AA Bracket – Round 1: i risultati che hanno sorpreso lo staff8 min di lettura

È terminato il primo turno del grande sondaggi di AterAlbus “vota il tuo giocatore preferito”. È terminato con qualche sorpresa, con molti nomi eccellenti eliminati subito (e d’altra parte con un roster così ampio era inevitabile), ma alcune scelte del pubblico hanno fatto sollevare più di un sopracciglio in redazione.

di Antonio Corsa

Premessa 1: quando abbiamo presentato il gioco, abbiamo detto che i criteri di votazione dei giocatori fossero “liberi”. Si poteva votare il più forte, oppure il più forte alla Juve, o quello con la carriera migliore, o con la storia bianconera migliore. O addirittura andare a simpatia o antipatia (anche perché, dal terzo turno, si ritroveranno contro un portiere contro un giocatore di movimento e fare confronti tecnici diventerà impossibile).

Premessa 2: abbiamo deciso di fare un bracket a 64 calciatori e 2 tabelloni. Le scelte erano fra 64, 32 o 16 (la matematica…). Abbiamo optato per il tabellone “grande” e abbiamo contemporaneamente pensato ad un modo (e non era semplice, ve lo assicuro) per mettere assieme almeno nei primi due turni i calciatori per ruolo simile. Alla fine, verrà fuori una top-11 e un podio con i migliori 3 calciatori degli ultimi 50 anni per la community di AterAlbus.

Sulle scelte: sono appunto personali, ma io avrei votato differentemente in alcuni contest. Dani Alves per me è un calciatore che è stato utilizzato malino e sfruttato peggio, ma ha dimostrato, anche in un contesto inadatto e tra mille difficoltà tattiche, di essere un campione di livello assoluto. Licht, cui mi lega un grande affetto, l’ho sempre visto come un onestissimo terzino, un patrimonio e storia del nostro club, ma non un fuoriclasse come Alves. Bonucci vs Montero per me è stato un altro duello cui non è stato riconosciuto a Leo il giusto valore come calciatore: parliamo di un difensore centrale che per tanti anni ha guidato la difesa bianconera a livelli altissimi, ma sui suoi confronti continua ad esistere un pregiudizio o continuano a pesare le antipatie personali dei votanti (per carità, in questo bracket ci sta). Stessa cosa devo dire riguardo Thuram: il francese è stato un giocatore di livello totale. Miglior terzino destro di un’edizione del Mondiale, e dieci anni dopo miglior centrale di un’altra edizione del Mondiale. Una classe e un talento che troppo rapidamente sono stati messi da parte dopo alcune sue dichiarazioni post-calciopoli. Avrei fatto vincere Conte su Marchisio, probabilmente, e Furino su Deschamps. Avrei forse premiato Boniek piuttosto che Paolo Rossi (sorpresa!). Ma, soprattutto, ed è la vera grande sorpresa del primo turno, avrei fatto vincere Causio contro Camoranesi. Ma, lo abbiamo detto in premessa, sono scelte libere, senza criterio, quindi ci stanno. Così come ci stanno – e vi ringrazio – le tante discussioni che ci hanno tenuto compagnia in questi giorni.

di Andrea Lapegna

Devo ammettere che la maggior parte dei risultati sono in linea sia con le aspettative per il valore dei giocatori, sia con quelle legate agli affetti. Nonostante un paio di eliminazioni mi siano rimaste sullo stomaco, in particolare Dani Alves e Franco Causio, comprendo benissimo le ragioni che hanno spinto il popolo bianconero di Ateralbus a votare Lichtsteiner e Camoranesi. 

Ma c’è un’eliminazione di cui non mi capacito: il passaggio di Montero ai danni di Bonucci. Non voglio togliere nulla alla straordinaria carriera di Paolo e alla sua juventinità, dimostrata in più occasioni dentro e fuori dal campo, ma trovo difficile lasciare a casa chi ha ridefinito un ruolo ed è costantemente tra i migliori del mondo da quasi 10 anni. Bonucci rappresenta l’evoluzione del difensore centrale, ed è stato precursore (con la complicità di Conte) di una rivoluzione che sta tutt’oggi moltiplicando le sfaccettature di una funzione ormai fondamentale. Per questo, in un’eventuale top 11 da sfoggiare con orgoglio di fronte a tifosi avversari, Bonucci per me avrà sempre un paio di caselle di vantaggio rispetto al buon Montero. E sono sicuro che in molti, potendo, tornerebbero indietro a votare Bonucci. 

Di Davide Terruzzi

In questo nostro gioco che sta scandendo la quarantena di tutti noi ognuno ha scelto il proprio criterio per esprimere quotidianamente il proprio voto. Di certo aver avuto la possibilità di aver visto dal vivo alle prestazioni di tutti i giocatori è un elemento di supporto, ma chiaramente non offre nessuna patente di superiorità; chi, come me, è nato negli anni Ottanta o Novanta non ha vissuto una determinata epoca, ma ha tutti gli strumenti per poter recuperare le loro gesta e apprezzarne le loro indiscutibili qualità.

Non sempre il voto che ho dato è stato quello della maggioranza e in alcuni casi sono rimasto profondamente sorpreso. In almeno due occasioni sono certo come il recente passato o il presente attuale abbiano pesantemente condizionato la scelta: Conte ha avuto una carriera alla Juventus di incredibile successo, duratura (13 anni) e continua, diventando un giocatore pesante e determinante per Lippi e Ancelotti. Lo stesso discorso vale per Bonucci, uno dei migliori interpreti nel proprio ruolo a livello mondiale. Con Conte e Bonucci, secondo me, hanno prevalso il sentimento avverso per le esperienze milanesi dei due, mentre con Marchisio e Montero il loro essere etichettati come “gobbi puri” ha mitizzato le loro, notevoli sia chiaro, qualità sul campo. Discorso simile vale per Causio, giocatore di qualità e continuità superiore a Camoranesi: qui entrano in gioco le diverse epoche in cui hanno giocato, la conoscenza diversa dei due e il fatto che Camo sia sceso in B da campione del mondo. 

Franco Causio: un Barone a Torino - Stelle Bianconere

Di Francesco Saccia

Il bello di questo gioco è la sua unica regola: ne resterà soltanto uno. Potete votare come volete, non ci sono rigidi criteri di ruolo, talento, tecnica, risultati o anzianità di servizio. Si vota con il cuore, con la testa, con gli occhi e con i ricordi.

Ci sono risultati che mi aspettavo e ho condiviso ma meritano una discussione: Lichtsteiner che surclassa Dani Alves è qualcosa di molto juventino, perché nei nostri cuori i 3 mesi da fantascienza del brasiliano non possono prendere il posto di tanti anni di chilometri, sudore e di quel magico primo gol allo Stadium del 2011 (o di quelle 4 dita restituite alla Roma a distanza di 7 anni). Barzagli che supera Thuram prescinde dal valore tecnico spaventoso e superiore del francese, e senza dubbio risente in parte di modi e parole di Lilian nel 2006 (discorso che però potrebbe valere anche per Zambrotta e Cannavaro, vincitori al primo round), ma certe ferite lasciano cicatrici nei cuori dei tifosi. Di contro Barzaglione ha saputo ergersi al di là dei propri limiti e a 30 anni diventare una colonna portante di una difesa che resterà leggendaria. Rossi che batte Boniek ci può forse stare a livello tecnico, ma anche qui il divario abissale è condizionato da quanto Zibi abbia fatto per farsi detestare dai più. Marchisio e Conte era equilibrata sin dall’inizio (uno più tecnico, l’altro più incursore), ma non si può non pensare che vedere Antonio proprio con “quei colori lì” addosso non abbia condizionato. 

L’unico risultato che davvero non mi aspettavo è Camoranesi che prevale sul filo di lana su Causio. Non ho mai visto giocare il Barone, chi lo ha fatto ne è innamorato, e la sensazione che ne ho sempre avuto è di un’ala tecnica, fisica, forte anche nella finalizzazione, uno dei migliori al mondo nella sua epoca, probabilmente superiore a Camoranesi, che però evidentemente abbiamo amato e apprezzato in tanti. E quindi torniamo ancora una volta alle emozioni: probabilmente molti di quelli che hanno votato Camoranesi hanno vissuto Camo e non Causio (me compreso). Ma è giusto così: l’emozione dell’Avvocato quando leggeva la lettera J è la nostra stessa emozione, anche quando votiamo su duelli virtuali e impossibili, e la mente torna a un dribbling in un fazzoletto, un gol da 30 metri, o una dichiarazione velenosa e dolorosa quando nel 2006 eravamo a terra, eravamo a pezzi, e siamo stati anche colpiti dal fuoco amico. 

Di Kantor

Questi sondaggi dicono molto di più a proposito di chi risponde di quanto dicano a proposito dei soggetti sondati. In particolare lo spaccato del tifo juventino che ne esce fuori è abbastanza prevedibilmente legato al presente o nostalgico di un passato molto spesso immaginato e non vissuto. Da questo punto di vista nessun risultato mi ha stupito troppo con due eccezioni: la vittoria di Camoranesi su Causio e quella di Montero su Bonucci perché sono frutto evidente di scarsa conoscenza (la prima) o di ingiustificata prevenzione (la seconda). 

Camoranesi è stato un grandissimo giocatore, ma Causio è semplicemente la migliore ala destra che abbia mai giocato nella juve degli ultimi 50 anni; solo chi non l’ha visto giocare può pensarla diversamente. Anche la scelta tra Bonucci e Montero è per me stata troppo condizionata da fattori di antipatia personale; di nuovo, Montero ottimo difensore e molto juventino, ma come giocatore di calcio con Bonucci non c’è neanche lontanamente paragone. L’unico giocatore della Juve con cui Bonucci può perdere una sfida è l’unico, inimitabile, straordinario Gaetano Scirea, ma non certo con un ottimo difensore come Montero. Poi questi sondaggi sono quello che sono: per esempio, io considero Baggio un giocatore che ha dato molto al calcio italiano (ma altri hanno dato più di lui, e.g. Totti e Del Piero) ma pochissimo alla Juve. Ma mi rendo conto che la mia è una posizione minoritaria.

di Michele Tossani

È difficile commentare scelte altrui, dato che un gioco del genere lascia ampio spazio a tutte le opinioni. Soprattutto, molte volte le preferenze sono dettate dal periodo nel quale si è visto questo o quel giocatore. Detto ciò, protesto formalmente per la bocciatura di Kohler!