Lo staff tecnico di Pirlo: Igor Tudor7 min di lettura

Ufficializzato come viceallenatore, secondo i rumors dei media Igor Tudor dovrebbe concentrare il proprio lavoro principalmente sulla preparazione della difesa e della fase difensiva, coordinandosi con le idee di mister Pirlo. Ma di lui sappiamo poco.


174 partite che gli sono valse 2 Scudetti – tra cui quello del famoso 5 maggio – e 2 Supercoppe Italiane, più una Champions League sfiorata e persa solo ai rigori, proprio contro il Milan di Pirlo. 174 gare giocate con la maglia della Juventus e impreziosite da ben 21 gol: tanti per un difensore centrale (ma anche mediano o terzino, all’occorrenza…), che sapendo però dominare il gioco aereo era capace di rendersi anche pericoloso in fase offensiva.

La sua rete probabilmente più famosa e decisiva la segnò proprio in quella Champions del 2003, quando segnò il gol che qualificò la Juve ai quarti di finale piazzandola al secondo posto della seconda fase a gironi della competizione. Molti lo ricorderanno: cross da destra del Panterone Zalayeta, Jorge Andrade (che poi vestirà la maglia Bianconera nel primo tentativo di ricostruzione post-Calciopoli) anticipa Trezeguet impennando la palla che ricade a campanile al limite dell’area, dove lo stesso Tudor la impatta al volo di sinistro, bucando Juanmi García e fissando il risultato sul 3 a 2 finale che permetterà alla Juventus di staccare il pass per la fase ad eliminazione diretta.

Da ex difensore di buonissimo livello (personalmente ho apprezzato molto il Tudor calciatore, per non dire il suo avatar videoludico!) Igor Tudor è stato chiamato dalla Juventus per entrare nello staff di Andrea Pirlo con l’intento di aiutare il nuovo mister a curare proprio la fase difensiva, in particolar modo la tattica individuale e di reparto dei difensori.

Allenatore con una discreta esperienza alle spalle, in dieci anni di carriera ha vinto una Hrvatski nogometni kup (ovvero Coppa di Croazia), con l’Hajduk, il club nel quale militava da ragazzo prima di passare in Bianconero. In seguito ha centrato due salvezze con l’Udinese, venendo poi esonerato dal Galatasaray in un campionato che aveva condotto per 10 partite, scendendo al secondo posto nelle ultime 2 in cui aveva allenato (stando comunque ad un solo punto dalla capolista della Süper Lig).

In Italia non abbiamo potuto vederlo moltissimo, da mister, perché di fatto ha disputato meno di mezza stagione: le ultime 4 gare dell’annata 2017/2018, le ultime 10 di quella successiva e le prime 10 della stagione appena terminata per un totale di 24 sole gare (19 è il numero di partite che si disputano in un girone).

Viene difficile quindi, per il poco che lo si è visto, andare a tirare grandi somme della sua capacità da tecnico e soprattutto dei suoi principi di gioco, perché ha avuto relativamente poco tempo per lavorarci. Sicuramente più semplice è invece tirare la somme dal punto di vista dei risultati, che ci dicono come di quelle 24 gare ne abbia vinte 10 e pareggiate 5, per una media di 1,46 punti a gara (per intenderci l’ultima delle retrocesse di quest’anno, il Lecce, ha chiuso con gli stessi punti guadagnati da Tudor nei suoi tre scampoli di esperienza ad Udine, per una media di 0,92 punti a partita).

Per raccontare quali siano le sue idee di calcio, quindi, ci affidiamo alle sue stesse parole. Ad iniziare da quelle che espresse nel marzo 2019, all’inizio della sua seconda esperienza friulana, che spiegano molto del suo modo di intendere il lavoro che svolgerà con la difesa juventina

“Non sono uno di quelli che pensa che si debba costruire per forza, perché poi succede che ti rubano palla e ti fanno gol… però la palla bisogna anche giocarla! C’è il calcio con la palla e senza palla. In fase difensiva è importantissimo essere una squadra tosta, aggressiva e compatta. A me piacciono le squadre che non subiscono molti gol. Bisogna essere anche bravi a scegliere i giocatori, per cercare di mantenere un equilibrio”.

Insomma, i tanti anni passati in Italia sembrano aver lasciato il segno: giocarla dalla difesa sì, ma senza renderlo un dogma, lavorare tanto per tenere la difesa compatta ed aggressiva ed in generale costruire una squadra equilibrata sapendo scegliere i giocatori per ottenere questo risultato. Il che mi porta a pensare che, insomma, prima del talento singolo per Tudor venga l’equilibrio del collettivo, e che proprio il talento possa eventualmente anche essere sacrificato su questo altare.

Nel contempo, come dimostrato in una intervista al Gazzettino all’epoca del suo primo ed unico ritiro da mister dell’Udinese – l’estate scorsa – Igor non è un allenatore che, in quanto ex difensore, pensa solo a non prenderle:

“Sto provando a dare un po’ di gioco in più, perché negli ultimi anni l’Udinese ha faticato sotto questo punto di vista, salvandosi difendendo sì bene e facendo buone ripartenze, ma proponendo poco nella costruzione del gioco. Ora sto quindi provando a ribaltare questo assioma, perché sento che è la cosa giusta da fare”.

Questa idea di “provare a giocare” non è qualcosa nata ultimamente, ma la espresse in maniera simile già nel 2018 quando, appena sbarcato ad Udine, raccontò alla Gazzetta dello Sport che

Da ex difensore dico che cerco di attaccare, di essere propositivo. La differenza oggi la fa avere un’idea e cercare di trasmetterla a chi alleni. Sono contrario al lancio lungo del centrale, tendo a giocarla”.

Per quanto riguarda il suo ideale di calciatore, una idea la dà ciò che disse all’inizio della scorsa stagione in relazione al suo giovane connazionale Balic, centrocampista talentuoso ma un po’ “inconsistente”:

A me piacciono i giocatori di qualità e lui è uno di quelli. Mi piace chi sa giocare al calcio, non chi recupera palloni. Il bel gioco è determinato da giocatori che sanno giocare a calcio: Balic sa giocare a calcio. Io di questo ragazzo ho detto che se la squadra ha qualità, lui si può esprimere bene. Se si sta dietro a lottare invece non riesce ad esprimersi. Se in mediana metti gente che recupera palloni, non esprimi calcio”.

Insomma, idee abbastanza chiare rispetto al fatto che serva qualità per provare “a giocarla”. Parole che sicuramente faranno piacere al suo nuovo “responsabile”, dato che Pirlo è stato uno dei centrocampisti più qualitativi nella storia dell’intero calcio…

Per quanto riguarda i sistemi di gioco, in Italia Tudor ha utilizzato principalmente il 3-5-2 (in ben 19 occasioni su 24), utilizzando in maniera saltuaria ed estemporanea soluzioni relativamente simili (come il 3-4-3 o il 3-4-2-1) e la linea di difesa a quattro (4-4-1-1 e 4-3-3). Un dato questo molto interessante, perché si vocifera che la Juventus potrebbe tornare alla difesa a 3 (da cui i presunti interessamenti per Gosens ed Hateboer) e l’ingaggio di Tudor potrebbe rappresentare un ulteriore indizio.

Nelle prime 10 gare della stagione appena conclusa la sua Udinese seppe registrare 3 sole vittorie, 1 pareggio e ben 6 sconfitte, segnando la miseria di 5 sole reti (peggior attacco del campionato in quell’arco temporale) a fronte degli 8,57 xG  prodotti (meglio solo della Spal) ed incassando ben 17 reti (quintultima difesa della Serie A), ovvero facendo leggermente peggio dei 16,84 xGA totalizzati. La sua Udinese si era inoltre distinta come una delle squadre contro cui era più semplice “giocarla”: i friulani concedevano infatti mediamente ben 12,63 passaggi per azione, quarto dato peggiore del campionato dopo le tre future retrocesse.

Un rendimento davvero molto negativo, che non andò a premiare quanto di buono fatto nelle ultime dieci gare della stagione precedente, quando l’Udinese raccolse 15 punti piazzandosi di fatto a metà classifica di questa sorta di “minicampionato”.

Dieci gare in cui i friulani segnarono e subirono lo stesso numero di reti, 13, marcando una differenza netta rispetto alla ripartenza di questa stagione, con 8 reti segnate in più e 4 subite in meno. Anche dal punto di vista degli xG la differenza è stata notevole, con ben 11,5 Expected Goals creati (sostanzialmente invariati invece gli xGA, 16,38 ed i PPDA, 11,97).

Nelle quattro gare della stagione 2017/2018, infine, l’Udinese aveva raccolto 7 punti segnando 5 reti ed incassandone 7, producendo ben 7,59 xG (ovvero solo 1 in meno rispetto alle prime dieci partite di quest’anno) e concedendo solo 4,59 xGA. Sostanzialmente simile il dato dei PPDA, ovvero i passaggi concessi per azione: 11,80.

Ufficializzato come viceallenatore, secondo quelli che sono i rumors che vengono riportati dai vari media Igor Tudor dovrebbe concentrare il proprio lavoro principalmente sulla preparazione della difesa/fase difensiva, coordinandosi con le idee di mister Pirlo.

In definitiva, il suo archetipo prevede di proporre calcio dal basso in fase di possesso, senza però forzare troppo questo principio, andando nel contempo a costruire un pacchetto arretrato compatto ed aggressivo. Da capire insomma verso che tipo di proposta lavorerà il nuovo corpo tecnico bianconero. Raccogliendo un po’ di spifferi che girano nell’ambiente calcio mi verrebbe da ipotizzare una difesa a tre molto aggressiva… ma vedremo, può anche essere che nemmeno loro abbiano ancora preso una decisione definitiva (bisogna infatti anche sempre capire cosa porterà il mercato)!