Opinioni personali

Il calciomercato secondo AterAlbus9 min lettura

Avete festeggiato? Avete aperto lo spumante buono che tenevate in frigo almeno dal primo di luglio? Noi in redazione siamo contenti. Perché è finalmente finito quel periodo estenuante e nauseabondo chiamato calciomercato.

Anche prendendo solo le testate più accreditate (Gazzetta, CorSport, Tuttosport, Mediaset, e Sky, compreso Di Marzio), il calciomercato si è chiuso con la bellezza di 56 nomi accostati, in entrata, alla Juventus. Nel 2017 erano 49 e l’anno scorso addirittura 59. Direi che siamo in linea. Si va dal sempre buono José Giménez, alle novità Haller e João Félix, ma anche insospettabili come Piccini, Hudson-Odoi e Insigne (!). Non ci credete? Qui sotto la lista.

Alla fine ne sono arrivati solo 5 su 56 (e uno l’abbiamo pure ricacciato).

Ad ogni modo, un commento a quanto portato in dote dalla sessione estiva va fatto, perché andrà a segnare comunque il percorso della Juventus durante tutta la stagione 19/20 (e anche oltre).


di Kantor

Come tutti sanno io non sono un fan del nuovo corso (tendo a diffidare del “Manifest Destiny” in qualunque forma appaia), ma non ho ancora perso la mia onestà intellettuale e quindi non esito a definire questo mercato molto positivo. Se si fosse riusciti a vendere qualche giocatore in più sarebbe stato perfetto, ma la perfezione non è nella natura umana e spesso bisogna ccontentarsi di ciò che si riesce a fare (purchè sia fatto bene).

La ragione per cui considero questo mercato positivo credo sia evidente: Ramsey, Rabiot e de Ligt sono i migliori giocatori arrivati in Italia per dispersione e già questo garantisce molto. Io sono anche tra quei due o tre che pensano che Danilo (giocatore che adoravo) potrebbe essere addirittura un upgrade rispetto a Cancelo, quindi figuriamoci… Oltretutto secondo me i problemi della Juventus l’anno scorso derivavano da un centrocampo non adeguato, quindi l’arrivo di due giocatori di gran categoria in quel reparto è un miglioramento senza se e senza ma.

Sul fronte uscite invece siamo riusciti a combinare poco, e soprattutto abbiamo qualche giocatore che appare abbastanza fuori dal progetto. Ma non credo che questo debba influenzare il mio giudizio più di tanto su questo mercato, visto che gli errori arrivano da lontano. Spero invece che serva da lezione per la nuova dirigenza e che li convinca ad operare per evitare al massimo le situazioni di questo genere.


di Andrea Lapegna

Come ho avuto modo di esternare su altri lidi, per me è poco interessante giudicare il mercato facendo la tara su chi è entrato e chi è uscito, come se i giocatori fossero figurine inanimate. Ma sono comunque convinto che si possano distillare i giudizi rispondendo a due domande.

1) La rosa 19/20 è migliore e meglio assemblata di quella 18/19? Sì, ma stiracchiato. Nella mia opinione pesa molto la cessione di Cancelo, che reput(av)o un tassello fondamentale di qualsiasi squadra voglia praticare un calcio basato sul controllo del pallone. Danilo rimane un terzino più che valido, e probabilmente ha ragione il prof a dire che ci darà più di quel che pensiamo. Nel paragone tra la rosa 18/19 e quella attuale pesano molto anche gli anni che passano, in particolare sul reparto avanzato (Ronado ne farà 35 a febbraio, Higuain 32 a dicembre, Khedira e Matuidi in primavera arriveranno a 33). Una parte consistente del giudizio riposa a centrocampo, dove Rabiot e Ramsey sono profili che effettivamente mancavano, ma non sono sicuro abbiano la qualità complessiva per migliroare una squadra che ha l’ambizione di essere già élite. Coprono alcune lacune strutturali, ma saranno in grado di far salire il livello? Uno che invece lo farà sicuramente fare è de Ligt, miglior colpo di mercato della Juventus da quando è tornata tricolore.

2) La rosa attuale è più adatta al nuovo allenatore rispetto a quella della scorsa stagione? Anche qui mi sento di dire di sì, ma con qualche riserva. Gran parte della stagione passerà dal modo in cui le mezzali interpreteranno i propri compiti e se anche solo Rabiot manterrà quanto promesso in pre-season sarò felice di rivedere, in meglio, il mio giudizio (magari aiutando la circolazione e prendendosi qualche responsabilità negli ultimi 30 metri). Se poi Ramsey sarà il galletto esuberante ed elettrico visto nei tempi migliori di Londra, allora sarà una squadra effettivamente funzionale all’allenatore.


di Davide Terruzzi

Il mercato della Juventus è impresa complicata. Come ho già avuto modo d’esprimermi, ritengo che la campagna trasferimenti ideale debba muoversi sulle mancanze tecniche e tattiche emerse nella precendete stagione, nonché su un ringiovanimento complessivo per andare a sostituire chi ha poco chilometraggio ancora davanti. La società deve fare la società, assecondare per quanto possibile le idee dell’allenatore di turno consegnandoli una rosa maggiormente funzionale ai suoi principi di gioco. In più, a maggior ragione per una società come la Juventus che necessità di plusvalenze, gli acquisti devono essere principalmente giovani e forti, limitando gli investimenti su giocatori over 28 solo per i top assoluti.

Premesso questo, il mercato della Juventus ha vissuto con una eredità pesante del passato con tanti giocatori difficili da vendere (e infatti son rimasti). Dall’esterno c’è stata poca chiarezza sul mercato in uscita con diversi calciatori che sembravano sul punto di partire nel caso di offerta convincente. In entrata, la Juventus ha sistemato la difesa, preso due giocatori che ora giustamente sono circondati da qualche dubbio, mentre in attacco i nuovi acquisti sono Higuain e Douglas Costa. È decisamente un buon mercato, la realtà ha bussato pesantamente alla porta ed è a mio avviso necessario procedere a una politica diversa avendo una propria filosofia in fase di campagna trasferimenti senza mantenere “esuberi” in rosa che non possono essere inseriti nella lista Champions.


di Enrico Ferrari

Secondo me, il mercato della Juventus ha qualche pecca perché nel dare equilibrio alla rosa c’è bisogno di comprare bene e di vendere bene.

La Juventus ha comprato benissimo, sostituendo facilmente e in maniera egregia giocatori marginali al progetto (Barzagli, Cáceres, Spinazzola, Kean) e acquistando de Ligt – che promette di diventare il miglior centrale del mondo. Danilo ha ancora l’età giusta per correggere l’involuzione degli ultimi anni, e con Sarri potrà trovare l’allenatore adatto a rilanciarsi. Rabiot è un grande rinforzo per il centrocampo: qualità, tecnica, alto Q.I. calcistico, verticale con la palla e fisico senza. Al contrario, Ramsey dovrà togliermi i dubbi che accompagnano la sua interpretazione del ruolo di mezzala in un 433, ma se dovesse trovare il modo di ritagliarsi uno spazio da trequartista vero sarebbe più facile rivedere il giudizio. Oltretutto, se il francese sarebbe facile da rivendere in caso di mancata integrazione, con Ramsey diventa più complicato. Un voto alle entrate: 8 abbondante.

Le note dolenti sono relative al mercato in uscita, dal momento che la Juventus non è riuscita a vendere chi aveva l’etichetta del prezzo al collo, e ha dovuto far cassa con altri giocatori (Cancelo in particolare, sacrificato sull’altare della plusvalenza). Il giudizio complessivo sulle uscite è però sospeso, perché a mio avviso la mancata vendita degli esuberi non deve essere attribuita all’attuale dirigenza o all’attuale direttore sportivo. Credo ci sia un concorso di “responsabilità” lungo gli anni passati, in cui Paratici c’entra poco ma si è trovato a subire la situazione. Sarà l’anno prossimo il banco di prova definitivo per comprendere fino a che punto è in grado di costruire una rosa scevra da esuberi, anche in potenza.


di Michele Puntillo

Finalmente si chiude questa sessione di calciomercato; tre mesi segnati da affari saltati all’ultimo, voci insistenti mai concretizzatesi e ipotesi sulle idee di Sarri, spacciate per certezze, naufragate dopo le prime due giornate di campionato. È stato un mercato complesso per la coppia Paratici – Nedved. Una rosa piena zeppa di campioni, difficilmente migliorabile, da assemblare e sfoltire cercando di assecondare le idee del nuovo allenatore, con la spada di Damocle “delle liste”, punto dolente da anni vista la scarsità di club-trained player di livello.

Il giudizio però non può che essere positivo perché porta in squadra giocatori che risolvono (e/o attenuano) alcune criticità della rosa vedendo la cessione di un solo titolare: João Cancelo. Giocatore che, nella scorsa stagione, ha sì avuto un rendimento incredibile nella prima fase, ma a cui va però aggiunto un girone di ritorno non propriamente adeguato alle aspettative.

De Ligt è sicuramente il fiore all’occhiello di questa campagna estiva. È un giocatore dal talento cristallino e dalle qualità mentali fuori dall’ordinario, cercato dai club più prestigiosi d’Europa, che nonostante la giovane età ha già dimostrato di poter essere protagonista sul più prestigioso palcoscenico del calcio continentale. Un innesto che permette ai bianconeri di cominciare la fase di rinnovamento della difesa (a cui va aggiunto il futuribile Demiral) resa ancor più impellente dallo sfortunato infortunio di capitan Chiellini.

Rabiot e Ramsey vanno a puntellare l’altra lacuna di questa squadra: una mezz’ala di livello internazionale. Se escludiamo i migliori interpreti del ruolo, impossibili da avvicinare in questa sessione di mercato, era davvero difficile prendere di meglio. Doppio acquisto positivo anche considerando il tesseramento da free player.

In attacco le scelte sono state condizionate dai rifiuti di Mandžukić, Higuaín e Dybala. Con il rientro dell’argentino, rimane un reparto avanzato di primissimo livello, anche se molto diverso dalle idee iniziali di Paratici.

Il risultato è senza dubbio una squadra forte, più forte rispetto allo scorso anno, ma che presenta ancora alcuni squilibri. La mia speranza è che nei prossimi anni si vada verso una rosa più corta, ma con qualche “campionissimo” in più, con più giocatori duttili e giovani in grado di garantire un maggior minutaggio durante la stagione; soprattutto per evitare giocatori fuori lista Champions, pratica a mio avviso sgradevole (e aziendalmente poco produttiva) che sembra diventata la norma in casa bianconera.


di Antonio Santini

Davvero difficile giudicare la sessione di mercato appena conclusa. La passata stagione aveva evidenziato come la rosa bianconera necessitasse di un centrale difensivo di caratura internazionale e di una o più mezzali di qualità. Obiettivo raggiunto? Certamente sì per quanto riguarda la difesa. Al netto dell’assai rivedibile prima uscita stagionale, l’acquisto di de Ligt è un colpo di assoluto livello, che certifica nuovamente come la Juventus sia diventata una meta appetita anche dai pezzi più pregiati del mercato europeo.

Per quanto riguarda il centrocampo, la risposta a mio avviso è nì. Ritengo che gli acquisti di Ramsey e Rabiot portino con sé delle incognite non indifferenti, di natura fisica per il gallese e di adattamento al calcio italiano per il transalpino. Soprattutto l’acquisto di Rabiot non mi entusiasma, spero di sbagliarmi.

Dolorose invece le cessioni. Abbiamo visto partire un terzino di altissimo livello come Cancelo e giovani di assoluto valore come Kean e Orsolini (senza, pare, mantenere alcuna recompra). La cessione del portoghese, unitamente a quella di Spinazzola, lascia inoltre scoperto il ruolo dei terzini, con a sinistra il solo Alex Sandro come interprete di ruolo e a destra l’incognita Danilo, il modesto (e cagionevole) De Sciglio. Nessuno dei giocatori inizialmente individuati come in esubero sono stati piazzati, ma a tale problema si potrà serenamente rimediare a gennaio. Mercato quindi a due facce, per me certamente sufficiente, ma che mai come quest’anno dovrà essere sottoposto all’inappellabile giudizio del campo.

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