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	<title>tridente &#8211; AterAlbus II</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>tridente &#8211; AterAlbus II</title>
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		<title>Che contributo sta dando Higuaín?</title>
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				<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 11:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Higuaín, dopo l’annata estremamente deludente e negativa trascorsa tra Milan e Chelsea, sta tentando, grazie a un allenatore che lo conosce molto bene, di riaffermarsi ad alto livello con la maglia bianconera che tanto ha voluto e dalla quale ha sofferto psicologicamente l’allontanamento. Si tratta però di un giocatore troppo diverso da quello acquistato nel &#8230;</p>
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<p><strong>Higuaín, dopo l’annata estremamente deludente e negativa trascorsa tra Milan e Chelsea, sta tentando, grazie a un allenatore che lo conosce molto bene, di riaffermarsi ad alto livello con la maglia bianconera che tanto ha voluto e dalla quale ha sofferto psicologicamente l’allontanamento</strong>.<strong> Si tratta però di un giocatore troppo diverso da quello acquistato nel 2016.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Inutile girarci attorno: da scarto nell’estate del 2018 Higuaín è divenuto un semi-titolare in questa annata. Lo testimoniano i numeri fino ad adesso: 30 presenze, 8 gol e 8 assist per un totale di 1939 minuti giocati. Circa 300 in più di Dybala con il quale di fatto si sta contendendo il posto. L’analisi del suo rendimento, le motivazioni del suo utilizzo e la valutazione del suo contributo vanno chiaramente inserite all’interno del contesto collettivo. Sebbene sia passata più di metà della stagione infatti la Juventus deve affrontare ancora numerosi problemi tattici, come ha evidenziato inequivocabilmente <a rel="noreferrer noopener" aria-label="la sconfitta contro il Verona (apre in una nuova scheda)" href="https://www.spreaker.com/user/ateralbus/match-anatomy-17-hellas-verona-juventus-" target="_blank">la sconfitta contro il Verona</a>. Tra di questi rientra l’assortimento migliore dalla trequarti in su. A riguardo dei giocatori offensivi le parole di Sarri nella conferenza stampa pre-Parma di qualche settimana fa possono essere utili, soprattutto in merito all’utilizzo di Higuaín.</p>



<p>“<em>L’aspetto più importante è essere equilibrati dominando le partite ma senza rischiare. Dipende dal tipo di equilibrio che troviamo, le difficoltà nel farli giocare assieme (</em>ndr: Dybala, Higuaín e Ronaldo) <em>è in questo. <strong>Solo Higuain ha un ruolo ben preciso</strong>. Gli altri due sono giocatori di un livello straordinario, più istintivi che però non hanno una collocazione ben precisa in campo”</em></p>



<p><strong>Cosa riesce a dare Higuaín</strong> <strong>in più?</strong></p>



<p>Secondo Sarri Higuaín è l’unico giocatore in rosa a poter offrire l’interpretazione della prima punta più classica poiché sia Ronaldo sia Dybala tendono ad allargarsi maggiormente e a svuotare l’area di rigore o la trequarti. Soprattutto nel 4-3-3 l’argentino viene ritenuto importante per poter occupare la zona centrale della trequarti, smistare il pallone nonché riempire l’area. Questi aspetti sono emersi maggiormente nella partita contro il Verona in cui si sono manifestate enormi difficoltà nel palleggio a centrocampo e sugli esterni e spesso Bonucci si è rifugiato in verticalizzazioni lunghe per Higuaín.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/02/Screenshot-20.png" alt="" class="wp-image-14140" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Screenshot-20.png 671w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Screenshot-20-595x625.png 595w" sizes="(max-width: 671px) 100vw, 671px" /><figcaption><em>L&#8217;heatmap evidenzia chiaramente la porzione di campo coperta da Higuain</em></figcaption></figure>



<p>Per Sarri le doti associative dell&#8217;argentino e la sua capacità di dettare e controllare i passaggi con entrambi i piedi sono importanti nel 4-3-3, modulo in cui altrimenti non ci sarebbe un altro riferimento centrale in grado di tenere occupati i difensori. Higuaín poi tende ad attaccare maggiormente la linea difensiva avversaria dettando movimenti in profondità, cosa che invece Dybala esegue con meno frequenza. Il numero 10 bianconero è meno incline a tenere il centro e a giocare spalle alla porta preferendo allargarsi, girarsi fronte porta e poi attaccare l&#8217;area. Senza Higuaín pertanto mancherebbe un giocatore che attacchi con continuità la linea difensiva avversaria e, conseguentemente, si verificherebbero problemi nel riempire l&#8217;area di rigore per via dei movimenti ad allargarsi di CR7 e Dybala e perché le mezz&#8217;ali non hanno (ancora) le letture necessarie per farlo con continuità ed efficacia. </p>



<p> <strong>Emergono però evidenti problematiche</strong></p>



<p>I dati forniti da sofascore nell’immagine poco più sopra evidenziano un dato che racchiude quale Higuaín abbiamo di fronte: 8 possessi persi. Il numero 21 bianconero non è più in grado da un punto di vista fisico di essere incisivo andando a perdere tantissimi duelli individuali a terra ed aerei, facendosi anticipare spesso e non potendo competere sul lungo contro i difensori. Al momento l’unico contesto all’interno del quale Higuaín può risultare funzionale è quello ammirato contro il Cagliari (dove, per la verità, ha giocato solo 20 minuti) o contro l’Udinese: Juventus corta che recupera palla alta in grado di attaccare bene per vie centrali. Da fermo e nello stretto il numero 21 bianconero può ancora fare la differenza: basti pensare al gol segnato contro l’Inter o alle eccezionali combinazioni con Dybala per il gol segnato contro l’Udinese. La Juventus però non è ancora in grado di imporre questo contesto specifico con continuità ed anzi sta incontrando difficoltà notevoli nell’interpretare la partita come vorrebbe l’allenatore. Nel frattempo il campo ci sta dicendo che fuori da questo contesto Higuaín incontra troppe difficoltà. In questo senso, personalmente, le preoccupazioni possono aumentare passando ad un contesto europeo dove fisiologicamente si possono affrontare squadre molto intense.</p>



<p>Non bisogna poi dimenticare la fase di non possesso per la quale Higuaín e Ronaldo insieme devono essere bilanciati data la poca inclinazione di entrambi a contribuire e per le esigue proporzioni di campo che vanno a coprire.</p>



<p>Viste anche le ultime uscite la direzione da intraprendere, a opinione dello scrivente, non può non prevedere Dybala in campo che per caratteristiche, qualità e stato di forma è e dovrà essere il fattore più importante di questa Juventus insieme a CR7. Posto inoltre che il tridente “pesante” ha manifestato <a href="/tridente-o-no-la-sostenibilita-dellattacco-bianconero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="evidenti problemi di sostenibilità (apre in una nuova scheda)">evidenti problemi di sostenibilità</a> e la Juventus non ha compiuto quei passi necessari per renderlo sostenibile con continuità ecco che Higuaín non può essere il perno di questa Juventus.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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		<title>Tridente o no? La sostenibilità dell&#8217;attacco bianconero</title>
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				<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 10:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente &#8230;</p>
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<p><em>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente pesante è sostenibile per la squadra, oppure no.</em></p>



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<p><strong>di Michele Puntillo</strong></p>



<p>Dopo un&#8217;intera estate di lavoro sul 4-3-3, Sarri nella partita esterna contro il Brescia vira sul 4-3-1-2 e sul rombo a centrocampo. Questo non per una presunta preferenza del tecnico toscano, ma per esigenze strutturali della rosa aggravate da vari infortuni sulle corsie esterne (Douglas Costa, Danilo, De Sciglio). In questo contesto, il tecnico ex Chelsea adatta definitivamente Cuadrado nel ruolo di esterno basso e decide così di valorizzare appieno il reparto centrale, pieno zeppo di giocatori di livello.</p>



<p>Il fulcro su cui viene costruita questa evoluzione è Bernardeschi che diventa il titolare indiscusso nel ruolo di trequartista. Questa è una sorpresa se pensiamo che l&#8217;esterno carrarino non sembra avere le caratteristiche per rendere al meglio in quella zona di campo, specialmente in fase di possesso. Ma nelle idee di Sarri probabilmente il suo contributo con la palla è passato in secondo piano, sacrificato sull&#8217;altare dell&#8217;equilibrio tattico. Infatti, l&#8217;ex viola finora è stato importantissimo nel primo pressing e nei ripiegamenti difensivi, contributo reso necessario dall&#8217;attuale roster delle punte. Tre attaccanti di altissimo livello, ma che sicuramente non eccellono nel contributo difensivo, in particolare né in pressing e contro-pressing e né in difesa posizionale.</p>



<p>In peculiari contesti e per spezzoni di partita, Sarri ha però inserito Dybala, Ronaldo e Higuaín contemporaneamente con risultati spesso positivi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png" alt="" class="wp-image-12870" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6-595x688.png 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Così, la suggestione di vedere &#8216;i tre tenori&#8217; dell&#8217;attacco bianconero, insieme dal primo minuto, è diventato un mantra ripetuto da tifosi e media, al quale Sarri ha risposto sempre con una sola parola: &#8220;equilibrio&#8221;.</p>



<p>Ma questo tridente è o no un’ipotesi percorribile? Innanzitutto, bisogna ricordare che il tridente pesante ha sì avuto sempre un ottimo impatto, ma sempre a gara in corso. E questo non è un particolare secondario, parliamo infatti di partite come Inter, Lokomotiv e Bayer spesso tirate dal punto di vista fisico e mentale, dove inserire un campione del calibro di Higuaín e Dybala, con i ritmi degli avversari notevolmente calati, porta in dote un vantaggio notevole.</p>



<p>Diverso è il discorso su un futuro in pianta stabile dei tre, a mio avviso è difficile, ma non impossibile. Sicuramente in questo momento di crescita tecnico-tattica potrebbe essere pericoloso perché aggiungerebbe un ulteriore scompenso ad una squadra che &#8211; seppur stia facendo benissimo &#8211; sta vivendo una rivoluzione tattica per nulla scontata. </p>



<p>Però in futuro con una squadra dal baricentro più alto, magari con una mezzala sinistra più tecnica (Rabiot finalmente pronto? Aggiunte dal mercato?) e con il Bentancur di questo inizio di stagione, con una riaggressione più prossima all’area avversaria, questa ipotesi potrebbe diventare non del tutto peregrina &#8211; almeno in alcuni alcuni match di campionato &#8211; perché costringerebbe gli attaccanti a meno corse lunghe e permetterebbe ai tre di esaltarsi nel contesto in cui hanno pochi eguali al mondo: quello tecnico.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Jacopo Azzolini</strong></p>



<p>Le prime parole di Sarri in conferenza stampa non erano state di circostanza. Nella sua testa, Douglas Costa è uno dei principali pilastri su cui questa Juve sarebbe dovuta ripartire, e d&#8217;altronde non ci sarebbe motivo di spiegarlo: si tratta della principale fonte creativa della squadra nell&#8217;ultimo terzo di campo. Infatti, Sarri è partito da lui, poiché possiede caratteristiche uniche all&#8217;interno della rosa. Nelle prime due partite col brasiliano in campo, la squadra oscillava da un 433 a (soprattutto) un 442 senza palla, in cui l&#8217;ex Bayern agiva largo a destra. Non va infatti mai dimenticato che la scelta di passare al rombo è una conseguenza delle difficoltà del match contro il Verona in cui, senza il brasiliano, era difficile mantenere senza palla un ibrido tra il 433 e il 442, a causa dei movimenti di Ronaldo.</p>



<p>Di conseguenza, l&#8217;introduzione del rombo (effetto diretto dell&#8217;infortunio del brasiliano) ha avuto soprattutto esigenze difensive, per migliorare il pressing. Douglas Costa, oltre a esaltarsi in squadre che difendono in avanti, ti può consentire un maggior equilibrio quando la riconquista alta dà più problemi: come ricorda Sarri, il rombo non è un modulo che permette di schiacciarti, visto che concedi troppo in ampiezza e le mezzali sono costrette ad un lavoro troppo gravoso. Al contrario, il classico 442 può dare una maggiore solidità anche quando sei più basso. D&#8217;altronde, pure nel secondo tempo col Milan, la Juventus si è difesa con il 442 quando il brasiliano è entrato. Costa non solo è totalmente sostenibile, ma è anche necessario per dare efficacia alla squadra.</p>



<p>A mio avviso, il discorso è un altro: se ha senso focalizzarsi nel costruire una Juve pensata su Costa quando invece, purtroppo, si sa già che il brasiliano non giocherò molto. Perché, se manca lui, probabilmente oggi il rombo è il compromesso migliore per le esigenza della squadra, e ci sta che Sarri lavori soprattutto a una Juve in cui Costa non è il titolare.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Massimo Maccarrone</strong></p>



<p>In seguito alla trasferta di Leverkusen in cui decisivo è stato l’ingresso di Paulo Dybala, autore dei 2 assist che hanno consentito a Ronaldo e Higuain di segnare le rispettive reti, per l’ennesima volta in conferenza stampa quest’anno è stato chiesto a Sarri dell’opportunità di schierare il tridente pesante per rendere la squadra più offensiva. La risposta (abbastanza intelligente) è stata che l’essere più o meno offensivi è una questione di mentalità e non dipende dal fatto di avere un attaccante in più o in meno.</p>



<p>Tuttavia Sarri ha anche aggiunto che per vedere in campo contemporaneamente Ronaldo, Dybala e Higuain ci devono essere determinate condizioni. Per esempio, i nove minuti in Inter-Juventus, non sono stati un bel biglietto da visita: lo squilibrio creato da Higuain subentrato a Bernardeschi, portò Sarri a sostituire Dybala con Can poco dopo, visto che la sua posizione da trequartista non garantiva sufficienti coperture in fase di non possesso. Nelle restanti tre occasioni, il trio dei desideri ha permesso di battere Lokomotiv in casa, doppietta di Dybala, di pareggiare col Sassuolo, pareggio raggiunto grazie al rigore procurato dal subentrato Dybala e trasformato da Ronaldo ed infine come si diceva ad inizio articolo di battere il Leverkusen nell’ultima del girone di UCL. La statistica ad oggi è veramente scarsa per trarre delle conclusioni, 93 su 1890 minuti non rappresentato un campione rilevante, per cui l’unica analisi possibile è di tipo qualitativo basata su quello che sin qui si è visto.</p>



<p>In questo inizio di stagione Sarri ha usato Dybala e Higuain come partner di Ronaldo, alternandoli con buoni risultati. Dybala e Higuain hanno giocato insieme prevalentemente in assenza di Ronaldo ad eccezione appunto nei 93’ sopracitati. Il tridente è stato schierato solo in particolari condizioni, in generale Sarri, o ha aspettato un ritmo partita più basso in condizioni di equilibrio, o è stato costretto per rimontare il risultato.</p>



<p>La sensazione è che a questo punto della stagione l’uso che se ne sta facendo è quello corretto. Nel corso di questi mesi, sono stati introdotti un numero elevato di nuovi concetti e principi, la Juve sta mutando pelle e il processo di trasformazione è ancora in corso. La Juve è una squadra alla ricerca del suo equilibrio, a volte affiorano retaggi del passato che la portano a giocare sotto ritmo, quasi a rispolverare il vecchio adagio che la superiorità prima o poi viene fuori. Tuttavia poiché il gioco della Juve profondamente cambiato è fondamentale, per vedere in campo contemporaneamente quei tre in pianta stabile, che la squadra completi il suo processo di trasformazione e maturazione. Serve in definitiva che la squadra rimanga corta e con una occupazione corretta degli spazi, che sia aggressiva nel recupero della palla nelle transizioni negative e che gestisca tanto la fase di possesso quanto quella di non possesso col pensiero di cercare di avere il controllo della palla quanto più a lungo possibile. Questa condizione è necessaria per sfruttare a pieno le doti di un tridente di questo tipo, il cui compito principale deve essere quello di portare frutti alla manovra offensiva e non certo quello di rincorrere gli avversari per lunghi tratti del match.</p>



<p>Affinché ciò si realizzi è essenziale in primis il contributo dei tre attaccanti. Per caratteristiche a Dybala, Ronaldo e Higuain non può essere chiesto di andare a caccia dell’uomo, cosi come Guardiola fa con i suoi attaccanti. In realtà non esiste un solo modo di pressare, e viste le caratteristiche degli attaccanti in rosa sarebbe sufficiente che gli stessi si limitassero a marcare gli appoggi, le linee di passaggio e contribuissero a indirizzare la palla in zona di recupero. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png" alt="" class="wp-image-12865" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png 642w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4-595x335.png 595w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption><em>Situazione di pressing in Leverkusen v Juventus. Bernardeschi, Ronaldo e Higuain marcano gli appoggi e le linee di passaggio, la mezzala esce in aggressione, Pjanic e la linea tengono la squadra corta. </em></figcaption></figure></div>



<p>A questo punto ciò che diventa fondamentale è il lavoro del resto della squadra, a centrocampo il compito più importante spetta alle mezzali, a loro è demandato il lavoro più difficile di aggressione del portatore di palla, a Pjanic e alla linea spetta il compito di tenere la squadra corta e compatta per favorire densità in zona palla e rendere più semplice il recupero. La Juventus, oggi è una squadra in costruzione, la fase di pressione sta funzionando a tratti, basti vedere l’esempio di Lazio-Juventus, nonostante la buona pressione e occupazione degli spazi per 70’, le distanze non sempre sono state ottimali e una squadra estremamente verticale come è la Lazio è riuscita a saltare pericolosamente le linee di pressing.</p>



<p>Sarri, alla ricerca costante dell’equilibrio, al momento aspetta che i ritmi si facciano più bassi per due motivi fondamentali: il primo è di non subire il contro-pressing avversario; il secondo è di usare i suoi attaccanti in pressing e in copertura per quelle che sono le loro caratteristiche. Se da un lato Bernardeschi oggi offre maggiore equilibrio in fase di non possesso, la domanda che Sarri si starà ponendo è se sia il giocatore giusto per esaltare le doti dei suoi due migliori attaccanti: Ronaldo e Dybala. Ciononostante, Bernardeschi non è probabilmente il giocatore ideale a completare il reparto di attacco. Ronaldo e Dybala sono attaccanti a cui piace partire larghi, e spesso Sarri stesso ha lamentato l’incapacità di riempire lo spazio centrale, auspicandone l’occupazione da parte del trequartista o delle mezzali. Tuttavia, per chi scrive, appare chiaro che la naturale evoluzione di questo discorso sia che lo spazio in mezzo lo prenda un vero centravanti, ovvero Higuain. Tanto Dybala quanto Ronaldo hanno bisogno di un riferimento in mezzo che gli crei spazi e che sia pronto a scambiare con rapidi uno-due. Higuain è il riferimento ideale per entrambi e può insieme a Dybala garantire la rifinitura sulla trequarti avversaria. I prossimi mesi senza Champions League e un calendario meno impegnativo saranno fondamentali a trovare la (s)quadra, a Sarri spetterà il difficile compito di mettere in campo il miglior 11 possibile, quello dove dovrebbero esserci insieme CR7, il Pipa e la Joya.</p>
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		<title>Dove sono i gol di Cristiano?</title>
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				<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 10:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Non abbiamo la pretesa di giudicare un campione che ha marcato in maniera indelebile gli ultimi quindici anni di calcio, e il cui nome sarà citato per i prossimi cento nell&#8217;eterna diatriba sul migliore di questo sport. Vogliamo però offrire un punto di vista sul ruolo di Cristiano &#8211; e dei suoi ultimi anni ad &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p>Non abbiamo la pretesa di giudicare un campione che ha marcato in maniera indelebile gli ultimi quindici anni di calcio, e il cui nome sarà citato per i prossimi cento nell&#8217;eterna diatriba sul migliore di questo sport. Vogliamo però offrire un punto di vista sul ruolo di Cristiano &#8211; e dei suoi ultimi anni ad alti livelli &#8211; nella nuova Juventus di Sarri.</p>



<p>Perché Cristiano l&#8217;anno scorso ha vissuto la sua peggior stagione dal punto di vista realizzativo, e ad oggi &#8211; dopo le sostituzioni e l&#8217;appannamento con la Juventus &#8211; sta offrendo un andamento altalenante (salvo poi fare triplette a iosa in nazionale, ci mancherebbe). Vorremmo capire se questo è dovuto ad un fisiologico appassimento o se invece c&#8217;è qualcosa che il nuovo allenatore della Juventus può fare per risvegliare il suo istinto da cannibale.</p>



<p>Per renderci ancora una volta consapevoli di che razza di campinoe abbiamo in squadra, basterà dire che nel momento in cui scriviamo il portoghese è il sesto marcatore di sempre del calcio, a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_men%27s_footballers_with_500_or_more_goals"><em>723 gol ufficiali in carriera</em></a>, e a “sole” 82 reti da Josef Bican. I numeri sono indiscutibili, eppure la percezione dei tifosi è quella di trovarsi di fronte ad una flessione, cominciata già l’anno scorso &#8211; cioè da quando Ronaldo è sbaracato a Torino (guarda te la sfiga, oh…).&nbsp;</p>



<p>In effetti, la produzione offensiva della Juventus 18/19 si è basata molto sulla sua vena realizzativa. Mettendo in tasca più gol che presenze con il Real Madrid, appoggiarsi sulla vena del portoghese è sembrata una strategia logica e lineare. Tuttavia Cristiano, benché abbia fagocitato sia le conclusioni (175 su 613 di squadra in Serie A) che soprattutto i gol (21 su 70), non ha reso quanto ci si aspettava in termini quantitativi. Sulla &#8220;qualità&#8221; e l&#8217;importanza dei suoi gol invece, la fase ad eliminazione della Champions League parla da sé, un lasso di tempo in cui Cristiano ha segnato tutti i gol della Juventus (5, in 4 gare).</p>



<p>Ciononostante, la flessione rientra appieno nel trend storico delle sue realizzazioni. Se è vero che mai, da quando ha abbandonato la fascia per avventurarsi in area di rigore (2009/2010), era sceso sotto le 30 marcature stagionali, è vero anche che i 21 gol in campionato sono largamente in linea con la tendenza degli ultimi anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/11/Cristiano-Ronaldo-Goals-and-xG-01-960x594.png" alt="" class="wp-image-12747"/><figcaption>Importante notere come Cristiano sia in <em>underperformance</em> da cinque anni (compreso questo: 5 gol a fronte di 5.86 xG prodotti)</figcaption></figure>



<p>D’altra parte, con l’avanzare dell’età, lo stesso Ronaldo si è reso conto della necessità di preservare se stesso e il proprio fisico dal naturale invecchiamento. I rigidi regimi alimentari e gli strettissimi programmi di allenamento cui si sottopone sono finalizzati all’ottimizzazione delle performance. <a href="https://sport.sky.it/calciomercato/2018/07/10/cristiano-ronaldo-cosa-mangia-dieta-cr7"><em>Si dice</em></a>, tra l’altro, che Ronaldo sia talmente concentrato, da auto-imporsi dun chilo in meno ad ogni ritiro estivo, pur preservando la massa muscolare.&nbsp;</p>



<p>La produzione di tiri è parimenti in linea con il trend storico. L&#8217;indice degli &#8216;<a href="https://www.ultimouomo.com/cosa-sono-gli-expected-goals/">expected goals</a>&#8216; (xG) calcola la probabilità che una data conclusione finisca in rete, ed è una buona misura di quante segnature è lecito attendersi da un giocatore.</p>



<p>Di pari passo, è utile tarare (in media) la pericolosità dei tiri che Cristiano rivolge verso la porta avversaria. Più alto sarà l&#8217;indice, più alta la pericolosità di quella conclusione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/11/Cristiano-Ronaldo-xG-per-Shot-01-960x594.png" alt="" class="wp-image-12746"/><figcaption>   In calo, praticamente di pari passo con i gol, anche la qualità dei tiri.</figcaption></figure>



<p>Nella stagione 14/15, in Liga, ogni sua conclusione aveva una probabilità di diventare gol del 17.5%: un&#8217;enormità; quest’anno, in Serie A, si è attestata su un modesto 10.3%. Quindi non solo Cristiano segna di meno, ma prende in media anche tiri meno pericolosi. Sembra intuitivo dire che più il tiro è pericoloso, più probabile che Cristiano segni di più, ma si tratta di una correlazione non banale, in cui la (scarsa) qualità dei tiri potrebbe effettivamente inficiare il risultato del primo dato: magari tornando a calciare con più pericolosità, è possibile invertire il trend.</p>



<p>Quel che invece non è mutato più di tanto nel tempo sono le metriche rapportate ai 90 minuti. Cristiano prende grosso modo lo stesso numero di tiri per partita (6.53 nel 14/15, 5.93 quest’anno in Serie A, con un picco di 6.95 nel 17/18). Gli xG a partita sono calati considerevolmente invece, passando da 1.14 nel primo anno in esame fino al 0.61 quest’anno. Rimane uno score da fuoriclasse, ma siccome la conversione latita è lecito chiedersi di quanti tiri abbia bisogno per rimanere sui suoi livelli.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/11/Cristiano-Ronaldo-xG90-e-Sh90-01-960x594.png" alt="" class="wp-image-12745"/></figure>



<p>Sarà certamente lavoro di Sarri trovare le condizioni migliori per far rendere al massimo la nostra superstar. L’anno scorso abbiamo storto il naso alle performance ondivaghe del portoghese, ma è importante rendersi conto che è stato naturale, tanto che la storia si sta ripetendo quest’anno anche con un allenatore diametralmente opposto al precedente. Nonostante Sarri abbia sbandierato la necessità per Cristiano di produrre 40 gol l’anno, è importante aspettarsi gol “di qualità” e non una tripletta ogni domenica.&nbsp;<br></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-3.jpg" width="100" height="100" alt="Andrea Lapegna" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/andrea-lapegna/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Andrea Lapegna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È il responsabile del sito e della community di AterAlbus. Vive a Bruxelles e di notte corregge la punteggiatura degli articoli.</p>
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