Corto muso (Kantor)

Corto Muso 9 – Upside down3 min lettura

Siamo a metà Novembre, la Juventus è prima in classifica, prima anche nel girone di CL e già qualificata agli ottavi (e con altissime probabilità di vincere anche il girone) e io mi trovo in grande imbarazzo.

L’imbarazzo deriva principalmente dal fatto che io, che all’inizio ero probabilmente uno dei più critici e dubbiosi sulla svolta tattica della Juventus, adesso sono probabilmente uno dei meno critici. Ma forse è naturale, visto che non avevo grandissimi aspettative; e che credevo che la Juventus in questo momento sarebbe stata molto più indietro nei risultati di dove si trova adesso. Questo non mi ha fatto cambiare idea su Sarri; ho ancora forti dubbi sul fatto che la sua filosofia di gioco sia quella adatta a farci vincere dove conta. Ma non c’è dubbio che Sarri abbia un piano tattico preciso, che la squadra l’abbia sposato in toto e che sia riuscita anche ad implementarlo un numero ragionevole di volte, ottenendo per adesso degli ottimi risultati.

Ci sono tuttavia dei punti che meriterebbero di essere discussi, e qui abbiamo il secondo problema. Perchè il clima che si è creato non consente una discussione serena e sensata; e non è colpa dei sostenitori di Sarri che per una volta sono anche abbastanza moderati (loro si aspettavano i fuochi d’artificio e per ora non ci sono). Il problema sono quelli che il plenipotenziario Antonio Corsa ha definito (con un termine che è diventato virale) “allegrodementi”. Ora io credo che ci siano pochi che stimano Allegri più di me e non ho la minima esitazione a ribadire che preferivo di gran lunga i suoi principi di gioco a quelli di Sarri. Ma questo non mi rende né cieco, né scemo e non mi porta a negare l’evidenza. E il fatto che ci sia un sacco di gente in giro che (nel nome di Allegri) spara delle minchiate irricevibili non aiuta per nulla chi invece vorrebbe discutere dell’attuale guida tecnica della Juventus (e quindi anche dei suoi limiti).

Insomma quando dopo le ultime partite si vedono scrivere cose del tipo “Juventus allegriana” oppure “avete visto che contano i giocatori e non gli schemi”, viene da battere la testa nel muro. Perchè se uno ha gli occhi non può non vedere che questa Juventus attuale non ha NULLA in comune con quella di Allegri; può piacere di più o di meno, ma di punti di contatto non ce ne sono. Allo stesso modo non è possibile non vedere che l’azione del goal di Dybala di ieri è una azione che la Juventus ha tentato di fare almeno altre dieci volte nella stessa partita; e non gli è mai uscita fino al 77′. E se invece di discutere del fatto che, insomma, non va mica tanto bene che ti ci vogliano 77′ per andare al tiro con una azione costruita, si fa passare il goal di Dybala di ieri come “la prodezza individuale di un giocatore”, beh improvvisamente il termine derogatorio coniato dal plenipotenziario non appare così fuori luogo.

Insomma è un momento difficile per me; credo che per il momento continuerò ad occuparmi di altro, come ho fatto finora. Questo clima non mi piace, e io detesto fare le cose che non mi piacciono.

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Kantor

Redattore indipendente, prof universitario, Allegriano. Da anni punge nella sua rubrica "La terra dei cachi" (ora rinominata "Corto Muso"). Ha condotto per quattro stagioni "Il Bianco e il nero" e ora conduce "Side by Side".