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Cosa aspettarsi dalla Juventus U234 min lettura

Dopo un primo anno di assestamento fra numerosi alti e bassi, la Juventus U23 (unica società in Italia a credere nel progetto delle seconde squadre) si approccia alla seconda esperienza nel campionato professionistico di Serie C con l’intenzione di migliorare i risultati ottenuti durante la scorsa stagione. Ovvero di raggiungere la zona playoff.

La Serie C è una categoria parecchio complicata, soprattutto per i giovani che escono dalla Primavera, dove non basta saper giocare a calcio ma serve anche la voglia e l’umiltà di saper “scendere nel fango” privilegiando, alcune volte, l’agonismo e la determinazione alla tecnica. In effetti, una volta si diceva “in Serie C vince chi corre di più e non chi sa giocare meglio al calcio”, una frase sempre più attuale ed è anche per questo che l’impatto di questi ragazzi è sempre un po’ “traumatico”. A maggior ragione se nella rosa della squadra, come quella della Juve U23, di giocatori esperti che conoscono bene le difficoltà del calcio professionistico di terza serie ce ne possono essere, per regolamento, soltanto quattro.

In termini assoluti, in estate la società bianconera ha lavorato con più tranquillità per allestire una formazione competitiva che, dati del valore rose sul sito di transfermarket.com confermano, non è inferiore neanche alla strafavorita del girone, quel Monza di Silvio Berlusconi ed Adriano Galliani che ha tutta l’intenzione di “ammazzare” il campionato e volare in Serie B.

A leggere i singoli, i ragazzi di Pecchia dovrebbero fare un campionato a parte con i biancorossi ma esistono problemi reali che molto probabilmente impediranno ai bianconeri di lottare con i monzesi.

Uno su tutti è il fattore dell’esperienza e della conoscenza della categoria cui accennavo in precedenza: se il nordcoreano Han, nuovo acquisto bianconero, è come valore assoluto molto più forte di Ettore Gliozzi, attaccante del Monza, il secondo ha già diversi campionati alle spalle e non dovrà subire l’immancabile periodo di adattamento ad un nuovo tipo di calcio. Ci vorranno quindi settimane se non mesi per vedere esprimere la Juventus U23 al suo massimo potenziale.

Al periodo di adattamento ed esperienza si aggiunge anche la mancanza di equilibrio in campo della squadra: la velocità con cui Fabio Pecchia riuscirà a trovare il giusto compromesso fra le due fasi di gioco, sarà il fattore principale (insieme alla continuità di risultati) che indirizzerà il’intera stagione di questi ragazzi. L’esempio si è già visto alla seconda giornata quando, dopo aver trovato il pari in rimonta contro il Siena al 90’, Clemenza e compagni hanno buttato via il punto, subendo una ripartenza 3vs2 con concessione di espulsione e rigore, poi trasformato dal senese Guberti al 94’. Ma cosa può fare l’U23 in concreto dopo un primo anno con playoff sfiorati?

Il progetto che ha impostato la società è ovviamente finalizzato alla prima squadra in due direzioni: la prima vuole formare giocatori validi da Juventus che possano stare con i grandi acquisendo il titolo di CPT, risolvendo così l’annoso problema liste in Europa.

La seconda, invece, riguarda quei ragazzi che per un motivo o per l’altro non rientrano nella prima categoria e possono essere rivenduti alle altre società generando ricavi e plusvalenze. Va da sé che un progetto del genere è basato sul medio-lungo periodo ed il salto in Serie B, prima o poi, servirà a far giocare questi ragazzi in un campionato ancora più adatto alle loro caratteristiche e competitivo. Una promozione che difficilmente arriverà però quest’anno ma un posto nei playoff sarà, come detto prima, l’obiettivo minimo.

Ovviamente, e questo vale soprattutto per ragioni regolamentari, i bianconeri hanno la rosa con l’età media più bassa del girone (21,3) contro Monza e Carrarese (quasi 28 di media). Se la qualità non manca, ai bianconeri è richiesta anche la continuità sia per quanto riguarda le prestazioni che nei risultati, un’altro dei difetti emersi durante la prima stagione e  di sopperire alla esperienza mancante con l’esuberanza e la sfrontatezza dei giovani.

Il pezzo pregiato della campagna acquisti è proprio l’ultimo arrivato Kwang-Song Han che potrà formare con l’altro neo-acquisto, il portoghese Mota Carvalho, una coppia di attaccanti da sogno ed extra lusso per la Serie C. Se a centrocampo i bianconeri hanno buoni giocatori, qualche punto di domanda rimare sulla retroguardia che ha perso un leader come Del Prete (over) e che già nelle prime due uscite ha mostrato lacune e molte incertezze.

La partenza difficile, 0 punti nelle prime 2 gare, non deve però ingannare perché Novara e Siena sono due squadre che ambiscono ai primissimi posti. Così come ci sono altre formazione che, dopo il Monza, combatteranno con il coltello fra i denti per raggiungere i playoff. Di questo gruppo fanno parte sicuramente anche la Carrarese di Silvio Baldini guidata dai quarantenni Maccarone e Ciccio Tavano e la nuova Alessandria di Luca Di Masi, fortemente rinforzata dal mercato dagli arrivi di Ciccio Cosenza (Lecce) e Andrea Arrighini (Carpi).

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