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	<title>juventus &#8211; AterAlbus</title>
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	<description>About Juve</description>
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	<title>juventus &#8211; AterAlbus</title>
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		<title>Juve, ora serve di più!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Tossani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 14:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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					<description><![CDATA[Il derby d’Italia fra Inter e Juventus ci ha consegnato due squadre che in questo momento sono in difficoltà nel tenere il passo e il livello di gioco di Milan e Napoli. Per quanto riguarda la Juventus, la compagine guidata da Max Allegri ha dimostrato quella solidità difensiva che l’accompagna da qualche partita a questa parte, dopo un inizio problematico. Dal punto di vista offensivo invece il lavoro da fare&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>Il derby d’Italia fra Inter e Juventus ci ha consegnato due squadre che in questo momento sono in difficoltà nel tenere il passo e il livello di gioco di Milan e Napoli.</p>



<p>Per quanto riguarda la Juventus, la compagine guidata da Max Allegri ha dimostrato quella solidità difensiva che l’accompagna da qualche partita a questa parte, dopo un inizio problematico.</p>



<p>Dal punto di vista offensivo invece il lavoro da fare è ancora molto. La formazione bianconera ha fatto fatica a risalire il campo e a servire i propri riferimenti offensivi tanto è vero che Morata ha toccato 28 palloni (appena uno in più di Dybala, che però ha giocato solo mezz’ora) e Kulusevski solo 20.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">Stasera la Juve ha creato 0.18 xG in open play (cioè escludendo il rigore e altri calci piazzati), nettamente il dato stagionale più basso finora.</p>&mdash; CO (@CharlesOnwuakpa) <a href="https://twitter.com/CharlesOnwuakpa/status/1452375881037582343?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">24 ottobre 2021</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p>A questi dati si devono aggiungere quelli relativi ai passaggi chiave ricevuti, cioè quei passaggi che consentono ad una squadra di superare una linea difensiva avversaria. <a href="https://www.sics.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I dati Sics</a> ci dicono che, dopo Morata (10), i giocatori ad aver ricevuto il maggior numero di questi passaggi sono stati Bentancur e Dybala con appena 3.</p>



<p>Il dato dell’argentino secondo me è particolarmente significativo. Entrato in campo al posto di un Kulusevski, applicatosi su Brozović in non possesso (una marcatura personalizzata che non impediva comunque all’Inter di costruire per altre vie) ma sostanzialmente evanescente in fase offensiva, il no.10 della Juve è subito tornato ad essere un catalizzatore di palloni nella manovra bianconera.</p>



<p>Con Dybala la Juve riusciva ad ordinare meglio la propria manovra d’attacco, senza però che questo comportasse un miglioramento in termini di produzione offensiva. Con Allegri che vede l’argentino soprattutto come un cucitore di gioco sulla trequarti, la Juventus deve trovare il modo di attaccare meglio la linea difensiva rivale dotandosi di una batteria di invasori che vada in attacco della profondità e a riempimento dell&#8217;area (va detto che, al contrario di quanto affermato in settimana, Allegri ne aveva schierati inizialmente due, ma Bernardeschi si è infortunato dopo un quarto d&#8217;ora).</p>



<p>A prescindere, la squadra bianconera potrebbe provare a difendersi qualche metro più avanti, riducendo il campo da coprire in fase di risalita.</p>



<p>A questa situazione si deve aggiungere a mio avviso la necessità di trovare spazio a Chiesa nell’undici iniziale contemporaneamente alla presenza di Cuadrado. Finora la convivenza fra i due è apparsa uno dei conundrum ai quali Allegri non è riuscito a dare una risposta. Avere due giocatori di questo tipo in campo insieme, renderebbe infatti meno problematico l&#8217;attacco in verticale agli spazi liberati da Dybala.</p>



<p>Per me, in un calcio che in fase di possesso si affida molto sulla qualità dei singoli e sulle loro giocate, è necessario infatti che il tecnico livornese riesca a trovare il modo di far convivere gli elementi più talentuosi a sua disposizione.</p>
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		<title>Sul concetto di verticalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 07:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[allegri]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[verticalità]]></category>
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					<description><![CDATA[Allegri chiede spesso ai suoi giocatori di andare in verticale appena possibile. Ma cosa vuol dire? Questo articolo vuole sfatare alcuni malintesi sul concetto di verticalità applicata al calcio. Da quando è tornato alla Juventus, Massimiliano Allegri si è spesso prodigato in richieste nette alla squadra. Oltre ad alcuni cliché del tecnico livornese, come la calma e la gestione dei momenti della gara, queste includono anche una spiccata volontà di&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><em>Allegri chiede spesso ai suoi giocatori di andare in verticale appena possibile. Ma cosa vuol dire? Questo articolo vuole sfatare alcuni malintesi sul concetto di verticalità applicata al calcio.</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Da quando è tornato alla Juventus, Massimiliano Allegri si è spesso prodigato in richieste nette alla squadra. Oltre ad alcuni <em>cliché </em>del tecnico livornese, come la calma e la gestione dei momenti della gara, queste includono anche una spiccata volontà di “andare in verticale il prima possibile”. Questa frase ha provocato le più disparate reazioni da parte della tifoseria, dal liberatorio “finalmente una squadra che vuole attaccare la porta”; “basta con questo tiki taka (sic)”; “visto, Allegri è un allenatore offensivo (sic)”; fino al sempreverde “palla lunga e pedalare!”.&nbsp;</p>



<p>Per quanto le reazioni di pancia facciano più che legittimamente parte del tifo, forse è il caso di metter un po’ d’ordine sul concetto stesso di verticalità e su cosa significhi che un giocatore deve andare in verticale il prima possibile. Per aggiungere un po’ di piccante a questo articolo, utilizzerò solo giocate di Locatelli, visto che è ormai diventato mister verticalità in bianconero.&nbsp;</p>



<p><strong>Verticalità</strong></p>



<p>Treccani <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/verticalita/" target="_blank" rel="noopener">definisce così</a> il sostantivo ‘verticalità’.</p>



<p>verticalità s. f. [der. di verticale]. – Direzione, posizione, sviluppo in senso verticale</p>



<p>Se prendiamo il campo di calcio e lo ruotiamo di 90° rispetto alle immagini cui siamo abituati (cioè mettendoci dalla prospettiva di un portiere e non da quella della panchina), la dimensione di verticalità ci conduce inevitabilmente in una direzione: verso la porta avversaria.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/45/Football_field.svg/1352px-Football_field.svg.png" alt="File:Football field.svg - Wikimedia Commons"/></figure>



<p>Se segnare è l’obiettivo delle due compagini che si scontrano, <strong>una certa tensione verticale è inevitabilmente presente in qualsiasi squadra di calcio</strong>. Senza voler entrare nella mitologia legata alla porta come vita e al <a href="https://atopos.it/calcio-miti-riti-e-simboli/" target="_blank" rel="noopener">gol come fecondazione</a> (trattato benissimo, benché in antitesi, da Jonathan Wilson nel suo <a href="https://www.bbc.com/news/av/20628465" target="_blank" rel="noopener">The Outsider: A History of the Goalkeeper</a>), possiamo dire che nessuna squadra rinuncerebbe mai alla possibilità di segnare: nessuna squadra può dunque fare a meno di muovere il pallone in verticale.&nbsp;</p>



<p>Questa è una considerazione importante, utile soprattutto quando contraponiamo &#8211; non senza qualche approssimazione &#8211; squadre che nel nostro immaginario sono iper-verticali (il BVB di Tuchel) ad altre che invece sono più piatte (il Barcelona di Quique Setién). A ben vedere, questa contrapposizinoe è una contrapposizione di metodo e di ritmi più che di direzionalità.</p>



<p>Ok, dunque, il pallone in verticale prima o poi lo muovono tutti. Ma come lo fanno?</p>



<p><strong>Palla lunga o palla corta?</strong></p>



<p>Appurato che in verticale dobbiamo prima o poi andarci tutti, cosa significa che una squadra è verticale? Perché e come una squadra sarebbe più verticale di un’altra? La discriminante qui è strategica: alcune squadre preferiscono una costruzione del gioco paziente ma ritmata, perché tal allenatore vorrà muovere la struttura posizionale avversaria prima di esser sicuro di poter far progredire l’azione. È il caso, ad esempio, del primo Guardiola. Altri allenatori invece vorranno allenare la tensione verticale, puntare sull’imprevedibilità di un passaggio taglia linee anche a costo di ridurne la precisione: pensiamo ad esempio al Bayer Leverkusen di Schmidt.&nbsp;</p>



<p>Un passaggio verticale permette di far avanzare la squadra con relativa rapidità sul terreno di gioco, portando l’intera compagine ad avere accesso a porzioni di campo più avanzate. Questo spesso porta anche ad oltrepassare giocatori o intere linee avversarie, col doppio risultato non solo di aver progredito nell’azione, ma anche e soprattutto diessersi lasciati degli avversari alle spalle.&nbsp;</p>



<p>Sulla scorta dell’assunto che prima o poi in verticale dobbiamo andarci tutti, un giocatore può andare in verticale sia con palla alta che con palla bassa, sia con palla corta che con palla lunga. Quel che incide ai fini della definizione è <strong>lo spostamento in avanti del baricentro della squadra</strong>.&nbsp;</p>



<p>E qui viene al pettine il primo nodo, o malinteso. La distanza percorsa dalla palla non è necessariamente indicativa del grado di “verticalità della squadra”: un passaggio a 5 metri in grado di far saltare la pressione avversaria è un passaggio estremamente verticale per le conseguenze che provoca in campo (prima tra tutte: l’avanzamento della squadra).&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="516" src="/wp-content/uploads/2021/09/Slide1-960x516.png" alt="" class="wp-image-19515" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide1-960x516.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide1-595x320.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide1-768x413.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Juventus-Sampdoria: la Juventus manovra centralmente, Dybala fa una sponda per Locatelli e poi si smarca; Locatelli non ci pensa un secondo e lo pesca tra le linee: la Juventus segnerà 10 secondi dopo. Dybala si trova a circa 7 metri dal compagno, ma il passaggio di Locatelli è estremamente verticale: sia per la direzionalità, che per le conseguenze positive sulla squadra. Meriti da dividere con l’argentino.&nbsp;</em></figcaption></figure></div>



<p>Vale la pena aprire una parentesi e considerare che giocare perfettamente in verticale (con passaggi perpendicolari alle linee di fondo) non è sempre un’opzione. Anzi, spesso e volentieri non è proprio possibile. Tirar su la palla dritto per dritto è la maniera più diretta per arrivare alla porta, ed è di conseguenza anche la prima cosa cui badano le difese: nel calcio che non sia dopolavoro, è praticamente impossibile passare la palla in avanti senza sistemi di smarcamento più o meno sofisticati che possano farla arrivare al compagno o che possano permettergli di non perderla all’istante. Nel calcio, <strong>ogni passaggio in verticale deve essere costruito dalla squadra in possesso</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">La porta si trova sul fondo del campo. Per raggiungerla si può *solamente*, prima o poi, andare avanti. Le squadre iper verticali che sono molto efficaci, lo sono diventate all&#39;interno di un contesto gioco che permette loro di mantenere ancora una certa imprevedibilità.</p>&mdash; Dario Pergolizzi (@dariopergolizzi) <a href="https://twitter.com/dariopergolizzi/status/1441438907325894656?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">24 settembre 2021</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p>Inoltre, giocare costantemente a palla coperta (o a campo chiuso, per usare la terminologia di Coverciano) rende impraticabile un gioco verticale: lo smarcamento dovrà dunque riguardare anche il giocatore che esegue il passaggio o lancio in verticale e non solo colui che lo riceve. Per questo motivo, gli allenatori hanno messo a punto strategie sempre più elaborate per ovviare alle marcature, alla copertura del pallone e al pressing. Antonio Conte, ad esempio, si è spesso lanciato in lodi alla diagonalità, un concetto che tutte le sue squadre hanno <a href="https://www.lineainter.it/match/analytics/pattern-di-gioco-delle-squadre-di-conte/" target="_blank" rel="noopener">sempre manifestato</a>: il passaggio in diagonale permette a cui riceve una più agile postura verso la porta avversaria, e la messa in pratica di linee di passaggio diagonali è più agevole rispetto a quelle verticali. Viscidi e Mancini, dal canto loro, si sono fatti portavoci del celebre concetto di invasione (con e senza palla), che in relazione ai giocatori deputati alla costruzione determina le tracce da seguire per l’avanzamento dell’azione.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="516" src="/wp-content/uploads/2021/09/Slide3-960x516.png" alt="" class="wp-image-19517" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide3-960x516.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide3-595x320.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide3-768x413.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide3.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Anche i passaggi diagonali hanno una componente di verticalità. Qui andare dritti per dritti proprio non si poteva, ma il passaggio di Locatelli taglia comunque fuori dall’azione i due attaccanti dello Spezia.&nbsp;</em></figcaption></figure></div>



<p><strong>In verticale “appena possibile”</strong></p>



<p>Già, cosa significa giocare in verticale “appena possibile”? Questo è un secondo punto su cui è bene fare chiarezza. Provando ad interpretare, significa che se c’è la possibilità di far progredire l’azione e di alzare il baricentro della squadra con un passaggio progressivo, la si deve cogliere. E fin qui, tutti d’accordo: chi rinuncerebbe ad un passaggio cosi redditizio in situazioni lampanti?</p>



<p>Tuttavia, sul concetto di “appena possibile” bisogna mettersi d’accordo. Un giocatore che si avvede di un compagno smarcato tra le linee lo può provare a servire subito, ma i passaggi in verticale o tra le linee e i lanci lunghi hanno un grado di difficoltà ben più alto rispetto ad un passaggio conservativo in orizzontale tra centrali. Ricordiamoci che all’aumentare della velocità di esecuzione del passaggio e all’aumentare della potenza impressa, diminuisce anche la precisione dello stesso (ancor di più se poi aumenta anche la distanza da far percorrere alla palla). Questa è una chiave di lettura molto importante, perché <strong>a meno di situazioni studiate e movimenti preordinati, la cognizione della circostanza viene lasciata al calciatore</strong>. D’altra parte, se l’obiettivo dell’allenatore è creare giocatori in grado di affrontare e risolvere quasi istintivamente situazioni complesse, questo è un salto che va fatto (fare).&nbsp;</p>



<p>In questo senso, andare in verticale “appena possibile” significa poco o niente se non è accompagnato da istruzioni più circostanziate o da un processo di crescita individuale e collettiva organico. Per rimanere alla Juve, la tensione verticale di Locatelli è ben più spiccata rispetto alla media, e l’ex Sassuolo non si farà tanti problema a rischiare una giocata più progressiva nonostante sia, per l’appunto, un rischio. Al tempo stesso, chiedere verticalità nei passaggi a Rabiot ha poco senso senza una guida.&nbsp;</p>



<p>Oltretutto, se sia possibile andare in verticale non lo determina solamente il calcioatore in possesso, ma è anche il contesto tecnico e tattico attorno che fa la differenza. Ad esempio, un giocatore può anche essere capace di tagliere tre linee avversarie, ma se poi il compagno non è in grado di trasformare il potenziale della giocata (perché marcato, perché messo male, etc), non era poi possibile andare in verticale. In questo senso, il &#8220;prima possibile&#8221; va definito collettivamente, organicamente, e reso esplicito o attraverso automatismi rodati, oppure attraverso la creazione di identità tecnica. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="960" height="516" src="/wp-content/uploads/2021/09/Slide2-960x516.png" alt="" class="wp-image-19518" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide2-960x516.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide2-595x320.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide2-768x413.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/Slide2.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Qui il passaggio di Locatelli è geniale, taglia due linee avversarie e farebbe salire la squadra di quasi 20 metri. Tuttavia il taglio di McKennie, che scala da destra verso il centro, è troppo profondo e il giocatore verso cui si sta muovendo intercetterà il passaggio in scivolata.&nbsp;</figcaption></figure>



<p></p>



<p><strong>Propedeuticità</strong></p>



<p>Qui si apre dunque un terzo punto cruciale. Affinché una squadra possa esprimere compiutamente la verticalità desiderata, ha bisogno di riempire alcune condizioni.</p>



<p>Si dovrà prima di tutto lavorare sul ritmo della circolazione, perché agevolare la copertura del pallone agli avversari è il miglior modo per rendere quell’”appena possibile” un “mai nella vita”. Si dovrà poi lavorare sugli smarcamenti, per massimizzare le situazioni in cui sarà <em>possibile</em> andare in verticale. Si dovrà lavorare sulla postura degli avanti o di chi riceve: una ricezione spalle alla porta spesso annacqua i vantaggi di un laser pass e sebbene un Morata sia diventato molto abile nel girarsi rapidamente, Kean e Dybala non lo sono, Si dovrà anche lavorare sul volume del centrocampo, assicurandosi uno scaglionamento sfalsato, dinamico, e certamente non piatto, in modo da moltiplicare le linee di passaggio (diagonali, ma anche verticali). Si dovrà lavorare anche sulle corse dietro la linea avversaria delle punte &#8211; con movimenti sincroni &#8211; e degli esterni con &#8211; corse lunghe &#8211; qualora si decida di andare in verticale alzando il pallone.&nbsp;</p>



<p>Insomma, la verticalità immediata per una squadra di calcio è un concetto allettante. Personalmente, nella quotidianeità del campo, mi piace provare a fare avanzare la squadra palla a terra il più velocemente possibile, ogni tanto rischiando anche qualcosa di troppo. Tuttavia, è evidente anche al tifoso più distratto che non si tratta di un <em>modus operandi </em>facile, né facile è la <em>forma mentis</em> che lo accompagna. In questo senso, alcuni assunti con cui ho aperto l’articolo sono quantomeno rivedibili, in quanto non rispecchiano né la complessità del gioco né la complessità cognitiva per “andare in verticale”.</p>



<p>Per approfondire:<br><a href="https://dataglossary.wyscout.com/progressive_pass/#:~:text=A%20pass%20is%20considered%20progressive,within%20a%20team%27s%20own%20half" target="_blank" rel="noopener">Dizionario di Wyscout</a><br><a href="https://spielverlagerung.com/2016/05/12/tactical-theory-vertical-build-up-passing/" target="_blank" rel="noopener">Tactical Theory: Vertical build-up passing</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Juve, negativo da 210 milioni ma parte il risanamento</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/juve-negativo-da-210-milioni-ma-parte-il-risanamento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=juve-negativo-da-210-milioni-ma-parte-il-risanamento</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maccarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2021 08:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza e bilanci]]></category>
		<category><![CDATA[Bilanci]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[juve]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;addio di Ronaldo, la Juve intraprende la strada del risanamento, la svalutazione del suo ammortamento residuo grava sui 210 milioni di negativo, ma dal prossimo bilancio i costi miglioreranno di 85 milioni. La Juve chiude il bilancio 2020/21 con un negativo di 209,9 milioni, brutte notizie per i bianconeri in ambito economico-finanziario che fanno seguito a quelle provenienti dal campo, la perdita dello scettro di Campioni d&#8217;Italia nel 2021&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Con l&#8217;addio di Ronaldo, la Juve intraprende la strada del risanamento, la svalutazione del suo ammortamento residuo grava sui 210 milioni di negativo, ma dal prossimo bilancio i costi miglioreranno di 85 milioni.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>La Juve chiude il bilancio 2020/21 con un negativo di 209,9 milioni, brutte notizie per i bianconeri in ambito economico-finanziario che fanno seguito a quelle provenienti dal campo, la perdita dello scettro di Campioni d&#8217;Italia nel 2021 è stata solo in parte mitigata dalle vittorie in Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Una perdita di esercizio attesa che avevamo già preannunciato nella <a href="https://open.spotify.com/episode/0OY5xWCJUc7GyLl3CeFjML?si=0zmGe4xyQ9KJ233eWw6hkw&amp;dl_branch=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chat vocale del primo settembre</a>, quando commentavamo <a href="/ronaldo-out-impatto-economico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;addio di Ronaldo</a> e la chiusura di un mercato basato sull&#8217;austerity. <a href="/limpatto-del-covid-sui-conti-delle-squadre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Covid-19</a> ha profondamente segnato l&#8217;ultimo anno e mezzo, la Juventus, come quasi tutti i club calcistici in Europa e nel resto del mondo ha dovuto fare i conti con una drastica riduzione dei ricavi, che nel suo caso specifico ha avuto un impatto su ricavi da stadio, retail e player trading.</p>



<p><strong>La contrazione dei ricavi.</strong></p>



<p>L&#8217;assenza del pubblico allo stadio ha ridotto quasi a zero le entrate da matchday, appena <strong>7,8M</strong> nella stagione appena conclusa, con conseguenze dirette sulla vendita di prodotti (<strong>25,3M</strong>) nello store allo stadio nel giorno della partita. Nel complesso un impatto quantificabile in circa 100 milioni solo nella stagione 2021, il 20% circa di quelli che erano i ricavi strutturali attesi per questa stagione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021ricavipersettore.png"><img loading="lazy" width="908" height="541" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021ricavipersettore.png" alt="" class="wp-image-19493" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021ricavipersettore.png 908w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021ricavipersettore-595x355.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021ricavipersettore-768x458.png 768w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" /></a></figure>



<p>I ricavi commerciali (<strong>169,2M</strong>) proseguono nel positivo trend di crescita, nonostante il Covid-19, la Juve è riuscita con i nuovi contratti a garantire una crescita costante in doppia cifra, negli ultimi sei anni infatti i ricavi commerciali sono cresciuti mediamente del 14%. </p>



<p>Stabili i ricavi da broadcasting, lo spostamento di parte dei ricavi da diritti tv dalla stagione 2019/20 a quella 2020/21 ha sì permesso di portare questa voce al suo record storico (<strong>235,3M</strong>), ma la media degli ultimi due anni pari a <strong>200,9M</strong>, non rappresenta un significativo miglioramento rispetto agli anni precedenti. Di certo le due uscite consecutive agli ottavi di finale di Champions League non hanno aiutato, ma a tal proposito va fatto un ragionamento a più ampio respiro. I ricavi da diritti TV sembrano essersi arenati e la loro commercializzazione vive oggi una fase di regressione che non è solo dovuta alla diffusione della pandemia. L&#8217;offerta del prodotto proposto che sia essa la Serie A o la Champions League, va rivisto nell&#8217;immediato futuro perché gli attuali segnali non lasciano presagire nulla di interessante per gli anni a venire, in tal senso deve essere vista di buon grado la rivisitazione o la creazione di un nuovo formato per la massima competizione calcistica europea.</p>



<p>Un discorso a parte va fatto <a href="/la-strategia-delle-plusvalenze/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sul player trading</a>, sceso a <strong>43,2M</strong>, la scarsità di risorse economiche degli ultimi mercati causata principalmente dalla pandemia, ha messo in evidenza come questa fonte di ricavi funziona nel momento in cui tutto va bene, non essendo però un ricavo di tipo strutturale è per sua natura non garantito ed è quindi un rischio farlo crescere in modo non controllato fino a farlo diventare il 25% dei tuoi ricavi complessivi. I ricavi da player trading sono fortemente legati alle prestazioni sportive, alla valorizzazione del parco giocatori e alla loro vendibilità, fortemente legata all&#8217;età dei giocatori stessi: i giocatori giovani si vendono più facilmente. La mancata valorizzazione del proprio parco giocatori è stato un aspetto determinante nel mercato appena concluso, un mercato in cui, nonostante la pandemia, i club inglesi, Real Madrid e Bayern Monaco hanno speso.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021andamentoricavi.png"><img loading="lazy" width="912" height="547" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021andamentoricavi.png" alt="" class="wp-image-19494" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021andamentoricavi.png 912w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021andamentoricavi-595x357.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021andamentoricavi-768x461.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></a><figcaption>Il target dei ricavi strutturali nella stagione 2019/20 era di 500 milioni di euro.</figcaption></figure>



<p>Nel complesso i ricavi strutturali sono stati di <strong>437,6M</strong>, a dispetto di un valore atteso in una forbice tra i 500 e i 540 milioni di euro. I ricavi complessivi, includendo il player trading sono stati pari a <strong>480,8M</strong>, una contrazione del 23% rispetto al 2018/19, primo anno di Ronaldo, in cui i ricavi da player trading furono pari a <strong>157,2M</strong>.</p>



<p><strong>La crescita dei costi.</strong></p>



<p>La pianificazione sulla crescita dei costi e del loro impatto sul risultato di esercizio è stata completamente stravolta, senza il Covid-19 erano stati fatti altri ragionamenti in sede di programmazione, la pandemia ha messo tutto sotto una luce diversa. Ancora una volta va sottolineato come la Juve negli ultimi anni avesse costi che andavano oltre le reali possibilità e che gli stessi fossero compensati da un uso aggressivo della <a href="/la-strategia-delle-plusvalenze/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strategia delle plusvalenze</a>. Nel 2021 anche a causa dei <strong>30M</strong> di svalutazione dei diritti sportivi di Cristiano Ronaldo e del posticipo delle mensilità della stagione 2019/20, il costo della rosa ha raggiunto la cifra record di <strong>495,6M</strong>, un valore insostenibile considerati i ricavi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021costi.png"><img loading="lazy" width="909" height="544" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021costi.png" alt="" class="wp-image-19495" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costi.png 909w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costi-595x356.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costi-768x460.png 768w" sizes="(max-width: 909px) 100vw, 909px" /></a></figure>



<p>L&#8217;aumento dei costi è stato frutto anche di errori, l&#8217;acquisto di giocatori over 28, ha portato a svalutazioni che hanno caricato la voce ammortamenti e svalutazioni. Per fortuna la strada intrapresa va verso la riduzione tanto degli ammortamenti che degli stipendi del personale tesserato, di una riduzione di entrambi beneficerà il costo del personale nel 2022.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021costipercentuali.png"><img loading="lazy" width="909" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021costipercentuali.png" alt="" class="wp-image-19496" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costipercentuali.png 909w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costipercentuali-595x353.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costipercentuali-768x456.png 768w" sizes="(max-width: 909px) 100vw, 909px" /></a></figure>



<p>Anche il trend del rapporto costo rosa su ricavi mostra come il ricorso alle plus valenze sia una strada pericolosa, nel corso degli  ultimi anni il valore si era mantenuto intorno al 70%, ma dal 2018 il rapporto costo rosa su ricavi strutturali si era progressivamente impennato fino a sfiorare il 100% nel 2019, per compensare sono servite plus valenze sempre più grandi. Il ritorno ad una gestione normalizzata è auspicabile e necessario, il Covid-19 ha esasperato la situazione, ma il trend va certamente invertito.</p>



<p><strong>Risultato d&#8217;esercizio, debito e patrimonio netto.</strong></p>



<p>Il crollo dei ricavi e l&#8217;impennata dei costi hanno portato ad una prevedibile perdita d&#8217;esercizio, che anche senza la svalutazione di Ronaldo, sarebbe stata di <strong>180M</strong>. Quello del 2021 è il quarto negativo consecutivo, nel 2017, l&#8217;anno della cessione di Pogba, l&#8217;ultimo bilancio in positivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021perditaesercizio.png"><img loading="lazy" width="908" height="547" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021perditaesercizio.png" alt="" class="wp-image-19497" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021perditaesercizio.png 908w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021perditaesercizio-595x358.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021perditaesercizio-768x463.png 768w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" /></a></figure>



<p>Il trend va invertito già dal 2022, alcune stime parlano di una chiusura in negativo intorno ai <strong>70M</strong>, per tornare alla normalità e ad un segno più nel 2023.</p>



<p>Grazie all&#8217;aumento di capitale del dicembre 2019, il patrimonio netto rimane positivo ma si riduce di <strong>200M</strong>, attestandosi sotto i <strong>30M</strong>. Il sostegno della proprietà è stato fondamentale per garantire la continuità aziendale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021patrimoniodebito.png"><img loading="lazy" width="906" height="543" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021patrimoniodebito.png" alt="" class="wp-image-19498" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021patrimoniodebito.png 906w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021patrimoniodebito-595x357.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021patrimoniodebito-768x460.png 768w" sizes="(max-width: 906px) 100vw, 906px" /></a></figure>



<p>Il debito risulta in miglioramento, stabilizzandosi sotto i 400M, e sarà probabilmente ridotto nel 2022.</p>



<p><strong>Prospettive future.</strong></p>



<p><a href="/londa-lunga-del-covid-sul-bilancio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tra le conclusioni dell&#8217;articolo del 26 febbraio</a> scrivevamo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>a giugno sarà il momento di tirare le somme e prendere le dovute e necessarie decisioni nel momento in cui non si dovesse tornare a giocare negli stadi.</em></p></blockquote>



<p>le decisioni sono decisivamente arrivate: </p>



<ul><li>un aumento di capitale da 400M, per oltre il 60% già sottoscritto dalla proprietà, e per la restante parte coperto da un consorzio di garanzia, che servirà a coprire le eventuali perdite dovute alla pandemia e a sostenere il piano di sviluppo dei prossimi 4 anni; </li><li>un mercato caratterizzato da un forte contenimento dei costi;</li><li>un ridimensionamento del costo della rosa.</li></ul>



<p>Questo ultimo aspetto è quello che balza agli occhi già nell&#8217;immediato, sebbene gli stipendi siano dati sensibili e quindi solo frutto di rumors e stime, tuttavia il miglioramento del costo della rosa che dai 430M del 2019/20 scende a 284M è un aspetto che va rilevato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="/wp-content/uploads/2021/09/2021costorosa.png"><img loading="lazy" width="960" height="488" src="/wp-content/uploads/2021/09/2021costorosa-960x488.png" alt="" class="wp-image-19499" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costorosa-960x488.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costorosa-595x303.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costorosa-768x391.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/09/2021costorosa.png 1372w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>La strada del risanamento è intrapresa, servirà equilibrio, saggezza, bravura e responsabilità nel gestire la Juve nei prossimi anni, ma la base economica da cui partire è solida.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scheda di Mohamed Ihattaren</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/la-scheda-di-mohamed-ihattaren/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-scheda-di-mohamed-ihattaren</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 10:36:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[ihattaren]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Mohamed Amine Ihattaren nasce il 12 febbraio 2002 a Utrecht, da genitori marocchini. La sua storia personale è profondamente legata alle sue origini, alla sua famiglia, e al suo quartiere a Utrecht; è cresciuto infatti a&#160; Kanaleneiland, zona multiculturale della periferia meridionale segnata da povertà ed esclusione sociale. Da Utrecht e dalle sue minoranze proviene però anche un altro grande talento dal doppio passaporto: quell’Ibrahim Afellay a cui Ihattaren è&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mohamed Amine Ihattaren nasce il 12 febbraio 2002 a Utrecht, da genitori marocchini. La sua storia personale è profondamente legata alle sue origini, alla sua famiglia, e al suo quartiere a Utrecht; è cresciuto infatti a&nbsp; Kanaleneiland, zona multiculturale della periferia meridionale segnata da povertà ed esclusione sociale. Da Utrecht e dalle sue minoranze proviene però anche un altro grande talento dal doppio passaporto: quell’Ibrahim Afellay a cui Ihattaren è tutt’oggi paragonato.&nbsp;</p>



<p>Ihattaren comincia a calciare palloni nel SV Houten, in provincia di Utrecht. A 8 anni però lo notano gli osservatori del PSV, si trasferisce a Eindhoven e farà tutta la trafila con i <em>Boeren</em>, dove rimane fino ad oggi.&nbsp;</p>



<p>Nel 2018 firma il suo primo contratto da professionista, e l’anno successivo esordisce in prima squadra. Da allora, colleziona 56 presenze e 6 reti con il PSV; in Nazionale maggiore viene convocato nel settembre 2020 a soli 18 anni, senza esordire.&nbsp;</p>



<p><strong>Capacità coordinative e condizionali</strong></p>



<p>Ihattaren è alto poco più di 180 centimetri e possiamo provare ad indovinare il suo peso in una 70ina di chili abbondanti (è difficile trovare un riscontro preciso data la giovane età). Fisico già impostato, mesoformo, possiede una discreta esplosività sul breve, che difficilmente però trasforma in progressione sul lungo.&nbsp;</p>



<p>Dà prova di una buona resistenza aerobica ed ha un’eccellente forza nelle gambe: nonostante sia ancora molto giovane , sembra assolutamente in grado di reggere i duelli ed i contrasti con difensori più dotati fisicamente (una qualità che lo aiuta moltissimo nel coprire e proteggere la palla).&nbsp;</p>



<p>Ha una postura eretta molto pronunciata e mostra una corsa estremamente pulita ed elegante, fatta di tanti appoggi rapidi; in conduzione ama tenere la palla vicina al corpo, e dà la sensazione di star correndo come se non avesse la palla tra i piedi, una peculiarità che solo i grandissimi hanno. </p>



<p><strong>Qualità tecniche</strong></p>



<p>Mancino naturale, Mohamed Ihattaren è un giocatore dalla tecnica di base sfavillante. È in grado di trattare ed accarezzare il pallone con qualsiasi parte del suo piede preferito, e non lesina colpi di pura classe &#8211; colpi di tacco, <em>croquetas</em>, veroniche, trivele, scavetti, etc. Non è propriamente un monopiede, dato che comunque sa usare il destro sia per controllare che per passare e concludere, ma la preferenza per il sinistro è spiccata. Insomma, possiede un rapporto con la sfera davvero intimo e personale, che nutre flettendo il mancino per accarezzarlo sempre nel modo più appropriato.</p>



<p>Tuttavia, l’aspetto che più mi preme sottolineare della sua tecnica è il calcio. Ihattaren calcia divinamente, da qualsiasi posizione, con una consapevolezza del proprio corpo e del proprio piede che è rara anche nel calcio d’élite ed è un assoluto piacere per gli occhi. Questo vale naturalmente per i tiri (in Eredivisie ne prendeva circa 3.35 p90’ l’anno scorso) ma anche per i passaggi, specialmente quando decide di alzare la palla.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Mohamed Ihattaren - Welcome To Juventus - 2021ᴴᴰ" width="740" height="416" src="https://www.youtube.com/embed/RGEbCw7KbLs?start=79&#038;feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Vi invito a guardare i cerchi che disegna col compasso e a non invidiargli muscolatura della gamba e relativa coordinazione.&nbsp;</em></figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p>Ihattaren è anche un discreto dribblatore. In Eredivisie completa 3 dribbling ogni 90’, con una percentuale di successo del 65%. Nonostante abbia le capacità per tentare dribbling barocchi, la sua specialità rimane tenere la palla attaccata alla punta del piede e semplicemente spostare il bacino superando in velocità il malcapitato che non sarò in grado di cambiare direzione o di staccare gli appoggi con la necessaria rapidità. Per fare un paragone blasfemo: come Messi.&nbsp;</p>



<p>Il suo primissimo allenatore all’Houten dichiarò che &#8220;fu soprannominato ‘Ibi’ perché il suo stile di gioco assomiglia a quello di Ibrahim Afellay&#8221;. Se questo paragone è effettivamente calzante per le origini (entrambi di Utrecht ed entrambi marocchini), Ihattaren è un giocatore <em>molto</em> più creativo.&nbsp;</p>



<p><strong>Qualità tattiche</strong></p>



<p>Ihattaren ha passato la maggior parte del suo percorso a giocare da ala destra in un 4-3-3, e quelli sembrano essere effettivamente compiti e posizione naturale per lui. È comunque in grado di distinguersi molto bene anche sull’out sinistro, o come un più classico trequartista. L’anno scorso, quando il nuovo allenatore Schmidt ha virato su un 4-4-2, ha avuto difficoltà ad imporsi a centrocampo in una linea a quattro.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-center"><img loading="lazy" src="https://lh6.googleusercontent.com/Xh7H7TgxwEf2ttdpqhAiKPqGZHucwuvZMqqj7m3EtBzev_6YVx7HY5RhhKlr12LQC6yqr21geuga5MlMM8jTtP7c-w3eYMLueF3tg-16LSyItH-BPeyBfYRURjs2BqQmJ2hOfdyz=s0" width="369" height="291"></p>



<p>Le sue qualità tecniche lo portano ad essere formidabile per far progredire l’azione: sia da fermo, dribblando o trovando passaggi taglia-linee, che lanciato fronte porta, è sempre in grado di offrire uno sviluppo al possesso. Sebbene sia un giocatore molto associativo, non possiamo fare a meno di sototlineare che ogni sua giocata presenta un’innegabile tensione verticale: i lanci, i passaggi, gli assist, sono tutti pensati per far progredire l’azione. Quando riceve spalle alla porta, sa proteggere molto bene la palla grazie agli appoggi solidi e sicuri e ad un buon gioco di braccia; grazie alla scaltrezza tecnica, sa anche girarsi benissimo pivotando sull’avversario.&nbsp;</p>



<p>La sua capacità di influenzare l’azione nella trequarti avversaria è enorme; diventa cosi lo sfogo naturale della squadra, un centro di gravità che attrae pallone, compagni e avversari. È un tipo di giocatore che ha più l’assist che il gol nelle proprie gambe: non è un caso che pur calcando zone di campo avanzate non abbia uno score eccellente quanto a marcature. A titolo d’esempio: nelle quattro apparizioni in Europa League l’anno scorso ha messo a referto più expected assist (0.22 p90’) che expected goals (0.15 p90’).&nbsp;</p>



<p><strong>Qualità mentali</strong></p>



<p>Esser riuscito ad emergere in un contesto ipercompetitivo e ad imporsi in un top team nazionale a soli 17 anni non può che lasciarci presumere grandi qualità mentali. Soprattutto se consideriamo il background difficile.&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.rtlnieuws.nl/sport/voetbal/artikel/5018836/als-ik-vaders-van-andere-spelers-op-de-tribune-zie-dan-raakt-dat-me" target="_blank" rel="noopener">Per sua stessa ammissione</a>, un tragico evento ne ha scalfito il morale: la morte del padre, avvenuta nel 2019. Non possiamo sapere se questa circostanza ne abbia segnato o ne stia segnando il rendimento e lo sviluppo, ma si tratta certamente di un macigno per chiunque.&nbsp;</p>



<p><strong>Alla Juventus (e alla Samp)</strong></p>



<p>Sappiamo che Ihattaren era in scadenza col PSV nel 2022. Sappiamo anche che l’ambiente non gira più attorno al suo numero 10 come prima (cambio modulo e Schmidt che gli sta preferendo spesso il coetaneo Madueke) e che di conseguenza Raiola stava provando a portarlo via.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, sappiamo anche che la Juventus ha un discreto sovraffollamento nella sua zona di campo preferita: i suoi migliori giocatori offensivi &#8211; Dybala, Kuluševski e Chiesa &#8211; giocano tutti da quel lato ed è già difficile solo provare ad immaginarseli in campo insieme, figuriamoci con un quarto giocatore da aggiungere alla lista.&nbsp;</p>



<p>Sulla scorta di queste informazioni, un prestito in Serie A non era poi una cattiva idea. La Sampdoria nelle partite giocate finora si è sempre disposta in campo con un 4-4-2 molto accorto, con D’Aversa preoccupato più di chiudere gli spazi che non di crearne. Per di più, la titolarità di Candreva e di Damsgaard non sembra essere in discussione. Ecco allora che lo spazio per il giovane olandese potrebbe essere poco, e forse anche fuori ruolo.</p>



<p>Possiamo provare ad immaginare che tolga il posto a Candreva, con la Samp meno prona alla difesa posizionale; realisticamente tuttavia, potrebbe trovare spazio da seconda punta, accanto al capitano Fabio Quagliarella.&nbsp;</p>



<p>Ad ogni modo, consigliamo vivamente di seguire la Sampdoria quest’anno: Ihattaren è un diamante puro, che aspetta solo il contesto giusto per brillare; un acquisto intelligente, per costi e modalità, ma soprattutto un investimento dal ritorno assicurato. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moise Kean reloaded</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/moise-kean/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moise-kean</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2021 16:18:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[allegri]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[kean]]></category>
		<category><![CDATA[Ronaldo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la cessione negli ultimi giorni di mercato di Cristiano Ronaldo al Manchester United, la Juventus era chiamata inevitabilmente a rafforzare il pacchetto offensivo, consapevole allo stesso tempo di non poter sostituire appieno in pochi giorni un terminale offensivo da 100 gol in tre anni. In poco tempo la dirigenza bianconera si è orientata su Moise Kean che ritorna in bianconero in prestito biennale con obbligo di riscatto al verificarsi&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la cessione negli ultimi giorni di mercato di Cristiano Ronaldo al Manchester United, la Juventus era chiamata inevitabilmente a rafforzare il pacchetto offensivo, consapevole allo stesso tempo di non poter sostituire appieno in pochi giorni <a href="/ronaldo-out-come-lo-abbiamo-sfruttato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un terminale offensivo da 100 gol in tre anni</a>. In poco tempo la dirigenza bianconera si è orientata su Moise Kean che ritorna in bianconero in prestito biennale con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni per un’operazione che dovrebbe costare intorno ai 38 milioni di euro complessivi. Dopo l’exploit in maglia bianconera nella seconda parte della stagione 2018/2019 l’attaccante italiano ha vissuto una stagione decisamente negativa in maglia Everton (poco più di 1000 minuti in stagione e soli 2 gol) e successivamente un significativo rilancio con la maglia del Paris Saint Germain dove ha collezionato 41 presenze per 17 gol.</p>



<p>Ai fini delle <a href="/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari-2021-22-edition/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">liste</a> giova ricordare come Kean sia un “Club Trained Player” che quindi, in soldoni, non andrà a occupare un posto in lista né ai fini Uefa né in Serie A.</p>



<p><strong>Che giocatore (ri)trova la Juventus?</strong></p>



<p>Questi due anni vissuti tra Inghilterra e Francia, in contesti tattici diversi tra loro, hanno evidenziato in quali situazioni il nuovo attaccante bianconero si esalti (e sia anche cresciuto) e in quali invece faccia ancora molta fatica.</p>



<p>Come potuto già osservare sia nelle giovanili bianconere sia nell’ultima parte della stagione 2018/2019 Kean per le sue doti fisiche (buona muscolatura, elevata esplosività e ottimo scatto) e tecniche (scarsa capacità associativa nel breve) interpreta il ruolo di prima punta in maniera molto verticale preferendo indubbiamente attaccare in campo lungo possibilmente con la fronte rivolta verso la porta piuttosto che spalle alla porta in spazi stretti. </p>



<p>Nonostante <a href="/lavagnetta-tattica-la-partita-di-moise-kean/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qualche miglioramento intravisto alla Juventus</a>, infatti, il nuovo numero 7 bianconero offre un contributo ancora non sufficiente spalle alla porta in zone centrali del campo per aiutare lo sviluppo della manovra. Il primo controllo è spesso difficoltoso soprattutto in ricezione di palloni bassi e tesi e macchinosa è talvolta la gestione del pallone con il difensore a contatto. Probabilmente consapevole di tali difficoltà Kean tende, infatti, a scaricare il pallone il prima possibile, spesso di prima.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://youtu.be/Weer9NZolJI?t=119
</div><figcaption><em>In quest&#8217;occasione Kean riceve da solo un pallone teso e la gestione molto macchinosa fa perdere tempi di gioco alla squadra; nell&#8217;azione successiva il controllo è eccellente ed emerge l&#8217;attitudine verticale</em>:<em> testa bassa verso la porta</em></figcaption></figure>



<p>Parimenti nei duelli aerei, nonostante una corporatura di 183 centimetri per 77 chilogrammi, le statistiche dell’attaccante vercellese non sono di un giocatore élite in questa situazione di gioco: nell’ultima stagione al PSG in Ligue 1 per 1,1 duelli aerei tentati a partita 0,5 vinti e 0,6 persi. Guardando, però, alle partite giocate in Champions League 0,2 vinti e 1,4 persi per 1,7 tentati a partita.</p>



<p>Se, quindi, da un lato, fatica a gestire palloni spalle alla porta nel duello 1 contro 1 col difensore e in zone congestionate del campo, dall’altro l’attaccante vercellese offre un ampio set di movimenti che lo rendono un attaccante estremamente mobile lungo tutta l’ampiezza del campo. In particolare, Kean tende a compiere molte volte all’interno del match movimenti a tagliare interno-esterno andando ad occupare l’out destro (prevalentemente) o sinistro del campo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" width="794" height="404" src="/wp-content/uploads/2021/08/Screenshot-18.png" alt="" class="wp-image-19294" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Screenshot-18.png 794w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Screenshot-18-595x303.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Screenshot-18-768x391.png 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /><figcaption><em>Heatmap di Kean nell&#8217;ultima stagione al PSG. Evidente come si muova lungo tutta l&#8217;ampiezza del campo per ricevere palla</em></figcaption></figure></div>



<p>Ricevendo il pallone sull’out destro o sinistro, Kean si trova in una situazione potenzialmente più incline alle sue caratteristiche potendo provare a girarsi e cercare l’1 contro 1 con campo a disposizione. In queste situazioni di gioco emergono le sue qualità principali quali accelerazione, progressione e dribbling che lo rendono un’arma molto pericolosa contro qualsiasi avversario.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Moise Kean | Skills and Goals | Highlights" width="740" height="416" src="https://www.youtube.com/embed/z01f5i5uQ_g?start=173&#038;feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Qui Kean riceve palla sull&#8217;out di destra e effettua una sua classica giocata per liberarsi della marcatura e giocarsela poi in progressione. Questo tipo di giocata è più facile sull&#8217;esterno che al centro del campo, ovviamente</em></figcaption></figure>



<p>Quanto al contributo offensivo offerto alla squadra Kean è una tipologia di attaccante che sa muoversi e attaccare l’area di rigore con grande intelligenza e puntualità e sa segnare in diversi modi. L’aspetto principale in cui probabilmente è migliorato maggiormente in questi due anni sono proprio i movimenti effettuati nell’attaccare la linea avversaria sia da cross laterale che da imbucata verticale. D’altronde già nei primi mesi in prima squadra alla Juventus era saltato inevitabilmente all’occhio come i suoi istinti nella ricerca della palla in area di rigore fossero notevoli. Ridotto invece è l’apporto in rifinitura e costruzione sia per letture da migliorare sia per scarsa sensibilità tecnica sotto questo punto di vista. Tale inclinazione è testimoniata sia dai semplici numeri di gol (33) e assist (3) fin qui in carriera tra Juventus prima squadra, Verona, Everton e Psg nonché dal grafico sottostante realizzato dalla piattaforma <a href="https://twitter.com/CalcioDatato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Calciodatato</a> che mette in confronto Kean in percentile con altri attaccanti delle top 5 leghe europee.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="1707" src="/wp-content/uploads/2021/08/Calciodatato-960x1707.jpg" alt="" class="wp-image-19301" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Calciodatato-960x1707.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Calciodatato-595x1058.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Calciodatato-768x1365.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Calciodatato-864x1536.jpg 864w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/08/Calciodatato.jpg 1152w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Senza dubbio ridotto il contributo in fase di costruzione e rifinitura, ma non è quello il suo mestiere</em></figcaption></figure></div>



<p>In fase di non possesso Kean può senza dubbio offrire un contributo superiore a quello di Cristiano Ronaldo il quale, invece, non partecipava affatto a questa fase. Pure da questo punto di vista, però, i margini di miglioramento sono notevoli, come si evince anche dal grafico sovrastante: l&#8217;attaccante italiano, infatti, possiede un ottimo fondo atletico e, secondo i dati forniti dal sito Fbref.com, ha portato nelle ultime due stagioni un numero di pressioni sul portatore palla avversario sì superiori a quelle di CR7 ma comunque inferiori, per esempio, a quelle di Morata o di Lautaro Martinez. Va specificato che i numeri non spiegano interamente come un giocatore porti quella pressione, se chiuda le linee di passaggio in maniera corretta e se adotti la postura del corpo adatta alla situazione di gioco. Sotto questo profilo Kean deve portare miglioramenti al suo gioco e offrire letture meno istintive. Difficilmente, però, Allegri gli chiederà compiti particolarmente intensi in fase di pressing posto che non sarà obiettivo della Juventus alzare il pressing per recuperare il pallone bensì solamente, al limite, per disturbare la costruzione avversaria.</p>



<p><strong>Nella Juventus</strong></p>



<p>Quanto al contributo in questa Juventus occorre, in primo luogo, effettuare una premessa, forse banale ma comunque opportuna: Kean, seppure nominalmente e numericamente arrivato per sostituire Cristiano Ronaldo, non può essere considerato il sostituto di CR7 né in tale ottica può essere valutato. Si tratta di un ragazzo di 21 anni con degli istinti e doti senza dubbio meritevoli di attenzione ma con aspetti del gioco da migliorare (letture e scelte col pallone tra i piedi, utilizzo del piede sinistro).</p>



<p>È un acquisto però, giovane, con margini di crescita e coerente con i principi di gioco su cui Allegri sembra voler fondare la Juventus di questa stagione. Da quanto visto nel precampionato e nelle prime due uscite stagionali, la Juventus di Allegri sembra essere intenzionata a difendere in campo piccolo, a costo di abbassarsi e schiacciarsi, per poi ripartire in campo lungo e possibilmente aperto con i suoi specialisti quali Chiesa, Kulusevski, Morata, Rabiot. In quest’ottica Kean è senza dubbio un giocatore funzionale e potrebbe trovare un contesto a lui gradito. Il numero 7 bianconero potrebbe giocare come prima punta in un 4-3-3 oppure accanto ad un altro attaccante in un 4-4-2. Di certo difficilmente gli si potrebbero chiedere, in fase di non possesso, ripiegamenti profondi da esterno poiché poco inclini alle sue caratteristiche.</p>



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