Corto Muso 13 – Dance with the music2 min di lettura

Nel mondo delle grandi società i dirigenti ballano la musica che sceglie il padrone; e nessuno è più bravo a farlo di Beppe Marotta, il più grande enunciatore di supercazzole dell’universo conosciuto. Alla Juventus le sue dichiarazioni erano diventate leggendarie, in redazione a volte ci piegavamo in due della risate cercando di trarne un senso.

E ovviamente all’Inter continua a fare bene il suo mestiere, anche a costo di collezionare figuracce come quella consumatasi tra ieri e oggi. E ci voleva un grande come Marotta per riuscire a fare una cosa del genere limitando gli schizzi di guano. Perchè parliamoci chiaro, di cosa si lamenta l’Inter (nel mezzo di una emergenza sanitaria mondiale)? Semplicemente del fatto di non poter giocare Juve-Inter a porte chiuse; certo magari la supercazzola offusca un pò il concetto ma la sostanza, quella è.

Negli ultimi decenni l’Inter ha prodotto una quantità industriale di piagnistei; la capacità dei loro tifosi di trovare motivi per lagnarsi è impareggiabile e impareggiata (i napolisti si son dati da fare per raggiungerli ma, vi garantisco, non ci son riusciti). Ma lamentarsi per la scomparsa di un vantaggio indebito al quale avevano già fatto la bocca è un altro salto in avanti che li isola definitivamente al comando della classifica dei piagnistei pretestuosi.

E il povero Beppe ci ha dovuto ancora una volta mettere la faccia e, vista la assoluta ed enorme stupidità delle presunte ragioni, non se l’è cavata nemmeno troppo male. Molto peggio invece gli altri, che non hanno un minimo dell’esperienza e della capacità di Marotta.

Io e il mio amico Triglione ogni tanto discutiamo sulla seguente questione filosofica: è il calcio che tira fuori il peggio dalle persone o semplicemente i discorsi sul calcio sono la cartina di tornasole che ti fa riconoscere il minus habens rosicone che si nasconde quando affronta altri argomenti? Non è facile rispondere ma tutti avete sentito le parole di Enrico Mentana: il dibattito è aperto.