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Precedenti: Milan Juventus 2018

Milan-Juventus è una delle supersfide del calcio italiano. A San Siro, bianconeri spesso protagonisti. Nel 2018, Cristiano Ronaldo lancia il primo acuto nella Scala del Calcio

A prescindere dalle classifiche e dai cicli, Milan-Juventus è stata, è e sarà per sempre una delle supersfide del calcio italiano. Anche europeo, visto che in passato è valsa anche una finale di Champions League. Un match dal fascino particolare che ha molto spesso lasciato ricordi indelebili al popolo juventino.

Tanti gesti da ricordare

Ogni tifoso bianconero ha un gesto che lo lega a un Milan-Juventus del passato. Il tacco di Bettega, la rovescia di Del Piero (con tanto di colpo di testa vincente di Trezeguet), il pallonetto di Ravanelli su Sebastiano Rossi, il dribbling di Roberto Baggio o la staffilata di Carlitos Tevez.

Al Meazza, i bianconeri hanno sempre respirato profumo di match fondamentali. E molto spesso hanno raccolto vittorie fondamentali.

Una Befana alla Scala del Calcio

Quella di mercoledì non sarà la prima sfida giocata a San Siro nel giorno dell’Epifania. È successo altre 2 volte, in annate sempre piuttosto particolari per la Juventus. Nella tribolata 1998/99, la squadra di Lippi disputa una delle ultime grandi partite del suo primo ciclo a Torino. Ancora sconvolti dal grave infortunio patito da Del Piero a novembre a Udine, i bianconeri iniziano l’anno nuovo affrontando quel Milan di Zaccheroni che, a fine stagione, sorprenderà tutti vincendo uno degli Scudetti più immeritati di sempre.

Eppure, quella sera, i bianconeri giocano da Campioni d’Italia. Vanno sotto (rigore di Albertini), restano in 10 (espulso Montero, ma pochi minuti dopo seguito da Weah) e mettono sotto i rossoneri. Nel finale è Daniel Fonseca a regalare il pari, che sta molto stretto per le tante occasione sprecate. Soprattutto da un Inzaghi non proprio in formato Superpippo.

L’altro precedente non rientra tra quelli ufficiali. Si tratta di un’amichevole, anche se di lusso. È il classifico Trofeo Berlusconi che nell’estate 2006 salta a causa del trambusto di Calciopoli. Ma la sfida non viene cancellata (e ci mancherebbe, visti i milioni del contratto…) e viene solo spostata al 6 gennaio 2007.

Per una sera, la Juve targata Serie B tornare a giocare su palcoscenici più consoni. Di fronte c’è il Milan che, dopo i calcoli infinitesimali delle sentenze sportive, non solo è rimasta in A ma si appresta a vincere la Champions. La squadra di Deschamps se la gioca alla pari. Nedved e Del Piero non hanno dimenticato come si recita alla Scala, ma i loro gol non bastano. Inzaghi e Seedorf realizzano quelli rossoneri. Mentre tutti aspettano i rigori, ecco spuntare la testa di un ragazzino di cui si parla già un gran bene e che farà grandi cose (ma non in maglia rossonera): è Aubameyang  che, appena entrato in campo, batte Mirante per il 3-2 finale.

2018, il marziano ROnaldo sbarca a Torino

Da quel 6 gennaio 2007 di cose ne accadono tante. Il Milan riesce a interrompere il ciclo dell’Inter e si prende il tricolore nel 2011. Giusto in tempo per passare il testimone a un’altra dittatura sportiva, quella della Juventus che inizia a vincere Scudetti a raffica.

E che dal 2018 mette tra le sue fila anche Cristiano Ronaldo. L’arrivo del portoghese non porta solo curiosità ma dà ancora più strapotere alla squadra di Massimiliano Allegri. Che si presenta a San Siro per la gara con il Milan con numeri spaziali.

La sfida è in calendario l’11 novembre, alla 12a giornata d’andata. I bianconeri hanno accumulato 31 punti, forti di 10 vittorie e un pareggio interno (da non crederci) contro il Genoa. I rossoneri di Gattuso sono già a -10 ma hanno dato dimostrazione di non avere i numeri per restare in scia. Meglio il Napoli di Ancelotti e l’Inter di Spalletti che navigano a -6 dalla vetta.

Tutti gli occhi su San Siro

Milan-Juventus è il posticipo della 12a giornata. L’ultima prima della sosta per le Nazionali. Tutti quelli che non vogliono il campionato già chiuso a novembre tifano Milan. Il Napoli in primis, che ha fatto il suo dovere vincendo a Marassi col Genoa. Ma anche l’Inter, reduce da una scoppola a Bergamo (4-1) e per questo timorosa di finire a 9 punti di distacco.

Ronaldo non è l’unica attrattiva del match. C’è attesa per i 2 grandi ex. Per Leonardo Bonucci i tifosi rossoneri non sono proprio a braccia aperte. Gonzalo Higuain ha invece una gran voglia di spaccare tutto e dimostrare il suo valore contro la squadra che, meglio non dimenticarlo, detiene ancora il suo cartellino. Per entrambi non sarà una serata indimenticabile.

Per cercare la sesta vittoria di fila in trasferta, Allegri decide di far riposare Leo e lo manda in panchina insieme a Barzagli e Rugani. Giocano Chiellini e Benatia. Davanti spazio al tridente Ronaldo, Dybala e Mandzukic.

Il croato è di quelli a cui raramente si concede la copertina per sfide di questa portata, ma il segno lo lascia sempre. Come ha fatto 2 volte nello scontro diretto col Napoli di poche settimane prima. Stavolta ci mette 8 minuti, il tempo che Alex Sandro metta in area un cross da sinistra: Marione sbuca dal nulla, fa fare a Ricardo Rodriguez la figura del pollo e la schiaccia dentro di testa.

Mandzukic potrebbe bissare pochi minuti dopo su un’azione quasi fotocopia (stavolta il cross è di CR7) ma non trova la porta. Il Milan inizia a prendere coraggio e prima del riposo ha la grande chance del pari. Mazzoleni deve ricorrere al Var per rivedere un (giusto) fallo di mano di Benatia. Higuain ha sognato per tutta la settimana quel momento, si presenta sul dischetto e batte a colpo sicuro: Szczesny la tocca quel tanto che basta per metterla sul palo. Si resta 1-0 e così si va al riposo.

Ronaldo strega Milano

Nella ripresa la Juventus riprende in mano il pallino del gioco e domina. Dybala scheggia il palo su punizione mancina. Ronaldo regala un paio di suoi lampi (tra cui una cavalcata di metà campo) ma Donnarumma è sempre piazzato.

A forza di insistere, i bianconeri ottengono quello che vogliono. I padroni di casa sono sotto pressione e sbagliano un facile rinvio, Cancelo si avventa sul pallone e prova l’azione solitaria. Donnarumma ci mette ancora una pezza ma sulla ribattuta c’è proprio CR7 che non perdona.

Il primo gol del portoghese a San Siro con la maglia della Juventus (e non sarà l’ultimo!). L’8° in campionato in 12 gare. Ma soprattutto il colpo del ko. Il Milan è al tappeto. Higuain vede svanire i sogni di vendetta e sfoga nel modo sbagliato la sua frustrazione. Per un fallo fischiato a metà campo, protesta in modo scomposto con Mazzoleni che gli sventola il rosso. Il Pipita ha una reazione stile Pasquale Bruno in un derby di qualche anno prima e ci vogliono compagni (ed ex compagni) per fargli ritrovare la calma.

A freddo, Gonzalo chiederà scusa alludendo al fatto di non essere un robot. Per sua sfortuna e di quella del Milan, il robot a Torino è arrivato davvero e indossa la maglia numero 7.

In fuga

Espugnato anche il Meazza, la Juventus sale a 34 i punti in 12 partite. Un passo da record che la squadra di Allegri terrà almeno fino alla fine del girone d’andata, chiuso con 17 vittorie e 2 pareggi (a Bergamo il secondo, alla penultima). Al giro di boa lo Scudetto è già praticamente conquistato e si inizia a pensare anche di superare i 102 di Conte.

Non sarà così, come tutti sappiamo. Quella Juve sarà cannibale fino a metà gennaio, quando darà un altro dispiacere al Milan in Supercoppa (gol ancora di CR7 a Jedda). Ma da lì in avanti ci sarà qualche delusione di troppo. Dal 3-0 in Coppa Italia con l’Atalanta, all’eliminazione in Champions per mano di De Ligt e compagni dell’Ajax. Arriverà lo Scudetto (e ci mancherebbe altro!) ma con un finale non proprio da Juve. E che costerà caro a Massimiliano Allegri.

Altri campi

Già detto del ko dell’Inter a Bergamo e della vittoria del Napoli col Genoa, quella domenica 11 novembre regala altre emozioni. Dopo appena 4 partite dal suo ritorno in panchina dopo il trauma del Mondiale mancato, Giampiero Ventura rassegna le sue dimissioni dal Chievo. I veronesi sembrano già spacciati e infatti non si salveranno, ma la settimana successiva con Mimmo Di Carlo in panchina faranno un favore alla Juve andando a fermare i partenopei in casa loro.

San Siro non è l’unico stadio ad attirare l’attenzione dei tifosi. A Manchester è tempo di derby. Lo United di Mourinho, che si è preso pochi giorni prima la soddisfazione di vincere allo Stadium, viene affondato dal City di Guardiola (3-1).

In Spagna, il Real orfano di CR7 arranca ma vive una domenica positiva. Soprattutto per il ko casalingo del Barcellona col Betis che frena una fuga apparsa già importante.

Ma è soprattutto Buenos Aires a fare da calamita. C’è il SuperClasico tra il Boca Junior di Carlitos Tevez e il River Plate. Per una volta in palio non c’è solo il prestigio cittadino o il titolo argentino. Ma niente meno che la Copa Libertadores, la finale d’andata, che finisce 2-2 tra mille emozioni. Nulla in confronto di quello che accadrà al ritorno con assalti in strada stile commando. Tanto da decidere di far giocare poi la sfida a qualche chilometro di distanza… al Santiago Bernabeu di Madrid, dove le 2 tifoserie non possono lasciare il segno. Per la cronaca, sarà il River ad avere la meglio di una finale già entrata nei libri di storia. E non solo di quelli del calcio. 

Intanto nel mondo

Le scene di guerra in Argentina riportano alla memoria fatti ben più gravi successi 100 anni prima. Proprio in quei giorni di metà novembre, si commemora il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale che mise a ferro e fuoco quasi l’intera Europa. Fuoco purtroppo ancora protagonista nel 2018. La California è sconvolta da una serie di incendi che, in quei giorni, ha già fatto contare quasi una trentina di morti. E non sarà l’ultima volta da quelle parti, visto quanto accaduto

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Giornalista freelance e podcaster.