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	<title>Le storie del calcio femminile &#8211; AterAlbus</title>
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	<title>Le storie del calcio femminile &#8211; AterAlbus</title>
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		<title>Trinity Rodman: quando il talento è un vizio di famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Chiminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 12:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le storie del calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[women]]></category>
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					<description><![CDATA[Figlia dell’ex campione NBA Dennis Rodman, la diciottenne Trinity ha fatto il suo esordio sabato 10 aprile nella National Women’s Soccer League, trovando la via del gol dopo soli 5’ di gioco. Il nome sul retro della maglia è dei più pesanti: richiama alla mente l’immagine di uno dei migliori rimbalzisti della storia della pallacanestro, vincitore di 5 titoli NBA nonché personaggio eccentrico e stravagante fuori e dentro al campo.&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><em>Figlia dell’ex campione NBA Dennis Rodman, la diciottenne Trinity ha fatto il suo esordio sabato 10 aprile nella National Women’s Soccer League, trovando la via del gol dopo soli 5’ di gioco.</em></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p>Il nome sul retro della maglia è dei più pesanti: richiama alla mente l’immagine di uno dei migliori rimbalzisti della storia della pallacanestro, vincitore di 5 titoli NBA nonché personaggio eccentrico e stravagante fuori e dentro al campo. Ma Trinity Rodman dà l’idea di saper reggere alla grande tutta la pressione che una tale eredità può caricarti sulle spalle.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="857" height="507" src="/wp-content/uploads/2021/04/trinity-sola.jpg" alt="" data-id="18639" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/trinity-sola.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=18639" class="wp-image-18639" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/trinity-sola.jpg 857w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/trinity-sola-595x352.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/trinity-sola-768x454.jpg 768w" sizes="(max-width: 857px) 100vw, 857px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Nata il 20 maggio 2002, inizia la sua giovane carriera nei SoCal Blues, mentre nella Serra Catholic High School è già considerata la stella più promettente della sua generazione.</p>



<p>L’investitura, d’altronde, arrivò in tempi non sospetti direttamente da un ragazzo che di talento se ne intendeva eccome: Kobe Bryant. Il Black Mamba la vide giocare in tenerissima età con la figlia Natalia (la quale poi preferì la strada della pallavolo), la avvicinò e le disse: “You’re a stud!”</p>



<p>Tu sei una fuoriclasse, sei un craque. “Mister 81” aveva ragione.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="611" src="/wp-content/uploads/2021/04/Kobe-960x611.jpg" alt="" data-id="18640" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Kobe.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=18640" class="wp-image-18640" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Kobe-960x611.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Kobe-595x379.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Kobe-768x489.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Kobe.jpg 1128w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Nel 2018 prende parte ai Mondiali Under 17 in Uruguay; nel 2020 partecipa alla CONCACAF Under 20 siglando complessivamente 9 reti. Laura Harvey, l’allenatrice, dice di lei: &#8220;È incredibilmente veloce e si muove tanto sia con sia senza il pallone. Riesce a muoversi per il campo con facilità e quando è nell&#8217;uno-contro-uno le sue qualità spiccano ulteriormente.&#8221;</p>



<p>Prima punta (o esterno, all&#8217;occorrenza) eccelle nel dribbling e col tiro da fuori area. Non a caso, si ispira a Tobin Heath e Christen Press.</p>



<p>A gennaio è la seconda scelta assoluta al draft della NWSL: diventa così la più giovane calciatrice mai selezionata nella Lega. Giocherà per i Washington Spirit: “Già solo essere nel draft alla mia età, era un sogno, una cosa folle. Ma essere stata la seconda scelta è fuori dal mondo, non potevo chiedere niente di più. I DC hanno un programma ed un team fantastico. Ho parlato un paio di volte con l’allenatore (Richie Burke), so che è uno duro, ma sono felicissima di giocare con lui e di poter migliorare. Penso che questo sia il momento perfetto per entrare nel mondo dei professionisti.”</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="624" height="420" src="/wp-content/uploads/2021/04/triii.jpg" alt="" data-id="18644" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/triii.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=18644" class="wp-image-18644" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/triii.jpg 624w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/triii-595x400.jpg 595w" sizes="(max-width: 624px) 100vw, 624px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Oggi, finalmente, l’esordio. È il minuto 55 di North Carolina Courage vs Washington Spirit, con le padrone di casa avanti 3-1: Trinity prende il posto di Kumi Yokoyama, e in meno di 300 secondi raccoglie un lancio di 40 metri di Natalie Jacobs con un aggancio meraviglioso di destro, prima di <a href="https://twitter.com/NWSL/status/1380988635319832581" target="_blank" aria-label="depositare il pallone alle spalle del portiere (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">depositare il pallone alle spalle del portiere</a>.</p>



<p>Si presenta così, tra i grandi, la figlia d’arte. Non è una definizione che ama, però: “Mio padre è stato un atleta straordinario, e io ho preso quei geni da lui. Ma sono entusiasta di essere conosciuta come Trinity Rodman e non solo come la figlia di Rodman. Voglio percorrere la mia strada e migliorare durante questo viaggio.”</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="768" height="432" src="/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-and-dennis.jpg" alt="" data-id="18642" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-and-dennis.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=18642" class="wp-image-18642" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-and-dennis.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-and-dennis-595x335.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-and-dennis-520x292.jpg 520w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-and-dennis-720x404.jpg 720w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Il rapporto padre &#8211; figlia non dev’essere stato dei più semplici. L’ex cestista racconta di non essere stato né un buon figlio, né un buon genitore. Ma forse è proprio grazie a Trinity ed ai suoi fratelli Alexis e Dennis Junior che Rodman ha messo (in parte?) la testa a posto: “Voglio vederli crescere. Ho bisogno di smettere di far festa, devo fare un passo indietro e rimettere a posto la mia vita.”</p>



<p>Figura fondamentale nella vita della giovane calciatrice è sicuramente mamma Michelle: “Avendo un padre come il mio – racconta Trinity – nessuno chiede mai di mia madre, perché ovviamente lei non è una star dell’NBA. Ma voglio che le persone sappiano che mia madre è stata il mio supporto in ogni momento della vita, è la mia migliore amica e la mia roccia. Non credo che la gente sappia quanto siamo vicine. Anche se non era nell’NBA, ha una mentalità estremamente competitiva e motivata, ed è una donna estremamente forte.”</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="450" height="395" src="/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-e-madre.jpg" alt="" data-id="18643" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/04/Trinity-e-madre.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=18643" class="wp-image-18643"/></figure></li></ul></figure>



<p>Il talento, dunque, è ereditario. La testa, invece, parrebbe essere tutta farina del suo sacco.</p>



<p>Siamo solo all’inizio, ma se il buongiorno si vede dal mattino&#8230;</p>
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		<title>Icone allo specchio: Aurora Galli e Alessia Tuttino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 12:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le storie del calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Tuttino]]></category>
		<category><![CDATA[Aurora Galli]]></category>
		<category><![CDATA[calcio femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi ha iniziato a seguire il calcio femminile da pochi anni, non ha avuto il privilegio di vedere giocare alcuni dei talenti della generazione passata. Queste donne hanno tracciato, grazie alla loro passione e agli immensi sacrifici fatti per rimanere ai massimi livelli, una strada che le calciatrici del presente hanno l’onere e l’onore di portare avanti. Il mondiale 2019 in Francia rimarrà indelebile per molti momenti: la doppietta di&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong>Chi ha iniziato a seguire il calcio femminile da pochi anni, non ha avuto il privilegio di vedere giocare alcuni dei talenti della generazione passata. Queste donne hanno tracciato, grazie alla loro passione e agli immensi sacrifici fatti per rimanere ai massimi livelli, una strada che le calciatrici del presente hanno l’onere e l’onore di portare avanti.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il mondiale 2019 in Francia rimarrà indelebile per molti momenti: la doppietta di Bonansea, la tripletta di Girelli e le sue lacrime contro l’Olanda, le parate di Giuliani ma anche per i tiri micidiali da fuori di una giovane ragazza milanese, Aurora Galli.</p>



<p>Aurora, per tutti semplicemente Iaia, è nata a Milano il 13 dicembre 1996 e cresciuta in un piccolo paese in provincia di Pavia, Tromello, insieme ai suoi genitori, il fratello Alessandro, più grande di 6 anni e la sorella Andrea, più grande di 3.</p>



<p>La più piccola della famiglia Galli si appassiona sin da piccola al calcio tifando Inter e già a 4 anni aveva il pallone fra i piedi: il passaggio dalle partitelle con gli amici e la sorella al parco, alla prima squadra giovanile è stato naturale.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/03/Famiglia-Galli-960x576.png" alt="" data-id="17872" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Famiglia-Galli.png" data-link="https://www.ateralbus.it/famiglia-galli/" class="wp-image-17872" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Famiglia-Galli-960x576.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Famiglia-Galli-595x357.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Famiglia-Galli-768x461.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Famiglia-Galli.png 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>I primi tornei e campionati sono con la divisa della formazione mista della Pro Vigevano, fino a 11 ann,i prima di essere notata e reclutata dal Garlasco che la inserisce nelle proprie squadre maschili di categoria: prima negli esordienti e poi con i giovanissimi provinciali con cui vince anche il campionato.</p>



<p>“C’è una ragazzina molto brava che gioca con i maschi”, la voce arriva fino all’Inter Milano e le nerazzurre non si fanno scappare questo talento tesserandola per le proprie formazioni giovanili femminili.</p>



<p>E’ proprio qui che, nel 2011, Galli si toglie altre soddisfazioni vincendo il campionato delle Allieve Nazionali per poi farsi notare al Trofeo delle Regioni: quelle prestazioni le valgono anche la selezione per l’U17 a soli 15 anni con cui debutta a fine ottobre contro le pari età della Macedonia.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="612" height="460" src="/wp-content/uploads/2021/03/Nazionale-U19-Galli.jpg" alt="" data-id="17879" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Nazionale-U19-Galli.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/nazionale-u19-galli/" class="wp-image-17879" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Nazionale-U19-Galli.jpg 612w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Nazionale-U19-Galli-595x447.jpg 595w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></figure></li></ul></figure>



<p>La costante che accompagna sempre Iaia è la famiglia: non importa se d’estate, d’inverno, con la pioggia o con la neve, ad aspettarla dopo ogni allenamento c’è sempre Andrea con un grande sorriso.</p>



<p>La stagione successiva, ad appena 17 anni, debutta in prima squadra con la maglia nerazzurra in serie A2 e l’anno dopo è un punto fermo della formazione che vince il proprio girone e conquista la serie A.</p>



<p>Come già successo fino ad ora, il suo talento è sulla bocca di tutti gli osservatori ed è la Torres neocampionessa d’Italia, ad assicurarsi questo giovane talento.</p>



<p>Aurora è subito al centro del progetto e gioca titolare dalla prima partita contribuendo alla vittoria della Supercoppa Italiana, della Coppa Italia ed al secondo posto in campionato.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="490" src="/wp-content/uploads/2021/03/Supercoppa.001-960x490.jpeg" alt="" data-id="17881" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Supercoppa.001.jpeg" data-link="https://www.ateralbus.it/supercoppa-001/" class="wp-image-17881" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Supercoppa.001-960x490.jpeg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Supercoppa.001-595x303.jpeg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Supercoppa.001-768x392.jpeg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Supercoppa.001.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">La Supercoppa Italiana è il primo trofeo importante per Iaia</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Proprio in questa prima stagione sarda, debutta anche in Uefa Women Champion’s League in terra russa: arriva una sconfitta di misura, “vendicata” però al ritorno con la vittoria che vale i quarti di finale.</p>



<p>La distanza da casa si fa sentire ma la voglia di giocare a calcio è ancora più grande: queste esperienze fatte in giovane età, fuori dalla casa di famiglia temprano il suo carattere e le permettono di maturare velocemente.</p>



<p>Dopo il fallimento della Torres nell’estate 2015, Aurora si riavvicina a casa ripartendo da Mozzanica, Bergamo, per poi passare l’estate successiva ad un’altra squadra storica del nostro calcio, l’ASGM Verona con cui chiude il campionato con 22 presenze e 2 reti segnate.</p>



<p>Nonostante ancora la giovane età è un punto fermo di tutte le sue squadre di club e le sue prestazioni sono di altissimo livello, tanto da valerle a fine 2015 la prima convocazione con la nazionale maggiore.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="800" height="566" src="/wp-content/uploads/2021/03/Galli-Verona.jpg" alt="" data-id="17878" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Galli-Verona.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/galli-verona/" class="wp-image-17878" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Galli-Verona.jpg 800w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Galli-Verona-595x421.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Galli-Verona-768x543.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></li></ul></figure>



<p>L’estate del 2017 è quella della svolta per Iaia: dopo aver debuttato in un grande torneo, l’Europeo in Olanda nella vittoria ininfluente per 3-2 contro la Svezia (questa partita è però importante nella storia della nazionale perché segna l’addio al calcio ad 11 di <a href="/icone-allo-specchio-barbara-bonansea-e-melania-gabbiadini/" class="rank-math-link">Melania Gabbiadini</a>), arriva una chiamata inattesa.</p>



<p>“Ciao Iaia, sono Rita (Guarino). Ti voglio con me alla Juve”.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="602" height="400" src="/wp-content/uploads/2021/03/Foto-juve.jpg" alt="" data-id="17873" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Foto-juve.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-juve/" class="wp-image-17873" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Foto-juve.jpg 602w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Foto-juve-595x395.jpg 595w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Primo giorno in bianconero con l&#8217;amica Lisa Boattin</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Quella chiamata le cambia la vita perché a Torino, diversamente dalle altre squadre in cui ha militato, mette radici profonde ed in poco tempo diventa una delle intoccabili della Coach bianconera.</p>



<p>La sua solarità, l’essere sempre positiva, il suo altruismo la rende in fretta una delle leader silenziose del gruppo bianconero.</p>



<p>Nella prima stagione torinese, Iaia esplode anche dal punto di vista realizzativo: 7 reti totali fra campionato e Coppa Italia (5+2) ed uno dei rigori realizzati che a Vercelli regalano il primo scudetto alle bianconere.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/03/Primo-scudetto-960x576.jpeg" alt="" data-id="17880" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Primo-scudetto.jpeg" data-link="https://www.ateralbus.it/creator-gd-jpeg-v1-0-using-ijg-jpeg-v80-quality-75-3/" class="wp-image-17880" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Primo-scudetto-960x576.jpeg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Primo-scudetto-595x357.jpeg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Primo-scudetto-768x461.jpeg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Primo-scudetto.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Grazie a Guarino ed ai “consigli” di Stefano Braghin che la pungola spesso nel provare a calciare da fuori area tanto da sfidarla a finire una stagione in doppia cifra nelle reti realizzate, Aurora diventa sempre di più anche una specialista dei gol da fuori.</p>



<p>Al Mondiale i 2 missili da oltre 25 metri che finiscono in fondo al sacco di Giamaica e Cina portano proprio la sua firma e sono gol pesantissimi.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="601" height="400" src="/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_2.jpg" alt="" data-id="17875" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_2.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-mondiali_2/" class="wp-image-17875" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_2.jpg 601w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_2-595x396.jpg 595w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="601" height="400" src="/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI-3.jpg" alt="" data-id="17874" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI-3.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-mondiali-3/" class="wp-image-17874" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI-3.jpg 601w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI-3-595x396.jpg 595w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="601" height="400" src="/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_4.jpg" alt="" data-id="17876" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_4.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-mondiali_4/" class="wp-image-17876" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_4.jpg 601w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI_4-595x396.jpg 595w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="601" height="400" src="/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI.jpg" alt="" data-id="17877" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-mondiali/" class="wp-image-17877" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI.jpg 601w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/FOTO-MONDIALI-595x396.jpg 595w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></li></ul></figure>



<p>E’ il momento più alto finora raggiunto in nazionale ma Aurora sta già scaldando il piede, l’Europeo inglese è proprio dietro l’angolo.<br>Una vita da mediano, non solo ringhiando sulle caviglie delle avversarie, ma come tutti i centrocampisti moderni gestendo anche una quantità infinita di palloni in fase di costruzione. Solo questo la rende una pedina preziosa, in maglia bianconera o azzurra poco importa. Ma Aurora è ancora di più, è una ragazza a cui è stato dato un talento fin da giovane e quel dono l’ha onorato sempre con il (tanto) lavoro, la passione e l’altruismo di fare una corsa in più per aiutare una compagna in difficoltà.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="612" height="408" src="/wp-content/uploads/2021/03/Direzione.jpg" alt="" data-id="17871" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Direzione.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/direzione/" class="wp-image-17871" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Direzione.jpg 612w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Direzione-595x397.jpg 595w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Caratteristiche simili a quelle di Iaia Galli appartengono sicuramente ad una icona, appunto, del calcio femminile italiano del passato: Alessia Tuttino. Spesso paragonata all’ex collega Gennaro Gattuso per grinta ed agonismo, Tuttino è anche dotata di ottima tecnica palla al piede. I pochi gol segnati in carriera sono spesso arrivati da fuori area, esattamente come la bianconera Galli.</p>



<p>Mediano di grande personalità, corsa, resistenza atletica ed intensità, con i suoi modesti 163 cm di altezza è stata per anni il perno del centrocampo della Nazionale nonché delle squadre di vertice della Serie A. Juventina DOC, racconta di essersi ispirata proprio ai mediani che negli anni hanno vestito la maglia bianconera.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="1000" src="/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino.jpg" alt="" data-id="17886" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/tuttino/" class="wp-image-17886" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-595x992.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Conosciamola meglio.</p>



<p>Alessia Tuttino nasce a Udine il 15 marzo 1983 e indossa gli scarpini da calcio all’età di 7 anni, con i pulcini prima ed esordienti poi della squadra (maschile) del Basiliano. Raggiunta la soglia massima che consentiva alle giovani calciatrici di giocare con i colleghi del sesso opposto, compiuti i 14 anni Alessia sposa il progetto del Tenelo Club Rivignano, dove rimarrà fino al 2001 disputando, nel frattempo, i campionati di serie C e B.</p>



<p>A 18 anni si sposta in quella che diventerà la città-simbolo di tutta la sua carriera: Verona. Dopo una stagione al Foroni, nell’annata 2002-2003 Alessia firma per il Bardolino Verona. Qui si consacra definitivamente come una delle migliori centrocampiste italiane in circolazione, e nelle sette stagioni di permanenza nella terra di Romeo e Giulietta colleziona ben 4 Scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe. “Lì ho vissuto gli anni migliori &#8211; racconta – perché ho vinto tutto con quella maglia. Il ricordo più bello è stata la semifinale di Champions League.”<em>&nbsp;</em></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="580" height="490" src="/wp-content/uploads/2021/03/Bardolino.jpg" alt="" data-id="17882" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Bardolino.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/bardolino/" class="wp-image-17882"/></figure></li></ul></figure>



<p>Dopo una parentesi poco fortunata al Chiasiellis, Tuttino disputa una buona stagione alla Roma CF andando a segno 4 volte in 23 partite disputate, per poi approdare nel 2011 al Tavagnacco, altra società “della vita” di Alessia. Qui rimane fino al 2018: nel frattempo colleziona ben 166 presenze in maglia gialloblù ed aggiunge altre due Coppe Italia al suo già ricco palmarés. “È stata un’esperienza bella ed entusiasmante, perché avevo al mio fianco giocatrici come Camporese, Brumana e Masia. C’era un bel progetto in atto, vincemmo per due volte la Coppa Italia e sfiorammo alcune volte lo Scudetto.”</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Tavagnacco-960x576.jpg" alt="" data-id="17885" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Tavagnacco.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/tuttino-tavagnacco/" class="wp-image-17885" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Tavagnacco-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Tavagnacco-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Tavagnacco-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Tavagnacco.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Poi l’addio (anzi, l’arrivederci) al calcio giocato: nel 2018 non rinnova il contratto con il Tavagnacco e si svincola. Alessia ha un altro grande sogno da realizzare: quello di mettere su famiglia. Sogno che realizza lo stesso anno, quando sposa Lorenzo e poi dà alla luce il suo primogenito Tommaso.</p>



<p>“Sport e maternità dovrebbero andare&nbsp; a braccetto, perché praticare sport aiuta sia a diventare mamme che ad esserlo, e soprattutto si può organizzare il tempo in maniera migliore.”</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="600" src="/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-sposa-pancione.jpg" alt="" data-id="17884" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-sposa-pancione.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/tuttino-sposa-pancione/" class="wp-image-17884" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-sposa-pancione.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-sposa-pancione-595x372.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-sposa-pancione-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>La Tuttino calciatrice è però stata un punto di riferimento non solo di Bardolino e Tavagnacco, bensì anche della Nazionale, in riferimento alla quale ha il grande rammarico di non aver potuto disputare i Mondiali. Ha vestito la maglia azzurra dal 2005 e partecipato agli europei del 2009 (segnando anche il gol-vittoria contro l’Inghilterra nella fase a gironi) e nel 2013. In totale colleziona 133 presenze e 16 reti. Oggi racconta: “Spero che la Nazionale Italiana diventi un top team del calcio femminile mondiale, anche per tutti i sacrifici che abbiamo fatto noi ragazze della vecchia generazione. Vorrei che questo sport venisse praticato in maniera professionale e professionistica. Sono le istituzioni a dover credere in questo sport: fino ad ora le uniche a crederci siamo state noi.”</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="1000" src="/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Nazionale.jpg" alt="" data-id="17883" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Nazionale.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/tuttino-nazionale/" class="wp-image-17883" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Nazionale.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/03/Tuttino-Nazionale-595x992.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Come detto, Alessia non ha però appeso gli scarpini al chiodo in maniera definitiva. Recuperata una buona condizione atletica nel post-maternità, torna a farsi sentire la voglia di scendere in campo. E dove farlo se non “a casa propria”? Così a settembre 2020 firma nuovamente per il Tavagnacco, nel frattempo retrocesso in Serie B. “Mi mancava l’adrenalina da campo. Dopo aver avuto Tommaso ho deciso di giocare nuovamente e riavere un po’ di tempo per me stessa. Il direttore sportivo Tosolini mi ha chiamato dicendo di provare a fare un allenamento e da lì sono nuovamente ripartita.”</p>



<p>Racconta inoltre che le piacerebbe rimanere, in futuro, nell’ambiente calcistico, magari dietro ad una scrivania da dirigente oppure in panchina come allenatrice. Ma nel frattempo pensa solo a trascinare al vertice del campionato la sua squadra storica, che al momento occupa la terza posizione in classifica. La rivedremo nella massima serie? Mai dire mai&#8230;</p>
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		<title>Icone allo specchio: Laura Giuliani e Carla Brunozzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco e Giulia Chiminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2021 12:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le storie del calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio femminile italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Brunozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Icone allo specchio]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Giuliani]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi ha iniziato a seguire il calcio femminile da pochi anni, non ha avuto il privilegio di vedere giocare alcuni dei talenti della generazione passata. Queste donne hanno tracciato, grazie alla loro passione e agli immensi sacrifici fatti per rimanere ai massimi livelli, una strada che le calciatrici del presente hanno l’onere e l’onore di portare avanti. Laura Giuliani nasce a Milano il 5 giugno del 1993 e diventa portiere&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Chi ha iniziato a seguire il calcio femminile da pochi anni, non ha avuto il privilegio di vedere giocare alcuni dei talenti della generazione passata. Queste donne hanno tracciato, grazie alla loro passione e agli immensi sacrifici fatti per rimanere ai massimi livelli, una strada che le calciatrici del presente hanno l’onere e l’onore di portare avanti.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Laura Giuliani nasce a Milano il 5 giugno del 1993 e diventa portiere quasi per caso come ha raccontato lei stessa: <a aria-label=" (opens in a new tab)" href="https://www.rivistaundici.com/2019/11/04/laura-giuliani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">&#8220;ero la più alta di tutti, non correvo perché non mi piaceva correre, non sapevo ancora dare un calcio al pallone&#8221;</a>. </p>



<p>Il futuro portiere bianconero compie i primi passi a 6 anni giocando sul campo di cemento dell’oratorio della Sacra Famiglia a Novate Milanese con i suoi amici, per poi iscriversi nella scuola calcio a Bollate, la S.S. La Benvenuta, dove rimane fino a 16 anni quando la nota il Como 2000, squadra storica femminile con alle spalle tanti campionati di serie A.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Como.001-960x576.jpeg" alt="" data-id="16759" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Como.001.jpeg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-como-001/" class="wp-image-16759" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Como.001-960x576.jpeg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Como.001-595x357.jpeg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Como.001-768x461.jpeg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Como.001.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Qui Laura ci mette solo un anno per conquistare la titolarità in serie A2, subendo la prima grande delusione della propria carriera: nello spareggio per raggiungere la massima serie contro il Milan, subisce il gol decisivo al 94’. Una sconfitta sul campo che brucia e che solo parzialmente verrà “compensata” nella stessa estate dal ripescaggio del Como nella massima serie.</p>



<p>Il primo ed unico campionato della serie A italiana che gioca con una maglia diversa da quella della Juventus, appena maggiorenne, le permette di entrare nel giro della nazionale italiana incominciando dall’U19 (13 presenze) e di attirare su di sè le attenzioni di alcune squadre italiane ed estere.</p>



<p>Con una scelta di vita molto coraggiosa, coerente con la sua forte personalità, decide di trasferirsi in Germania con il suo fidanzato Cristian Cottarelli, a Gütersloh, città della Renania settentrionale &#8211; Vestfalia, nell’omonima squadra che disputa il massimo campionato. In terra tedesca, con fortune altalenanti, Laura gioca poi per 2 stagioni all’Herforder (29 presenze) conquistando anche una promozione nella Bundesliga femminile e altre 2 stagioni fra Colonia e Friburgo mettendo a referto solo 13 presenze totali.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="454" height="642" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Heforder.jpg" alt="" data-id="16761" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Heforder.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/creator-gd-jpeg-v1-0-using-ijg-jpeg-v62-quality-85/" class="wp-image-16761"/></figure></li></ul></figure>



<p class="has-text-align-left">La vita in Germania è difficile ma contribuisce a farla crescere sia come persona sia come portiere e per rimanere in una patria non sua, Laura deve fare ulteriori sacrifici lavorando come panettiera, uno dei pochi mestieri che le permette di continuare ad allenarsi e giocare.<br>Tutte le sveglie all’alba e la lontananza da casa, vengono ripagate nell’estate del 2017 quando riceve la chiamata della Juventus: “ Abbiamo un progetto molto ambizioso e vogliamo che tu ne faccia parte”.</p>



<p>La decisione è facile ed il suo futuro si tinge di bianconero.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-visite-mediche-960x576.jpg" alt="" data-id="16765" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-visite-mediche.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-visite-mediche/" class="wp-image-16765" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-visite-mediche-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-visite-mediche-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-visite-mediche-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-visite-mediche.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Estate 2017, visite mediche alla Juve</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Ma se in Germania fatica a trovare continuità, le chiamate della nazionale maggiore arrivano frequentemente e ben presto conquista la maglia da titolare.<br>Nel novembre del 2014, a 22 anni, gioca da titolare la partita più importante della nazionale dell’ultimo decennio ma, al Bentegodi di Verona, una giovane Vivianne Miedema distrugge il sogno delle azzurre di qualificarsi nuovamente al mondiale da cui mancano dal 1999.<br>Nell’estate del 2017 in cui arriva la chiamata della Juve, è la numero 1 azzurra della nazionale di Antonio Cabrini che a sorpresa non si qualifica per gli ottavi agli Europei uscendo dal torneo già ai gironi.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-brasile-2-960x576.jpg" alt="" data-id="16760" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-brasile-2.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/creator-gd-jpeg-v1-0-using-ijg-jpeg-v62-quality-82/" class="wp-image-16760" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-brasile-2-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-brasile-2-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-brasile-2-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-brasile-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Le rivincite sono però dietro l’angolo e le delusioni hanno permesso a Laura di essere quella che è oggi: una donna decisa, sicura di sè e con una gran voglia di lavorare e migliorarsi.</p>



<p>Una donna che proprio quest’anno al successo nel calcio, ha aggiunto la laurea triennale in scienze motorie presso l’Uni del San Raffaele, sempre insieme al suo Christian che la segue ovunque.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="754" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Laurea.jpeg" alt="" data-id="16762" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Laurea.jpeg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-laurea/" class="wp-image-16762" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Laurea.jpeg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-Laurea-595x748.jpeg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Alla Juve è indiscussa protagonista già al primo anno, dall’esordio sul campo del Mozzanica alla vittoria all’ultimo rigore contro il Brescia che vale il primo scudetto bianconero.</p>



<p>Quello spareggio scudetto Laura non doveva neanche giocarlo perché una settimana prima si era rotta il menisco ma invece scende in campo, con il ginocchio fasciato e stringendo i denti. E para anche un calcio di rigore.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-rigore-parato-spareggio-960x576.jpg" alt="" data-id="16764" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-rigore-parato-spareggio.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-rigore-parato-spareggio/" class="wp-image-16764" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-rigore-parato-spareggio-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-rigore-parato-spareggio-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-rigore-parato-spareggio-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-rigore-parato-spareggio.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Quel ginocchio le costa il trionfo di Firenze contro il Portogallo dove la nuova nazionale di Milena Bertolini stacca il pass per il mondiale francese dell’anno successivo e quella serata di Verona&nbsp; di 4 anni prima, può essere messa definitivamente nella scatola dei ricordi.</p>



<p>Il mondiale francese è poi evento conosciuto. Laura Giuliani non vince il titolo di miglior portiere ma è sicuramente uno di quelli che si è messo più in evidenza. Solo 4 i gol subiti in 5 partite, due da calcio di rigore e due dalla fortissima Olanda nei quarti di finale ma spiccano le sue prestazioni di livello assoluto, condite da parate fenomenali come quella in Italia Brasile che dice di no al tacco di Debihna.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/01/Foto-parata-brasile-960x576.jpg" alt="" data-id="16763" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-parata-brasile.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/foto-parata-brasile/" class="wp-image-16763" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-parata-brasile-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-parata-brasile-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-parata-brasile-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Foto-parata-brasile.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p><strong>Ma che portiere è Laura Giuliani?&nbsp;</strong></p>



<p>Dotata di ottimo senso di posizione fra i pali, ha un grande istinto che la porta spesso a compiere interventi prodigiosi. Un istinto che la aiuta anche nei calci di rigore e negli uno contro uno con gli attaccanti avversari che riesce molte volte ad ipnotizzare.</p>



<p>In questi ultimi 3 anni, da quando è arrivata alla Juventus ed ha iniziato a lavorare con il preparatore dei portieri bianconero Giuseppe Mammoliti, Laura è migliorata moltissimo nei suoi due veri talloni d’Achille ovvero le uscite alte ed il gioco con i piedi.</p>



<p>Gli erroracci che commetteva con preoccupante frequenza, si sono mano a mano ridotti al minimo mentre è diventata un ottimo appoggio per le sue compagne in fase di costruzione se non pressata eccessivamente.</p>



<p>Attualmente Laura Giuliani è considerata, a giusto merito, nei 10 portieri più forti al mondo (9 ° classificata della IFFHS world’s best goalkeeper 2019) ma ha dalla sua l’età e la volontà di migliorare ancora le sue prestazioni: per se, per la Juve e per la nazionale italiana.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="900" src="/wp-content/uploads/2021/01/LAURA_GIULIANI_Herforder_SV_Noltng_002.jpg" alt="" data-id="16766" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/LAURA_GIULIANI_Herforder_SV_Noltng_002.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/intelr-jpeg-library-version-1-51-12-44/" class="wp-image-16766" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/LAURA_GIULIANI_Herforder_SV_Noltng_002.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/LAURA_GIULIANI_Herforder_SV_Noltng_002-595x893.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Legata alla Juventus per questioni di tifo è anche uno straordinario portiere del calcio femminile italiano del passato: <strong>Carla Brunozzi</strong>.</p>



<p>Grande tifosa bianconera, l’ex numero 1 della Nazionale non può che trovare in Gianluigi Buffon l’idolo nonché il portiere di riferimento: “<em>è quasi mio coetaneo, ma nonostante l’età sta dimostrando di essere ancora un portiere di grandissimo livello. Rimane uno dei più forti e a lui ho sempre guardato con enorme ammirazione</em>.”</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale1-960x576.jpg" alt="" data-id="16782" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale1.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/brunozzi-nazionale1/" class="wp-image-16782" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale1-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale1-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale1-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p><strong>Ma che tipo di portiere era, invece, Carla Brunozzi?</strong> Tra i pali le sue maggiori qualità sono state l’esplosività e la reattività, ma anche grande senso della posizione e capacità di guidare il reparto arretrato con personalità e autorevolezza. I (pochi) punti deboli sono, come nel caso di Laura Giuliani e di tanti portieri nostrani, rappresentati invece dalle uscite alte: “<em>Ho dovuto lavorare parecchio su questo e l’ho potuto fare purtroppo solo verso la fine della carriera, quando ho avuto la possibilità di lavorare con dei preparatori professionisti, e non persone adattate al ruolo come era stato per la maggior parte del tempo in cui ho giocato</em>”.</p>



<p>Questo è un aspetto su cui vale la pena soffermarsi, soprattutto quando si commentano o paragonano le prestazioni dei calciatori uomini a quelle delle calciatrici: è da infatti pochissimo tempo che le nostre ragazze hanno la possibilità di allenarsi con uno staff tecnico preparato e dedicato. Chi, come Carla, non ha avuto questa opportunità, ha dovuto formarsi da autodidatta, raggiungendo, nonostante tutto, un livello di prestazione altissimo. Ed è anche per questo che la sua storia merita di essere raccontata.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="500" height="758" src="/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-Nazionale2.jpg" alt="" data-id="16783" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-Nazionale2.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/brunozzi-nazionale2/" class="wp-image-16783"/></figure></li></ul></figure>



<p>Carla Brunozzi nasce il 20 aprile 1976, a Torricella Sicura, un piccolo paese in provincia di Teramo. La sua passione per il calcio si manifesta sin da bambina ed è così che, all’età di 10 anni ed in un contesto culturale tutt’altro che all’avanguardia, indossa per la prima volta gli scarpini con i tacchetti. “<em>Una bambina che gioca a pallone non era ben vista, soprattutto dalla parte più anziana del paese</em>”, racconta. Ma per frenare la sua voglia di giocare serve ben altro: “<em>nonostante questo sono andata avanti, perché la passione era più forte delle critiche</em>”.</p>



<p>La sua prima esperienza, come quella di qualunque bambina che si approcciasse al calcio fino a pochi anni fa, è nella squadra maschile del paese.</p>



<p>Perché in porta? Perché, racconta, accade spesso che nelle squadre i portieri scarseggino, tutti vogliono fare gli attaccanti, tutti vogliono fare gol. E quindi a Carla, la nuova arrivata, viene affidato questo ruolo. “<em>Messa in porta ho scoperto la grande passione per questo ruolo un po’ pazzo. Da ragazzina ero abbastanza spericolata, mi piaceva buttarmi sulle gambe degli avversari mentre calciavano, mi piaceva tuffarmi. Quindi era il ruolo che faceva per me</em>”.</p>



<p>Continua l’esperienza con i ragazzi del paese fino al passaggio nella prima squadra femminile di Teramo, la Teramo Stazione, all’età di 14 anni e fino alla maggiore età: è in questo periodo che fa il suo esordio in Serie C. In seguito avviene il passaggio e l’esordio anche in Serie A: Carla viene infatti acquistata dalla Lazio del Presidente Franco Anzidei, che giocava all’epoca allo stadio Flaminio, uno scenario di tutto rispetto. </p>



<p>Fa quindi la pendolare tra Teramo e Roma. In questa esperienza lo spazio per la giovanissima Brunozzi è naturalmente ridotto: gioca infatti solo in un paio di occasioni, con la squalifica del primo portiere Monica Di Bernardo. Al termine della stagione, va in prestito all’Autolelli Picenum in Serie B: “dovendo svolgere la maturità non potevo più permettermi di andare a Roma due volte a settimana, dovevo pensare allo studio”. Qui vince il Campionato della serie cadetta e guadagna quindi il passaggio di categoria in A.</p>



<p>L’anno successivo, viene acquistata dalla stessa Picenum. La società, neopromossa, nonostante qualche innesto importante, non ha particolari ambizioni, ma mantiene comunque la categoria.&nbsp;<br>Nella stagione 2000-2001 il cartellino di Brunozzi viene acquisito dall’Atletico Oristano, con cui si piazza a metà classifica. Ed è a partire da questa esperienza che arrivano le prime, meritate, chiamate dallo staff della Nazionale, di cui all’epoca è terzo portiere.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="900" src="/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale-3.jpg" alt="" data-id="16781" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale-3.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/brunozzi-nazionale-3/" class="wp-image-16781" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale-3.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-nazionale-3-595x893.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Anno nuovo, maglia nuova: nella stagione successiva avviene il passaggio alla Torres Sassari, dove rimarrà per 5 anni. Con la Torres non riesce a vincere lo Scudetto, ma porta comunque a casa una Italy Women’s Cup ed una Coppa Italia. Contemporaneamente, con l’addio al calcio di Giorgia Brenzan e sotto la guida del C.T. Carolina Morace, diventa il portiere titolare della Nazionale, con cui collezionerà, nel corso di tutta la sua carriera, ben 55 presenze.&nbsp;</p>



<p>Racconta, dell’esperienza in maglia azzurra, di aver coronato un sogno. “<em>Purtroppo non sono arrivati i risultati, vuoi per organizzazione, vuoi per strutture, vuoi per il seguito che ancora mancava. Eravamo molto indietro rispetto alle altre Nazionali. Nonostante questo fu un’esperienza bellissima, che mi ha formata e fatta crescere. La delusione più grande fu l’Europeo in Inghilterra nel 2005: finimmo in un girone di qualificazione infernale con le fortissime Francia, Norvegia e Germania e purtroppo non riuscimmo a passare il turno. Erano nettamente superiori a noi</em>”.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="500" height="750" src="/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-Nazionale4.jpg" alt="" data-id="16784" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-Nazionale4.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/brunozzi-nazionale4/" class="wp-image-16784"/></figure></li></ul></figure>



<p>Dopo la Torres ed una parentesi biennale, che ricorda con affetto e soddisfazione, alla Vigor Senigallia, Carla Brunozzi veste la maglia del Bardolino Verona: “<em>eravamo uno squadrone, rappresentavamo 7-8, un anno addirittura 9 undicesimi della Nazionale. Ho giocato con Patrizia Panico, Melania Gabbiadini, Valentina Boni, Alessia Tuttino, Venusia Paliotti, Viviana Schiavi… Il meglio.</em>” </p>



<p>Qui arrivano le vittorie più belle e la bacheca di Carla Brunozzi si riempie di trofei: 3 Scudetti, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe conquistati.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="350" height="452" src="/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo1.jpg" alt="" data-id="16779" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo1.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/italys-mordente-celebrates-win-in-first-round-of-world-basketball-championships-in-sapporo/" class="wp-image-16779"/></figure></li></ul></figure>



<p>La più grande gioia professionale in assoluto? “<em>Siamo state l’unica squadra italiana nella storia a raggiungere una semifinale di Champions League. La partita che ancora ricordo con grande emozione è quella contro le danesi del Brøndby IF, eravamo ai quarti. Perdemmo in casa 1-0. Al ritorno, rimettemmo la gara in parità e chiudemmo i 90 minuti avanti 1-0 grazie ad un eurogol di Tuttino. Dopo i supplementari il risultato rimase invariato, quindi andammo ai rigori: ne parai due e andammo in semifinale.</em>” </p>



<p>Nel turno successivo il sogno finì contro le fortissime tedesche del Francoforte di Ali Krieger: “<em>fisicamente ci erano superiori, inoltre avevano un’esperienza internazionale molto importante”. </em>Nonostante questo, l’emozione fu enorme. La gara in casa infatti si giocò in un Bentegodi stracolmo di tifosi gialloblù, ben 16mila persone, un numero mai visto prima, altro ricordo a cui Carla è particolarmente affezionata. </p>



<p>&#8220;<em>Aver raggiunto un risultato così importante per l’intero movimento all’epoca fu una soddisfazione enorme. Oggi le cose sono completamente cambiate, e sono molto felice del seguito che la Nazionale sta avendo, dei risultati che ha ottenuto e dei bei Mondiali che ha disputato in Francia. Ma anche della visibilità che stanno avendo le ragazze e della vita da atlete che possono condurre oggi. La nostra realtà, purtroppo, all’epoca era ben diversa. Erano pochissime le società che potevano permettersi di fare campionati a certi livelli, infatti la lotta per il titolo era sempre riservata a tre, massimo quattro squadre”.</em></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="800" height="600" src="/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo2.jpg" alt="" data-id="16780" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo2.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/brunozzi-bardo2/" class="wp-image-16780" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo2.jpg 800w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo2-595x446.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Brunozzi-bardo2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p>Perché&#8230;<br>                         </p>



<p>                    <em>“Un eroe non ha bisogno di un mantello ma solo di un paio di guanti.”</em></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p><strong>Ringraziamo Carla Brunozzi per la grande disponibilità ed il contributo diretto che ci ha fornito per la stesura di questo articolo.&nbsp;</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Icone allo specchio: Barbara Bonansea e Melania Gabbiadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sacco Roberta e Giulia Chiminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 10:14:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le storie del calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[barbara bonansea]]></category>
		<category><![CDATA[Melania Gabbiadini]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi ha iniziato a seguire il calcio femminile da pochi anni, non ha avuto il privilegio di vedere giocare alcuni dei talenti della generazione passata. Queste donne hanno tracciato, grazie alla loro passione e agli immensi sacrifici fatti per rimanere ai massimi livelli, una strada che le calciatrici del presente hanno l’onere e l’onore di portare avanti. Piemontese DOC, Barbara Bonansea nasce a Pinerolo il 13 giugno 1991. Si appassiona&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Chi ha iniziato a seguire il calcio femminile da pochi anni, non ha avuto il privilegio di vedere giocare alcuni dei talenti della generazione passata. Queste donne hanno tracciato, grazie alla loro passione e agli immensi sacrifici fatti per rimanere ai massimi livelli, una strada che le calciatrici del presente hanno l’onere e l’onore di portare avanti.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Piemontese DOC, Barbara Bonansea nasce a Pinerolo il 13 giugno 1991. Si appassiona al calcio seguendo le partite del fratello Giorgio, il cui allenatore, vedendola sempre a bordocampo, un giorno la invita a partecipare. “Cominciai anche a fare danza” racconta ma, quando iniziarono ad accavallarsi gli allenamenti, non ebbe dubbi: alle scarpette da punta preferì quelle con i tacchetti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery alignwide columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="500" height="700" src="/wp-content/uploads/2020/10/BB-Torino.jpg" alt="Bonansea in azione ai tempi del Torino" data-id="16066" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Torino.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16066" class="wp-image-16066"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Bonansea in azione ai tempi del Torino</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p></p>



<p>Ben presto, per Barbara, si fa avanti il Torino. Il primo provino basta e avanza: entra a far parte del settore giovanile nel 2004. Dalla stagione 2006-2007, a soli 15 anni, viene aggregata alla Prima Squadra, dove rimarrà altre sei stagioni, collezionando 127 presenze e 41 gol.<br>Dal Toro alla Leonessa: nell’estate 2012 firma con il Brescia.&nbsp;</p>



<p>Contemporaneamente, Barbara entra nel giro della Nazionale maggiore, di cui ancora oggi rappresenta una delle punte di diamante (65 presenze e 25 reti per lei).<br>È in maglia biancazzurra che arrivano i primi importantissimi trofei, nonché l’esordio in Champions League. Tra Campionato e Coppe, in cinque stagioni, scende in campo 137 volte e marca il tabellino in ben 68 occasioni. L’esperienza è delle più gloriose: 2 Scudetti, 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe. Tutti gli occhi sono su di lei, non solo in Italia&#8230;&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/BB-Brescia-960x576.jpg" alt="Bonansea con la maglia del Brescia" data-id="16067" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Brescia.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16067" class="wp-image-16067" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Brescia-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Brescia-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Brescia-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Brescia.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Bonansea con la maglia del Brescia</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Il 2017 è l’anno dell’ingresso della Juventus nel calcio femminile: rilevato il titolo sportivo del Cuneo, la dirigenza bianconera vuole costruire una rosa competitiva per vincere da subito. Inevitabile, quindi, pensare a Bonansea per conquistare lo Scudetto nella stagione d’esordio. Ma la Vecchia Signora non è l’unica a contendersi le prestazioni di “BB11”. Dalla Francia, infatti, è il club più forte d’Europa a formulare un’offerta per lei. L’Olympique Lione di Aulas è pronto ad ingaggiarla. Il professionismo, un contratto super, la possibilità di competere stabilmente (e vincere) in Champions League. Impossibile chiedere di più per una calciatrice nostrana.&nbsp;</p>



<p>C’è un piccolo dettaglio che però fa tutta la differenza del mondo: il cuore di Barbara è bianconero dalla nascita. Declina così l’offerta delle campionesse francesi e sposa il progetto Juventus. “La Juve era il mio sogno, e anche quello di mio fratello. Lui passò il provino in bianconero, ma mio padre non poteva accompagnarlo agli allenamenti, così rinunciò. A me è andata decisamente meglio.”&nbsp;</p>



<p>Il primo gol nella storia della neonata Juventus Women in Serie A è naturalmente firmato Bonansea. Così sarà anche il primo in Champions League.&nbsp;</p>



<p>Nelle prime 3 stagioni a Torino contribuisce, con 39 gol in 63 presenze, alla conquista di 3 Scudetti, una Coppa Italia ed una Supercoppa.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="830" height="600" src="/wp-content/uploads/2020/10/BB-Juve.jpg" alt="Bonansea in maglia bianconera" data-id="16069" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Juve.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16069" class="wp-image-16069" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Juve.jpg 830w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Juve-595x430.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Juve-768x555.jpg 768w" sizes="(max-width: 830px) 100vw, 830px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Bonansea in maglia bianconera</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Impossibile ripercorrere la carriera di Barbara senza menzionare la sua storica doppietta contro l’Australia di Sam Kerr nella gara d’esordio al Mondiale del 2019. Prima, il gol del pareggio all’11esimo della ripresa. Poi, al minuto 95, il 2-1 di testa che ci ha fatto perdere la voce.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/BB-Ita-Au-960x576.jpg" alt="Italia - Australia 2-1 (doppietta Bonansea)" data-id="16068" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Ita-Au.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16068" class="wp-image-16068" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Ita-Au-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Ita-Au-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Ita-Au-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/BB-Ita-Au.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Italia &#8211; Australia 2-1 (doppietta Bonansea)</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p><strong>Ma che giocatrice è Barbara Bonansea?</strong>&nbsp;</p>



<p>Nata attaccante centrale, è oggi un esterno offensivo dotato di caratteristiche uniche in Italia: corsa leggera favorita dal fisico snello e longilineo, eccezionale tecnica e velocità palla al piede che rendono il suo tocco riconoscibile anche ad occhi meno esperti. Dribbling in velocità, calcia sia di potenza che di precisione. Tutte caratteristiche, queste, che la accomunano a Melania. A differenza sua, Barbara è certamente meno “goleador”, ma comunque molto prolifica.&nbsp;</p>



<p>Sa attaccare benissimo gli spazi e la profondità, parte spesso dall’esterno per accentrarsi e cercare il gol sul secondo palo, sia di destro che col mancino.&nbsp;</p>



<p>Da una giocatrice con le sue qualità ci si aspetta però sempre il massimo, ed è per questo che, oltre ai tantissimi pregi, vogliamo raccontare anche qualche aspetto migliorabile: pecca spesso di continuità, anche all’interno della stessa partita. Talvolta alterna numeri da talento assoluto ad errori banali, e tende ad “uscire” mentalmente dalla gara per troppi minuti. Difetto, questo, a cui la netta superiorità della Juventus in Serie A spesso consente di sopperire, ma che potremmo pagare a caro prezzo nelle sfide in cui il livello tecnico ed agonistico si alza ulteriormente.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/Intermezzo-960x576.jpeg" alt="<strong&gt;L’ abbraccio fra Barbara e Melania (alla sua ultima gara in carriera)</strong&gt;" data-id="16062" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Intermezzo.jpeg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16062" class="wp-image-16062" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Intermezzo-960x576.jpeg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Intermezzo-595x357.jpeg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Intermezzo-768x461.jpeg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Intermezzo.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption"><strong>L’ abbraccio fra Barbara e Melania (alla sua ultima gara in carriera)</strong></figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Se oggi Barbara Bonansea è una delle stelle del calcio femminile italiano e una delle calciatrici più amate, fino a qualche anno fa imperversava nello stesso ruolo ma sulla fascia opposta, con tutta la sua classe, una icona del calcio azzurro con oltre 100 presenze in nazionale che di nome fa Melania e di cognome Gabbiadini.</p>



<p>Melania Gabbiadini è stata per la nostra generazione un punto di riferimento ed una delle stelle che ha guidato la nazionale fra il 2004 ed il 2017 e che ha contribuito a scrivere la storia nostro sport.</p>



<p>Un talento purissimo che è entrato a far parte ad inizio 2017 della Hall of Fame del calcio italiano, unica donna a riuscirci dopo Patrizia Panico e Carolina Morace.</p>



<p>E’ stata legatissima alla maglia azzurra che ha sempre sentito come una seconda pelle, tanto da scegliere una gara della nazionale per dare l’addio al calcio a 11 durante gli europei del 2017, con la fascia di capitano al braccio.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-1-con-la-fascia-al-braccio-960x576.jpg" alt="" data-id="16056" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-1-con-la-fascia-al-braccio.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16056" class="wp-image-16056" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-1-con-la-fascia-al-braccio-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-1-con-la-fascia-al-braccio-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-1-con-la-fascia-al-braccio-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-1-con-la-fascia-al-braccio.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Sono tante le caratteristiche che accomunano Barbara e Melania, a partire dal fatto di essere entrambe prima atlete e poi calciatrici ma, a differenza della nostra attuale numero 11, l’ex Bardolino ha sempre avuto più continuità e prolificità.</p>



<p>Spesso decisiva negli incontri importanti, Melania abbinava tecnica eccellente, velocità e dribbling, un insieme che ha sempre rappresentato una rarità per il calcio italiano, anche del recente passato.</p>



<p>Un’altra qualità della casa è sempre stato il tiro: un destro secco, preciso, anche da fuori area e la maggior parte delle volte letale, un vizio di famiglia.</p>



<p>Meno forte il sinistro che la stessa Melania raccontava di usare per nient’altro che correre.</p>



<p>“Meli”, così spesso soprannominata dalle compagne, oltre alla maglia azzurra, ha legato la sua carriera ad un’unica squadra, il Bardolino Verona (poi diventato ASGM Verona), in cui ha militato per 13 stagioni consecutive diventandone anche capitano negli ultimi anni.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-2--960x576.jpg" alt="" data-id="16057" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-2-.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16057" class="wp-image-16057" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-2--960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-2--595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-2--768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/Gabbia-2-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Melania fuori dal campo è sempre stata una ragazza introversa e umile ma entrando nel suo mondo ti dà l’anima, una leader silenziosa che ha rappresentato un esempio per le giovani calciatrici ed un punto di riferimento per le proprie compagne di squadra.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="500" height="300" src="/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-3.jpg" alt="Galà del calcio 2013 - Nella foto: Melania Gabbiadini-Katia Serra" data-id="16058" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-3.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16058" class="wp-image-16058"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Galà del calcio 2013 &#8211; Nella foto: Melania Gabbiadini-Katia Serra</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Vincitrice per 4 anni consecutivi del titolo di giocatrice dell’anno (dal 2012 al 2015) e del pallone azzurro nel 2016, è salita alla ribaltata del grande pubblico per essere la sorella di Manolo, attuale attaccante della Sampdoria.</p>



<p>Loro due sono sempre stati molto legati, a dividerli solo il piede forte; lei nata il 28 agosto 1983, lui di 8 anni più giovane e suo primo tifoso:</p>



<p><em>“Un giorno ero allo stadio, me ne stavo seduto in tribuna come tutti i sabati con i miei genitori per vedere giocare mia sorella. Era una partita come tante altre. A un certo punto l’ho vista avvicinarsi alla porta palla al piede. Ha tirato una bomba micidiale. Il pallone si è alzato, poi si è andato a schiantare sulla traversa. E, per il colpo, si è bucato. Chissà, forse non sarà stato un gran pallone. Ma ricordo perfettamente quello che ho pensato in quel momento: ‘Mia sorella è veramente forte’. È stato allora che ho deciso che avrei fatto di tutto per diventare un calciatore forte come lei”.</em></p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/FRATELLI-960x576.jpg" alt="Melania - Manolo" data-id="16055" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/FRATELLI.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16055" class="wp-image-16055" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/FRATELLI-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/FRATELLI-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/FRATELLI-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/FRATELLI.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Melania &#8211; Manolo</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Già, un fenomeno, che ha mosso i primi passi nella squadra maschile a 7 del suo paese d’origine, Bolgare in provincia di Bergamo, all’età di 9 anni dove da subito è spiccato il suo talento fra i maschietti. Poi l’esperienza con le sue coetanee all’ACF Bergamo in serie B e poi in A dal 2000 al 2004, prima della chiamata del Bardolino.</p>



<p>Anno dopo anno è sempre stata mossa da quella passione che non l’ha mai abbandonata e che l’ha fatta diventare un simbolo per Verona e per il calcio femminile italiano.</p>



<p>Neanche un brutto infortunio ad inizio 2012, la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, le ha tolto l’amore per il calcio.</p>



<p>Il punto più alto della sua carriera? Probabilmente la doppia sfida del Bardolino contro FFC Francoforte di <a href="/apologia-di-una-guerriera-la-storia-di-ali-krieger/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ali Krieger</a>, di Brigit Prinz (colei che Gaucci voleva portare nel suo Perugia maschile, do you remember?) valido per la semifinale di Women Champion’s League stagione 2007/08.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="496" height="600" src="/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-4.jpg" alt="Un momento di FFC Frankfurt - Bardolino 4-2" data-id="16059" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-4.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16059" class="wp-image-16059"/><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Un momento di FFC Frankfurt &#8211; Bardolino 4-2</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Melania segna all’andata in Germania il gol del 2-4 mentre al ritorno, nonostante la sconfitta per 3-0 contro la squadra che vincerà poi la Champions in finale contro le svedesi dell’Umea, disputa una grande gara ricevendo, insieme a tutta la squadra, un lungo applauso finale dai quasi 14.000 accorsi al Bentegodi.</p>



<p>Mai nessuna squadra di club italiana aveva mai raggiunto un traguardo simile in Europa e, anche oggi, rimane il risultato più importante di una italiana in Women Champion’s League.</p>



<p>Quella partita stabilisce anche il record di pubblico in Italia per una gara di calcio femminile che resisterà per quasi 11 anni, prima di essere demolito dalla Premièr dell’Allianz Stadium fra Juventus e Fiorentina.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="800" height="600" src="/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-5.jpg" alt="Bardolino 2007/08" data-id="16060" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-5.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16060" class="wp-image-16060" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-5.jpg 800w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-5-595x446.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-5-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Bardolino 2007/08</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Dopo la vittoria di 5 scudetti, 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane ed 1 campionato di B, l’ultimo grande evento in cui è presente Melania, è il campionato europeo del 2017 dove la nazionale viene eliminata già nel girone e Meli dà l’addio al calcio a 11 nell’ultima partita contro la Svezia.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Melania Gabbiadini e il calcio, l&#039;emozione di una vita" width="740" height="416" src="https://www.youtube.com/embed/vnDqTegVV1c?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Chiude definitivamente con il calcio giocato nel 2019 dopo 2 stagioni nel calcio a 5, tesserata con la Noalese ma il suo amore per il suo sport continua sotto un’altra veste, quella di allenatrice. Attualmente infatti guida le esordienti e le pulcine delle Lady Granata Cittadella.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-6-960x576.jpg" alt="" data-id="16061" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-6.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=16061" class="wp-image-16061" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-6-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-6-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-6-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/10/GABBIA-6.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>269 presenze in serie A e 220 reti realizzate, 66 presenze in Coppa Italia con 73 reti e 26 presenze in Champions con 18 reti con la maglia di Bergamo e Bardolino, le 114 presenze e le 45 reti in nazionale e gli innumerevoli assist alle compagne, sono numeri che non bastano a definire quanto grande è stata Melania Gabbiadini per il calcio italiano.</p>



<p>Non bastano a definire la grandezza di una campionessa che, nonostante sia stata molto apprezzata all’estero, non ha mai lasciato la squadra di cui è stata una bandiera.</p>



<p>Meli è sempre stata <em>la</em> fuoriclasse, semplicemente e senza discussioni la giocatrice italiana più forte di tutti i tempi insieme a Patrizia Panico.</p>



<p>Amate oggi Barbara Bonansea? Non avreste potuto evitarlo con la più forte dei fratelli Gabbiadini.</p>
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		<title>Apologia di una guerriera: la storia di Ali Krieger</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 07:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le storie del calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Ali Krieger]]></category>
		<category><![CDATA[calcio femminile]]></category>
		<category><![CDATA[USWNT]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo articolo inaugura la rubrica sulle storie del calcio femminile in cui racconteremo le vicende di ragazze, atlete, donne accomunate tutte dalla stessa passione: l&#8217;amore per il calcio. In questo primo episodio ripercorriamo la storia di Ali Krieger, the Warrior Princess. Quando pensate allo sport che vi appassiona, sono certa che anche voi, come me, visualizzerete nella vostra mente un’immagine, un momento, un ricordo. Un gesto tecnico meraviglioso, una vittoria&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong><em>Questo articolo inaugura la rubrica sulle storie del calcio femminile in cui racconteremo le vicende di ragazze, atlete, donne accomunate tutte dalla stessa passione: l&#8217;amore per il calcio. In questo primo episodio ripercorriamo la storia di Ali Krieger, the Warrior Princess</em></strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Quando pensate allo sport che vi appassiona, sono certa che anche voi, come me, visualizzerete nella vostra mente un’immagine, un momento, un ricordo. Un gesto tecnico meraviglioso, una vittoria al cardiopalma. Magari una dolorosa sconfitta. Quando io penso al calcio ed ai motivi che mi hanno avvicinata a questo mondo, che sa essere tanto benevolo quanto crudele, visualizzo nitidamente un’immagine risalente a domenica 10 luglio 2011.&nbsp;</p>



<p>Protagonista di quell’immagine è una ragazza nata a circa dieci chilometri a sud di Washington, in un sabato d’estate del 1984. Si chiama Alexandra, e di cognome fa “guerriera”. Proprio così: se cercate la traduzione di “Krieger” dal tedesco all’italiano, scoprirete che significa esattamente questo. Ed è la sua storia che andrò a raccontarvi.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="/wp-content/uploads/2020/09/animation.gif.mp4"></video></figure>



<p>“Ali”, figlia di Debbie e Ken, due istruttori di educazione fisica, cresce a Dumfries, in Virginia, col fratello maggiore Kyle. Indossa gli scarpini da calcio a 7 anni, e per i successivi dodici gioca nel centrocampo di un club giovanile locale, allenata dal padre. Fatto di cui, tra l’altro, si dice profondamente grata. Dal 2001 e nei tre anni successivi è capitano della squadra della Forest Park High School, per poi approdare alla Pennsylvania State University.</p>



<p>È durante questa esperienza che si troverà ad affrontare il primo di una lunga serie di ostacoli che caratterizzeranno tutta la sua carriera: nel novembre del 2005, infatti, durante l’amichevole preparatoria dei playoff della National Collegiate Athletic Association che si sarebbero tenuti nei giorni seguenti, Ali subisce una frattura a spirale del perone. L’infortunio richiede un intervento chirurgico nel quale le vengono inserite una placca e cinque viti nella gamba.</p>



<p>Pochi mesi più tardi, nel gennaio del 2006, sta rientrando a scuola dopo una visita alla famiglia. Ha in programma, per la mattina seguente, un controllo medico sullo stato di avanzamento del recupero. Ma Ali quella sera non si sente bene. Il suo polso, a riposo, misura 122 battiti. Fa fatica a respirare. Scoprirà poco dopo che l’operazione alla gamba, unita ai successivi viaggi in aereo, le avevano provocato un’embolia polmonare. I coaguli di sangue nei polmoni le causano una serie di piccoli attacchi di cuore. Aveva 21 anni, e se fino a prima di quel momento Ali temeva “solo” di non poter più tornare a giocare ad alti livelli, ora teme per la vita.</p>



<p>“Non dimenticherò mai il medico che mi disse che se avessi atteso i controlli del giorno dopo, quella mattina non mi sarei svegliata. Ho promesso a me stessa che avrei apprezzato ogni singolo momento sul campo: ogni partita, ogni sessione di allenamento, ogni sessione in palestra. E da allora ho lavorato duramente per mantenere quella promessa.”</p>



<p>Il recupero sarà lungo e complesso, ma Ali tornerà. Eccome se tornerà.</p>



<p>La sua, non è l’unica vita per cui combatte durante questo periodo. Il fratello, infatti, finisce in un vortice infernale di dipendenza da alcol e droghe. Dal letto di ospedale, è lui la prima persona a cui Ali telefona: “Anche quando non rispondevo, lei mi cercava” racconta Kyle. “Avrei dovuto essere io quello che era lì per lei, invece ero avvolto da tutti i miei casini. Assumevo praticamente di tutto: metanfetamine, cocaina, alcol, qualunque cosa. Non avevo il controllo della mia vita. Ed eccola lì, a combattere per la sua vita ma preoccupandosi della mia, mandandomi messaggi per dirmi che mi amava.”</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="600" height="600" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-1.jpg" alt="" class="wp-image-15888" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-1.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-1-595x595.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>Ali e Kyle</figcaption></figure></div>



<p>Kyle è sobrio da 13 anni. Da allora, non si è più perso una partita della sorella: “Quando guardo le partite, le mostro tutto il mio amore e mi diverto molto. Ma tutto questo fa anche parte del me che fa ammenda. C’è stato un tempo in cui avrei dovuto essere lì per lei, e non c’ero.”</p>



<p>È strettissimo il legame che tiene uniti i due fratelli: “Ho imparato così tanto da Kyle, vedendolo lottare contro la dipendenza e l’alcolismo, superando le avversità. Era come il giorno e la notte. Per due anni della mia vita è stato assente. Oggi, guardare quanto lontano è arrivato, è davvero gratificante.”</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="768" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-2-960x768.jpg" alt="" class="wp-image-15889" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-2-960x768.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-2-595x476.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-2-768x614.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Kyle-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>Con il ritorno in campo, Ali si sposta dal centrocampo alla difesa. Terzino di spinta, macina chilometri sulla fascia destra: aggressività, resistenza, intercettazione e colpo di testa sono le specialità della casa. Il tutto con la fascia da capitano al braccio, naturalmente. Ha in mente un solo obiettivo: vuole esibirsi sui migliori palcoscenici del mondo e guadagnarsi la chiamata della nazionale. E così, nella stagione 2007-2008, firma con l’FFC Frankfurt, una delle squadre più prestigiose del panorama calcistico mondiale.</p>



<p>Alla sua prima stagione in Europa, vince il Triplete da protagonista. In Germania (dove rimarrà fino al 2012) si consacra definitivamente come uno dei migliori terzini in circolazione ed ottiene, all’età di 24 anni, la prima chiamata della nazionale a stelle e strisce. Nel giugno del 2011 vola in Germania per giocare il suo primo Mondiale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="450" height="600" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-felpa-rossa-USA.jpg" alt="" class="wp-image-15898"/></figure></div>



<p>Nei quarti di finale, in una delle partite più epiche della storia del calcio femminile, gli USA sfidano il Brasile: dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, al secondo minuto del primo tempo supplementare Marta porta il Brasile sul 2 a 1. Le americane sono rimaste in 10 dal 65’, e sembra tutto finito. Siamo al minuto 122, l’arbitro ha concesso 3 minuti addizionali. Il Brasile tiene palla, la porta vicino alla bandierina. Ma Krieger intercetta un pallone e serve Carli Lloyd, che allarga sulla sinistra per Rapinoe. Rapinoe crossa in mezzo&#8230; ed Abby Wambach fa esplodere lo stadio. Si va ai calci di rigore.</p>



<p>Sono le americane a calciare per prime, che vanno a segno con Boxx, Lloyd, Wambach e Rapinoe. Hope Solo compie una parata straordinaria su Daiane, quindi tocca di nuovo agli USA. Tocca battere il quinto rigore. Il quinto rigore, in un quarto di finale di Coppa del Mondo, lo battono i campioni. Lo batte chi ha la personalità per buttarla dentro, o di “sopravvivere” all’errore.</p>



<p>È domenica 10 luglio 2011.</p>



<p>L’immagine che visualizzo nella mia mente quando penso al calcio, è Ali Krieger che va a battere quel quinto rigore. E porta gli Stati Uniti in semifinale.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-rigore-vs-Brasile-960x576.jpg" alt="" data-id="15894" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-rigore-vs-Brasile.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15894" class="wp-image-15894" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-rigore-vs-Brasile-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-rigore-vs-Brasile-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-rigore-vs-Brasile-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-rigore-vs-Brasile.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>È il momento più alto della sua carriera. “Le persone mi chiedono: ‘A cosa stavi pensando durante quel rigore nel 2011?’ In realtà non stavo pensando assolutamente a niente. Ho solo camminato, così ispirata dalle mie compagne che avevano già segnato tutti i loro penalties. Ho pensato che avrei potuto fare lo stesso, o loro avrebbero potuto avere il mio collo.”</p>



<p>Ali gioca ogni minuto di tutte le partite di quel Mondiale, che gli Stati Uniti perderanno clamorosamente in finale, ai rigori contro il Giappone. Quella volta, Krieger non riuscirà a calciare il quinto, perché Boxx, Lloyd e Heath sbagliano prima di lei. La delusione, inutile dirlo, è enorme. Non è la prima. E non sarà l’ultima.</p>



<p>A gennaio 2012, nel primo match di qualificazione per le Olimpiadi di Londra, dopo 20 minuti deve abbandonare il campo a seguito di un infortunio al ginocchio. La diagnosi è impietosa: rottura del legamento crociato anteriore, del collaterale mediale e lesione del menisco del ginocchio destro. Metterà anima e corpo per recuperare in tempo e volare in Inghilterra, ma sarà costretta a guardare da casa le sue compagne mentre realizzano ciò che lei aveva sempre sognato: vincere l’oro olimpico.</p>



<p>Ennesimo, duro colpo da digerire.</p>



<p>Ma Ali è guerriera, di nome e di fatto. Nel 2013 conclude l’esperienza europea e torna in patria: completato il recupero, firma per il Washington Spirit, dove rimarrà fino al 2016. Nel mezzo, però, c’è un altro Mondiale da giocare: Canada 2015.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="800" height="540" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-maglia-bianca-USA.jpeg" alt="" data-id="15892" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-maglia-bianca-USA.jpeg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15892" class="wp-image-15892" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-maglia-bianca-USA.jpeg 800w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-maglia-bianca-USA-595x402.jpeg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-maglia-bianca-USA-768x518.jpeg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Anche in questa edizione, Ali è titolare in tutte le partite. È il suo secondo Mondiale, ed è l’ora della rivincita: in finale sarà ancora USA &#8211; Giappone. Stavolta, però, le americane impiegano poco a far capire chi comanda. Dopo 16 minuti sono avanti 4-0, non c’è storia. La partita finirà 5-2.</p>



<p><strong>All’età di 31 anni, “The Warrior Princess” è campionessa del mondo.</strong></p>



<p>“Sono caduta un paio di volte. Ogni volta mi sono rialzata e sono cresciuta come persona, ho guardato le cose in modo leggermente diverso. Penso che senza lottare, non si possa crescere come persone.”</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-in-campo-divisa-azzurra-960x576.jpg" alt="" data-id="15891" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-in-campo-divisa-azzurra.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15891" class="wp-image-15891" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-in-campo-divisa-azzurra-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-in-campo-divisa-azzurra-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-in-campo-divisa-azzurra-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-in-campo-divisa-azzurra.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Nel 2016 realizza il sogno di giocare le Olimpiadi. A Rio, però, la sua corsa si ferma ai quarti di finale contro la Svezia. Il quinto rigore, quella volta, lo battè Christen Press. A novembre dello stesso anno firma per l’Orlando Pride, con cui raggiungerà il traguardo delle 100 presenze nella National Women’s Soccer League.&nbsp;</p>



<p>A 32 anni, ha collezionato oltre 250 presenze nei club, 98 in Nazionale, una Champions League, una Coppa del Mondo, una partecipazione alle Olimpiadi. È una veterana, una leader nello spogliatoio, nonché una delle giocatrici più rappresentative della sua generazione. Non ha più nulla da dimostrare. Eppure, al ritiro, non ci pensa nemmeno. Tutt’altro: Ali lavora con sempre maggiore costanza ed attenzione, curando ogni aspetto della sua quotidianità. Alimentazione, sonno, yoga, nuoto. Niente è lasciato al caso.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="681" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-bordocampo-pettorina.jpg" alt="" data-id="15885" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-bordocampo-pettorina.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15885" class="wp-image-15885" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-bordocampo-pettorina.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-bordocampo-pettorina-595x675.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Nel marzo 2017 riceve una telefonata dallo staff della Nazionale: “Ali, volevo farti sapere che non fai più parte del team, risolveremo il tuo contratto.” Racconterà di non aver ricevuto nessuna vera spiegazione, faceva semplicemente parte di un ricambio generazionale. “Dopo 9 anni in cui avevo dato tutto ciò che avevo al mio Paese, non ero più un membro della USWNT, la squadra che significava tutto per me. La mia seconda famiglia. Ero scioccata. Avevo appena concluso una delle migliori stagioni della mia carriera, ero nell’11 del FIFA FIFPro World XI. Non capivo cosa fosse successo. Ma non ero nuova alle avversità. E sapevo cosa fare.”</p>



<p>A questo punto, qualcuno potrebbe pensare: ha già vinto tutto, non è più calcisticamente giovanissima… mollerà. Accetterà la scelta e andrà avanti, magari dedicandosi maggiormente alla famiglia, riprendendosi un po’ di tempo per sé dopo anni di duro lavoro e sacrifici. Ma Ali Krieger non è niente di tutto ciò.</p>



<p>“Se non stai facendo il massimo, non stai facendo abbastanza” è il suo motto. E dopo quella telefonata, inizia ad allenarsi ancora più duramente. “Iniziai ad analizzare ogni partita, classificare le giocatrici e tenere le loro statistiche. Volevo rimanere coinvolta e supportare la squadra il più possibile anche da lontano. Non avrei mai voltato loro le spalle.” Alla voce “leader”, sul dizionario potrebbero metterci questa dichiarazione.</p>



<p>Se la stagione 2016 fu una delle migliori della sua carriera, quella del 2017 è la migliore in assoluto. Perché così reagisce un campione. Che viene steso, ma si rialza sempre.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="599" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-testa-bassa.png" alt="" data-id="15895" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-testa-bassa.png" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15895" class="wp-image-15895" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-testa-bassa.png 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-testa-bassa-595x594.png 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Il 2019 è un anno indimenticabile per Ali. A marzo decide di rendere pubblica la relazione decennale con la compagna di squadra Ashlyn Harris, con cui convolerà a nozze nel dicembre dello stesso anno. Scelta ragionata, sofferta e temuta da entrambe. “È stato difficile. Eravamo insicure, avevamo paura di perdere il nostro lavoro. Ci siamo sentite come se questa fosse la vita normale per noi, ma ovviamente non siamo ingenue, sapevamo che la nostra cultura non è ancora dove dovrebbe essere.”</p>



<p>A tal proposito, le ragazze confesseranno anche i motivi che le hanno portate ad allontanarsi dagli Washington Spirit, unica società della NWSL restìa (per usare un eufemismo…) a supportare tematiche quali inclusione ed appoggio alla comunità LGBTQI: a differenza di tutte le altre squadre, gli Spirit non organizzavano nessuna Pride Night ufficiale, nessuna celebrazione ci fu della storica sentenza della Corte Suprema che dichiarava costituzionali le nozze tra persone dello stesso sesso. “È stato vergognoso, davvero deludente. Forse peggio che deludente, perché il club era disposto a celebrare qualsiasi altra festa. Sentivo di giocare per un club che non mi rispettava, non supportava né me né il mio stile di vita. Come potrei dare il massimo per un club del genere?”</p>



<p>Ashlyn lascia Washington nel 2015. Ali, estremamente legata alla città per via delle sue origini, decide di rimanere un altro anno, continuando a combattere per convincere la società ad invertire la rotta. “Se non volete farlo per noi, fatelo per i nostri tifosi, per le persone che fanno parte della nostra comunità che devono sentirsi accettate.”</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="600" height="900" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-matrimonio-sola.jpg" alt="" data-id="15893" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-matrimonio-sola.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15893" class="wp-image-15893" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-matrimonio-sola.jpg 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-matrimonio-sola-595x893.jpg 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></li></ul></figure>



<p>“The Krashlyn wedding” è l’evento dell’anno. Altra scelta non banale e finalizzata ad un obiettivo: “La forza che mi ha spinto verso il coming out, verso l’essere esposta e visibile, è stata pensare che i bambini non devono sentirsi come se dovessero nascondersi. Se è stato difficile per noi che abbiamo più di trent’anni, spaventate all’idea di perdere tutto, immagina un bambino che sente quel dolore non avendo comprensione. Sono disposta a sacrificare la mia privacy per aiutarlo, affinché possa essere sé stesso, possa avere successo, possa essere felice. Sono disposta a sacrificare la mia privacy per salvare la vita di qualcuno.”</p>



<p>Tre mesi dopo l’annuncio del loro matrimonio, gli Spirit organizzarono la prima Pride Night ufficiale.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="960" height="576" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Ash-matrimonio-960x576.jpg" alt="" data-id="15887" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Ash-matrimonio.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15887" class="wp-image-15887" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Ash-matrimonio-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Ash-matrimonio-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Ash-matrimonio-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-e-Ash-matrimonio.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Ma con il calcio ha ancora un conto in sospeso, la ragazza con l’11 sulle spalle. Vi ricordate di quella telefonata del marzo 2017 da parte dello staff della Nazionale? Della delusione, la reazione, gli allenamenti doppi&#8230; “Tutti dicevano che ero definitivamente fuori dal team, ma io sapevo di poter combattere per tornare indietro. Io ci ho sempre creduto.”</p>



<p>E così succede che il 2019 la ripaga anche dal punto di vista lavorativo, quando a marzo, durante una seduta di allenamento con Orlando, riceve un SMS da Jill Ellis, storica allenatrice degli Stati Uniti. Colei che, due anni prima, aveva deciso di escludere Ali dal progetto, senza troppe spiegazioni. “Hey, come stai? Avresti tempo di chiamarmi?” recita il messaggio. I battiti sono di nuovo accelerati, ma stavolta dall’emozione. Chiama Jill. “Stavo pensando che ti rivoglio con noi per il prossimo raduno&#8230;”</p>



<p>Ali Krieger ce l’aveva fatta. Ancora. È l’anno dei Mondiali in Francia, il 2019&#8230; Vi ricordate come è andata a finire?</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="800" height="1020" src="/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-con-la-coppa.jpg" alt="" data-id="15886" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-con-la-coppa.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15886" class="wp-image-15886" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-con-la-coppa.jpg 800w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-con-la-coppa-595x759.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Immagine-Ali-con-la-coppa-768x979.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></li></ul></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“It wasn’t an easy path for me, and for a while it looked like I might not make it back to this spot, but I never gave up. Not on the sport that I love, and definitely not on myself.”</p></blockquote>



<p class="has-text-align-right">Appuntamento a Tokyo 2021, Ali!</p>
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