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Avere de Ligt6 min lettura

L’arrivo di de Ligt pone problemi di abbondanza a Maurtizio Sarri; ma il giovane oranje sembra essere fatto apposta per aiutare la transizione della Juventus verso un gioco diverso. Come integrare de Ligt con i principi di gioco di Sarri? Come tirare fuori il meglio dal difensore olandese? 

Matthijs de Ligt

L’acquisto di Matthijs de Ligt aggiunge materiale di primissima qualità ad un reparto difensivo già ottimo. Tuttavia, con l’avanzare degli anni e la precarizzazione delle condizioni di Chiellini, si era reso necessario un investimento consistente nel pacchetto arretrato, in grado di sistemare la difesa per una decade circa. Nessun nome sarebbe stato migliore di quello dell’ormai ex capitano dell’Ajax. 

De Ligt è un giocatore sorprendentemente maturo e versatile per la giovane età. Per di più, è stato additato (a ragione) come l’archetipo del difensore moderno e multidimensionale, in grado di svolgere tutti compiti che si richiedono ad un centrale – e in qualsiasi sistema. Ha una sensibilità unica nel rompere la linea e giocare in anticipo sull’attaccante, ma è bravissimo anche nel coprire i compagni leggendo l’azione; come se non bastasse, i suoi recuperi in campo aperto hanno ispirato decine di compilation su YouTube. 

In fase di possesso, de Ligt è in grado di disimpegnarsi con grande pragmatismo, ma è molto abile anche per un’uscita bassa più pulita e paziente. Non avrà la delicatezza dei lanci di Bonucci (né magari i suoi passaggi taglia-linee), ma è capace di produrre un calcio molto raffinato che sappia assecondare il suo elevatissimo QI calcistico. 

Di sicuro la lettura delle situazioni aeree c’è

Da non sottovalutare sono poi le qualità psicologiche di de Ligt. L’olandese è un tipo di difensore che riflette nel carattere (almeno in campo) quella rocciosità ostentata nel suo fisico da Adone. La determinazione e la concentrazione sembrano avere un effetto quasi diretto sulle sue scelte: il decision-making è praticamente impeccabile, sia nelle situazioni in cui deve creare, sia in quelle in cui è messo sotto pressione (e anche alla Juve non saranno poche). 

L’Ajax di ten Hag era un sistema altamente specializzato, e ciononostante de Ligt si è distinto non solo per l’eccellenza con cui ottemperava a funzioni particolari, ma anche per l’intelligenza con cui interpretava situazioni di gioco molto diverse tra di loro. Si è distinto, nel tempo, sia accanto a difensori più riflessivi (Blind) che in coppia con compagni più elettrici e dinamici (Sánchez). 

Maurizio Sarri

Se la “formazione-tipo” dell’anno prossimo è ancora nella mente del nuovo allenatore, di sicuro c’è che con Sarri vedremo una difesa a zona praticamente pura. Nel sistema altamente codificato dell’allenatore toscano, infatti, il punto di riferimento principale per i giocatori è e sarà sempre la palla. L’uomo verrà preso in consegna solamente quando transiterà nella zona di competenza, una zona che si allarga e si restringe in relazione al pallone e – in un secondo momento – prendendo poi in considerazione la distanza dalla propria porta e/o la posizione dei propri compagni di reparto. In questo sistema la vecchia dicotomia marcatore – libero non ha più spazio: i giocatori devono saper svolgere entrambi i compiti e questa tendenza è anzi una manifestazione lampante dell’anti-specializzazione di alcuni ruoli nel calcio moderno. 

Coerentemente con i principi generali di gioco, Sarri ha sempre indicato alle proprie squadre di mantenere una lunghezza mediamente molto corta, per compattare i reparti, evitare pericolose ricezioni tra le linee, e soprattutto avere già i giusti scaglionamenti per portare l’attacco a pallone recuperato. La difesa ha quindi un’altezza mediamente elevata, giocando ampie fasi a ridosso del centrocampo (anche in fase di non possesso). Questa è la naturale conseguenza di portare la linea difensiva ad assecondare il pressing della squadra, e declinando questa tendenza con il dettame di una squadra corta, il risultato non può che essere una linea alta.

Confortante quindi sapere che il recupero è forse la sua dote migliore

Con il pallone tra i piedi, le squadre di Sarri hanno generalmente scelto di volta in volta tra due tipi di uscita. Se il Napoli privilegiava un palleggio più rapido e diretto, in grado di sfruttare i suoi celebri triangoli di costruzione sulla fascia sinistra grazie al coinvolgimento di tutti i giocatori lato palla, il suo Chelsea ha parzialmente derogato a questa meccanicità adescando il pressing avversario con una circolazione più bassa e paziente che aprisse spazi dietro la prima linea di pressione. Un concetto mutuato – tra gli altri – dalla Juve di Conte. 

Matthijs de Ligt + Maurizio Sarri

Questo è un contesto tattico in cui de Ligt si è già (parzialmente) trovato, dal momento che la difesa di ten Hag faceva larghissimo utilizzo della zona, coadiuvata da un generoso ripiegamento e raddoppio dei centrocampisti (e di Frankie de Jong in particolare). 

Cosa farne dunque? Matthijs de Ligt è un giocatore talmente completo da poter giocare in coppia sia con Bonucci che con Chellini. Tutto questo aumenta molto le possibilità a disposizione di Sarri, ma se dovessi spendere un euro direi che De Ligt giocherà gran parte delle partite di campionato in vece di Chiellini, e gran parte di quelle di Champions in vece di Bonucci. Ed è probabilmente l’unico al mondo a poter sostituirli entrambi, senza perdere nulla in qualità.  

Se come detto la specializzazione tra centrali difensivi non è più attuale – o quanto meno non lo è nel calcio di Sarri – de Ligt sarà certamente in grado di esaudire i desideri del neo-allenatore bianconero. A dire il vero, ed in maniera per certi versi sorprendente, sarà proprio l’ultimo arrivato a fare da “ponte” tra i difensori già in rosa e il calcio di Sarri, avendone già sperimentati i principi nell’ultimo anno all’Ajax. Con Sarri ancor più che con ten Hag, sarà la rigida organizzazione difensiva a stimolare le letture dei singoli, un contesto nel quale de Ligt ha già dimostrato di saper sbocciare. 

La sua fisicità e la sua irruenza sapranno sopperire alle (purtroppo verosimilmente prolungate) assenze di Chiellini. In coppia con Bonucci potrà giocare con un difensore in grado di sollevarlo da alcune responsabilità in costruzione, che specialmente all’inizio potrebbero risultare meno digeribili: una guida preziosa per il giovane. De Ligt saprebbe invece completare benissimo Bonucci e coprire alcune sue lacune, specialmente in area di rigore quando il contatto con l’uomo è fondamentale – e questo vale per qualsiasi progetto tattico.  A tal proposito, vale la pena sottolineare che de Ligt, pur giocando preferibilmente a destra per assecondare il proprio piede forte, non avrebbe grossi problemi a migrare sul centro-sinistra, specialmente in considerazione che comunque la linea difensiva di Sarri tende a mantenere tutti i suoi componenti mediamente vicini e “stretti”, senza quindi chiedergli movimenti troppi ampi in apertura che potrebbero compromettergli una buona posizione e postura.

Chiellini e de Ligt formerebbero e formeranno una delle coppie difensive più fisiche del mondo. L’esuberanza della gioventù con la forza straripante del miglior Chiellini sarebbero un serio problema per qualsiasi attacco, anche per quelli che cercano di creare spazio dal momento che entrambi sanno uscire e coprire con maestria. D’altra parte, sia de Ligt che ovviamente Chiellini hanno dato prova di saper arginare le più svariate tipologie di attaccante (da Ronaldo a Mbappé, da Messi a Kane).

Ad opinione di chi scrive la Juventus si è assicurata un difensore già pronto per la titolarità, anche in uno dei maggiori team europei. E quel che è meglio è che il profilo in questione è perfetto per la rivoluzione del gioco che la Juventus intende attuare.

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Andrea Lapegna

È il responsabile del sito e della community di AterAlbus.it. Vive a Bruxelles ed è stato cooptato in AterAlbus per correggere la punteggiatura nei nostri articoli.