Quindi, Pjaca?4 min di lettura

Il giovane croato è tornato a giocare con la Juventus dopo due anni a dir poco tribolati. Magari si può pensare ad una seconda vita per lui.


Al 72esimo minuto di Porto – Juventus, gara valida per gli ottavi di finale della Champions League 2017, la carriera di Marko Pjaca sembra prendere definitivamente il volo. Il croato è arrivato alla Juventus da pochi mesi, dopo un Europeo scintillante che lo ha reso la “next big thing” del calcio continentale. Al Dragão i bianconeri non riescono a segnare, nonostante il Porto giochi in dieci uomini dalla metà del primo tempo. A mezz’ora dal termine, con il punteggio ancora inchiodato sullo 0 a 0, Allegri decide di mischiare le carte e fa entrare Pjaca al posto di Cuadrado. Cinque minuti dopo il suo ingresso in campo, il croato – defilato sulla destra – accende i propulsori, scambia con Dybala e, dopo un rimpallo fortunato, fulmina Casillas con un destro chirurgico.

In questo gol ci sono tutte le qualità di Pjaca: velocità, tecnica e tiro.

Poche settimane dopo quel gol, Pjaca risponde alla convocazione della nazionale croata e vola a Tallinn per giocare un’inutile amichevole contro l’Estonia. L’inverno baltico è appena finito, il campo è pesantissimo. Nel tentativo di recuperare il pallone, Pjaca fa un movimento innaturale e si lesiona il legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

Il Destino in agguato nei pressi della linea laterale.

La carriera folgorante di un predestinato del gioco s’interrompe su quell’anonimo prato ghiacciato, dove inizia invece un lungo e faticoso calvario fatto di infortuni, interminabili sedute di riabilitazione e dolorose ricadute. Da quel giorno, Pjaca gioca meno di trenta partite (perlopiù spezzoni) in tre anni. A gennaio 2018, dopo averne seguito la rieducazione fisica, la Juventus decide di prestarlo allo Schalke 04, convinta che in Bundesliga il croato possa trovare l’ambiente giusto per recuperare il tempo perduto. Le cose però non vanno come avrebbero dovuto: nella Ruhr Pjaca ha poco spazio e sembra smarrire quella strapotenza fisica e quella fiducia nei suoi mezzi tecnici che a tratti lo rendevano straripante.

Dopo essere rientrato a Torino, all’inizio della stagione 2018/2019 Paratici decide di prestarlo alla Fiorentina, dove gioca diciannove volte (una sola volta per novanta minuti) segnando un solo gol. L’esplosione di Federico Chiesa, di fatto, gli costa il posto da titolare. La sua stagione finisce a marzo, quando in allenamento si rompe un altro legamento crociato anteriore, questa volta quello del ginocchio sinistro. Un colpo durissimo per il morale del ragazzo, che non riesce più a riprendere il filo della sua carriera.

Il ritorno a Torino, quest’estate, sembra solo l’ennesimo intermezzo tra un’altra serie di allenamenti personalizzati e il successivo prestito. Nelle ultime settimane del 2019 il croato ha ricominciato ad allenarsi col gruppo, collezionando una serie di convocazioni che gli hanno permesso di tornare a respirare l’aria del calcio che conta. Martedì, durante la conferenza stampa di presentazione del match di Coppa Italia contro l’Udinese, Sarri ha dichiarato che se si aprissero spazi per Pjaca sarebbe molto contento. «È un ragazzo che ha avuto una sfortuna unica» ha detto il tecnico toscano. «Marko ha dalle potenzialità enormi. A Napoli ci arrabbiammo molto quando firmò per la Juve: lo seguivamo da tempo».

Difficile dire se le dichiarazioni del tecnico toscano aprano alla permanenza di Pjaca fino a giugno. In questi giorni, infatti, si rincorrono le voci di un’altra cessione in prestito durante il mercato di gennaio, in modo da far finalmente giocare con continuità un ragazzo che a maggio compirà 25 anni. È probabile però che la Juventus voglia valutare con attenzione i progetti tecnici delle società interessate, per cercare di tutelare fino all’ultimo istante l’investimento fatto tre anni e mezzo fa. Paratici e lo staff tecnico continuano a stravedere per lui e se è vero che dallo scampolo di partita contro l’Udinese non è possibile trarre conclusioni, di certo si percepisce l’enorme desiderio di rivincita di un calciatore a cui la sfortuna ha scippato una parte importante della carriera. Nelle prossime settimane capiremo se il futuro di Marko Pjaca sarà ancora a tinte bianconere. Soprattutto, capiremo se questo ragazzone dal sorriso timido potrà mai tornare ad essere quel prodigio di rapidità e dribbling che aveva fatto stropicciare gli occhi a tutta Europa.