AA Bracket: un secondo turno sorprendente5 min di lettura

Si è concluso anche il secondo turno del sondaggione di Ateralbus, che ha decretato i primi componenti della Top 11 bianconera e delineato gli ottavi di finale. È stato il momento delle scelte difficili, delle scelte di cuore più che di testa, ed è forse il momento in cui si manifestano meglio gli insindacabili affetti degli juventini verso i propri beniamini. Come al solito, la scelta non è solamente sul giocatore migliore, ma più si va avanti e più è forte la caratterizzazione emotiva dei pretendenti, con una significativa prevalenza degli aspetti soggettivi. E però…qualche sorpresa c’è stata. 

di Davide Terruzzi

Le ragioni del tifo, anche in questo gioco, hanno sempre la meglio su altri aspetti. Questo è comprensibile e certamente accettabile e logico. Quando hai un duello tra Chiellini e Cannavaro, per esempio, vai dove ti porta il cuore e questo ti spinge a votare per chi è protagonista di questa straordinaria epopea juventina. Le ragioni del cuore non devono sminuire e sovrapporsi a quelle della ragione: sempre restando sullo stesso confronto, una attenta valutazione tecnica dei due fa pendere la bilancia verso il capitano campione del mondo. Ed è la ragione per cui Marchisio ha passato il primo turno ed è stato sconfitto di una manciata di voti da Deschamps: Claudio è considerato una bandiera, quindi ha sconfitto Conte, che gli era superiore, e ha conteso la qualificazione a un altro giocatore che appartiene ad altra categoria. Mi fa piacere vedere come Roberto Baggio sia arrivato allo scontro con Del Piero, perché è semplicemente stato uno dei giocatori italiani più forti di sempre e ci ha regalato annate con dimostrazioni cristalline di classe.

di Andrea Lapegna

Siamo arrivati ad un momento in cui è difficile contestare le scelte della giuria popolare, perché per fortuna dove caschi, caschi bene. Eppure qualcosa si poteva dire, per esempio su come secondo me Zambrotta meriti un posto d’onore non solo nella Top 11 juventina, ma anche nell’Olimpo dei terzini sinistri; oppure su come mai avrei scelto Pogba su Vidal – perché come disse eloquentemente un mio amico: “meglio una partita senza Pogba che una senza Vidal”. 

Ma in realtà queste sono quisquilie, e c’è un esito preciso che ha causato il collasso del mio muscolo cardiaco, la scelta sbagliata avvenuta troppo presto, la bomba che ha distrutto il significato stesso del sondaggio. Platini su Zidane non me lo meritavo. Non perché Michel sia proprio l’ultimo arrivato eh, con quell’aria da galletto saccente e i suoi tre Palloni d’Oro scintillanti in tasca; ma perché è stato preferito un intenso assolo ad un’elegante progressione armonica, una suadente linea melodica ad un raffinato gioco di tensione e rilascio. Si è scelto un compiacente edonismo sul piacere di amare, e per chi predilige l’estasi della ragione su quella dei sensi questo è un dramma troppo grande da elaborare. 

di Antonio Corsa

Ognuno di noi ha i propri criteri. Per il primo turno, come scrissi, il mio era “giocatore più forte”. Per il secondo, ho mediato anche col cuore e con la “juventinità” dei singoli giocatori. Avrei fatto vincere Ferrara contro Barzagli, sia perchè lo ritengo più forte, sia perché in me è indelebile l’abbraccio con capitan Vialli in quel di Roma. Avrei fatto vincere Vidal su Pogba, perchè pur avendo amato e amando (lo saprete…) il Polpo, ritengo che il cileno abbia dato qualcosa di più alla nostra maglia. Avrei fatto vincere anche Trezeguet su Ronaldo, perché pur essendo Cristiano “l’acquisto del secolo” e il miglior giocatore di sempre per continuità di rendimento, sono cresciuto con David che “segna sempre” e lo fa anche in B. Avrei, infine, fatto passare Vialli su Del Piero, sempre per il discorso Coppa sollevata a Roma. Curiosità: ho votato Platini.

di Michele Puntillo

Siamo giunti al momento caldo del torneo, dove gli scontri cominciano ad essere più equilibrati ma anche più dolorosi. I miei voti sono quasi tutti concordi con gli esiti finali, ad eccezione di 3 sfide: ho votato Cannavaro, Vialli e Ferrara. 

Ecco, due parole vorrei dirle sull’ex capitano della Nazionale. Ho preferito Cannavaro perché complessivamente è stato un difensore molto più forte e completo di Chiellini, sotto ogni punto di vista. Ma certamente non può essere una sorpresa la vittoria di una leggenda bianconera come Giorgio, anzi, paradossalmente, il passaggio di Cannavaro sarebbe stata una nota stonata.

Arriviamo alla sfida più drammatica: Platini – Zidane. E con dolore ammetto che ho votato Platini. Dico con dolore perché Zidane è una delle più pure espressioni del calcio, è il talento del potrero che domina in un calcio tutto muscoli, corsa e intensità. Zidane è poesia e prosa allo stesso tempo, è contemporaneamente magia e realtà. 

Però, qui c’è un però. 

Platini per la Juventus è stato qualcosa in più, è difficile quantificare cosa per chi non lo ha vissuto, ma Michel ha probabilmente avuto un impatto maggiore sulla Storia bianconera, ecco perché il mio voto va a lui. Ma d’altronde, <<i maghi  non si valutano dal numero di applausi che ricevono, ma da come lasciano a bocca aperta gli spettatori>>.

Michele Tossani 

Mi aspettavo un po’ tutto i risultati e capisco le scelte fatte. Detto questo avrei premiato Vialli su Del Piero, non tanto per quanto dato alla Juve o per una questione tecnica ma piuttosto per motivi di affetto verso un giocatore che è stato per anni un’icona dei bianconeri e del calcio italiano.