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Corto Muso 21 – Armageddon

Dopo la partita con l’Inter è partito il giudizio universale; e non poteva essere altrimenti, visto il significato emotivo della partita. Ho visto gente insospettabile perdere la testa e uscirsene con twittate da bimbominkia; ho visto fautori del calcio contemporaneo andare fuori di melone e chiedere il ritorno di Allegri; ho visto la solita collezione di aggettivi un pò patetici (vergognoso e inaccettabile i più gettonati) pronunciati da commentatori quasi sempre lucidi di vicende juventine; ho visto, in altre parole, il solito casino.

Tuttavia io non posso che citare me stesso e ripetere quanto detto neanche un mese fa:

Un allenatore nuovo che vuole cambiare sistema di gioco ha bisogno di tempo e, mentre quel tempo passa, la squadra non ha stabilità tecnica. L’impressione è che la Juve abbia un gioco a tratti bello ma molto, molto fragile e che, se l’avversario trova il granello di sabbia giusto da metterti nell’ingranaggio, vada in difficoltà enorme.

E attenzione, questa non è una giustificazione; è solo una fedele descrizione di quello che succede (ed era in certo senso inevitabile che succedesse). La Juve ha giocato quattro buone partite in 10 giorni; alla quinta, e contro un avversario con poche idee, ma chiare, si sono ripresentati gli stessi problemi. E, fatevene una ragione, continuerà così per tutto l’anno a meno di miracoli; perchè questo è quello che succede quando provi a cambiare le cose.

Io lo so che per un tifoso è dura da accettare, ma dopo nove anni di vittorie la dirigenza ha deciso di cambiare perchè ha giudicato esaurite le possibilità di progredire con questo sistema. E l’addio di Allegri, il migliore allenatore del mondo nel suo genere, ha sancito la fine di un’epoca. E la designazione di Pirlo è in totale continuità con quella di Sarri l’anno prima, perchè Sarri non è stato certo esonerato per motivi tecnici (su questo ho ha già scritto pure troppo e non mi ripeterò).

Dove ci porterà questa scelta non lo so, ma sicuramente non sono stupito delle convulsioni che sta causando (basta ricordare il primo anno di Klopp al Liverpool o il primo di Guardiola a Manchester) nè ho l’illusione che possano sparire solo perchè i tifosi battono i piedini per terra. Ci siamo messi in una avventura complicata, incerta e che io per primo non condivido. Ma per giudicare qualcuno devi partire dalle sue idee e non dalle tue.

Chi paga sceglie la musica; noi tifosi possiamo solo ballare (o decidere di uscire dal locale).

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Redattore indipendente, prof universitario, Allegriano. Da anni punge nella sua rubrica "La terra dei cachi" (ora rinominata "Corto Muso"). Ha condotto per quattro stagioni "Il Bianco e il nero" e ora conduce "Side by Side".