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Precedenti, Fiorentina-Juventus 1995

Precedenti, Fiorentina-Juventus 1995

Fiorentina-Juventus si gioca domenica 25 aprile, nel giorno del 26° anniversario della scomparsa di Andrea Fortunato. In quel 1995, 4 giorni dopo, Vialli e compagni espugnarono il Franchi e si avvicinarono allo Scudetto.

Fiorentina-Juventus si gioca il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione. Ma anche giorno dell’anniversario della scomparsa di Andrea Fortunato. Sono passati 26 anni da quando il ragazzo salernitano non riuscì a vincere la sua battaglia contro la leucemia.

Ventisei anni da quel 1995 che in casa Juve avrebbe rappresentato il ritorno allo Scudetto. Passato anche da una fondamentale vittoria al Franchi di Firenze, proprio pochi giorni dopo l’addio ad Andrea.

Un anno da ricordare

La stagione 1994/95 è di quelle che non possono essere dimenticate. Rivoluzione societaria con l’arrivo della Triade. Rivoluzione in panchina con l’approdo di Marcello Lippi. Rivoluzione meno accentuata nella squadra, già di per sé competitiva ma alla ricerca della giusta alchimia per spiccare il volo.

Un gruppo che il tecnico viareggino plasma giorno dopo giorno. Rialzandosi prontamente dopo le battute d’arresto e riuscendo a dare il meglio negli appuntamenti che contano. In Italia e in Europa.

In campionato non mancano le tappe fondamentali. Come il doppio successo sul Milan Campione d’Italia. O la vittoria in casa della Samp (proprio nel giorno in cui Andrea Fortunato è andato a salutare il gruppo). Ma anche il successo del Tardini contro il Parma, avversario numero uno della stagione. Senza dimenticare la straordinaria rimonta contro la Fiorentina al Delle Alpi, con la doppietta di Vialli e la pennellata di Del Piero.

Quando si avvicina la fine del mese di aprile, i bianconeri sono più che in corsa su tutti i fronti. Hanno conquistato la finale di Coppa Italia (in semifinale eliminata la Lazio) e anche quella di Coppa Uefa (che impresa a Dortmund!). E il caso vuole che l’avversaria sia la stessa: quel Parma che sta provando a fermare anche la corsa dei bianconeri verso un tricolore che a Torino manca dal 1986.

Un traguardo ormai in vista, ma che si è leggermente complicato dopo un inatteso ko interno contro il Padova. Proprio a una settimana dalla difficile sfida di Firenze, dove il segno 2 manca dal 1982.

Addio Andrea!

Martedì 25 aprile. È una giornata di celebrazioni in tutta Italia per i 40 anni dalla Liberazione. Ma in casa Juventus arriva una notizia che fa passare la voglia di festeggiare: Andrea Fortunato è morto a Perugia, dove è in cura. Non ha ancora 24 anni. Una mazzata per tutti i suoi compagni che, da un anno, attendono il suo ritorno  in gruppo. Anche solo per festeggiare insieme uno degli obiettivi stagionali.

Nei giorni successivi, c’è poco tempo e ancora meno voglia di pensare alla trasferta di Firenze. Tutti sanno l’importanza della gara e le difficoltà connesse, ma nella testa c’è solo il ricordo di Andrea. Le immagini del discorso di capitan Vialli e le sue lacrime, durante il funerale, sono la sintesi perfetta del sentimento che accomuna la squadra.

Ma bisogna subito voltare pagina. Con la tristezza nel cuore, la Juve si ributta sul campo con un motivo in più per centrare l’impresa al Franchi: dedicare lo Scudetto al compagno che non c’è più.

Direzione Firenze

Anche il calendario gioca il suo ruolo. Nella settimana successiva è in programma la finale d’andata di Coppa Uefa. Juventus e Parma ottengono l’anticipo di un giorno dei rispettivi match di campionato. Se i bianconeri sono di scena a Firenze, gli emiliani devono vedersela con il Brescia in trasferta.

Marcello Lippi non ha neppure tempo di pensare al clima che attenderà i suoi al Franchi. C’è da pensare alla formazione da mandare in campo e i dubbi non mancano. Soprattutto in difesa. Sicuri assenti Peruzzi, Kohler e Jarni. Anche Carrera non è al meglio. Così come Roberto Baggio che non vuole mancare l’occasione di lasciare un segno in quello che è stato il suo stadio.

Tutti insieme per Fortunato

Sabato 29 aprile il Franchi si riempie, come ogni volta che la Juve arriva da quelle parti. Per una volta il buonsenso ha la meglio, almeno all’interno dell’impianto. La commozione per la scomparsa di Andrea Fortunato accomuna tutti, bianconeri e viola.

Quando l’arbitro Stafoggia fischia l’inizio torna a essere il solito Fiorentina-Juventus. Vialli è stato l’autentico protagonista del match d’andata, sua la doppietta che diede la carica. E sua è la stoccata che apre il match del Franchi. Con uno dei colpi del suo repertorio: spaccata volante sul cross da destra di Ravanelli e Toldo è scavalcato. Gran gol, per giunta sotto la Fiesole: bianconeri avanti dopo 7 minuti.

Lippi non ha neppure il tempo di esultare che deve già mettere mano alla formazione. Non bastava avere Carrera non al meglio. Si fa male quasi subito Sergio Porrini e il viareggino deve giocare di fantasia: si punta sull’esperienza, entra Ciccio Marocchi e si sistema dell’insolita, per lui, posizione di terzino sinistro.

L’1-0 tiene fino all’intervallo e la capolista va al riposo in vantaggio.

Un’altra ripresa a colpi di emozioni

Quando si sono trovate di fronte a Torino, nel dicembre precedente, le 2 rivali hanno regalato una ripresa da applausi. Soprattutto per merito dei bianconeri, capaci di rimontare il doppio svantaggio.

Stavolta è la squadra di Claudio Ranieri a dover recuperare. E l’avvio è il migliore possibile. Al primo affondo, Batistuta usa tutto la sua esperienza per procurarsi un rigore sull’uscita di Rampulla. Ma Michelangelo restituisce il favore respingendo la conclusione dell’argentino.

Le parti si invertono pochi minuti dopo. Sull’uscita di Toldo, è Ravanelli a franare a terra. Il copione è lo stesso con Stafoggia che indica ancora il dischetto. Rispetto al 1991, Roberto Baggio non si tira indietro contro la sua ex squadra e trasforma un penalty dall’importanza cruciale.

I viola provano a riaprirla, con Batistuta che di testa trova l’angolino vincente. Mancano 20 minuti e ci si aspetta di tutto. Soprattutto la reazione dei padroni di casa che sognano di restituire ai bianconeri la rimonta di pochi mesi prima.

La Juve targata Marcello Lippi sa anche soffrire quando serve e regge l’urto, nonostante l’uscita di Carrera che proprio non ce la fa più: entra Tacchinardi. Nel finale la Juve chiude i conti. Prima Ravanelli e poi Marocchi trasformano in trionfo una vittoria nel nome di Andrea Fortunato.

Una vittoria che a Firenze mancava dal 13 anni. Una vittoria che avvicina sempre di più al sogno. Nonostante il Parma non molli ed espugni Brescia. Il distacco tra le 2 rivali resta di 8 punti.

Un maggio a tutto Juve-Parma

La Juve lascia Firenze con la vittoria che voleva. Non senza qualche apprensione per il clima di guerriglia fuori dal Franchi. E che stride più che mai con l’abbraccio di inizio partita nel nome di Fortunato.

Il mese di aprile finisce nel migliore dei modi, in attesa di un maggio in cui ci sarà da raccogliere tutto quanto seminato dall’estate precedenti.

Saranno frutti succulenti, soprattutto quelli maturati sul territorio nazionale. Lo Scudetto numero 23 e la Coppa Italia numero 9 entreranno nella bacheca di piazza Crimea. Non altrettanto la Coppa Uefa che prenderà invece la via Emilia.

La stagione 1994/95 può rientrare tra quelle trionfali. Legata sopratutto a un nome: quello di Andrea Fortunato!

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Giornalista freelance e podcaster.