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	<title>Analisi tattica &#8211; AterAlbus</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>Analisi tattica &#8211; AterAlbus</title>
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		<title>Cos&#8217;è un&#8217;analisi tattica (e perchè?)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corsa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 18:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Little Bird (Corsa)]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
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					<description><![CDATA[AterAlbus è un sito che propone, da sempre, analisi tattiche. Ho notato da alcuni post nelle chat Telegram e su Twitter che c&#8217;è un po&#8217; di confusione su cosa siano e cosa si propongano di fare, perciò&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>AterAlbus è un sito che propone, da sempre, analisi tattiche. Ho notato da alcuni post <a href="/tutorial-telegram/" target="_blank" aria-label="nelle chat Telegram (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">nelle chat Telegram</a> e <a href="https://twitter.com/AterAlbus_it" target="_blank" aria-label="su Twitter (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">su Twitter</a> che c&#8217;è un po&#8217; di confusione su cosa siano e cosa si propongano di fare, perciò provo a chiarire alcuni punti.</p>



<p>Innanzitutto, le analisi tattiche &#8211; a livello editoriale &#8211; sono qualcosa in cui personalmente ho creduto da sempre. Ho iniziato a farle e poi a pubblicare quelle di miei collaboratori già ne L&#8217;Uccellino di Del Piero, il mio primo sito, ormai una dozzina di anni fa. E sì, allora non c&#8217;era nessun altro sito (non solo sulla Juve) che le scrivesse, e soprattutto che le scrivesse con costanza, partita dopo partita e con tante (le chiamavo così) &#8220;diapositive&#8221;. Non dico come Pippo Baudo di averle &#8220;inventate io&#8221;, non è questo il concetto: il concetto è che non sono per me una &#8220;moda&#8221; del momento, una cosa da fare perchè &#8220;ora fa figo&#8221;, semplicemente perché ci credevo e le pubblicavo quando siti che qualcuno ci accusa di &#8220;scimmiottare&#8221; non erano ancora nemmeno a calendario.</p>



<p>Da sempre, ho cercato di circondarmi di buoni &#8220;analisti&#8221;, da Fabio Barcellona (ora prima penna di UltimoUomo/Sky) fino a quelli dell&#8217;attuale redazione di AterAlbus perchè ho sempre creduto nello scopo &#8220;didattico&#8221; di queste analisi. Ho imparato tantissimo in questi anni e ritengo sia una cosa buona che ci siano siti (mai troppi) che pongano così attenzione a questi aspetti così specifici di campo.</p>



<p>Alcune delle accuse che ci vengono mosse, riguardano il fatto che le analisi siano &#8220;solo&#8221; un aspetto delle partite e che non siano altro che uno strumento autoreferenziale da parte di qualcuno per alimentare il proprio ego in esercizi di stile.</p>



<p>Iniziamo dalla prima. Lo sappiamo perfettamente, è un&#8217;analisi parziale. Lo abbiamo detto e <a aria-label="scritto diverse volte (opens in a new tab)" href="/bagno-di-umilta-e-asticelle/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">scritto diverse volte</a>. L&#8217;analisi tattica si chiama &#8220;analisi tattica&#8221; proprio perchè propone un&#8217;analisi… tattica. Della tattica delle due squadre, degli schieramenti in campo, delle mosse e contromosse dei giocatori, dei movimenti e dei gesti tecnici dei calciatori. Se si occupasse di misurare la temperatura e valutare i centimetri di pioggia venuti giù nel week-end, si chiamerebbe analisi metereologica.</p>



<p>Nell&#8217;analisi di una partita, e in particolare del risultato di una partita, entrano in gioco talmente tanti fattori che alcuni sono difficili da misurare, per altri servirebbero competenze specifiche che ad AterAlbus non abbiamo, e altri ancora sono impossibili da conoscere per chi non vive quotidianamente lo spogliatoio di una squadra. E ci mancherebbe non fosse così. </p>



<p>Una &#8220;recensione&#8221; completa di una partita dovrebbe raccontare come si è giunti al match day, in che condizioni, quanti siano gli assenti, come gli assenti abbiano influito non tanto sul risultato, quanto sulla preparazione della partita. E ancora: dovrebbe considerare se si abbia avuto tempo in settimana di preparare la partita e quanto, se alcuni giocatori fossero in condizioni precarie. Se quella gara fosse da considerare inserita in un ciclo di gare ravvicinate trattate a livello di preparazione (anche solo atletica) in modo analogo o diverso. Un&#8217;analisi della partita dovrebbe tenere conto anche della sfiga (che nel calcio esiste: se prendi 5 pali, magari puoi lo stesso fare mille critiche tattiche, ma sticazzi te ne entrava uno e vincevi), dell&#8217;arbitraggio, delle condizioni del terreno di gioco, delle condizioni climatiche. Tutto questo per restare solo alle cose &#8220;osservabili&#8221;, perché poi ci sono le dinamiche interne di gruppo, ci sono i rapporti tra singoli giocatori, c&#8217;è l&#8217;alchimia che si è creata o meno fra alcuni di loro, c&#8217;è la fidanzata che litiga con un calciatore alla vigilia di un match, c&#8217;è un figlio o una figlia col raffreddore che preoccupa, ci sono i cagotti, c&#8217;è tutto un mondo. Tutto questo, assieme alle strategie tattiche delle due squadre e alla loro analisi, concorre a formare un giudizio sulla partita che possa avvicinarsi ad un giudizio esauriente.</p>



<p>Come detto, lo scopo di un&#8217;analisi tattica è essenzialmente didattico e prende in considerazione i soli aspetti tattici, per definizione. Si prescinde volutamente (quindi è inutile tirarli ogni volta in ballo) da tutti gli altri fattori che non sono tattici proprio perché si analizza solo il campo, ciò che avviene nel rettangolo di gioco e che dipende dalle due squadre, dalle mosse e contromosse degli allenatori e dagli errori o dalle cose fatte bene dei giocatori.</p>



<p>Scopo didattico che vuol dire? Che gliela si può insegnare ad un allenatore professionista? Ovviamente no. Vuol dire che osservare con costanza (dopo ogni partita) alcuni aspetti (quelli controllabili da te) di una partita, può essere utile a capire le difficoltà di una squadra, la sua evoluzione, le sue problematiche da migliorare e quelle dei singoli.</p>



<p>Ma l&#8217;analisi tattica, forse è il caso di esplicitare anche questo, è limitata a sua volta e ne siamo consapevoli noi per primi. Per essere completa, sarebbe necessario unire una visione diretta della gara dallo stadio, dove si ha un campo visivo &#8220;libero&#8221; e più ampio e dove si possono seguire anche i movimenti senza palla e per reparti, con la visione della gara dalla televisione, dove le telecamere seguono solo il pallone (motivo per cui, spesso e volentieri, abbiamo preso in considerazione video di tifosi fatti dallo stadio <a aria-label="come quelli del buon Pagno72 (opens in a new tab)" href="https://www.youtube.com/user/pagno1972" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">come quelli del buon Pagno72</a>) e ti limitano nell&#8217;osservazione.</p>



<p>Nonostante ciò, un&#8217;analisi tattica fatta bene è molto utile, come dicevo all&#8217;inizio, se si ha (ma bisogna avercela) un&#8217;apertura mentale tale da capirne appunto l&#8217;utilità.</p>



<p>Arriviamo alla seconda accusa, quella dell&#8217;autoreferenzialità. Sempre una dozzina di anni fa, c&#8217;era la passione per quello che si provava a fare, ma pochi strumenti a disposizione. Non intendo necessariamente quelli tecnologici (anche se ricordo che sia io sia il buon Fabio ci mettevamo lì a fare un centinaio di fotografie con il cellulare alla televisione, cercando di cogliere il momento giusto e ripetendo più e più volte gli scatti fino a trovarne uno buono), ma anche proprio di studio.</p>



<p>Nella redazione di AterAlbus ora abbiamo un paio di diplomati SICS in &#8220;Match Analysis&#8221;, Luca e Michele, con certificazione da video analista tattico. Capisco che ognuno di noi si senta esperto tuttologo e che se il calcio fosse solo da leggere e ascoltare e non da scrivere e parlare, sarebbe noioso e probabilmente non verrebbe seguito con tanta passione. Però dal &#8220;tutti possiamo parlarne&#8221; (sacrosanto, io ne sono l&#8217;esempio perfetto non avendo mai praticato calcio) al &#8220;nerd segaioli&#8221; nei confronti di chi studia la materia che vi propone e partecipa a corsi riconosciuti (sui quali ad esempio insiste da anni Antonio Gagliardi, usandoli e coordinandoli sia per la Nazionale A che per tutte le Nazionali giovanili italiane e ora per tutte le squadre della Juventus), ce ne passa.</p>



<p>Abbiamo anche gente che ha lavorato e lavora nel calcio come allenatore (Davide e Francesco hanno il patentino UEFA B, Massimo è stato allenatore di C1 di futsal, Enry è stato osservatore in Lega Pro e responsabile di settori giovanili, Roberta è stata dirigente di B e A2 di calcio femminile, Francesco Federico è osservatore e data analyst WyLab, ecc&#8230;) e, tutti insieme, cerchiamo di analizzare quanti più aspetti possibile, provando a unire le nostre competenze specifiche (ovviamente limitate, o non lo faremmo per hobby) con discussioni redazionali e confronti quotidiani, per tentare di fare le migliori analisi possibili tenuto conto come detto di tutte le limitazioni del caso.<br><br>Ci riusciamo? A volte meglio, a volte meno. Tutti noi, però, quando vi proponiamo queste analisi attingendo da esperienze personali o studi specifici, lo facciamo consapevoli che l&#8217;analisi tattica, che rimane solo tattica, è la visione personale di un evento. E che, in quanto tale, si può essere d&#8217;accordo o meno. E ci sono analisi più convincenti e analisi meno convincenti. Non solo quindi non la si vuole e non la si può spiegare a Pirlo e al suo staff (come detto e lo ripeto, lo scopo &#8220;didattico&#8221; è quello di cercare di capire noi per primi in cosa dovrebbe migliorare la squadra che commentiamo per passione), <strong>ma non si vuole nemmeno spiegarla a voi</strong>.</p>



<p>Vorrei che fosse chiaro questo concetto, quindi lo piazzo qui alla fine che è più facile ricordarselo. Noi ci divertiamo a commentare la Juve, a discuterne tra di noi e, lo sapete, a discutere con voi. La verità è semplicemente questa, altrimenti non lo faremmo da anni, senza beccare un euro, anzi addirittura finanziando questa passione. Non è autoreferenzialità: è avere coraggio di mettersi in gioco e confrontarsi. Per creare un sito web, oggi, bastano pochi click e non serve nemmeno essere un esperto; per fare un podcast basta una chat Telegram e la app ti registra e ormai ti invia pure un comodissimo mp3 pronto per la distribuzione. Nessuno di noi ha accesso a strumenti privilegiati rispetto a voi. Noi, semplicemente, lo abbiamo fatto e ci divertiamo a farlo.</p>
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		<title>Com&#8217;è andata la Supercoppa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 08:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[mckennie]]></category>
		<category><![CDATA[Pirlo]]></category>
		<category><![CDATA[supercoppa]]></category>
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					<description><![CDATA[La Juventus ha giocato una partita appena sufficiente, cosa non scontata dopo la prova con l’Inter, ma è bastata per avere ragione del Napoli e vincere la Supercoppa italiana.  Non è peregrino pensare che giocare appena tre&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Juventus ha giocato una partita appena sufficiente, cosa non scontata dopo la prova con l’Inter, ma è bastata per avere ragione del Napoli e vincere la Supercoppa italiana. </strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Non è peregrino pensare che giocare appena tre giorni dopo la <a href="/inter-juventus-la-lezione-di-conte-a-pirlo/">cocente sconfitta di Milano</a> sia servito alla Juventus per scrollarsi di dosso i fantasmi di quella partita. Per la Supercoppa italiana, Pirlo ritrova Cuadrado, e soprattutto schiera sin da subito il centrocampo con McKennie, Bentancur e Arthur. Davanti, Kuluševski viene preferito a Morata per affiancare Ronaldo.&nbsp;</p>



<p><strong>Miglioramenti?</strong></p>



<p>Conscio dei problemi di circolazione bassa contro l&#8217;Inter, Pirlo ha probabilmente insistito con una prima impostazione più “pesante”, coinvolgendo a turno ben sei giocatori. Nonostante il Napoli si limitasse a cercare di mettere in ombra Arthur, la Juve ha costruito le proprie azioni soprattutto con un 4+2. A dirla tutta, la prima linea oscillava tra 4 giocatori in fila (specialmente quando la costruzione era bassa) e una linea a 3 in cui Cuadrado si staccava e prendeva porzioni di campo più avanzate. Una costruzione che <a href="/come-costruisce-la-juventus-di-pirlo/">abbiamo ribattezzato</a> “3 e mezzo” e che, con la posizione del colombiano, ha creato non pochi grattacapi alla catena sinistra del Napoli. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/01/Slide3-960x540.png" alt="" class="wp-image-17330" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide3-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide3-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide3-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide3.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Una costruzione prudente, anche troppo: tanti giocatori sotto palla senza che fosse necessario.</figcaption></figure></div>



<p><br>Il Napoli ha avuto qualche inattesa difficoltà nel coprire il <em>doble pivote</em> bianconero: Arthur si abbassava sempre accanto a Bentancur, sia per aprire spazi davanti a sé chiamando Bakayoko e Demme a salire accanto a Zieliński, sia per dare manforte al compagno di reparto. Sebbene la trasmissione del pallone fosse comunque sotto giri rispetto agli standard ottimali, questo assetto ha rinforzato la struttura posizionale e dato ordine alla squadra. </p>



<p><strong>Centrocampo e riaggressione</strong></p>



<p>Innegabilmente, i migliori momenti della Juventus sono coincisi con quelli in cui il centrocampo riusciva ad aggredire la costruzione del Napoli. Gli interpreti hanno fatto la differenza, con Arthur, Bentancur e McKennie bravissimi ad accorciare &#8211; un fondamentale in cui si sente molto la differenza con Rabiot e Ramsey. Oltretutto i tre centrocampisti si sono trovati a meraviglia, ingaggiando piccoli triangoli in zone centrali e scavalcando agevolmente Demme e Bakayoko, in costante inferiorità e senza che Gattuso riuscisse a porvi rimedio. McKennie in particolare <a href="https://twitter.com/andrelapegna/status/1352158237865504768" target="_blank" rel="noopener">è stato determinante</a> con i suoi smarcamenti dietro gli avversari e giocando la <em>pared </em>o la profondità, è stato impareggiabile nel far progredire velocemente l&#8217;azione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/01/Slide4-960x540.png" alt="" class="wp-image-17331" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide4-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide4-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide4-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide4.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Un triangolo ben costruito da Arthur, McKennie e Bentancur per mettere in mezzo Bakayoko</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/01/Slide5-960x540.png" alt="" class="wp-image-17332" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide5-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide5-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide5-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide5.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Bentancur trova Cuadrado cambiando campo</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/01/Slide6-960x540.png" alt="" class="wp-image-17333" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide6-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide6-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide6-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide6.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Ancora con un tocco di prima, McKennie apre campo per Kulusevski.</figcaption></figure>



<p>Gattuso aveva anche correttamente compreso i problemi del proprio centrocampo con la palla tra i piedi, e nella seconda metà del primo tempo ha istruito Demme ad abbassarsi ancora di più tra i centrali. Questa mossa ha causato diversi scompensi alla Juventus. <em>In primis</em>, ha spostato il centro della pressione in avanti, dove Ronaldo si fa pregare per il pressing e Kuluševski è troppo spesso in ritardo. Per di più, così facendo ha alzato i terzini, andando ad abbassare gli esterni della Juventus e allungandole il campo per le transizioni. </p>



<p><strong>Le fasce, goia e dolori</strong></p>



<p>Come sappiamo, la Juventus fa grande uso delle corsie laterali per prepararsi alla rifinitura. A destra Cuadrado è stato salvifico: sbocco continuo della manovra (95 tocchi e 96% di passaggi riusciti, 46/48) il colombiano è stato unico per guadagnare campo e creare superiorità numerica. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">Mancavi <a href="https://t.co/ZhVQ8ccAuH" target="_blank">pic.twitter.com/ZhVQ8ccAuH</a></p>&mdash; Andrea Lapeña (@andrelapegna) <a href="https://twitter.com/andrelapegna/status/1351999008907153411?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">20 gennaio 2021</a></blockquote></div>
</div><figcaption>Il primo tempo di Cuadrado: due ruoli in uno</figcaption></figure>



<p></p>



<p>A sinistra, invece, nel primo tempo Chiesa e Ronaldo si sono mossi in maniera simile, annullandosi a vicenda. <a href="/wp-content/uploads/2021/01/Slide5.png" class="rank-math-link">In questa immagine</a> si vede come i due occupavano lo stesso corridoio in ampiezza, aspettando il pallone sui piedi e rimanendo lontani dall&#8217;azione. In questo modo, il Napoli aveva gioco troppo facile a contenerli. Non è un caso che con l’ingresso di Bernardeschi la Juventus abbia riguadagnato fascia ed imprevedibilità. Pur senza offrire una prestazione individuale spettacolare, il toscano ha permesso a Ronaldo di dialogare proficuamente con un compagno sull’out e lo ha spinto a giocare più centrale. </p>



<p><strong>Il Napoli ha dato una mano alla Juventus</strong></p>



<p>Il Napoli ha certamente facilitato molte operazioni alla Juventus. L’atteggiamento basso e rinunciatario ha messo in evidenza la lentezza della circolazione palla, ma il centrocampo e riuscito a prendere la squadra in mano (cosa che gli interpreti di Milano non erano riusciti a fare per carenze individuali). A differenza dell’Inter, che cercava le punte centralmente, il Napoli ha impostato le proprie transizioni cercando Lozano e Insigne, su cui Danilo e Cuadrado hanno giocato benissimo. Il merito della Juve (e di Bentancur in particolare) è stato quello di aver schermato a dovere le ricezioni di Zieliński, che col campo che lascia la Juve avrebbe potuto far male.&nbsp;</p>



<p>Va anche ammesso che il Napoli ha commesso una serie di errori marchiani in difesa, sia di valutazione che spiccatamente tecnici. I gol della Juve sono episodici, e specialmente il primo viene da una serie di disattenzioni e di mancanze di concentrazione da parte dei difensori azzurri. </p>



<p><strong>Conclusione</strong></p>



<p>Se le note positive della Juve riguardano gli interpreti del centrocampo e Cuadrado, quelle negative sono più diffuse e radicate. Gli attaccanti sono sembrati spesso avulsi dal contesto tecnico, e confusi nell’applicazione con e senza palla: quella che era la forza della Juventus ad inizio stagione, anche in ragione dello stato di grazia di Morata, sta lentamente diventando un problema. La Juventus crea sempre meno per vie centrali, e si affida sempre di più ad un <em>crossing game</em> prevedibile. </p>



<p>La costruzione rimane farraginosa ed eccessivamente lenta: Bonucci e Chiellini continuano a giocare a 3 o 4 tocchi, lasciando tempo agli avversari di sistemarsi: contro squadre diverse, questo è un grosso handicap, come visto vs Inter (De Ligt, torna presto).</p>



<p>Un ulteriore fattore che determina le fortune della Juventus, come da un paio d’anni a questa parte, è infine il pressing: quando la Juventus fa densità, è corta sul portatore, intensa, e con gli angoli giusti, ci sono i presupposti per far bene. Altrimenti, continueremo ad inanellare prestazioni altalenanti. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come costruisce la Juventus di Pirlo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 12:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo]]></category>
		<category><![CDATA[de ligt]]></category>
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		<category><![CDATA[Pirlo]]></category>
		<category><![CDATA[uscita palla]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei cambiamenti più radicali rispetto all’anno scorso è senza dubbio la maniera in cui la Juventus costruisce. Rispetto a Sarri, che era solito uscire con 4+1, Pirlo ha sperimentato un’ampia varietà di soluzioni, che prendono spunto&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><strong>Uno dei cambiamenti più radicali rispetto all’anno scorso è senza dubbio la maniera in cui la Juventus costruisce. Rispetto a Sarri, che era solito uscire con 4+1, Pirlo ha sperimentato un’ampia varietà di soluzioni, che prendono spunto da un sistema 3+2</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>In un calcio sempre più improntato all&#8217;intensità, e dove quasi tutte le squadre ambiscono ad una conquista alta della sfera, l’uscita palla ha assunto una rilevanza sempre più grande nelle strategie delle squadre di calcio. La Serie A, e la Juventus in particolare, non sono esenti da questi adattamenti.&nbsp;</p>



<p><strong>Gli inizi e il 3+2</strong></p>



<p>Se con Sarri la Juventus insisteva con una costruzione in linea a 4 a cui si aggiungeva il mediano (Pjanić, o Bentancur nella seconda parte di stagione), con Pirlo abbiamo visto una trasformazione radicale. Com’è noto, in effetti, sin dalla <a href="/la-juventus-di-pirlo-impressioni-di-settembre/">primissima uscita amichevole con il Novara</a>, Pirlo ha mostrato inequivocabilmente di voler costruire con una linea a tre. Nell’immagine qui sotto si vede distintamente come la prima Juventus adottasse una soluzione di 3+2, dove il doppio mediano serve ad offrire riferimenti vicini alla prima linea.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/GBO1A0f_PoXB_ccp-dJYJ4acdWTm3RDIcM3HwXn8IlHxQHVRWj13riKNK4gbTCU6A2xszJnUH0U5yrq2iqJwgjxEMVoieKM92Qnw-5c4TWcH8iqXG8i2FRVdS1BUkccaUNH7Zrrl" alt=""/></figure></div>



<p>Si tratta di un principio ben noto al calcio di <a href="/come-i-principi-di-viscidi-e-gagliardi-stanno-influenzando-la-juventus-di-pirlo/">Maurizio Viscidi</a>, che ha ispirato sia <a href="/lo-staff-tecnico-di-pirlo-antonio-gagliardi/">Antonio Gagliardi</a> che <a href="/la-tesi-di-pirlo-coverciano-spiegata/">Andrea Pirlo</a>: l’idea in questo senso è di avere 5 giocatori in costruzione e altri 5 deputati all’invasione, ossia alla ricezione dietro le linee di pressing avversarie. I famosi &#8220;costruittori&#8221; e &#8220;invasori&#8221;. Mentre altri allenatori declinano questo principio con una linea 4 (per esempio, la Nazionale di Mancini), Pirlo non ha mai fatto mistero di preferire una linea 3, probabilmente per occupare in maniera più omogenea i corridoi centrali. D’altra parte, in questo periodo il modulo scelto era un 3-4-2-1 che andava a portare 5 uomini sull’ultima linea avversaria, guarda caso proprio i 5 invasori: i due esterni, i due trequartisti, e la punta.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/KuWVk_9KnX0FtYqFVXjMTSqT5nkz44WyIOwmOZHevd4zXR_NoLWVMeDVNBTikUX7v0AklzCtEW-_Q9Ngq0EUPnb2GwnpyVtsWfWNZrNUG5YRbPG8Fs_wknJUcRIUELTd9r6gcNyf" alt=""/><figcaption><a class="rank-math-link" href="/cinque-cose-positive-di-juventus-sampdoria/">Contro la Sampdoria, nella prima di campionato. </a>Centrale opposto (Chiellini) più basso, esterno lato palla (Cuadrado) più alto. I due mediano sono Rabiot e McKennie.&nbsp;</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p><strong>Variazioni sul tema</strong></p>



<p>Con il passare del tempo, la Juventus è stata messa di fronte a problemi nuovi. Ad esempio, squadre che pressavano altissime con l&#8217;idea di sporcarle la prima costruzione e recuperare palla, magari orientando questa pressione uomo su uomo. Contro squadre del genere che marcano i tre centrali e portano due centrocampisti sui mediani bianconeri, ecco che il contributo in uscita dei “trequartisti” (o falsi esterni) diventa fondamentale.&nbsp;</p>



<p>La Juventus ha dunque sfruttato le capacità dei suoi difensori (in particolare Bonucci e De Ligt) di tagliare le linee di pressione con dei <em>laser pass</em>. Un contributo fondamentale, in tal senso, è arrivato anche da Szczęsny, che specialmente in fase di costruzione è stato responsabilizzato in maniera evidente, soprattutto se pensiamo che l’anno scorso le sue doti con i piedi sono state poco valorizzate.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/fylmevQ5sYHnuECNzQMAlVC8Y1stj_C5MJQZQM8TXSJ-ux4i8Vm9D4IelnIUF1dV7kDg334-i5YqX1fSxYOW79hcngx5hVxdg2qNYYsWEnxkV2ZUWWcUGQ8KISRGx5h898Q9-RMl" alt=""/></figure></div>



<p>La difesa a 3 si espone più facilmente alla parità numerica. Questo sia perché molte squadre attaccano con tre punte (che sono più facili da scaglionare sui tre centrali), sia perché alla Juve gli esterni vengono spesso e volentieri tenuti molto alti. Ecco allora che una seconda soluzione ai succitati problemi arriva ancora una volta dall’utilizzo del portiere. In particolare, per portar via un uomo dall’ultima linea, Pirlo ha spesso alzato Bonucci sulla linea dei mediani, portando contemporaneamente Szczęsny a giocare tra gli altri due centrali. Inevitabilmente, gli avversari hanno dovuto “sprecare” un uomo più giù sul campo, con il risultato che la Juventus è riuscita a dare ossigeno alla prima uscita.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">Soluzioni creative per l&#39;uscita palla.<br><br>Contro l&#39;Atalanta, Szczesny giocava tra De Ligt e Danilo, mentre Bonucci avanzava accanto ad Arthur. <br>Un escamotage già provato, che consente alla Juve di stressare la pressione avversaria e trovare le punte con più facilità<a href="https://twitter.com/hashtag/JuveAtalanta?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#JuveAtalanta</a> <a href="https://t.co/iFqP7Kk16G" target="_blank">pic.twitter.com/iFqP7Kk16G</a></p>&mdash; Andrea Lapeña (@andrelapegna) <a href="https://twitter.com/andrelapegna/status/1339501930247237633?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">17 dicembre 2020</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p>Già <a href="/wp-content/uploads/2020/10/Slide4.png">contro il Verona</a> si erano viste avvisaglie di questa strategia, che è stata poi utilizzata in maniera piu compiuta nella partita contro l’Atalanta: non è un caso che si sia scelto questo <em>escamotage</em> contro due squadre che fanno del pressing a uomo a tutto campo la propria arma migliore. D’altra parte, si tratta di una tendenza in consolidamento, che si sta diffondendo a macchia d’olio tra le squadre che adoperano una prima costruzione a 3: <a href="https://twitter.com/sgavdio/status/1346123806797148160" target="_blank" rel="noopener">la stessa Inter di Conte</a> ne ha fatto largo uso di recente.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, vale la pena soffermarsi sull’utilizzo di <a href="/cuadrado-analisi-giocatore-e-la-chiave-di-tutto/">Cuadrado come arma per uscire dalla difesa</a>. In effetti, contro squadre dal blocco basso che si adoperavano per chiudere il centro, la Juve ricorre al contributo del colombiano per aprire il centrocampo avversario e far progredire l’azione. Sulla scorta dei suoi ripiegamenti ad offrire una linea di passaggio vicina, abbiamo coniato l’espressione “costruzione a tre e mezzo”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/eEOei0rwB1amnK1dl0rYBDJWGJ8NtZAlIU0K6aYKcQ_LaTz3xJlqnCM6bq8xixBcpM3EmXi4Q_Vkep-VfCI9Vye18byYRRmavbySr0GZ-OLe4h8kEQYNGD92IkzErlVutBPHmb4Y" alt=""/></figure></div>



<p><strong>Evoluzione: 3+1(+1)</strong></p>



<p>Assecondando la necessità di coprire meglio il campo durante le transizioni negative, Pirlo ha progressivamente abbandonato l’idea di un centrocampo a due in favore di un vero e proprio centrocampo a tre: a partire dalla <a href="/svolta-centrocampo-a-tre-per-la-juventus-parma-analisi/">bella vittoria contro il Parma</a>, la Juventus ha cominciato le proprie azioni con un 3-5-2 di base. Questo cambiamento, per nulla banale e anzi molto significativo, ha avuto a cascata anche effetti sull’uscita palla. Adesso la Juventus ha vertice basso riconoscibile, una posizione che spesso è stato Bentancur a rilevare. In questo senso, tuttavia, Pirlo non ha voluto rinunciare ai principi viscidiani, affiancandogli a turno una delle due mezzali.&nbsp;</p>



<p>E il caso questo della partita contro il Sassuolo, dove Pirlo ha ben pensato di mettere Arthur, nominalmente mezz’ala destra, accanto a Bentancur, nominalmente vertice basso. In questo modo si cercava di mettere in difficoltà Đuričić, con il trequartista serbo che avrebbe dovuto coprire il mediano e che si e invece trovato improvvisamente a dover ballare tra due avversari.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/01/Slide2-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-17072" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide2-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide2-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide2-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide2-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Infine, vale la pena notare come la Juve abbia ancora un’altra maniera di iniziare l’azione su rimessa dal fondo. Se ormai, con la modifica della regola che impediva ai giocatori di entrare in area, le rimesse dal fondo corte (cortissime!) sono la regola, poche squadre apportano cambiamenti alla propria uscita palla su questa situazione. La Juve di Pirlo è una di esse.</p>



<p>Ancora una volta sulla scia della Nazionale di Mancini, la Juventus “apre” (scacchisticamente parlando) con una linea a 4 ben definita e il doppio mediano. Questa configurazione viene adottata per lo più perché la rimessa dal fondo rappresenta una situazione statica, in cui gli avversari hanno anche loro il tempo di sistemarsi, e di iniziare con i propri avanti già in posizione. In questi casi, un uomo in più non guasta.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2021/01/Slide1-1-960x540.png" alt="" class="wp-image-17074" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide1-1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide1-1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide1-1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2021/01/Slide1-1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Insomma, Pirlo e Gagliardi hanno dato una consistente rinfrescata all’uscita palla in casa Juventus. Certo, c’è ancora da lavorare molto su alcuni meccanismi: ad esempio, gli smarcamenti dietro il centrocampo avversario, o il tempo cui troviamo gli esterni (<a href="/milan-juventus-analisi-tattica-partita-giocata-bene-pirlo/">contro il Milan</a> queste due situazioni ci hanno fatto soffrire). Finora a livello puramente teorico le misure e contromisure hanno avuto il pregio di individuare alla perfezione i problemi: se lo staff tecnico riuscirà a lavorare sulla postura dei giocatori e su espedienti di tattica individuale, la Juventus potrà migliorare ancora in situazioni di gioco che rivestono un’importanza sempre più grande nel calcio.&nbsp;</p>
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		<title>Cinque cose negative di Roma-Juventus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 07:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Fonseca]]></category>
		<category><![CDATA[Pirlo]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[Se con la Sampdoria si sono visti ottimi preamboli della Juve che verrà, contro la Roma sono stati commessi tanti, troppi errori. In realtà, basterebbe prendere quell&#8217;articolo scritto dopo la prima partita di Serie A e ribaltarlo,&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>Se <a href="/cinque-cose-positive-di-juventus-sampdoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">con la Sampdoria</a> si sono visti ottimi preamboli della Juve che verrà, contro la Roma sono stati commessi tanti, troppi errori. In realtà, basterebbe prendere <a href="/cinque-cose-positive-di-juventus-sampdoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quell&#8217;articolo</a> scritto dopo la prima partita di Serie A e ribaltarlo, perché molte delle luci di quella partita sono le ombre della trasferta all&#8217;Olimpico.&nbsp;</p>



<p>Pirlo mischia le carte in tavola, virando verso un 3-4-1-2 / 4-4-2 un po&#8217; diverso con Morata accanto a Ronaldo, Ramsey alle loro spalle, Cuadrado a sinistra e Kulusevski largo a destra. Confermato il doppio pivot con Rabiot e McKennie. Fonseca, consolidando il lavoro fatto dalla ripresa post-COVID, mette in campo la Roma con un 3-4-2-1. </p>



<p><strong>1. Le transizioni negative</strong></p>



<p>La cosa peggiore della partita è stato certamente il comportamento senza palla dei bianconeri. La difesa a tre dei padroni di casa raramente usciva sugli esterni, tagliando quindi fuori il pressing delle ali. Morata e Ronaldo hanno recuperato 1 pallone in due, e una volta saltato il primo pressing la Roma aveva un porto sicuro per il pallone tra le solide spalle di Džeko, preziosissimo per la risalita del campo dei padroni di casa.</p>



<p>La Juventus ha adottato un atteggiamento ambiguo. Se i due attaccanti non abbozzavano altro che la pressione corta, la seconda linea portava un pressing altissimo, ma veniva solertemente scavalcata dalla verticalità di Pellegrini e Mancini, istruiti a cercare sempre Džeko e la linea a rimorchio del bosniaco. La difesa allora subiva costantemente situazioni di palla scoperta in parità numerica e non poteva far altro che scappare sempre verso la porta.&nbsp;</p>



<p>Così, la Roma ha avuto gioco facile nel disporre di una Juventus mal messa in campo, spaccata, e incredibilmente lunga. I padroni di casa hanno spesso potuto attaccare la linea difensiva con Džeko, Mhkitarian e Pedro indifferentemente, tutti e tre fronte alla porta e con i compagni in disponibilità. Lavorare sui meccanismi di transizione è una priorità inderogabile, anche in ragione dello sciocco gol concesso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="512" height="363" src="/wp-content/uploads/2020/09/xg.png" alt="" class="wp-image-15954"/><figcaption><em>La Juve ha concesso ben 2.66 xG alla Roma, ed è riuscita a pareggiare la partita solo per l&#8217;imprecisione degli attaccanti romanisti. Fonte <a href="https://www.infogol.net/en/matches/result/italian-serie-a/roma-vs-juventus-2020-09-27/82148" target="_blank" rel="noreferrer noopener">InfoGol</a></em></figcaption></figure></div>



<p><strong>2. Il doppio attaccante</strong></p>



<p>Molti degli squilibri sono dipesi dal (non) lavoro del doppio attaccante &#8211; e i rimanenti da scelte sbagliate di formazione. Morata e Cristiano hanno giocato troppo vicini e con compiti verosimilmente simili, pestandosi i piedi vicendevolmente e inaridendo le soluzioni per la manovra.</p>



<p>Al netto della prestazione disastrosa dello spagnolo (solo 25 tocchi in 57 minuti e 11 passaggi), troppo spesso i due hanno dato l&#8217;idea di avere lo stesso ruolo. Ogni volta che il centrocampo poteva giocare in verticale, entrambi allungavano la Roma; quando la squadra riusciva a raggiungere gli esterni, entrambi stazionavano statici al centro; nessuno dei due si è aperto con costanza nell&#8217;ultimo terzo di campo per portare via il centrale e propiziare l’ingresso di un centrocampista a rimorchio; nessuno dei due è stato in grado di ricevere spalle alla porta e far salire la squadra (Ronaldo per indole, Morata per incapacità tecnica).</p>



<p>Il risultato è stato spingere Ronaldo troppo sull&#8217;out ad inizio azione e nascondere Morata dietro la marcatura di Ibañez e lo schermo di Veretout.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="537" src="/wp-content/uploads/2020/09/ronaldo-960x537.png" alt="" class="wp-image-15956" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/ronaldo-960x537.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/ronaldo-595x333.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/ronaldo-768x429.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/ronaldo.png 1050w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Morata occupa la zona centrale e Ronaldo è costretto ad abbassarsi a sinistra. Ma, contrariamente all&#8217;anno scorso, quella fascia è giò occupata da un esterno e la Roma può contenere entrambi senza scomporre la marcatura. </em></figcaption></figure></div>



<p><strong>3. Ampiezza e profondità</strong></p>



<p>Nulla di quello che era stato preparato (o che possiamo immaginare fosse stato preparato) è poi stato eseguito. La Juventus ha avuto notevoli difficoltà a trovare gli esterni e ad isolarli, principalmente per la bravura della squadra di Fonseca a tenere coperto il pallone giocando uomo su uomo, tarpando così il motore dell&#8217;attacco bianconero. Inoltre, agendo a piede invertito, sia Kulusevski che soprattutto Cuadrado avevano tendenza a venire dentro il campo, mancando dunque nel fornire ampiezza e agevolando il compito dell’ultima linea giallorossa.</p>



<p>Nemmeno il gioco ad elastico nel corridoio centrale è riuscito: in assenza di Kulusevski, l&#8217;unico che poteva venire incontro e giocare la parete è stato Ramsey, autore di una partita molto generosa ma comunque insufficiente negli smarcamenti, sempre adombrati benissimo da Veretout e Pellegrini. I due mediani della Juventus, in più, non spiccano certo per doti creative ed ecco che l’attacco posizionale diventava stagnante. Qualche miglioria si è vista nel secondo tempo con gli ingressi di Costa e soprattutto Arthur, ma quando la partita era ormai compromessa per l’uomo in meno.</p>



<p><strong>4. Giro palla</strong></p>



<p>Senza sfoghi esterni alla manovra, sono emersi numerosi problemi nella velocità d&#8217;esecuzione. In mancanza di opzioni davanti a sé, Bonucci non ha saputo imprimere la giusta rapidità all&#8217;uscita palla, e Chiellini non è mai riuscito a dargli manforte. Solo alcune saltuarie sortite di Danilo, uno dei pochi a strappare la sufficienza, sono state in grado di sbloccare un possesso altrimenti molto confuso: sia palla al piede che con ottimi filtranti verso Morata, Danilo è stato l’unico a far comprendere alla squadra che tipo di ritmo serve al pallone.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2020/09/Diapositiva1-960x540.png" alt="" class="wp-image-15953" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Diapositiva1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Diapositiva1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Diapositiva1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Diapositiva1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Segno delle difficoltà è Szczęsny che conduce senza opzioni: in queste situazioni la Juve ha teoricamente la superiorità numerica in zona palla, ma le aperture pigre dei centrali anestetizzano l&#8217;uscita.&nbsp;Bonucci è ridondante e Danilo troppo stretto. </em></figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>Una buona fotografia delle difficoltà a far girare la sfera sono i 12 palloni persi da Rabiot nei 62&#8242; giocati, un numero altissimo per colui che era deputato ad essere il primo regista a centrocampo: il francese non aveva mai opzioni disponibili, abbassava la testa e perdeva palla sul pressing di Pellegrini. Il palleggio è migliorato molto con l&#8217;ingresso di Arthur e Bentancur, che disposti efficacemente su linee sfalsate hanno offerto boccate d&#8217;ossigeno e superiorità posizionale nel centro del campo.</p>



<p><strong>5. Le scelte di Pirlo</strong></p>



<p>Ultimo punto sulla nostra lista ma non certo quello di minore importanza o impatto sulla prestazione, sono le scelte cervellotiche di Pirlo. Schierare Morata dopo pochi allenamenti, e al contempo provare esperimenti assolutamente inediti come Cuadrado a sinistra e Kulusevski a destra sono scelte difficili da interpretare.&nbsp;</p>



<p>Il fallimento di questi espedienti è stato abbastanza evidente sin dai primissimi minuti di gioco: con la Roma a specchio, Cuadrado e Kulusevski non hanno mai ricevuto né isolati sull’out né in corsa: troppo facile per Santon e Spinazzola limitarne il contributo offensivo se i nostri esterni ricevono sui piedi e in mezzo al traffico. Lontano dalla porta, lo svedese ha sofferto molto la presenza di tanti uomini davanti a sé e non è mai stato messo in condizione di puntare la porta.&nbsp;</p>



<p>Morata ha vissuto probabilmente la sua peggior serata con la maglia bianconera &#8211; non un grande preambolo per la seconda parentesi a Torino. Non era chiaro che ruolo dovesse assumere in fase di possesso, e il suo contributo senza palla è stato impalpabile.&nbsp;</p>



<p>Scelte stravaganti, soprattutto perché in controtendenza rispetto alla partita con la Samp dove molti degli accorgimenti avevano funzionato a dovere (a cominciare dal doppio trequartista). Gliele perdoniamo: d&#8217;altronde, è alle prime esperienze. Ma quando leggiamo e diciamo che la Juve deve lavorare, non sono solo i giocatori a doverlo fare.</p>
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		<title>Cosa ci ha detto Juventus &#8211; Inter?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 11:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[bentancur]]></category>
		<category><![CDATA[bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[ramsey]]></category>
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					<description><![CDATA[La Juventus non ha giocato una partita perfetta né tantomeno straordinaria, ma ha fatto la migliore partita da un mese e mezzo a questa parte. E contro l’Inter è bastato. L’andamento del match non è stato dissimile&#46;&#46;&#46;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Juventus non ha giocato una partita perfetta né tantomeno straordinaria, ma ha fatto la migliore partita da un mese e mezzo a questa parte. E contro l’Inter è bastato.</strong></p>



<p>L’andamento del match non è stato dissimile quantomeno per la prima ora di gioco da altre partite: primo quarto d’ora positivo in cui la Juventus tiene bene il campo, gioca a buona intensità senza però riuscire a creare nitide occasioni da gol fatto salvo il tiro di Matuidi. Col passare dei minuti il ritmo cala e soprattutto il pressing viene portato in maniera poco armoniosa consentendo all’avversario di respirare e avanzare. Nonostante una partita nei primi 60 minuti generalmente in controllo l’incisività è sempre ridotta e i margini di miglioramento non paiono enormi.</p>



<p>Poi arriva il gol di Ramsey che cambia il match: se contro il Lione la traversa colpita dai transalpini aveva cambiato l’inerzia  <a rel="noreferrer noopener" aria-label="inducendo i bianconeri a giocare con paura (apre in una nuova scheda)" href="/una-prestazione-sconcertante-lione-juventus-ottavi-champions-league/" target="_blank">inducendo i bianconeri a giocare con paura</a>, qui il gol del vantaggio ha sbloccato mentalmente gli uomini di Sarri. Nell’ultima mezz’ora infatti si è assistito ad una Juventus ad alta intensità, maggiore aggressività nel pressing, circolazione molto più rapida del pallone. Il secondo gol di Dybala e il totale controllo degli ultimi minuti non sono altro che la normale conseguenza di una Juventus molto <a rel="noreferrer noopener" aria-label="simile a quella che vorrebbe Sarri. (apre in una nuova scheda)" href="/adesso-sarri-deve-essere-sarri/" target="_blank">simile a quella che vorrebbe Sarri.</a></p>



<p>Sebbene la conclusione della stagione sia quantomeno in bilico per evidenti motivi extra-calcistici in questa sede è opportuno soffermarsi su qualche aspetto interessante evidenziato da questa prestazione.</p>



<p><strong>Le indicazioni dal centrocampo</strong></p>



<p>Per il centrocampo Sarri ha adottato scelte logiche alla luce della prestazione contro il Lione ma comunque forti: panchina per Pjanić&nbsp;e Rabiot, Bentancur davanti alla difesa affiancato da Ramsey a destra e Matuidi a sinistra. L’uruguagio ha probabilmente giocato la sua migliore partita in quel ruolo dando grande intensità alla squadra, accorciando e accompagnando sempre bene l’azione nonché coprendo ampie porzioni di campo se necessario. L’efficacia del sistema di Sarri passa molto dal mediano che è chiamato a effettuare letture intelligenti e coraggiose. Il coraggio che è chiaramente mancato a Pjanić negli ultimi mesi lo ha mostrato contro l’Inter Bentancur. Senza dubbio il fondo atletico maggiore e le sue doti anche in corsa lo aiutano ancora di più.</p>



<figure class="wp-block-embed-vimeo wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe title="Bentancur a tutto campo" src="https://player.vimeo.com/video/396408144?dnt=1&amp;app_id=122963?theme=none&amp;wmode=opaque" width="620" height="349" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Bentancur accorcia con grande coraggio impedendo la ripartenza nerazzurra; </em><br><em>l&#8217;aggressività successiva di Higuain e Ronaldo testimonia l&#8217;intensità bianconera</em><br><em>in quel frangente di gioco </em></figcaption></figure>



<p>Quando Bentancur migliorerà nella gestione del pallone sotto pressione potrà davvero affermarsi come uno dei migliori nel ruolo.</p>



<p>Matuidi ha confermato quelli che sono i suoi pregi e difetti: grande abnegazione e aggressività, impatto fisico notevole, movimenti molto intelligenti senza palla come quello da cui è scaturito i<a rel="noreferrer noopener" aria-label="l gol di Ramsey (apre in una nuova scheda)" href="https://youtu.be/8LXvShSOXbQ?t=69" target="_blank">l gol di Ramsey</a>. Purtroppo poi nell’esecuzione paga un deficit tecnico evidente. Insomma, ogni anno ci si aspetta a un certo punto della stagione Matuidi fuori dall&#8217;11 titolare ma ogni anno a Marzo puntualmente ci smentisce.<a rel="noreferrer noopener" aria-label=" &quot;C&#039;è sempre un motivo&quot;  (apre in una nuova scheda)" href="/si-puo-fare-a-meno-di-matuidi/" target="_blank"> &#8220;C&#8217;è sempre un motivo&#8221; </a>cantava Celentano</p>



<p>Chiudendo il terzetto, Ramsey ha offerto ancora una volta un ottimo contributo in termini di movimenti senza palla e di letture nell&#8217;ultimo terzo di campo. Qualità di cui sono privi gli altri centrocampisti della rosa. Come in altre occasioni però numerosi sono stati gli errori tecnici negli appoggi che spesso compromettono un&#8217;azione discretamente costruita. Ramsey al momento però, combinato con un giocatore in grado di dare ampiezza come Cuadrado o Costa, è un profilo molto utile per aumentare la pericolosità della squadra. </p>



<p><strong>Bonucci e De Ligt</strong></p>



<p><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Nel gioco di Sarri un altro ruolo fondamentale lo ricoprono i centrali difensivi (apre in una nuova scheda)" href="/limportanza-dei-centrali-difensivi-nel-sistema-di-sarri/" target="_blank">Nel gioco di Sarri un altro ruolo fondamentale lo ricoprono i centrali difensivi</a> che sono chiamati a non scappare all’indietro bensì ad accorciare assecondando i movimenti di tutta la squadra. Se contro il Lione Bonucci era giustamente finito sul banco degli imputati per via di un atteggiamento remissivo e dannoso, contro l’Inter ha risposto magistralmente annullando di fatto Lukaku. L’Inter, privata delle vie centrali con i suoi due attaccanti contenuti egregiamente da Bonucci e De Ligt, si è riversata sulle fasce ma ha visto ridursi sensibilmente le possibilità di essere pericolosa. Anche nel primo tempo, quando il pressing bianconero è venuto meno, le fasi di difesa posizionale sono state gestite con tranquillità e attenzione da parte di tutta la retroguardia.</p>



<figure class="wp-block-embed-vimeo wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe title="Bonucci anticipo" src="https://player.vimeo.com/video/396414992?dnt=1&amp;app_id=122963?theme=none&amp;wmode=opaque" width="620" height="349" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Masterclass di Bonucci; da sottolineare  Bentancur che accorcia bene su Brozovic</em></figcaption></figure>



<p>De Ligt mentalmente invece va più col pilota automatico nell&#8217;accorcio e nell&#8217;anticipo poiché già abituato a differenza di Bonucci che per anni ha interpretato un calcio molto diverso. Pare evidente come l&#8217;olandese sul centrodestra si trovi molto più a suo agio: da un lato le incertezze iniziali si stanno ormai diradando, dall&#8217;altro di conseguenza cresce la sicurezza nell&#8217;interpretare le varie situazioni di gioco.</p>



<p>In conclusione, la partita contro l&#8217;Inter conferma almeno due cose: in primisi lo step principale da compiere è di carattere mentale: non si spiega altrimenti come sia cambiata la partita dopo il gol di Ramsey e di come la Juventus nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora sia stata in grado di interpretare bene il gioco di Sarri. In secundis, come il finale di match contro il Lione aveva suggerito, la squadra gira meglio senza Pjanić, <a rel="noreferrer noopener" aria-label="equivoco ancora troppo grande (apre in una nuova scheda)" href="/pjanic-equivoco-ruolo-juventus-sarri/" target="_blank">equivoco ancora troppo grande</a> per poterselo permettere di fronte a un Bentancur sontuoso. </p>
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		<title>Tridente o no? La sostenibilità dell&#8217;attacco bianconero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 10:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas costa]]></category>
		<category><![CDATA[Dybala]]></category>
		<category><![CDATA[higuain]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Ronaldo]]></category>
		<category><![CDATA[Sarri]]></category>
		<category><![CDATA[tridente]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p><em>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente pesante è sostenibile per la squadra, oppure no.</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Michele Puntillo</strong></p>



<p>Dopo un&#8217;intera estate di lavoro sul 4-3-3, Sarri nella partita esterna contro il Brescia vira sul 4-3-1-2 e sul rombo a centrocampo. Questo non per una presunta preferenza del tecnico toscano, ma per esigenze strutturali della rosa aggravate da vari infortuni sulle corsie esterne (Douglas Costa, Danilo, De Sciglio). In questo contesto, il tecnico ex Chelsea adatta definitivamente Cuadrado nel ruolo di esterno basso e decide così di valorizzare appieno il reparto centrale, pieno zeppo di giocatori di livello.</p>



<p>Il fulcro su cui viene costruita questa evoluzione è Bernardeschi che diventa il titolare indiscusso nel ruolo di trequartista. Questa è una sorpresa se pensiamo che l&#8217;esterno carrarino non sembra avere le caratteristiche per rendere al meglio in quella zona di campo, specialmente in fase di possesso. Ma nelle idee di Sarri probabilmente il suo contributo con la palla è passato in secondo piano, sacrificato sull&#8217;altare dell&#8217;equilibrio tattico. Infatti, l&#8217;ex viola finora è stato importantissimo nel primo pressing e nei ripiegamenti difensivi, contributo reso necessario dall&#8217;attuale roster delle punte. Tre attaccanti di altissimo livello, ma che sicuramente non eccellono nel contributo difensivo, in particolare né in pressing e contro-pressing e né in difesa posizionale.</p>



<p>In peculiari contesti e per spezzoni di partita, Sarri ha però inserito Dybala, Ronaldo e Higuaín contemporaneamente con risultati spesso positivi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="600" height="694" src="/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png" alt="" class="wp-image-12870" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6-595x688.png 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Così, la suggestione di vedere &#8216;i tre tenori&#8217; dell&#8217;attacco bianconero, insieme dal primo minuto, è diventato un mantra ripetuto da tifosi e media, al quale Sarri ha risposto sempre con una sola parola: &#8220;equilibrio&#8221;.</p>



<p>Ma questo tridente è o no un’ipotesi percorribile? Innanzitutto, bisogna ricordare che il tridente pesante ha sì avuto sempre un ottimo impatto, ma sempre a gara in corso. E questo non è un particolare secondario, parliamo infatti di partite come Inter, Lokomotiv e Bayer spesso tirate dal punto di vista fisico e mentale, dove inserire un campione del calibro di Higuaín e Dybala, con i ritmi degli avversari notevolmente calati, porta in dote un vantaggio notevole.</p>



<p>Diverso è il discorso su un futuro in pianta stabile dei tre, a mio avviso è difficile, ma non impossibile. Sicuramente in questo momento di crescita tecnico-tattica potrebbe essere pericoloso perché aggiungerebbe un ulteriore scompenso ad una squadra che &#8211; seppur stia facendo benissimo &#8211; sta vivendo una rivoluzione tattica per nulla scontata. </p>



<p>Però in futuro con una squadra dal baricentro più alto, magari con una mezzala sinistra più tecnica (Rabiot finalmente pronto? Aggiunte dal mercato?) e con il Bentancur di questo inizio di stagione, con una riaggressione più prossima all’area avversaria, questa ipotesi potrebbe diventare non del tutto peregrina &#8211; almeno in alcuni alcuni match di campionato &#8211; perché costringerebbe gli attaccanti a meno corse lunghe e permetterebbe ai tre di esaltarsi nel contesto in cui hanno pochi eguali al mondo: quello tecnico.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Jacopo Azzolini</strong></p>



<p>Le prime parole di Sarri in conferenza stampa non erano state di circostanza. Nella sua testa, Douglas Costa è uno dei principali pilastri su cui questa Juve sarebbe dovuta ripartire, e d&#8217;altronde non ci sarebbe motivo di spiegarlo: si tratta della principale fonte creativa della squadra nell&#8217;ultimo terzo di campo. Infatti, Sarri è partito da lui, poiché possiede caratteristiche uniche all&#8217;interno della rosa. Nelle prime due partite col brasiliano in campo, la squadra oscillava da un 433 a (soprattutto) un 442 senza palla, in cui l&#8217;ex Bayern agiva largo a destra. Non va infatti mai dimenticato che la scelta di passare al rombo è una conseguenza delle difficoltà del match contro il Verona in cui, senza il brasiliano, era difficile mantenere senza palla un ibrido tra il 433 e il 442, a causa dei movimenti di Ronaldo.</p>



<p>Di conseguenza, l&#8217;introduzione del rombo (effetto diretto dell&#8217;infortunio del brasiliano) ha avuto soprattutto esigenze difensive, per migliorare il pressing. Douglas Costa, oltre a esaltarsi in squadre che difendono in avanti, ti può consentire un maggior equilibrio quando la riconquista alta dà più problemi: come ricorda Sarri, il rombo non è un modulo che permette di schiacciarti, visto che concedi troppo in ampiezza e le mezzali sono costrette ad un lavoro troppo gravoso. Al contrario, il classico 442 può dare una maggiore solidità anche quando sei più basso. D&#8217;altronde, pure nel secondo tempo col Milan, la Juventus si è difesa con il 442 quando il brasiliano è entrato. Costa non solo è totalmente sostenibile, ma è anche necessario per dare efficacia alla squadra.</p>



<p>A mio avviso, il discorso è un altro: se ha senso focalizzarsi nel costruire una Juve pensata su Costa quando invece, purtroppo, si sa già che il brasiliano non giocherò molto. Perché, se manca lui, probabilmente oggi il rombo è il compromesso migliore per le esigenza della squadra, e ci sta che Sarri lavori soprattutto a una Juve in cui Costa non è il titolare.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Massimo Maccarrone</strong></p>



<p>In seguito alla trasferta di Leverkusen in cui decisivo è stato l’ingresso di Paulo Dybala, autore dei 2 assist che hanno consentito a Ronaldo e Higuain di segnare le rispettive reti, per l’ennesima volta in conferenza stampa quest’anno è stato chiesto a Sarri dell’opportunità di schierare il tridente pesante per rendere la squadra più offensiva. La risposta (abbastanza intelligente) è stata che l’essere più o meno offensivi è una questione di mentalità e non dipende dal fatto di avere un attaccante in più o in meno.</p>



<p>Tuttavia Sarri ha anche aggiunto che per vedere in campo contemporaneamente Ronaldo, Dybala e Higuain ci devono essere determinate condizioni. Per esempio, i nove minuti in Inter-Juventus, non sono stati un bel biglietto da visita: lo squilibrio creato da Higuain subentrato a Bernardeschi, portò Sarri a sostituire Dybala con Can poco dopo, visto che la sua posizione da trequartista non garantiva sufficienti coperture in fase di non possesso. Nelle restanti tre occasioni, il trio dei desideri ha permesso di battere Lokomotiv in casa, doppietta di Dybala, di pareggiare col Sassuolo, pareggio raggiunto grazie al rigore procurato dal subentrato Dybala e trasformato da Ronaldo ed infine come si diceva ad inizio articolo di battere il Leverkusen nell’ultima del girone di UCL. La statistica ad oggi è veramente scarsa per trarre delle conclusioni, 93 su 1890 minuti non rappresentato un campione rilevante, per cui l’unica analisi possibile è di tipo qualitativo basata su quello che sin qui si è visto.</p>



<p>In questo inizio di stagione Sarri ha usato Dybala e Higuain come partner di Ronaldo, alternandoli con buoni risultati. Dybala e Higuain hanno giocato insieme prevalentemente in assenza di Ronaldo ad eccezione appunto nei 93’ sopracitati. Il tridente è stato schierato solo in particolari condizioni, in generale Sarri, o ha aspettato un ritmo partita più basso in condizioni di equilibrio, o è stato costretto per rimontare il risultato.</p>



<p>La sensazione è che a questo punto della stagione l’uso che se ne sta facendo è quello corretto. Nel corso di questi mesi, sono stati introdotti un numero elevato di nuovi concetti e principi, la Juve sta mutando pelle e il processo di trasformazione è ancora in corso. La Juve è una squadra alla ricerca del suo equilibrio, a volte affiorano retaggi del passato che la portano a giocare sotto ritmo, quasi a rispolverare il vecchio adagio che la superiorità prima o poi viene fuori. Tuttavia poiché il gioco della Juve profondamente cambiato è fondamentale, per vedere in campo contemporaneamente quei tre in pianta stabile, che la squadra completi il suo processo di trasformazione e maturazione. Serve in definitiva che la squadra rimanga corta e con una occupazione corretta degli spazi, che sia aggressiva nel recupero della palla nelle transizioni negative e che gestisca tanto la fase di possesso quanto quella di non possesso col pensiero di cercare di avere il controllo della palla quanto più a lungo possibile. Questa condizione è necessaria per sfruttare a pieno le doti di un tridente di questo tipo, il cui compito principale deve essere quello di portare frutti alla manovra offensiva e non certo quello di rincorrere gli avversari per lunghi tratti del match.</p>



<p>Affinché ciò si realizzi è essenziale in primis il contributo dei tre attaccanti. Per caratteristiche a Dybala, Ronaldo e Higuain non può essere chiesto di andare a caccia dell’uomo, cosi come Guardiola fa con i suoi attaccanti. In realtà non esiste un solo modo di pressare, e viste le caratteristiche degli attaccanti in rosa sarebbe sufficiente che gli stessi si limitassero a marcare gli appoggi, le linee di passaggio e contribuissero a indirizzare la palla in zona di recupero. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img width="642" height="362" src="/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png" alt="" class="wp-image-12865" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png 642w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4-595x335.png 595w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption><em>Situazione di pressing in Leverkusen v Juventus. Bernardeschi, Ronaldo e Higuain marcano gli appoggi e le linee di passaggio, la mezzala esce in aggressione, Pjanic e la linea tengono la squadra corta. </em></figcaption></figure></div>



<p>A questo punto ciò che diventa fondamentale è il lavoro del resto della squadra, a centrocampo il compito più importante spetta alle mezzali, a loro è demandato il lavoro più difficile di aggressione del portatore di palla, a Pjanic e alla linea spetta il compito di tenere la squadra corta e compatta per favorire densità in zona palla e rendere più semplice il recupero. La Juventus, oggi è una squadra in costruzione, la fase di pressione sta funzionando a tratti, basti vedere l’esempio di Lazio-Juventus, nonostante la buona pressione e occupazione degli spazi per 70’, le distanze non sempre sono state ottimali e una squadra estremamente verticale come è la Lazio è riuscita a saltare pericolosamente le linee di pressing.</p>



<p>Sarri, alla ricerca costante dell’equilibrio, al momento aspetta che i ritmi si facciano più bassi per due motivi fondamentali: il primo è di non subire il contro-pressing avversario; il secondo è di usare i suoi attaccanti in pressing e in copertura per quelle che sono le loro caratteristiche. Se da un lato Bernardeschi oggi offre maggiore equilibrio in fase di non possesso, la domanda che Sarri si starà ponendo è se sia il giocatore giusto per esaltare le doti dei suoi due migliori attaccanti: Ronaldo e Dybala. Ciononostante, Bernardeschi non è probabilmente il giocatore ideale a completare il reparto di attacco. Ronaldo e Dybala sono attaccanti a cui piace partire larghi, e spesso Sarri stesso ha lamentato l’incapacità di riempire lo spazio centrale, auspicandone l’occupazione da parte del trequartista o delle mezzali. Tuttavia, per chi scrive, appare chiaro che la naturale evoluzione di questo discorso sia che lo spazio in mezzo lo prenda un vero centravanti, ovvero Higuain. Tanto Dybala quanto Ronaldo hanno bisogno di un riferimento in mezzo che gli crei spazi e che sia pronto a scambiare con rapidi uno-due. Higuain è il riferimento ideale per entrambi e può insieme a Dybala garantire la rifinitura sulla trequarti avversaria. I prossimi mesi senza Champions League e un calendario meno impegnativo saranno fondamentali a trovare la (s)quadra, a Sarri spetterà il difficile compito di mettere in campo il miglior 11 possibile, quello dove dovrebbero esserci insieme CR7, il Pipa e la Joya.</p>
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		<title>15a Serie A: Lazio-Juventus 3-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 11:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Sarri]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[simone inzaghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il pareggio interno dell’Inter, la Juventus era chiamata ad offrire una grande prestazione contro la Lazio. Questo è soprattutto vero dopo i segnali negativi del pareggio contro il Sassuolo, che &#8211; al di là del risultato&#46;&#46;&#46;]]></description>
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<p>Dopo il pareggio interno dell’Inter, la Juventus era chiamata ad offrire una grande prestazione contro la Lazio. Questo è soprattutto vero dopo i segnali negativi del pareggio contro il Sassuolo, che &#8211; al di là del risultato comunque stretto &#8211; ha obbligato tutto l’ambiente a prendere coscienza della necessità di apportare migliorie urgenti. Nelle uscite dell’ultimo mese e mezzo, la squadra campione d’Italia ha infatti palesato piccole idiosincrasie che, quando sollecitate a dovere dagli avversari, sono diventate problemi ben più grandi. Parliamo naturalmente delle difficoltà a portare una pressione armoniosa con costanza, dei problemi a concretizzare la grande mole di gioco creata, e della tendenza ad allungarsi nelle situazioni di gioco più dinamiche. </p>



<p>Per queste ragioni, la partita contro la Lazio rappresentava un test importante, tanto più che la Juventus si trovava ad affrontare una delle squadre più in forma del campionato, reduce da 6 vittorie consecutive. Simone Inzaghi ha disegnato una squadra molto più eclettica delle sue versioni precedenti e, grazie ad un eccezionale momento di forma del suo attacco, si candida ad un posto nell’Europa che conta, per certi versi sorprendentemente. Il 3-5-2 del tecnico piacentino cerca sempre di dilatare le distanze tra i reparti avversari, accettando di giocare su un campo più lungo e confidando nell’elettricità dei propri interpreti. Il solido trio difensivo garantisce copertura e un giro palla basso sempre efficace, mentre la corsia di destra ha trovato in Lazzari un interprete molto più che affidabile, tanto che l’ex Spal non ha impiegato molto a prendersi la titolarità. L’attacco vive sì del momento di grazia di Immobile, ma l’attaccante azzurro può contare su un contesto congeniale e su dei compagni complementari: Correa ha finalmente trovato la continuità di prestazioni per ottimizzare l’indiscutibile talento, e Luis Alberto si è calato alla perfezione nel ruolo di mezzala creativa. Quando la Lazio non riesce a sfruttare i corridoi centrali, può sempre appoggiarsi a Milinković-Savić, con una densità e un tempismo eccezionali sulle seconde palle. </p>



<p>Sarri non concede cambiamenti radicali, ma costruisce la squadra sulle positività degli ultimi match. Nell’undici titolare trova quindi posto Bentancur, l’unica mezzala a garantire trazione e copertura nelle due fasi; a Bernardeschi viene chiesto di massimizzare il suo apporto difensivo schermando Lucas Leiva, mentre Dybala &#8211; unico vero imprescindibile della squadra in questo momento &#8211; affianca Cristiano. </p>



<p>Il piano gara della Juventus, immutabile nonostante un avversario ostico, ricerca la creazione di spazio nelle zone centrali del campo. Per contrastare questa strategia, Inzaghi ha ben pensato di stringere oltremodo gli esterni e chiudere così i mezzi spazi. Il 3-5-2 però fa molta densità in mezzo, e la Juventus si è vista costretta ad usare più del solito le corsie esterne, per stanare le mezzali biancocelesti. In particolare, è stata battuta tantissimo la traccia interno-esterno tra mezzala e terzino, specialmente sulla corsia di destra. </p>



<p>Uno degli aspetti più interessanti era il modo in cui Sarri avrebbe adattato il suo tridente alla difesa a tre della Lazio. Sarri ha scelto, almeno nelle prime battute, una soluzione ambiziosa: Dybala e Ronaldo prendevano Radu e Felipe, ed era addirittura Bernardeschi ad andare su Acerbi. Il numero 33 giostrava sulla traccia da Acerbi a Leiva, neutralizzando molto bene la prima costruzione laziale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva1-960x540.png" alt="" class="wp-image-12826" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva1-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>  La riprova che Bernardeschi è utile senza palla. </em></figcaption></figure>



<p>Questa strategia ha pagato a metà. Vista l&#8217;impossibilità di raggiungere il centrocampo, la Lazio non si è fatta troppi problemi a scavalcarlo <em>in toto</em> trovando una Juventus già lunga. La squadra di casa ha effettuato un gran numero di lanci, la maggior parte dei quali cercava Milinković-Savić o Immobile. Questo, assieme ad un&#8217;ottima conquista delle seconde palle, ha permesso alla Lazio di guadagnare metri in modo diretto. </p>



<p>Con il pallone tra i piedi, la Juventus è riuscita a muovere la Lazio molto bene. Le combinazioni strette trovavano sempre il terzo uomo dietro il centrocampo, e spesso avevano uno sbocco naturale sui piedi di Bentancur, mossosi benissimo dietro Luis Alberto. L&#8217;uruguaiano, finché è stato in campo, ha unito qualità e quantità muovendosi benissimo sia in spazi congestionati che in situazioni più dinamiche. Bentancur era riuscito a capire che c&#8217;era bisogno di movimenti ad elastico per stanare Luis Alberto e Leiva, dando credito a chi gli tributa una comprensione del gioco superiore. Questa strategia, unita ad un&#8217;esecuzione precisa, ha tolto campo e certezze al blocco della Lazio, che ha infatti avuto diverse difficoltà a stare dietro al palleggio bianconero, abbassando molto il proprio baricentro. La Juve ha così costruito palle gol importanti (Dybala due volte), e trovato la via del gol grazie ad un gran movimento sul lungo di Bentancur, al secondo assist consecutivo. </p>



<p>Attraverso un palleggio preciso, la Juventus è riuscita ancora a mascherare alcuni difetti della struttura posizionale, come ad esempio lo sfilacciamento a palla persa. La Lazio era più pimpante, più intensa, ma questa intensità è servita a poco finché la squadra di Sarri è riuscita a far correre il pallone più velocemente degli avversari e soprattutto a minimizzare le palle perse. </p>



<p>Con il passare dei minuti, però, il fraseggio si è fatto meno preciso, e le situazioni di possesso consolidato si sono trasformate in palle contese. La Juventus ha perso il controllo sulla partita nel momento in cui ha rinunciato a contendere le seconde palle. Non è un caso che si siano persi questi duelli proprio quando Bentancur ha dovuto lasciare il campo, dato che <em>el Lolo </em>è stato un vero e proprio rastrello in mezzo al campo. Senza la sua intensità, il dinamismo e la qualità della Lazio hanno avuto la meglio nelle zone nevralgiche del campo, e quindi sull&#8217;inerzia della partita. </p>



<p>I padroni di casa hanno allora guadagnato terreno e fiducia, potendo contare su maggiore qualità a centrocampo e su una maniera efficace di risalire campo. Emre Can, entrato malissimo in campo sul finire del primo tempo, è sembrato un pesce fuor d’acqua, sia per le capacità di <em>decision-making</em>, sia per il contesto tattico collettivo. La Lazio è riuscita così ad allungare la Juventus, creando terreno fertile per lanciare lungo (e tenere poi i palloni giocati su Milinković-Savić). Con il centrocampo bianconero in affanno, Luis Alberto e Correa hanno avuto gioco facile al rimorchio e si sono ritrovati più volte in conduzione fronte alla porta ai 20 metri. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva2-960x540.png" alt="" class="wp-image-12827" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva2-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva2-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva2-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva2-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Diapositiva2.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Con le mezzali scappate in alto sono scostretti ad abbassarsi Dybala e Bernardeschi. Bonucci è chiamato ad un passaggio taglia-linee rischioso, che troverà il trequartista spalle alla porta. Che Emre Can  sia corso così in profondità è certamente una direttiva del tecnico, ma con effetti tutt&#8217;altro che produttivi per la manovra. </figcaption></figure>



<p>Se da un lato è encomiabile il tentativo di tenere i principi di gioco posizionali anche in 10 (difesa alta, gioco centrale, ricerca del terzo uomo dietro la linea avversaria), è vero come ha detto Sarri in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=rHZpl2ofYUQ&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener"><em>conferenza</em></a> che la squadra ha avuto diverse difficoltà a giocare in inferiorità numerica per la rinuncia ad un ripiegamento difensivo. Questa volontà di stare alti ha scoperto il fianco alla verticalità della Lazio, tanto più che gli esterni bassi erano chiamati a dare una mano al centrocampo. De Ligt e Bonucci si sono trovati così a dover gestire transizioni impegnative con gli avversari &#8211; in superiorità numerica &#8211; già lanciati in corsa. In particolare, il contropiede subito su corner a favore nasce, anche secondo l’allenatore della Juventus, da una mancata esecuzione delle consegne tattiche con una seconda linea inesistente e un Matuidi che prima prova a prendere Luis Alberto, poi scappa all’indietro. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2019/12/Presentazione-standard1-960x540.png" alt="" class="wp-image-12828" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Presentazione-standard1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Presentazione-standard1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Presentazione-standard1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Presentazione-standard1-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/Presentazione-standard1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Sei giocatori ad attaccare la palla e nessuno in seconda linea. Inaccettabile. </em></figcaption></figure>



<p>Quindi, che indicazioni possiamo trarre da questa partita? Da un lato, è inevitabile lodare i primi 40 minuti della partita, un dominio su ritmi di gioco ed avversari che avrebbe potuto e dovuto portare qualcosa in più. Dall’altro, questi 40 minuti hanno un artefice chiaro in Bentancur, il cui infortunio ci dà l’appiglio per cominciare a snocciolare le criticità emerse. Senza la sua qualità la Juventus si è persa, mostrando i difetti di spaziatura emersi nell’ultimo mese e mezzo. Se questa squadra ha mostrato di saper tenere la linea alta, il reparto avanzato deve ancora ottemperare alle richieste del tecnico in tema di contropressing, e con un baricentro così alto non è un lusso che può permettersi. Con Khedira e lo stesso uruguaiano ai box (e Ramsey inaffidabile) chi prenderà la casella di mezzala destra? Se l’infortunio si rivelerà una lesione del collaterale, bisognerà intervenire sul mercato? La partita con la Lazio ha esposto tutte le criticità dell’ultimo periodo. Per il campionato questa sconfitta sposta molto poco, ma qualcosina può dire sullo stato dell’apprendimento collettivo delle idee del nuovo allenatore, rallentato da infortuni e situazioni particolari che per ora la squadra sta faticando ad assorbire. </p>
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		<title>3a Champions League: Juventus-Lokomotiv Mosca 2-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 11:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Dybala]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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<p>Dopo la pausa nazionale e la vittoria interna con il Bologna, è tempo di rituffarsi nella competizione più nobile. La Champions League propone l&#8217;incrocio con la Lokomotiv Mosca, la formazione sulla carta più abbordabile e per di più tra le mura amiche dell&#8217;Allianz Stadium. Una gara da vincere per riagganciare l&#8217;Atlético Madrid in testa al girone. </p>



<p><strong>Il tridente </strong></p>



<p>Sarri sceglie di affrontare il terzo turno di Champions League con il 4-3-1-2 di ordinanza, ma con la sorpresa Bentancur nel ruolo di rifinitura. Questa nuova posizione si discosta molto dal ruolo che Sarri aveva pensato per il giovane uruguaiano in estate (centromediano), ma prende spunto dalle buone prestazioni offerte nelle gare passate. La posizione di Bentancur, più centrocampista che attaccante nell’interpretazione del ruolo, ha permesso a Dybala e Ronaldo di muoversi moltissimo sul fronte d’attacco per cercare di smuovere la difesa bassa dei russi. Se Bentancur portava via un avversario, abbassandosi spesso fino a posizionarsi accanto a Pjanić, Dybala e Ronaldo si aprivano molto sui due lati del campo, preparando gli inserimenti di Matuidi e Khedira (che infatti si sono trovati spesso in area).</p>



<p>Il blocco basso con cui la Lokomotiv ha scelto di difendersi, però, ha complicato un po’ la vita al palleggio bianconero. Bentancur ha offerto una buona prova, mostrandosi propositivo e tatticamente molto accorto, ma la necessità di giocare a uno o due tocchi &#8211; e spesso anche spalle alla porta &#8211; ha un po’ limitato la sua partita. Ronaldo e Dybala, dal canto loro, hanno giocato troppo lontani nella prima frazione, e non a caso Sarri ha ritenuto opportuno utilizzare un accentratore di gioco nella trequarti di campo nel secondo tempo. In generale, i tre attaccanti hanno giocato con molta libertà, senza dare punti di riferimento alla zona mista russa: i difensori di Semin sono stati però intelligenti a non aprirsi troppo sui movimenti ad uscire delle due punte, preservando in tal modo la struttura posizionale. </p>



<p><strong>Manovrare con calma. Troppa.</strong></p>



<p>Sebbene la Juventus sia riuscita a costruire delle buone occasioni, il palleggio è rimasto ancorato ad un giropalla troppo lento per poter impensierire l’attenta difesa russa. Disposta su due linee strettissime in un rigido 5-3-2 (o 5-4-1 quando schiacciati), la squadra ospite è scivolata da un lato all’altro del campo con grande diligenza, vanificando il possesso troppo periferico della Juventus. Non è un caso che le occasioni della Juventus siano arrivate quando i bianconeri sono stati in grado di alzare i ritmi: o con una riaggressione precisa e vorace, o con combinazioni strette smarcanti. La stessa capacità dei bianconeri di smarcarsi (peraltro non perfetta sinora in stagione) si è scontrata con le linee strettissime dei russi, rendendo dunque inefficace la ricerca del terzo uomo tra le linee; ci hanno provato Dybala, con fortune alterne, e Bentancur, che però come detto ha peccato in velocità d’esecuzione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="960" height="540" src="/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-960x540.png" alt="" class="wp-image-12658" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Alex Sandro con la palla tra i piedi troppo presto e senza opzioni sul corridoio davanti a sé</em></figcaption></figure>



<p>Per questo motivo, l&#8217;enorme mole di possesso palla è stata più significativa ai fini statistici che non per creare i presupposti ai gol. O meglio, con un possesso palla così elevato e con una supremazia territoriale così netta, sarebbe stato opportuno muove la palla più velocemente per sfruttare meglio il vantaggio. </p>



<p>La difesa in questo senso poteva e doveva dare qualcosa di più. Lo smistamento di Bonucci e di de Ligt è stato troppo scolastico, e &#8211; vedendosi precluse le opzioni centrali &#8211; hanno cercato i terzini con troppa fretta, costringendoli a ricevere sempre poco oltre la metà campo. Se la linea difensiva è stata ottima in fase di non possesso disinnescando facilmente i lanci avversari, sarebbe stato lecito aspettarsi un contributo maggiore in fase di possesso. Per onor di cronaca: de Ligt ha vinto 5 duelli aerei su 6 (unico mancato: il gol subito, nel complesso decisamente casuale), Alex Sandro addirittura 6 su 6. </p>



<p><strong>Aprire il gioco?</strong></p>



<p>Tutti questo si è riflettuto in altre situazioni e in altre parti del campo. Nelle fasi di attacco posizionale &#8211; a dire il vero molto prolungate &#8211; la Juventus non riusciva ad allargare le maglie della difesa avversaria per un&#8217;endemica mancanza di ampiezza. Questa è una conseguenza sia del modo di giocare di Sarri (che chiede sempre scientemente densità al centro del campo), sia endogena al modulo adottato &#8211; anche se per la verità si erano intraviste avvisagli anche con quel 4-3-3 atipico con Costa sul piede debole e Ronaldo schierato falsa ala. Entrambi i terzini, unici giocatori deputati ad allargare la manovra, lasciavano una decina di metri abbondante tra sé e la linea dell&#8217;out e l’intera squadra ne ha risentito per le spaziature contratte.  </p>



<p>È una tendenza riconoscibile sia nella fase di non possesso, dove Sarri sta riuscendo a far digerire la zona ai propri terzini per ovviare ai cambi di campo, che soprattutto quando la Juventus ha la palla, dove a mio avviso comporta più scompensi. Le migliori azioni della Juventus hanno sempre trovato sfogo quando i giocatori hanno combinato su traccianti interno-esterno, costringendo la difesa ad uno scivolamento ad elastico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1280" height="720" src="/wp-content/uploads/2019/10/Slide2.png" alt="" class="wp-image-12659" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2.png 1280w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-1140x641.png 1140w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption><em> Il primo gol di Dybala è propiziato sia dal duplice movimento di Ronaldo e di Bentancur ad abbassare la difesa, sia dal doppio scambio tra argentino e colombiano che ha mandato fuori giri lo scivolamento laterale russo, altrimenti molto preciso. </em></figcaption></figure>



<p><strong>I cambi </strong></p>



<p>Sarri è stato bravo ad individuare i punti critici della squadra, trovati senza grosse difficoltà nello scarso contributo delle mezzali, nella gestione dell&#8217;ampiezza in fase di possesso, e infine nella rifinitura. </p>



<p>Alla prima criticità ha ovviato cambiando gli interpreti, un Matuidi inusitatamente confusionario, e un impalpabile Khedira. Se la mossa di attuare una sorta di staffetta d&#8217;oltralpe con Rabiot era in qualche modo preventivabile, questa ha comunque avuto il risvolto positivo di velocizzare la circolazione palla a ridosso della trequarti avversaria, un punto negativo del primo tempo. Invece, l&#8217;ingresso di Higuaín con il contestuale abbassamento di Bentancur nella casella di mezzala ha conservato le positività dell&#8217;uruguaiano mettendolo anche più a suo agio, e ha poi permesso a Sarri di schierare il cosiddetto &#8220;tridente pesante&#8221;.</p>



<p>La versione del 4-3-1-2 della seconda frazione ha mostrato alcuni <em>pattern </em>interessanti: innanzitutto, la casella centrale è stata occupata costantemente da Higuaín in modo da tenere occupati i centrali. In secondo luogo se a Ronaldo veniva data libertà di svariare in orizzontale su tutto il fronte d&#8217;attacco, Dybala ha visto un upgrade dei suoi privilegi sulle tracce verticali. Questo ha portato ancora più densità al centro, ma la qualità migliore del palleggio ha permesso di trovare con successo diverse combinazioni strette in zona 14, che hanno messo in difficoltà la difesa posizionale dei russi. Indecisi se uscire sui movimenti di Higuaín o coprire gli inserimenti degli altri bianconeri, i difensori della Lokomotiv hanno finito per concedere pericolose ricezioni tra le linee. Che alla fine si sono rivelate decisive. </p>



<p>Infine, Alex Sandro e soprattutto Cuadrado sono stati cercati con più insistenza nella seconda frazione, su chiara indicazione dell&#8217;allenatore. Non può essere casuale in effetti che il primo gol sia stato assistito dal colombiano e il secondo sia nato da una conclusione del brasiliano mal respinta da Guilherme. Soprattutto il terzino destro ha giocato una mole impressionante di palloni, ben 151, ed è stato coinvolto con costanza nel secondo tempo, cercando di metterlo in isolamento contro l&#8217;esterno difensivo avversario. In questo modo, Cuadrado è riuscito ad arrivare con buoni tempi sul fondo, anche in zone profonde dell&#8217;area di rigore grazie al fraseggio centrale che ha portato passaggi smarcanti dietro l&#8217;avversario. </p>



<figure class="wp-block-embed-twitter wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">151 &#8211; Juan <a href="https://twitter.com/hashtag/Cuadrado?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#Cuadrado</a> ha giocato 151 palloni contro il Lokomotiv Mosca, nessun giocatore della Juventus ha mai fatto meglio in una singola partita di Champions League dal 2003/04 (nuovo formato della competizione). Fulcro.<a href="https://twitter.com/hashtag/ChampionsLeague?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#ChampionsLeague</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/JuveLokomotiv?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">#JuveLokomotiv</a> <a href="https://t.co/bNcJyYVdCV" target="_blank">pic.twitter.com/bNcJyYVdCV</a></p>&mdash; OptaPaolo (@OptaPaolo) <a href="https://twitter.com/OptaPaolo/status/1186753596945244163?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">22 ottobre 2019</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p>In definitiva, la Juventus ha giocato una buona gara, &#8216;complicata&#8217; dal gol ospite, assolutamente episodico, e rimasta &#8216;in sospeso&#8217; solo a causa dei gol tardivi ma che sarebbero potuti arrivare ben prima (come ha ricordato Sarri, i 28 tentativi della Juventus sono stati distribuiti lungo tutti i 90 minuti). La cosa più interessante e &#8211; per certi versi positiva &#8211; della serata è che ci sono aspetti precisi da migliorare per la Juventus: su tutti, la ricerca dell&#8217;ampiezza in fase di possesso e il ritmo del palleggio contro squadre che difendono con un blocco basso. </p>
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