La Terra dei cachi 143/ Das Narrenschiff

di Kantor

La nave dei folli; solo posti in piedi stavolta.

La nave dei folli vende i biglietti solo quando la Juventus perde; quando perde una partita di campionato percepita come non decisiva è una specie di traghetto per pendolari, son sempre i soliti, seduti agli stessi posti, con le solite facce che ricordano il crollo di una diga.   Quando perde una partita importante di campionato o di coppa invece è una sorta di piccola nave da crociera, di quelle che fanno la spola tra le isole greche; più gente ovviamente, qualche faccia nuova tutti gli anni ma tutto sommato poca brigata (e quindi vita beata).  Quando invece perde una finale di CL tirano fuori la grande nave da crociera a venti piani; e i biglietti vanno a ruba. Persino gente che ha passato la vita a giurare che soffre di mal di mare e che mai, mai e poi mai avrebbe messo piede su una cosa del genere si accapiglia per imbarcarsi.

Questa volta si è visto e sentito veramente di tutto; si è cominciato con alcune cadute di stile clamorose di JTV. Certo affidare la direzione al simpatico Zuliani non è il modo migliore per evitare il trash, ma insomma, si son fatti prendere la mano. Però hanno capito, si son scusati e quindi sorvoliamo.   Certo sarebbe meglio anche sorvolare sul resto, ma è troppo divertente non farlo; si va da chi ha fatto il maestro del pensiero per una stagione intera, spiegando a tutti come si doveva tifare juve, che in due secondi si trasforma in Tonino Er Panellaro, con contorno di volgarità a corredo. O altri personaggi che, dopo essere andati avanti per una stagione a chiamare i milanisti merdanisti,  gli interisti prescrittidimerda,  e i napoletani napolecani, fanno campagne  per raccogliere i messaggi di odio delle altre tifoserie (e farsene poi cosa? nessuno lo sa).   O quelli che si mettono a ridiscutere la stagione dopo aver twittato messaggi di onnipotenza per mesi…  Poi ovviamente c’è l’eterno partito dei “moriremo tutti” o quelli che vorrebbero disfare la squadra, o che semplicemente ritengono vincere la CL qualcosa che si possa ragionevolmente pianificare come una festa di matrimonio.  E che si arrabbiano se la Juventus non ci riesce, come se facesse un dispetto a loro. Senza trascurare il gruppo dei complottisti, fedeli alle scie kimike, che esprime le teorie più strampalate.

Certo poi c’è la stragrande maggioranza di tifosi normali, a cui dispiace davvero e che magari si son bruciate i soldi delle vacanze per andare a Cardiff… ma quelli, guarda caso, sul La  nave dei folli ci salgono di rado. Soffrono, come si deve fare, in silenzio mantenendo un minimo di dignità. E a loro e solo a loro cercherò di spiegare quello che penso, i folli per me possono imbarcarsi e salpare; e meno ne tornano indietro, meglio mi sentirò.

La cosa che mi ha sempre colpito del calcio e del modo di vederlo della maggior parte dei tifosi è che è l’unica attività umana in cui raggiungere quasi tutti gli obiettivi non è visto come segno di capacità, ma di sconfitta.  Il solito amico mio, l’omino verde di Marte, è sconvolto; perchè nelle sabbie di Marte gli hanno insegnato che se tu in tre anni vinci tre scudetti, tre coppe Italia e fai due finali di CL, probabilmente sei sulla strada giusta. E non si capacita di come il tifoso medio non lo capisca (lui dice che è colpa di tutta l’acqua che abbiamo qui sulla terra, che ci fa andare a male il cervello). Parlando seriamente, io tifo Juventus da almeno 50 anni; e non ho mai visto una società con le idee più chiare e meglio condotta di questa. E non solo nel presente ma anche e soprattutto nel futuro; perchè proprio di oggi è la conferma del ritorno di Allegri che diventa probabilmente quello che ha allenato di più la Juventus in tempi moderni dopo Lippi (e magari lo supererà).  Certo La nave dei folli è piena di gente a cui Allegri non piace e che lo cambierebbe; con chi non si capisce bene, ma su La nave dei folli certe domande non se le pongono nemmeno.

 

Kantor

About Kantor

Detto "il prof" (sì, è davvero un prof universitario, abbiamo controllato!). Da anni battaglia col mondo nella sua rubrica "La terra dei cachi". Lotta per le proprie idee, ma non se ne innamora. Si è invece innamorato del podcast "Il Bianco e il nero".