Un’analisi sui costi della rosa5 min di lettura

Nel 2014/15 la Juve disputa la prima delle 2 finali di UEFA Champions League sotto la gestione Allegri. Poi, nel giro di sei stagioni il parco giocatori è stato completamente cambiato, mantenendo con continuità il solo capitano, Giorgio Chiellini. Il costo della rosa è cresciuto da 153 a 409 milioni di euro, con un’età media attorno ai 29 anni e un roster sui 24 giocatori.


Nel corso delle ultime 6 stagioni, a partire da quella della finale di Berlino nel 2015, la rosa della Juventus è stata profondamente ristrutturata. In media ogni anno, Marotta prima e Paratici poi, hanno sostituito 8 giocatori, con un picco nel 15/16 di 12 giocatori in uscita e 10 in entrata; è un anno che ricordiamo bene, visto che fu quello della disastrosa partenza con appena 12 punti in 10 giornate e conseguente dodicesimo posto in classifica. Ultimamente si è fatto un gran parlare della composizione della rosa bianconera, dell’equilibrio nella sua composizione, delle scelte sui singoli giocatori, dei suoi costi e del come si sia arrivati all’attuale situazione.

Il trend degli ultimi anni.

Una cosa che appare evidente è che nel corso di questi ultimi anni, la dirigenza bianconera ha sempre costruito rose piuttosto esperte. I motivi di ciò possono essere vari: la necessità di avere giocatori di esperienza, abituati alla vittoria; le opportunità colte nel mercato che di solito riguardano giocatori over 25; la scarsa attitudine a promuovere giocatori dal settore giovanile, a causa di una tendenza tipicamente italiana a non dare spazio ai giovani nella massima serie, perché ritenuti troppo acerbi.

Nel corso delle ultime sei stagione l’età media della rosa della prima squadra ha oscillato intorno ai 29 anni

In questa serie storica lo spazio in rosa riservato agli Under 25 si è progressivamente ridotto, portandolo a 3 nel corso dell’attuale stagione (De Ligt, Demiral e Bentancur) di contro la quota di giocatori over 30 è cresciuto, attestandosi oggi a 13 giocatori, il 57% del roster complessivo. La stagione 2018/19 è stata l’unica in cui la percentuale di Over 30 è stata inferiore a quella degli Under 30, con 4 giocatori che erano però prossimi ai 30.

Qui con “Under 30” intendiamo i giocatori di età compresa tra 25 e 30 ossia, indicativamente, nel prime della carriera. Nel 2016/17 si è avuto il maggior numero di Under 25 in rosa.

Il 2018/19 vede una cosa mai successa in passato, a parte l’acquisto di Ronaldo: tutti i giocatori inseriti in rosa (Cancelo, Emre Can, Spinazzola, Kean e Perin) piuttosto giovani, età media di 24,4 anni, sono stati rimpiazzati nella stagione successiva (quella in corso) ed usati per generare plusvalenze.

I costi della rosa.

L’evoluzione positiva dei ricavi ha permesso alla Juve di aumentare gli investimenti sul costo della rosa. Dal 2015 a oggi i ricavi sono cresciuti di 274 milioni, passando da 348 a 622 milioni nel 2018/19. La stagione 2016/17 ha rappresentato uno spartiacque strutturale dal punto di vista dei ricavi che hanno cominciato a contare su una componente fondamentale: il player trading.

A partire dalla stagione 2016/17 la Juve ha generato circa 500 milioni da player trading

I numeri della stagione in corso, sebbene non siano ufficiali ma solo frutto di stime, confermano come il player trading continua a essere una componente fondamentale nel bilancio del club bianconero. Le plusvalenze generate, tenendo conto anche dello “scambio” Arthur-Pjanic, dovrebbero assestarsi intorno ai 150 milioni di euro.

All’incremento dei ricavi è corrisposto un equivalente incremento dei costi totali relativi al roster della prima squadra. Dal 2014/15 al 2019/20 la potenza di fuoco è cresciuta di 256 milioni, e la parte da leone in questa crescita l’hanno fatta gli stipendi.

Negli ultimi 6 anni gli stipendi sono cresciuti di 162 milioni, gli ammortamenti di 96 milioni.

Il confronto con le Big in europa.

La Juve rappresenta oggi una situazione singolare tra i top club europei, ad eccezione del Liverpool che ha un’età media della rosa di 28,1 (ma comunque di quasi 2 anni più giovane). Gli altri club presi in considerazione oscillano intorno ai 27 anni, segnando una differenza notevole in termini di età media.

Il Bayern Monaco è la squadra con l’età media più bassa.

Ciò che appare evidente è che nel resto d’europa la tendenza sia quella di investire su giocatori mediamente più giovani. Barcellona e Manchester City hanno la quota più ampia di Under 25, 8 ciascuno, e sono i club meglio equilibrati in termini di distribuzione nelle fasce.

Il Liverpool è la squadra con minor numero di Under 25, solo 2, e il maggior numero di Under 30, ben 15.

La Juventus rappresenta una vera discrasia, con una quota di over 30 molto maggiore a quella dei competitor europei.

Prospettive future.

Nel corso di questi anni la Juve ha cercato di tenere sotto controllo la sua età media, ma l’attuale stagione ha evidenziato un problema che va immediatamente corretto. L’età media va necessariamente abbassata favorendo l’innesto di giocatori Under 25 che garantiscano qualità al progetto tecnico nel lungo periodo. Le ultime mosse di mercato sembrerebbero andare in quella direzione (Demiral, De Ligt, Kulusevski, Arthur), ma un giudizio più approfondito verrà dato alla fine di questa sessione di mercato, che si annuncia essere una delle più difficili degli ultimi anni.