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	<title>J Women &#8211; AterAlbus II</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>J Women &#8211; AterAlbus II</title>
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		<title>Tempo di Nazionali, Azzurre impegnate nell’Algarve Cup.</title>
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				<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>I campionati hanno lasciato spazio alle nazionali per i consueti tornei di marzo che permetteranno agli allenatori di mettere a punto le proprie squadre in vista dei prossimi impegni ufficiali in agenda: le qualificazione a Euro2021 e l’Olimpiade di Tokyo 2020. Se il calcio maschile in Italia sta vivendo ore convulse con stravolgimenti completi dei &#8230;</p>
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<p><strong>I campionati hanno lasciato spazio alle nazionali per i consueti tornei di marzo che permetteranno agli allenatori di mettere a punto le proprie squadre in vista dei prossimi impegni ufficiali in agenda: le qualificazione a Euro2021 e l’Olimpiade di Tokyo 2020.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Se il calcio maschile in Italia sta vivendo ore convulse con stravolgimenti completi dei calendari per colpa dell’emergenza sanitaria da Covid 2019, le squadre di serie A femminile hanno fatto appena in tempo a chiudere regolarmente i propri impegni (da recuperare solo Milan -Fiorentina di campionato e 3 gare di ritorno dei quarti di coppa Italia) prima di lasciare spazio, come di consueto in questo periodo, alla nazionale.</p>



<p>Sembra capitata dunque nel momento giusto questa lunga pausa di circa 4 settimane che vedrà le calciatrici impegnate con la propria nazione in diversi tornei in giro per il mondo. In Europa i due tornei più importanti sono l’<a rel="noreferrer noopener" aria-label="Algarve cup (apre in una nuova scheda)" href="https://indd.adobe.com/view/6fa5fd48-5f06-4a9d-93ff-934399e6ad9c" target="_blank">Algarve cup</a> ed la Cyprus cup che ormai sono giunte rispettivamente alla 27° e 13° edizione.</p>



<p>Fino allo scorso anno le azzurre erano impegnate nel torneo di Cipro in cui, nelle ultime due edizioni, hanno sfiorato la vittoria arrendendosi solamente in finale contro la Spagna (nel 2018) ed ai rigori contro la Nord Corea nel 2019. Quest’anno le ragazze mondiali non lo giocheranno perché saranno impegnate nell’Algarve Cup (molto più prestigioso del torneo di Cipro), dove l’Italia non partecipa da 12 anni e che inizierà proprio questa sera fino all’11 marzo in Portogallo.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/03/ESMlM_7WoAIZzMB-960x320.jpg" alt="" data-id="14420" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/ESMlM_7WoAIZzMB.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14420" class="wp-image-14420" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/ESMlM_7WoAIZzMB-960x320.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/ESMlM_7WoAIZzMB-595x198.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/ESMlM_7WoAIZzMB-768x256.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/ESMlM_7WoAIZzMB.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul></figure>



<p><br>Essere presenti dopo così tanto tempo in questo torneo è un’ulteriore conferma della crescita del nostro calcio italico e dà la possibilità alle azzurre di confrontarsi con alcune delle nazioni migliori al mondo.</p>



<p>Sono infatti altre 7 le nazionali partecipanti a questo torneo ovvero le padrone di casa del Portogallo (diretta su RaiDue questa sera alle 21.15), la Germania, campionessa olimpica in carica, la Svezia arrivata terza ai mondiali francesi, la Danimarca della fuoriclasse del Wolfsburg Pernille Harder, la Norvegia, il Belgio e la Nuova Zelanda. Il torneo è organizzato in scontri diretti che sono stati sorteggiati in precedenza: chi vince il primo turno avanza in quello successivo fino a raggiungere la finale. Per ogni squadra è garantita la possibilità di giocare 3 partite quindi alla fine del torneo sarà stilata una classifica dalla prima all’ottava.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/03/Alvage-cup.jpg" alt="" data-id="14418" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/Alvage-cup.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14418" class="wp-image-14418"/></figure></li></ul></figure>



<p>Per quanto riguarda le azzurre, il sorteggio è stato abbastanza benevolo e si ritroveranno di fronte nella prima gara quel Portogallo che evoca dolci ricordi: furono infatti le connazionali di Cristiano Ronaldo ad affrontare le azzurre a Firenze nella partita decisiva che permise alle nostre ragazze di staccare il biglietto per i mondiali Francesi. Un gara senza storia vinta nettamente per 3 a 0.</p>



<p>In semifinale le azzurre potrebbero trovarsi di fronte il Belgio, squadra anch’essa battuta nel girone di qualificazione al mondiale francese a Ferrara per 2-1 (reti di Rosucci e Girelli) mentre è più complesso capire chi potrebbe uscire dall’altra parte del tabellone.</p>



<p>Coach Milena Bertolini potrà contare come sempre sul blocco juventino (10 le convocate bianconere) con i ritorni dopo tanti mesi d’assenza di due pedine fondamentali come Cecilia Salvai e Barbara Bonansea.</p>



<p>La situazione d’emergenza in Italia, in particolare modo in Lombardia, ha impedito però alle calciatrici del Milan di rispondere alla chiamata della nazionale che dovrà fare a meno soprattutto di Giacinti e Bergamaschi.<br>Anche la Svezia, per lo stesso motivo, dovrà rinunciare ad un pezzo importante in difesa ovvero alla juventina Linda Sembrant, <a href="https://r.search.yahoo.com/_ylt=AwrIQdct415eRLQAqgVHDwx.;_ylu=X3oDMTByaW11dnNvBGNvbG8DaXIyBHBvcwMxBHZ0aWQDBHNlYwNzcg--/RV=2/RE=1583305646/RO=10/RU=https%3a%2f%2ftorino.corriere.it%2fcronaca%2f20_marzo_02%2fcoronavirus-calciatrice-juventus-women-respinta-all-aeroporto-monaco-246029fe-5c74-11ea-9c1d-20936483b2e0.shtml/RK=2/RS=Yi7w9RK33wX9pHO48DdpjjpqYfk-" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="fermata all’aeroporto di Monaco di Baviera al momento della partenza per il Portogallo dopo 11 ore di attesa (apre in una nuova scheda)">fermata all’aeroporto di Monaco di Baviera al momento della partenza per il Portogallo dopo 11 ore di attesa</a>.</p>



<p><strong>Tutte le gare dell’Italia andranno in onda in diretta sulla Rai.</strong></p>



<p>Inizierà invece domani un’altro torneo per nazionali più giovane ma altamente prestigioso viste le squadre coinvolte che si svolgerà in America ovvero la <a rel="noreferrer noopener" aria-label="SheBelieves Cu (apre in una nuova scheda)" href="https://www.ussoccer.com/shebelieves/cup/2020-shebelieves-cup" target="_blank">SheBelieves Cu</a><a href="https://www.ussoccer.com/shebelieves/cup/2020-shebelieves-cup">p</a> 5-11 marzo, con Usa, Giappone, Inghilterra e Spagna. Un unico girone all’Italiana con 3 partite per squadra e la classifica finale decreterà la vittoria del torneo. Un torneo di altissimo livello con 4 delle formazioni migliori al mondo, 4 rose di altissimo livello per 6 gare che si preannunciano altamente spettacolari.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/03/SOC_4131-SBCschedule1440x1440update.jpg" alt="" data-id="14421" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/03/SOC_4131-SBCschedule1440x1440update.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14421" class="wp-image-14421"/></figure></li></ul></figure>



<p>Un paio di settimane di partite e spettacolo assicurato prima di ritornare alle rispettive squadre di club per i due mesi finali di stagione che metteranno in palio numerosi trofei. <br>CoronaVirus permettendo.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2020/01/Image2-480x573.png" width="84" height="100" alt="Roberta Sacco" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/roberta-sacco/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Roberta Sacco</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="tmm_desc">
<p>Per AterAlbus si occupa principalmente di calcio femminile e in particolare delle Juventus Women. Scrive articoli e partecipa al podcast “Giovani e donne”.</p>
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		<title>Perché il calcio femminile non va cambiato?</title>
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				<pubDate>Sat, 22 Feb 2020 13:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni personali]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>In questi ultimi anni, la netta ascesa del calcio femminile a livello nazionale ed internazionale, ha portato alcuni esponenti, ex addetti ai lavori del calcio maschile, a rilasciare delle dichiarazioni in merito ad eventuali cambiamenti delle regole per le ragazze come per esempio avviene in altri sport per favorirne l’aumento dello spettacolo. L’ultimo in ordine &#8230;</p>
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<p><strong>In questi ultimi anni, la netta ascesa del calcio femminile a livello nazionale ed internazionale, ha portato alcuni esponenti, ex addetti ai lavori del calcio maschile, a rilasciare delle dichiarazioni in merito ad eventuali cambiamenti delle regole per le ragazze come per esempio avviene in altri sport per favorirne l’aumento dello spettacolo.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>L’ultimo in ordine cronologico è stato Fabio Capello che, a margine della premiazione dei Laureus Awards, <a rel="noreferrer noopener" aria-label="si chiedeva come mai (apre in una nuova scheda)" href="https://www.donnenelpallone.com/31649/capello-calcio-femminile-porta-e-campo-da-ridurre/" target="_blank">si chiedeva come mai</a> non si era ancora giunti alla riduzione delle dimensioni delle porte e del campo di gioco per il calcio femminile. <br>Scrivendo questo articolo non pretendo di avere ragione ma vorrei portare il lettore a farsi una propria idea sul perché questi cambiamenti sarebbero prima di tutto un grosso ostacolo per la crescita del movimento, soprattutto in questo momento storico e come, alla fine, non siano così necessari come si potrebbe pensare.</p>



<p>Partiamo da una premessa: qui in Italia il calcio femminile sta profondamente cambiando stagione dopo stagione grazie all’entrata in campo della Juventus e poi a catena di tante altre squadre professionistiche maschili che hanno visto nel femminile un ulteriore possibilità di crescita; un calcio in cui la stessa Fifa crede molto, tanto da decidere di investire 1 miliardo di euro in questo quadriennio 2019-2022.</p>



<p>Oggi, nei diversi paesi in giro per il mondo, il calcio femminile viaggia a varie velocità: ci sono gli Usa che sono un mondo a parte e che eccelle in questa disciplina da almeno due decenni. C’è poi l’Europa, divisa fra paesi in cui il calcio femminile è già sport professionistico e che hanno iniziato a programmare da diversi anni (Francia, Germania, Inghilterra, Spagna), altri in cui il percorso è appena all’inizio come in Italia.</p>



<p>Ci sono poi quelle realtà, europee e non, dove fino a poco tempo fa esisteva appena una nazionale e che solo negli ultimi mesi si sono mosse per creare un proprio movimento con la nascita di un campionato interno. In un momento del genere è quindi importante valutare qualsiasi cambiamento o scelta che può sfavorire lo sviluppo in giro per il mondo di questo meraviglioso sport.&nbsp;</p>



<p>Nel corso del tempo, oltre alle dimensioni di porte e campo, si era anche parlato di accorciare i tempi di gioco, minore dei 90 minuti regolamentari. Questa è la modifica più facilmente attuabile per il calcio femminile ma non sono i 10 minuti in più o in meno a garantire uno spettacolo maggiore per questo sport. Piuttosto, come sta avvenendo in questo momento storico in Italia, è evidente come sia sufficiente garantire una preparazione atletica adeguata alle ragazze, dando loro i mezzi per giocare con la stessa intensità per tutti i 90 minuti. In fondo, per esempio, la maratona in atletica viene corsa sia da uomini che da donne, l’unica palese differenza è ovviamente il tempo in cui questa distanza viene coperta. Diverso invece è il discorso se parliamo di una riduzione delle dimensioni delle porte e/o del campo.</p>



<p><strong>Impraticabilità</strong></p>



<p>Queste modifiche andrebbero innanzitutto contro il principio di favorire l’espansione del calcio femminile nel mondo perché avvantaggerebbero ancora di più i paesi (e le società sportive) più ricche e lascerebbero indietro coloro che non possono permettersi strutture nuove.</p>



<p>Oltre ad una questione di denaro, nei paesi e nelle società meno abbienti, si arriverebbe ad una grossa difficoltà logistica nel reperire nelle vicinanze strutture adeguate non solo per le partite ufficiali ma anche per gli allenamenti. Se oggi una ragazzina può magari trovare una società sportiva nell’arco di pochi chilometri, un domani sarebbe costretta a veder aumentato anche considerevolmente questa distanza con il rischio concreto di abbandono del calcio e ripiego su qualche altro sport più vicino a casa. In fondo lo stesso VAR o la <em>goal line technology</em> sono strumenti importanti ma sono adottati solo in alcune manifestazioni: se sono così utili perché allora non allargarne l’utilizzo? Costi ed impraticabilità, lo stesso medesimo concetto che varrebbe in questa occasione.</p>



<p>Quindi avremmo meno diffusione, meno tesserate ed un grosso ostacolo soprattutto per i paesi che non dispongono di risorse da destinare al calcio femminile. Il calcio è uno sport popolare e facilmente praticabile, perché andarlo a complicare per le ragazze per una mera questione “soggettiva”?</p>



<p>Quindi piuttosto che ragionare sui cambiamenti di regolamento, sarebbe forse utile approfondire questo tema da un altro punto di vista ovvero esaminare perché esistono questi problemi e se ci sono effettivamente altri modi meno “traumatici” per risolverli.</p>



<p><strong>I cambiamenti non sono necessari</strong></p>



<p>Il calcio maschile è nato oltre 100 anni fa ed è continuato a cambiare nel corso dei decenni in quello attuale in cui prima di essere calciatori è essenziale essere atleti. C’è stato infatti un progressivo aumento della velocità ed intensità di gioco, e anche (e soprattutto) per i portieri c’è stata una selezione naturale del ruolo con, nella maggioranza dei casi, uomini dall’altezza media ben superiore al 1.80m.</p>



<p>Il calcio femminile ha mosso, anche in Italia, i primi timidi passi nel secolo scorso (testimone per esempio la squadra femminile di Borsalino in Alessandria del dopoguerra nel 1948) ma solo verso la fine degli anni 60’, si sono disputati i primi campionati fino ad arrivare alla stagione 1986/87, la prima stagione ufficiale sotto l’egida di FIGC/LND.</p>



<p>Si tratta quindi di uno sport veramente giovane che ha avuto poche possibilità di evolvere con gli scarsi mezzi a disposizione: solo dai primi anni 2000 in alcuni paesi europei è iniziata una vera programmazione ed investimenti di cui oggi si vedono i frutti (Francia in primis, Germania, Inghilterra). In Italia, come sappiamo il cambiamento è recentissimo.</p>



<p>Chi ha seguito fin dall’inizio la Juventus women, ha visto questi miglioramenti che hanno portato a risultati storici come la qualificazione al mondiale dopo 20 anni di assenza e, successivamente, ad un quarto di finale battute a testa alta solamente dalle campionesse d’Europa e vice campionesse del mondo dell’Olanda. Tradotto: oggi le calciatrici italiane si sono avvicinate maggiormente anche all’etichetta di atlete e per questo riescono a tenere il campo con la stessa intensità per tutti i 90’, azzerando o quasi quel gap fisico che le nostre ragazze si trovavano di fronte a livello internazionale.</p>



<p>In Europa ed in altre parti del mondo, questo succede già da molti anni e, con un aumento del livello medio delle squadre anche da un punto di vista tecnico e tattico, si vedono sempre più partite equilibrate dove l’ultimo dei problemi sono le dimensioni del campo.</p>



<p>La differenza fra i due sessi è biologia: è evidente e lo sarà per sempre ma in una partita di calcio femminile si potranno apprezzare altre caratteristiche che sono meno predominanti di quello maschile attuale e vicerversa.&nbsp;</p>



<p>Un calcio che, per certi versi, ricorda molto quello passato, più lento, meno fisico ma comunque in grado di regalare le stesse emozioni. A molti tifosi potranno piacere entrambi, ad altri piacerà l’uno rispetto all’altro ma diventa esclusivamente una scelta soggettiva in cui entrambi hanno il diritto sacrosanto di avere pari dignità e possibilità. <br>Il “problema” della qualità è poi soprattutto dovuto al numero di praticanti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/TABELLA-PRATICANTI.jpg" alt="" data-id="14288" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/TABELLA-PRATICANTI.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14288" class="wp-image-14288"/></figure></li></ul></figure>



<p>È intuitivo il fatto che il bacino di calciatori sia decisamente più numeroso di quello femminile per cui, alla differenza biologica fra i sessi, si somma anche la possibilità di pescare per le squadre di alto livello, da un bacino nettamente più ampio.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/FOTO-2-960x336.jpg" alt="" data-id="14289" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/FOTO-2.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14289" class="wp-image-14289" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/FOTO-2-960x336.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/FOTO-2-595x208.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/FOTO-2-768x269.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/FOTO-2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Da<a href="https://figc.it/media/97431/2018_0673_rc_ita_bassa.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" Report calcio 2019 (apre in una nuova scheda)"> Report calcio 2019</a></figcaption></figure>



<p>In tanti altri paesi Europei, come si vede dalla tabella più in alto, il numero delle tesserate è più ampio di quello Italiano (13° posto europeo come numero di tesserate) ma lo è ancora maggiore, rispetto agli altri paesi, la proporzione fra calciatori e calciatrici.</p>



<p>In questi ultimi anni, in Italia, si sono gettate importanti basi per il futuro che incominceranno a vedersi solamente fra qualche anno, quando la nuova generazione di bambine che sin da piccole hanno potuto lavorare sfruttando organizzazione e strutture all’avanguardia delle società professionistiche e allenarsi con mister preparati, si affacceranno nella massima serie.</p>



<p>In questo contesto è da inserire anche la proposta della riduzione delle dimensioni delle porte. Non è assolutamente vero che una donna non può difendere con profitto la porta da calcio: citofonare a portieri come è stata Hope Solo oppure come sono oggi Alyssa Naeher, Ashlyn Harris, Christine Endler, Sari Van Veenendaal o la nostra Laura Giuliani.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Best Goalkeeper Saves From Women&#039;s World Cup 2019 HD" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/X0cleQyxlbI?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Tutte ragazze di talento che avranno meno esplosività di un collega maschio ma sono in grado di togliere un tiro dall’incrocio dei pali senza problemi. Come scritto precedentemente, il problema è che ce ne sono poche perché il numero di portieri donne in giro per il mondo è esiguo.</p>



<p>In più, molti degli attuali estremi difensori,(almeno così succedeva in Italia) iniziano ad allenarsi con l’allenatore dei portieri solamente a tarda età quando raggiungono la prima squadra.</p>



<p>Anche per questo aspetto, con un po’ di pazienza e l’aumento delle praticanti, in un futuro non troppo lontano, vedremo sempre molti più portieri sul livello delle numero uno citate in precedenza.</p>



<p>Personalmente penso che al calcio femminile per poter essere più spettacolare e crescere non servano cambi di regolamento e questo lo dicono a gran voce anche le stesse ragazze o le ex calciatrici come Carolina Morace.</p>



<p>Al calcio femminile va dato innanzitutto il tempo e lo spazio per crescere, visibilità e coraggio da parte delle società (ma soprattutto degli sponsor) nel credere in uno sport giovane che ha ampi margini di miglioramento e che la stessa FIFA ha definito il “calcio del futuro”. A questo sport serve che i tifosi di calcio maschile diano a queste ragazze una occasione senza pregiudizi e senza aspettarsi di ritrovare nel femminile lo stesso calcio giocato dagli uomini. Ci sarà minore intensità e forza fisica, i contrasti saranno meno ruvidi ma al contempo prevarrà un calcio più tecnico/tattico meno veloce ma comunque estremamente piacevole e gradevole da vedere.</p>



<p>Non è il campo più piccolo di 10 metri o la porta ridotta in lunghezza di 1 metro a regalare più o meno emozioni: il calcio femminile è perfetto così com’è.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2020/01/Image2-480x573.png" width="84" height="100" alt="Roberta Sacco" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/roberta-sacco/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Roberta Sacco</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="tmm_desc">
<p>Per AterAlbus si occupa principalmente di calcio femminile e in particolare delle Juventus Women. Scrive articoli e partecipa al podcast “Giovani e donne”.</p>
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		<title>Viareggio women&#8217;s cup al via: tutti a caccia della Juve!</title>
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				<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 09:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[J Women]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera femminile Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Viareggio women cup]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Parte oggi la seconda edizione del torneo al femminile dedicato alle Under 19 che vede 8 squadre al via fra cui la Juventus vincitrice della prima edizione nel 2019. Inizia oggi in Toscana la seconda edizione al femminile della Viareggio Cup che vede per la prima volta la partecipazione di una squadra straniera, le statunitensi &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Parte oggi la seconda edizione del torneo al femminile dedicato alle Under 19 che vede 8 squadre al via fra cui la Juventus vincitrice della prima edizione nel 2019.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Inizia oggi in Toscana la seconda edizione al femminile della Viareggio Cup che vede per la prima volta la partecipazione di una squadra straniera, le statunitensi del Westchester United.<br>Un torneo che al maschile è diventato nel tempo un appuntamento prestigioso e che adesso punta a crescere anche al femminile, visto l’ottimo seguito avuto lo scorso anno quando si giocò la prima edizione.</p>



<p>Proprio 12 mesi fa a trionfare furono le bianconere con un secco 4-0 in finale al Sassuolo, guidate dal capitano Valentina Puglisi e dalle reti di Asia Bragonzi, capocannoniere del torneo con 5 reti in 5 gare.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/VIAREGGIOPRIMAVERA-FINALE01.variant1400x787-960x576.jpg" alt="" data-id="14147" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/VIAREGGIOPRIMAVERA-FINALE01.variant1400x787.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14147" class="wp-image-14147" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/VIAREGGIOPRIMAVERA-FINALE01.variant1400x787-960x576.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/VIAREGGIOPRIMAVERA-FINALE01.variant1400x787-595x357.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/VIAREGGIOPRIMAVERA-FINALE01.variant1400x787-768x461.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/VIAREGGIOPRIMAVERA-FINALE01.variant1400x787.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Asia Bragonzi in azione durante la finale contro il Sassuolo. </figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Saranno ancora 8 le squadre under 19 protagoniste divise in due gironi da quattro a contendersi il trofeo da questo pomeriggio (11 febbraio) e che porterà poi le prime due di ogni girone ad affrontarsi lunedì 17 per un posto in finale, mercoledì 19 febbraio, che sarà visibile in chiaro su Raisport.</p>



<p>La Juventus è stata sorteggiata con l’Empoli (con cui esordirà proprio questo pomeriggio alle 15), l’Inter e la Roma mentre nell’altro girone, oltre alle americane, ci sono Fiorentina, Genoa e l’altra finalista della prima edizione, il Sassuolo.<br>Possono partecipare al torneo le calciatrici nate dopo il 1 gennaio 2001 a cui si possono aggiungere 3 fuori quota nate nel 2000.</p>



<p>Le bianconere convocate per questo torneo sono 28 in cui sono presenti solo 2 fuoriquota, lista in cui ci sono anche 4 elementi della prima squadra come Bragonzi, Bellucci, Panzeri ma soprattutto quella Andrea Staskova che proprio domenica ha realizzato una tripletta in Coppa Italia contribuendo al 6-0 inflitto all’Empoli.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/Elenco-primavera-viareggio.jpg" alt="" data-id="14146" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Elenco-primavera-viareggio.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14146" class="wp-image-14146"/></figure></li></ul></figure>



<p>La primavera di mister Spugna sta dominando il proprio campionato e, grazie anche ai rinforzi scesi dalla prima squadra, punterà decisamente a concedere il bis e riconquistare il titolo.</p>



<p>Juventus che non è stata proprio fortunata nel sorteggio perché Inter e Roma sono le squadre che solo lo scorso maggio si sono giocate lo scudetto nella final four di Firenze e che saranno, insieme al Sassuolo e la Fiorentina, le squadre da battere e che proveranno a contendere fino in fondo a Staskova e compagne questo torneo.</p>



<p></p>



<p><em>Il calendario</em>:</p>



<p>11 FEBBRAIO&nbsp; &#8211;&nbsp; JUVENTUS &#8211; EMPOLI&nbsp; ore 15</p>



<p>13 FEBBRAIO&nbsp; &#8211;&nbsp; JUVENTUS &#8211; INTER&nbsp; ore 15</p>



<p>15 FEBBRAIO&nbsp; &#8211;&nbsp; JUVENTUS &#8211; ROMA&nbsp; ore 11</p>



<p>17 FEBBRAIO&nbsp; &#8211;&nbsp; SEMIFINALE&nbsp; Ore 15</p>



<p>19 FEBBRAIO&nbsp; &#8211;&nbsp; FINALE.&nbsp; Ore 16 (Diretta RaiSport)</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2020/01/Image2-480x573.png" width="84" height="100" alt="Roberta Sacco" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/roberta-sacco/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Roberta Sacco</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="tmm_desc">
<p>Per AterAlbus si occupa principalmente di calcio femminile e in particolare delle Juventus Women. Scrive articoli e partecipa al podcast “Giovani e donne”.</p>
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		<title>Tributo a Rita Guarino</title>
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				<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 13:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miryam Marturano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[J Women]]></category>
		<category><![CDATA[Tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Coach Guarino]]></category>
		<category><![CDATA[Compleanno Guarino]]></category>
		<category><![CDATA[Jwomen]]></category>
		<category><![CDATA[rita guarino]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana Rita Guarino, l’allenatrice che da tre stagioni siede sulla panchina bianconera, ha festeggiato il compleanno ed oggi dedichiamo un tributo ad una donna che ha dedicato tutta la sua vita al calcio, anche quando era più facile mollare. Confesso che in questi tre anni, da neofita del calcio femminile, più seguivo la &#8230;</p>
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<p><strong>La scorsa settimana Rita Guarino, l’allenatrice che da tre stagioni siede sulla panchina bianconera, ha festeggiato il compleanno ed oggi dedichiamo un tributo ad una donna che ha dedicato tutta la sua vita al calcio, anche quando era più facile mollare.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Confesso che in questi tre anni, da neofita del calcio femminile, più seguivo la squadra e maggiore era il rispetto e l’ammirazione per questa donna. Forse è banale dirlo ma i colori bianconeri erano nel suo destino già all’inizio della carriera di calciatrice proprio a Torino nella Juve Piemonte, poi diventata la FCF Juventus. Nessuna delle due era ovviamente legata alla Juventus, ma il Destino, a volte, sa essere davvero curioso.&nbsp;</p>



<p>Diventa romantico se penso che la Juve Piemonte è stata la prima squadra di Guarino, come la Juventus è stato il primo club della sua esperienza di allenatrice. Come si fa a non essere romantici col calcio?</p>



<p>Lei che si è affacciata alla ribalta della Serie A appena ventenne agli inizi degli anni ’90 dopo stagioni da protagonista nelle serie minori. Solo gli addetti ai lavori dell’epoca e qualche vecchio tifoso ne ha memoria, ma si dice che fosse uno dei talenti più importanti che abbia calcato in quegli anni un campo di calcio e, insieme ad altre coetanee come Carolina Morace, ha scritto pagine storiche per il calcio femminile. Con la nazionale italiana ha collezionato 99 presenze, con 35 reti all’attivo.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/Guarino-b-960x540.jpg" alt="" data-id="14038" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Guarino-b.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14038" class="wp-image-14038" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Guarino-b-960x540.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Guarino-b-595x335.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Guarino-b-768x432.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Guarino-b.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Rita Guarino con la maglia della nazionale</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Era un’attaccante veloce e tecnica, da oltre 400 gol segnati in carriera e che non aveva paura di lavorare duro; una dote, questa, che si è poi portata dietro quando ha appeso gli scarpini al chiodo. Una volta terminata la carriera, si è data da fare prendendo una laurea in psicologia, con un master in psicologia sportiva e ha completato il corso per diventare allenatore.</p>



<p>Le calciatrici come Rita Guarino sono stati i modelli per molte delle attuali giocatrici che stanno vivendo quel cambiamento che quella generazione ha sempre sognato. La Coach ha dedicato tutta la sua vita al calcio rinunciando al suo secondo amore, il pattinaggio artistico, senza smettere di lottare per il futuro del calcio in rosa insieme alle sue ex compagne, in particolare per le giovani calciatrici il cui futuro è sempre più roseo con un professionismo che non è mai stato un traguardo così vicino.</p>



<p>La Guarino allenatrice (abilitata con patentino da allenatore professionista Uefa) si è dimostrata parecchio in gamba nelle sua nuova carriera, specialmente con le giovani leve alle quali ha dedicato quasi un decennio (dal 2008 al 2017) prima come assistente e poi come primo allenatore della nazionale femminile U17 e nel frattempo (2012) ha fondato a Torino il Centro di formazione tecnica calcistica individuale FootLab.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/guarino101-960x576.png" alt="" data-id="14042" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/guarino101.png" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14042" class="wp-image-14042" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/guarino101-960x576.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/guarino101-595x357.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/guarino101-768x461.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/guarino101.png 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Giugno 2017: Primo giorno da allenatrice della Juventus per Guarino</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>Predilige un calcio moderno, organizzato e prettamente offensivo, un profilo perfetto per la nuova Juventus che nel 2017 ha iniziato il suo progetto al femminile partendo anche da quelle 3/4 azzurrine con più talento che aveva allenato in nazionale.</p>



<p>&nbsp;«<em>Sono davvero orgogliosa di partecipare a questo progetto, in una grande società: essere qui con voi è un grandissimo onore. La società ci mette a disposizione un&#8217;organizzazione importante, in uno dei migliori club del mondo. Il fatto che questo progetto sia rivolto al calcio femminile dà, ovviamente, grande impulso a tutto il movimento: sono sicura che questo sarà il punto di partenza per una crescita complessiva del calcio femminile»</em></p>



<p>Alla fine Guarino ci aveva visto giusto, considerato quanto è cambiato in meglio il calcio femminile in questi 3 anni scarsi ma sempre ben consapevole che i risultati si raggiungono solamente con il duro lavoro a 360 gradi:</p>



<p>&nbsp;«<em>Parliamo di Juventus, quindi si tratterà di un progetto molto competitivo e si allestirà una rosa di giocatrici fortemente motivate, scegliendo le giocatrici top del mercato. Dal punto di vista umano sarà una fortissima spinta: già solo il nome Juventus innalza ancora di più le motivazioni, già alte, di una donna a praticare questo sport. Il lavoro più grande da fare, e questa sarà la spinta che può dare un progetto di questo tipo, sarà provare a raggiungere dei risultati. Bisognerà lavorare molto anche sugli aspetti umani e sullo status di atleta delle calciatrici, aspetto che fino ad oggi è un po&#8217; mancato</em>».</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2020/02/Stefano-Braghin-Rita-Guarino_ok-960x543.jpg" alt="" data-id="14037" data-full-url="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Stefano-Braghin-Rita-Guarino_ok.jpg" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=14037" class="wp-image-14037" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Stefano-Braghin-Rita-Guarino_ok-960x543.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Stefano-Braghin-Rita-Guarino_ok-595x337.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Stefano-Braghin-Rita-Guarino_ok-768x435.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Stefano-Braghin-Rita-Guarino_ok.jpg 1000w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="blocks-gallery-item__caption">Guarino e Braghin durante la presentazione del progetto J Women</figcaption></figure></li></ul></figure>



<p>In Italia ha costruito, insieme al fidato Direttore Stefano Braghin, una squadra fortissima che sta attualmente dominando il campionato italiano ma è inevitabile che il pensiero per il futuro sia ad uno step più alto che si chiama Champions League.</p>



<p>Come dicevo, non riesco a non pensare come la sua storia&nbsp;sia intrisa di romanticismo con i colori bianconeri. Colori che sono stati nel suo destino fin dall’inizio, da giovane, e mi piace pensare che la Juventus abbia realizzato qualche sogno segreto del Coach: allenare una squadra di un grande club professionistico maschile che parla di uno stadio tutto per la squadra femminile, che ha aggiunto una bacheca in rosa nella sala dei trofei, che ha un progetto ambizioso per il futuro e che farà di tutto, come nel suo stile, per realizzarlo.</p>



<p>Chissà in questo futuro quali altri sogni nel cassetto realizzerà sulla panchina bianconera, scudetti, coppe, magari l’aggiunta fra qualche anno alla bacheca di un nuovo trofeo europeo che nessuna squadra italiana ha mai vinto, di allenare una vincitrice del pallone d’oro. Ma qualunque cosa sia, non vedo l’ora di scoprire cosa ha in serbo il futuro per Rita Guarino, un cerchio destinato a chiudersi prima o poi e che profuma sempre di più di romanticismo.</p>
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		<title>Accordi economici, tesseramenti e calciomercato. Come funziona il calcio femminile italiano?</title>
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				<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 09:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Sacco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[J Women]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato femminile]]></category>
		<category><![CDATA[diritto sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Professionismo calcio femminile]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>È una delle curiosità che si pongono maggiormente i tifosi che scoprono il calcio femminile e non è poi così facile trovare tutte le risposte alle proprio domande sul web. Vediamo di fare maggiore chiarezza su alcune dinamiche del calcio femminile. Come avevo già introdotto ed in parte anticipato qualche mese fa qui, il sistema &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>È una delle curiosità che si pongono maggiormente i tifosi che scoprono il calcio femminile e non è poi così facile trovare tutte le risposte alle proprio domande sul web. Vediamo di fare maggiore chiarezza su alcune dinamiche del calcio femminile.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Come avevo già introdotto ed in parte anticipato qualche mese fa <a href="/calcio-femminile-e-professionismo/">qui</a>, il sistema calcio in rosa è diverso dalla controparte maschile sia per modalità sia per tempi.</p>



<p>Prima di approfondire l’argomento, è necessario chiarire ancora una volta come in Italia tutto il calcio femminile sia sotto lo status di dilettante mentre in tanti altri paesi d’Europa e del mondo ha già raggiunto (anche da molto tempo ormai) il professionismo.</p>



<p>Questa stampella del dilettantismo accompagna da sempre il calcio femminile italiano con la legge sul professionismo del 1981 ancora attualmente in vigore e dell’art 29 del N.O.I.F. (regole F.I.G.C.) che rende ancor più complicato il lavoro e la progettualità delle squadre italiane che hanno cominciato solo da pochi anni un percorso ambizioso teso a ridurre (e perché no azzerare) il gap esistente con i paesi europei più all’avanguardia.<br>Solo un anno e mezzo fa sono state parzialmente modificati i vincoli sugli accordi economici e sulla durata dei contratti per le calciatrici che sono contenute nell’art. 94 quinquies del N.O.I.F della F.I.G.C.</p>



<p>Riassumendo (<a href="https://www.figc.it/media/55322/tit7_noif_art_da91____________________________27-06-2018.pdf">qui</a> l&#8217;intero documento) le società italiche posso sottoscrivere con ogni calciatrice un vincolo sportivo per massimo <em>3 stagioni </em>(quando per gli uomini il massimo è quinquennale) ma non un contratto di lavoro subordinato con relative tutele in ambito sanitario (es. maternità), assicurativo e pensionistico come avviene per il calcio maschile.<br>In soldoni il tesseramento di una atleta prevede la compilazione del modulo di tesseramento e, per le ragazze maggiorenni, deve essere accompagnato dall’accordo economico che non può superare i famosi <em>30.658 lordi annui</em> più indennità di trasferta/rimborsi spese e piccoli bonus. Moduli che vanno consegnati alla divisione femminile entro e non oltre 30 giorni dalla loro compilazione.</p>



<p>In Italia e negli altri paesi in cui il calcio femminile mantiene lo status di dilettante, è sufficiente questa procedura per mantenere l’atleta vincolata sportivamente alla propria società per la durata del tesseramento. Ma cosa succede se le richieste vengono da un club estero?</p>



<p>Ad oggi la società si adegua alle decisioni della calciatrice avendo pochissimo o nullo potere nella trattativa. Per capire meglio facciamo un esempio: domani il Lione telefona al procuratore di Cecilia Salvai e chiede alla sua assistita la disponibilità a trasferirsi subito in Francia, proponendole un contratto estremamente più vantaggioso, anche di 5/6 volte superiore a quello attuale.</p>



<p>Salvai informa la Juventus che desidera accettare l’offerta delle transalpine ed a quel punto la società bianconera vedrà partire da un giorno all’altro una delle sue big che andrà a firmare un ricco contratto di lavoro da professionista all’estero, perdendo dall’oggi al domani una calciatrice su cui ha puntato fin dal suo arrivo e, a seconda del periodo, con poca possibilità di sostituirla adeguatamente.</p>



<p>Quindi dire che l’Italia può essere un trampolino di lancio verso le top squadre professioniste straniere per una giovane non è completamente sbagliato, almeno attualmente. L’ambizioso progetto bianconero punta però più in alto, ovvero ad aggiungersi all’elenco delle squadre più forti d’Europa e quindi a diventare un punto di arrivo per una calciatrice e non più una tappa di crescita, federazione permettendo.</p>



<p><strong>Calciomercato</strong></p>



<p>La date del mercato estivo per il calcio femminile differiscono leggermente dal calcio maschile professionistico nella sessione estiva mentre totalmente per la sessione invernale. In questa stagione, 2019-2020, la finestra estiva per le compravendite è stata aperta dal 1 luglio 2019 alle ore 19.00 del 13 settembre 2019 mentre quella invernale dal 2 dicembre 2019 alle ore 19.00 del 23 dicembre 2019.</p>



<p>Rimane invece attualmente ancora aperta la possibilità per le società di tesserare giocatrici svincolate o al primo tesseramento fino al 31 marzo 2020 (31 gennaio 2020 se la calciatrice è straniera). Le date ed il regolamento vengono ratificati annualmente durante il consiglio federale e pubblicati, tramite comunicato ufficiale, sul sito della F.I.G.C. (C.U. 118A del 16/5/2019 per l’attuale stagione).</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2020/01/Image2-480x573.png" width="84" height="100" alt="Roberta Sacco" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/roberta-sacco/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Roberta Sacco</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="tmm_desc">
<p>Per AterAlbus si occupa principalmente di calcio femminile e in particolare delle Juventus Women. Scrive articoli e partecipa al podcast “Giovani e donne”.</p>
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		<title>Le giovanili delle Juventus Women</title>
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				<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 13:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miryam Marturano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[J Women]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Come si è strutturata la squadra femminile per le giovanili? In che modo la Juventus Women coltiva il talento? Con quali risultati? Teniamo a mente le parole di Coach Guarino: “non è mai stato un esperimento o un tentativo, ma un’idea chiara”. Nel 2015, la Figc obbliga le squadre maschili di Serie A e Serie &#8230;</p>
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<p><strong>Come si è strutturata la squadra femminile per le giovanili? In che modo la Juventus Women coltiva il talento?</strong> <strong>Con quali risultati?</strong></p>



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<p>Teniamo a mente le parole di Coach Guarino: “non è mai stato un esperimento o un tentativo, ma un’idea chiara”. Nel 2015, la Figc obbliga le squadre maschili di Serie A e Serie B ad avere la squadra femminile. In particolare obbliga il tesseramento di almeno 20 calciatrici under 12 e di raddoppiarne il tesseramento per l’anno successivo. La Juventus apre così il settore giovanile, tutto riservato alle donne, due anni prima della formazione della prima squadra. Tutto è cominciato con due squadre Pulcini ed esordienti misti e l’Under 12.</p>



<p>Oggi il vivaio comprende tutte le squadre a partire della Under 9/10, alla Under 19. A queste dobbiamo aggiungere il progetto delle J|Academy e i Summer Camp. Chi coordina il vivaio è Stefano Braghin e scusate se è poco. Eniola Aluko ha definito Braghin, un “visionario” del calcio femminile. In effetti Braghin ha trasformato la sua visione, in realtà. Una realtà vincente.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="http://www4.pictures.zimbio.com/gi/Stefano+Braghin+Juventus+v+Fimauto+Valpolicella+oEWVt1xAamol.jpg" alt="Image result for Stefano Braghin"/></figure></div>



<p>Come la prima squadra, anche il settore giovanile, nonostante sia nato di recente ha fatto registrare alcune importanti vittorie. La più importante è la prima edizione della Viareggio Women’s Cup con la Under 19, proprio l’anno scorso. Le under 17 e under 15 hanno raggiunto le finali nella stagione 2017-2018, per poi conquistare i titoli nazionali nella stagione successiva. La sua Under 12 nel 2017 ha conquistato la Danone Nations Cup.</p>



<p>Il settore giovanile delle <a href="/category/j-women/">Women</a> è molto attivo e ha già dimostrato di essere molto competitivo e pieno di giovani talenti, che coach Guarino sa valorizzare al momento giusto. Proprio domenica scorsa, le Juventus Women hanno affrontato nel Tavagnacco un’ex giocatrice del vivaio juventino: Valentina Puglisi, ex capitano della primavera bianconera. Dall’anno scorso abbiamo in prima squadra alcuni giovani talenti formati nel vivaio della Juventus e desiderose di mettersi in mostra: Melissa Bellucci, Asia Bragonzi (che quest’anno, durante gli ottavi di Coppa Italia, ha segnato la sua prima tripletta in prima squadra) e Giordano.</p>



<p>Una società che investe prima nel settore giovanile, mettendolo in condizione di essere competitivo, avendo già a disposizione giovani prospetti che scalpitano nell’attesa della loro occasione, dimostra quanto sia serio il progetto della Juventus Women e in generale quanto crede nel calcio femminile. Non un esperimento e nemmeno un tentativo, ma un’idea ben chiara, strutturata e organizzata alla perfezione.</p>



<p>Per concludere vi ripropongo le parole di Braghin, quando l’anno scorso ha commentato gli straordinari successi di tutto il settore femminile:</p>



<p>“<em>Abbiamo un gruppo di lavoro molto unito, oltre che competente, e un ambiente in cui si respirano grande armonia e supporto reciproco. È qualcosa in cui&nbsp;crediamo molto e che dà un valore aggiunto allo spirito delle ragazze. Crediamo&nbsp;nel concetto di famiglia, unità e obiettivi comuni: è qualcosa di intangibile, che non si compra e non si allena in campo, ma si costruisce nelle relazioni e nell’empatia.&nbsp;Questa filosofia ci sta dando frutti&nbsp;sia in prima squadra che nel settore giovanile”</em>.</p>
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		<title>Come gioca la Juventus Women?</title>
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				<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 12:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miryam Marturano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[J Women]]></category>
		<category><![CDATA[champions league femminile]]></category>
		<category><![CDATA[juventus women]]></category>
		<category><![CDATA[rita guarino]]></category>
		<category><![CDATA[serie a femminile]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La Juventus Women sta dominando il campionato, ma ha avuto tre battute d’arresto in cui le bianconere non sono riuscite a vincere in questa prima parte di stagione, ovvero la doppia sfida di Champions col Barcellona e la gara del Brianteo col Milan. Spesso si dice che si impari più da una sconfitta che da &#8230;</p>
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<p><strong>La Juventus Women sta dominando il campionato, ma ha avuto tre battute d’arresto in cui le bianconere non sono riuscite a vincere in questa prima parte di stagione, ovvero la doppia sfida di Champions col Barcellona e la gara del Brianteo col Milan.</strong> <strong>Spesso si dice che si impari più da una sconfitta che da una vittoria.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><span style="text-decoration: underline;">Come gioca la Juventus</span>?</p>



<p>Il gioco impostato da Rita Guarino è offensivo, basato su passaggi veloci e precisi, pressing e intensità fisica, ma soprattutto sulla volontà di dominare l’avversario attraverso il controllo del pallone. Un dominio che ormai sta diventando schiacciante in Italia, anche contro le avversarie dirette che non possono fare altro che subire il gioco delle bianconere, cercando di essere pericolose in contropiede.</p>



<p>Quando parliamo di pressing, pensiamo subito a un giocatore che ne pressa un altro o che occupa la linea di passaggio bloccano le opzioni per la difesa. Per le ragazze, così come avviene per gli uomini, il pressing non si limita a questo: è una fase di gioco molto ordinata, a cui partecipano tutte le calciatrici che si muovono armonicamente all’unisono cercando di recuperare il pallone in zone alte del campo.</p>



<p>Per dare un&#8217;idea, immaginiamo la falange greca: una linea compatta, impenetrabile. Una volta che gli avversari superano la metá campo, ecco che oltre al movimento sincrono delle linee di attacco e centrocampo e difesa, viene applicato il raddoppio e ogni giocatrice collabora con l&#8217;altra.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.juventus-fr.com/wp-content/uploads/2019/10/women-inter-juventus.jpg" alt="Image result for rita guarino"/></figure>



<p>Altro aspetto importante del gioco della Juve è la fase offensiva. La squadra non attacca solo con la prima linea, le nostre attaccanti, ma con tutto il centrocampo in appoggio. Rita Guarino ha impostato una squadra che sceglie di attaccare sempre con almeno sei giocatrici nei pressi dell’area avversaria,e con il supporto alternato dei due terzini.</p>



<p>La prima mezz&#8217;ora della partita di Super Coppa d&#8217;Italia con la viola è il manifesto perfetto dell’’idea di calcio trasmessa alla squadra dalla coach Guarino e il suo staff, fin dal primo giorno. Un modo di giocare che ha sempre portato i suoi frutti; ma allora cosa non ha funzionato nelle tre partite che non hanno visto la vittoria delle bianconere?</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">La partita con il Milan</span></p>



<p>È innanzitutto doveroso distinguere le due gare di Champions dalla partita di campionato contro le rossonere di Maurizio Ganz, con quest’ultima partita fortemente condizionata da un campo al limite del praticabile. Il terreno di gioco, ridotto ad una risaia da un violento temporale, ha condizionato entrambe le squadre, impedendo ad entrambe di organizzare un palleggio più fraseggiato.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Highlights | AC Milan 2-2 Juventus Women | Matchday 6 Serie A Women" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/f5g6cfL6pT8?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Entrambi i gol delle ragazze bianconere sono frutto di splendide azioni di gioco. Il primo gol della partita è nato dal un lancio lungo di Sembrant, agganciato magistralmente da Cernoia, che effettua subito un cross rapido e rasoterra verso Martina Rosucci, che si era inserita perfettamente in area.</em></figcaption></figure>



<p>Contro il Milan, è stata deficitaria l’attenzione ai dettagli in particolar modo sui calci da fermo, da cui sono arrivate entrambe le reti del Milan che sanno di beffa e rendono amaro questo pareggio.</p>



<p><span style="text-decoration: underline;">La Champions contro il Barcellona</span></p>



<p>Per capire, invece, le sconfitte col Barcellona, il ragionamento è più complesso. Bisogna infatti tenere in mente gli obiettivi internazionali della Juventus Women, che sono proiettati maggiormente ad una crescita generale della squadra, a medio-lungo termine che possa portare un giorno ad avvicinarsi al livello del Lione femminile, la squadra di club attualmente migliro al mondo.</p>



<p>Il progetto del Lione è partito più di 15 anni fa e investe sul calcio in rosa da oltre un decennio cifre ragguardevoli ogni anno per mantersi al top. Raggiungerlo sembra al momento pura utopia. L’obiettivo di Braghin e Rita Guarino è quello di ridurre il gap con le altre squadre europee, una crescita intrinseca nelle stesse interpreti attuali che si ottiene solo facendo esperienza in partite di altissimo livello come le stesse gare di Champions o con la nazionale nelle fasi finali di un Mondiale o di un Europeo</p>



<p>Fin dalla loro prima apparizione in Champions, l’anno scorso, le ragazze non hanno mostrato alcuna paura delle avversarie più esperte anche se rimane ancora un po’ di delusione per la doppia sfida del settembre scorso col Brondby, assolutamente a portata delle nostre ragazze. Quest’anno il sorteggio è stato decisamente sfortunato e ci ha riservato le vice campionesse d’Europa, ma le ragazze non hanno avuto alcun timore riverenziale e se la sono giocata al massimo delle loro potenzialità attuali.</p>



<p>Rita Guarino e le sue ragazze non hanno snaturato il loro gioco pensando solo a difendersi e sperando in qualche ripartenza. Al contrario, hanno giocato per quanto possibile a viso aperto cercando di mettere i difficoltà le blaugrana <a href="https://www.youtube.com/watch?v=RqUSAjXSGbQ">già nella gara d&#8217;andata</a>: hanno pressato, hanno cercato di tenere il pallone, hanno corso, hanno lottato, ma il Barcellona è riuscito ad applicare il dominio territoriale che alla Juve, in Italia, riesce molto bene.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Barcelona Women vs Juventus Women 2-1 | Full Goals &amp; Highlights" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/6SWr9_6kL9I?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Al ritorno il copione non cambia, ma anzi le bianconere giocano ancora meglio mettendo nei primi 20 minuti in apprensione la difesa spagnola in più occasioni</em></figcaption></figure>



<p>Potremmo dire le solite cose: mancanza di esperienza, personalità internazionale, assenza di giocatrici con alti profili. Tutte cose vere, ma una cosa non possiamo dirla: che le ragazze abbiano avuto paura.</p>



<p>In questi ultimi mesi dell’anno c’è stata una <em>escalation</em> di prestazioni sempre più positive: la crescita di cui continuiamo a scrivere e raccontare in ogni occasione è visibile ed ha subito una netta accelerata dopo il mondiale francese.</p>



<p>Ci sono ancora tanti step da fare per ridurre il gap con i club europei ed alcuni non dipendono direttamente dalla voglia o meno di investire della società bianconera in un progetto che “non è mai stato un esperimento” (come ci ricorda la stessa Rita Guarino) ma che anzi è ambizioso ed importante e che può contemplare prima o poi dover fare anche scelte dolorose. Un aiuto lo potrà dare il mercato se e quando le squadre italiane potranno muoversi liberamente senza gli attuali paletti e quindi con l’introduzione finalmente del professionismo.</p>
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