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Guida ai quarti del mondiale femminile6 min lettura

Si sono conclusi da poco gli ottavi di finale dalla fase ad eliminazione diretta della coppa del mondo di calcio femminile e sono rimaste in lizza solo otto squadre a contendersi la corona di campione del mondo. A grandi linee gli ottavi non hanno riservato grosse sorprese ma hanno fornito ulteriori indizi sullo stato di salute delle squadre che si giocheranno da oggi a sabato, i quattro posti delle semifinali. Fra le otto contendenti alla coppa c’è, per la seconda volta nella sua storia, anche l’Italia di Milena Bertolini che ha liquidato la Cina per 2-0 vincendo per la prima volta un turno ad eliminazione diretta (nel 1991 i gironi qualificavano direttamente ai quarti).

Sono ben sette le formazioni europee che cercheranno di strappare la coppa alle americane, un trofeo che nel vecchio continente manca da 12 anni e, al Parco dei Principi di Parigi venerdì sera, ci proveranno per prime le padroni di casa e numero 4 del ranking Fifa, la Francia. Basterebbe questa premessa per presentare una gara che si preannuncia ad alto tasso spettacolare ed emozionale, una finale anticipata da tutto esaurito. Molte sono le star americane che scenderanno in campo, da Alex Morgan a Megan Rapinoe, da Tobin Heath a Crystal Dunn, da Lindsay Horan a Kelly O Hara, senza dimenticare una panchina di lusso dove siedono giocatrici come Christen Press e Carli Lyoid, colei che quattro anni fa decideva la finale del mondiale canadese con un tripletta (con un gol da centrocampo). La Francia di Wendie Renard è chiamata all’impresa davanti al proprio pubblico con un giorno in più di riposo ma con 30 minuti giocati in più sulle gambe.

La vincente di questa sfida troverà in semifinale la vincente fra Inghilterra e Norvegia. Le scandinave hanno raggiunto i quarti battendo ai rigori l’Australia di Sam Kerr trascinata dal talento della giovane numero 10, Caroline Graham Hansen che non sta facendo rimpiangere l’assenza della miglior giocatrice del mondo, Ada Hegerberg che ha rinunciato al mondiale in polemica con la sua federazione. Compattezza e talento fanno della Norvegia un cliente pericoloso per l’Inghilterra allenata dall’ ex stella del Manchester United Phil Neville, che ha fin qui disputato una ottima coppa del mondo chiudendo a punteggio pieno il girone( in cui c’era anche il Giappone) e liquidato senza troppi patemi il Camerun, trascinata anche dal talento della giocatrice del Manchester City Ellen White.

Il terzo quarto di finale metterà di fronte due nobili del calcio femminile, la Svezia e le due volte campionesse del mondo e campionesse olimpiche in carica della Germania. Questa sfida sembra quella più squilibrata sulla carta a favore delle teutoniche che sono arrivate fin qui senza l’apporto della loro giocatrice migliore Jennifer Marozsan, complice un infortunio nella prima gara del gironcino contro la Cina. La numero 10 tedesca dovrebbe quanto meno essere a disposizione dalla panchina, pronta ad entrare in caso di bisogno, visto che non è ancora al 100% della forma. La Svezia si affiderà alla sua numero 9 Kosovare Asllani, due reti finora ma raccordo fondamentale per il gioco offensivo delle giallo blu che potranno contare anche sulle parate della 36enne Hedvig Lindahl, che ha neutralizzato negli ottavi alla canadese Beckie il rigore del pareggio.

L’ultimo quarto di finale è quello che ci coinvolge personalmente, la sfida delle nostre ragazze mondiali contro le campionesse europee dell’Olanda.

Premessa. Non è mettere le mani avanti ma comunque vada questa partita, le azzurre hanno ottenuto un risultato incredibile e difficilmente preventivatile.

Alla partenza per la Francia, l’obiettivo minimo era cercare di raggiungere gli ottavi di finale mettendosi alla prova contro formazioni più accreditate come Australia e Brasile. Queste ragazze sono già andate oltre i propri limiti sul campo e hanno premiato la fiducia di tutti quei curiosi che per la prima volta hanno acceso il televisore e si sono stupiti di quanto sia emozionante anche il calcio femminile. Di chi mai avrebbe pensato di trovarsi un’estate a soffrire e saltare sul divano per le imprese delle ragazzi mondiali. Il loro premio andrà oltre qualsiasi coppa (quella consegnata sotto il cielo di Lione il sette luglio), la loro vittoria è l’entusiasmo, la passione, la purezza che stando trasmettendo giorno dopo giorno, partita dopo partita ad un paese intero che le sta seguendo con ammirazione, oserei dire quasi con amore. Sono le storie di queste 23 ragazze che hanno fatto sacrifici immensi per realizzare i loro sogni quando la luce dei riflettori era spenta e buona parte delle persone le prendeva per pazze, e che idealmente oggi rappresentano anche tutte quelle giocatrici del recente passato che hanno avuto solamente la sfortuna di nascere nella generazione sbagliata. Come Melania Gabbiadini. Chi c’era davanti alla tv solo due anni fa, quando la nazionale mal allenata da Antonio Cabrini veniva umiliata dalla modesta Russia a Euro 2017, sa quanta strada la nazionale ha fatto e quanto ancora può spingersi oltre i suoi limiti in attesa delle nuove generazioni. Sono partite dall’Italia per dimostrare anche agli scettici che le donne possono giocare a calcio, tre settimane dopo, non un’epoca fa, scenderanno a Valenciennes con la consapevolezza di poter fare qualsiasi cosa, anche battere le campionesse d’Europa. Affronteranno questo quarto di finale con la leggerezza di chi non ha più niente da perdere, guidate dalla forza di un gruppo unito fortemente contaminato dai colori bianconeri.

Le azzurre si troveranno davanti una squadra fortissima che ha nel tridente offensivo il vero punto di forza. Vivianne Miedema è la punta che tutte le squadre vorrebbero schierare, un nove moderno tanto fredda e cattiva davanti alla porta, quanto preziosa nel costruire gioco facendo da punto di riferimento là davanti. La giocatrice dell’Arsenal ha già segnato una valanga di gol sia nei club (132 gol in 152 presenze), sia in nazionale (53 reti in 68 presenze) e l’Italia si ricorda molto bene di lei quando circa 4 anni fa ,ci buttava fuori dallo spareggio per il mondiale canadese contro la sua Olanda realizzando 3 reti nelle due gare. Ah gia dimenticavo… Vivianne ha solo 22 anni. Ai suoi lati ci sono due delle giocatrici più forti in Europa ovvero Lieke Martens, giocatrice del Barcellona e Shanice Van De Sanden, stella del Lione campione d’Europa che non hanno bisogno di molte presentazioni. Un bel test per la muraglia azzurra, fin qui la migliore del torneo in relazione alle squadre affrontate, che dovrà stare attenta anche al talento della numero 10 Van de Donk. Se in avanti l’Olanda è squadra da primi posti al mondo, in questo torneo la difesa ha evidenziato più di qualche crepa, soprattutto se pressata e presa in velocità ed è proprio li che le azzurre dovranno colpire. Dovranno essere abili ad uscire dal pressing olandese con il fraseggio e la tecnica come ha fatto il Giappone negli ottavi.

“Dovranno temerci tutte” è il grido di Bonansea che non si accontenta, così come le sue compagne che non vogliono smettere di stupire gli oltre 4 milioni che le hanno seguite in tv anche per la sfida contro la Cina, realizzando quasi il 36% di share. “Vogliamo continuare così, regalando tanti sorrisi e tante gioie” dice Aurora Galli perché in fondo è solo un’ altra pagina di una bellissima storia, quella che queste ragazze si sono messe in testa di scrivere. Perché “questa Italia può andare lontano, non ci poniamo limiti” rincalza Martina Rosucci. In fondo in fondo è solo un’altra impresa quello che le aspetta. Una vittoria, quella che le separa da un aereo per Tokyo la prossima estate, per inseguire un altro sogno a cinque cerchi.

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