<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Approfondimenti &#8211; AterAlbus</title>
	<atom:link href="/category/approfondimenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ateralbus.it</link>
	<description>About Juventus</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2020 09:32:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.4.2</generator>

<image>
	<url>https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/cropped-AA2021-bianco-32x32.png</url>
	<title>Approfondimenti &#8211; AterAlbus</title>
	<link>https://www.ateralbus.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Chi sono i CTP della Juventus?</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Ienco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 09:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mythbuster]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15991</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al momento della pubblicazione dell’elenco dei calciatori che prenderà parte alla prima fase della Champions League 2020/2021, si è visto come la Juventus abbia utilizzato solo due dei quattro slot opzionali per i cosiddetti Club Trained Players (CTP): Carlo Pinsoglio e Manolo Portanova. In questo modo la rosa risulta composta da 23 calciatori a fronte &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera/"> <span class="screen-reader-text">Chi sono i CTP della Juventus?</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera/">Chi sono i CTP della Juventus?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al momento della pubblicazione dell’elenco dei calciatori che prenderà parte alla prima fase della Champions League 2020/2021, si è visto come la Juventus abbia utilizzato solo due dei quattro slot opzionali per i cosiddetti Club Trained Players (CTP): <strong>Carlo Pinsoglio</strong> e <strong>Manolo Portanova</strong>. In questo modo la rosa risulta composta da 23 calciatori a fronte dei 25 massimi, con due slot inutilizzati.</p>



<p>In molti si sono quindi chiesti se davvero la Juventus non disponga di calciatori all’altezza di essere i numero 24 e 25 della lista, o ancora quali siano i potenziali CTP in Under 23 o in Primavera. Abbiamo quindi rimesso insieme i nomi dei calciatori che risultano tuttora essere CTP, in rosa o in prestito, e quelli che potrebbero diventarlo.<br>Alla fine anche alcuni CTP attualmente non di proprietà della Juventus e militanti in massima serie, ipoteticamente utilizzabili per completare la rosa.</p>



<p><strong>CTP attuali in Under 23:</strong><br>Paolo Gozzi (Difensore, 19)<br>Riccardo Capellini (Difensore, 20)<br>Luca Coccolo (Difensore, 22)<br>Giuseppe Leone (Centrocampista, 19)<br>Nicolò Fagioli (Centrocampista, 19)<br>Luca Clemenza (Centrocampista, 23)<br>Elia Petrelli (Attaccante, 19)</p>



<p><strong>CTP attuali in Primavera:</strong><br>Marco Raina (Portiere, 18)<br>Giovanni Garofani (Portiere, 17)<br>Alessandro Pio Riccio (Difensore, 18)<br>Giuseppe Verduci (Difensore, 18)<br>Nikola Sekulov (Centrocampista, 18)<br>Franco Tongya (Centrocampista, 18)<br>Andrea Bonetti (Attaccante, 17)</p>



<p><strong>CTP in prestito:<br></strong>Mattia Del Favero (Portiere, 22) – Pescara<br>Pietro Beruatto (Difensore, 21) – Vicenza Virtus<br>Hans Nicolussi Caviglia (Centrocampista, 20) – Parma</p>



<p><strong>CTP potenziali (Under 23):<br></strong>Matteo Bucosse (Portiere, 17) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Tommaso Barbieri (Difensore, 18) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Radu Dragusin (Difensore, 18) – 1 stagione rimanente, 2020/2021 inclusa</p>



<p><strong>CTP potenziali (Primavera):</strong><br>Zsombor Senkó (Portiere, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Filippo Fiumanò (Difensore, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Félix Nzouango Bikien (Difensore, 17) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Jean-Claude Ntenda (Difensore, 18) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Riccardo Turicchia (Difensore, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Gabriele Mulazzi (Difensore, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Koni De Winter (Centrocampista, 18) – 1 stagione rimanente, 2020/2021 inclusa<br>Ervin Omic (Centrocampista, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Luciano Pisapia (Centrocampista, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Kristian Sekularac (Centrocampista, 16) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Fabio Miretti (Centrocampista, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Samuel Iling (Centrocampista, 17) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Angel Chibozo (Centrocampista, 17) – 2 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Matìas Soulé (Centrocampista, 17) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Yannick Cotter (Centrocampista, 18) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Cosimo Marco Da Graca (Attaccante, 18) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa<br>Leonardo Cerri (Attaccante, 17) – 3 stagioni rimanenti, 2020/2021 inclusa</p>



<p><strong>CTP non di proprietà:</strong><br>Antonio Mirante (Portiere, 37) – Roma<br>Emil Audero (Portiere, 23) – Sampdoria<br>Filippo Romagna (Difensore, 23) – Sassuolo<br>Federico Mattiello (Difensore, 25) – Spezia<br>Alessandro Tripaldelli (Difensore, 21) – Cagliari<br>Fabrizio Caligara (Centrocampista, 20) – Cagliari<br>Luca Marrone (Centrocampista, 30) – Crotone<br>Ciro Immobile (Attaccante, 30) – Lazio<br>Moise Kean (Attaccante, 20) – PSG</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera/">Chi sono i CTP della Juventus?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/chi-sono-i-ctp-della-juventus-under-23-primavera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come giocherà Federico Chiesa alla Juventus?</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Terruzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 09:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15988</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per rispondere a questo interrogativo non si può che partire dalla scheda tecnica del giocatore, a cura di Luca Rossi. Come molto bene descritto, le sue qualità (come i suoi limiti) sono evidenti. Non è un giocatore che passa inosservato, nel bene e nel male. Per avere la risposta inoltre bisogna rifarsi alle idee di &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus/"> <span class="screen-reader-text">Come giocherà Federico Chiesa alla Juventus?</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus/">Come giocherà Federico Chiesa alla Juventus?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per rispondere a questo interrogativo non si può che partire dalla <a href="/la-scheda-di-federico-chiesa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scheda tecnica del giocatore</a>, a cura di Luca Rossi. Come molto bene descritto, le sue qualità (come i suoi limiti) sono evidenti. Non è un giocatore che passa inosservato, nel bene e nel male.</p>



<p>Per avere la risposta inoltre bisogna rifarsi alle <a href="/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">idee di gioco di Andrea Pirlo e del suo staff</a>. Se quello che finora abbiamo visto risulta essere non sufficiente per poterci esprimere sbilanciandoci in maniera definitiva, è altrettanto evidente come il tecnico bianconero, rifacendosi ai principi del gioco di posizione del calcio contemporaneo, voglia praticare un calcio di possesso, in grado di coprire verticalmente e orizzontalmente tutti i corridoi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Slide2-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-15922" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Slide2-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Slide2-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Slide2-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Slide2-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Immagine presa dall&#8217;<a href="/cinque-cose-positive-di-juventus-sampdoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi tattica di Juventus Sampdoria</a></figcaption></figure>



<p>Se la Juventus dello scorso anno peccava d’ampiezza e profondità, Federico Chiesa è un giocatore che offre il meglio di sé quando riceve in posizione aperta sulla fascia (quella di Cuadrado nell&#8217;immagine qui sopra). Ritengo personalmente che nell’immediato, in fase di possesso, debba essere utilizzato per quelle che sono le sue qualità: uno contro uno, dribbling, attacco senza palla sul lato debole e movimenti a smarcarsi in profondità. </p>



<p>Inoltre, come ha correttamente scritto Luca, non possiede sensibilità tecnica né un&#8217;adeguata tattica individuale per giocare più centrale; quindi oggi si tratta di uno specialista. Il suo impiego, a destra o sinistra, deve essere giocoforza abbinato alle caratteristiche di chi si muoverà più centralmente; la zona forte della Juventus non esiste ancora, ma quando vedremo Dybala in campo probabilmente ci si muoverà maggiormente sul centro destra e Chiesa potrebbe rappresentare una ottima soluzione sulla sinistra per attaccare profondità, lato debole e isolandolo uno contro uno. Non può essere un palleggiatore, non né ha le qualità, ma il suo dinamismo e il suo attacco della profondità da zone decentrate sono aspetti che mancavano.</p>



<p>La stessa energia sarà fondamentale in fase di non possesso: nelle transizioni negative può essere reattivo e accorciare in tempi rapidi e con aggressività, senza palla può essere un quarto di centrocampo attento e disciplinato. La sua eplosività aiuterà anche nella transizione positiva: in campo aperto può risultare ha il potenziale per essere un efficace contropiedista, ma dovrà lavorare sui suoi limiti: ossia le scelte palla al piede. </p>



<p>Federico Chiesa è un giocatore che mi auspicavo poter vedere con la maglia della Juventus. I calciatori hanno tutti un&#8217;evoluzione più o meno profonda e più o meno (dis)continua, e lui dovrà attraversarla per poter far parte della rosa anche tra qualche anno e con una maglia da titolare, lavorando per rinforzare i pregi e limando i suoi difetti in termini di intelligenza tattica e tecnica. Assieme all’altro Federico, Bernardeschi, potrebbe comporre una batteria complementare di esterni offensivi a tutto campo. Sta ai due Federico imporsi, grazie anche al supporto determinante di Pirlo e del suo staff.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-2.jpg" width="100" height="100" alt="Davide Terruzzi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/davide-terruzzi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Davide Terruzzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Allenatore di calcio Uefa B nel settore giovanile. Ex Juventibus, ora su AterAlbus per portare la sua esperienza soprattutto nelle discussioni di calcio giocato.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus/">Come giocherà Federico Chiesa alla Juventus?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/come-giochera-federico-chiesa-alla-juventus/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ghirelli vs AIC. Cosa sta succedendo in lega pro?</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 08:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[AIC]]></category>
		<category><![CDATA[Ghirelli]]></category>
		<category><![CDATA[Juve U23]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero Lega Pro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15932</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo 2 mesi di botta e risposta a seguito dell&#8217;introduzione delle liste e alle modifiche sul minutaggio dei giovani, l&#8217;associazione italiana calciatori ha proclamato lo sciopero per domenica: in questo modo salterebbe la prima giornata del campionato 20/21. Come se non bastassero le difficoltà relative alla pandemia che pesano non poco nelle tasche dei presidenti &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro/"> <span class="screen-reader-text">Ghirelli vs AIC. Cosa sta succedendo in lega pro?</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro/">Ghirelli vs AIC. Cosa sta succedendo in lega pro?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dopo 2 mesi di botta e risposta a seguito dell&#8217;introduzione delle liste e alle modifiche sul minutaggio dei giovani, l&#8217;associazione italiana calciatori ha proclamato lo sciopero per domenica: in questo modo salterebbe la prima giornata del campionato 20/21.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Come se non bastassero le difficoltà relative alla pandemia che pesano non poco nelle tasche dei presidenti di serie C per l’impossibilità (ancora attuale) di riportare i tifosi allo stadio e per i costi spropositati per rispettare i protocolli sanitari e&nbsp; l’incertezza dovuta alle sentenze per la combine fra Picento e Bitonto (che hanno fatto slittare la divisione dei 3 gironi e relativi calendari di una settimana), da oggi è deflagrata completamente anche la “guerra” fra lega pro e Aic che ha proclamato lo sciopero.<br></p>



<p>Uno sciopero che rischia di veder annullata o spostata o peggio ancora “impugnata” dal giudice sportivo, la prima giornata della stagione 2020/2021. Una vicenda per certi versi surreale in cui entrambe le parti sembrano intenzionate a non mollare e che vedrebbero come unici penalizzati, ancora una volta, i tifosi che dovrebbero aspettare ancora per rivedere in campo le proprie squadre.</p>



<p>Ma andiamo con ordine.</p>



<p>La diatriba scoppia con il comunicato della Lega pro n° <a href="https://www.lega-pro.com/com/1920-329L.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">329 del 24 luglio 2020</a> dove la federazione apporta delle restrizioni per quanto riguarda il tesseramento e/o iscrizione a delle liste dei giocatori e sul minutaggio dei giovani calciatori. In Lega pro, infatti, le squadre possono ricevere dei compensi a fine anno della federazione facendo giocare con un certo minutaggio e con un determinato numero giovani giocatori che rientrano in età definita “Under”.</p>



<p>Il comunicato recita:</p>



<ul><li>…” <em>Le società, indipendentemente dal numero dei calciatori rispettivamente tesserati, nelle gare ufficiali di Campionato possono utilizzare la &#8220;lista calciatori temporanei&#8221; (per brevità, infra: &#8220;Lista&#8221;), nella quale potranno essere inseriti sino ad un </em><strong><em>massimo complessivo di n. 8 calciatori il cui tesseramento sia a titolo di cessione o trasferimento temporaneo da società di Serie A e B o da Federazione estera</em></strong><em>.”</em></li><li><em>Le società, indipendentemente dal numero dei calciatori rispettivamente tesserati, nelle gare ufficiali di Campionato dovranno utilizzare quelli presenti nella &#8220;lista calciatori professionisti” nella quale potranno essere inseriti sino ad un massimo complessivo di:<br></em><strong><em>n. 22 calciatori il cui status sia quello di calciatore professionista </em></strong><em>ex art. 28 NOIF&nbsp;</em></li><li><em>Le società potranno indicare <strong>un solo calciatore professionista</strong> (cd &#8220;giovane professionista&#8221;) nato successivamente al 1 gennaio 2001, da poter utilizzare nelle gare ufficiali di Campionato, senza che lo stesso venga inserito tra i 22 calciatori.</em></li><li><em>Qualora, nel corso della stagione sportiva 2020/2021, una società sottoscriva &#8220;primi contratti di calciatori professionisti&#8221; (ex art. 33 NOIF) con propri tesserati già giovani di serie, questi ultimi potranno essere utilizzati nelle gare ufficiali di Campionato, senza che vengano inseriti tra i 22 calciatori.</em></li><li><em>Le società che, alla data di pubblicazione del presente comunicato, abbiano già depositato contratti con calciatori professionisti, per la stagione 2020/2021, in numero superiore ai 22, potranno, in deroga ed esclusivamente per tale stagione, inserire nella lista calciatori professionisti tutti i calciatori di cui ai predetti contratti già depositati. Resta inteso che, nell&#8217;ipotesi di inserimento in tale lista di nuovi calciatori professionisti con contratto depositato in data successiva alla pubblicazione del presente comunicato, la società non potrà usufruire della deroga e troverà applicazione la limitazione numerica di 22.</em></li></ul>



<p>Queste disposizioni sono stati fortemente voluti dal presidente Ghirelli che sta difendendo con le unghie e con i denti queste nuove restrizioni con l’appoggio dei presidenti che vedrebbero un discreto risparmio dei costi in una annata piena di difficoltà.</p>



<p>I numeri ed i perché di questa scelta, li ha proprio spiegati il presidente nel corso della presentazione dei calendari della scorsa settimana:</p>



<p>“ <em>Abbiamo fatto questa scelta perchè abbiamo chiesto la cassa integrazione, 20 milioni di euro. Ci hanno preso per matti, ma volevamo dimostrare che abbiamo giocatori normali con emolumenti normali. Avevamo bisogno di coerenza. La media è di 25, ne giocano in 16, Da 22 a 25 giocano mediamente 30 minuti durante un campionato. Sono 186mila euro di media a società, 11 milioni di euro a società. Non potevamo chiedere 21 milioni quando davamo l&#8217;impressione di buttare 11 milioni. Allora abbiamo scelto i giovani. Siamo a 22, se c&#8217;è un infortunio si sale a 24, con un giovane del 2001 andiamo a 25, altri che devono essere valorizzati si possono mettere dentro in deroga</em>.”</p>



<p>Dall’altra parte della barricata, invece, si trova l’Associazione italiana calciatori che non ci sta e dopo aver chiesto con forza un confronto con la Lega Pro ricevendo poche risposte e (quasi) tutte insoddisfacenti ha deciso di perseguire lo stato di agitazione e proclamare appunto lo sciopero per la prima giornata ed eventualmente proseguire oltre se non ci saranno aperture dai vertici federali.</p>



<p>&#8220;<em>L’Associazione Italiana Calciatori, preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Lega Pro sul regolamento del minutaggio dei giovani e l’abolizione delle liste dei giocatori utilizzabili nel campionato di serie C, conferma che i calciatori non scenderanno in campo nella prima giornata di campionato fissata per sabato 26 e domenica 27 settembre prossimi. L’azione di protesta nasce dall’inspiegabile passo indietro della Lega Pro rispetto al regolamento in vigore nella precedente stagione sportiva, relativo alla reintroduzione di limitazioni, sostanzialmente obbligatorie, dell’utilizzo di un numero massimo di calciatori professionisti&#8221;.</em></p>



<p>Non si è fatta attendere la risposta di Ghirelli (fonte Italpress) che aveva già minacciato appena 24 ore prima di penalizzare le squadre che non si presenteranno in campo con lo 0-3 a tavolino ed un punto di penalizzazione:</p>



<p><em>“Dobbiamo ridurre i costi, lo sciopero proclamato dall&#8217;Associazione italiana calciatori per la prima giornata del campionato di Serie C è un errore micidiale. La sensazione è che manchi la consapevolezza della situazione attuale, visto che si indice uno sciopero su temi che possono portare al crac del calcio italiano: lavoreremo per riannodare i fili della situazione e per far capire la necessità della sostenibilità complessiva del sistema in un momento difficile. Senza voler alzare i toni della polemica voglio ricordare che il mondo è cambiato. Bisogna capire che c&#8217;è il rischio crac: tutto va ridiscusso, non possiamo fare riferimento alla situazione di un anno fa, al mondo pre-Covid, perché dalla fine dell&#8217;inverno le squadre non hanno incassi da botteghino e gli sponsor sono ai minimi. Al riguardo la nostra azione è tesa a ridurre i costi delle società e a far giocare i giovani: non abbiamo niente contro i giocatori ma dobbiamo avere la consapevolezza di non poter mantenere gli stessi livelli economici pre-Covid visti i ricavi attuali. Capisco alcuni malumori, anche io non sono sereno, ma ho la consapevolezza di dover affrontare questa difficile situazione uscendo dalla logica sindacale, facendo un ragionamento di sistema e ponendo il problema della sostenibilità, altrimenti il giocattolo si rompe e i club vanno in default”.</em></p>



<p>Questi sono i fatti, ognuno è libero di “schierarsi” da una parte o dall’altra. Per me, frequentatrice assidua della serie C da oltre vent’anni, trovo inconcepibile l’atteggiamento e la cocciutaggine dell’associazione calciatori che usa scuse come l’abbassamento della qualità media per proprie ragioni egoistiche. Interessi che non sono difficili da immaginare ovvero quelle di trovare un contratto ad un numero maggiore possibile di giocatori in modo tale che non debbano cercare squadra in categorie inferiori, nei dilettanti.</p>



<p>Questa stallo viene poi amplificato dalla difficile situazione economica delle società di terza serie in cui molte faranno fatica a finire il campionato, soprattutto chi ha sperperato e lavorato male negli ultimi anni e si trova rose extralarge da gestire.</p>



<p>Come possa risolversi la situazione è difficile da immaginare, quello che è certo è che la prima giornata è fortemente a rischio e la voglia di calcio di provincia, dopo mesi e mesi di assenza, è fortissima.</p>



<p><strong>E la Juventus U23?</strong></p>



<p>Potrebbe pertanto saltare il debutto in campionato della nuova Under 23 di Lamberto Zauri che dovrebbe giocare domenica contro la neo promossa Pro Sesto. Da qui al weekend c’è ancora però abbastanza tempo per provare ad appianare le divergenze fra le due parti e questo clima di incertezza non aiuta i bianconeri che, a differenza di altre formazioni del proprio girone, non avranno neanche la possibilità di scendere in campo nei primi turni della coppa italia di serie A.</p>



<p>In questa diatriba c&#8217;è chi fa gli interessi delle società, chi dei calciatori ma la vera domanda è: chi farà gli interessi del vero motore del calcio di serie C ovvero i tifosi?</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2020/01/Image2-480x573.png" width="84" height="100" alt="Roberta Sacco" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/roberta-sacco/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Roberta Sacco</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="tmm_desc">
<p>Per AterAlbus si occupa principalmente di calcio femminile e in particolare delle Juventus Women. Scrive articoli e partecipa al podcast “Giovani e donne”.</p>
</div>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro/">Ghirelli vs AIC. Cosa sta succedendo in lega pro?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/ghirelli-vs-aic-cosa-sta-succedendo-in-lega-pro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa ci dice la tesi di Pirlo?</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Tossani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15866</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Settore Tecnico della Figc ha pubblicato la tesi con la quale Andrea Pirlo ha completato il proprio percorso formativo da tecnico, ottenendo la qualifica UEFA Pro (il livello massimo per gli allenatori europei) a Coverciano. Lo scritto elabora le idee del neo tecnico juventino e offre uno spunto per interpretare le prime partite della &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/"> <span class="screen-reader-text">Cosa ci dice la tesi di Pirlo?</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/">Cosa ci dice la tesi di Pirlo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Settore Tecnico della Figc ha <a href="https://www.figc.it/it/tecnici/aula-multimediale/documenti/il-calcio-che-vorrei-tesi-andrea-pirlo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato la tesi</a> con la quale Andrea Pirlo ha completato il proprio percorso formativo da tecnico, ottenendo la qualifica UEFA Pro (il livello massimo per gli allenatori europei) a Coverciano. Lo scritto elabora le idee del neo tecnico juventino e offre uno spunto per interpretare le prime partite della Juventus.</strong></p>



<p>La tesi del neo-tecnico della Juventus elabora – a partire dall’analisi del contesto internazionale &#8211; la propria idea di calcio nel quale il ruolo ‹‹non è più una posizione, ma una funzione››<a href="#_ftn1">[1]</a>, secondo la definizione data da <a href="https://twitter.com/toni_Gagliardi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Gagliardi</a>, ex match analyst della nazionale e attuale collaboratore tecnico di Pirlo. In pratica, l&#8217;idea centrale dell&#8217;elaborato è che nel calcio moderno il giocatore non è più qualificato da una posizione fissa ma dalle funzioni che deve assolvere all’interno delle due fasi di gioco (offensiva e difensiva).</p>



<p><strong>Fase offensiva</strong></p>



<p>Dopo una breve introduzione, la tesi va a delineare le caratteristiche dei giocatori che Pirlo vorrebbe per sviluppare il suo ideale di calcio. Fra questi si segnalano il portiere e difensori centrali.</p>



<p>Per quanto riguarda il no.1, Pirlo ritiene che, oltre a qualità classiche nella difesa della porta, il portiere moderno debba anche essere in grado di difendere lo ‹‹spazio in avanti›› e di partecipare attivamente al gioco ‹‹in possesso palla››<a href="#_ftn2">[2]</a>. In buona sostanza, il portiere nella squadra dell’ex centrocampista di Milan e Juventus deve avere le caratteristiche dello <em>sweeper-keeper</em> in grado di coprire efficacemente le spalle ad una linea difensiva alta. Per quanto riguarda invece il possesso, il portiere diventa a tutti gli effetti un elemento attivo della fase di costruzione della squadra, collaborando in questo con i difensori centrali, ormai assurti al compito di veri e propri ‹‹primi registi della squadra››<a href="#_ftn3">[3]</a>.</p>



<p>In fase di costruzione, l’intento di Pirlo è quello di creare una ‹‹superiorità numerica limitata (+1)›› volta a favorire l’uscita palla da dietro ma senza sprecare troppi uomini sotto palla. La costruzione dal basso (<a href="https://lagabbiadiorrico.com/2020/04/07/salir-jugando-desde-atras/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>salir jugando desde atrás</em></a>) nella concezione di Pirlo è importante per il positivo sviluppo dell’azione. Riechieggia qui la teoria dei 15 passaggi di Pep Guardiola<a href="#_ftn4">[4]</a>. L’ex campione del mondo 2006 marca l’importanza della conduzione<a href="#_ftn5">[5]</a> come una delle opzioni a disposizione del portatore di palla in costruzione. <a href="https://www.ilposticipo.it/calcio/de-zerbi-sassuolo-fiorentina-serie-a-ripresa-22-giugno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Conduzione</a> che è una delle armi utilizzate dal Sassuolo di De Zerbi, <a href="/cosa-sappiamo-di-pirlo-allenatore-patentino-modulo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uno degli allenatori più ammirati</a> dal neo tecnico bianconero.</p>



<p>Stesso discorso vale per il concetto di terzo uomo (sostanzialmente l’idea è quella di passare la palla da A a C per farla arrivare a B) di cui scrive Pirlo<a href="#_ftn6">[6]</a>. Lo scopo è quello di superare (magari dopo averla attirata tramite l’uso della conduzione palla al piede) la prima pressione avversaria per poi risalire il campo sempre mantenendo la propria struttura. In questo senso, il sistema base avrà assunto un nuovo volto, come visto nell’amichevole contro il <a href="/la-juventus-di-pirlo-impressioni-di-settembre/">Novara</a>.</p>



<p>La costruzione avviene internamente per ‹‹rendere più complicato il pressing avversario›› (che, esternamente, potrebbe giovarsi dell’aiuto naturale fornito della linea laterale) e per ‹‹far uscire una palla di più difficile lettura per gli avversari››<a href="#_ftn7">[7]</a>, secondo l’idea per la quale occupare il centro rende più pericolosa l’azione offensiva.</p>



<p>Attaccare palleggiando significa, per Pirlo, non forzare le giocate ed essere anche pronti (avendo appunto mantenuto la propria struttura) ad affrontare la transizione negativa &#8211; cioè il lasso di tempo immediatamente successivo alla perdita della palla &#8211; cercando una immediata riaggressione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>‹‹Vogliamo attaccare bene, per difendere bene››.</em></p></blockquote>



<p></p>



<p>L’intera fase offensiva è improntata alla costruzione di quattro linee di passaggio per il portatore di palla; alla creazione e occupazione di spazi liberi; al rispetto delle posizioni assunte (la palla deve arrivare al giocatore e non il contrario); al rispetto dei codici di gioco.</p>



<p>Questi ultimi riguardano fondamentalmente i concetti di palla aperta e palla chiusa elaborati da Maurizio Viscidi (coordinatore delle nazionali giovanili maschili azzurre) in base ai quali con palla aperta (cioè non pressata da un avversario) i compagni di squadra del portatore guadagnano spazio in avanti mentre, con palla chiusa (cioè pressata) ci si deve abbassare in aiuto. I concetti di palla aperta / palla chiusa complementano la stessa nozione di fase di non possesso, ovvero quella di palla coperta / palla scoperta, molto più consolidata nella narrazione calcistica.</p>



<p>Lo sviluppo finale in possesso è quello presente nell’immagine qui sotto, estrapolata direttamente dalla tesi di Pirlo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Sviluppo.jpg" alt="" class="wp-image-15868" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Sviluppo.jpg 604w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Sviluppo-595x382.jpg 595w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></figure></div>



<p>Sono tre i concetti che maggiormente balzano all’occhio osservando l’immagine in questione. In prima battuta, Pirlo propone una fase offensiva identificabile con un sistema 3-2/4-1 che, scomposto, può essere inteso come un sistema con cinque costruttori e altrettanti <a href="https://lagabbiadiorrico.com/2020/03/31/space-invaders/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invasori</a>.</p>



<p>La seconda considerazione è l’idea del tecnico bianconero di andare a riempire l’<a href="https://www.ultimouomo.com/maurizio-viscidi-rivoluzione-calcio-giovanile-italiano/">ARP</a>, cioè le zone di Ampiezza, Rifinitura e Profondità, concetti base ai corsi di Coverciano. Si nota anche una <a href="https://twitter.com/AzzoJacopo/status/1305436954763419648">occupazione simmetrica delle due zone di amp</a><a href="https://twitter.com/AzzoJacopo/status/1305436954763419648" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i</a><a href="https://twitter.com/AzzoJacopo/status/1305436954763419648">ezza</a>. Infine, i cinque &#8220;invasori&#8221; così disposti consentono alla squadra di occupare tutti e cinque i corridoi verticali del campo, con i <a href="https://spielverlagerung.com/2014/09/16/the-half-spaces/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vantaggi che ne conseguono</a>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Half-spaces.jpg" alt="" class="wp-image-15870" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Half-spaces.jpg 631w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Half-spaces-595x464.jpg 595w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Detto questo, i movimenti offensivi non sono fissi. ‹‹In base alle caratteristiche dei giocatori ed al contesto, ci saranno rotazioni diverse: il terzino sinistro si può alzare in ampiezza, l’esterno venire in zona di rifinitura e dunque l’interno arretrare in costruzione››<a href="#_ftn8">[8]</a>.</p>



<p><strong>Fase difensiva</strong></p>



<p>L’obiettivo della fase difensiva è ovviamente quello di non prendere goal. Accanto a questo, Pirlo colloca anche quello di ‹‹recuperare palla il più velocemente e il più alto possibile››<a href="#_ftn9">[9]</a>. Quest’ultimo punto è stato già <a href="https://www.linkedin.com/posts/michele-tossani-5a3680147_pirlo-activity-6704098470355054592-rz5P" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ampiamente enunciato</a> da Pirlo come cardine della propria fase di non possesso.</p>



<p>Per far questo è necessario organizzare la meglio la riaggressione e il pressing, scalando in avanti e difendendo uomo contro uomo sul lato forte (dove si trova la palla) mentre, su quello debole (lontano quindi dalla posizione del pallone) si cercherà <a href="https://lagabbiadiorrico.com/2020/07/24/non-possesso-alleuropea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggiore copertura e minor marcatura</a>). Ecco allora che risulteranno importanti anche le marcature e coperture preventive dei giocatori in quel momento non più utili in fase offensiva.</p>



<p>Una volta recuperata palla la Juve dovrà, secondo le intenzioni espresse dal suo allenatore, verticalizzare velocemente verso la porta avversaria. Qualora questa azione non risultasse efficace, si procederà al mantenimento del possesso per un successivo attacco posizionale.</p>



<p>Questo approccio difensivo vale ovviamente con palla nella metà campo offensiva. Cosa deve fare invece la squadra qualora la prima pressione fallisse ei si venisse costretti a difendere nella propria metà campo?</p>



<p>In questo caso Pirlo richiede il riposizionamento nelle posizioni di partenza e il passaggio dal ‹‹marco-marco (del pressing)…al marco-copro››<a href="#_ftn10">[10]</a>. L’idea è quella di non concedere passaggi chiave e filtranti in zona di rifinitura (quella cioè compresa fra le linee di difesa e centrocampo). La difesa agisce secondo il concetto di marcatura a uomo nella zona, in questo operando un cambiamento rispetto alla precedente gestione tecnica quando invece la posizione della palla era il riferimento difensivo principale, anche nella propria zona di competenza (una zona &#8220;pura&#8221;).</p>



<p><strong>Conclusioni</strong></p>



<p>La proposta di gioco che Pirlo ha in mente è in linea con quanto mostrato nelle ultime stagioni dai top club europei, tanto in generale (nell’idea di voler dettare il contesto tattico sia in possesso che in non possesso, attraverso pressing e <em>gegenpressing</em>) quanto nel particolare (attraverso l’uso di concetti propri del gioco di posizione).</p>



<p>Non è nulla di nuovo nel panorama internazionale ma è qualcosa di ancora quasi inedito a livello italiano, che ricalca quello che si vede a livello nazionale con gli Azzurri di <a href="https://lagabbiadiorrico.com/2020/09/09/italia-nuova/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberto Mancini</a>, con il Sassuolo di De Zerbi e con l’ultimo Milan di Pioli.</p>



<p>La fluidità del sistema (introdotta in serie A da <a href="https://www.juventibus.com/la-fiorentina-di-paulo-sousa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paulo Sousa con la Fiorentina</a>), la ricerca dell’occupazione della zona di rifinitura (e la sua difesa in non possesso), l’occupazione dei mezzi spazi, il pressing e la riaggressione sono, come detto, caratteristiche che accomunano il gioco di diverse fra le migliori squadre del calcio europeo. In effetti, l’idea che si ricava dalla tesi è quella di un allenatore che ritiene questa sia la strada più efficace<a href="#_ftn11">[11]</a> per vincere sia nel contesto nazionale che in quello internazionale.</p>



<p>Vedremo ora come si tradurranno in pratica queste idee, con la rosa che la società metterà a disposizione di Pirlo per la stagione che sta per cominciare.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> A. Pirlo, <em>Il calcio che vorrei</em>, p.12.<br><a href="#_ftnref2">[2]</a> <em>Ibidem</em>, p.5.<br><a href="#_ftnref3">[3]</a> <em>Ibidem</em>, p.6.<br><a href="#_ftnref4">[4]</a> M. Perarnau, <em>Pep Confidential: Inside Pep Guardiola&#8217;s First Season at Bayern Munich</em>.<br><a href="#_ftnref5">[5]</a> A. Pirlo, <em>Il calcio che vorrei</em>, p.8<br><a href="#_ftnref6">[6]</a> <em>Ibidem</em>.<br><a href="#_ftnref7">[7]</a> A. Pirlo, <em>Il calcio che vorrei</em>, p.9.<br><a href="#_ftnref8">[8]</a> <em>Ibidem</em>, p.16.<br><a href="#_ftnref9">[9]</a> <em>Ibidem</em>, p. 19.<br><a href="#_ftnref10">[10]</a> <em>Ibidem</em>, p.23.<br><a href="#_ftnref11">[11]</a> A. Pirlo, <em>Il calcio che vorrei</em>, p.22</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo8-150x150.png" width="100" height="100" alt="Michele Tossani" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/michele-tossani/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Michele Tossani</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1978, prof. di storia e filosofia, scrive anche per Il Nuovo Calcio. È autore di diversi libri ed articoli di tattica, non necessariamente sulla Juventus.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://lagabbiadiorrico.com" target="_self" >lagabbiadiorrico.com</a></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/">Cosa ci dice la tesi di Pirlo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Principi di allenamento: il campo e le sue zone</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 07:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mythbuster]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15786</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché si divide il campo in zone? Quali vantaggi dà a calciatori e allenatore? E cosa c&#8217;entra con la Juve di Pirlo? Origine &#8211; di Kantor La figura che ha messo Davide Terruzzi nel suo articolo e che riproduco qui sotto è la tipica cosa che crea polemiche, spesso senza senso, tra gruppi di fanatici &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione/"> <span class="screen-reader-text">Principi di allenamento: il campo e le sue zone</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione/">Principi di allenamento: il campo e le sue zone</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Perché si divide il campo in zone? Quali vantaggi dà a calciatori e allenatore? E cosa c&#8217;entra con la Juve di Pirlo?</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Origine</strong> &#8211; di Kantor</p>



<p>La figura che ha messo Davide Terruzzi nel <a href="/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/">suo articolo</a>  e che riproduco qui sotto è la tipica cosa che crea polemiche, spesso senza senso, tra gruppi di fanatici contrapposti. Quello che tenterò di fare non è spiegare come venga usata quella suddivisione del campo; questo non rientra tra le mie competenze. Piuttosto cercherò di far capire le ragioni per cui si è pensato che fosse conveniente dividere il campo in zone e costruire degli esercizi tattici che coinvolgessero quella struttura.</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537-960x557.jpg" alt="Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537-960x557.jpg" width="654" height="379"/></figure>



<p><strong>Prima ragione: il campo è grande.</strong> E quando dico grande intendo che è un posto in cui ci si può letteralmente perdere (<a href="https://it.wikiversity.org/wiki/Il_Campo_di_Calcio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si parte da circa 6500 mq</a>). Le righe tradizionali furono messe non solo per delimitare zone di interesse, ma anche per fornire ai giocatori dei riferimenti spaziali. Se volete fare un tentativo provate a mettervi al limite di un&#8217;area e cercate di percepire la profondità e le distanze nell&#8217;area opposta: per noi abituati alla visione schiacciata delle riprese televisive è una impresa quasi impossibile. E sono abbastanza vecchio per ricordarmi di partite degli anni sessanta e settanta in cui a volte alcuni giocatori meno dotati davano la netta sensazione di non sapere più dove fossero.</p>



<p><strong>Seconda ragione: venti giocatori di movimento sono tanti.</strong> E la palla è una. E quindi non solo uno deve coordinare i suoi movimenti rispetto a compagni ed avversari, ma anche inserirli un uno spazio fisico abbastanza preciso e ristretto. E tutto questo in modo &#8220;istintivo&#8221;, perchè non c&#8217;è tempo di ragionare.</p>



<p><strong>Terza ragione: il calcio è uno sport multivariato</strong>. Detto in soldoni è fatto di componenti diverse tra di loro. Ragioniamo in modo spannometrico. Ovviamente c&#8217;è la componente tecnica: un giocatore deve essere in grado di controllare il pallone con i piedi, da fermo e correndo, e quindi deve avere delle doti precise di coordinazione neuromuscolare. Ma deve essere anche in grado di coordinare questi movimenti nello spazio e nel tempo, avendo una visione geometrica complessiva del terreno di gioco. E attenzione, questi due aspetti sono indipendenti: ci può essere chi fa naturalmente la foca col pallone ma non ha la più pallida idea del punto del campo in cui si trova, né dove siano i suoi compagni. Così come esistono persone con una visione spaziale perfetta, ma magari molto deboli negli aspetti di coordinazione. Quando trovi uno che ha naturalmente grande familiarità con la palla e grande visione del campo, allora trovi un Pirlo e ringrazi i tuoi dei.</p>



<p><strong>Quarta ragione: questi aspetti si possono allenare.</strong> La parte tecnica viene allenata da tempo immemorabile e con successo; per i &#8220;pane e salame&#8221; voglio ricordare le interminabili sessioni di palleggio &#8220;a muro&#8221; a cui venivano costretti i meno dotati. Ma più in generale il concetto dell&#8217;allenamento attraverso la ripetizione è un concetto storico nel calcio e in tutti gli altri sport (risale addirittura agli atleti professionisti della grecia classica). Allenare la visione spaziale è ovviamente più complesso perchè non è un gesto ripetuto; i &#8220;pane e salame&#8221; ricorderanno bene quello che succedeva prima. Se avevi un giocatore che chiaramente era una capra da questo punto di vista lo mettevi all&#8217;ala col seguente discorsetto <em>&#8220;la vedi la linea laterale? non devi allontanarti più di cinque metri da lei&#8221;</em>. Indicazione chiaramente rozza, ma a suo modo funzionava; negli anni &#8217;60 e &#8217;70 ci sono state ali che hanno fatto fortuna usando questo semplice accorgimento spaziale.</p>



<p>E veniamo a noi; la divisione del campo in zone va considerata come una sorta di aiuto visivo ai giocatori per allenare la loro visione spaziale. E&#8217; ben noto che parecchi allenatori si fanno fare le righe del campo di allenamento su misura e costruiscono allenamenti che impongono ai giocatori di giocare (quasi) solo muovendosi all&#8217;interno di quella zona (o magari passando da una zona all&#8217;altra in modo preordinato). Questo tipo di allenamento crea all&#8217;interno della testa del giocatore una serie di risposte automatiche; in altra parole dopo un po&#8217; i giocatori (chi più, chi meno ovviamente, ma tutti meglio di prima) &#8220;sapranno&#8221; in che zona si trovano <strong>anche quando le righe non ci sono più&#8217;</strong>. Quindi la divisione del campo in zone è in realtà un principio di adattamento cerebrale allo spazio concepito in un certo modo. E permette ai giocatori di crearsi delle risposte &#8220;spontanee&#8221; alle diverse situazioni di gioco; come diceva un mio vecchio professore, ci vogliono anni di allenamento per diventare spontanei.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Didattica</strong> &#8211; di Davide Terruzzi</p>



<p>Ha ragione il Prof Kantor: il campo di calcio è grande, molto grande. Quando si è piccoli è addirittura immenso. Qualche anno fa ho rivisto quello dove ho iniziato a giocare: all’epoca, vi parlo della fine degli anni &#8217;80 e inizio anni &#8217;90, le partite erano sempre 11vs11 per qualsiasi categoria (anche per i più piccoli, tra i quali c’ero io), e il campo utilizzato con le dimensioni regolare. Il risultato era quello di sentirsi dentro una puntata di Holly e Benji; vedendo quel terreno almeno due decenni dopo, mi sono reso conto di quanto fosse grande, troppo per far giocare dei bambini.</p>



<p>Il calcio quindi si basa su uno spazio ampio, delimitato dalle linee, e che deve essere occupato razionalmente. L’istinto, quello che ci domina quando iniziamo a giocare, è quello di andare sempre addosso al pallone creando degli sciami che si muovono per tutto il terreno. La razionalità, quella che si allena col tempo, ci insegna invece a occupare con criterio tali spazi, muovendoci nei tempi corretti, per correre meglio, non di meno, e per rendere più produttiva la fase in cui abbiamo il pallone e più sicura la fase in cui non lo abbiamo. </p>



<p>Occupare gli spazi in maniera razionale è quindi sempre più l’essenza del calcio. Una ragione geometrica, logica, che non a caso si sviluppa principalmente in Olanda, patria di chi deve conquistarseli gli spazi e utilizzarli in maniera produttiva (come dice WInner nel suo libro &#8216;Brilliant Orange&#8217;). Dal calcio praticato con successo in quell’epoca, cosa è cambiato?</p>



<p>Il calcio è diventato argomento di studio. Non si improvvisa. Le conoscenze che abbiamo ora non sono minimamente comparabili a quelle del passato. Abbiamo nuovi strumenti, anche tecnologici, abbiamo calciatori che non vengono più allenati come dei mezzofondisti; le caratteristiche fisiche ed atletiche degli stessi giocatori ci portano ad avere una intensità e una velocità non confrontabili con quelle di 10-15 anni fa.<br>La rivoluzione olandese, mischiata alla scuola spagnola, passata attraverso le idee di Sacchi, ha dato il via al calcio contemporaneo. Occupare gli spazi razionalmente, quindi, coi tempi giusti, con una intensità e una velocità incredibili. Come allenare tutto questo?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-09-alle-22.21.03.png" alt="" class="wp-image-15799"/><figcaption>4vs3. Da questa base ci si può divertire.</figcaption></figure></div>



<p><br>Coi <em>rondos</em> in primis, che non sono dei semplici torelli (il classico cazzeggio prima di una partita o di un allenamento), ma delle esercitazioni di possesso palla in campo ridotto per migliorare la velocità della circolazione della palla, la pulizia dei passaggi e del primo controllo, l’orientamento del corpo, gli smarcamenti per offrire una linea di passaggio, l’aggressione sul portatore di palla e il lavoro di oscuramento delle stesse linee di passaggio, l’immediata riaggressione una volta perso il pallone.</p>



<p>Spesso si utilizzano campetti con forme geometriche diverse rispetto al classico rettangolo – a me piaceva lavorare su dei rombi – per esercitare l’abilità dei passaggi in diagonale, fondamentale per trovare l’uomo libero e far progredire quindi l’azione. Il rombo non è altro che un doppio triangolo, e il triangolo è alla base del calcio. Il possessore del pallone deve avere la possibilità di far sviluppare il gioco con almeno due compagni scaglionati e non sovrapposti per formare appunto questa figura. Così si può occupare razionalmente lo spazio per offrire più linee di passaggio a chi ha il pallone tra i piedi.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-09-alle-22.20.46.png" alt="" data-id="15800" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15800" class="wp-image-15800"/></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-09-alle-22.20.34.png" alt="" data-id="15801" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15801" class="wp-image-15801"/></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Due diverse esercitazioni. La prima è un 8vs8 con due comodini (jolly); nel secondo un 7vs7 con 3 comodini (difensore centrale, mediano, centravanti).</figcaption></figure>



<p><br>Dai rondò si passa ai giochi di posizione. Cosa sono? Non dei possessi palla, ma esercitazioni più specifiche sempre su campi di dimensione ridotte (per allenare velocità, reattività, intensità), in cui i giocatori iniziano a dover occupare delle posizione stabilite. Ci vuole sempre un compagno che offra un retropassaggio di scarico, un appoggio in verticale per superare la linea di pressione, appoggi interni in grado di dare la possibilità di girare il gioco, un appoggio esterno per permettere una giocata in ampiezza.</p>



<p>È con queste esercitazioni che si iniziano ad allenare i principi di gioco del calcio di posizione, ossia:</p>



<p>Giocatori disposti su altezze diverse, scaglionati correttamente, per offrire più linee di passaggio; offrire ampiezza per creare corridoi interni (passare la palla al centro per ottenere vantaggi in fascia); condurre palla per attrarre avversari; passare la palla per chiamare il pressing e muoversi in base alla posizione del pallone; creare superiorità numerica e posizionale dietro la linea difensiva che andrà sul pallone; creazione di continui triangoli per giocare col terzo uomo; giocatori posizionati alle spalle delle linee difensive si muovono per poter creare spazi dietro di esse smarcandosi fuori dall’angolo di visuale avversario; superiorità numerica costruita con inserimenti da dietro, facendo uscire in maniera veloce e pulita il pallone dalla difesa; creare situazioni di 1vs1 per i giocatori di maggior talento; trovarsi uniti e compatti nel momento in cui si perde il pallone per pressare subito. Tutto questo si allena nei giochi di posizione.</p>



<p>Arriviamo così alla immagine che ho utilizzato nel <a href="/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mio precedente articolo</a>. Perché un campo disegnato in quella maniera?</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/09/city-2.png" alt="" data-id="15804" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/city-2.png" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15804" class="wp-image-15804"/></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/09/campo-di-allenamento-guardiola-1.png" alt="" data-id="15805" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=15805" class="wp-image-15805"/></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Esistono davvero i campi così disegnati.</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Per dare dei riferimenti visivi, precisi, ai giocatori. Qualsiasi uomo quando riesce a comprendere, metabolizzare e interiorizzare quello che gli si chiede di fare, lo svolge poi con maggiore naturalezza, senza pensarci, con l’intelligenza di leggere le situazioni di gioco che si creano. Restando valido tutto quello che si è detto sopra, un campo diviso per fasce verticali e orizzontali viene utilizzato in maniera prescrittiva per abituare i giocatori a muoversi nello spazio e coi tempi giusti nel campo regolare.</p>



<p>Guardiola, che ha popolarizzato questa suddivisione, taglia il campo per 5 fasce verticali (si delimitano le due fasce verticali, i mezzi spazi – quei corridoi appunto tra fasce e centro – e la zona centrale) e 3 orizzontali, oltre alla propria area (la costruzione nella prima fascia a ridosso della propria area, lo sviluppo nella seconda, la rifinitura e finalizzazione nella terza) per abituare e far ragionare i propri giocatori a come, dove e quando muoversi in relazione alla posizione del pallone.</p>



<p>Proprio per occupare gli spazi nella maniera più razionale possibile, si vorrebbe avere non più di 2 giocatori per fascia verticale; se un giocatore invade un corridoio altrui, il compagno deve uscire, leggendone il movimento. Per questo, come afferma lo stesso Guardiola, che piaccia o non piaccia è tra gli allenatori che hanno portato il calcio contemporaneo a essere quello che attualmente risulta essere praticato perché efficace, “la cosa fondamentale è che l’ala e il terzino non siano mai nello stesso corridoio di gioco.</p>



<p>In possesso, l’ideale è avere il difensore centrale ampio in fascia, il terzino dentro al campo e l’ala larga in fascia”. L’allenatore catalano si riferisce a un 4-3-3 di partenza, ma questi principi sono gli stessi che dovrebbero essere <a href="/cosa-sappiamo-di-pirlo-allenatore-patentino-modulo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla base della Juventus di Pirlo</a>. Il calcio di posizione nasce da una osservazione banale, quindi. Lo strumento è il pallone, si gioca dentro un rettangolo. Bisogna quindi saper muovere il pallone e sapersi muovere sulla base della sua posizione, cercare superiorità per trovare un uomo libero e poter avanzare lungo il campo. Come spesso succede, le soluzioni sono davanti agli occhi, ma sono troppo semplici per essere sperimentate. A differenza di quanto si creda, a mio avviso, è in precedenza che ci si complicava la vita, mentre oggi si vuole giocare a calcio semplice e razionale nella sua essenzialità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione/">Principi di allenamento: il campo e le sue zone</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/il-campo-e-le-sue-zone-allenamento-gioco-di-posizione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pirlo: difesa e uscita palla</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Terruzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 08:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[chiellini]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pirlo]]></category>
		<category><![CDATA[schema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15776</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le indiscrezioni sul sistema di gioco che Andrea Pirlo vorrà quantomeno inizialmente utilizzare con la sua Juventus hanno fatto riscoprire i numeri. La difesa a quattro che diventa a tre, la tre e mezzo insomma. Le partite dell&#8217;Italia stessa, come si è visto anche con l&#8217;Olanda, hanno contribuito a portare luce su questo argomento: perché &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/"> <span class="screen-reader-text">Pirlo: difesa e uscita palla</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/">Pirlo: difesa e uscita palla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le indiscrezioni sul sistema di gioco che <a href="/cosa-sappiamo-di-pirlo-allenatore-patentino-modulo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Pirlo</a> vorrà quantomeno inizialmente utilizzare con la sua Juventus hanno fatto riscoprire i numeri. La difesa a quattro che diventa a tre, la tre e mezzo insomma. Le partite dell&#8217;Italia stessa, come si è visto anche con l&#8217;Olanda, hanno contribuito a portare luce su questo argomento: perché diverse squadre sempre più tendono ad avere sistemi fluidi, che cambiano a seconda della situazione di gioco?</p>



<p>Per rispondere devo utilizzare questa immagine.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537-960x557.jpg" alt="" class="wp-image-15777" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537-960x557.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537-595x345.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537-768x445.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/i26-positional-sense-1-0-0-0-0-1504517537.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>Per chi è rimasto al calcio pane e salame, queste sono solamente seghe mentali da nerd e questa foto rappresenta un oggetto pornografico che stimola la fantasia. Liberissimi di pensarlo, ma il calcio contemporaneo, quello che si pratica sempre più ed è diventato dominante, nasce dalla suddivisione del campo in quella maniera e si basa sui principi del gioco di posizione, declinati diversamente a seconda dell&#8217;allenatore, uniti al pressing organizzato proveniente dal calcio tedesco, e queste idee sono quelle sostenute da chi allena la Juventus (Gagliardi, per esempio, è un grandissimo conoscitore del gioco di posizione) e alla base quindi di quello che la Juventus proverà a fare. </p>



<p>Il gioco di posizione non è il <em>tiki taka</em>, non è il possesso palla fine a stesso. Il gioco di posizione è una corretta occupazione degli spazi all&#8217;interno di una struttura organizzativa definita e predefinita; posizioni e pallone avanzano assieme, le prime dipendono da dove viene mosso il secondo. Quello che conta è avere la superiorità numerica e posizionale, trovando l&#8217;uomo libero (il terzo uomo) ai fianchi o alle spalle di una linea di pressione avversaria. </p>



<p>Per questa ragione è fondamentale l&#8217;inizio dell&#8217;azione, perché non ci può essere lo sviluppo voluto senza avere una prima superiorità rispetto la prima linea di pressione; per questo, esemplificando molto, si vuole avere un avvio di manovra composta da 1+3 giocatori (portiere + 3 giocatori); c&#8217;è chi utilizza 3 difensori centrali (la BBC), chi fa abbassare il mediano (salida lavolpiana), chi defilare i centrocampisti, chi tenere un terzino più bloccato, chi utilizza queste diverse soluzioni all&#8217;interno della stessa partita o cambiandoli di gara in gara a seconda delle caratteristiche dell&#8217;avversario di turno. Quello che conta è far uscire pulita la palla per poter avanzare, chiamando il pressing avversario per cercare il terzo uomo libero alle spalle o ai fianchi della linea di pressione avversaria. Per questo i tre di difesa si posizionano coi due centrali esterni spesso nel corridoio tra zona centrale e zona laterale, con l&#8217;ampiezza che deve essere sempre presidiata da un giocatore per fascia. C&#8217;è chi sostiene che non ci possano essere più di due giocatori per ogni fascia laterale (che sono cinque) e più di tre per ogni fascia orizzontale. I due riferimenti larghi servono per poter dilatare il campo che gli avversari devono presidiare, con l&#8217;obiettivo di liberare lo spazio tra la linea difensiva; per questa ragione si tende a volere centrocampisti che si posizionino su linee sfalsate agendo negli spazi di mezzo, quei corridoi tra zona centrale e fascia laterale. </p>



<p>Ora, non è ancora possibile dire come vorrà giocare Pirlo, ma se ci immaginiamo una fase d&#8217;avvio manovra composta da 3 giocatori di movimento, possiamo immaginarci 2 centrali+1 terzino bloccato inizialmente ma libero poi di seguire l&#8217;azione. Chiaramente tutto il resto dipende da chi scegli. Se hai Cuadrado a destra, a sinistra puoi mettere Alex Sandro nei 3, ma devi avere un giocatore offensivo che ti garantisca inizialmente ampiezza a sinistra. Se tieni Danilo più bloccato e metti Douglas Costa/Bernardeschi a destra, a sinistra puoi utilizzare un terzino che sappia spingere. Davanti è probabile vedere due giocatori occupare gli spazi di mezzo dietro a un giocatore che attacchi maggiormente la profondità per allungare la difesa avversarsaria. Puoi giocare con Kulu-Dybala-Ronaldo, puoi giocare con Kulu-Suarez-Ronaldo. Quello che conta è capire che oggi i ruoli non sono più posizioni, ma funzioni (come ripete sempre <a href="/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Gagliardi</a>). E occupare al meglio gli spazi in campo. </p>



<p>Scaglionamento, ampiezza, profondità, mobilità e imprevedibilità sono alcuni dei parametri per giudicare la prestazione di una squadra. Il gioco di posizione non è una filosofia, non è un pensiero, non è un&#8217;ideologia, ma un modo di giocare che si basa sull&#8217;occupazione dinamica e razionale dello spazio utilizzando il pallone come strumento. Per questo la squadra deve saper muovere il pallone, deve sapersi muovere in relazione a come muove il pallone stesso, per questo è fondamentale saper creare superiorità numerica e posizionale, per questo è saggio conoscere le caratteristiche dei giocatori a disposizione e farle brillare all&#8217;interno della propria organizzazione.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-2.jpg" width="100" height="100" alt="Davide Terruzzi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/davide-terruzzi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Davide Terruzzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Allenatore di calcio Uefa B nel settore giovanile. Ex Juventibus, ora su AterAlbus per portare la sua esperienza soprattutto nelle discussioni di calcio giocato.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/">Pirlo: difesa e uscita palla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/difesa-di-pirlo-modulo-per-la-juve-uscita-palla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>F.A.Q. su liste, CTP ed extracomunitari</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corsa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 13:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[CTP]]></category>
		<category><![CDATA[extracomunitari]]></category>
		<category><![CDATA[Liste]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15769</guid>

					<description><![CDATA[<p>(F.A.Q. aggiornate alla stagione 2020/21) Come funziona con le liste? Ogni club può tesserare 21 calciatori (di cui almeno 4 cresciuti calcisticamente in Italia, anche se stranieri e anche se in altro club), più – opzionali – fino ad un massimo di 4 “club-trained” (CTP), ovvero ragazzi cresciuti all’interno del proprio club. E se non &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari/"> <span class="screen-reader-text">F.A.Q. su liste, CTP ed extracomunitari</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari/">F.A.Q. su liste, CTP ed extracomunitari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>(F.A.Q. aggiornate alla stagione 2020/21)</em></p>



<p><strong>Come funziona con le liste?</strong></p>



<p>Ogni club può tesserare 21 calciatori (di cui almeno 4 cresciuti calcisticamente in Italia, anche se stranieri e anche se in altro club), più – opzionali – fino ad un massimo di 4 “club-trained” (CTP), ovvero ragazzi cresciuti all’interno del proprio club.</p>



<p><strong>E se non avessimo 4 club-trained (CTP) da inserire?</strong></p>



<p>Non importa, sono appunto “opzionali”. Se ne hai uno, puoi aggiungerne uno. Se ne hai due, due. Se ne hai tre, tre. Se ne hai quattro, quattro. Se non ne hai, non ne usi.</p>



<p><strong>Che vuol dire &#8220;cresciuto in Italia&#8221;?</strong></p>



<p>Vuol dire che dai 15 ai 21 anni deve aver disputato 3 stagioni intere anche non consecutive in una squadra italiana, o un complessivo di 36 mesi. Facciamo un esempio: Dejan Kulusevski è arrivato in Italia nel 2016, a 16 anni. Ha disputato la stagione 2016/17 nelle giovanili dell&#8217;Atalanta, la 2017/18 pure e la 2018/19&#8230; pure. Sono 3 stagioni intere dai 16 ai 19 anni, quindi nel range 15-21 previsto. Anche se di passaporto Svedese (e doppio passaporto Macedone), è considerato comunque un ragazzo &#8220;cresciuto in Italia&#8221;.</p>



<p><strong>Il calciatore X, uscito dalla nostra Primavera, è un club-trained (CTP)?</strong></p>



<p>Più o meno è simile come discorso. Per l’UEFA, infatti, se dai 15 ai 21 anni ha disputato 3 stagioni intere con noi (Juventus A, Juventus U23, Juventus Giovanili), si diventa CTP. Bisogna mettersi e contare tre stagioni.</p>



<p><strong>E per la Serie A?</strong></p>



<p>Per la Serie A, è invece sufficiente che la Juve in quelle tre stagioni fosse detentrice del cartellino. Facciamo un esempio: Daniele Rugani ha disputato 1 stagione nella Juventus Primavera e 2 in prestito nell’Empoli (ma di proprietà Juve) entro i 21 anni. Per la Serie A, è CTP. Per l’UEFA, no.</p>



<p><strong>Quindi Kean è un CTP?</strong></p>



<p>Usiamolo come esempio. Moise Kean è nato il 28 febbraio 2000. È entrato a far parte delle giovanili della Juventus dal 2010, a 10 anni compiuti. Contiamo 3 stagioni intere da 15 a 21 anni.</p>



<p>Stagione 2015/16 (iniziata a 15 anni compiuti)<br>Stagione 2016/17<br>Stagione 2017/18 (IN PRESTITO AL VERONA)<br>Stagione 2018/19</p>



<p>Esempio perfetto. Per l’UEFA, servono 3 stagioni intere nel club, anche non consecutive. La stagione 2017/18, perciò, avendo Kean giocato in prestito, sarebbe stata valida per ottenere lo status di CTP dalla Serie A, ma non dall’UEFA. Avendo disputato con la Juve la successiva stagione 2018/19, quindi una terza stagione completa, anche per l’UEFA, dal 2019, Kean è considerato CTP.</p>



<p><strong>E se un calciatore compisse 21 anni a metà stagione?</strong></p>



<p>Ovvero: cosa succede nel caso in cui un calciatore compia 21 anni nel corso di una stagione? La potremmo considerare “completa” anche se terminata oltre i 21 anni o no? La regola dice che qualora un calciatore dovesse compiere 21 anni dal 1 gennaio al “15 agosto” (data indicativa, da sostituire con “al giorno precedente la prima partita ufficiale di una competizione nazionale rilevante della stagione successiva”), quella stagione iniziata da 20enne e finita da 21enne compiuti conterebbe per intero.</p>



<p><strong>Ma quindi il calciatore Y, appena acquistato dalla Juventus, potrà mai diventare CTP? Qual è la data di nascita limite per calcolare 3 anni potenziali?</strong></p>



<p>Un ragazzo neo acquisto NON potrebbe diventare CTP a prescindere se nato prima del 1 gennaio 2002. Potrebbe rientrarci invece se nato tra il 1 gennaio e il “15 agosto” 2002 (data sempre indicativa, vedi prima). Capiamoci con un esempio.</p>



<p>Esempio: calciatore X nato il 15 marzo 2002, acquistato quest’estate a 18 anni e 5 mesi compiuti. Potrebbe disputare la stagione 2020/21 (iniziata 18enne), la stagione 2021/22 (iniziata 19enne) e la stagione 2022/23 (anche se iniziata 20enne e finita da21enne, poiché come da regolamento conterebbe per intero essendo il ragazzo nato tra il 1 gennaio e il “15 agosto” (indicativo) e compiendo sostanzialmente 21 anni nella seconda parte di stagione della 2022/23.</p>



<p>Ovviamente, potrebbero diventarlo tutti i calciatori acquistati che dovessero iniziare questa stagione prima di aver compiuto 18 anni.</p>



<p>Esempio: calciatore X nato il 20 novembre 2002, acquistato quest’estate a 17 anni e 9 mesi compiuti. In questo caso non ci sarebbero problemi e potrebbe disputare la stagione 2020/21 (iniziata 17enne), la stagione 2021/22 (iniziata 18enne) e la stagione 2022/23 (iniziata 19enne e finita da 20enne).</p>



<p><strong>E i calciatori Under 21? La famosa “lista B”?</strong></p>



<p>Anche qui, ci sono regole diverse tra la UEFA e la Serie A. Per l’UEFA, può essere iscritto nella lista B qualsiasi giocatore nato il 1 gennaio 1999 o oltre e che abbia trascorso un periodo ininterrotto di almeno 2 anni nel club a partire da 15 anni. Tutti i giocatori nati prima del 1 gennaio 1999, non potranno in alcun caso essere inseriti nella lista B.</p>



<p>Per la Serie A, invece, il limite è 22 anni e, più semplicemente, i calciatori di meno di 22 anni potranno essere inseriti in lista B senza occupare quindi uno slot nella lista A, anche se appena acquistati dal club.</p>



<p><strong>Come funziona con gli extracomunitari?</strong></p>



<p>Bisogna innanzitutto guardare al numero di calciatori extracomunitari tesserati la stagione prima. A seconda del numero, cambiano le possibilità. Vediamo in che modo:</p>



<p>Se al 30 giugno 2020 una squadra avesse:<br><br>&#8211; 0 calciatori extracomunitari tesserati -&gt; ne potrebbe tesserare senza vincoli per la stagione successiva fino a 3.<br><br>&#8211; 1 calciatore extracomunitario tesserato -&gt; ne potrebbe tesserare senza vincoli per la stagione successiva fino a 2.</p>



<p>&#8211; 2 calciatori extracomunitari tesserati -&gt; ne potrebbe tesserare un altro &#8220;libero&#8221; da vincoli e un secondo solo a patto di cedere a titolo definitivo all&#8217;estero un altro extracomunitario presente in rosa.</p>



<p>&#8211; 3 o più extracomunitari tesserati -&gt; ne potrebbe tesserare uno dopo aver ceduto a titolo definitivo all&#8217;estero un altro extracomunitario, ed eventualmente un secondo a patto però che il calciatore rispetti dei vincoli sulle Nazionali, ovvero che abbia presenziato ad almeno 5 partite in Nazionale (anche giovanili), oppure ad almeno 2 nell&#8217;ultimo anno.</p>



<p><strong>Quindi, la Juventus?</strong></p>



<p>La Juventus si trovava nell&#8217;ultima soluzione, quella del club che aveva già 3+ tesserati extracomunitari in rosa. Ha effettuato prima una sostituazione di extracomunitari (Pjanic OUT, Arthur Melo IN), e poi ha tesserato l&#8217;americano McKennie che ha già una ventina di presenze in Nazionale USA A, e altrettante nelle giovanili. Insomma, ha tesserato un calciatore che ha superato il vincolo sulle Nazionali.</p>



<p><strong>Perché ci sono problemi con Suarez?</strong></p>



<p>Perché le sostituzioni (uno fuori, uno dentro) possono essere fatte una sola volta. Anche dovesse cedere un altro extracomunitario all&#8217;estero, infatti, la Juventus non avrebbe più la possibilità di tesserare altri extracomunitari.</p>



<p><strong>Perché invece potrebbe tesserare Dzeko? Non è extracomunitario anche lui?</strong></p>



<p>Sì, ma la regola dice che queste limitazioni sugli extracomunitari si applicano solo qualora un club &#8220;importasse&#8221; dall&#8217;estero un calciatore extra. Se invece dovesse acquistarlo da un altro club di Serie A, non ci sarebbero limitazioni. Dzeko perciò potrebbe arrivare, in quanto eventualmente tesserato da club italiano e non da un club estero.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/07/photo_2020-01-11_00-51-37.jpg" width="100" height="100" alt="Antonio Corsa" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/antonio-corsa/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Antonio Corsa</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Il &#8220;plenipotenziario&#8221;. Già fondatore e direttore di Uccellinodidelpiero e Juventibus, ora di AterAlbus. Ha “coperto” Calciopoli e Scommessopoli e scritto centinaia di editoriali sulla Juve. Ultimamente, rompe le palle alla redazione innamorandosi di giovani francesi della Ligue-1 e conduce il &#8220;TAAlk Show&#8221; di AterAlbus.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari/">F.A.Q. su liste, CTP ed extracomunitari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/f-a-q-su-liste-ctp-ed-extracomunitari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo staff tecnico di Pirlo: Antonio Gagliardi</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi</link>
					<comments>https://www.ateralbus.it/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maccarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 07:42:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[gagliardi]]></category>
		<category><![CDATA[Pirlo]]></category>
		<category><![CDATA[staff]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ateralbus.it/?p=15696</guid>

					<description><![CDATA[<p>Allenatore UEFA A e responsabile dell’area di Match Analysis presso la FIGC, ha appena 37 anni ed è stato in federazione per 10 anni. Durante la sua esperienza in FIGC è stato anche docente ai corsi di Coverciano. Antonio Gagliardi è di Bassano del Grappa, ha 37 anni e per oltre 10 anni è stato &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/"> <span class="screen-reader-text">Lo staff tecnico di Pirlo: Antonio Gagliardi</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/">Lo staff tecnico di Pirlo: Antonio Gagliardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Allenatore UEFA A e responsabile dell’area di Match Analysis presso la FIGC, ha appena 37 anni ed è stato in federazione per 10 anni. Durante la sua esperienza in FIGC è stato anche docente ai corsi di Coverciano.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Antonio Gagliardi è di Bassano del Grappa, ha 37 anni e per oltre 10 anni è stato nello staff tecnico della Nazionale Italiana di calcio. Prima del suo recente approdo alla Juventus, ricopriva il ruolo di responsabile dell’area di Match Analysis presso la FIGC coordinando un gruppo di 8 analisti al servizio delle 13 nazionali. All’interno del settore tecnico della FIGC è stato docente ai corsi di Coverciano, dedicando gli ultimi anni anche all’insegnamento nello specifico e innovativo corso per Match Analyst organizzato dalla FIGC. Il suo curriculum di tutto rispetto conta anche il patentino di allenatore UEFA A.</p>



<p><strong>Gli inizi</strong></p>



<p>Inizia da giovane allenatore amatoriale a interessarsi di video analisi e raccolta dati nei primi anni 2000, entrando nel mondo del calcio attraverso SICS. Passa i primi anni della sua carriera a coordinare un gruppo di lavoro che forniva analisi a varie squadre di serie A, visto che ai tempi la figura non era ancora prevista all’interno degli staff tecnici dei team di Serie A. Successivamente passa a Opta Italia, dove si avvicina ad un utilizzo dei dati di stampo più anglosassone, ricoprendo lo stesso ruolo; nel 2008 lavora come video analista per la Nazionale Italiana di Roberto Donadoni a Euro 2008. Nel corso dei suoi primi anni collabora anche con Cesare Prandelli, prima al Parma e poi alla Fiorentina e nel 2010 entra a far parte del suo staff azzurro come responsabile della Match Analysis. Nonostante l’addio di Prandelli, Gagliardi rimane in federazione diventando un punto di riferimento tanto per lo staff tecnico quanto per quello docente.</p>



<p><strong>Il suo ruolo in nazionale</strong></p>



<p>Per anni è stato Match Analyst, ruolo che lui stesso descrive in questa <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZhzdsmbgJIg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista di Soccerment</a>, come un tattico che si interfaccia con lo staff tecnico per proporre video analisi, pezzi selezionati di qualche decina di secondi di particolari situazioni di gioco, e analisi di dati statistici da sottoporre in maniera filtrata e sintetica allo staff tecnico o agli stessi giocatori. Una figura quest’ultima tipica dei paesi del sud Europa e molto diversa da quella dei paesi del Nord in cui il ruolo di Data Analyst è ricoperto da professionisti del settore con lauree specifiche in matematica, statistica o data management. La sua visione è che anche in Italia, club già avanti come Juventus e Inter, si affideranno sempre più ai Data Analyst in senso stretto con figure che facciano da collante e rendano la quantità notevole di materiale statistico fruibile allo staff tecnico e agli stessi giocatori.</p>



<p><strong>La necessità e l’utilizzo dei dati</strong></p>



<p>Gagliardi sottolinea quanto sia importante l’utilizzo dell’occhio umano e l’esperienza degli allenatori, capaci a loro modo di vedere e leggere le situazioni di gioco. Al tempo stesso, pensa che l’uso dello strumento tecnologico, come l’analisi video e l’uso dei dati, sia un forte miglioramento per rafforzare le convinzioni, quantificare determinate situazioni di gioco ed estrarre anche in situazioni di contesto favorevole quello che non è andato bene in determinate fasi della partita, in determinate zone del campo ed in determinati intervalli di tempo. Un’analisi disaggregata dei dati permette di avere una visione più lucida di quello che è avvenuto in campo ed aiutano ad analizzare in maniera selettiva le situazioni di gioco che vengono allenate durante la settimana. Ad un allenatore non verranno dunque sottoposti tutti i tipi di dati a disposizione, ma su sua richiesta, quelli proprio alla sua filosofia di gioco.</p>



<p><strong>Il lavoro in Federazione: indice di pericolosità e passaggio chiave</strong></p>



<p>In FIGC insieme a Maurizio Viscidi ha contribuito a implementare delle metriche specifiche che dessero evidenza oggettiva della prestazione fornita andando al di là del mero risultato della partita. Nelle varie interviste concesse a Soccerment, <a href="https://www.sics.it/intervistaantoniogagliardi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SICS </a>e il Terzo Uomo, Gagliardi cita spesso due parametri: l’indice di pericolosità e il passaggio chiave. Sulla falsa riga degli xG (expected gol), l’indice di pericolosità cerca di fornire una metrica oggettiva di quanto una squadra produca o subisca nel corso di una partita. L’indice di pericolosità non tiene conto solo dei tiri e della loro probabilità che si trasformino in un gol, ma anche di tutto un insieme di indicatori offensivi, come cross, calci d’angolo, big chance, etc, che rendono una maggiore idea di quello che è la produzione offensiva o la sofferenza difensiva di una squadra.</p>



<p>La sua definizione di passaggio chiave invece è ben diversa da quella a cui si fa riferimento spesso e che usualmente lo indica come <em>key pass</em> ovvero un assist che non si è tramutato in un gol. La metrica identificata da Viscidi e Gagliardi come passaggio chiave è invece il passaggio progressivo che rompe una linea di pressione avversaria, un passaggio altamente proficuo che permette di risalire il campo e che può trovare tra i suoi migliori esecutori non soltanto rifinitori ma anche difensori e centrocampisti non spiccatamente offensivi. Gagliardi cita Kroos tra i migliori al mondo in questo fondamentale, e Bonucci tra i migliori in nazionale. Quello del passaggio chiave, secondo Gagliardi è una metrica utile a individuare tipologie di giocatori specifici e molto importanti nello sviluppo del gioco.</p>



<p><strong>L’importanza della prestazione e il lavoro dell’allenatore</strong></p>



<p>Citando Klopp, Gagliardi fa riferimento a quella che deve essere secondo lui la missione di un allenatore, vincere con una proposta di gioco riconoscibile e che sia anche spettacolare, in modo che una partita non si riduca al mero risultato, altrimenti basterebbe aspettare il risultato con un SMS. Identifica il ruolo e il lavoro di un allenatore da area ad area e su quello pensa che un allenatore debba essere giudicato, perché all&#8217;interno dell’area, sono poi i giocatori a fare la differenza, gli attaccanti nel segnare una rete e i difensori nell&#8217;impedirlo. Gagliardi sottolinea, infine, come il giudizio della prestazione debba prevalere su quello basato sul risultato, la prestazione garantisce il rendimento sul lungo periodo, perché il risultato può essere episodico, la prestazione è frutto di un lavoro continuo e costante e se ripetuta nel tempo porta a collezionare più risultati.</p>



<p><strong>L’inserimento nello staff di Pirlo</strong></p>



<p>Antonio Gagliardi è stato selezionato da Andrea Pirlo per ricoprire il ruolo di collaboratore di campo, non si occuperà di Match Analysis nel senso stretto, settore che rimane di competenza di Riccardo Scirea e del suo staff, ma entrerà più a stretto contatto con situazioni tattiche e farà da collegamento tra lo staff tecnico e lo staff di Analyst. La sua visione dello sviluppo di gioco è abbastanza chiara, un calcio propositivo ed efficace. Andrea Pirlo, nei suoi trascorsi in nazionale e nel suo anno di frequentazione durante il corso UEFA Pro, ha avuto certamente modo di apprezzare l’uomo e le sue idee calcistiche e lo ha fortemente voluto con sé in questa nuova avventura.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/03/maccarrone.png" width="100" height="100" alt="Massimo Maccarrone" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/massimo-maccarrone/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Massimo Maccarrone</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Ingegnere elettronico fissato coi numeri e la tecnologia. Ex allenatore di futsal di primo livello diplomato a Coverciano. Ha gestito una scuola calcio a 5 in A2, allenando tutte le categorie giovanili, ed è stato primo assistente in A2 e main coach in C1.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/">Lo staff tecnico di Pirlo: Antonio Gagliardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ateralbus.it/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
