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L’addio di Eniola Aluko3 min lettura

Era giugno dello scorso anno quando, a un mese dalla vittoria storica del primo scudetto delle Women, la società bianconera annunciava il primo acquisto della Juventus femminile che si sarebbe affacciata per la prima volta in Champions league.

Eniola Aluko stringeva quel giorno orgogliosa e sorridente la nuova maglia bianconera con qualche timore di non riuscire ad adattarsi al nostro calcio, alla nostra cultura ed integrarsi nella squadra guidata da Rita Guarino, in cui lo zoccolo duro è formato da molte delle ragazze mondiali che 12 mesi dopo, avrebbe trascinato l’Italia ai quarti di finale in Francia.

Il curriculum di Eniola parlava comunque da sé con una esperienza anche nel campionato professionistico americano e oltre 100 caps con la nazionale inglese con cui ha vinto un bronzo mondiale pochi anni prima ed un argento europeo nel 2009.

Diciotto mesi dopo, questa sera contro la Fiorentina, Aluko giocherà la sua ultima gara in bianconero mettendo fine alla sua avventura italiana.

Una esperienza che ha confermato la carriera da vincente della giocatrice inglese, una fuoriclasse dentro e fuori dal campo dove si è sempre battuta per temi delicati come il razzismo (lotta che le è costata anche il posto nella nazionale inglese) e che non è mai banale quando può parla o scrive.

Lascia l’Italia con tutti i trofei nostrani conquistati da protagonista grazie ai suoi gol e alle sue giocate e con il ricordo meraviglioso della giornata storica dei 40.000 all’Allianz stadium.

In un bellissimo video d’addio, Eniola ringrazia la società, staff tecnico e medico, in particolare Stefano Braghin definito poi da lei stessa sul Guardian un visionario, le sue compagne per averle fatto trovare una famiglia anche fuori dall’Inghilterra e aiutata nei momenti difficili ed infine i tifosi juventini per l’affetto ed il rispetto che le hanno dimostrato ogni partita.

Sentimenti che purtroppo non ha trovato sempre in Torino ed in altre città Italiane dove ha subito più di un episodio di intolleranza e diffidenza per il colore della sua pelle.

Momenti che ha affrontato con l’eleganza, l’intelligenza ed il coraggio che la contraddistingue: una donna dalle mille risorse che abbiamo imparato a conoscere tramite i social ed i suoi articoli come editorialista del “The Guardian”.

Oggi probabilmente finirà la carriera da calciatrice di Eniola Aluko ma non vediamo l’ora di vederla impegnata nei numerosi progetti che ha in cantiere: commentatrice tv e scrittrice sono solo un paio di lati dei tanti che questa donna possiede.

Noi tifosi bianconeri dobbiamo solo dire grazie ad Eniola per aver accettato di venire in Italia e  sposato il progetto bianconero quando la crescita del calcio femminile italiano era appena cominciata; grazie per essere stata sempre se stessa e averci dato tanti spunti su cui riflettere per crescere a partire dalla lotta per raggiungere il professionismo.

Ha portato internazionalità, visibilità della Juventus in Europa e nel mondo; nella squadra leadership ed esperienza in soli pochi mesi aprendo le porte ad arrivi di atlete ancor più importanti come per esempio è già stato per Linda Sembrant questa estate.

Un personaggio di spessore che ha onorato ogni secondo la maglia che ha indossato in questo anno e mezzo e che fa, senza ombra di dubbio, parte della storia della Juventus Women.

Una storia che è ancora all’inizio e che ha ancora tante pagine bianche da riempire a partire da questa sera dove Eniola vuole salutare la Juve ed i suoi tifosi nell’unico modo che conosce: vincendo.

Grazie Eni, #ThanksEni, Fino alla fine Forza Juventus.

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