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È Arthur la mezz’ala giusta per la Juve?

La finale di Supercoppa fra Juventus e Napoli ha (fra le altre cose) segnalato anche l’importanza attuale che Arthur potrebbe rivestire nel progetto bianconero.


Al netto delle difficoltà juventine nel produrre occasioni da gol, una prima analisi certifica gli indubbi benefici apportati al palleggio della squadra di Andrea Pirlo dalla presenza in campo dell’ex blaugrana.

Contro gli uomini di Gattuso, i campioni d’Italia hanno come al solito cercato di dettare il contesto tramite il controllo della palla (53% il possesso della Juve). Per far ciò i bianconeri si sono affidati ad una costruzione 4+2 che, a livello più alto di campo, diventava una 3+2 asimmetrica con Cuadrado che si alzava a destra e con Danilo che teneva una posizione ibrida fra mezzo spazio e corridoio laterale sinistro, in modo tale da poter svolgere le funzioni di terzo centrale o di terzino a seconda delle situazioni di gioco.

Con McKennie che si alzava quasi subito per andare ad invadere la metà campo partenopea, ad aiutare l’uscita palla da dietro della Juve diventava così fondamentale il lavoro del doble pivote rappresentato da Bentancur e Arthur.

La presenza del doppio regista e l’utilizzo di una spaziatura più larga in costruzione permettevano agli juventini di salire bene da dietro e consolidare il possesso contro un Napoli che ha difeso molto basso (42.68m il baricentro medio sul possesso avversario), preferendo chiudere le linee di passaggio centrali. Una mossa che ha pagato fino ad un certo punto visto che la Juventus ha comunque prodotto ben 49 passaggi chiave. Di questi, ben 8 sono stati prodotti da Bentancur e 7 da Arthur.

Così il brasiliano, affiancato da un altro palleggiatore e sostenuto da dietro da Bonucci, è risultato alla fine essere la terza bocca da fuoco juventina per la produzione di passaggi che superavano almeno una linea difensiva napoletana.

Lo scaglionamento offensivo degli invasori juventini ha certamente favorito le giocate dell’ex Barcellona, aumentando le linee di passaggio per il suo smistamento palla. Tuttavia questo non deve far passare sotto traccia la prova del centrocampista della Juve, che si è dimostrato abile tanto nella scelta della linea migliore attraverso la quale far transitare la sfera quanto nella capacità di rallentare o accelerare la manovra a seconda dei casi.

Tutto ciò ha contribuito a dare fluidità ad una squadra che alla fine ha prodotto un volume di gioco maggiore rispetto a quello della controparte. La soluzione proposta con la coppia Bentancur – Arthur potrebbe quindi rappresentare, almeno in certe partite, il punto di partenza per alzare il livello qualitativo del possesso juventino.

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Classe 1978, prof. di storia e filosofia, scrive anche per Il Nuovo Calcio. È autore di diversi libri ed articoli di tattica, non necessariamente sulla Juventus. Match analyst certificato Sics. Lo trovate anche su lagabbiadiorrico.com