Accordi economici, tesseramenti e calciomercato. Come funziona il calcio femminile italiano?3 min di lettura

È una delle curiosità che si pongono maggiormente i tifosi che scoprono il calcio femminile e non è poi così facile trovare tutte le risposte alle proprio domande sul web. Vediamo di fare maggiore chiarezza su alcune dinamiche del calcio femminile.


Come avevo già introdotto ed in parte anticipato qualche mese fa qui, il sistema calcio in rosa è diverso dalla controparte maschile sia per modalità sia per tempi.

Prima di approfondire l’argomento, è necessario chiarire ancora una volta come in Italia tutto il calcio femminile sia sotto lo status di dilettante mentre in tanti altri paesi d’Europa e del mondo ha già raggiunto (anche da molto tempo ormai) il professionismo.

Questa stampella del dilettantismo accompagna da sempre il calcio femminile italiano con la legge sul professionismo del 1981 ancora attualmente in vigore e dell’art 29 del N.O.I.F. (regole F.I.G.C.) che rende ancor più complicato il lavoro e la progettualità delle squadre italiane che hanno cominciato solo da pochi anni un percorso ambizioso teso a ridurre (e perché no azzerare) il gap esistente con i paesi europei più all’avanguardia.
Solo un anno e mezzo fa sono state parzialmente modificati i vincoli sugli accordi economici e sulla durata dei contratti per le calciatrici che sono contenute nell’art. 94 quinquies del N.O.I.F della F.I.G.C.

Riassumendo (qui l’intero documento) le società italiche posso sottoscrivere con ogni calciatrice un vincolo sportivo per massimo 3 stagioni (quando per gli uomini il massimo è quinquennale) ma non un contratto di lavoro subordinato con relative tutele in ambito sanitario (es. maternità), assicurativo e pensionistico come avviene per il calcio maschile.
In soldoni il tesseramento di una atleta prevede la compilazione del modulo di tesseramento e, per le ragazze maggiorenni, deve essere accompagnato dall’accordo economico che non può superare i famosi 30.658 lordi annui più indennità di trasferta/rimborsi spese e piccoli bonus. Moduli che vanno consegnati alla divisione femminile entro e non oltre 30 giorni dalla loro compilazione.

In Italia e negli altri paesi in cui il calcio femminile mantiene lo status di dilettante, è sufficiente questa procedura per mantenere l’atleta vincolata sportivamente alla propria società per la durata del tesseramento. Ma cosa succede se le richieste vengono da un club estero?

Ad oggi la società si adegua alle decisioni della calciatrice avendo pochissimo o nullo potere nella trattativa. Per capire meglio facciamo un esempio: domani il Lione telefona al procuratore di Cecilia Salvai e chiede alla sua assistita la disponibilità a trasferirsi subito in Francia, proponendole un contratto estremamente più vantaggioso, anche di 5/6 volte superiore a quello attuale.

Salvai informa la Juventus che desidera accettare l’offerta delle transalpine ed a quel punto la società bianconera vedrà partire da un giorno all’altro una delle sue big che andrà a firmare un ricco contratto di lavoro da professionista all’estero, perdendo dall’oggi al domani una calciatrice su cui ha puntato fin dal suo arrivo e, a seconda del periodo, con poca possibilità di sostituirla adeguatamente.

Quindi dire che l’Italia può essere un trampolino di lancio verso le top squadre professioniste straniere per una giovane non è completamente sbagliato, almeno attualmente. L’ambizioso progetto bianconero punta però più in alto, ovvero ad aggiungersi all’elenco delle squadre più forti d’Europa e quindi a diventare un punto di arrivo per una calciatrice e non più una tappa di crescita, federazione permettendo.

Calciomercato

La date del mercato estivo per il calcio femminile differiscono leggermente dal calcio maschile professionistico nella sessione estiva mentre totalmente per la sessione invernale. In questa stagione, 2019-2020, la finestra estiva per le compravendite è stata aperta dal 1 luglio 2019 alle ore 19.00 del 13 settembre 2019 mentre quella invernale dal 2 dicembre 2019 alle ore 19.00 del 23 dicembre 2019.

Rimane invece attualmente ancora aperta la possibilità per le società di tesserare giocatrici svincolate o al primo tesseramento fino al 31 marzo 2020 (31 gennaio 2020 se la calciatrice è straniera). Le date ed il regolamento vengono ratificati annualmente durante il consiglio federale e pubblicati, tramite comunicato ufficiale, sul sito della F.I.G.C. (C.U. 118A del 16/5/2019 per l’attuale stagione).