Il calciomercato 2020 secondo AterAlbus9 min di lettura

Una finestra di mercato più corta sulla carta, ma il cui inizio parte da prima della ripresa dello scorso campionato. Un mercato “creativo”, come aveva annunciato Paratici, vista la mancanza di liquidità nel settore. Com’è andato il calciomercato della Juventus? Ha migliorato la squadra? Ha preso giocatori per Pirlo? Ha svecchiato la rosa? 


di Davide Terruzzi

Di ogni sessione del mercato si dice a fine maggio “questo sarà il mercato più difficile di sempre”. Beh, a questo giro, probabilmente la frase è stata azzeccata, perché l’operato della Juventus è stato condizionato fortemente da tre elementi, due dei quali prettamente juventini. Certamente la pandemia in corso non può offrire certezze a nessun club mondiale e consiglia prudenza, e probabilmente la consiglierà anche a gennaio, perché non sappiamo quando ne usciremo e di conseguenza il fatturato delle società stesse avrà cali notevoli. In più, come accennato prima, i bilanci e la situazione economica-finanziaria della Juventus stessa consiglia, anzi obbliga, massima prudenza; inoltre, la rosa della passata stagione ha lasciato in eredità l’obbligo di uno svecchiamento e la necessità di lavorare per creare una composizione dell’organico più in linea con le volontà dell’allenatore. Come se non bastasse, a metà luglio abbiamo cambiato guida tecnica e quindi anche qualche piano. Paratici e Pirlo hanno dato una accelerata per quanto riguarda le uscite. Diciamoci apertamente la verità: la Juventus ha pochi giocatori appetibili e vendibili, ma questi sono anche i tuoi giocatori migliori (Bentancur, De Ligt e Dybala). A differenza degli altri anni, società e allenatore sono stati molto chiari sin dall’inizio e hanno accompagnato alla porta chi non rientrava più nei piani. In qualche caso registrando minusvalenza, in altri dando il là a prestiti secchi, ma altre soluzioni al problema non erano eventualmente percorribili. Mi dispiace per Douglas Costa, giocatore specialista che in questi anni non è stato ben allenato e spesso anche sfortunato, ma tutte le altre uscite (tranne Khedira che non può essere forzatamente messo fuori dalla porta) hanno un senso e preciso.

Concentriamoci sugli acquisti. Ci sono dei rimpianti: Hakimi, Reguillon e Dzeko. Alcuni non sono arrivati perché non possiamo permetterci grossi investimenti, altri sui quali non siamo andati, altri ancora perché ci sono stati più tavoli e più trattative.

Detto questo, Pirlo ha una idea di gioco ben precisa, alcuni acquisti erano stati perfezionati prima della sua nomina ma si tratta di giocatori di qualità (Arthur e Kuluševski); sono poi arrivati un mediano rubapalloni, un tuttocampapista di fascia fortemente voluto, una punta. Abbiamo aumentato il livello d’intensità e d’atletismo, abbassato età media, ma la strada è ancora lunga. Personalmente ritengo ancora scoperta la fascia sinistra, in attacco ci manca un centravanti, in mezzo molto passa dalla continuità di Arthur e dal rendimento di Rabiot. Come detto prima, la rosa della Juventus necessitava di molto lavoro: in buona parte quest’anno è stato fatto, ma avrei voluto maggiore determinazione per l’attaccante, consapevoli che serviranno altre sessioni per comporre nel migliore dei modi, ovvero con un parco giocatori funzionali al calcio contemporaneo. 

di Andrea Lapegna 

Per me il mercato della Juventus non è in linea con le ambizioni societarie e a dare un voto il mio sarebbe insufficiente. 

A Paratici e alla società vanno concesse tutte le attenuanti della congiuntura globale legata alla pandemia, e ci mancherebbe. Ma proprio per questa situazione, quest’anno chi era economicamente in salute è riuscito a fare il mercato migliore: la Juve non lo era. In questa finestra si sono mossi a prezzi scontati giocatori le cui caratteristiche collimavano perfettamente con i buchi da colmare nella rosa, come pezzi di puzzle. Hakimi, Dest, Van de Beek, Thiago e soprattutto Reguilón, ma anche Aouar e Depay avevano un prezzo basso.

Anche senza soldi, alla Juventus è mancato coraggio – manifestato solo con McKennie. Per il resto, si è buttata su nomi triti e ritriti, pagando tanto un usato che sicuro non è (Morata) e cedendo alle richieste esorbitanti della Fiorentina all’ultimo giorno di mercato (Chiesa). Se è facile immaginare che nomi migliori non sarebbero partiti senza pagamento immediato, non si capisce perché le stesse cifre non siano state investite altrove. Dov’è finito la scouting? 

Per di più, le cessioni sono state un bagno di sangue: tra Higuain, Matuidi, Costa, Caviglia, Pellegrini, De Sciglio e Rugani la Juventus è riuscita a cavare la miseria di 1.5 mlilioni da quest’ultimo. Certo, un compito difficile e ingaggi risparmiati, ma anche buchi a bilancio che abbiamo rinunciato a colmare. L’unico elemento che mi mette di buonumore è l’incontrovertibile svecchiamento della rosa, che poi era uno degli obiettivi annunciati a caldo dopo la mancata qualificazione contro il Lione. 

Alla fine, e come l’anno scorso, per me il mercato deve rispondere a due domande: 1) La rosa è migliorata? 2) La rosa è ora più adatta alle idee dell’allenatore? Se sulla prima possiamo abbozzare un sì, mitigato dall’età che avanza per alcuni elementi chiave (Ronaldo su tutti), sulla seconda invece mi sento di dire che Pirlo dovrà fare i salti mortali per adattare chiunque al ruolo di esterno sinistro, a quello di terzo a sinistra, e quantomeno lavorare di fantasia sulla trequarti. La sostenibilità tecnica ed economica della Juventus è un grosso punto interrogativo. 

di Michele Tossani

Si poteva fare di più? Forse sì o forse no. In questo momento, con l’attuale congiuntura internazionale, fare un mercato perfetto non è semplice. Capisco che i tifosi vorrebbero sempre i botti ma in generale il calcio italiano non è più quello di prima. La parte del leone ora la fa la Premier. Certamente ci sono squadre che, sulla carta, sembrano aver operato meglio dei bianconeri, in relazione ai loro obiettivi. Comunque non mi sento di criticare Paratici: casomai ci sarebbe da ragionare su chi ha prodotto in questi anni una rosa di giocatori avanti con gli anni e con stipendi alti, quindi di fatto difficilmente collocabili. 

di Kantor

Tolto l’acquisto di Chiesa, che considero un errore marchiano, il mercato mi pare piuttosto buono, considerate le circostanze. Abbiamo liberato alcuni giocatori che parevano fuori dal progetto, abbiamo abbassato di molto l’età media della squadra e soprattutto abbiamo preso una serie di giocatori di gamba (Kulu, Arthur, McKennie, Morata e ahimè Chiesa) che decisamente mancavano in questa rosa. Contrariamente a molti io credo che la Juve, nonostante Chiesa, si sia rafforzata di parecchio rispetto all’anno scorso. Avevamo un centrocampo disfunzionale e adesso non lo abbiamo più; avevamo un terzo attaccante da prepensionamento e adesso non lo abbiamo più; in più abbiamo anche Kulusevski che è un giocatore che ci mancava completamente. Francamente le mie attese erano molto più contenute. 

di Antonio Santini

Parola chiave di questo mercato era – ed è stata – svecchiamento, come richiesto dal presidente Andrea Agnelli. Obiettivo sicuramente centrato da parte della dirigenza bianconera, che nonostante i pochissimi soldi, la crisi globale, la non florida situazione dei propri conti, è riuscita ad assicurarsi giocatori giovani e dal grande potenziale, per di più in ruoli dove l’undici titolare necessitava un puntellamento (e questa è una novità). Penso su tutti a Kulusevski e ad Arthur, dai quali mi aspetto moltissimo per questa stagione. Solo questi due nomi permettono a mio parere di dare un voto ottimo al mercato bianconero in entrata.

Capitolo bomber: Morata non era l’attaccante ideale da affiancare a Ronaldo e non è il giocatore che prometteva di diventare, ma rivederlo in bianconero fa comunque piacere. Vedremo quanto durerà quest’effetto amarcord.

Su Chiesa che dire, avrei preferito vederlo approdare ad altri lidi calcistici. A quelle cifre poi. In ogni caso in pochi si aspettano grandi cose da lui, quindi difficilmente potrà stupire in negativo. Lo stesso discorso vale a mio parere per McKennie (lui è costato poco, però).

Rimane una voragine nel ruolo di quinto a sinistra, i cui candidati potrebbero essere Alex Sandro (già provato però nei 3 centrali e difficile da vedere come esterno a tutta fascia), Cuadrado (adattato, a Roma non mi è sembrato proprio a suo agio), Bernardeschi e Frabotta (nessuno dei quali, per motivi ovviamente diversi, dà molte garanzie tecniche).

di Massimo Maccarrone

Per giudicare questo mercato, bisogna fare una premessa sul contesto generale del calcio europeo e quello particolare della Juventus. La pandemia ha arrecato un danno enorme al sistema calcio causando una scarsezza di liquidità mai avuta nella storia recente. L’esborso di denaro cash è stato fortemente limitato e i trasferimenti con cessione dei diritti a cifre notevoli sono stati notevolmente ridotti. In questo contesto generale, la situazione particolare della Juve ha influito ancor di più.

Questo mercato per la Juve è stato particolare, assenza di cash, rosa da ringiovanire, debito da ridurre, in quest’ottica il lavoro fatto da Paratici è da considerarsi positivo, sono arrivati giocatori giovani e funzionali, questa sì una vera novità, giocatori richiesti dallo staff tecnico. Ci sono state scelte dolorose come l’addio a Costa, ma al suo posto è arrivato un giocatore, Chiesa, fortemente voluto da Pirlo. La palla passa ora al campo, la speranza è che si continui sulla strada di giocatori presi perché funzionali al progetto tecnico.

di Andrea Costanzo

Quando hai lasciato il bancomat a casa e per far la spesa puoi usare solo i 20 euro che hai in tasca ti devi arrangiare. Fabio Paratici lo ha fatto bene, a mio avviso, riempiendo il carrello  di giocatori che aiuteranno molto la Juventus.

Innanzitutto Alvaro Morata, che per me (se la stagione si svolgerà regolarmente) avrà un ruolo decisivo, segnando goals pesantissimi. Poi Chiesa, che avrei preso già due anni fa e che finalmente sostituisce un giocatore bello da vedere ma totalmente inaffidabile come Costa. Chiesa è un ottimo studente che viene accettato da una prestigiosa università: credo che il Maestro possa insegnargli a diventare il Di Livio del ventunesimo secolo.

Di Kulusevski non si può che essere soddisfatti, come di tutte le operazioni in uscita fatte: non vedere più Matuidi e Higuain in campo è già un motivo di gioia. Essersi letteralmente sbarazzati di De Sciglio, Rugani e Costa poi è una piccola vendetta, un modo per espiare le maledizioni ricevute negli anni scorsi. Molto passerà da piedi di Arthur che – a differenza di McKennie – dovrà far girare la squadra.

Unica vera nota negativa: non aver tenuto Hans Nicolussi Caviglia, che per me avrebbe potuto trovare spazio e con i colori bianconeri addosso avrebbe reso il suo account Instagram ancora più interessante. Speriamo di rivederlo tra un paio d’anni alla Continassa, quando tornerà a condividere lo spogliatoio con Sami Khedira.