La riserva Rugani3 min di lettura

Con l’infortunio di Demiral e il rientro di Chiellini tra qualche settimana dopo il grave infortunio, Maurizio Sarri potrebbe dare maggiore spazio al suo allievo svezzato a Empoli, nonostante Rugani con la maglia della Juventus non sia riuscito a consacrarsi come ci si aspettava.


Sono trascorsi ormai più di quattro anni da quando Daniele Rugani è ritornato a Torino per indossare nuovamente la maglia della Juventus e questa volta per essere un giocatore della Prima Squadra. Arriva reduce dall’esperienza più che positiva con il sorprendente Empoli di Sarri nel quale è stato talmente un elemento cardine da giocare tutte le partite di campionato senza saltare un singolo minuto; le stimmate del predestinato ci sono tutte, viene presentato come il giovane allievo che deve crescere grazie alla magistrale lezione e all’esempio quotidiano della BBC. La storia però ha preso tutt’altra piega e qualcosa è andato storto: Rugani non è riuscito a prendersi la maglia da titolare, non ha conquistato totalmente la fiducia della dirigenza tanto che in bianconero sono arrivati due difensori più giovani come De Ligt e Demiral che lo hanno clamorosamente superato nelle gerarchie. Nemmeno Maurizio Sarri, il tecnico che lo aveva lanciato e consacrato nel suo Empoli, gli ha dato fiducia: se persino l’allenatore che ti conosce bene e del quale tu possiedi il linguaggio difensivo non ti fa giocare non è facile avere fiducia in te stesso. Paradossalmente, ma non troppo, Rugani ha trovato più spazio con Massimiliano Allegri, tecnico che non ha lesinato a dare fiducia al giovane difensore anche in sfide delicate, come per esempio fu quel decisivo Inter-Juventus di due stagioni fa. Per quale motivo?

Il ragazzo che si presenta a Torino è un giocatore pulito, efficace, capace di guidare un reparto, non velocissimo ma abile a difendere con tanto campo dietro a sé, concentrato e lucido col pallone tra i piedi nonostante non usi praticamente mai il piede mancino. Con Allegri migliora nella aggressività e nel marcamento, difende meglio dentro l’area di rigore, ma è in difficoltà negli spazi stretti; più la squadra si abbassa, più le squadre attaccano con con combinazioni strette e veloci, maggiormente Rugani entra nei guai. Il suo ostacolo maggiore sembra essere l’eccesso di pensiero quando gioca; col pallone tra i piedi mostra quella che sembra insicurezza, e che in parte è, ma che nasce dal giocare pensando, perdendo quella istintività che fa trasparire decisione e sicurezza. Dal’esterno sembra peccare di personalità, perché giocare a Empoli e indossare la maglia della Juventus sono quasi due sport differenti; serve carattere per non sentire il peso della pressione, della critica, dei sospiri del pubblico.

Questo è il Rugani calciatore attuale. Un giocatore che non trasmette sicurezza, a differenza di quello che dimostrato De Ligt e Demiral, ma proprio l’infortunio di questo ultimo può cambiare la trama della storia per questa determinante metà stagione. Se diversi chiedono l’intervento della società per acquistare un difensore centrale, è presumibile pensare la dirigenza non intenda muoversi sul mercato sapendo di poter contare sul contributo di Rugani. Con De Ligt e Bonucci titolari, l’ex Empoli può rappresentare quello che attualmente è, ovvero una riserva affidabile della Juventus, non certo il brocco che viene dipinto da troppi, in grado di poter tranquillamente giocare partite di peso. Ognuno è artefice del proprio destino, dicono i saggi: sta a Rugani ora prendersi con fame e aggredire questa opportunità.