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	<title>Scheda &#8211; AterAlbus II</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>Scheda &#8211; AterAlbus II</title>
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		<title>La mia su Romelu Lukaku</title>
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				<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 18:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corsa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Lukaku]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Lo ricordo benissimo ai tempi dell&#8217;Everton. Ci ha giocato dal 2013 al 2017 arrivando a guadagnarsi il passaggio al Manchester United dopo un&#8217;asta con il Chelsea terminata col pagamento di 85 milioni di euro fissi, 17 milioni circa di bonus e la solita commissione a Mino Raiola, suo agente. Il Chelsea rifiutò di pagare gli &#8230;</p>
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<p>Lo ricordo benissimo ai tempi dell&#8217;Everton. Ci ha giocato dal 2013 al 2017 arrivando a guadagnarsi il passaggio al Manchester United dopo un&#8217;asta con il Chelsea terminata col pagamento di 85 milioni di euro fissi, 17 milioni circa di bonus e la solita commissione a Mino Raiola, suo agente. Il Chelsea rifiutò di pagare gli &#8220;extra&#8221; e Lukaku finì allo United facendo coppia con l&#8217;altro assistito illustre dell&#8217;ex ristoratore italo-olandese: Paul Pogba. Come è andato il grande salto verso una big? </p>



<p>Quella che vi propongo è una scheda un po&#8217; particolare, non essendo io un &#8220;tattico&#8221;. Ho seguito però l&#8217;evoluzione della carriera dell&#8217;attaccante belga e in particolare le difficoltà incontrate durante la sua esperienza a Manchester e proprio su questo vorrei concentrarmi per cercare di rispondere alla domanda iniziale e per capire se possa essere, Lukaku, un investimento intelligente per un club come la Juventus che è oggi ad un livello ancora superiore a quello dello United.</p>



<p>Vorrei emergessero chiari alcuni concetti cercando soprattutto di superare troppi pregiudizi e inesattezze lette in giro. Iniziamo da quelli sul suo fisico. I meme sulla sua presunta panza e i confronti con il wrestler Mark Henry sono divertenti, ma inaccurati. Romelu ha un fisico sviluppato con meticolosità già da ragazzino. A 15 anni sollevava &#8211; <a href="https://www.menshealth.com/uk/fitness/a756166/romelu-lakuku-the-fittest-footballer-at-the-euros/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="parola sua (apre in una nuova scheda)">parola sua</a> &#8211; 100 kg dalla panca e pesava 97 kg con una massa muscolare più da velocista che da calciatore. Ha sempre lavorato tantissimo in palestra cercando di conquistarsi un vantaggio &#8220;fisico&#8221; sui difensori avversari e ha sviluppato la sua velocità e la sua progressione con esercizi specifici mostrando incredibile sacrificio e applicazione (parentesi: il belga, di origini congolesi, viene da una famiglia povera, ha conosciuto la fame e sin da bambino ha considerato il calcio un lavoro, prima che un gioco).</p>



<p>Lukaku NON È uno di buona forchetta e non è paragonabile chessò al recente Higuaìn (ciao, Gonzalo!) o ad altri colleghi vittime come lui di meme e sfottò. Non c&#8217;è niente di più sbagliato nel considerarlo poco professionale, perennemente fuori forma o addirittura grasso.</p>



<p>Quando è iniziata (da giovanissimo, a 18 anni) la sua carriera in Inghilterra, nel Chelsea, i preparatori atletici alla corte di Villas Boas si sono ritrovati un armadio a due ante velocissimo, con una struttura pazzesca per la sua età e hanno iniziato a lavorare anche su altri aspetti del suo fisico, cercando di trovare il giusto equilibrio tra la potenza pura e &#8211; come diceva una famosa pubblicità col Ronaldo brasiliano &#8211; il &#8220;controllo&#8221;. Hanno lavorato per evitare problemi ai polpacci e infortuni alle gambe e anche la sua dieta è cambiata. Giusto per capirci, era così (vedi la foto) già a 17 anni, perché a leggere alcuni forum pare che in due-tre mesi si sia trasformato da Peter Crouch ad Akinfenwa (googlatevelo) e no, non è vero e non è comunque mai stato quello il problema.</p>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/07/article-0-0D16D4F500000578-43_634x514.jpg" alt="" class="wp-image-12192" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/07/article-0-0D16D4F500000578-43_634x514.jpg 634w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/07/article-0-0D16D4F500000578-43_634x514-595x482.jpg 595w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Questo lavoro fisico è continuato dopo il suo passaggio all&#8217;Everton e lì Lukaku ha trovato un giusto equilibrio portandosi sui 100 kg di peso distribuiti su un&#8217;altezza comunque di 192 cm circa.</p>



<p>Parlo di &#8220;giusto equilibrio&#8221; perché gli permetteva al tempo stesso di essere &#8220;potente&#8221;, ma non gli impediva di sviluppare quella che poi era anche &#8220;calcisticamente&#8221; la sua qualità migliore: correre. E per correre intendo questo.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Romelu Lukaku&#039;s goals against Croatia - Belgium vs Croatia - 2014 World Cup Qualifier" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/cmylha0aSSk?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Romelu Lukaku Amazing Speed vs Chelsea" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/WhqCvSrknRU?feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Lukaku è infatti un calciatore che rende al meglio se parte lontano dalla porta e ha la possibilità di sviluppare la sua progressione facendo a spallate con i difensori. Provo un po&#8217; a banalizzare, ma rende l&#8217;idea: è un centometrista applicato al calcio, che vede la porta ma non sa fare molto altro. È grazie alle sue falcate che ha segnato 41 gol con l’Anderlecht a 18 anni (dato che non ha alcun senso!), che ne ha segnati 17 nel primo campionato da titolare in Premier a 19 anni e 87 in 4 anni nell&#8217;Everton. E&#8217; grazie al suo movimento con e senza palla che a 22 anni si è laureato capocannoniere dell&#8217;Europa League e a 25 vice-capocannoniere dei Mondiali contribuendo a far raggiungere uno storico podio al Belgio.</p>



<p>L&#8217;equilibrio tra muscoli e agilità è sempre stato chiave per il suo successo. L&#8217;estate scorsa, però, per prepararsi al meglio alla &#8220;fisicità&#8221; del Campionato del Mondo, si è riempito (parliamo sempre di muscoli) molto più della norma superando probabilmente i 100 kg di peso (e i 94 &#8220;dichiarati&#8221;) ed effettivamente ha perso velocità nel breve, mobilità laterale e velocità nei cambi di direzione. Ha perso anche e soprattutto resistenza. Tornato dalla &#8220;campagna di Russia&#8221;, ci ha messo 2-3 mesi per recuperare dall&#8217;affaticamento (&#8220;mi sentivo stanco&#8221;) e per &#8220;sgonfiarsi&#8221; ha dovuto rinunciare totalmente al lavoro in palestra. Nel frattempo, però, sono successe alcune vicende che lo hanno relegato ad un ruolo non più chiave, ma marginale, tanto che per lui per la prossima stagione si prospettava persino la possibilità di partire dalla panchina.</p>



<p>Perché ha trovato difficoltà enormi dopo una stagione d&#8217;esordio comunque positiva nella quale aveva segnato 27 gol in 51 presenze guidando lo United fino al secondo posto in campionato?</p>



<p>Per più motivazioni, dicevo. La prima è da individuarsi nella preparazione atletica. Rispetto ai predecessori Moyes e Van Gaal, Mourinho aveva abbassato di tantissimo l&#8217;asticella dell&#8217;intensità (un po&#8217; come Allegri nella Juventus, se vogliamo forzare un parallelo). Lukaku non è stato l&#8217;unico a pagare fisicamente: non era infatti raro vedere anche suoi compagni con il fiatone dopo 45&#8242;, o alle prese con costanti problemi e infortuni. Per un giocatore che vive di strappi e scatti in avanti, la resistenza nei 90&#8242; è fondamentale: fermo con le mani sui fianchi, non serve a niente.</p>



<p>Le cose sono un po&#8217; cambiate con il subentro, a dicembre, del nuovo allenatore Solskjær che ha cercato da subito di lavorare proprio sull&#8217;intensità persa e sulla condizione, ma il suo è un lavoro solo iniziato e che sta proseguendo soprattutto quest&#8217;estate. Può Lukaku tornare in condizioni accettabili e a fare di nuovo della progressione e della velocità sviluppata nel medio la sua arma letale? Probabilmente sì, è un gran lavoratore e, specie se motivato, sono sicuro che rientrerebbe presto nei suoi stardard.</p>



<p>La seconda motivazione, è più tattica ed è quella che credo debba interessarci di più perché Sarri è certamente bravissimo nel lavorare atleticamente sui suoi calciatori ma le caratteristiche tecniche del giocatore, quelle, difficilmente cambieranno a 26 anni.</p>



<p>Mourinho aveva pensato ad un Manchester United molto fisico, lento, con un centravanti boa davanti (appunto, Lukaku) e pochi giocatori di fantasia. Il risultato è stato l&#8217;aver creato pochissime occasioni a partita e in generale l&#8217;aver generato una produzione offensiva davvero limitata. Lo United arrivava in area o affidandosi completamente alla creatività di Pogba palla al piede, o dopo una manovra comunque lenta che costringeva l&#8217;attaccante belga a giocare staticamente e a raccogliere i cross dei compagni più che i filtranti.</p>



<p>È la situazione ideale per metterlo in difficoltà e farlo apparire più impacciato di quanto sia. Le sue spalle sono infatti grosse e fare a spallate con lui è sconsigliato&#8230;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="https://media.giphy.com/media/UrzYsGDBlvEnzHImof/giphy.gif" alt=""/></figure></div>



<p>&#8230; ma il problema sono i piedi.</p>



<p>Lukaku ha dei difetti che si porta dietro da 10 anni e che non è mai riuscito del tutto a risolvere. Ha un controllo di palla e un primo tocco diciamo &#8220;rivedibili&#8221;, un&#8217;elevazione di 4 cm da terra, non è assolutamente in grado di fare l&#8217;attaccante di manovra, spalle alla porta è utile come un palo dell&#8217;Enel e dà più soddisfazione dialogare con l&#8217;assistente di Google che con lui, per quanto invece in campo aperto sia uno specialista e sia in grado anche di servire i compagni. </p>



<p>Parliamo di un &#8220;bidone&#8221;, come leggo ininterrottamente da due giorni? Assolutamente no. Anche così, è riuscito comunque ad andare per due anni di fila in doppia cifra per numero di gol (unico giocatore a farlo da 7 anni a questa parte in Premier insieme ad Aguero) e si è reso utile come ha potuto anche trasformandosi in un discreto &#8220;target man&#8221;.</p>



<p>Capite bene però che un calciatore con queste caratteristiche mal si adattava al gioco richiesto da Mourinho, così come anche a quello del suo successore, più mirato al dialogo veloce tra gli attaccanti e alle interconnessioni.</p>



<p>Veniamo quindi alla domanda delle domande che vi starete ponendo tutti: che c&#8217;azzecca allora uno con queste caratteristiche, tra l&#8217;altro anche da &#8220;ritarare&#8221; fisicamente e mentalmente, con il gioco di Sarri e della Juventus e con il 433 che pare sarà il modulo che andremo ad utilizzare quest&#8217;anno?</p>



<p>Pochino.</p>



<p>Lukaku è comunque sempre in grado di convertire in gol i cross dal fondo (ha sempre avuto un rapporto tiri/gol straordinario) &#8220;vedendo&#8221; la porta e avendo una buona tecnica nel calciare al volo sia col sinistro, il suo piede preferito, che anche col destro (meglio di quanto si possa immaginare). Sarebbe però come comprare una Ferrari e usarla sul fango: sempre una Ferrari resterebbe, e andrebbe velocissima, ma se vuoi guidare sul fango ti compri meglio una Jeep, non so se rendo l&#8217;idea.</p>



<p>Cedere Higuain e Dybala per lui, significherebbe rinunciare quasi completamente alla creatività sulla trequarti: Gonzalo è infatti in grado di abbassarsi e far salire i compagni così come di servire Ronaldo quando attacca l&#8217;area; Dybala è in grado di creare quelle interconnessioni con i compagni necessarie a sbloccare tante situazioni di attacco &#8220;statico&#8221; o &#8220;schiacciato&#8221; sulla linea difensiva avversaria e sarebbe perfetto per e con giocatori come Ramsey. Lukaku, no. Lukaku sfrutterebbe lui il lavoro dei compagni correrendo in avanti, facendo a sportellate e chiamando palla: è quel tipo di giocatore.</p>



<p>Non sono neanche convinto che a Ronaldo serva necessariamente un compagno con le sue caratteristiche. È vero che si porterebbe dietro almeno un difensore, sempre, e che sopratutto in situazioni di contropiede sarebbe letale. È vero che un tridente eventuale con Douglas Costa e Ronaldo in campo aperto sarebbe devastante e al sol pensiero mi batte <em>el corazòn</em>, ma quante volte in partita capitano queste situazioni alla Juventus, specie in Serie A? (allo United, pochissime)</p>



<p>Il gioco di Sarri, almeno quello fatto vedere da Napoli in poi, è sì verticale, ma passa dai centrocampisti, dall&#8217;avanzamento collettivo della squadra &#8220;modello rugby&#8221;, dalla palla che va avanti e indietro con i difensori, da cambi di campo e giocate a pochi tocchi. Al contrario di Conte, le squadre di Sarri raramente accettano di abbassare il baricentro per creare spazi per gli attaccanti servendoli con palle lunghe e filtranti.</p>



<p>Sarri ha fatto qualcosa di più o meno simile ad Empoli, lo ha fatto parzialmente al Chelsea dove la costruzione del gioco era più veloce e diretta (proprio per adattarsi alla Premier), ma si tratterebbe, nel caso di arrivo del belga, di ridisegnare la squadra e il suo modo di giocare per sfruttare al meglio le sue caratteristiche: oppure di adattarlo come già successo nelle stagioni di Manchester.</p>



<p>In conclusione, respingo con forza l&#8217;idea che Lukaku sia <em>&#8220;una mezza sega&#8221;</em>, giudizio che vedo essere <em>di moda</em> sui social, non capisco perché, in questi giorni. Le perplessità sono soprattutto legate alle sue caratteristiche e al fatto che Sarri possa riuscire a sfruttarle al meglio, valorizzando un investimento comunque importante.</p>



<p>85 milioni oggi Lukaku non li vale, ma sbagliamo a valutare l&#8217;eventuale scambio con Dybala da questo punto di vista. Vale semmai il contrario: la Juventus, avendo fiutato la possibilità di fare una plusvalenza mostruosa con Dybala, accetterebbe il belga come contropartita pur di sistemare il bilancio portando a Torino un giocatore che, se rilanciato e messo (vedremo se Sarri ci riuscità) in condizioni di fare bene, renderebbe ancora più appetitosa un&#8217;operazione economicamente con i contro-fiocchi.</p>



<p>Non ci resta perciò che aspettare e, nell&#8217;eventualità del suo arrivo, sperare nella capacità di Sarri di trovare il giusto modo di farlo rendere da top player.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomoacb2-150x150.png" width="100" height="100" alt="Antonio Corsa" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/antonio-corsa/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Antonio Corsa</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Il &#8220;plenipotenziario&#8221;. Già fondatore e direttore di Uccellinodidelpiero e Juventibus, ora di AterAlbus. Ha “coperto” Calciopoli e Scommessopoli e scritto centinaia di editoriali sulla Juve. Ultimamente, rompe le palle alla redazione innamorandosi di giovani francesi della Ligue-1 e conduce il &#8220;TAAlk Show&#8221; di AterAlbus.</p>
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		<title>La scheda di Lorenzo Pellegrini</title>
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				<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 09:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[Centrocampo]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrini]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Un nome più volte accostato ai bianconeri è quello del giovane centrocampista azzurro, in forza alla Roma [mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]L[/mks_dropcap]orenzo Pellegrini nasce il 19 Giugno del 1996 a Roma e, come il suo luogo di nascita può ampiamente suggerire, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Roma dove fondamentalmente ha compiuto tutta la trafila. &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;"></h5>
<hr />
<h4>Un nome più volte accostato ai bianconeri è quello del giovane centrocampista azzurro, in forza alla Roma</h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;">[mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]L[/mks_dropcap]orenzo Pellegrini nasce il 19 Giugno del 1996 a Roma e, come il suo luogo di nascita può ampiamente suggerire, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Roma dove fondamentalmente ha compiuto tutta la trafila. È a tutti gli effetti, insomma, un prodotto di quella “cantera” giallorossa che va annoverata tra i migliori settori giovanili in Europa. La passione per il calcio gli è stata trasmessa dal padre, ex calciatore, che gli ha fatto tirare i primi calci al pallone in un paio di squadre locali dove svolgeva il ruolo di allenatore per bambini. Il ruolo durante il percorso nelle giovanili è quello di prima punta e tale scelta è dettata dalla sua statura, superiore alla media nelle varie annate. Lo spostamento a centrocampo avviene sotto la guida di Montella nella categoria giovanissimi nazionali e da quel momento in poi la collocazione in quella zona del campo è definitiva. Debutta in Serie A il 22 Marzo del 2015 e nell’Estate seguente si sposta a Sassuolo dove, sotto la guida del suo attuale tecnico, Eusebio Di Francesco, trova grande continuità e sforna in maglia neroverde due stagioni da titolarissimo (54 presenze condite da 11 gol e 8 assist). Con la squadra emiliana trova anche l’esordio su un palcoscenico europeo: i gironi di Europa League. Nella scorsa estate Di Francesco compie il salto di livello passando dal Sassuolo alla Roma e porta con sé proprio Pellegrini che deve inserirsi ovviamente in un contesto altamente competitivo. Nella stagione 2017/2018 con i giallorossi Pellegrini accumula 38 presenze esordendo anche in Champions League. La prima selezione nazionale in cui viene convocato è l’under 19 per poi proseguire con l’under 20 sotto la guida di Evani e poi l’under 21 di Biagio. L’esordio con la nazionale maggiore arriva a 20 anni contro il Lichtestein in un match di qualificazione per i mondiali e fino a questo momento le presenze con la casacca azzurra risultano 6.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cenni fisici</strong><br />
Pellegrini è alto 186 centimetri distribuiti su 76 kg di peso che denotano una struttura fisica possente in grado di incidere positivamente sui duelli aerei (vince più del 50% dei duelli aerei). È dotato di una discreta rapidità di gambe che non lo rende un giocatore lento o compassato. La buona velocità in progressione e una resistenza aerobica di primo livello completano il quadro di un giocatore dinamico che dal punto di vista fisico-atletico è completo senza carenze evidenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualità tecnico-tattiche</strong><br />
È un destro naturale e il primo aspetto da sottolineare è l’ottima tecnica di base di cui dispone e che si concretizza principalmente nella trasmissione del pallone . Con la Roma, per esempio, a lui sono stati affidati calci di punizioni o calci d’angolo e in molte circostanze si è disimpegnato egregiamente sia in fase di regia attraverso lanci in verticale o cambi di campo sia nell’ottima gestione di transizioni positive tramite puntuali e precise imbucate verso i compagni. Nel video sottostante attende il momento giusto per  effettuare la giocata. Il dosaggio è perfetto.</p>
<p><div style="width: 720px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-8774-1" width="720" height="400" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Imbucata.mp4?_=1" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Imbucata.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Imbucata.mp4</a></video></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tali qualità non sono relegate però al piede preferito, il destro, ma coinvolgono anche il piede sinistro con il quale non ha timore di tentare giocate anche complicate sia <a href="https://media.giphy.com/media/TGb1u8AHr2lrkWxor8/giphy.gif" target="_blank" rel="noopener">in fase di rifinitura</a> sia in fase di finalizzazione.</p>
<p><figure id="attachment_8781" aria-describedby="caption-attachment-8781" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-gol-al-volo-a-sinistro.gif"><img class="size-full wp-image-8781" src="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-gol-al-volo-a-sinistro.gif" alt="" width="480" height="270" /></a><figcaption id="caption-attachment-8781" class="wp-caption-text">Non bad</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’ultima gif oltre a testimoniare la bontà del suo piede sinistro e del tiro dalla distanza evidenzia una spiccata capacità coordinativa che lo aiuta nella gestione del pallone: Pellegrini non sembra quasi mai in difficoltà in conduzione e dà la sensazione di possedere sempre il controllo e il dominio della sfera. Possiede anche una sufficiente visione periferica e lettura dei movimenti dei compagni che non lo elevano a un regista di professione ma che lo rendono un ottimo profilo alternativo per partecipare alla costruzione della manovra. L’aspetto principale in cui Pellegrini eccelle sono gli inserimenti in area avversaria grazie a uno spiccato tempismo a cui si abbina la già citata capacità di calcio e la sua statura. Non a caso è un centrocampista che ha sempre avuto il vizietto per il gol: a Sassuolo in 54 presenze ha collezionato 11 gol e 8 assist mentre con la Roma in cui i compiti sono stati diversificati rispetto all’esperienza emiliana i gol segnati sono 3 e 5 gli assist.</p>
<p><figure id="attachment_8782" aria-describedby="caption-attachment-8782" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-gol-di-testa.gif"><img class="wp-image-8782 size-full" src="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-gol-di-testa.gif" alt="" width="480" height="270" /></a><figcaption id="caption-attachment-8782" class="wp-caption-text">Marchio Pellegrini</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Difetta nelle doti in dribbling e pertanto non può essere considerato una mezz’ala box to box in grado di strappare palla al piede, riuscire da solo ad eludere il pressing avversario e creare superiorità numerica nella trequarti avversaria.</p>
<p style="text-align: justify;">In fase di non possesso è un giocatore che può e deve dare maggiormente in termini di grinta poiché è ancora troppo timido nell’approccio ai contrasti ma potenzialmente le sue doti fisiche lo rendono un profilo difficilmente superabile nell’1vs1 per la lunghezza e la rapidità delle gambe.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la concentrazione sui 90 minuti latita e sono ancora troppi i momenti di distrazione e di assenza dal gioco che si prende nel corso di un match. L’esperienza romana ha senza dubbio aiutato sotto questo punto di vista ma questo aspetto, di carattere psicologico, è lo step principale che deve compiere per potere pretendere di essere titolare in un top club. È ancora troppo ridotta la sua incisività nei big match ed è da questo miglioramento che si potrà valutare se Pellegrini diventerà un centrocampista top o un discreto profilo mai sbocciato veramente. Nel video sottostante c&#8217;è gran parte di Pellegrini al top: contrasto con ottimo posizionamento del corpo, corsa a supporto dell&#8217;azione, finalizzazione.</p>
<p><div style="width: 720px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-8774-2" width="720" height="400" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Contrasto-e-ripartenza.mp4?_=2" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Contrasto-e-ripartenza.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Contrasto-e-ripartenza.mp4</a></video></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nella Juventus</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In un’ipotetica Juventus Pellegrini non è un nome spendibile in un centrocampo a due poiché verrebbero sacrificate eccessivamente le sue qualità d’inserimento e perché comunque si tratta di un centrocampista più offensivo che difensivo. La sua collocazione più naturale sarebbe la mezz’ala sinistra in un centrocampo a tre che, per quanto concerne le caratteristiche, si sposerebbe egregiamente con Can mezz’ala destra, molto più difensivo. Senza dubbio il numero 7 della Roma non potrebbe essere speso come titolare fin da subito nella Juventus poiché è un profilo che va ancora testato a certi livelli (a differenza di tutto il resto del reparto, escluso Sturaro). In prospettiva sotto una sapiente guida di Allegri potrebbe esprimere tutto il suo potenziale e diventare un giocatore davvero interessante. A opinione dello scrivente Pellegrini non è il sogno di mercato né il primo profilo su cui la Juventus deve puntare ma è un acquisto totalmente da approvare per potenziale, doti tecniche e fisiche, età e prospettiva.</p>
<hr />
<p><strong>GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI</strong><br />
(caratteristiche)</p>
<p><style type="text/css">#g1, #g2, #g3, #g4, #g5, #g6{ width:200px; height:160px; display: inline-block; margin: 1em; }
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<table style="border-collapse: collapse; width: 100%;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;">
<h1 style="text-align: center;">7+</h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<p><strong>REDAZIONOMETRO</strong><br />
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)</p>
<p><div id="skillbar_straight" style="padding:10px 0;">
<div style="clear:both;"></div>
</div>
<div style="clear:both; height:10px; overflow:hidden;"></div>
<script>
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				</script><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="85%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Andrea Lapegna</span></div>
				<div class="skillbar-bar" style="background: #33AF56;"></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="80%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Luca Rossi</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="80%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Alessandra Roversi</span></div>
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				<div class="skill-bar-percent">80%</div>
			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="75%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Michele Tossani</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="75%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Davide Terruzzi</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="70%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Prof Kantor</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="70%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Francesco Andrianopoli</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="65%" style="background: #eeeeee;">
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="60%" style="background: #eeeeee;">
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			</div></p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
</div>
</div>
<div class="clearfix"></div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-lorenzo-pellegrini/">La scheda di Lorenzo Pellegrini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
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		<title>La scheda di Matteo Darmian</title>
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				<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 09:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Da molte settimane si parla del possibile approdo di Darmian in bianconero. Cosa ne pensiamo? (spoiler: no good) [mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]M[/mks_dropcap]atteo Darmian nasce a Legnano il 2 Dicembre del 1989. È un prodotto della scuola Milan in cui inizia a giocare nel 2001 e dove compie tutta la trafila delle giovanili diventando leader &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/la-scheda-di-matteo-darmian/"> <span class="screen-reader-text">La scheda di Matteo Darmian</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-matteo-darmian/">La scheda di Matteo Darmian</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;"></h5>
<hr />
<h4>Da molte settimane si parla del possibile approdo di Darmian in bianconero. Cosa ne pensiamo? (spoiler: no good)</h4>
<hr />
<p style="text-align: left;">[mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]M[/mks_dropcap]atteo Darmian nasce a Legnano il 2 Dicembre del 1989. È un prodotto della scuola Milan in cui inizia a giocare nel 2001 e dove compie tutta la trafila delle giovanili diventando leader e capitano della Primavera. Il suo esordio in prima squadra è datato 28 Novembre 2006, a quasi 17 anni, in coppa Italia contro il Brescia sostituendo il georgiano Kaladze. L’anno successivo, verso la fine della stagione 2006-2007, arriva anche l’esordio in Serie A nella partita persa per 2-3 dal Milan contro l’Udinese. Con la prima squadra del Milan totalizza alla fine della sua avventura rossonera 4 presenze. Nell’Estate 2009 viene girato in prestito al Padova, allora in Serie B, con la quale, costretto a saltare la prima parte di stagione per via di un infortunio, colleziona 22 presenze e un gol. Lo step successivo è, in comproprietà, il Palermo di Delio Rossi con il quale trova anche l’esordio in Europa League e raggiunge la finale di Coppa Italia totalizzando tra tutte le competizioni 16 presenze. La destinazione seguente, sempre vigente la compartecipazione tra Milan e Palermo, è Torino, sponda granata, in prestito. Corre l’anno 2011 e per il Toro, all’epoca nella serie cadetta, inizia la fruttifera era di Giampiero Ventura che conduce la squadra alla promozione diretta e a successive solide stagioni in Serie A il cui culmine è la qualificazione in Europa League grazie alla settima posizione conseguita nella stagione 2013-2014. Con la maglia granata Darmian trova la definitiva consacrazione, si rivela un perno essenziale per l’ex CT azzurro timbrando 151 apparizioni condite da 6 gol, l’ultimo contro la Juventus.</p>
<p><figure id="attachment_8484" aria-describedby="caption-attachment-8484" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2018/06/gif-gol-contro-la-Juve.gif"><img class="wp-image-8484 size-full" src="/wp-content/uploads/2018/06/gif-gol-contro-la-Juve.gif" alt="" width="480" height="276" /></a><figcaption id="caption-attachment-8484" class="wp-caption-text">Sì, lo stop è largamente rivedibile ma ci torniamo dopo.</figcaption></figure></p>
<p>Nell’Estate 2015 arriva la chiamata di un top club: Louis Van Gaal, tecnico del Manchester United, nutre grande stima per il difensore granata e con un investimento di 18 milioni più bonus lo porta in Inghilterra. L’inizio della sua avventura è ottimo tanto da venire nominato come “giocatore del mese” di Agosto e la sua prima stagione è tutto sommato positiva mantenendo la titolarità della fascia destra. Con l’arrivo di Mourinho, che sulla destra gli preferisce Valencia, Darmian trova spazio solo a sinistra e nemmeno con troppa costanza tanto da accumulare nell’ultima stagione solo 8 presenze in Premier.</p>
<p>Per quanto concerne la nazionale Darmian, come suggerisce il suo ottimo percorso nelle giovanili del Milan, ha trovato spazio dall’under 17 in poi divenendo poi un giocatore fisso nella nazionale maggiore con la quale, dopo l’esordio di Maggio 2014, le presenze toccano quota 36.</p>
<p><strong>Duttilità difensiva</strong></p>
<p>Il pregio principale del difensore azzurro  è la versatilità che gli consente di ricoprire quasi ogni ruolo difensivo. Nel corso della sua carriera ha ricoperto principalmente il ruolo di terzino sia a destra sia a sinistra e, compatibilmente alle sue caratteristiche, pregi e difetti, può fornire un’interpretazione sia di spinta sia difensiva (da terzino bloccato, per intenderci). Non a caso è stato utilizzato anche come centrale di difesa in una cerniera a tre nonché come esterno a tutta fascia nel 3-5-2 , come accaduto per esempio agli ultimi europei sotto la guida di Antonio Conte. Sotto questo punto di vista, pertanto, Darmian può essere utilizzato come vero e proprio jolly difensivo.</p>
<p><strong>Cenni fisici</strong></p>
<p>Darmian possiede un’ottima statura (183 cm) per un peso di 70 kg. La conformazione fisica pertanto è quella di un giocatore non pesante che guadagna molto in termini di rapidità e velocità sul breve, ma che può soffrire lo scontro fisico con giocatori possenti. Non a caso è un giocatore che su calci piazzati rimane basso come ultimo uomo piuttosto che salire a colpire di testa. Ha un’ottima resistenza aerobica che gli consente di percorrere la fascia per 90 minuti senza pagare troppo in ossigeno.</p>
<p><strong>Doti difensive</strong></p>
<p>Da buon giocatore italiano la disciplina e la diligenza difensive sono tra i suoi punti di forza principali. Va apprezzato in primis l’ottimo senso della posizione e la sua intelligenza difensiva: è in grado di tenere con grande attenzione e concentrazione una lunga fase di difesa posizionale ed è molto attento e preciso nel seguire i movimenti dei giocatori che transitano nella sua zona di competenza</p>
<p><figure id="attachment_8495" aria-describedby="caption-attachment-8495" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-diagonale.gif"><img class="wp-image-8495 size-full" src="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-diagonale.gif" alt="" width="480" height="270" /></a><figcaption id="caption-attachment-8495" class="wp-caption-text">Lettura anticipata del movimento dell&#8217;attaccante. Diagonale precisa e pulita</figcaption></figure></p>
<p>La rapidità di gambe gli consente di essere efficace negli 1vs1 difensivi, <a href="https://media.giphy.com/media/5brQIzbvzhYsYvXsSg/giphy.gif">in particolare sui primi passi</a> mentre sul lungo può pagare qualcosa contro giocatori con delle gambe potenti ed esplosive. Ha un ottimo tempismo nell&#8217;esecuzione dei tackle e la sua coordinazione lo aiuta nel non compiere interventi troppo scomposti. È da apprezzare in particolare la capacità di arpionare il pallone in tackle come si evince dalla gif sottostante</p>
<p><center><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-contrasto-2.gif"><img class="size-full wp-image-8496 aligncenter" src="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-contrasto-2.gif" alt="" width="480" height="270" /></a></center></p>
<p>Nonostante la statura e il senso della posizione può soffrire in marcatura un giocatore potente fisicamente e questa è la controindicazione principale a un suo impiego come centrale difensivo pure in una difesa a 3.</p>
<p><strong>Proiezione offensiva e doti tecniche</strong></p>
<p>Darmian paga il dazio maggiore rispetto ai migliori terzini in ambito europeo per quelle che sono le sue doti offensive. Se difensivamente può essere considerato un profilo affidabile, è offensivamente che i difetti emergono maggiormente. È un destro naturale in grado di utilizzare agevolmente anche il piede sinistro. La tecnica di base in suo possesso non è sopraffina (come lo stop nella gif del primo paragrafo evidenzia) ma comunque sufficiente che va unita alla buona coordinazione di cui dispone. Le sue qualità nel palleggio sono scolastiche il che non lo rende un profilo ottimale su cui appoggiarsi per l&#8217;uscita dal pressing poichè se messo sotto pressione può compiere degli errori, soprattutto a sinistra. Possiede un&#8217;ottima conduzione in corsa e, a campo aperto, può percorrere con buona velocità ampie porzioni di campo. I problemi sorgono con l&#8217;avversario di fronte: non ha spunto nell’1vs1 da un punto di vista tecnico e pertanto non è un giocatore in grado di creare superiorità numerica. Tale aspetto è testimoniato dal dato statistico di 0,3 dribbling tentati a partita nel corso dell’ultima stagione</p>
<p><figure id="attachment_8491" aria-describedby="caption-attachment-8491" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-poco-offensivo.gif"><img class="wp-image-8491 size-full" src="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-poco-offensivo.gif" alt="" width="480" height="268" /></a><figcaption id="caption-attachment-8491" class="wp-caption-text">Non tenta nemmeno l&#8217;1vs1 e cerca la giocata sicura. Situazione molto frequente che vedremo molto spesso</figcaption></figure></p>
<p>Inoltre, nonostante sia dotato di una buona velocità, non ha un fisico talmente dirompente da poter superare gli avversari in corsa, di slancio. Anche per quanto concerne i cross non possiede un piede così fine da sfornare con continuità cross tesi e ben calibrati (non ha le qualità di Alex Sandro o Cuadrado in questo fondamentale, per intenderci). Un punto a suo favore gioca invece la capacità di crossare con entrambi i piedi per cui non necessita in ogni situazione di andare sul piede forte con il rischio di perdere un tempo di gioco o di risultare prevedibile.</p>
<p><figure id="attachment_8492" aria-describedby="caption-attachment-8492" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-cross-1.gif"><img class="wp-image-8492 size-full" src="/wp-content/uploads/2018/06/Gif-cross-1.gif" alt="" width="480" height="270" /></a><figcaption id="caption-attachment-8492" class="wp-caption-text">Anche se non in una situazione ideale a livello coordinativo e di posizione del pallone se la cava col sinistro</figcaption></figure></p>
<p><strong>Nella Juventus</strong></p>
<p>Darmian alla Juventus può aggiungere ben poco per caratteristiche e valore assoluto poiché si tratta di un giocatore con fondamentali e doti fisiche discrete e sufficienti ma che non eccelle in nulla, nello specifico offensivamente. Vista anche l’età è impensabile immaginare dei miglioramenti significativi in futuro. Il numero 36 dei Red Devils verrà molto probabilmente utilizzato come terzino, a destra o a sinistra a seconda delle esigenze, e potrebbe essere un profilo gradito da Allegri soprattutto nei match in cui il tecnico livornese preferirà avere da un lato un terzino bloccato che abbia senso della posizione e capacità di copertura. Per caratteristiche può svolgere il ruolo che ha svolto Asamoah negli ultimi match della stagione ossia terzino bloccato e terzo centrale sinistro di difesa in fase di possesso. L’italiano rispetto al ghanese è però, a opinione di chi sta scrivendo, un significativo downgrade soprattutto relativamente alla qualità di palleggio, essenziale in uscita. Alternativamente, ma solo in caso di emergenza, potrebbe essere utilizzato in una difesa a 3 pura (quindi anche in non possesso) ma sotto questo aspetto può presentare dei rischi per le non eccelse abilità in marcatura secca di un attaccante fisicamente ben messo.</p>
<p>In sintesi Darmian è un acquisto che legittimamente non entusiasma i tifosi poiché per quanto visto non si profila come un giocatore da Juventus ma il suo acquisto va probabilmente inserito nell’ottica di avere un giocatore versatile, italiano che conosce già la serie A. Un “usato sicuro”, in parole povere, per il nostro campionato che nelle gerarchie rimarrebbe dietro ad Alex Sandro. È possibile ovviamente che il sistema ben oliato della  Juventus lo porti a esprimersi a livelli più alti di quanto visto in Inghilterra come è un po’accaduto per De Sciglio che anche in Champions League ha offerto prestazioni molto solide, nei limiti dei suoi pregi e difetti.</p>
<hr />
<p><strong>GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI</strong><br />
(caratteristiche)</p>
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<table style="border-collapse: collapse; width: 100%;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;">
<h1 style="text-align: center;">5</h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<p><strong>REDAZIONOMETRO</strong><br />
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)</p>
<p><div id="skillbar_straight" style="padding:10px 0;">
<div style="clear:both;"></div>
</div>
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				</script><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="50%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Francesco Federico Pagani</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="20%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Luca Rossi</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="10%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Andrea Lapegna</span></div>
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			</div><br />
<div class="skillbar clearfix " data-percent="10%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Enrico Ferrari</span></div>
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				<div class="skill-bar-percent">10%</div>
			</div></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author">
<div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div>
<div class="saboxplugin-desc">
<div itemprop="description">
<p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
</div>
</div>
<div class="clearfix"></div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-matteo-darmian/">La scheda di Matteo Darmian</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
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		<title>La scheda di Matthijs De Ligt</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/la-scheda-di-matthijs-de-ligt/</link>
				<comments>https://www.ateralbus.it/la-scheda-di-matthijs-de-ligt/#respond</comments>
				<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 18:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Federico Pagani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[ajax]]></category>
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		<category><![CDATA[Scheda]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Si parla sempre più insistentemente del possibile acquisto da parte della Juventus del baby fenomeno De Ligt, difensore centrale dell&#8217;Ajax. Conosciamolo meglio in questa scheda approfondita. Nato a Leiderdorp (cittadina di circa 26mila abitanti che sorge nella provincia dell&#8217;Olanda Meridionale) il 12 agosto del 1999, Matthijs de Ligt veste la maglia di una squadra per &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/la-scheda-di-matthijs-de-ligt/"> <span class="screen-reader-text">La scheda di Matthijs De Ligt</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-matthijs-de-ligt/">La scheda di Matthijs De Ligt</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<hr />
<h4>Si parla sempre più insistentemente del possibile acquisto da parte della Juventus del baby fenomeno De Ligt, difensore centrale dell&#8217;Ajax. Conosciamolo meglio in questa scheda approfondita.</h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Nato a Leiderdorp (cittadina di circa 26mila abitanti che sorge nella provincia dell&#8217;Olanda Meridionale) il 12 agosto del 1999, Matthijs de Ligt veste la maglia di una squadra per la prima volta all&#8217;età di 7 anni, andando a giocare nel piccolo FC Abcoude.</p>
<p>Da qui, tramite uno dei tanti “Talentendag” (“giorno dei talenti”, ovvero le selezioni organizzate ogni anno dall&#8217;Ajax), passa ai Lancieri di Amsterdam nel 2009.</p>
<p>Le sue qualità saltano subito all&#8217;occhio dei responsabili del “De Toekomst” (il centro giovanile ajacide), che ne curano ed accelerano lo sviluppo consci della pepita che si stavano trovando a lavorare.</p>
<p>Il modello di crescita rielaborato negli ultimi anni dai Lancieri (e di cui ho già parlato in <a href="http://sciabolatablog.altervista.org/modello-ajax/">questo articolo</a>) pare stia tornando a funzionare. Tanto che De Ligt sbarca nello “Jong Ajax” già nel 2016, trovando l&#8217;esordio assoluto in prima squadra il 21 settembre di quello stesso anno, in una gara vinta 5 a 0 contro l&#8217;Emmen in Coppa d&#8217;Olanda.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;inizio di una splendida storia, che già nel corso di quella stagione lo vedrà totalizzare 23 presenze in prima squadra, di cui 9 in Europa League (finale compresa), per poi diventare titolare inamovibile nel corso dell&#8217;ultima annata (terminata con 39 gettoni all&#8217;attivo).</p>
<p>Ovviamente nemmeno la nazionale olandese si è fatta pregare per lanciarlo.</p>
<p>E così se solo due anni fa lo vedevo giocare con la maglia dell&#8217;under 17, l&#8217;anno scorso ne ho potuto rimirare il debutto contro la Bulgaria, in una gara persa 2 a 0 anche a causa di due errori proprio del ragazzino di Leiderdorp.</p>
<p>Il resto è storia recente. L&#8217;Olanda non si è qualificata ai Mondiali, Blind è stato sostituito da Koeman sulla panca degli Oranje e da dopo quell&#8217;infausta serata del 25 marzo 2017 De Ligt ha per ora giocato solo amichevoli con quella maglia.</p>
<p>Una delle quali, l&#8217;ultima, proprio contro la Nazionale Italiana&#8230;</p>
<p><strong>LE QUALITA&#8217;</strong></p>
<p>Matthijs de Ligt è un po&#8217; il prototipo del difensore centrale moderno: fisicato, confidente col pallone tra i piedi, intelligente, reattivo.</p>
<p>Campione di precocità, è probabilmente oggi il migliore interprete del ruolo tra gli under 20 europei.</p>
<p><em>CAPACITA&#8217; COORDINATIVE e CONDIZIONALI</em></p>
<p>La precocità di De Ligt si riverbera sotto tanti aspetti, del suo gioco come della sua persona. Ad esempio in un fisico da vero e proprio corazziere: un&#8217;ottantina di chili distribuiti su circa centovanta centimetri d&#8217;altezza, che gli donano una fisicità quasi ideale per il ruolo.</p>
<p>Matthijs non ha però solo una struttura adeguata, ma anche delle capacità condizionali da non sottovalutare.</p>
<p>In primis una forza fisica che gli permette già di battagliare ad armi pari contro fior di professionisti. Epica, in questo senso, la battaglia senza esclusione di colpi che mise in scena lo scorso anno in semifinale di Europa League contro il Lione, quando Lacazette andò a contendergli un pallone che lui difese col coltello tra i denti, riuscendo a domare il molto più esperto avversario francese per rivolgergli poi un gesto di stizza mista a snobismo dopo aver ottenuto la rimessa dal fondo tanto bramata.</p>
<p>Non solo forza massimale, comunque, ma anche una discreta flessibilità abbinata ad una certa velocità in allungo, frutto di leve lunghe e potenti che sanno farsi valere quando serve.</p>
<p>Dal punto di vista coordinativo invece spicca soprattutto per tre qualità.</p>
<p>In primis una capacità di reazione piuttosto marcata che, come vedremo più avanti, lo rende molto efficace in fase di anticipo. In secondo luogo una certa dose di anticipazione motoria, che gli permette di guadagnare un tempo di gioco nella gestione della propria postura, risultando così più efficace in fase di contrasto. Infine una differenziazione dinamica certo da non sottovalutare, che gli permette di mostrare buone doti di regia lunga.</p>
<p><em>QUALITA&#8217; TECNICHE</em></p>
<p>Come detto Matthijs de Ligt è un centrale molto moderno, che fa rima con un bagaglio tecnico importante. In cui a spiccare sono sicuramente soprattutto, come abbiamo appena detto, le sue doti di lancio e passaggio incrociato: in possesso di un destro piuttosto morbido – oltre che di un sinistro non disprezzabile – il centrale dei Lancieri mostra infatti una certa qualità in questo fondamentale. In qualche modo può richiamare un po&#8217; alla mente un certo Leonardo Bonucci, in questo senso.</p>
<p>Buonissima capacità di controllo della sfera abbinata ad una discreta guida della stessa, caratteristica sempre più sviluppata nei centrali difensivi olandesi (che stanno diventando, o forse tornando, ad essere sempre più “totali”), sa difendere la palla ed affondare in contrasto, mostrando soprattutto un&#8217;ottima scelta di tempo per quanto concerne i tackle scivolati.</p>
<p>Naturalmente abbastanza portato nel gioco aereo, ha una più che discreta capacità di colpire di testa, caratteristica questa che l&#8217;ha portato anche a fare qualche gol (circa uno ogni dieci gare disputate con l&#8217;Ajax sino ad oggi).</p>
<p><em>QUALITA&#8217; TATTICHE</em></p>
<p>De Ligt sa usare bene la testa. Ancor più in senso lato che non inteso come “gioco aereo”.</p>
<p>Se infatti in area avversaria sa farsi valere, come abbiamo visto, in anticipo alto ha ancora un certo margine di crescita: ad oggi è sì generalmente efficace, ma non ancora “dominante” come un top del ruolo dovrebbe essere.</p>
<p>In compenso, come detto, sa usare bene la testa per leggere il gioco. Cosa che a sua volta, abbinata alla capacità di reazione di cui sopra, si trasforma in una certa facilità nell&#8217;andare in anticipo basso, fondamentale tattico tra i più sviluppati del classe 1999 olandese.</p>
<p>Se risulta indubbiamente più che discreto in accorciamento sull&#8217;uomo – dimostrando anche in generale una certa aggressività, che per me lo renderebbe perfetto come centrale o laterale di destra della difesa a tre di Gasperini – colpisce abbastanza per la lucidità che dimostra nello scegliere il tempo con cui affondare in tackle, anche in zone “calde” del campo.</p>
<p>Difensore che predilige il centrodestra di una difesa a quattro, ma che può giocare anche sul centrosinistra, risulta abile nell&#8217;uno contro uno sia sul lungo che sul corto.</p>
<p><em>QUALITA&#8217; MENTALI</em></p>
<p>Tra i tanti aspetti che emergono quando si guarda giocare Matthijs de Ligt, uno dei più stupefacenti è sicuramente l&#8217;approccio che mette in campo. Coraggio, personalità, spirito di sacrificio. Tutte qualità che fanno trasparire un giocatore giovane ma mentalmente solido. Un ragazzo consapevole tanto delle difficoltà da affrontare quanto dei propri mezzi.</p>
<p>Precoce, dicevo. In tanti aspetti. Tra cui, sicuramente, proprio quello mentale.</p>
<p><em>DEBOLEZZE</em></p>
<p>Detta così parrebbe quasi di trovarsi di fronte al centrale perfetto, che però ovviamente non esiste.</p>
<p>Matthijs de Ligt è sicuramente già un ottimo giocatore, direi anche un fenomeno in relazione al contesto in cui si esprime&#8230; ma ha ovviamente alcuni aspetti del suo gioco da migliorare.</p>
<p>Se in anticipo alto ha già un buon livello di gioco ma che comunque deve ulteriormente implementare, a volte risulta anche sin troppo “self confident” nella gestione della sfera.</p>
<p>Se in Italia abbiamo ucciso la creatività e castrato la personalità di un&#8217;intera generazione di calciatori per paura che perdessero palla, De Ligt non deve nemmeno esagerare all&#8217;opposto e rendersi conto che a volte la giocata semplice è quella più efficace.</p>
<p>Indubbio però che soprattutto questo aspetto è un peccato quasi venale, in un giovane. Anzi, direi inevitabile: quando cresci in un contesto che stimola la tua creatività ed il tuo pensiero laterale è praticamente ineluttabile che finirai con l&#8217;eccedere. Sarà poi l&#8217;esperienza maturata in anni di gioco a farti trovare il giusto compromesso tra “sicurezza” ed “estro”.</p>
<p>Ultimo ma non meno importante: ovviamente in campo aperto e contro avversari particolarmente rapidi ed inclini ai cambi di direzione veloci rischia, come la maggior parte dei difensori al mondo, di finire in un bagno di sangue&#8230;</p>
<p><strong>VALUTAZIONE GENERALE</strong></p>
<p>Matthijs de Ligt è quel classico giocatore che quando lo vedi in campo per la prima volta ti ruba subito occhi e cuore.</p>
<p>Nel mio caso la sua “scoperta”, dopo averlo solo sentito nominare della lista dei “wonderkids” del Football Manager di quell&#8217;anno, avvenne due anni fa, nel corso dell&#8217;Europeo under 17 disputato dai classe 1999.</p>
<p>Ne avevo già sentito parlare come uno dei migliori giovani centrali del continente, appunto, ma ciò che vidi andò ben oltre le mie aspettative: un centrale fisicato, reattivo, di grande personalità, intelligente.</p>
<p>Fu amore a prima vista.</p>
<p>All&#8217;epoca lo identificai come il miglior centrale difensivo classe 99 d&#8217;Europa assieme all&#8217;atalantino Bastoni (passato di proprietà dell&#8217;Inter la scorsa estate).</p>
<p>Adesso però, con il gap esperienziale che si è creato tra i due, non vedo nessuno che possa essergli paragonabile.</p>
<p>(Anche se un occhio lo darei a Perr Schuurs, altro centrale 1999 olandese che l&#8217;anno prossimo dovrebbe raccogliere proprio l&#8217;eredità di De Ligt all&#8217;Ajax.)</p>
<p><strong>ALLA JUVENTUS?</strong></p>
<p>Prima di chiedersi come potrebbe inserirsi Matthijs de Ligt alla Juventus c&#8217;è da chiedersi se la squadra ne abbia bisogno e, di conseguenza, quanto potrebbe giocare.</p>
<p>De Ligt come detto è il prototipo del centrale moderno. Un giocatore che io avrei acquistato in qualsiasi squadra al mondo dopo la prima volta che lo vidi. Cosa che farei anche ora, non fosse che nel frattempo il costo è comprensibilmente esploso.</p>
<p>I Bianconeri ad oggi sembrano abbastanza coperti: Chiellini, Benatia, Rugani ed il neo arrivato Caldara danno garanzie sufficienti ed a loro dovrebbe comunque aggiungersi anche il rinnovo di Barzagli.</p>
<p>Se il reparto centrali fosse questo l&#8217;idea di acquistare De Ligt sarebbe quindi totalmente superflua. Anche perché avrebbe un costo (non meno di 30 milioni, per qualcuno anche sui 50) tale per cui difficilmente lo acquisteresti per girarlo in prestito, magari biennale, ad una “media” di Serie A (posto anche che lo stesso De Ligt probabilmente non accetterebbe questa soluzione).</p>
<p>A questo punto la condizione principale mi sembra quella che dovrebbe portare alla partenza di almeno uno dei centrali. E se Barzagli potrebbe comunque essere considerato il quinto della rosa anche alle spalle del classe 99 olandese, la presenza di almeno tre degli altri quattro potrebbe tarpare non poco le ali a Matthijs. Che secondo me, per continuare l&#8217;ottimo percorso di crescita che ha intrapreso ad Amsterdam, è bene che continui a giocare con continuità anche l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Venendo alla sua possibile applicazione alla Juventus, comunque, non posso che consigliarne l&#8217;acquisto.</p>
<p>Giovanissimo, maturo, con prospettive ancora da sviluppare, moderno, abile in entrambe le fasi. Un giocatore così se te lo puoi permettere e sai di poterlo inserire in un contesto davvero favorevole ad una sua crescita non dovresti fartelo scappare per nulla al mondo.</p>
<p>Per altro nel contesto della Juve, con la qualità di lancio di cui si diceva, potrebbe anche fare molto comodo: da dopo la partenza di Bonucci la squadra ha indubbiamente perso qualcosa in questo fondamentale, che con l&#8217;acquisto di De Ligt andrebbe, almeno potenzialmente, a recuperare.</p>
<hr />
<p><strong>GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI</strong><br />
(caratteristiche)</p>
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<table style="border-collapse: collapse; width: 100%;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;">
<h1 style="text-align: center;">7,5</h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<p><strong>REDAZIONOMETRO</strong><br />
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)</p>
<p><div id="skillbar_straight" style="padding:10px 0;">

<div class="skillbar clearfix " data-percent="90%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Andrea Lapegna</span></div>
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<div class="skillbar clearfix " data-percent="80%" style="background: #eeeeee;">
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<div class="skillbar clearfix " data-percent="80%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Francesco Andrianopoli</span></div>
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<div class="skillbar clearfix " data-percent="75%" style="background: #eeeeee;">
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<div class="skillbar clearfix " data-percent="75%" style="background: #eeeeee;">
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<div class="skillbar clearfix " data-percent="70%" style="background: #eeeeee;">
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/francesco-federico-pagani/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Francesco Federico Pagani</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Osservatore diplomato in FIGC, attualmente ricopre il ruolo di capo scout in una società dilettantistica. Da anni gestisce un blog, Sciabolata Morbida, in cui scrive di calcio in generale e di giovani in particolare.</p>
</div>
</div>
<div class="clearfix"></div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-matthijs-de-ligt/">La scheda di Matthijs De Ligt</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
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		<title>La scheda di Mattia Perin</title>
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				<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 16:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>La Juventus si è assicurata le prestazioni sportive di Mattia Perin, che passa in bianconero per circa 12 milioni di euro; ne prenderà 2.5 netti all&#8217;anno. Che tipo di portiere è, come gioca, e cosa farne. [mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;62&#8243; bg_color=&#8221;#E6E6E6&#8243; txt_color=&#8221;#111111&#8243;]Q[/mks_dropcap]uando la Juventus acquistò Wojciech Tomasz Szczęsny (qui la nostra scheda dell’anno scorso), era chiaro &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/mattia-perin-istruzioni-per-uso/"> <span class="screen-reader-text">La scheda di Mattia Perin</span> Leggi altro &#187;</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/mattia-perin-istruzioni-per-uso/">La scheda di Mattia Perin</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<hr />
<h4 style="text-align: justify;">La Juventus si è assicurata le prestazioni sportive di Mattia Perin, che passa in bianconero per circa 12 milioni di euro; ne prenderà 2.5 netti all&#8217;anno. Che tipo di portiere è, come gioca, e cosa farne.</h4>
<hr />
<p style="text-align: justify;">[mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;62&#8243; bg_color=&#8221;#E6E6E6&#8243; txt_color=&#8221;#111111&#8243;]Q[/mks_dropcap]uando la Juventus acquistò Wojciech Tomasz Szczęsny (<a href="/wojciech-tomasz-szczesny/" target="_blank" rel="noopener">qui la nostra scheda dell’anno scorso</a>), era chiaro a tutti che il polacco avrebbe accettato un ruolo da comprimario per poter poi raccogliere lo scettro quando il re si fosse fatto da parte. Quello che non sapevamo era il modo in cui la società intendesse riempire la casella del secondo portiere, dato che il numero 12 dell’anno scorso è scalato in prima posizione adesso. C’erano un paio di soluzioni logiche a questo problema: 1) promuovere Emil Audero a secondo, cogliendo due piccioni con una fava dato che il giovane italo-indonesiano è anche un CTP (Club-Trained Player se vivete ancora nel 2015); 2) prelevare un portiere affidabile, possibilmente abituato ad essere la riserva di un giovane più quotato. Uno Storari, insomma. La Juventus ha scelto la terza via, che poi è quella della continuità rispetto alla situazione anormale dell’anno scorso: puntare su un portiere che farebbe il titolare praticamente ovunque in Serie A, confidando in un sano dualismo tra i pali. A scanso di equivoci, è opinione dello scrivente (ma anche della redazione) che sarà senz&#8217;altro Szczęsny il titolare, così come era scontato che facesse la riserva l’anno scorso. Si tratta sia di una questione di rispetto, che soprattutto &#8211; e molto più pragmaticamente &#8211; di valore tecnico. Ma possiamo tutti star certi che il minutaggio di Perin sarà molto più ampio di quello di un semplice dodicesimo uomo, anche in campionato.</p>
<p>Mattia Perin è un classe ‘92, normolineo di 188 cm per 77 kg, e a 26 anni è pronto per la sfida di una grande squadra. Era rimasto fagocitato nel maelstrom degli &#8220;eredi di Buffon&#8221;, e sia l&#8217;esplosione di Donnarumma che l&#8217;incredibile longevità del portierone bianconero gli hanno tarpato le ali che l&#8217;avrebbero portato verso una fulgida carriera; in più un doppio terribile infortunio ha messo un deciso freno al suo pieno sviluppo. Adesso invece, complice l&#8217;involuzione del primo e <a href="/da-portiere-a-buffon/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;uscita di scena del secondo</a>, è pronto a prendersi la scena in Nazionale. Perin è un portiere che fa dell’esplosività la sua caratteristica principale: è un giocatore esuberante, “guascone” (<a href="http://www.genova24.it/2018/05/perin-ero-un-guascone-diventato-uomo-genova-sara-sempre-casa-mia-198810/" target="_blank" rel="noopener">parole sue</a>) e molto proattivo, e queste caratteristiche si riflettono nel modo di stare in campo. L’identikit di Perin non può dunque prescindere dal primo aspetto che salta agli occhi guardandolo: l’attacco della palla. È un portiere estremamente proattivo e coraggioso, e non si fa problemi a mettere braccia, spalle e corpo a difesa della porta. L’attacco della palla è diventato una caratteristica importantissima nel giudizio su un portiere, e questo è dovuto senz’altro all’evoluzione del calcio verso irreali standard ipercinetici dove le situazioni statiche sono sempre più secondarie. Perin riesce a leggere l’azione prima ancora dell’attaccante avversario, e capire prima di lui quando ci sarà lo spazio per una conclusione: questo lo porta spesso a privilegiare una posizione più avanzata e una postura più “sulle punte” e osa tranquillamente lasciare la linea di tuffo per aumentare il proprio volume, mettere pressione all&#8217;avversario, e scegliere lui quando l&#8217;attaccante tirerà. Conseguentemente, Perin eccelle nelle uscite basse, aiutato anche da una grande elasticità muscolare che gli permette di allungare benissimo il corpo e ad uscire anche al di là di ogni ragionevole attesa sui tuffi laterali.</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-8470-3" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-attacco-palla.mp4?_=3" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-attacco-palla.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Perin-attacco-palla.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><em>Iperestensione e attacco palla tra le gambe dell’attaccante. Tutto Perin in due parate ravvicinate.</em></p>
<p>Perin ha ottimi riflessi, che gli permettono di sfoderare parate da urlo. In ragione del fisico asciutto e non eccessivamente alto, è velocissimo nell&#8217;andare a terra “spalmandosi” sulla linea di tuffo. Scende giù gradualmente e non con tutto il peso del corpo, sia per non pesare eccessivamente sulla spalla &#8211; o peggio sul gomito &#8211; sia per assecondare la grande abilità nell’allungare corpo e arti. In questi frangenti è opportuno notare come lo sguardo non vaghi mai oltre il pallone: Perin non ha bisogno di controllare la linea d’impatto, perché è consapevole della propria posizione e postura e si fida dei propri mezzi.</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-8470-4" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-a-terra.mp4?_=4" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-a-terra.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Perin-a-terra.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><em>A terra in un amen e occhi sempre sulla palla. Mr Fantastic.</em></p>
<p>Il neo-acquisto bianconero ha una spiccata preferenza per un ruolo proattivo. Come accennato più sopra, non è insolito abbandonare la propria linea di porta o anche quella di tuffo per salire a dare fastidio all’attaccante. Esce dalla comfort zone, ma è lui a farlo, non è costretto dallo sviluppo dell&#8217;azione e non lo subisce mai: è lui a cambiare ilk contesto. È un portiere sorprendentemente efficace nell’1vs1, proprio perché preferisce il caos fuori dalla porta alle parate scolastiche.</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-8470-5" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-Lukaku.mp4?_=5" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-Lukaku.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Perin-Lukaku.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><em>Qui si mangia Lukaku, prima di tutto psicologicamente, perché a dispetto di quanto possa apparire, tra i due è lui quello in controllo: il momento in cui è lui a prendere controllo dell&#8217;azione è quello rapidissimo in cui si rialza da terra.</em></p>
<p>La tecnica di bloccaggio invece potrebbe beneficiare di qualche correttivo. Perin non è solito bloccare la sfera, e preferisce distintamente le prese al corpo rispetto ad un bloccaggio aperto di fronte al viso. Questa è una scelta caratteristica che fa anche su tiri ad altezza intermedia, preferendo il “saltello” per aggiustare l’altezza del tiro e portare la sfera verso lo stomaco che non rischiare di metterci le mani. Non ama bloccare, se non quando il pallone è veramente sulla figura, ed è peraltro prono all’utilizzo dei pugni. Sui tiri da fuori, <a href="https://youtu.be/fCFudC0a4GY?t=24s" target="_blank" rel="noopener">preferisce deviare via il pallone con le mani aperte</a>, ma è una scelta spesso controproducente.</p>
<p>Possiede un’ottima linea di tuffo e fa leva sulla grande elasticità di cui sopra per coprire tutto lo specchio della porta (anche al di là di quello che ci si potrebbe aspettare da un portiere un filino più basso della media odierna).</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-8470-6" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-tuffo.mp4?_=6" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-tuffo.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Perin-tuffo.mp4</a></video></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tecnica di spinta invece non si sposa con l’ottima postura e con la grande estensione; in effetti sembra patire una spinta non ottimale con il piede di riferimento tanto che spesso gli “<a href="https://youtu.be/fCFudC0a4GY?t=30s" target="_blank" rel="noopener">rimane sotto</a>” provocando una torsione del busto sotto la spinta dell&#8217;altro piede che lo porta a sua volta a finire il tuffo laterale con il petto a terra, riducendo così la distanza potenziale da coprire.</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-8470-7" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-spinta.mp4?_=7" /><a href="/wp-content/uploads/2018/06/Perin-spinta.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/06/Perin-spinta.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><em>Non una respinta sicura, né tanto meno efficace. </em></p>
<p>Perin non ha un gioco con i piedi molto sicuro, ma non è neanche povero nel fondamentale. Pecca un po’ di precisione nella distribuzione lunga, ma non si può dire che sia tra i peggiori del campionato. Semplicemente non è un suo tratto distintivo.</p>
<p>Sotto il profilo psicologico Perin è un portiere dal carattere forte, leader vecchio stampo che non esitata a sgridare la propria difesa dopo ogni intervento. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che deve volerci una forza psicologica incredibile per uscire dal doppio infortunio &#8211; rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro nel 2016, identico al ginocchio destro nel 2017. Quanto giocato quest’anno è evidentemente stato considerato un lasso di tempo sufficiente acché gli osservatori bianconeri valutassero il suo recupero, ma sarebbe veramente un peccato se un portiere di grande esplosività pagasse nella sua caratteristica migliore a causa degli infortuni.</p>
<p>Bisogna anche annotare un’ultima incognita che forse esula dall&#8217;aspetto tecnico: Perin è un portiere abituato ad essere titolare, è ancora da registrare come dodicesimo uomo. Non sappiamo come reagirà alla panchina, né come e con quali motivazioni entrerà in campo quando chiamato in causa. Ciò che sappiamo però è che tenere Perin come secondo portiere è un lusso che nessun’altra squadra di Serie A può permettersi.</p>
<hr />
<p><strong>GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI</strong></p>
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<table style="border-collapse: collapse; width: 100%;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;">
<h1 style="text-align: center;">7-</h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<p><strong>REDAZIONOMETRO</strong><br />
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)</p>
<p><div id="skillbar_straight" style="padding:10px 0;">

<div class="skillbar clearfix " data-percent="70%" style="background: #eeeeee;">
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<div class="skillbar clearfix " data-percent="20%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Francesco Andrianopoli</span></div>
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</div>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/andrea-lapegna/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Andrea Lapegna</span></a></div>
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<p>È il responsabile del sito e della community di www.AterAlbus.it. Vive a Bruxelles ed è stato cooptato in AterAlbus per correggere la punteggiatura nei nostri articoli.</p>
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		<title>Chi è  Benedikt Höwedes?</title>
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				<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 15:04:15 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>di Charles Onwuakpa [mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]C[/mks_dropcap]Le ultime mosse di mercato della Juventus sono state maggiormente orientate verso la difesa, forse il reparto con più necessità di miglioramento: dopo il mancato trasferimento (per ora) di Spinazzola in bianconero, la dirigenza ha puntato con decisione su Benedikt Höwedes, 29enne tedesco dello Schalke 04. Il giocatore arriva &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="display: inline-block; border: 2px solid rgba(255, 153, 0, 0.623529); border-radius: 0px; padding: 5px 16px; margin: 0px;">di Charles Onwuakpa</span></p>
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<p style="text-align: left;">[mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]C[/mks_dropcap]Le ultime mosse di mercato della Juventus sono state maggiormente orientate verso la difesa, forse il reparto con più necessità di miglioramento: dopo il mancato trasferimento (per ora) di Spinazzola in bianconero, la dirigenza ha puntato con decisione su Benedikt Höwedes, 29enne tedesco dello Schalke 04. Il giocatore arriva sulla base di un prestito annuale per 3,5 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 13 milioni (obbligatorio qualora il giocatore dovesse disputare almeno 25 partite ufficiali in questa stagione) ed altri 3 milioni di bonus per il raggiungimento di determinati risultati sportivi.</p>
<p>L’acquisto, svoltosi in tempi molto brevi, di per sé è alquanto sensato, per due ragioni: costa poco e la dirigenza ha la possibilità di tutelarsi data la natura fisica del giocatore, ma al tempo stesso offre ad Allegri un giocatore polivalente e dalle qualità tecniche-tattiche non trascurabili.</p>
<p><strong>Multitasking</strong></p>
<p>Höwedes nasce ad Haltern am See (città della Renania Settentrionale) il 29 febbraio del 1988. A 13 anni passa alle giovanili dello Schalke 04 fino ad approdare in prima squadra nel 2007 dove diventa ben presto titolare: in 10 anni di militanza colleziona ben 335 presenze e 23 gol in tutte le competizioni ufficiali. A livello di Nazionale maggiore invece sono 44 le apparizioni complessive, condite da una Coppa del Mondo vinta nel 2014 senza saltare nemmeno un minuto della manifestazione. Con l’Under-21 invece Höwedes ha vinto l’Europeo di categoria nel 2009, assieme a quello che è poi diventato il blocco storico della Mannschaft negli ultimi anni (tra cui anche l’amico Khedira).</p>
<p>Giocatore di grande esperienza e personalità (è stato capitano dello Schalke dal 2011 ad oggi), Höwedes è quello che in gergo viene chiamato “jolly difensivo”: nonostante nasca come centrale di difesa, nel corso della sua carriera è stato spesso schierato come terzino (sinistro o destro), ma anche come mediano davanti alla difesa; lui stesso si definisce un giocatore eclettico e multifunzionale, capace di destreggiarsi in una difesa a quattro o a tre.</p>
<p><strong>Come gioca</strong></p>
<p>Höwedes è uno stopper cresciuto secondo i canoni della scuola tedesca: sfrutta bene il suo fisico (è alto 187 cm e pesa 82 kg) nel gioco aereo (lo scorso anno ha vinto il 61,39% dei duelli aerei). Nello stacco da terra, dimostra di avere un’ottima tecnica di rincorsa (se ha spazio arriva spesso col terzo tempo) ed i suoi colpi di testa si basano più sulla potenza che sulla precisione: questo gli permette di essere una grande minaccia su palla inattiva nelle situazioni offensive.<br />
Ha spalle larghe che gli permettono di reggere bene i duelli individuali nonché un’ottima potenza nelle gambe. La sua difesa, come richiesto da un campionato proattivo come la Bundesliga, è essenzialmente aggressiva ma non fallosa: Höwedes difende quasi spesso accorciando in avanti ed usa il suo ottimo tempismo e capacità di leggere le situazioni di gioco prima degli avversari, non a caso lo scorso anno ha effettuato ben 4,13 intercetti ogni 90 minuti: un numero altissimo se pensiamo che Mattia Caldara &#8211; specialista di questa categoria in Serie A &#8211; si è fermato a 3,42.</p>
<p>La sua grande pulizia negli interventi lo rende un giocatore estremamente affidabile nel difendere in avanti ed in marcatura, al tempo stesso però è dotato di un’ottima capacità di recupero sul medio-lungo tratto pur non essendo molto agile nei primi passi: questo gli permette di coprire bene la profondità ed usare la sua forza esplosiva nelle gambe per sradicare il pallone dagli avversari in tackle (1,32 ogni 90 minuti) senza subire sanzioni di gioco (solo 0,97 falli ogni 90 minuti). Proprio per tale ragione Löw in nazionale lo ha schierato (con successo) da terzino per poter coprire con efficacia le diagonali alle spalle di Boateng e Hummels, anche loro centrali portati a difendere in avanti. Se puntato Höwedes temporeggia preferendo portare l’avversario sul piede debole e/o verso la linea di rimessa, non forzando l’intervento ed il contatto fisico ma preferendo schermare la linea di passaggio più vicina e tenendo gli occhi sulla palla piuttosto che sul gioco di gambe dell’avversario.</p>
<p>Anche in fase di possesso Höwedes si dimostra un centrale moderno: gestisce bene la palla sotto pressione ed ha una buona percentuale di passaggi riusciti (86%), cerca spesso di accompagnare l’azione &#8211; segno di grande intelligenza e personalità, e non di rado finisce in area di rigore per finalizzare la manovra.<br />
Da terzino spinge poco, preferendo offrire linee di passaggio più vicine ai centrali ed aiutare nell’uscita del pallone da dietro. Destro naturale, ha un sinistro discreto ed una certa freddezza nell’esecuzione dei passaggi e gestione dei tempi di gioco. Pur giocando spesso sul corto, ha una qualità di calcio lungo molto simile a quello di Benatia, che attualmente è il migliore della retroguardia bianconera<br />
in questo senso. Non è Bonucci, ma in certi aspetti gli assomiglia: avere un centrale sicuro con la palla e capace di cambiare velocemente il fronte di gioco è importante per una squadra come la Juventus che attacca in ampiezza e quindi cercando di sfruttare tutto le porzioni di campo disponibili.</p>
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<p>Finora ho elencato i pro, ma quali sono i contro?<br />
L’unico vero dubbio riguardo al suo acquisto è sostanzialmente la garanzia fisica: negli ultimi anni il tedesco ha spesso avuto infortuni, anche gravi, e prima della scorsa stagione non superava 30+ partite in Bundesliga dal lontano 2012-2013. Per il resto è un giocatore più solido di Lichtsteiner, decisamente più pronto di De Sciglio (grande scommessa di Allegri da recuperare sia psicologicamente che tecnicamente, sperando in un aiuto morale e maggiore sensibilità nei suoi confronti da parte dei tifosi&#8230;), offre svariate soluzioni tattiche ad Allegri, abituato a giocare in grandi palcoscenici e che potrà aiutare la squadra nel gestire le transizioni negative, la marcatura e la copertura della profondità. Aspettando l’arrivo di Caldara nel 2018, il tedesco è un colpo low-cost perfettamente coerente con il progetto tecnico di Allegri che potrebbe rivelarsi azzeccato a maggio.</p>
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		<title>Chi è Douglas Costa?</title>
		<link>https://www.ateralbus.it/douglas-costa/</link>
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				<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 08:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[Costa]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>di Luca Rossi Douglas Costa è ormai pronto a essere il secondo acquisto bianconero. Conosciamolo meglio e cerchiamo di capire quale apporto potrà dare alla causa juventina. [mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]D[/mks_dropcap]ouglas Costa de Souza nasce il 14 settembre del 1990 a Sapucaia Do Sul, un comune brasiliano facente parte della mesoregione metropolitana di Porto Alegre. Comincia &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="display: inline-block; border: 2px solid rgba(255, 153, 0, 0.623529); border-radius: 0px; padding: 5px 16px; margin: 0px;">di Luca Rossi</span></p>
<hr />
<h4><strong><em>Douglas Costa è ormai pronto a essere il secondo acquisto bianconero. Conosciamolo meglio e cerchiamo di capire quale apporto potrà dare alla causa juventina.</em></strong></h4>
<hr />
<p>[mks_dropcap style=&#8221;square&#8221; size=&#8221;52&#8243; bg_color=&#8221;#F2F2F2&#8243; txt_color=&#8221;#000000&#8243;]D[/mks_dropcap]ouglas Costa de Souza nasce il 14 settembre del 1990 a Sapucaia Do Sul, un comune brasiliano facente parte della mesoregione metropolitana di Porto Alegre. Comincia il suo percorso calcistico nel settore giovanile del Esporte Clube Novo Hamburgo. Nel 2002, a 12 anni, passa al più blasonato Gremio esordendo in prima squadra nel 2008 contro il Botafogo realizzando anche un gol. Sia col Gremio sia in nazionale under 20 mostra tutte le sue capacità e le sue doti attirando le attenzioni di alcuni club europei. Nel Gennaio 2010 viene acquistato dallo Shaktar Donetsk e sempre nel medesimo anno viene inserito dalla rivista spagnola Don Balón nella lista dei migliori giocatori nati dopo il 1989. Rimane in terra ucraina, alla corte di Lucescu, fino alla stagione 2014/2015 conquistando 5 campionanti ucraini. In 202 presenze realizza 38 gol e 40 assist. Nell’estate 2015 viene acquistato dal Bayern Monaco per una cifra pari a 30 milioni di euro. La prima stagione in terra tedesca è molto probabilmente la migliore della sua carriera risultando incisivo sia in Bundesliga sia in Champions League contribuendo alla causa dei bavaresi con 6 gol e 18 assist complessivi. Nella scorsa stagione invece il cambio della guida tecnica, da Guardiola a Carlo Ancelotti, risulta dannoso per il giocatore brasiliano che trova minore spazio nello scacchiere della compagine tedesca (1925 minuti concessi rispetto ai 3408 della stagione precedente). L’esordio con la nazionale maggiore risale a Novembre 2014 a cui segue la convocazione sia per la Copa América del 2015 sia per le olimpiadi di Rio del 2016 ma è costretto a saltare quest’ultimo appuntamento a causa di un infortunio alla coscia.</p>
<p>Douglas Costa inizia al Gremio come trequartista ma trova la sua consacrazione come esterno offensivo. Nonostante sia mancino gioca con scioltezza sia a destra a piedi invertiti sia sulla sinistra. Non brilla in altezza (solo 172 cm) e pertanto non risulta essere un giocatore utile dal punto di vista aereo (solo 15% di duelli aerei vinti nella prima stagione in Bundesliga). È dotato di una muscolatura ottimamente sviluppata che gli consente di resistere alla pressione fisica avversaria sia in corsa sia<a href="https://media.giphy.com/media/ygzQHAe7PWBTq/giphy.gif" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> in protezione del pallone</a>. Ha delle gambe rapide e potenti che lo rendono adatto sia per giocate nello stretto sia in allungo sverniciando gli avversari.</p>
<p><figure id="attachment_5555" aria-describedby="caption-attachment-5555" style="width: 480px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-5555" src="/wp-content/uploads/2017/06/gif-sverniciatura-Costa.gif" alt="" width="480" height="270" /><figcaption id="caption-attachment-5555" class="wp-caption-text">Come un falco si getta rapidamente sulla preda,<br />ruba il tempo agli avversari e crea una gigantesca<br />occasione da goal. Notare l’alta frequenza di passi</figcaption></figure></p>
<p>Tecnicamente ha un sinistro sopraffino con il quale può compiere qualsiasi giocata. Sfrutta appieno e in maniera egregia ogni parte del piede <a href="https://media.giphy.com/media/PX5rHiC3MQZDq/giphy.gif" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rendendo sostanzialmente superfluo l’utilizzo del destro</a>. La conduzione è sempre sicura, il pallone è sempre attaccato al piede e non sembra mai perderne il controllo.</p>
<p>Il principale punto di forza del talento brasiliano è la capacità di creare in qualsiasi circostanza di gioco superiorità numerica grazie alle eccellenti doti nel dribbling. Le gambe rapide e potenti, unite all’alta frequenza di passi e alla tecnica superlativa, lo rendono in questa skill senza dubbio uno dei migliori giocatori nel panorama mondiale. È abilissimo nel nascondere il pallone e grazie alla sua rapidità riesce a eludere facilmente l’intervento avversario. Repentini e indecifrabili sono i suoi cambi di direzione e brucianti sono le sue accelerazioni. Molto spesso regala giocate spettacolari con cui deliziare gli occhi degli spettatori e <a href="https://media.giphy.com/media/gcdj0q7QzZwwU/giphy.gif" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ridicolizzare il malcapitato difensore</a>. Nella stagione 2015/2016 ha tenuto una media di 3,9 dribbling riusciti in Champions a partita e 3,3 in Bundesliga. Da questo punto di vista Costa non è un giocatore monotematico bensì è in grado sia giocando sul lato destro sia sul sinistro di venire dentro al campo o di andare sul fondo. Pep Guardiola ha utilizzato sistematicamente questa sua abilità nell’1vs1 per scardinare le difese avversarie. Molto spesso il Bayern Monaco ha fatto sì che il gioco e, di conseguenza, lo schieramento avversario collassasse sul lato forte lasciando Douglas Costa larghissimo dal lato opposto; così facendo l’esterno brasiliano si è spesso trovato da solo contro il terzino avversario e sovente è riuscito a creare occasioni da gol.</p>
<p>Il giocatore brasiliano tende molto alla ricerca dell’azione personale ben conscio delle sue capacità; talvolta la sua bravura maschera quelle che sono pecche di egoismo che lo stanno accompagnando in questi anni. Si tratta comunque di un giocatore con una più che sufficiente visione di gioco e capace di compiere l’ultimo passaggio leggendo i movimenti degli attaccanti. Molto spesso infatti partendo dall’esterno si accentra e cerca il suggerimento per il taglio di un compagno.</p>
<p>Ha un ottimo tiro preciso e potente che può risultare molto efficace dalla distanza. La bontà del suo sinistro è testimoniata dal fatto che in terra tedesca gli sono stati affidati spesso i calci d’angolo. Una pecca del giocatore brasiliano è la scarsa vena realizzativa. I pochi gol realizzati con la maglia bavarese, solo 14 considerate tutte le competizioni in cui ha preso parte, sono una valida testimonianza.  Non esegue spesso i classici movimenti dell’esterno alto del 4-3-3 ossia i tagli in area di rigore per raccogliere cross o lanci in profondità provenienti dal lato opposto o dalla retroguardia. L’ex Shaktar preferisce aiutare la costruzione del gioco più che occuparsi della fase conclusiva dell’azione.</p>
<p>Il numero elevato di assist compiuti in carriera passa anche dalla qualità elevata dei suoi cross. Il possibile neoacquisto bianconero sa crossare in maniera tesa e precisa dalla trequarti o dal fondo sia che si trovi in corsa sia da fermo. A seconda della situazione sa leggere i movimenti del compagno e sceglie generalmente in maniera opportuna se optare per un cross basso o alto.</p>
<p><figure id="attachment_5556" aria-describedby="caption-attachment-5556" style="width: 384px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-5556" src="/wp-content/uploads/2017/06/Gif-cross-vs-Juventus.gif" alt="" width="384" height="216" /><figcaption id="caption-attachment-5556" class="wp-caption-text">Purtroppo uno ce lo ricordiamo molto bene</figcaption></figure></p>
<p>In fase di non possesso Costa non è un giocatore che ha nelle corde la fase continua di ripiegamento. In particolar modo è privo di una sufficiente disciplina tattica che invece sarebbe necessaria se lo si volesse impiegare largo in un 3-5-2. Le sue caratteristiche lo rendono un profilo ottimale per un 4-3-3 o per un 4-4-2. Nel video seguente sono evidenziate le sue caratteristiche, i suoi movimenti e le situazioni di gioco in cui si esalta.</p>
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Douglas costa" src="https://player.vimeo.com/video/222601289?dnt=1&amp;app_id=122963?theme=none&amp;wmode=opaque" width="854" height="480" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Douglas costa è un acquisto ottimale per la Juventus poiché si tratta di un profilo che può senza dubbio costituire un upgrade sulla fascia destra, in particolare per i palcoscenici europei. Una fonte di gioco che in autonomia sia in grado di creare occasioni da goal o comunque di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria è essenziale per questa Juventus. Inoltre le sue doti tecniche e atletiche lo rendono un profilo ideale per poter far salire la squadra palla al piede in situazioni di difficoltà o per essere incisivi anche in contropiede. Le sue abilità nei cross bassi o alti devono diventare pane quotidiano per Higuaín e Mandžukić qualora venga schierato  al posto di Cuadrado. Proprio in raffronto col Colombiano a opinione dello scrivente Douglas Costa costituisce un upgrade in virtù di doti associative maggiormente sviluppate e di intelligenza calcistica  senza dubbio superiore. Anche dal punto di  vista del dribbling si  tratta di un giocatore che fornisce una maggiore varietà di colpi. Si potrebbe pagare dazio probabilmente da un punto di vista dei ripiegamenti difensivi, aspetto in cui il colombiano in questi anni di Juve è migliorato tantissimo.</p>
<p>Douglas Costa in definitiva è ciò di cui aveva bisogno la Juventus per completare il reparto offensivo sia da un punto di vista numerico sia da quello delle caratteristiche necessarie rispondendo all’esigenza di rendere questa squadra ancora più europea.</p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div>
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<p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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