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Bonucci, Chiellini e De Ligt: come stanno le cose in difesa?

Per la prima volta, da quando l’olandese è sbarcato a Torino, la Juventus sembra poter avere a disposizione per un numero lungo di partite tutti e 3 i centrali difensivi. Contro la Roma, per esempio, Pirlo ha schierato i due italiani lasciando De Ligt in panchina: ognuno dà qualcosa di diverso.


Per analizzare il contributo che i difensori bianconeri forniscono alla squadra non si può non partire dai principi sui cui Pirlo ha inteso e intende fondare il gioco della Juventus sia in fase di possesso che in fase di non possesso. Per quanto concerne la prima ai difensori centrali è richiesto di far partire l’azione tramite una circolazione rapida e veloce del pallone, anche in verticale, in una disposizione a 3 che va a coinvolgere un terzino da “braccetto” (Alex Sandro o più spesso Danilo); in non possesso, assecondando la volontà di recuperare immediatamente il pallone, i difensori sono chiamati ad accorciare in avanti ricercando l’anticipo e devono essere disposti a prendersi qualche rischio lasciando tanto campo dietro a sé. L’obiettivo è quello di mantenere un baricentro alto.

De Ligt

L’olandese, in un sistema di questo tipo, è assolutamente imprescindibile. In primis, perché si tratta di un fenomeno, destinato ad essere un leader generazionale. E di questo avevamo parlato già nella scheda a lui dedicata. In secondo luogo perché per caratteristiche fisiche e tecniche incarna perfettamente ciò di cui Pirlo ha bisogno: elevata aggressività in avanti, eccellenti doti in anticipo, esplosività e velocità che gli consentono sia soffocare le ripartenze avversarie sia di difendere con tanto campo dietro di sé. In terzo luogo perché per attitudine è quello che si trova più a suo agio in questo sistema e che interpreta il ruolo con maggiore disinvoltura poiché già abituato a farlo. Con lui in campo la Juventus riesce a essere più alta, in sua assenza si fa più fatica. La partita con la Roma, sebbene Pirlo avesse preparato un piano di gara attendista e i problemi nel recupero palla derivassero in primis dal pressing delle punte, ne è stata una piccola dimostrazione.

Immagine presa dalla partita contro il Cagliari, quella del rientro dopo l’infortunio alla spalla. Sul lato palla De Ligt accorcia e va a soffocare sul nascere la ripartenza avversaria. Solo lui lo fa con questa sistematica intensità e pulizia.

Anche in fase di possesso tende a muovere rapidamente il pallone senza effettuare troppi tocchi e si sa disimpegnare in alcune verticalizzazioni di discreta fattura. Nonostante i miglioramenti effettuati, la partita di coppa Italia con l’Inter ha evidenziato come De Ligt sia meno efficace quando viene schierato come centrale di sinistra. L’anno scorso in effetti dopo essere stato spostato sul centrodestra le sue prestazioni hanno raggiunto picchi di gran lunga superiori. Il match di Coppa Italia ha confermato come sia posturalmente sia in fase di possesso il numero 4 bianconero sia meno pulito e tenda a commettere qualche imprecisione in più. Questo aspetto, posto De Ligt come imprescindibile, apre una finestra importante di riflessione sul prossimo nome.

Chiellini

Il capitano bianconero ha dimostrato in queste partite, senza troppe discussioni, di essere ancora un fuoriclasse in grado tramite esperienza, letture e intelligenza di effettuare interventi decisivi e far rendere meglio i compagni di reparto (Bonucci in particolare). La partita con la Roma ha evidenziato le sue qualità straordinarie nella difesa dell’area; le precedenti come anche nell’anticipo e nell’interpretazione aggressiva del ruolo Chiellini sappia il fatto suo, pur senza l’esplosività e la capacità di De Ligt di mantenere la linea difensiva alta. In possesso, nonostante tenda a toccare troppe volte il pallone prima di giocarlo, è il giocatore che si disimpegna meglio sul centrosinistra poiché, in quanto mancino, riesce a tracciare più angoli di passaggio rispetto a un destro. Per queste ragioni sarebbe molto interessante vedere il numero 3 bianconero assieme all’olandese in questo schieramento e, ad opinione dello scrivente, sarebbe la soluzione migliore.

Bonucci

Partendo dai compiti che Pirlo chiede ai suoi difensori, il vice-capitano bianconero è probabilmente il meno adatto rispetto ai due colleghi presi in considerazione. Bonucci è più timoroso rispetto ai compagni nell’accorciare in avanti e troppo spesso si trova in una terra di mezzo in cui può venire infilato facilmente. Inoltre nell’anticipo e in marcatura non è performante come i due colleghi nei duelli individuali.

Situazione verificatasi nella partita contro la Roma: Veretout finta di venire incontro per poi attaccare con successo lo spazio libero alle spalle di Bonucci. Riuscirà ad arrivare con estrema facilità in area di rigore

L’immagine soprastante testimonia le difficoltà che Bonucci può incontrare in questo sistema. Con Danilo, Rabiot e Chiesa collassati sul lato palla e Chiellini occupato a tenere Borja Mayoral, il vice capitano bianconero deve gestire Veretout sulla sua trequarti. In queste situazione Bonucci spesso si fa trovare in una via di mezzo fatale in cui non riesce a leggere in anticipo il passaggio intercettando e, una volta superato dall’avversario, non ha le doti fisiche per recuperarlo sul lungo. In un contesto in cui i duelli individuali sono chiave, Bonucci può soffrire di più, soprattutto se comparato coi colleghi di reparto. Col pallone tra i piedi il numero 19 offre verticalizzazioni e laser pass di cui non dispongono gli altri colleghi di reparto e che possono essere essenziali per lo sviluppo della manovra alla ricerca delle due punte o di McKennie. Quanto alla circolazione del pallone per Bonucci vale il discorso degli eccessivi tocchi valido per il compagno della BBC.

Conclusioni

Con ogni probabilità le scelte effettuate contro la Roma da Pirlo sono state dettate dalla volontà di risparmiare De Ligt contro l’Inter. Diversamente sarei stupito (e forse anche un po’ preoccupato) se Pirlo decidesse di rinunciare all’olandese contro il Porto in Champions League. La stagione eccellente dell’ex Ajax testimonia quanto sia funzionale ed essenziale per questo tipo di calcio. Molto probabilmente tra i tre colui che patisce maggiormente questo sistema, per caratteristiche e interpretazione, è Bonucci. Allo stesso tempo va specificato che queste partite hanno evidenziato come Bonucci e Chiellini, quando giocano assieme, tendono a migliorarsi a vicenda per via di un’intesa eccezionale sviluppata negli anni e che, per forza di cose, con De Ligt non sussiste. L’ottima prestazione difensiva contro la Roma lo testimonia con grande chiarezza. Se però l’obiettivo di Pirlo è quello, come dichiarato, di tenere alto il baricentro, De Ligt e Chiellini sono le scelte migliori.

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Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.