Opinioni personali

Il Mondiale di AterAlbus

10 min lettura

Royal rumble nella redazione, con idee e suggerimenti per trovare feticci da tifare alla Coppa del Mondo. Tre domande per autore: Che squadra tifare al mondiale? Quale giocatore della Juve da seguire con più attenzione nella sua nazionale? Quale giocatore da osservare per la Juve?


di Elena Chiara Mitrani

Che squadra tifare al mondiale?

Tiferò Islanda: l’isola di fuoco e ghiaccio è per me un paese oltremodo affascinante, nei mesi immediatamente precedenti l’Europeo 2016 stavo preparando un viaggio in Islanda con un gruppo di amici e all’università ascoltavo i Sigur Ròs. Queste ragioni che non hanno nulla a che vedere con il calcio mi hanno portato a tifare Islanda before it was cool, cioè prima che il geyser-sound fosse replicato un po’ ovunque e che le esultanze urlate del commentatore islandese diventassero virali.

Ritornando al pallone, credo sia difficile non restare impressionati dall’ascesa di questa nazionale e di una federazione calcistica che ha formato una generazione degna di giocare un Europeo sopra le aspettative e qualificarsi per la prima volta al Mondiale nonostante condizioni climatiche e territoriali impervie e non certo adatte alla pratica del gioco del calcio. Aron Gunnarsson e compagni sembrano avere poche speranze di sopravvivere all’interessantissimo gruppo D: qualificarsi sarebbe un successo, personalmente spero che riescano a vincere almeno una partita.

Quale giocatore della Juve da seguire con più attenzione nella sua nazionale?

Seguirò Szczęsny, di cui si è parlato troppo poco tra le (giustissime) celebrazioni a Buffon e le voci di mercato poi concretizzatesi su Perin. Eppure il portiere polacco si è guadagnato la fiducia di compagni e tifosi con ottime prestazioni sul campo quando chiamato in causa dalla Juventus. In nazionale maggiore Szczęsny ha collezionato 34 caps, e partirà titolare ai Mondiali di Russia, competizione in cui la Polonia, dopo aver vinto il proprio girone di qualificazione, punta a confermare il buon Europeo disputato, ponendosi come obiettivo l’arrivo ai quarti (andare oltre sarebbe chiaramente un plus).

Ciò che mi interessa è vedere il futuro portiere titolare della Juventus assumere il ruolo di pieno protagonista su un palcoscenico importante, dopo una stagione in cui certamente non ha deluso ma ha giocato a intermittenza, restando in panchina in occasione di molte sfide chiave. Bisogna considerare che la Polonia in fase di qualificazione è stata capace di mettere in valore le abilità di Lewandowski (autore di 16 gol) ma non ha certo brillato per le sue capacità difensive: è infatti la squadra che ha subito più gol (14) tra quelle che hanno terminato il proprio girone in prima o seconda posizione. Dovrà inoltre fare a meno di Glik, giocatore certo inviso ai tifosi bianconeri per trascorsi poco simpatici, ma pedina importante nella difesa della nazionale. Szczęsny è dunque chiamato a prestazioni di grande spessore per sopperire a una difesa un po’ così, e dovrà mostrare affidabilità e proporsi come uno dei leader di questa squadra, che affronterà già ai gironi avversari pericolosi come la Colombia di Falcao, Cuadrado e Rodríguez, e il Senegal, la cui manovra offensiva è resa frizzante ed imprevedibile da Sadio Mané.

Quale giocatore da osservare per la Juve?

Sebbene sia stato pizzicato dalla stampa per un errore grossolano nel corso della recente amichevole contro gli Stati Uniti, Djibril Sidibé è il terzino destro titolare della nazionale francese ormai da due anni, e sembra vicino al termine della sua esperienza al Monaco, dove ha disputato due stagioni positive, la seconda solo leggermente condizionata da un infortunio subito in autunno.

Sidibé, venticinquenne di origine maliana, ha dalla sua una grande capacità di adattamento: sebbene il suo ruolo principale sia quello di terzino destro, può giocare anche terzino sinistro e più avanzato sul lato destro. Questa duttilità farebbe senz’altro comodo alla Juve, che pare stia cercando le stesse caratteristiche in Darmian, profilo che ad oggi è valutato poco meno di Sidibé ma che negli ultimi anni ha accumulato molte meno presenze importanti in ambito internazionale. Innegabile il suo apporto offensivo (nelle due stagioni al Monaco ha realizzato 6 reti e offerto 17 assist), gli si rimproverano a volte alcune distrazioni in fase difensiva, aspetto che deve migliorare lavorando sulla concentrazione. Ciò non toglie che Sidibé, pur non essendo un colosso (pesa 71 kg) sia abile anche nello strappare palla all’avversario per far ripartire l’azione, grazie alle sue abilità nell’anticipo e nel tackle. Capace di mantenere un profilo discreto anche nel Monaco stellare del 2016/17, il numero 19 dei Bleus è apprezzato anche per il suo sangue freddo e il suo adattamento rapido a contesti nuovi e sempre più stimolanti.

Il giocatore è corteggiato con insistenza da Manchester United e Atlético Madrid, ma per caratteristiche, costo e background, è un profilo che per la Juventus potrebbe essere migliore rispetto ad altri giocatori che sono stati recentemente associati alla squadra bianconera in questo ruolo.

Il video dice «Welcome to Atlético Madrid», ma almeno mostra un po’ tutto

Come bonus, scelgo un giocatore che appartiene già alla Juve ma che ha trascorso gli ultimi mesi giocando altrove: Marko Pjaca. Il suo nome mi sembrava una risposta appropriata sia alla seconda che alla terza domanda che ci siamo posti in questo pezzo. Nella Croazia sarà improbabile vedere Pjaca titolare, ma l’attaccante sarà chiamato in causa a partita in corso, con l’obbligo tacito di avere un impatto subito, magari in sfide molto tese nella fase a eliminazione diretta. Entrare in partita, capire subito i meccanismi della squadra, comprendere rapidamente come rendersi utile e agire, risultando magari decisivo: sono tutte cose che gli verrebbero chieste anche per poter essere una pedina importante alla Juve. Il Mondiale sarà un primo banco di prova per il giovane croato, sospeso attualmente in un limbo di possibilità differenti, situazione di incertezza che paradossalmente potrebbe essere ancora più amplificata da prestazioni particolarmente positive o particolarmente deludenti nel corso di questi Mondiali.


di Francesco Andrianopoli

Che squadra tifare al mondiale?

Tiferò Australia per motivi di affetto: ho alcuni cari amici australiani, ho lasciato down under un pezzo del mio cuore, e in parte devo anche sdebitarmi, visto che i suddetti amici, per un malvagio scherzo del destino, tifano tutti Tottenham, e quindi ho avuto occasione di “alzargli in faccia” l’eliminazione dalla Champions pochi mesi fa.
Ma anche chi non ha alcun interesse nell’Australia può trovarvi qualche motivo di simpatia, visto che si tratta, apparentemente, di una armata Brancaleone: il loro allenatore, Bert Van Marwijk, è stato assunto solo a gennaio e sa già che verrà sostituito dopo i mondiali, paga il suo staff di tasca propria, e guida una accozzaglia di mezze figure i cui elementi più rappresentativi e talentuosi sono Mooy dell’Huddersfield e Rogic del Celtic. Però Bert li ha trasformati in un gruppo coeso, aggressivo, che pressa molto e cerca di andare in porta nel minor tempo possibile: potrebbero essere fatti a pezzi, in un girone in cui Peru e Danimarca sulla carta sono nettamente superiori ai Socceroos, per non parlare della Francia… ma potrebbero anche sorprendere.

Quale giocatore della Juve da seguire con più attenzione nella sua nazionale?

Tiferò  anche Douglas Costa, ovviamente, visto che è IL giocatore che più mi (ci) ha fatto emozionare in questa stagione, dopo aver superato mille pregiudizi infondati, dal “è stato pagato troppo” al “giocatori così in Italia fanno fatica” al “non imparerà mai a difendere/a giocare di squadra/ad adattarsi al nostro calcio”. Invece ha dominato il campionato, in lungo e in largo, e ora è pronto a prendersi la ribalta anche in un Brasile stracolmo di talento.

Quale giocatore da osservare per la Juve?

Tiferò infine anche per Youri Tielemans, pupillo mio (ma certamente non solo mio, è una passione in comune con gli appassionati di calcio di mezza Europa) ormai da parecchi anni; quest’anno ha giocato per la prima volta nel calcio di alto livello, al Monaco, e il rendimento non è stato straordinario: ha però dovuto “rimbalzare” tra 4-5 ruoli diversi senza che gli venisse mai concessa continuità tattica (una costante nella sua carriera). Io continuo a credere che da questo diamante grezzo possa uscire un centrocampista di livello mondiale, e che le sue qualità possano emergere al meglio in un contesto come la Juve; forse potrebbe iniziare ad intravedersi qualcosa già in questo Mondiale, visto che il Belgio ha una rosa profonda ma che inizia ad avere qualche annetto, soprattutto a centrocampo, e ha certamente bisogno di una iniezione di dinamismo.


di Andrea Lapegna

Che squadra tifare al mondiale?

Tra le squadre sfigate che non vinceranno mai, mi piacerebbe vedere un bel Mondiale da parte del Messico. Quest’anno l’ho visto dal vivo, e propone un calcio sorprendentemente appagante e ben strutturato. Partendo dal 4-3-3, Juan Carlos Osorio ha impostato una squadra molto associativa e al contempo capace di dare profondità alla manovra in pochi tocchi, un’ecletticità talmente ben eseguita da essere cosa rara. Giovani dos Santos (reinventatosi mezz’ala), Guardado e Herrera garantiscono grande estro al centrocampo, e la difesa può contare su nomi di tutto riguardo, da Ospina a Salcedo, al leggendario capitan Márquez. In attacco, occhi puntati sul giovane Lozano, sulla maturità di Vela, e sull’ultimo treno internazionale del Chicharito.

Voglio dire, Lozano non è male eh

Tra le grandi invece, tiferò Argentina, e qui le motivazioni esulano le ragioni di campo. Perché tre quarti dell’opinione pubblica ha bisogno di veder Messi alzare quella maledetta coppa per riconoscergli quanto dato a questo sport, e un’ipotetica ancorché inaspettata vittoria sarebbe il miglior viatico per farli tacere. Ma anche perché l’albiceleste è sempre stata una squadra imbottita di talento, e marcatamente emotiva, tanto da maturare un credito con la storia della Coppa del Mondo. E poi perché i due titoli vinti dall’Argentina hanno regalato al calcio storie incredibili come quelle di Menotti sotto la dittatura fascista, o di Maradona e della mano de Dios. Portassero a Buenos Aires la terza, riuscirebbero forse a farci vivere narrazioni altrettanto affascinanti.

Quale giocatore della Juve da seguire con più attenzione nella sua nazionale?

Sembra scontato dire che Bentancur sarà uno degli osservati speciali per noi tifosi juventini. El lolo ha sempre offerto prestazioni ottime quando chiamato in causa, seppur nel tribolante inizio stagione. Sarà interessante vederlo da interno destro di un centrocampo a due – posizione che gli preferisco in assoluto – in un ruolo di controllo degli spazi e di distribuzione del pallone che ben si addice alle sue caratteristiche (sarà con tutta probabilità affiancato da Vecino, o al massimo da Torreira). Con l’Uruguay sarà importante testarlo anche nella capacità di proporsi in avanti dato che nel 4-4-2 mancherà un riferimento tra le linee che dovrà essere compensato dai tagli degli esterni e dagli inserimenti degli interni.

Quale giocatore da osservare per la Juve?

Siccome non ho le competenze per ammaliare il pubblico con le gesta di giocatori semisconosciuti, provo il colpaccio. Pur non partendo titolare nella propria nazionale e pur non necessitando di ulteriore osservazione, la mia scelta ricadrà su Thiago Alcántara. Più che una scelta è una fantasia, e si sviluppa grosso modo così: il figlio d’arte avrà il ruolo di super-sub, prendendo spesso il posto di Busquets perché con il grande caos delle ultime ore la Spagna avrà difficoltà a scardinare le difese rocciose di Marocco e Portogallo. In questo contesto, l’associatività di Thiago è più decisiva del calcio cerebrale del catalano, e l’ex Masia sarà il protagonista silenzioso del mondiale degli iberici fino all’eliminazione ai quarti con l’Argentina, ovvero l’unica partita che Thiago osserverà per intero dalla panchina. Metterà a referto solamente due assist, ma la squadra cambierà pelle con lui in campo. Senza stare troppo sotto i riflettori – non sia mai che il prezzo lieviti al di là del consentito – lo spagnolo convincerà i dirigenti della Juventus a prelevarlo dal Bayern, dove non sarà più una pietra miliare nel nuovo corso di Kovač.

 


di Antonio Corsa

Che squadra tifare al mondiale?

Aanche nessuna.

 

Quale giocatore della Juve da seguire con più attenzione nella sua nazionale?

Higuaín. Sarebbe bello se riuscisse finalmente, contro tutta la stampa e le malelingue che da sempre lo criticano, a riscattarsi dalla “maledizione” con l’Argentina e a dimostrare tutta la sua classe e il suo talento, sbattendolo in faccia al suo stesso popolo. Ha l’ennesima occasione: spero non la sprechi.

Quale giocatore da osservare per la Juve?

Seguirò con molta attenzione Golovin. L’ho osservato in diversi spezzoni su Wyscout e mi è piaciuto molto quello che ho visto. Dovesse confermarsi anche nel Mondiale, potrebbe davvero essere un potenziale “colpo” interessante, per i bianconeri.


di Michele Tossani

Che squadra tifare al mondiale?

Le squadre da tifare sono due: Inghilterra e Giappone. Inghilterra perché da sempre la seguo, così come seguo il calcio inglese. Giappone perché essendo cresciuto negli anni ottanta non posso non provare gratitudine per il Paese che ci ha dato Holly&Benji e tantissimi altri cartoni animati.

Quale giocatore della Juve da seguire con più attenzione nella sua nazionale?

Cercherò di seguire quante più partite possibili, quindi guarderò un po’ tutti i giocatori della Juve. Quello che mi incuriosisce di più è Higuain perché voglio vedere quanto spazio troverà nell’Argentina.

Quale giocatore da osservare per la Juve?

Mezzala dotata tecnicamente, Golovin può essere utilizzato anche come esterno offensivo, ruolo nel quale lo si è visto impiegato nella nazionale russa. Preciso nei passaggi (82.4%), il 22enne giocatore del CSKA Mosca ha registrato anche cinque gol e tre assist in stagione nella Premier League russa, a riprova del fatto che Golovin non ha paura di prendersi responsabilità al tiro (2.21 a partita in patria, 2.8 in Europa League). Dalla sua Golovin ha anche una certa precisione visto che il numero dei gol fatti è superiore a quello degli expected goals (4.44) cioè di quelli attesi.

Altra caratteristica tecnica del russo è il dribbling con 1.8 a partita in campionato e 2.6 in Europa, al quale si deve aggiungere l’1.61 in termini di passaggi chiave a partita, cioè di passaggi che portano un compagno al tiro. Dal punto di vista della posizione in campo, il nazionale russo può sia al centro che sui lati anche se la sua posizione migliore sembra essere quella sinistra, da dove può rientrare per occupare il mezzo spazio sinistro sfruttando il suo piede destro.