AA Bracket: la nostra top 11 della Juventus – Le classiche8 min di lettura

La community ha scelto. Mentre il sondaggione di AterAlbus veleggia verso la fine, si è delineata la Top 11 per ruolo, così come votata dall’utenza. Certo, con qualche sorpresa ed assenza illustri, ma una formazione che incarna la juventinità al 100%.

Manderemo un messagio ad Andrea Agnelli per dipingerla accanto alle 50 stelle, all’ingresso dell’area VIP

Ma come sarebbe stata la Top 11 scelta dalla redazione, se ognuno di noi fosse stato giudice unico ed insindacabile delle carriere? Abbiamo scelto di dividere questo articolo in due parti: la prima con quelle formazioni in qualche modo facili da immaginare, con un modulo ben radicato nella storia bianconera e senza grosse sorprese; la seconda parte, un po’ più eccentrica. Sì, potete venirci a prendere uno per uno.


di Andrea Lapegna

Per la miglior formazione bianconera di tutti i tempi, scelgo essenzialmente due criteri. Il primo, è premiare i giocatori per quello che hanno dato con la maglia della Juventus. Niente esperienze pregresse, niente exploit in nazionale, solo la valutazione delle prestazioni e dell’impatto sulla galassia bianconera. Il secondo invece è un mantra che mi ha personalmente accompagnato nelle votazioni lungo l’intero bracket: chi vorrei schierare in una formazione da sbattere figurativamente in faccia ai tifosi avversari?

Spiego qualche scelta meno “immediata”. Il 4-3-1-2, forse, è il modulo più iconico nella storia recente della Juventus, cioè da quando allenatori come Lippi, Allegri e Sarri ne hanno tastate le potenzialità. Dani Alves per me merita la titolarità perché per poco più di sei mesi ci ha fatto vedere cose che nemmeno il miglior Thuram o il sempreverde Gentile ci hanno dato. Di Zidane su Platini ho già ampiamente parlato, e l’esclusione di Cristiano Ronaldo si spiega con la ghigliottina del primo criterio.


di Luca Rossi

Scegliere una top XI bianconera è estremamente facile per la grandezza dei giocatori a disposizione, ma allo stesso tempo molto difficile perché 11 giocatori sono troppo pochi per rendere giustizia a quanti meriterebbero. Ma d’altronde è questo il significato della parola “scegliere”.

Ho optato anche io per un 4-3-1-2 perchè così, al netto di un paio di forzature abbastanza evidenti, posso schierare davanti quei 3: Platini, che per questioni anagrafiche non ho vissuto ma del quale i video, le letture e mio padre tramite le sue parole mi hanno restituito la grandezza; Del Piero col quale sono cresciuto e il più grande marcatore bianconero; Ronaldo per il quale non servono parole.
Sarei stato troppo male a non inserire Zidane, quindi lo inserisco come mezz’ala. Probabilmente una squadra asimmetrica, ma tanto la palla ce l’abbiamo sempre noi. Dietro, un omaggio alla potenza di Thuram, alla modernità di Scirea e alla crescita di Chiellini. Ultimo appunto: chiaramente le punizioni non le batte Cristiano Ronaldo.


di Davide Terruzzi

La mia formazione ideale della Juventus nasce dal mio concetto di calcio. Sono preferenze, appunto, di cui andrò a parlare tra poco, dopo questa premessa che nasce in queste settimane: nella nostra storia abbiamo ricchezza in tutti i ruoli, ma siamo scarni nella categoria “esterni alti”. Pochi infatti sono i giocatori che hanno ricoperto la posizione di ala a essere tra i migliori nella propria epoca, mentre tante le seconde punte e trequartisti cui è stato chiesto di partire da posizione più defilata. Quindi, rinuncio al 4-3-3 e scelgo un 4-3-1-2 anche per poter mettere in campo un giocatore come Zinédine Zidane. Sugli esterni schiero a sinistra il miglior terzino visto a Torino e si chiama Antonio Cabrini, a destra il miglior mastino che risponde al nome di Claudio Gentile, mentre al centro mi affido alla classe e alla forza di Scirea e Thuram. Arriviamo al centrocampo: davanti la difesa io preferisco mettere sempre un regista, quindi scelgo Andrea Pirlo, mentre come mezzali cerco giocatori universali, quelli che vengono anche chiamati centrocampisti totali; non posso non schierare Nedved e Davids, portandomi come riserve Vidal e Tardelli. Dietro le due punte, Zidane, solo lui; davanti semplicemente due che hanno vinto 8 palloni d’oro, Platini e Cristiano Ronaldo. Mi dispiace non portarmi dietro Roberto Baggio e David Trezeguet, ma per la panchina scelgo la storia e la classe di Bettega e Del Piero. L’allenatore? Quello cui sono più legato, Marcello Lippi.


di Kantor

Il principio che ho seguito è quello di non schierare una formazione all star, ma una che avesse un senso dal punto di vista tattico, ovvero che potesse essere schierata in campo. Quindi difesa a 4 con i migliori laterali della storia della juve, Scirea e un marcatore come Chiellini; centrocampo a 3, fatto di giocatori che hanno giocato insieme, un trequartista (ho scelto Zidane, ma potevo scegliere Platini) e due punte di livello altissimo. Ho cercato di seguire lo stesso criterio anche per le riserve.


di Jacopo Azzolini

Nella sua storia, la Juve ha avuto tantissimi centrocampisti e trequartisti di livello, con relativamente poche ali. Quindi, anche se mi spiace per Causio, scelgo un modulo che sacrifica l’ampiezza. La Juve si è anche distinta nel disporre di giocatori che abbinassero qualità tecniche a grande intensità, calciatori capaci di coprire porzioni enormi di campo. Essendo il rombo un modulo che chiede tanto alle proprie mezzali, non ho potuto non mettere Davids e Pogba, due profili in grado di supportare Pirlo in entrambe le fasi e di mantenere alta la squadra. Seguendo questa logica, ho schierato un terzino aggressivo come Thuram a destra e scelto due attaccanti “puri” (anche se molto tecnici) davanti a Platini. La voglia è quella di avere una squadra corta e intensa nella riconquista, ma che sia anche adeguatamente pericolosa nell’attaccare una difesa schierata.


di Andrea Costanzo

Scegliere la top XI bianconera è come consultare la carta dei vini di un grande ristorante. Il livello generale è così alto da rendere pressoché impossibile sbagliare bottiglia. Molte delle mie scelte coincidono con quelle della redazione. Due parole in più quindi sulle nomination di Andrea Barzagli e Arturo Vidal, che potrebbero sembrare azzardate, considerata la concorrenza nei rispettivi ruoli (Cannavaro e Chiellini o Davids e Deschamps).

Barzaglione ha messo la museruola ad un esercito di attaccanti, silenziandoli in ogni modo. Sovrastandoli fisicamente, annullandoli tatticamente. Nei suoi quasi nove anni bianconeri, la Roccia è diventato il miglior difensore “puro” italiano, collezionando presenze e trofei senza cadere nelle amnesie che ogni tanto hanno colpito i suoi pur fortissimi compagni di reparto.

Su Vidal non voglio sprecare troppe parole. Basta ricordare il pomeriggio a Marassi da difensore centrale contro il Genoa o il missile con cui spacca la porta al San Paolo contro il Napoli. Arturo è stato uno dei rarissimi centrocampisti di lotta e di governo degli ultimi anni. Per questo, almeno per me, come Vidal nessuno mai. Cin cin.


di Francesco Saccia

Per la top 11 ho utilizzato un criterio leggermente diverso rispetto al bracket. Il calcio è uno sport di squadra, così ho cercato di immaginare quali dei tanti campioni della storia bianconera avrebbero “funzionato” meglio insieme sul campo da gioco. Ho quindi cercato di schierare una formazione equilibrata, con ogni giocatore nel suo ruolo. A questo ho aggiunto le mie preferenze personali: non amo schierare i terzini sul piede debole e mi piacciono due centrali con caratteristiche e piede forte diversi. Quindi difesa con un “regista” destro e un “marcatore” mancino, due terzini d’assalto sul loro piede forte e capaci di dare ampiezza al rombo.

Centrocampo con la tecnica e la visione di gioco di Pirlo e Platini uniti alla forza, alla corsa e agli inserimenti di Davids e Vidal, capaci di coprire enormi porzioni di campo e di intimorire chiunque in fase di recupero palla. Ovviamente entrambi sul loro piede dominante. Davanti Crsitiano e Alex a finalizzare, il primo da servire più sulla profondità, il secondo più sui piedi.

Gli esclusi: un dolore tenere fuori Pavel (ma da noi è stato grande come trequartista, non come interno di centrocampo) e Zidane (ma di fronte a Michel…), in attacco ho voluto ripescare Vieri che da noi è stato poco ma che avrei tanto voluto rivedere alla Juve dopo la cessione, a mio avviso il più forte centravanti italiano dopo Gigi Riva