezza esasperante con cui la palla usciva da dietro e arrivava agli esterni, precludento loro ogni altra azione, dato che erano subito raddoppiati. Il giro palla senza mordente è un problema che la Juventus si porta dietro da almeno tre anni, e viene acuito quando i centrocampisti non sanno smarcarsi o quando i difensori devono guardare campo dopo aver ricevuto (come fa troppo spesso Bonucci) e toccano troppe volta il pallone.&nbsp;Oltretutto, sia Alex Sandro a sinistra che Ramsey a destra hanno offerto ben poche sovrapposizioni, preocupati più di tenere la posizione che di attaccare con i compagni. </p>



<p>Gli esterni bianconeri erano comunque in difficoltà: né Chiesa né Cuadrado avevano supporto, ricevevano spesso da fermi, e una volta in possesso del pallone venivano letteralmente lasciati a se stessi, raddoppiato (quando non triplicati), in uno sconfortante deserto di soluzioni. E poiché dovevano affrontare almeno un paio di avversari, non avevano nemmeno la possibilità di guadagnarsi il fondo. L’incredibile score parla di 60 cross effettuati in 120 minuti, <a href="https://twitter.com/AzzoJacopo/status/1369429626905366535" target="_blank" rel="noopener">di cui 32 dal solo, generosissimo ma impreciso, Cuadrado</a>. La serata tragicomica della coppia d’attacco, sia in fase di finalizzazione che in quella di supporto alla manovra, ha fatto il resto.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">Al 90&#39; sono 126 palloni toccati, 5 dribbling riusciti su 10, 1 legnata sulla traversa, 10 (!) passaggi chiave di cui 3 big chances create e 1 assist. <a href="https://t.co/1oBqJrtPu1" target="_blank">https://t.co/1oBqJrtPu1</a></p>&mdash; Calcio Datato (@CalcioDatato) <a href="https://twitter.com/CalcioDatato/status/1369407780139003904?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">9 marzo 2021</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p>Questi problemi ricalcano perfettamente quelli avuti nella gara d’andata in Portogallo, quando anche lì la Juventus aveva dato l’impressione di non saper cosa farsene del pallone. È desolante vedere la squadra incappare negli stessi errori, negli stessi <em>pattern </em>autodistruttivi che non solo facilitano il compito agli avversari, ma frustrano anche i giocatori in campo. La frustrazione, mista a paura, è un pericolo enorme nello sport, perché spesso genera un circolo vizioso da cui è difficile uscire, anche negli sport di squadra. Così, il primo tempo è un ricettacolo di circolazione palla a U attorno al blocco avversario e di cross.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="669" height="395" src="/wp-content/uploads/2021/03/Tocchi-Ronaldo.png" alt="" class="wp-image-17987" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tocchi-Ronaldo.png 669w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tocchi-Ronaldo-595x351.png 595w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /><figcaption>La pessima serata di Ronaldo è raccontata dalla sua <em>touchmap</em>: 61 tocchi in 120 minuti, di cui solo 6 in area. Ma sarebbe potuta essere anche quella di Morata, 42 tocchi in 120 minuti e 14 palle perse.&nbsp;Fonte: <a href="https://it.whoscored.com/Matches/1516649/Live/Europa-Champions-League-2020-2021-Juventus-FC-Porto" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">WhoScored</a>.</figcaption></figure></div>



<p>Oltretutto, la Juventus ha rinunciato (su indicazione tecnica? Per incapacità?) ad alzare la palla dietro la difesa avversaria: Arthur non l’ha quasi mai fatto pur avendone tempo e modo, Bonucci lanciava quasi esclusivamente sugli esterni; addirittura, il solo che ha provato a prendersi questa responsabilità con costanza e precisione è stato Rabiot. Pirlo non ha saputo opporre nessun correttivo in partita, che era iniziata giocando sugli esterni ed è morta nelle difficoltà sugli esterni. La squadra di casa non ha fatto vedere nulla di quello che il suo allenatore aveva indicato come basilare ad inizio anno: ricerca del terzo uomo, cambi campo e inserimenti in area. </p>



<p>Se la squadra era in balia dei propri mostri nel primo tempo, nel secondo quantomeno abbiamo visto una reazione di nervi. E non poteva essere che Chiesa a caricarsi la squadra sulle spalle, unico ad opporre <em>verve</em>, corsa e smarcamenti al muro portoghese. Dopo l’espulsione di Teremi, Conceição si è inventato un 5-4-0 dove Corona si abbassava a destra. Diluendo gli uomini della linea, Chiesa si è trovato nella possibilità di puntare più spazio. Infatti, il numero 22 si è reso protagonista di ottimi tagli senza palla che hanno scombussolato la difesa avversaria inserendosi tra il terzino (Manafá) e l’esterno (Corona), quindi tra il quarto e il quinto della linea.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="521" src="/wp-content/uploads/2021/03/Juve-960x521.png" alt="" class="wp-image-18006" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Juve-960x521.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Juve-595x323.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Juve-768x417.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Juve.png 1323w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Qui invece passa alle spalle di Corona e per poco non segna.&nbsp;</figcaption></figure></div>



<p>Eppure, nonostante la serata di grazia dell&#8217;azzurro, dopo mezz’ora di assalto la Juventus si è fermata, forse impaurita da qualche sporadica affacciata del Porto, forse stanca. I cambi, tardivi, hanno portato un po’ di freschezza, ma non hanno né modificato l’assetto della Juventus, né arricchito il piano gara che è ristagnato ancora una volta sul mandare il pallone in area. Area che, peraltro, è stata attaccata malissimo per tutta la partita dalle due punte (statiche e troppo lontane) e dai centrocampisti, con i soli Ramsey (McKennie, quando subentrato), e Chiesa, a dar manforte. Troppo poco, se pensiamo che il Porto portava in genere sei uomini in area.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="521" src="/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva6-2-960x521.png" alt="" class="wp-image-17991" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva6-2-960x521.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva6-2-595x323.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva6-2-768x417.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Diapositiva6-2.png 1323w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Un esempio</figcaption></figure>



<p>A questo punto è inevitabile chiedersi perché la squadra non abbia alcuna struttura tecnica o tattica a cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà, perché non abbia leader tecnici in campo se non saltuariamente Chiesa o De Ligt, o ancora perché non abbia saputo opporre armi efficaci ad un piano gara avversario prevedibilissimo. Sono domande che, seppur sottintese nella <a href="https://www.juventusnews24.com/conferenza-stampa-pirlo-post-juve-porto-champions-2020-21/" class="rank-math-link" target="_blank" rel="noopener">conferenza stampa del post partita</a>, sono rimaste sostanzialmente inevase.</p>



<p>La stanchezza e soprattutto la poca lucidità con cui la Juventus ha affrontato l’intero incontro si sono materializzate con più forza durante i tempi supplementari. In situazioni caotiche i valori tecnici si annullano, e la stessa superiorità numerica non è stata sfruttata a dovere. Per giunta, tra situazioni in cui la palla non è stato in gioco e continui <em>ping pong</em> tra le due sponde, i minuti di calcio effettivo sono stati risicatissimi.&nbsp;</p>



<p>La Juventus fa comunque in tempo a prendere il quarto gol, che poi è quello decisivo per l’eliminazione, e lo fa producendo la quarta figuraccia di questo ottavo di finale. In teoria, si tende a non saltare su punizioni da 30 metri, e sicuramente non bisogna mai aprirsi girandosi. L’errore è di tutti e tre gli uomini in barriera. E Szczęsny, malgrado lui la palla la veda solo quando ‘esce’ dalla barriera, è difficile ritenerlo completamente esente.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="1207" src="/wp-content/uploads/2021/03/Barriera-e1615370240661-960x1207.jpg" alt="" class="wp-image-17986" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Barriera-e1615370240661-960x1207.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Barriera-e1615370240661-595x748.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Barriera-e1615370240661-768x966.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Barriera-e1615370240661.jpg 1080w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>La Juventus saluta dunque la massima competizione europea. E lo fa con pieno merito, dato che su 210 minuti ne ha giocati in maniera convincente forse 45, a voler essere generosi, annullando così la presunta superiorità tecnica con la cronica assenza di strutture di gioco efficaci.</p>



<p>Per il secondo anno di fila, la Juventus esce agli ottavi; per il terzo anno di fila, contro una squadra largamente abbordabile. E se uscire brucia sempre, aver visto per l&#8217;ennesima volta delle prestazioni sconcertanti nei turni ad eliminazione diretta rafforza la consapevolezza di avere una squadra senza idee, ma anche senza capo né coda: una convinzione che, per l’appunto, i tifosi si portano dietro da almeno tre anni.&nbsp;</p>



<p>I bilanci si faranno a maggio, ma vanno inevitabilmente soppesati sulla scorta delle <a href="/bagno-di-umilta-e-asticelle/" class="rank-math-link">parole della presidenza ad inizio anno</a>, quelle stesse parole che avevano spostato l’asticella<em> più in alto</em> rispetto al 2019/2020 e volendo anche al 2018/2019, ritenuti insoddisfacenti. Una valutazione, quella societaria, che cozza fragorosamente con lo spettacolo desolante offerto in campo quest’anno.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Juventus-Porto: preview</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Tossani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 16:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gli avversari]]></category>
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					<description><![CDATA[La sfida di ritorno fra&#160;Juventus e Porto, valevole per gli ottavi di finale di Champions, rappresenta un primo, importante crocevia nella stagione bianconera. Per i bianconeri sarà infatti fondamentale passare il turno. Tuttavia, non sarà facile centrare&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sfida di ritorno fra&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link" href="/precedenti-juventus-porto-2001/" target="_blank">Juventus e Porto</a>, valevole per gli ottavi di finale di Champions, rappresenta un primo, importante crocevia nella stagione bianconera. Per i bianconeri sarà infatti fondamentale passare il turno.</p>



<p>Tuttavia, non sarà facile centrare l’obiettivo della qualificazione al prossimo turno. Il Porto visto all’andata ha infatti confermato di essere una buona squadra, migliore di quello che in molti pensavano al momento in cui l’urna dell’Uefa decise l’accoppiamento con la Juve.</p>



<p>La squadra di Sergio Conceiçao, indipendentemente dallo schieramento di partenza (con linea difensiva a quattro o a cinque) verrà allo Stadium presumibilmente con l’intenzione di ripetere il piano gara della partita del Do Dragão.</p>



<p>In questo senso è quindi lecito aspettarsi diverse e prolungate fasi di difesa posizionale, con le linee di difesa e centrocampo compatte e volte a negare ai bianconeri l’accesso alla zona di rifinitura.</p>



<p>Proprio l’incapacità della compagine juventina nello sparigliare le ultime due linee difensive dei portoghesi ha finito per vanificare la fase di possesso della squadra di Pirlo nel confronto in terra lusitana.</p>



<p>Quello che la Juve dovrà fare per superare il blocco difensivo avversario in questa occasione è stato illustrato dallo stesso tecnico bianconero nella&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link" href="https://video.gazzetta.it/video-pirlo-conferenza-prima-porto-servira-pazienza/35399e08-8028-11eb-85e9-9764f8b220bc?vclk=home_generico" target="_blank">conferenza pre-gara</a>. In quella sede l’allenatore bresciano ha parlato di qualità tecnica e della necessità di allargare il fronte difensivo del Porto.</p>



<p>L’impressione che si trae dalle dichiarazioni di Pirlo è quella di una Juve che approccerà la partita cercando pazientemente di manipolare il sistema difensivo portoghese attraverso un palleggio che dovrà essere molto pulito tecnicamente e mediante il ricorso a quei cambi di gioco che già si erano visti all’andata, pur con un livello di velocità di trasmissione palla alquanto ridotto.</p>



<p>Si tratta dello stesso piano gara della prima partita, reso poi inefficiente soprattutto dalla lentezza del giro palla bianconero.</p>



<p>Il rientro di Arthur dal primo minuto potrebbe aiutare i padroni di casa a migliorare la propria fase di possesso. Infatti, oltre che ad essere elemento cardine della costruzione bassa della Juve, il brasiliano ha la qualità tecnica per trovare quei passaggi chiave (verticali o diagonali) necessari per consentire alla squadra un possesso efficace contro il blocco difensivo degli uomini di Conceiçao.</p>



<p>Al di là di eventuali giocate dei singoli la Juventus dovrà quindi cercare di invadere la metà campo avversaria in modo più efficace rispetto a quanto fatto all’andata. Nello specifico, sarà poi necessaria una maggiore qualità nell’attacco alla linea avversaria in spazi stretti da parte dei riferimenti più avanzati.</p>



<p>Sarà interessante vedere anche se Pirlo deciderà di costruire 3+2 o se invece farà ricorso alla costruzione 4+2 che di recente è stata particolarmente utilizzata dalla Juventus.</p>



<p>Oltre a quanto esposto finora, rispetto al primo confronto fra le due squadre la compagine torinese dovrà anche alzare il livello della propria prestazione dal punto di vista emozionale. Non dovrà quindi ripetere gli approcci sbagliati alla prima e seconda frazione che sono costati i due gol subiti a Oporto.</p>



<p>Infine, la Juventus dovrà cercare di gestire bene le transizioni difensive dei portoghesi per evitare situazioni che potrebbero complicare la rimonta.&nbsp;</p>
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		<title>Tutti gli errori sul gol del Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 10:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[barak]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[La Juventus viene fermata sul pareggio in quel di Verona, rischiando anche di più. La rete subita è simbolo di una squadra senza verve, senza idee, e senza capacità di reagire agli avversari.&#160; Nell’occasione del gol, il&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>La Juventus viene fermata sul pareggio in quel di Verona, rischiando anche di più. La rete subita è simbolo di una squadra senza verve, senza idee, e senza capacità di reagire agli avversari.&nbsp;</p>



<p>Nell’occasione del gol, il Verona ha messo in campo armi che hanno fatto soffrire la Juventus nel secondo tempo, e non è un caso che il pareggio sia arrivato proprio su queste situazioni. In particolare, parliamo di giro palla veloce, smarcamento dietro l’uomo e sovrapposizione sull’esterno. Tutti concetti basilari, che tuttavia la Juve non è riuscita né a contrastare né tantomeno a mostrare qundo era lei a manovrare.&nbsp;</p>



<p>Il gol nasce da un disimpegno sbagliato da Demiral, che spazza alla meno peggio (comunque facendo molto male) e fa finire il pallone tra i piedi di Ronaldo Vieira. Il centrocampista lusitano consegna immediatamente palla a Veloso per gestire la transizione, e da qui parte la nostra analisi. </p>



<p>Bentancur esce giustamente sul portatore, come da istruzioni. Il suo contrasto è però un po’ goffo un po’ sfortunato, e il portoghese ne esce vincitore. Siccome Bentancur va a coprire il pallone, la linea difensiva correttamente sale, pur con un po’ di lentezza. Notare come Zaccagni colga l&#8217;opportunità di far girare la palla da quel lato e cerchi di mettersi in luce dietro Rabiot, che con lo sguardo lo vede e lo sente. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-17832" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1-520x292.png 520w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1-720x404.png 720w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide1-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>A questo punto avviene quello che, a mio avviso, è l’errore principe: Rabiot scegli di uscire a sua volta sul portatore, senza avvedersi né dell’uomo dietro di sé né del fatto che il braccetto dal suo lato &#8211; Demiral &#8211; è troppo lontano per occuparsene; avendo acquisito la posizione di Zaccagni solo un attimo prima, è una scelta sorprendentemente coraggiosa &#8211; per non dire sciagurata.&nbsp;Lo fa peraltro con un angolo e una postura sbagliati, rimanendo stretto con il corpo e limitando il volume coperto. </p>



<p>Veloso nel frattempo si è liberato di Bentancur e il ritorno di Cristiano Ronaldo non lo può impensierire: con Rabiot che ha lasciato la sua posizione e Zaccagni aperto, servire il numero 20 è la soluzione più logica e remunerativa. È allora Chiesa che deve intervenire necessariamente sul trequartista scaligero, ma così facendo ‘libera’ la corsa di Lazovic.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-17833" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1-520x292.png 520w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1-720x404.png 720w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide2-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Poteva uscire Demiral su Zaccagni? Forse sì, specialmente se si fosse avveduto in tempo dell’uscita di Rabiot. Se l’avesse fatto invece nella slide qui sotto, sarebbe stato un rischio enorme, perché avrebbe rischiato di farsi saltare dall’avversario in corsa.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-17834" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1-520x292.png 520w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1-720x404.png 720w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2-960x540.png" alt="" class="wp-image-17835" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2-520x292.png 520w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2-720x404.png 720w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide3-2.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Il ripiegamento di Chiesa viene tagliato fuori senza problemi. La sovrapposizione dell’esterno al trequartista è una situazione di gioco che il Verona ha tentato e completato <a href="https://twitter.com/Fra_zz/status/1365942889184956419" target="_blank" rel="noopener">tante volte in partita</a>, ma che la Juventus non è mai riuscita a contrastare con i raddoppi in fascia: un campanello d’allarme non indifferente per una squadra che difendeva a 5.</p>



<p>Tagliato fuori l’esterno, è naturalmente Demiral a dover uscire su Lazovic. La sua uscita è pigra, e se l’esterno del Verona aveva come unica opzione realistica il cross, non si capisce come mai Demiral gli lasci 2-3 metri. In questo momento in area ci sono solamente due giocatori del Verona (Lasagna e Barak) e si vanno a formare in modo abbastanza naturale le coppie: Lasagna-De Ligt e Barak-Alex Sandro. In questo contesto, non si capisce cosa facciano Rabiot e Bentancur: se la posizione di Chiesa è utile a schermare un’eventuale (per quanto improbabile) controscarico su Zaccagni, almeno uno dei due avrebbe dovuto leggere la situazione ed evitare la parità numerica negli ultimi 7 metri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-17836" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1-520x292.png 520w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1-720x404.png 720w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Slide4-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>7 vs 2 in area e si prende gol lo stesso</figcaption></figure>



<p>Andrebbe anche notato come, con l&#8217;attacco nato dalla sua parte e sviluppatosi su quella opposta, Bernardeschi avrebbe avuto tutto il tempo di stringere la propria posizione e andare ad aiutare Alex Sandro. D&#8217;altra parte, lui rimane l&#8217;unico a vedere tutto il campo. </p>



<p>Al centro dell&#8217;area intanto Lasagna prova ad attaccare il primo palo, ma né lui né De Ligt potranno intervenire sul cross. Alex Sandro è troppo scolastico nell’affrontare il traversone, e &#8211; forse pensando alla zona piuttosto che all’uomo &#8211; sata da fermo: Barak è in corsa e gli prende diversi centimetri sullo slancio. Szczęsny non può nulla. </p>



<p>Questa azione, assieme ad un’altra mezza dozzina di circostanze simili nel secondo tempo, è indice di una squadra che non sa cosa fare senza il pallone e sbaglia tantissimo sia a livello individuale che a livello collettivo. Una squadra che, all’alba del mese di marzo, non è né carne né pesce.&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;onda lunga del Covid sul bilancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maccarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 10:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza e bilanci]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[player trading]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo semestre si chiude con un passivo di 113.7 milioni di euro. In calo i ricavi che scendono di 64 milioni, ad influire minori ricavi da stadio e player trading. Costi e ammortamenti si mantengono stabili,&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong>Il primo semestre si chiude con un passivo di 113.7 milioni di euro. In calo i ricavi che scendono di 64 milioni, ad influire minori ricavi da stadio e player trading. Costi e ammortamenti si mantengono stabili, migliora l’indebitamento finanziario netto.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>di Massimo Maccarrone</p>



<p>La semestrale per il 20/21 di Juventus non porta buone notizie, i primi sei mesi della stagione in corso si chiudono con un negativo di 113.7 milioni di euro. Continua l’effetto negativo del Covid-19 che, dopo il negativo di 71.4 milioni del bilancio 19/20, impatta anche quello corrente. A risentirne pesantemente sono stati i ricavi che hanno registrano una diminuzione di 64 milioni dovuta principalmente alla chiusura degli stadi e ad una finestra di mercato che in assenza di liquidità, ha registrato un minor numero di transazioni eseguite, minor capitale circolante e di conseguenza minori possibilità di registrare plusvalenze.</p>



<p><strong>Ricavi in caduta.</strong></p>



<p>Nel primo semestre i ricavi da matchday sono calati di 31.6 milioni, ma la chiusura degli stadi ha avuto anche effetti indiretti, come la diminuzione dei ricavi da vendite di prodotti e licenze. Già nello scorso esercizio si era registrato un calo nel periodo pre Covid-19, probabilmente dovuto all’aver scontato l’effetto Ronaldo. L’impossibilità di commercializzare prodotti nei negozi fisici e nel giorno della partita ha influito non poco, tuttavia come riportato nella nota ufficiale della società, i ricavi da merchandising negli online store sono cresciuti del 60%.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="642" height="395" src="/wp-content/uploads/2021/02/image-1.png" alt="" class="wp-image-17815" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/image-1.png 642w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/image-1-595x366.png 595w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></figure>



<p>Un’altra nota dolente arriva dal player trading, in un mercato con poca liquidità è stato molto difficile imbastire operazioni che potessero portare valore aggiunto. I ricavi da player trading, appena 8.4 milioni, hanno registrato una diminuzione di 55.4 milioni. La situazione non è migliorata nella finestra di gennaio 2021, in cui le plus valenze generate sono state 28.4 milioni.</p>



<p>L’impatto negativo è stato mitigato da maggiori introiti da diritti televisivi, il prolungarsi della stagione scorsa oltre il 30 giugno 2020, ha spostato parte degli introiti della scorsa stagione in quella corrente.</p>



<p>Anche sul fronte sponsorizzazioni si è registrato un leggero miglioramento (+5.8%) con ricavi a metà anno prossimi a sfondare il muro dei 70 milioni.</p>



<p><strong>I costi sono stabili.</strong></p>



<p>La diminuzione dei ricavi non è coincisa con una adeguata diminuzione dei costi. Nel complesso i costi sono cresciuti di 2.6 milioni a causa di maggiori costi per il personale tesserato, arrivati a 183.3 milioni (+10 milioni) e maggiori oneri pagati nella gestione dei calciatori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="656" height="404" src="/wp-content/uploads/2021/02/image.png" alt="" class="wp-image-17814" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/image.png 656w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/image-595x366.png 595w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure>



<p>Gli stipendi del personale sono stati interamente versati per quanto previsto, nessun accordo per una riduzione come accaduto nell’esercizio precedente. L’assenza di matchday ha ridotto le spese per servizi esterni anche se le stesse hanno scontato un parziale incremento per via delle misure messe in atto per mettere in sicurezza strutture e personale a causa del propagarsi della pandemia.</p>



<p>Gli ammortamenti grazie agli addii eccellenti di Higuain e Matuidi, sono in miglioramento di 6.7 milioni.</p>



<p>L’indebitamento finanziario netto grazie ai 38 milioni di attività finanziarie migliora di 27.4 milioni mentre le passività finanziarie si mantengono praticamente stabili a circa 396 milioni.</p>



<p>Ultimo aspetto da evidenziare è che a partire da questo esercizio, Juventus diventa interamente proprietaria del J Hotel dopo aver rilevato il restante 60% da B&amp;W Nest S.r.l</p>



<p><strong>Il prossimo futuro.</strong></p>



<p>Appare evidente quanto un ritorno alla normalità sia auspicabile e necessario, la Juve ha necessità di tornare ad avere ricavi in linea con le attese soprattutto per sostenere l’enorme struttura dei costi. Oggi è alquanto prematuro fare valutazioni su possibili scenari, ma negativi di questo genere non possono essere sostenuti nel medio periodo a meno che non si ricorra nuovamente ad un aumento di capitale. Il patrimonio netto positivo ammonta a 125.5 milioni e la riserva da sovrapprezzo di azioni è stata notevolmente erosa, a giugno sarà il momento di tirare le somme e prendere le dovute e necessarie decisioni nel momento in cui non si dovesse tornare a giocare negli stadi.</p>
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		<title>Come gioca il Porto di Conceição?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 15:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gli avversari]]></category>
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					<description><![CDATA[Sebbene la squadra di Sérgio Conceição sia un avversario sulla carta abbordabile, i campioni di Portogallo hanno le carte in regola per mettere in difficoltà la Juventus. Quello cominciato in autunno è il quarto anno con Sérgio&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong>Sebbene la squadra di Sérgio Conceição sia un avversario sulla carta abbordabile, i campioni di Portogallo hanno le carte in regola per mettere in difficoltà la Juventus.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Quello cominciato in autunno è il quarto anno con Sérgio Conceição sulla panchina dei <em>Dragões</em>. I risultati sono assolutamente soddisfacenti, dato che ha riportato 2 degli ultimi 3 campionati sulla riva settentrionale del fiume Duero, condendoli con due Supercoppe e una coppa di Portogallo. Ma che tipo di squadra è il Porto?</p>



<p><strong>Come giocano i Dragões</strong></p>



<p>Conceição aveva cominciato la stagione con un 4-3-3 in cui spiccavano le doti offensive delle due ali, e un centrocampo con un ottimo mix di giocatori giovani ed esperti, ma soprattutto di interdizione e fraseggio. Tuttavia, un atteggiamento immaturo con il pallone e pigro senza la palla ha tolto diversi punti ai campioni in carica, che arrancano in classifica. </p>



<p>Con il passare della stagione, l’ex giocatore di Lazio, Parma e Inter ha progressivamente abbandonato un modulo che creava tanto in favore di una fase difensiva con due linee strette da 4; per assecondare questo elemento, ha dunque virato con insistenza e costanza verso un 4-4-2 interpretato in maniera più accorta. La cerniera centrale si regge su Pepe e Mbemba, con il giovane Diogo Leite che è molto più di un ricambio. A tal proposito, e controsquadre che amano tenere la palla, Conceição non si è fatto tanti problemi a schierarli tutti e tre</p>



<p>L’attacco, nonostante un modulo più accorto, rimane il fattore più temibile. Non solo perché si regge sulle fortune legate ai suoi due esterni, Jesus Corona (a destra) e Luis Diaz (a sinistra), rapidi e tecnici, in grado di dar fastidio sia in conduzione che associandosi con i compagni; ma anche perché il Porto si è dimostrato molto propenso ad attaccare in campo lungo, conducendo transizioni molto pericolose. A tal proposito, va segnalata la fisicità della prima punta, Moussa Marega, abile anche in campo aperto.&nbsp;</p>



<p>Dopo qualche sconfitta sorprendente, che ha fatto scappare lo Sporting in classifica, Conceição ha cercato soprattutto di dare equilibrio alla propria squadra &#8211; ancora oggi, nonostante sia il miglior attacco della Superliga, ha solamente la settima difesa in campionato.&nbsp;</p>



<p><strong>Contro la Juve?</strong></p>



<p>In Champions League, il Porto si è qualificato senza patemi in un gruppo in cui le altre squadre spiccavano in negativo: il periodo negativo del City di Guardiola impallidiva di fronte al disastro del Marsiglia. Un girone a ben vedere poco indicativo, tanto più che il modo di giocare è cambiato molto.</p>



<p>In effetti, quello che troviamo per gli ottavi di Champions è un Porto tutto sommato migliore e più consapevole rispetto a quando furono sorteggiati nell’urna di Nyon. Conceição sembra aver “trovato la quadra”, abbandonando un’attacco a tre che aveva scoperto troppo la linea e passando ad una fase difensiva più accorta, con due linee strette e una lunghezza media molto corta, ma anche &#8211; all’occorrenza &#8211; adottando una difesa a tre (o a cinque). D’altra parte, con tutta la squadra a disposizione fatto salvo il centrocampista Otávio, le soluzioni potrebbero variare. &nbsp;</p>



<p>Le cattive notizie per Pirlo arrivano anche dal fatto che Conceição e il suo Porto hanno nelle proprie corde una difesa serrata e un blocco basso. Se la qualità complessiva non è eccellente &#8211; e qualche errore di distrazione ha portato a risultati sorprendenti in campionato &#8211; l&#8217;applicazione della squadra la porta spesso a chiudere il centro contro, o &#8211; all’occorrenza &#8211; a chiudere le fasce contro squadre che privilegiano uno scaglinamento a cinque.&nbsp;Ma d’altra parte Pirlo queste cose le sa, parlandone anche in conferenza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe title="Conferenza stampa Pirlo e Chiellini pre Porto-Juventus" width="620" height="349" src="https://www.youtube.com/embed/K6lBWQKSV-w?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>



<p>La Juventus dovrà quindi dar prova di aver imparato <a href="/perche-la-juventus-fatica-in-attacco/" class="rank-math-link">la lezione impartita dalla partita con il Napoli</a>, quando proprio un blocco basso aveva anastetizzato il palleggio della Juventus e reso sterile il suo attacco.&nbsp;</p>
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		<title>Perché la Juventus fatica in attacco?</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/perche-la-juventus-fatica-in-attacco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=perche-la-juventus-fatica-in-attacco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Zenzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 13:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Andrea Pirlo ha impostato la sua Juventus con un controllo basato sul predominio del possesso palla. La squadra bianconera spesso tiene il pallone, ma la circolazione è lenta e improduttiva, così come i movimenti degli attaccanti e&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>Andrea Pirlo ha impostato la sua Juventus con un controllo basato sul predominio del possesso palla. La squadra bianconera spesso tiene il pallone, ma la circolazione è lenta e improduttiva, così come i movimenti degli attaccanti e dei centrocampisti latitano. Così si motivano le difficoltà offensive juventine.</p>



<p>“La mia squadra dovrà palleggiare anche dietro le panchine”.</p>



<p>Così teorizzava Andrea Pirlo in una live con Fabio Cannavaro durante il primo lockdown. Non sapeva che di lì a pochi mesi avrebbe occupato la panchina di uno dei Club più importanti al mondo.</p>



<p>Il palleggio come principio di gioco fondamentale, il palleggio come sinonimo di dominio della gara. Un palleggio però che spesso può diventare lento e sterile se non si hanno gli interpreti giusti per farlo e se l’obiettivo è esclusivamente quello di tenere palla per gestire i tempi di gioco della partita.</p>



<p>Dopo sei mesi di questa stagione di esordio di Mister Pirlo, la Juventus ha messo in mostra diverse difficoltà nella costruzione bassa del gioco e nella fase di rifinitura contro squadre chiuse e ben schierate in fase difensiva. Difficoltà che abbiamo ritrovato in maniera evidente anche nella partita di sabato contro il Napoli<br>I primi quindici minuti hanno mostrato un buon approccio alla gara, minuti nei quali l’uscita dalla prima linea di pressing dei quattro attaccanti del Napoli (Insigne, Osimeh, Lozano e Politano) aveva permesso a giocatori come Danilo, Chiesa, Cuadrado, Rabiot di trovare campo aperto, spazi da attaccare in conduzione palla e di confezionare alcune situazioni pericolose in area partenopea culminate con il tiro alto da posizione favorevole di Bernardeschi.</p>



<p>Col passare dei minuti però, la Juventus ha inspiegabilmente abbassato i ritmi di gioco ed insistito molto nel giro palla fra i quattro giocatori della linea difensiva permettendo al Napoli di chiudersi con rapidità ed ordine sotto la linea del pallone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="476" src="/wp-content/uploads/2021/02/1-960x476.png" alt="" class="wp-image-17728" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/1-960x476.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/1-595x295.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/1-768x381.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/1.png 1413w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>In questa immagine si vede De Ligt servire Cuadrado lateralmente con il passaggio più semplice, mentre Rabiot e Bernardeschi eseguono un movimento ad attaccare lo spazio dietro la linea dei difensori del Napoli, lo stesso Cuadrado ricevuta palla non punterà deciso la fascia ma restituirà palla a De Ligt facendo ripartire il giro palla.</p>



<p>Dopo il goal del vantaggio di Insigne su calcio di rigore alla mezz’ora del primo tempo, la Juventus non ha reagito con veemenza ma ha continuato a gestire palla in maniera lenta e prevedibile. Da quel momento in poi sono usciti tutti i limiti e le difficoltà del palleggio bianconero.</p>



<p>Spesso i movimenti degli attaccanti vengono ignorati per cercare la soluzione laterale o con un passaggio all&#8217;indietro e così facendo i difensori del Napoli non vengono mai messi in difficoltà; non sono state ricercate  soluzioni come l’attacco 1vs1 o con superiorità numerica come l’attacco 2vs1 (sovrapposizione esterna semplice) o 3vs1 (sovrapposizione con terzo uomo).</p>



<p>Nell’immagine seguente si vede Cuadrado con la postura corretta per attaccare la fascia insieme a Bernardeschi e Ronaldo (il quale sta correttamente andando ad occupare lo spazio dietro la linea dei difensori del Napoli) ma anche in questa situazione la palla tornerà indietro vanificando il movimento del portoghese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="477" src="/wp-content/uploads/2021/02/2-960x477.png" alt="" class="wp-image-17729" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/2-960x477.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/2-595x296.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/2-768x382.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/2-1536x763.png 1536w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/2.png 1538w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Anche nelle fasi di ripartenza su riconquista palla nella nostra metà campo i corridoi verticali (laterali e centrali) non vengono quasi mai attaccati con decisione.</p>



<p>Nell’immagine seguente si vede Bentancur che riceve palla da Chiellini; invece di cercare campo aperto sul lato debole (Bernardeschi libero a destra potrebbe attaccare il corridoio laterale) fa una giravolta su sé stesso, restituendo il pallone allo stesso Chiellini e facendo ripartire l’ennesimo inutile giro palla, permettendo ai giocatori del Napoli di recuperare con grande facilità le posizioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="457" src="/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-149-960x457.png" alt="" class="wp-image-17730" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-149-960x457.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-149-595x283.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-149-768x365.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-149.png 1534w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Anche in questa immagine si ripete lo stesso errore illustrato precedentemente. Bernardeschi parte in contropiede con la possibilità di puntare la linea difensiva partenopea sia da solo che con il supporto di tre compagni ed invece si ferma e torna indietro cedendo palla ad un difensore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="470" src="/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-150-960x470.png" alt="" class="wp-image-17731" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-150-960x470.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-150-595x291.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-150-768x376.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/02/Screenshot-150.png 1537w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Spesso la Juventus, quando riconquista palla nella metà campo difensiva, predilige il consolidamento del possesso palla invece dell’attacco rapido e verticale sfruttando in maniera più efficace le transizioni positive.</p>



<p>Un palleggio di consolidamento che come principio di gioco può essere utile quando si deve gestire un risultato favorevole ma che diventa sterile e molto poco “offensivo” quando bisogna fare la partita o rimontare da situazioni sfavorevoli.</p>



<p>Il palleggio basso della Juventus andrebbe “sfoltito” di qualche passaggio inutile, il giro palla dei difensori ridotto al massimo a due tornate, i mediani di centrocampo dovrebbe cercare i passaggi verticali e diagonali alti con più personalità e gli esterni bassi ed alti dovrebbero cercare con maggiore frequenza di puntare l’uomo per creare superiorità numerica.</p>



<p>Inoltre, la Juve ha giocatori che possono far diventare letali le transizioni positive. Cuadrado, Chiesa, Ronaldo, Morata ma anche lo stesso Rabiot (veloce a ribaltare il fronte palla al piede) hanno velocità e capacità di attaccare gli spazi: la fase di riconquista dovrebbe essere impostata quindi per sfruttare al meglio queste caratteristiche. Il consolidamento dopo la riconquista dovrebbe limitarsi al passaggio necessario per portare la palla fuori da zona pressing per poi attaccare i corridoi laterali soprattutto sul lato debole.</p>



<p>Insomma, un possesso palla più snello e veloce dei difensori, maggiore visione di gioco dei difensori e dei mediani nel premiare i movimenti degli attaccanti ad occupare gli spazi dietro le linee difensive degli avversari, più verticalità, velocità e ricerca della superiorità numerica in fase offensiva, più personalità degli esterni offensivi nell’attaccare gli avversari e creare superiorità numerica sono gli ingredienti per essere più pericolosi.</p>



<p>Ritengo che siano questi gli aspetti del gioco offensivo su cui Pirlo dovrà chiedere molto di più ai propri giocatori per vedere una Juve più vicina alla squadra che teorizzava prima di sedersi in panchina e che molto probabilmente è nella sua testa.</p>
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