Tributo a Rita Guarino6 min di lettura

La scorsa settimana Rita Guarino, l’allenatrice che da tre stagioni siede sulla panchina bianconera, ha festeggiato il compleanno ed oggi dedichiamo un tributo ad una donna che ha dedicato tutta la sua vita al calcio, anche quando era più facile mollare.


Confesso che in questi tre anni, da neofita del calcio femminile, più seguivo la squadra e maggiore era il rispetto e l’ammirazione per questa donna. Forse è banale dirlo ma i colori bianconeri erano nel suo destino già all’inizio della carriera di calciatrice proprio a Torino nella Juve Piemonte, poi diventata la FCF Juventus. Nessuna delle due era ovviamente legata alla Juventus, ma il Destino, a volte, sa essere davvero curioso. 

Diventa romantico se penso che la Juve Piemonte è stata la prima squadra di Guarino, come la Juventus è stato il primo club della sua esperienza di allenatrice. Come si fa a non essere romantici col calcio?

Lei che si è affacciata alla ribalta della Serie A appena ventenne agli inizi degli anni ’90 dopo stagioni da protagonista nelle serie minori. Solo gli addetti ai lavori dell’epoca e qualche vecchio tifoso ne ha memoria, ma si dice che fosse uno dei talenti più importanti che abbia calcato in quegli anni un campo di calcio e, insieme ad altre coetanee come Carolina Morace, ha scritto pagine storiche per il calcio femminile. Con la nazionale italiana ha collezionato 99 presenze, con 35 reti all’attivo.

Era un’attaccante veloce e tecnica, da oltre 400 gol segnati in carriera e che non aveva paura di lavorare duro; una dote, questa, che si è poi portata dietro quando ha appeso gli scarpini al chiodo. Una volta terminata la carriera, si è data da fare prendendo una laurea in psicologia, con un master in psicologia sportiva e ha completato il corso per diventare allenatore.

Le calciatrici come Rita Guarino sono stati i modelli per molte delle attuali giocatrici che stanno vivendo quel cambiamento che quella generazione ha sempre sognato. La Coach ha dedicato tutta la sua vita al calcio rinunciando al suo secondo amore, il pattinaggio artistico, senza smettere di lottare per il futuro del calcio in rosa insieme alle sue ex compagne, in particolare per le giovani calciatrici il cui futuro è sempre più roseo con un professionismo che non è mai stato un traguardo così vicino.

La Guarino allenatrice (abilitata con patentino da allenatore professionista Uefa) si è dimostrata parecchio in gamba nelle sua nuova carriera, specialmente con le giovani leve alle quali ha dedicato quasi un decennio (dal 2008 al 2017) prima come assistente e poi come primo allenatore della nazionale femminile U17 e nel frattempo (2012) ha fondato a Torino il Centro di formazione tecnica calcistica individuale FootLab.

Predilige un calcio moderno, organizzato e prettamente offensivo, un profilo perfetto per la nuova Juventus che nel 2017 ha iniziato il suo progetto al femminile partendo anche da quelle 3/4 azzurrine con più talento che aveva allenato in nazionale.

 «Sono davvero orgogliosa di partecipare a questo progetto, in una grande società: essere qui con voi è un grandissimo onore. La società ci mette a disposizione un’organizzazione importante, in uno dei migliori club del mondo. Il fatto che questo progetto sia rivolto al calcio femminile dà, ovviamente, grande impulso a tutto il movimento: sono sicura che questo sarà il punto di partenza per una crescita complessiva del calcio femminile»

Alla fine Guarino ci aveva visto giusto, considerato quanto è cambiato in meglio il calcio femminile in questi 3 anni scarsi ma sempre ben consapevole che i risultati si raggiungono solamente con il duro lavoro a 360 gradi:

 «Parliamo di Juventus, quindi si tratterà di un progetto molto competitivo e si allestirà una rosa di giocatrici fortemente motivate, scegliendo le giocatrici top del mercato. Dal punto di vista umano sarà una fortissima spinta: già solo il nome Juventus innalza ancora di più le motivazioni, già alte, di una donna a praticare questo sport. Il lavoro più grande da fare, e questa sarà la spinta che può dare un progetto di questo tipo, sarà provare a raggiungere dei risultati. Bisognerà lavorare molto anche sugli aspetti umani e sullo status di atleta delle calciatrici, aspetto che fino ad oggi è un po’ mancato».

In Italia ha costruito, insieme al fidato Direttore Stefano Braghin, una squadra fortissima che sta attualmente dominando il campionato italiano ma è inevitabile che il pensiero per il futuro sia ad uno step più alto che si chiama Champions League.

Come dicevo, non riesco a non pensare come la sua storia sia intrisa di romanticismo con i colori bianconeri. Colori che sono stati nel suo destino fin dall’inizio, da giovane, e mi piace pensare che la Juventus abbia realizzato qualche sogno segreto del Coach: allenare una squadra di un grande club professionistico maschile che parla di uno stadio tutto per la squadra femminile, che ha aggiunto una bacheca in rosa nella sala dei trofei, che ha un progetto ambizioso per il futuro e che farà di tutto, come nel suo stile, per realizzarlo.

Chissà in questo futuro quali altri sogni nel cassetto realizzerà sulla panchina bianconera, scudetti, coppe, magari l’aggiunta fra qualche anno alla bacheca di un nuovo trofeo europeo che nessuna squadra italiana ha mai vinto, di allenare una vincitrice del pallone d’oro. Ma qualunque cosa sia, non vedo l’ora di scoprire cosa ha in serbo il futuro per Rita Guarino, un cerchio destinato a chiudersi prima o poi e che profuma sempre di più di romanticismo.