I prossimi avversari: il Lione di Genesio

di Raffaello Scolamacchia


La presentazione dei prossimi avversari di Champions: il Lione. Come gioca, quali sono i principali punti di forza, dove la Juve può far male.


L’Olympique Lyonnais ha battuto per due gol a zero il Saint‐Étienne, domenica 2 ottobre, in quello che rappresenta uno dei derby più sentiti della Ligue 1, che è stato anche il primo ad essere giocato nel suo nuovo stadio, il Parc Olympique Lyonnais. Entrambe le squadre si sono presentate all’appuntamento con delle formazioni rimaneggiate. L’OL in particolare, ha dovuto rinunciare a Gonalons e a Yanga‐Mbiwa, squalificati, e a Lacazette, Cornet, Rafael e Jallet, infortunati. L’assenza della coppia di attacco titolare preoccupava non poco l’allenatore Bruno Genesio, sulla panchina della squadra lionese dal dicembre del 2015.

Lacazette è il giocatore‐simbolo di questa squadra, recordman di gol nella storia dell’OL con 27 gol nella stagione 2014‐15, prodotto del vivaio e punta centrale (a dispetto del 10 sulle spalle) precisa e mobile, con una notevole tecnica e una discreta propensione agli assist. Il suo compagno d’attacco Cornet, 20 anni da poco compiuti, gioca alla sua sinistra, nel tridente ideale del 4‐3‐3 di Genesio, che vede Fekir alla destra di Lacazette. Al debutto stagionale in Champions, in casa contro la Dinamo Zagabria, l’Olympique, in assenza di Lacazette, si è schierato con un 4‐4‐1‐1, con Cornet punta centrale e Tolisso che gli si muoveva alle spalle. L’infortunio rimediato da Cornet durante la gara contro il Siviglia ha costretto Genesio a cambiare le carte, inducendolo a schierare il Lione con un 3‐5‐2 d’emergenza e un attacco formato da Mathieu Valbuena e Nabil Fekir. Il primo ha fatto parlare di sé più per l’affaire del sex‐tape (che è costato a Benzema la convocazione all’Europeo giocato in casa) che per gli exploit sportivi. Attaccante laterale “tascabile”, il nazionale transalpino si è un po’ perso ultimamente, confermando lo scarso stato di forma anche nel derby con il Saint‐Étienne.

Fekir è, invece, un attaccante “moderno”, mancino abile anche con il destro, prodotto anch’egli del vivaio lionese, 23enne nel giro dell’Équipe de France, che alla causa della nazionale ha sacrificato un legamento crociato. L’infortunio lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per 7 mesi e gli è anche costato la chiamata per la spedizione francese agli ultimi campionati europei. Ma ha iniziato questa stagione da titolare, e la partita contro il Saint-Étienne non ha potuto che confermarne l’inamovibilità. Dal suo piede destro è nato il magnifico cross che ha permesso a Sergi Darder di insaccare di testa sul secondo palo il gol dell’uno a zero. Ed è lui che ha tenuto in apprensione per tutta la partita il portiere avversario, l’ottimo Ruffier.

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L’emergenza ha colpito anche i reparti di difesa e centrocampo, e lo schieramento di un 3‐5‐ 2 con un trio di  centrocampisti di contenimento, non ha aiutato l’OL a stanare un Saint-Étienne granitico e ordinato. In difesa, l’argentino Mammana ha preso il posto dello squalificato Yanga‐Mbiwa, alla destra del centrale Nkoulou e opposto a Morel, che agiva sul centro‐sinistra. A centrocampo, il giovane Toussart ha agito da centrale davanti alla difesa,
con Ferri a sinistra e lo spagnolo Darder a destra. Quest’ultimo è un eccellente incursore, e il gol del primo vantaggio lionese ne è la dimostrazione. Sulle ali, a destra Tolisso, ottimo elemento del vivaio, centrocampista duttile e tecnico che gioca anche esterno destro nella difesa a 4, capitano per l’occasione, a soli 22 anni, per l’assenza dello squalificato Gonalons.

Dalla parte opposta, Rybus, nazionale polacco che ha buona corsa e ottima predisposizione al cross, ma che non eccelle nella fase difensiva. In definitiva, il Lione si è schierato con un modulo abbastanza inedito e con la dichiarata intenzione di contenere le ripartenze del Saint‐Étienne, grazie ad un centrocampo di incontristi. Tra questi, il solo Ferri ha le qualità tecniche per rilanciare l’azione e per cercare di variare uno spartito nel quale solo gli esterni alti riuscivano a creare rischi alla difesa avversaria. Alle difficoltà della prima frazione di gioco si è aggiunta la scarsa vena di Valbuena a fare gioco, con Fekir che si spostava sulla destra per cercare il dialogo con Tolisso. Il primo gol nasce proprio da uno di questi scambi in velocità, mentre per il secondo bisognerà attendere il minuto 64 e la sostituzione di Valbuena con Ghezzal. Da qui in avanti, il gioco dell’OL risulterà più fluido ed efficace, restituendo alla fase d’attacco la qualità e la rapidità d’esecuzione che sono proprie alla squadra di Genesio. Ghezzal condirà la sua ottima prestazione con un sinistro chirurgico da fuori area, che si stamperà sulla parte interna del palo, prima di depositarsi nella rete difesa da Ruffier.


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Venerdi 14 ottobre l’OL, quinto in campionato, ha reso visita al Nizza di Balotelli (al quale è stata annullata la squalifica), primo a sette punti di distanza. La squadra di Genesio non ha confermato il suo momento positivo, nonostante la disponibilità di Lacazette, in campo solo gli ultimi venti minuti. La formazione iniziale era senza Lacazette, con una difesa a tre (Mammana, Morel, Mbiwa) e Tolisso in appoggio all’unica punta Fekir; con questo schieramento l’OL ha dimostrato limiti evidenti nella costruzione di gioco, venendo di fatto dominato dal Nizza. Inoltre Fekir ha commesso una stupidaggine e si è fatto espellere, togliendo ogni possibilità di interpretazione tattica alla partita.  Con la squadra in 10, Genesio è passato alla difesa a 4 (togliendo un incerto Mammana), ma ha perso totalmente il centrocampo e, nonostante l’ingresso di Lacazette la squadra non ha combinato quasi nulla. Dopo soli quattro giorni, martedi 18, sarà il momento di affrontare la Juventus al Parc Olympique, per una sfida che sembra già un ultimo appello. Una possibilità è che Genesio possa schierare la sua squadra con un 3‐5‐2 “a specchio”, ma con il ritorno di Lacazette e quello probabile di Cornet, questa ipotesi ci sembra abbastanza remota. Propendiamo piuttosto per un 4‐3‐3, con Tolisso esterno basso a destra che si aggiunge al terzetto di difesa, con il compito di mettere in difficoltà Evra con le sue avanzate. In mezzo ipotizziamo lo stesso terzetto di centrocampo schierato contro il Saint‐Étienne: Ferri, Toussart e Darder potrebbero occuparsi, rispettivamente, di Khedira, Dybala e Pjanic. Davanti, Lacazette centrale, con Cornet largo a sinistra e Fekir dalla parte opposta.
È un reparto di attacco da prendere con le pinze, formato da tre attaccanti abili e veloci, abituati a giocare insieme.

Il punto debole della squadra francese è la difesa, che vede in Nkoulou un elemento esperto ma non troppo veloce, e in Morel un difensore piuttosto ruvido, solito a interventi a rischio. Il centrocampo manca di fosforo, perché è formato da incontristi che hanno più fiato che spunti di gioco. Un elemento da temere è sicuramente Darder, per via della progressione e dell’ottima tecnica (vedere per credere il gol del 2 a 0 in OL‐PSG del febbraio scorso, che riproponiamo qui sotto).


La partita di martedì dovrà essere preparata con attenzione, ma siamo sicuri che Allegri non sottovaluterà quest’OL. Un risultato positivo in casa dei francesi aiuterebbe la Juve a crescere nella convinzione dei propri mezzi, a definire gli equilibri nel girone e a dare un segnale forte alle altre pretedenti alla coppa.


Si ringrazia per la collaborazione Félix Deblonde