Le giovanili delle Juventus Women3 min di lettura

Come si è strutturata la squadra femminile per le giovanili? In che modo la Juventus Women coltiva il talento? Con quali risultati?


Teniamo a mente le parole di Coach Guarino: “non è mai stato un esperimento o un tentativo, ma un’idea chiara”. Nel 2015, la Figc obbliga le squadre maschili di Serie A e Serie B ad avere la squadra femminile. In particolare obbliga il tesseramento di almeno 20 calciatrici under 12 e di raddoppiarne il tesseramento per l’anno successivo. La Juventus apre così il settore giovanile, tutto riservato alle donne, due anni prima della formazione della prima squadra. Tutto è cominciato con due squadre Pulcini ed esordienti misti e l’Under 12.

Oggi il vivaio comprende tutte le squadre a partire della Under 9/10, alla Under 19. A queste dobbiamo aggiungere il progetto delle J|Academy e i Summer Camp. Chi coordina il vivaio è Stefano Braghin e scusate se è poco. Eniola Aluko ha definito Braghin, un “visionario” del calcio femminile. In effetti Braghin ha trasformato la sua visione, in realtà. Una realtà vincente.

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Come la prima squadra, anche il settore giovanile, nonostante sia nato di recente ha fatto registrare alcune importanti vittorie. La più importante è la prima edizione della Viareggio Women’s Cup con la Under 19, proprio l’anno scorso. Le under 17 e under 15 hanno raggiunto le finali nella stagione 2017-2018, per poi conquistare i titoli nazionali nella stagione successiva. La sua Under 12 nel 2017 ha conquistato la Danone Nations Cup.

Il settore giovanile delle Women è molto attivo e ha già dimostrato di essere molto competitivo e pieno di giovani talenti, che coach Guarino sa valorizzare al momento giusto. Proprio domenica scorsa, le Juventus Women hanno affrontato nel Tavagnacco un’ex giocatrice del vivaio juventino: Valentina Puglisi, ex capitano della primavera bianconera. Dall’anno scorso abbiamo in prima squadra alcuni giovani talenti formati nel vivaio della Juventus e desiderose di mettersi in mostra: Melissa Bellucci, Asia Bragonzi (che quest’anno, durante gli ottavi di Coppa Italia, ha segnato la sua prima tripletta in prima squadra) e Giordano.

Una società che investe prima nel settore giovanile, mettendolo in condizione di essere competitivo, avendo già a disposizione giovani prospetti che scalpitano nell’attesa della loro occasione, dimostra quanto sia serio il progetto della Juventus Women e in generale quanto crede nel calcio femminile. Non un esperimento e nemmeno un tentativo, ma un’idea ben chiara, strutturata e organizzata alla perfezione.

Per concludere vi ripropongo le parole di Braghin, quando l’anno scorso ha commentato gli straordinari successi di tutto il settore femminile:

Abbiamo un gruppo di lavoro molto unito, oltre che competente, e un ambiente in cui si respirano grande armonia e supporto reciproco. È qualcosa in cui crediamo molto e che dà un valore aggiunto allo spirito delle ragazze. Crediamo nel concetto di famiglia, unità e obiettivi comuni: è qualcosa di intangibile, che non si compra e non si allena in campo, ma si costruisce nelle relazioni e nell’empatia. Questa filosofia ci sta dando frutti sia in prima squadra che nel settore giovanile”.