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5 motivi per essere fiduciosi

La Juve inizia il 2021 con un distacco di 10 punti dalla prima ed una partita da recuperare, non si sa quando, in casa contro il Napoli. Sebbene la situazione non sia delle migliori, c’è più di un motivo che può far pensare a una rimonta.


A ben pensare la situazione in cui si trova oggi la Juve, non è ben lontana da quello che mi aspettavo, nel famoso Pirlo SI, Pirlo NO, mi ero espresso abbastanza chiaramente, individuando una delle più grosse criticità nell’urgenza di risolvere i problemi che il campo proponeva in una partita.

non ha oggi il bagaglio di esperienza per gestire una stagione in un club di alto livello, non è un problema solo tattico, sta alla sua bravura circondarsi di gente competente, quanto di analisi di problemi che si porranno durante l’anno, che dovrebbero approcciarsi con un’idea già maturata su un gruppo da gestire che si applica sul rettangolo verde

In effetti, a tal proposito, proprio nell’ultimo Juve Fiorentina mi torna alla mente un episodio che è la sostituzione di Ramsey con Danilo e l’inserimento a inizio secondo tempo di Bernardeschi per Morata, due mosse che potevano esser fatte in una mantenendo Ramsey in campo senza adattare Bernardeschi nel ruolo di mezzala/rifinitore, con probabili migliori risultati per quello che si è visto in questo inizio di stagione.

La sfida che Pirlo e la Juve, intesa come gruppo squadra e società, è a mio avviso la più difficile degli ultimi 10 anni. Nell’ultimo TAALK è stata fatta un’analisi chiara della situazione attuale e dei problemi che ci hanno portato a questa situazione, ora è tempo di guardare avanti e provare a capire se c’è margine per recuperare e chiudere la stagione portando a casa qualche trofeo. Ho individuato 5 motivi per essere fiduciosi:

1. La crescita del gruppo e lo sviluppo delle idee di gioco.

È gennaio ma non è gennaio, in una stagione particolare, preceduta da un’altra ancora più particolare, in serie A siamo solo alla 14.a giornata, mancano ancora 5 partite per chiudere il girone d’andata e lo scorso anno il quindicesimo turno si disputava a cavallo dell’8 dicembre. È solo un mese direte, ma un mese, anzi due, visto che è mancata anche la consueta preparazione estiva, per una squadra in costruzione da appena 4, sono tantissimo, sono il 50% del tempo in più da passare con i giocatori per capirne difetti e pregi, per capire dove schierarli in campo, soprattutto se vieni da un mercato in cui centrocampo e attacco sono stati modificati mettendo dentro gente giovane e fresca, ma inesperiente in ruoli chiave (Arthur, McKennie, Kulusevski, Chiesa). L’altalena di risultati non ha certo aiutato, ma la Juve non è quella di inizio stagione e l’ultimo periodo ha mostrato, al di là della brutta sconfitta con la Fiorentina, una squadra in crescita con un’idea di gioco definita.

2. La classifica attesa negli anni passati.

C’è una cosa che balza agli occhi guardando i precedenti 6 campionati, con l’eccezione del campionato 15-16 in cui la differenza tra punti reali e punti attesi era negativa (-7.32), anno caratterizzato dalla bruttissima partenza, era il secondo anno della gestione Allegri, in generale la Juve ha sempre avuto un rendimento in termini di punti superiore a quello atteso. L’algoritmo di calcolo prende in considerazioni expected gol di Juve e avversari e sulla base di questi assegna gli expected points. Nella stagione scorsa, sotto la gestione Sarri sono stati addirittura 10 i punti in più rispetto a quelli attesi. Questa raccolta dati non ha ovviamente la pretese di predire il futuro ma c’è una cosa che si può dire, essendo il modello degli xG basato su valori medi, è più probabile che una squadra con valori tecnici al di sopra della media fornisca prestazioni al di sopra dell’atteso.

La classifica attesa delle prime 13 giornate elaborata dell’algoritmo di Understat vede i bianconeri in ritardo di 4 punti rispetto a quello che dovrebbe essere

Cosi come nel 2015-16, in questa stagione non solo la Juventus sta performando al di sotto delle attese ma ha margine vista la qualità della rosa per andare oltre quelli che sono i suoi valori attesi.

3. La classifica attesa della serie A.

C’è un denominatore comune che lega i 5 top campionati in Europa, ad eccezione del Lyon, tutte le prime hanno uno score in termini di punti superiore a quello che è il modello che deriva dagli expected goal. Se pensiamo a quanto scritto poco sopra è una cosa che può essere spiegata in due diversi modi: la qualità delle rose è tale da andare oltre i valori medi; se i valori medi non sono in assoluto migliori delle medie, il sistema e l’organizzazione può supportare le prestazioni al di sopra dell’atteso. Spostando il discorso alla serie A, nel primo caso si può tranquillamente far rientrare l’Inter, nel secondo si può tranquillamente far rientrare il Milan. La classifica attesa per la Juve è un punto di partenza, perché i bianconeri possono migliorare in virtù e della maggiore qualità della rosa e per il lavoro di sistema.

Il Milan ha una over performance di quasi 5 punti, l’Inter di 7 (fonte UnderStat)

4. L’evoluzione della PPDA.

La PPDA, ovvero il numero di passaggi concessi nel terzo di campo avversario per minuto, è uno delle statistiche caratterizzanti della Juve di Pirlo. Concedere un minor numero di passaggi, vuol dire recuperare in fretta la palla, vuol dire che il pressing ultra offensivo (in situazioni statiche come la rimessa dal fondo) e la ri-aggressione (pressing ultra offensivo in caso di perdita del possesso della palla in situazione dinamica) stanno funzionando.

In grigio tratteggiato la PPDA media delle prime 13 partite nella gestione Sarri, in arancio tratteggiato la PPDA media dello scorso campionato. La curva arancio rappresenta la PPDA della stagione 2018/19 (ultimo anno Allegri), la curva blu rappresenta la PPDA della stagione 2019/20 (Sarri), la curva gialla rappresenta le prime 13 partite in serie A della Juve di Andrea Pirlo. I punti corrispondono al valore puntuale della giornata.

Rapportandosi alle passate stagioni appare evidente come, tanto l’ultima Juve di Allegri (la Juve di Manchester) quanto quella di Sarri fossero partite bene segnando un buon numero di partite sotto l’8, ben 9/13 lo scorso anno, per poi spegnersi per diversi motivi nel corso della stagione. La Juve di Pirlo ha uno score di 6/13 come quella di Allegri, ma a parte l’outlier della Fiorentina, sono prestazioni che individuano un trend recente che si distacca da quanto visto a inizio campionato.

5. Concludere un’azione.

Si è parlato tanto, infine, di come la Juve tiri meno rispetto agli anni precedenti, un po’ meno del fatto che la percentuale di tiri nello specchio si è alzata e che i tiri nello specchio concessi agli avversari siano diminuiti.

La Juve concede gli stessi tiri in porta della Juve di Allegri e delle 3 è quella che concede meno tiri in generale.

Usando gli xG, i tiri nello specchio e i gol reali, la Juve 20-21 ha il miglior differenziale delle 3, a conferma ancora una volta che proseguendo su questo trend i numeri in generale potrebbero migliorare.

C’è dunque speranza?

Il momento è delicato e nel prossimo mese la Juve è attesa da partite importanti con le prime della classe, un’arma a doppio taglio ma comunque un’arma, i numeri sin qui mostrano aspetti positivi e sebbene non diano garanzia, in quanto non predittivi, possono invogliare i giocatori a continuare su questa strada, se infatti nel prossimo futuro le prestazioni dovessero continuare a offrire numeri simili alla ultime gare è molto probabile che anche la classifica si riallinei, sperando in un rallentamento di chi è davanti.

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Ingegnere elettronico fissato coi numeri e la tecnologia. Ex allenatore di futsal di primo livello diplomato a Coverciano. Ha gestito una scuola calcio a 5 in A2, allenando tutte le categorie giovanili, ed è stato primo assistente in A2 e main coach in C1.