Opinioni personali

Corto Muso 2 – Don’t worry, be happy4 min lettura

Parlare di Allegri va di moda ultimamente; ovviamente questo dipende in larga parte dal fatto che la stagione della Juve è finita e che la società, in pieno stile sabaudo, se ne fotte allegramente delle tempeste sui social e non si fa dettare l’agenda dai bloggers. Ma di gente che vuole insegnare a Rocco Siffredi come si usa il membro virile ce n’ è veramente tanta in giro, e questi per loro son momenti fantastici. Io come al solito parlerò di altro.

Ogni allenatore (o forse ognuno di noi) è vittima di qualcosa: Sarri è vittima della sua cattiva educazione, Conte della sua instabilità, Spalletti delle sue paranoie. Ridendo e scherzando io comincio a pensare che Allegri sia una vittima del suo talento. Perché il talento di Allegri, quello che tutti, anche i suoi più acerrimi detrattori gli riconoscono, è di saper trovare una quadratura ad una squadra anche se la rosa non è costruita secondo i suoi principi. Ed è già stato vittima di questo al Milan, dove gli hanno indebolito la squadra per anni di fila e lui ha continuato a portarla nelle prime quattro e almeno agli ottavi di CL (che è quello che la società gli chiedeva). L’ultimo anno gliela fecero talmente debole che, nonostante avvesse ottenuto gli ottavi di CL, cominciava ad andare meno bene anche in campionato. E lo esonerarono (facendo la sua fortuna).

Alla Juve sta succedendo la stessa cosa, ovviamente in forma diversa, visto che la Juve è ben lontana da essere il disgraziatissimo Milan degli ultimi anni. Ma alla fine l’idea di fondo è la stessa. Quando Allegri arrivò alla juve a centrocampo c’erano Pirlo, Pogba, Marchisio e Vidal, ovvero giocatori ideali per giocare con il centrocampo a tre alla Allegri. Bene, in cinque anni li hai persi tutti (per varie ragioni, alcune anche valide); e non li hai mai sostituiti. Certo la Juve ha preso buonissimi giocatori a centrocampo in questi anni, ma quasi tutti non proprio adatti all’idea di centrocampo di Allegri. L’unico è stato Khedira che infatti nei rari periodi in cui è stato fisicamente un giocatore di calcio ha pure segnato non poco (9 goal in un campionato).

Perché alla Juve fino a quest’anno ha prevalso il marottismo: si cerca di prendere buoni giocatori che sono un’occasione e poi ci pensa Allegri. Intendiamoci, io non dico che sia una visione sbagliata in sé; è una filosofia come un’altra con i suoi pro e i suoi contro, e alla Juve ha sicuramente funzionato piuttosto bene per un periodo. E soprattutto perché c’era uno come Allegri che alla fine la quadra la trovava. E questo ha fatto pensare a tutti (me compreso) che questo indubbio talento di Allegri fosse un fatto scontato. Per cui quando la Juve anche quest’anno ha fatto un mercato di occasioni (anche magnifiche occasioni, tipo Ronaldo) ho dato per scontato che Allegri riuscisse a trovare la quadra. E Allegri non c’è riuscito e se ne sono accorti tutti, lui compreso; e il fatto che in un anno in cui non sei chiaramente riuscito a trovare la quadra tu abbia comunque stravinto il campionato a fatto i quarti di CL non è una cosa da trascurare.

Quello che non mi torna tanto sono le reazioni. Perché io credo che la reazione normale (modulo le solite bestemmie da CL) dovesse essere una cosa del tipo: ‘peccato che stavolta non ce l’ha fatta, magari vediamo se l’anno prossimo si riesce a costruire una squadra adatta alle sue idee (visto che nel frattempo Marotta ha cambiato sponda)’. Invece la reazione è stata #allegriout; per quanto la mia fiducia nell’intelligenza degli umani sia già precaria, devo confessare che sono rimasto sorpreso.

Ancora più soprendente per me è stata la reazione di quando si è sparsa la voce (confermata da Allegri stesso nella conferenza stampa pre-Roma) che per andare avanti Allegri chiedesse di avere più voce nel progetto tecnico; in parole povere, che magari l’anno prossimo gli prendano qualche giocatore come piace a lui (che ne so, il trequartista che chiede da tre anni?). Molti hanno reagito in modo oltraggiato e in qualche caso comico: come si permette Allegri di chiedere quello che viene normalmente accordato ad ogni top coach? Forse, dico io, dipende dal fatto che in cinque anni ha vinto 5 scudetti, 4 coppe Italia e fatto 2 finali, 2 quarti e 1 ottavo di CL? E che allenatori che hanno ottenuto molto meno di lui (oltre a guadagnare come minimo quello che guadagna lui) in questi cinque anni vengono accontentati in ogni singolo desiderio?

Io non so cosa deciderà la Juve; tutto quello che si sente in questi giorni fa pensare ad un prolungamento del contratto. Se questo dovesse succedere mi auguro che ad Allegri venga data l’occasione di avere la squadra che lui vuole; primo perché non farlo sarebbe autolesionista e secondo perché forse questo metterebbe a tacere molte chiacchiere in un senso o nell’altro. E, come sempre, le chiacchiere non fanno farina.


Questo articolo riflette le opinioni personali dell’autore e non necessariamente quelle dell’intero staff.

Kantor

Detto "il prof" (sì, è davvero un prof universitario, abbiamo controllato!). Da anni battaglia col mondo nella sua rubrica "La terra dei cachi". Lotta per le proprie idee, ma non se ne innamora. Si è invece innamorato del podcast "Il Bianco e il nero".