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	<title>Douglas costa &#8211; AterAlbus II</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>Douglas costa &#8211; AterAlbus II</title>
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		<title>Tridente o no? La sostenibilità dell&#8217;attacco bianconero</title>
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				<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 10:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente &#8230;</p>
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<p><em>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente pesante è sostenibile per la squadra, oppure no.</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Michele Puntillo</strong></p>



<p>Dopo un&#8217;intera estate di lavoro sul 4-3-3, Sarri nella partita esterna contro il Brescia vira sul 4-3-1-2 e sul rombo a centrocampo. Questo non per una presunta preferenza del tecnico toscano, ma per esigenze strutturali della rosa aggravate da vari infortuni sulle corsie esterne (Douglas Costa, Danilo, De Sciglio). In questo contesto, il tecnico ex Chelsea adatta definitivamente Cuadrado nel ruolo di esterno basso e decide così di valorizzare appieno il reparto centrale, pieno zeppo di giocatori di livello.</p>



<p>Il fulcro su cui viene costruita questa evoluzione è Bernardeschi che diventa il titolare indiscusso nel ruolo di trequartista. Questa è una sorpresa se pensiamo che l&#8217;esterno carrarino non sembra avere le caratteristiche per rendere al meglio in quella zona di campo, specialmente in fase di possesso. Ma nelle idee di Sarri probabilmente il suo contributo con la palla è passato in secondo piano, sacrificato sull&#8217;altare dell&#8217;equilibrio tattico. Infatti, l&#8217;ex viola finora è stato importantissimo nel primo pressing e nei ripiegamenti difensivi, contributo reso necessario dall&#8217;attuale roster delle punte. Tre attaccanti di altissimo livello, ma che sicuramente non eccellono nel contributo difensivo, in particolare né in pressing e contro-pressing e né in difesa posizionale.</p>



<p>In peculiari contesti e per spezzoni di partita, Sarri ha però inserito Dybala, Ronaldo e Higuaín contemporaneamente con risultati spesso positivi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png" alt="" class="wp-image-12870" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6-595x688.png 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Così, la suggestione di vedere &#8216;i tre tenori&#8217; dell&#8217;attacco bianconero, insieme dal primo minuto, è diventato un mantra ripetuto da tifosi e media, al quale Sarri ha risposto sempre con una sola parola: &#8220;equilibrio&#8221;.</p>



<p>Ma questo tridente è o no un’ipotesi percorribile? Innanzitutto, bisogna ricordare che il tridente pesante ha sì avuto sempre un ottimo impatto, ma sempre a gara in corso. E questo non è un particolare secondario, parliamo infatti di partite come Inter, Lokomotiv e Bayer spesso tirate dal punto di vista fisico e mentale, dove inserire un campione del calibro di Higuaín e Dybala, con i ritmi degli avversari notevolmente calati, porta in dote un vantaggio notevole.</p>



<p>Diverso è il discorso su un futuro in pianta stabile dei tre, a mio avviso è difficile, ma non impossibile. Sicuramente in questo momento di crescita tecnico-tattica potrebbe essere pericoloso perché aggiungerebbe un ulteriore scompenso ad una squadra che &#8211; seppur stia facendo benissimo &#8211; sta vivendo una rivoluzione tattica per nulla scontata. </p>



<p>Però in futuro con una squadra dal baricentro più alto, magari con una mezzala sinistra più tecnica (Rabiot finalmente pronto? Aggiunte dal mercato?) e con il Bentancur di questo inizio di stagione, con una riaggressione più prossima all’area avversaria, questa ipotesi potrebbe diventare non del tutto peregrina &#8211; almeno in alcuni alcuni match di campionato &#8211; perché costringerebbe gli attaccanti a meno corse lunghe e permetterebbe ai tre di esaltarsi nel contesto in cui hanno pochi eguali al mondo: quello tecnico.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Jacopo Azzolini</strong></p>



<p>Le prime parole di Sarri in conferenza stampa non erano state di circostanza. Nella sua testa, Douglas Costa è uno dei principali pilastri su cui questa Juve sarebbe dovuta ripartire, e d&#8217;altronde non ci sarebbe motivo di spiegarlo: si tratta della principale fonte creativa della squadra nell&#8217;ultimo terzo di campo. Infatti, Sarri è partito da lui, poiché possiede caratteristiche uniche all&#8217;interno della rosa. Nelle prime due partite col brasiliano in campo, la squadra oscillava da un 433 a (soprattutto) un 442 senza palla, in cui l&#8217;ex Bayern agiva largo a destra. Non va infatti mai dimenticato che la scelta di passare al rombo è una conseguenza delle difficoltà del match contro il Verona in cui, senza il brasiliano, era difficile mantenere senza palla un ibrido tra il 433 e il 442, a causa dei movimenti di Ronaldo.</p>



<p>Di conseguenza, l&#8217;introduzione del rombo (effetto diretto dell&#8217;infortunio del brasiliano) ha avuto soprattutto esigenze difensive, per migliorare il pressing. Douglas Costa, oltre a esaltarsi in squadre che difendono in avanti, ti può consentire un maggior equilibrio quando la riconquista alta dà più problemi: come ricorda Sarri, il rombo non è un modulo che permette di schiacciarti, visto che concedi troppo in ampiezza e le mezzali sono costrette ad un lavoro troppo gravoso. Al contrario, il classico 442 può dare una maggiore solidità anche quando sei più basso. D&#8217;altronde, pure nel secondo tempo col Milan, la Juventus si è difesa con il 442 quando il brasiliano è entrato. Costa non solo è totalmente sostenibile, ma è anche necessario per dare efficacia alla squadra.</p>



<p>A mio avviso, il discorso è un altro: se ha senso focalizzarsi nel costruire una Juve pensata su Costa quando invece, purtroppo, si sa già che il brasiliano non giocherò molto. Perché, se manca lui, probabilmente oggi il rombo è il compromesso migliore per le esigenza della squadra, e ci sta che Sarri lavori soprattutto a una Juve in cui Costa non è il titolare.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Massimo Maccarrone</strong></p>



<p>In seguito alla trasferta di Leverkusen in cui decisivo è stato l’ingresso di Paulo Dybala, autore dei 2 assist che hanno consentito a Ronaldo e Higuain di segnare le rispettive reti, per l’ennesima volta in conferenza stampa quest’anno è stato chiesto a Sarri dell’opportunità di schierare il tridente pesante per rendere la squadra più offensiva. La risposta (abbastanza intelligente) è stata che l’essere più o meno offensivi è una questione di mentalità e non dipende dal fatto di avere un attaccante in più o in meno.</p>



<p>Tuttavia Sarri ha anche aggiunto che per vedere in campo contemporaneamente Ronaldo, Dybala e Higuain ci devono essere determinate condizioni. Per esempio, i nove minuti in Inter-Juventus, non sono stati un bel biglietto da visita: lo squilibrio creato da Higuain subentrato a Bernardeschi, portò Sarri a sostituire Dybala con Can poco dopo, visto che la sua posizione da trequartista non garantiva sufficienti coperture in fase di non possesso. Nelle restanti tre occasioni, il trio dei desideri ha permesso di battere Lokomotiv in casa, doppietta di Dybala, di pareggiare col Sassuolo, pareggio raggiunto grazie al rigore procurato dal subentrato Dybala e trasformato da Ronaldo ed infine come si diceva ad inizio articolo di battere il Leverkusen nell’ultima del girone di UCL. La statistica ad oggi è veramente scarsa per trarre delle conclusioni, 93 su 1890 minuti non rappresentato un campione rilevante, per cui l’unica analisi possibile è di tipo qualitativo basata su quello che sin qui si è visto.</p>



<p>In questo inizio di stagione Sarri ha usato Dybala e Higuain come partner di Ronaldo, alternandoli con buoni risultati. Dybala e Higuain hanno giocato insieme prevalentemente in assenza di Ronaldo ad eccezione appunto nei 93’ sopracitati. Il tridente è stato schierato solo in particolari condizioni, in generale Sarri, o ha aspettato un ritmo partita più basso in condizioni di equilibrio, o è stato costretto per rimontare il risultato.</p>



<p>La sensazione è che a questo punto della stagione l’uso che se ne sta facendo è quello corretto. Nel corso di questi mesi, sono stati introdotti un numero elevato di nuovi concetti e principi, la Juve sta mutando pelle e il processo di trasformazione è ancora in corso. La Juve è una squadra alla ricerca del suo equilibrio, a volte affiorano retaggi del passato che la portano a giocare sotto ritmo, quasi a rispolverare il vecchio adagio che la superiorità prima o poi viene fuori. Tuttavia poiché il gioco della Juve profondamente cambiato è fondamentale, per vedere in campo contemporaneamente quei tre in pianta stabile, che la squadra completi il suo processo di trasformazione e maturazione. Serve in definitiva che la squadra rimanga corta e con una occupazione corretta degli spazi, che sia aggressiva nel recupero della palla nelle transizioni negative e che gestisca tanto la fase di possesso quanto quella di non possesso col pensiero di cercare di avere il controllo della palla quanto più a lungo possibile. Questa condizione è necessaria per sfruttare a pieno le doti di un tridente di questo tipo, il cui compito principale deve essere quello di portare frutti alla manovra offensiva e non certo quello di rincorrere gli avversari per lunghi tratti del match.</p>



<p>Affinché ciò si realizzi è essenziale in primis il contributo dei tre attaccanti. Per caratteristiche a Dybala, Ronaldo e Higuain non può essere chiesto di andare a caccia dell’uomo, cosi come Guardiola fa con i suoi attaccanti. In realtà non esiste un solo modo di pressare, e viste le caratteristiche degli attaccanti in rosa sarebbe sufficiente che gli stessi si limitassero a marcare gli appoggi, le linee di passaggio e contribuissero a indirizzare la palla in zona di recupero. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png" alt="" class="wp-image-12865" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png 642w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4-595x335.png 595w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption><em>Situazione di pressing in Leverkusen v Juventus. Bernardeschi, Ronaldo e Higuain marcano gli appoggi e le linee di passaggio, la mezzala esce in aggressione, Pjanic e la linea tengono la squadra corta. </em></figcaption></figure></div>



<p>A questo punto ciò che diventa fondamentale è il lavoro del resto della squadra, a centrocampo il compito più importante spetta alle mezzali, a loro è demandato il lavoro più difficile di aggressione del portatore di palla, a Pjanic e alla linea spetta il compito di tenere la squadra corta e compatta per favorire densità in zona palla e rendere più semplice il recupero. La Juventus, oggi è una squadra in costruzione, la fase di pressione sta funzionando a tratti, basti vedere l’esempio di Lazio-Juventus, nonostante la buona pressione e occupazione degli spazi per 70’, le distanze non sempre sono state ottimali e una squadra estremamente verticale come è la Lazio è riuscita a saltare pericolosamente le linee di pressing.</p>



<p>Sarri, alla ricerca costante dell’equilibrio, al momento aspetta che i ritmi si facciano più bassi per due motivi fondamentali: il primo è di non subire il contro-pressing avversario; il secondo è di usare i suoi attaccanti in pressing e in copertura per quelle che sono le loro caratteristiche. Se da un lato Bernardeschi oggi offre maggiore equilibrio in fase di non possesso, la domanda che Sarri si starà ponendo è se sia il giocatore giusto per esaltare le doti dei suoi due migliori attaccanti: Ronaldo e Dybala. Ciononostante, Bernardeschi non è probabilmente il giocatore ideale a completare il reparto di attacco. Ronaldo e Dybala sono attaccanti a cui piace partire larghi, e spesso Sarri stesso ha lamentato l’incapacità di riempire lo spazio centrale, auspicandone l’occupazione da parte del trequartista o delle mezzali. Tuttavia, per chi scrive, appare chiaro che la naturale evoluzione di questo discorso sia che lo spazio in mezzo lo prenda un vero centravanti, ovvero Higuain. Tanto Dybala quanto Ronaldo hanno bisogno di un riferimento in mezzo che gli crei spazi e che sia pronto a scambiare con rapidi uno-due. Higuain è il riferimento ideale per entrambi e può insieme a Dybala garantire la rifinitura sulla trequarti avversaria. I prossimi mesi senza Champions League e un calendario meno impegnativo saranno fondamentali a trovare la (s)quadra, a Sarri spetterà il difficile compito di mettere in campo il miglior 11 possibile, quello dove dovrebbero esserci insieme CR7, il Pipa e la Joya.</p>
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		<title>Cosa ha detto Lokomotiv Mosca &#8211; Juventus?</title>
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				<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 13:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Innanzitutto, ci ha detto che questa vittoria consegna la qualificazione agli ottavi di Champions League, con due giornate d&#8217;anticipo e con lo status di unica squadra ancora imbattuta in Europa. Inoltre con la sconfitta dell&#8217;Atlético Madrid sul campo del Bayer Leverkusen le possibilità di chiudere il girone al primo posto diventano più concrete. Al netto &#8230;</p>
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<p>Innanzitutto, ci ha detto che questa vittoria consegna la qualificazione agli ottavi di Champions League, con due giornate d&#8217;anticipo e con lo status di unica squadra ancora imbattuta in Europa. Inoltre con la sconfitta dell&#8217;Atlético Madrid sul campo del Bayer Leverkusen le possibilità di chiudere il girone al primo posto diventano più concrete. Al netto di tutte le difficoltà e perplessità che sono legittimamente emerse dopo questo ciclo di partite (e anche da questo match) la Juventus ha centrato il primo obiettivo stagionale ed è in testa alla classifica di Serie A.  Vanno pertanto riconosciuti i meriti di allenatore e giocatori per aver continuato ad ottenere risultati in un periodo di forte cambiamento.</p>



<p>Assodati questi meriti, è però innegabile che la Juventus stia chiudendo questo mini ciclo di sette partite in calando, e offrendo prestazioni poco convincenti. Le vittorie di misura degli ultimi giorni sono state ottenute con grande fatica. Basti pensare <a rel="noreferrer noopener" aria-label="l pareggio contro il Lecce o alla vittoria in extremis contro il Genoa (apre in una nuova scheda)" href="https://www.spreaker.com/user/ateralbus/ma-juventus-genoa" target="_blank">al pareggio contro il Lecce o alla vittoria in extremis contro il Genoa</a>, figlie di prestazioni diverse ma indicative delle difficoltà della squadra in questo periodo. Anche questo match contro il  Lokomotiv Mosca, risolto da una perla di Douglas Costa sul finale di gara, non ha fatto eccezione e ha fatto emergere aspetti sui quali la Juventus dovrà lavorare.</p>


<p><strong>I problemi a palla persa</strong></p>


<p>Probabilmente questa è stata la partita nella quale la Juventus ha fatto maggiore fatica a trovare le corrette contromisure una volta perso il pallone. La riaggressione e il pressing non sono mai stati portati in maniera efficace ma soprattutto la lentezza e la poca attenzione nel ripiegamento hanno offerto alla squadra avversaria grandi spazi per attaccare in campo aperto. Proprio la gestione delle transizioni negative è stata forse il tasto più dolente della prestazione in Russia. In molte circostanze il Lokomotiv si è limitato a far ripartire l&#8217;azione con il portiere e il più rapidamente possibile, per trovare poi un uomo libero e imbastire l&#8217;attacco in campo aperto. Rapido, ma comunque con calma. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/11/Screenshot-15-960x494.png" alt="" class="wp-image-12720" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Screenshot-15-960x494.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Screenshot-15-595x306.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Screenshot-15-768x395.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Screenshot-15-1140x586.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Screenshot-15.png 1866w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Siamo solo al minuto 11 e il Lokomotiv alle spalle ha già ampi spazi a disposizione.  Con un passaggio riesce a tagliare fuori 2 linee e 7 giocatori della Juventus</figcaption></figure></div>



<p>Le responsabilità sono di squadra, ma nello specifico Rabiot e Khedira sono stati veramente troppo lenti nel ripiegare in molte circostanze lasciando da solo Pjanić a dover coprire enormi porzioni di campo. In molte circostanze la mezz&#8217;ala lato palla faceva tanta fatica a ritrovare la posizione in transizione, lasciando la squadra a difendere con 6 o 7 giocatori. </p>



<p>Anche in caso di nessun uomo libero da servire rapidamente  i russi hanno trovato un&#8217;alternativa più che efficace: Eder. Il numero 19 è stato fondamentale per consolidare il possesso e permettere di attaccare le seconde palle contro una squadra lunga e disordinata come la Juve di questa sera. Il portoghese ha vinto numerosi duelli individuali e in particolare Rugani, autore di una prestazione non convincente, ha sofferto molto la fisicità dell&#8217;avversario. Se il pressing, la riaggressione e la gestione delle transizioni negative non sono state ben effettuate, nemmeno la fase di difesa posizionale è stata impeccabile: gli avversari hanno spesso trovato sfogo con un lancio sul lato debole sul quale gli scivolamenti sono stati molto spesso lenti o in ritardo. Non a caso sia il gol sia una delle altre occasioni principali nella prima frazione siano arrivati su cross dal lato piccolo dell&#8217;area di  rigore.</p>


<p><strong>Gli errori di Pjanić</strong></p>


<p>Se giustamente in questa prima parte di stagione le prestazioni del bosniaco sono state elogiate e si è potuto parlare senza troppa remora di consacrazione,  Pjanić contro il Lokomotiv ha commesso molti errori in fase di possesso, alcuni anche abbastanza gravi. Nonostante la Juventus abbia provato, come al suo solito, a manipolare il gioco attraverso una circolazione rapida, a due tocchi, i bianconeri non sono mai sembrati veramente in controllo del match, complice un avversario che è stato subìto anche e soprattutto fisicamente. Ed ecco che a una Juventus non pienamente in controllo hanno seguito alcuni errori, anche banali, del bosniaco a cui francamente non eravamo più abituati</p>


<p><strong>Passare per il centro</strong></p>


<p>Il Lokomotiv Mosca si è schierato in fase di non possesso con un solido 4-4-2 dalle linee abbastanza strette che ha messo in evidenza nuovamente la fatica della Juventus ad attaccare per vie centrali contro una difesa che fa molta densità in mezzo. Tali difficoltà erano emerse già contro il Genoa e la Juventus sembra faticare a trovare alternative. Complice la bassa intensità e la densità avversaria infatti i bianconeri hanno commesso molti errori e spesso si sono affidati ad alcuni lanci di Bonucci o dei terzini da posizione lontana dall&#8217;area di rigore. La Juventus dovrebbe cercare probabilmente di sfruttare maggiormente l&#8217;ampiezza data dai terzini, non tanto per effettuare un crossing-game che sarebbe poco fruttuoso, quanto per allargare le maglie avversarie, disordinarle se possibile, per trovare poi l&#8217;imbucata giusta e creare presupposti pericolosi. E&#8217; chiaro che è necessario essere brillanti fisicamente per dare la corretta intensità agli smarcamenti, alla circolazione del pallone e a un&#8217;eventuale successiva riaggressione. Contro il Lokomotiv tutto questo è venuto a mancare.</p>


<p><strong>La soluzione</strong></p>


<p>In un contesto tattico in cui le vie centrali sono occupate e l&#8217;ampiezza non viene sfruttata adeguatamente è necessario avere giocatori  con qualità nell&#8217;1vs1 in grado di dare creatività e imprevidibilità nell&#8217;ultimo terzo di campo. Douglas Costa risponde perfettamente a questo profilo e nell&#8217;ultimo quarto d&#8217;ora del match si è visto. Il centrocampo bianconero è deficitario, escluso Ramsey, per pericolosità, gol e assist negli ultimi 30 metri di campo. Douglas Costa, se sta bene, è e dovrà diventare una delle fonti di gioco principali della squadra per via di caratteristiche uniche e particolarmente importanti soprattutto in campo europeo. Sarà interessante osservare come interpreterà il ruolo di trequartista che al momento Sarri pare voglia cucirgli addosso, ma molto della stagione passerà anche dai suoi piedi. E&#8217; doverosa una chiosa finale sul gol della vittoria, un misto di velocità, rapidità, tecnica di esecuzione. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/11/Gol-costa-960x540.jpg" alt="" class="wp-image-12721" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Gol-costa-960x540.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Gol-costa-595x335.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Gol-costa-768x432.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Gol-costa-1140x641.jpg 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/11/Gol-costa.jpg 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Un ringraziamento per l&#8217;immagine ad <a href="https://twitter.com/andrelapegna/status/1192350525775384576">Andrea Lapegna</a></figcaption></figure></div>



<p>Dall&#8217;immagine è possibile evidenziare come il movimento di Rabiot in verticale abbia portato via un uomo avversario e abbia creato quel buco in cui il brasiliano sapientemente e rapidamente si è fiondato. Sentiti ringraziamenti anche a Higuaìn per il pregevole colpo di tacco.</p>



<p>Tre punti dopo una partita molto complicata sono sempre benvenuti e sono testimonianza dello spirito di questa squadra. Ora serve una vittoria col Milan per chiudere al meglio questo complicato mini ciclo di partite</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/cosa-ha-detto-lokomotiv-mosca-juventus/">Cosa ha detto Lokomotiv Mosca &#8211; Juventus?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
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		<title>La nostra su: Douglas Costa</title>
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				<pubDate>Mon, 19 Aug 2019 10:29:15 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>La redazione di AterAlbus dice la sua sul talento brasiliano. di Elena Chiara Mitrani La redazione di Ateralbus torna a confrontarsi su un giocatore in particolare: come avvenuto in precedenza con Mandžukić e Dybala, in quest&#8217;articolo vi diremo la nostra su Douglas Costa. Il numero 11 bianconero gode di non pochi estimatori in redazione (c&#8217;è &#8230;</p>
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<p>La redazione di AterAlbus dice la sua sul talento brasiliano.</p>



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<p><strong>di Elena Chiara Mitrani</strong></p>



<p>La redazione di Ateralbus torna a confrontarsi su un giocatore in particolare: come avvenuto in precedenza con <a href="/la-nostra-su-mario-mandzukic/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Mandžukić</a> e <a href="/la-nostra-su-paulo-dybala/">Dybala</a>, in quest&#8217;articolo vi diremo la nostra su Douglas Costa. Il numero 11 bianconero gode di non pochi estimatori in redazione (c&#8217;è anche chi ha deciso di dare al suo cane il nome dell&#8217;esterno brasiliano&#8230;) ma fino a qualche mese fa la sua permanenza alla Juventus non era così scontata. A onor del vero, proposi alla redazione di scrivere &#8220;la nostra su Douglas Costa&#8221; poco dopo l&#8217;addio di Allegri, quando ancora non si sapeva chi sarebbe stato il nuovo allenatore. In quel caso, il punto su cui interrogarsi sarebbe stato: vendereste Douglas Costa o gli dareste una nuova opportunità con un allenatore che lo metta al centro del progetto? Personalmente avrei optato per la seconda opzione, un po&#8217; perché avevo ancora negli occhi le prestazioni di Douglas Costa nella seconda metà della stagione 2017/18, un po&#8217; perché, pragmaticamente, sarebbe stato difficile venderlo in questo mercato senza perderci, dopo i 40 milioni spesi a giugno 2018 per il suo riscatto.</p>



<p>Ciò che è avvenuto nella scorsa stagione è storia nota: gli infortuni, lo sputo, le preferenze di Allegri. Ora abbiamo visto un giocatore che è rientrato prima dalle vacanze per iniziare ad allenarsi, e che  attraverso ogni canale (social, interviste) ha fatto capire al pubblico quanto sia voglioso di cominciare la nuova stagione nella Juventus di Sarri. Il nuovo tecnico ha dichiarato che la sua squadra avrà un sistema strutturato per &#8220;portare su&#8221; il pallone e che i terminali offensivi avranno più libertà.</p>



<p>Unendo i puntini tra le dichiarazioni del tecnico, le qualità di Douglas Costa e quanto visto nelle amichevoli estive, mi aspetto un Costa molto responsabilizzato e lasciato libero di creare situazioni pericolose puntando sulla velocità e sulla sua capacità di saltare sempre l&#8217;uomo. Credo che giocherà prevalentemente a destra per lasciare la fascia sinistra a Ronaldo (c&#8217;è ancora un punto di domanda sulla punta centrale a questo punto del mercato), a sinistra in assenza di CR7 o con spostamento del portoghese al centro, e che in entrambi i casi sarà lasciato libero di aprire il gioco sul lato opposto o di accentrarsi e provare il tiro in caso di partenza da destra.</p>



<p>Incrociando le dita perché Costa si mantenga in buona salute per tutto l&#8217;arco della stagione, sono contenta che il brasiliano avrà un ruolo centrale nella nuova Juventus ma penso anche che sarà necessario trovare altre fonti di gioco sul fronte offensivo. L&#8217;affidamento pressoché totale su di lui e sul suo stato di forma attuale andrà più che bene nelle prime settimane, ma una volta che i meccanismi apportati dal  nuovi tecnico saranno più oliati e che i nuovi si saranno inseriti mi piacerebbe vedere il centrocampo maggiormente coinvolto nella rifinitura e nella creazione di assist. </p>



<p><strong>di Luca Rossi</strong></p>



<p>Da quando è arrivato ho sempre ritenuto che Douglas Costa dovesse essere un giocatore centrale in qualsiasi Juventus, uno dei punti fermi su cui costruire l’ossatura della squadra. E non ho cambiato idea dopo questi due anni in cui, per ragioni diverse, è riuscito a esprimere il suo potenziale solo per pochi mesi. Si tratta di un giocatore con caratteristiche uniche a cui non credo sia possibile rinunciare, soprattutto in campo europeo: capacità superiori nell’1vs1; doti associative notevoli; devastante in campo aperto e abile nello stretto. Insomma, un giocatore di una pericolosità con poche eguali al mondo in qualsiasi fazzoletto di campo. Ho il rammarico di non averlo visto sfruttato a dovere (o meglio, come avrei voluto) in questi due anni, in isolamento sul lato debole.</p>



<p>Un po’ come accaduto al Bayern con Guardiola, anno in cui infatti ha disputato la sua migliore stagione. Tornando al presente, Sarri più volte ha affermato l’importanza del brasiliano nel suo progetto tattico e gli sta affidando anche libertà e compiti creativi inediti, quasi da 10: moltissimi palloni passano da lui, l’uscita in impostazione a destra ha lui come sfogo principale, si deve associare molto coi compagni. Molto bene, condivido, perché significa dare centralità a un giocatore che sa essere decisivo e che in qualsiasi momento può essere pericoloso. Perché funzioni, però, è necessario che col tempo vi siano meccanismi e un’organizzazione di gioco che coinvolgano la punta e i centrocampisti tali da non far gravare gli oneri di creazione solo su Costa, al punto da dipendere solo e soltanto dalle sue giocate. Altrimenti significherebbe non aver fatto passi in avanti rispetto alle stagioni precedenti. Detto questo, e concludo, tanto di questa stagione passerà dalle sue qualità. E non posso che esserne contento. </p>



<p><strong>di Andrea Lapegna</strong></p>



<p>Qui sopra i miei compagni di viaggio hanno delineato un pensiero comune: che Douglas Costa è un giocatore in grado di dare molto di più alla Juventus, e che va dunque messo in condizione di farlo. Per giunta, ha dimostrato di saper fare la differenza in sistemi altamente codificati (il Bayern di Guardiola, lo Shaktar di Lucescu) e anche di essere risolutivo in contesti più eterei (la Juve di Allegri, il Brasile di Dunga e di Tite). Anche secondo me il brasiliano non può non essere un elemento chiave della manovra offensiva.  </p>



<p>Siccome Sarri sembra volersi concentrare su un 4-3-3, vale forse la pena cercare di capire cosa può dare nelle varie posizioni. E in effetti, Douglas Costa sembra essere in grado di occupare sia la casella destra (come fatto in nazionale) che quella sinistra del tridente (come allo Shaktar e al Bayern), fermo restando la sua innata abilità di incidere sia in ripartenza che in fase di possesso palla consolidata.</p>



<p>Un Douglas Costa a sinistra potrebbe offrire le stesse conduzioni in isolamento che fecero impazzire mezza Champions League, e andrebbe chiamato a saltare sistematicamente l&#8217;uomo in porzioni di campo profonde. Sarebbe in grado di mangiare tempi di gioco ai terzini avversari sia in conduzione che in rifinitura, sfruttando al contempo il potenziale devastante della combo &#8220;cross bassi arretrati + Ronaldo in area&#8221;. </p>



<p>Di converso, a destra potrebbe rientrare sul piede preferito sia per provare la conclusione che per provare cross a spiovere. Andrebbe servito di più sui piedi e meno sulla corsa, ma potrebbe combinare efficacemente col rimorchio di Danilo (o Cuadrado, o De Sciglio; chi è il nostro terzino destro? Boh). Per giunta, porterebbe la difesa avversaria a collassare al centro, creando i presupposti sia per le imbeccate dietro la linea che per assist al tiro per i compagni. </p>



<p>Dove lo vedremo quindi? Sebbene la mia preferenza personale vada per il primo scenario, se è vero che Sarri intende dargli più libertà rispetto all&#8217;uso classico da ala allora è probabile che verrà utilizzato con insistenza sul piede invertito. Magari con licenza di entrare dentro (al campo a partire dagli ultimi 20 metri, in modo da non togliere troppa ampiezza alla squadra). Aiuta a risolvere il dilemma la presenza a sinistra, atipica, di Ronaldo. D&#8217;altra parte, questo rimanda alla celebre frase di Guardiola, che Sarri ha ripreso: compito dell&#8217;allenatore è impostare la squadra nei primi 70 metri; quello che accade negli ultimi 30 (cioè rifinitura e finalizzazione) è dovuto all&#8217;interpretazione dei giocatori.  Il sottinteso ovviamente è che l&#8217;esecuzione della prima parte sia perfetta e faciliti dunque, preparandola, la chiusura dell&#8217;azione. Douglas Costa è la materializzazione della seconda parte di questo assunto. </p>



<p><strong>di Kantor</strong></p>



<p>Douglas Costa è un giocatore nato per essere decisivo; e lo è se lo usi come arma tattica nei finali di partita, se lo usi come ala pura in isolamento e anche se lo usi come (pare) lo intenda usare Sarri, ovvero come una sorta di falso dieci con grandissima libertà di azione.</p>



<p>Ma è decisivo ovviamente se si allena, se evita gli stravizi, se evita di infrangersi con la macchina la notte in autostrada e se evita di infortunarsi da solo sulle scale di casa. Io credo che invece di avventurarci in speculazioni sul suo nuovo ruolo (peraltro provato in un paio di amichevoli estive) converrebbe più augurarsi che quest&#8217;anno continui a dare prova della professionalità mostrata in questo inizio stagione. Se questo succede il suo ruolo sarà appunto un dettaglio che lascio volentieri ai tattici e ai fanatici del gioco su carta (o su schermo). Per me, come sempre, basta che funzioni…</p>



<p><strong>di Michele Puntillo</strong></p>



<p>Douglas Costa è a mio avviso un calciatore fondamentale per la Juventus perché ha caratteristiche uniche. Dopo la partenza di Cancelo, è infatti il solo in grado di trovare con continuità e innata facilità la superiorità numerica. E questo, come detto da Luca, è importantissimo soprattutto in campo europeo, dove le partite sono spesso decise dal singolo episodio. La partita con l&#8217;Ajax ne è l&#8217;emblema: la Juve è in difficoltà, entra e &#8220;spacca&#8221; letteralmente la partita.</p>



<p>Ma questo ci porta anche al punto dolente delle ultime due stagioni. Perché Allegri, al netto di pochi mesi di titolarità indiscussa e degli infortuni, l&#8217;ha visto sempre e solo come un grimaldello pregiato, un calciatore capace di ribaltare sempre e comunque le sorti di un incontro. Mi auguro che Sarri possa mettere la centralità del brasiliano tra le questioni non negoziabili di questa stagione (le dichiarazioni e le prime amichevoli sembrano andare in quella direzione), trovando soluzioni tattiche che esaltino l&#8217;ex Bayern, perché un calciatore di questo livello non può accontentarsi di un ruolo da comprimario.</p>



<p>Nel calcio di Sarri, Costa, sarà probabilmente più a suo agio. Perché avrà compiti difensivi meno gravosi e dovrà coprire meno metri di campo, trovandosi quindi con più frequenza vicino l&#8217;area avversaria. Qui sarà decisiva la sua qualità in rifinitura soprattutto per innescare le bocche di fuoco Ronaldo e Dybala (?). Dovendo giocare principalmente sull&#8217;out di destra (citofonare Cristiano), dovrà essere più veloce nella gestione della palla e cercare con meno ossessività il tiro dopo essere rientrato sul piede forte. Saranno importanti gli scambi con il centravanti e le connessioni con Danilo che dovrà garantire l&#8217;ampiezza quando Douglas cercherà fortuna per vie centrali.</p>



<p>Ma tutto è secondario all&#8217;atteggiamento del brasiliano: in queste due stagioni si è spesso speculato (secondo me immotivatamente) sulla sua vita personale, lo si è difeso per il trattamento ricevuto in alcuni frangenti da Allegri, ma alla soglia dei trent&#8217;anni solo Douglas può decidere cosa essere: un incompiuto di livello o un campione. Sta a lui decidere.</p>



<p><strong>di Michele Tossani</strong></p>



<p>Douglas Costa è un talento con grandissimo potenziale. Purtroppo, fino ad ora questo potenziale è rimasto sostanzialmente inespresso. La precedente gestione tecnica riteneva l&#8217;ex Bayern elemento adatto ad entrare a partita in corso piuttosto che dall&#8217;inizio. Con Sarri questo <em>trend </em>dovrebbe modificarsi e Costa potrebbe finalmente avere l&#8217;opportunità di partire nello <em>starting line-up</em>. Spetterà a lui dimostrare di meritarsi questa chance.</p>



<p>Il problema aperto rimane quello della sua collocazione in campo. econdo il sottoscritto, a destra Douglas Costa non rende come sul lato opposto, dove però gioca Ronaldo. Soltanto un eventuale spostamento al centro del portoghese libererebbe la fascia mancina per il brasiliano. Vedremo. La stagione è lunga e ci sarà sicuramente occasione per riparlare di uno dei giocatori più tecnici nel panorama internazionale.</p>
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		<title>La Juventus degli esterni</title>
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				<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 09:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni personali]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Sandro]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, sono molte le cose che cambiano nell’attacco della Juventus: il portoghese è un giocatore differente da Higuaín, con un set di movimenti peculiari e ben determinati, e con un potenziale realizzativo molto diverso. L’attaccante più forte del mondo ha quindi portato in dote la necessità di rivisitare alcuni sistemi di &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, sono molte le </span><a href="/la-collocazione-di-cristiano-ronaldo/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">cose che cambiano</span></a><span style="font-weight: 400;"> nell’attacco della Juventus: il portoghese è un giocatore differente da Higuaín, con un set di movimenti peculiari e ben determinati, e con un potenziale realizzativo molto diverso. L’attaccante più forte del mondo ha quindi portato in dote la necessità di rivisitare alcuni sistemi di gioco della Juventus. Massimiliano Allegri si è trovato tra le mani un giocatore abituato ad essere rifornito di palloni giocabili, ‘tirabili’: nell’evoluzione che l’ha portato sempre più vicino alla porta Cristiano ha progressivamente educato la propria squadra a fornirgli passaggi al tiro con una certa frequenza, a prescindere dalla qualità. Tanto poi ci pensa lui a ripulirli. E possiamo quindi pensare che cercherà lo stesso habitat anche a Torino. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #c8bb9d;">Contesto e Cristiano</span></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">In realtà però questo è tutto il contrario di quanto fatta dalla Juventus dell’anno scorso. Vivendo di strappi, la squadra aveva un atteggiamento teso a determinare prima e lasciare poi libertà creativa e spazio di tiro ai propri fuoriclasse. A riprova di quanto osservabile in campo, per l&#8217;anno scorso la </span><a href="https://understat.com/team/Juventus/2017" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">statistica degli xG</span></a><span style="font-weight: 400;"> parla di 53.72 gol attesi in Serie A a fronte di 82 effettivamente segnati (rigori e autogol esclusi). Un delta gigantesco che siamo stati in grado di spiegare solo con il notevole tasso tecnico degli attaccanti bianconeri. Oltretutto, il </span><a href="https://www.fantagazzetta.com/approfondimenti/numeri/04_06_2018/chi-ha-tirato-di-piu-e-meglio-nella-serie-a-2017-2018-299243" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">volume totale di tiri</span></a><span style="font-weight: 400;"> in Serie A è stato nettamente più basso rispetto alle squadre della </span><span style="font-weight: 400;">parte alta della classifica</span><span style="font-weight: 400;"> (siamo ottavi in questa classifica): 437, un numero che impallidisce rispetto a i 540 del Napoli. Questi dati, pur non spiegando a fondo i principi della manovra offensiva, ne confermano alcune sfumature. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rispetto a Higuaín, Ronaldo ama attaccare la profondità, obbligando la difesa tutta a scendere in basso e allungando il campo giocabile per i compagni, ma sa anche calcare binari più orizzontali, aprendosi in fascia e costringendo la difesa a scalare marcatura di lato; Higuaín, al contrario, ha spiccate tendenze a venire a giocare incontro chiamando fuori dalla linea il singolo difensore, poiché ha bisogno di toccare più palloni possibili per sentirsi coinvolto. Un’altra differenza fondamentale &#8211; quanto meno ai fini di questo articolo &#8211; è la ‘presenza’ in area. Ronaldo ha un gioco aereo unico al mondo (un fondamentale nel quale forse Higuaín peccava) ma anche la notevole abilità di tracciare movimenti a mezzaluna dietro i difensori che stringono verso la porta. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-9131-1" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/08/Ronaldo-goal-vs-Juve.mp4?_=1" /><a href="/wp-content/uploads/2018/08/Ronaldo-goal-vs-Juve.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/08/Ronaldo-goal-vs-Juve.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><i><span style="font-weight: 400;">Questo è un gol a mio avviso molto sottovalutato: il movimento è perfetto (incluso il blocco di Benzema) e la finalizzazione meravigliosa.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Cristiano ha la consapevolezza di dover essere rifornito costantemente di tiri: al Real l’anno scorso in Liga ne prendeva </span><a href="http://www2.squawka.com/comparison-matrix#la_liga/2017/2018/cristiano_ronaldo/862/862/232/0/p%7Cserie_a/2017/2018/gonzalo_higua%C3%ADn/869/869/1839/117/p#total_shots#90" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">in media 6.80</span></a><span style="font-weight: 400;">, un numero enorme, soprattutto se paragonato ai 3.37 di Gonzalo Higuaín (i dati sono parametrati per 90 minuti). Per quanto qualitativamente non fossero tiri eccelsi, ci pensava la sua abilità a rendere qualsiasi </span><i><span style="font-weight: 400;">key pass</span></i><span style="font-weight: 400;"> un pericolo concreto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #c8bb9d;">Manovra offensiva <em>revisited</em></span></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">La previsione e il desiderio del sottoscritto è che per mettere nelle condizioni migliori il proprio giocatore migliore, si provvederà a ristrutturare a fondo l’attacco posizionale. Fino all’anno scorso la manovra offensiva contemplava l’occupazione statica degli </span><i><span style="font-weight: 400;">half space</span></i><span style="font-weight: 400;">: questa strategia vedeva Dybala e l’esterno destro (Costa, o Bernardeschi) rientrare per scambiarsi di posizione con l’argentino e posizionarsi così in porzioni di campo interne, confidando nelle connessioni tecniche dei calciatori di maggior talento; oppure, nel 4-3-3, Dybala e una delle mezzali &#8211; di solito Khedira. L’infortunio di Cuadrado ha sottratto alternative al carnet di Allegri, ma bisogna riconoscere che la staticità degli elementi e la lentezza del giro palla hanno a lungo intasato la trequarti avversaria, producendo i noti problemi di dinamicità. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Già dalla </span><a href="/serie-a-1a-giornata-chievo-juventus-2-3/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">partita contro il Chievo</span></a><span style="font-weight: 400;">, e l’auspicio è che si ripeta con costanza nel corso della stagione, la squadra ha cercato l’ampiezza come raramente le era capitato sotto Allegri. Questo, voglio convincermene, era dettato dalla precisa volontà di crossare il più possibile. I terzini, entrambi dalle doti marcatamente offensive, rimanevano altissimi e larghissimi; la colonizzazione delle fasce è stata certificata anche dall’impiego di due ali sul proprio piede forte, come Costa e Cuadrado: una dichiarazione d’intenti per sfruttare le corsie laterali. È assai probabile che, con le doti da palleggiatore di Bonucci e la presenza contemporanea di Pjanić e magari di Emre Can, si possa demandare la prima costruzione al centro del campo, in cui al massimo potrà entrare a rotazione uno dei terzini, ed evitare in questo modo le lunghe fasi di sterile possesso circolare. In questo contesto i terzini, larghi ed alti, avranno soprattutto il compito di far progredire la manovra, anche &#8211; perché no &#8211; attraverso iniziative personali. D’altra parte </span><a href="/la-scheda-di-joao-cancelo/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">Cancelo è un giocatore perfetto</span></a><span style="font-weight: 400;"> per questo tipo di gioco, e abbiamo ancora negli occhi le progressioni </span><i><span style="font-weight: 400;">swag</span></i><span style="font-weight: 400;"> di Alex Sandro palla al piede. Il <a href="/wp-content/uploads/2018/08/Cancelo-dribbling.mp4">dribbling da fermo</a>, in velocità, con finte di corpo, sterzate, in conduzione, etc, è un fondamentale in cui entrambi i terzini eccellono, e consegne tattiche simili li indurrebbero a coniugare estro ed efficacia, contribuendo a metterli a proprio agio in un sistema che ne esalti le qualità. Oltretutto sia Cancelo che Alex Sandro hanno nelle proprie corde sia la sovrapposizione esterna (</span><i><span style="font-weight: 400;">overlapping</span></i><span style="font-weight: 400;">) che quella in traccia interna (</span><i><span style="font-weight: 400;">underlapping</span></i><span style="font-weight: 400;">). Una soluzione poco utilizzata sinora, ma che porterebbe grandi benefici per sfruttare la superiorità tecnica dei nostri esterni e che sarebbe di ostica lettura per gli avversari. Un ventaglio di soluzioni così ampio si sposerebbe peraltro bene con le altrettanto ricche possibilità offensive.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-9131-2" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/08/Cancelo-underlapping.mp4?_=2" /><a href="/wp-content/uploads/2018/08/Cancelo-underlapping.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/08/Cancelo-underlapping.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><i><span style="font-weight: 400;">Io ci vedo proprio la spensieratezza nelle sue corse in underlapping (salvo poi scorgere un po’ di mesta tristezza quando Costa non lo serve)</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In effetti il gioco verticale &#8211; piuttosto che a rientrare &#8211; si confà molto bene anche a Douglas Costa e a Cuadrado, e certamente porterebbe una mole di palloni sufficiente a sfamare Cristiano là davanti. Impiegati sul proprio piede forte, i due avrebbero un’arma in più nel controllo orientato, nella conduzione e nella costante minaccia del cross per Ronaldo. Per questo a mio parere l&#8217;assetto-tipo della Juventus dovrebbe prevedere i due sudamericani sul proprio lato forte. Ne beneficerebbe l’immediatezza dell’azione, potendo contare su una postura ricettiva ottimale e che anzi sarebbe più che propedeutica per l’attacco del fondo campo. Questa è una novità non da poco, specialmente per Cristiano, che è abituato ad occupare l’area di rigore con costanza: un cross con il piede forte è necessariamente ‘ad uscire’, il che rende molto più facile e potente l’impatto con il pallone dopo aver staccato, dal momento che questo viene incontro all’attaccante (a differenza di un cross a rientrare, dove l’attaccante deve ‘rincorrerlo’ a causa della traiettoria che se ne scappa verso il fondo). L’anno scorso, a parte qualche sporadico episodio, abbiamo sovente visto Costa a destra e Mandžukić in falsa ala a sinistra, dove il primo cercava il secondo: in quelle posizioni specialmente il brasiliano era naturalmente portato a cercare il centro del campo, sia girandovi le spalle che poi con gli scarichi (tanto che Allegri l’ha anche utilizzato come <i>escamotage </i>per risalire il campo ed uscire dalla pressione avversaria). Armi diverse per situazioni diverse, ma io sono sicuro che i nostri esterni si divertirebbero di più a fare a gara di sprint sulla fascia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #c8bb9d;">Bonus tracks</span></h5>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella speranza che voglia costruire relazioni durature e connessioni tecniche <i>on and off the pitch</i>, Allegri ha schierato da subito due coppie tutto sommato interscambiabili. Con l’eccezione di Douglas Costa che proprio non vediamo esterno basso, Cancelo e Cuadrado sanno interpretare egregiamente entrambi i ruoli di ala e di terzino, e lo stesso si può dire di Alex Sandro. L’ecletticità delle coppie ha già portato duetti interessanti nell’ultimo terzo di campo. Tenendo a mente che se il terzino sale moltissimo senza palla l’ala è in qualche modo costretta ad accentrarsi, gli esterni hanno dato vita a scambi esteticamente appaganti in cui confondevano i poveri Tomović e Cacciatore. I terzini clivensi, preso in consegna uno dei due bianconeri, non sapevano se seguirlo fino in fondo o lasciarlo per concentrarsi sull’altro: Cancelo cominciava l’azione da terzino e la concludeva in posizione e con il ruolo dell’ala, e la stessa cosa ha fatto Alex Sandro. Per giunta tutti i nostri esterni hanno un fondo atletico eccellente in grado di soddisfare i requisiti fisici richiesti dal ruolo. Insomma, dopo averne assaggiato il potenziale, non penso di essere pronto ad abbandonare questa idea di potenza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un altro </span><i><span style="font-weight: 400;">leitmotif</span></i><span style="font-weight: 400;"> che non deve essere sottovalutato &#8211; ed ulteriore argomento a favore di un simile assetto &#8211; è l’abilità balistica di Bonucci in difesa. Ripresosi il posto al centro della retroguardia, Bonucci ha già dato saggio delle proprie abilità nei lanci lunghi, una risorsa che tanto era mancata l’anno scorso. Quello che mi preme sottolineare qui è la connessione con Douglas Costa e/o Alex Sandro &#8211; oltre a quella molto più diretta con Cristiano Ronaldo. Come </span><a href="https://twitter.com/_199714424/status/1030851392704053249" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400;">qualcuno ha già rilevato</span></a><span style="font-weight: 400;">, questa linea di passaggio è stata già molto battuta durante il match contro il Chievo. La posizione &#8211; larghissima e soprattutto <em>a sinistra</em> &#8211; di Costa permette a Bonucci di lanciare con l’interno del piede verso la propria sinistra: un calcio che è per natura più forte, più preciso, più teso e dall’esecuzione più immediata che se dovesse lanciare centralmente o sulla propria destra. Ancora meglio con Alex Sandro alto, Bonucci ha una doppia scelta e gli avversari un doppio dilemma; contro squadre che badano per lo più a difendersi, un Cancelo molto alto sul lato destro per giunta gli tira via gli avversari e gli offre la possibilità di avere più spazio per preparare il lancio. Il tutto poi, per mettere un fulmine come Douglas Costa già in situazioni di uno vs uno, di cui il brasiliano va ghiotto. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-9131-3" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="/wp-content/uploads/2018/08/Bonucci-to-Costa.mp4?_=3" /><a href="/wp-content/uploads/2018/08/Bonucci-to-Costa.mp4">https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/08/Bonucci-to-Costa.mp4</a></video></div></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-weight: 400;">Per riuscire a cambiare gioco così velocemente ci voleva Bonucci</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, con una simile rosa a disposizione non bisogna cadere nell’errore dell’integralismo tattico. L’opinione dello scrivente è che le situazioni descritte qui sopra sarebbero armi letali, ma non si possono non menzionare le grandi risorse che parimenti potrebbero dare contributi decisivi durante la stagione. Mandžukić, una <a href="/la-coppia-ronaldo-mandzukic/" target="_blank" rel="noopener">spalla ideale per Ronaldo</a> quando gli permette di aprirsi in fascia, o Bernardeschi, le cui doti da rifinitore sono estatiche</span><span style="font-weight: 400;"> sulla destra, offrono non solo tanta qualità, ma anche alternative tattiche preziose (e la prima di campionato ne è fulgida dimostrazione). Per di più, Massimiliano Allegri ci ha abituati ad un approccio  malleabile, in cui le strutture </span>tattiche soccombono alle esigenze contingenti: ogni speculazione sulla Juventus che verrà è da prendere in maniera molto morbida. Se tanto mi dà tanto però, quest’anno gli esterni rivestiranno un ruolo ben più importante rispetto all’anno scorso, influenzando di fatto lo sviluppo della manovra e rovesciando forse il paradigma offensivo della Juventus.</p>
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<p>È il responsabile del sito e della community di AterAlbus. Vive a Bruxelles e di notte corregge la punteggiatura degli articoli.</p>
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		<title>A che punto è Douglas Costa?</title>
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				<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 17:18:14 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>ll processo d&#8217;integrazione del brasiliano, finora, sta procedendo nella giusta direzione.  L&#8217;azione che porta al gol di Gonzalo Higuaín contro il Napoli &#8211; in una delle migliori prestazioni stagionali della Juventus finora &#8211; è un perfetto esempio della grande qualità offensiva di cui Massimiliano Allegri dispone quest&#8217;anno. In circa 13 secondi, possiamo notare contemporaneamente tre &#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ll processo d&#8217;integrazione del brasiliano, finora, sta procedendo nella giusta direzione. </strong></p>
<p>L&#8217;azione che porta al gol di Gonzalo Higuaín contro il Napoli &#8211; in una delle migliori prestazioni stagionali della Juventus finora &#8211; è un perfetto esempio della grande qualità offensiva di cui Massimiliano Allegri dispone quest&#8217;anno. In circa 13 secondi, possiamo notare contemporaneamente tre cose:<br />
-la bravura di Douglas Costa nel saltare l&#8217;uomo e creare superiorità;<br />
-la tecnica e visione di gioco da parte di Paulo Dybala nel dettare l&#8217;ultimo passaggio;<br />
-l&#8217;ottimo primo controllo ed il tiro a seguire del Pipita.</p>
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<p>Partendo proprio dal brasiliano e dai suoi movimenti durante la transizione offensiva, è possibile comprendere il processo di integrazione del numero 11 bianconero in questa stagione.</p>
<p><b>Trovare spazio</b></p>
<p>Douglas Costa è un giocatore dalle caratteristiche tecniche ben definite (per un approfondimento in merito, rimando all&#8217;ottima <a href="/douglas-costa/">scheda tecnica</a> di Luca Rossi), arrivato alla Juventus per farle fare il salto di qualità in campo internazionale.</p>
<p>Un giocatore unico nel suo genere, che nel Bayern di Pep Guardiola era la variabile impazzita del sistema di gioco dei bavaresi.</p>
<p>Finora l&#8217;ala brasiliana ha giocato poco (per lui 12 presenze in campionato, di cui 7 da titolare, per un totale di 615 minuti), ed in molti si sono lamentati del suo scarso utilizzo finora da parte di Allegri.</p>
<p>Nulla di nuovo sotto il sole: il metodo di lavoro del tecnico livornese con le matricole ormai lo conosciamo tutti. Una cauta gestione del materiale tecnico a disposizione che, alla luce dei fatti, ha quasi sempre dato ragione ad Allegri, e che inoltre è perfettamente coerente con la filosofia predicata da Max in questi ultimi tre anni: la &lt;&lt;<em>halma</em>&gt;&gt; cit.</p>
<p>Io stesso, ad esempio, non nascondo che avrei gradito vederlo in campo più spesso, ma alla fine non posso che dar (giustamente) ragione ad Allegri. La frequente rotazione di uomini, d&#8217;altronde, è necessaria per arrivare a marzo in lotta su tutti i fronti e nella migliore condizione fisica possibile.</p>
<p>L&#8217;abbiamo visto tutti, a Cardiff, quanto conti la condizione atletica ad altissimi livelli: una partita in cui la Juventus è crollata fisicamente, ancor prima che mentalmente e/o tatticamente, affondata sotto i colpi di un Cristiano Ronaldo al top della forma fisica, forse come non mai gli era capitato negli ultimi anni.</p>
<p>In questo senso, Douglas Costa troverà molto più spazio (come già gli sta capitando nelle ultime giornate) da qui a marzo: sia per i sistemi di gioco in uso (4-2-3-1, 3-4-2-1, 4-3-3) che per quanto sta mostrando in campo già adesso.</p>
<p><strong>Imparare a difendere</strong></p>
<p>L&#8217;abilità di Allegri nell&#8217;infondere la disciplina tattica a giocatori generalmente anarchici (Cuadrado, Dani Alves) è una dote spesso poco riconosciuta al coach bianconero.</p>
<p>Douglas Costa, in questo senso, appartiene a tale categoria di giocatori: il brasiliano in passato non ha mai eccelso nella fase difensiva, soprattutto perché molto istintivo e poco prone al ripiegamento.</p>
<p>Contro il Napoli, Costa ha mostrato un&#8217;inaspettata generosità difensiva: i suoi raddoppi interni, sempre precisi e puntuali, sono stati fondamentali per non lasciare De Sciglio in inferiorità numerica contro Insigne e Mario Rui. Proprio da una di queste situazioni, come ben visibile nel video sopra, è iniziata l&#8217;azione dello 0-1, con un recupero palla nei pressi del vertice destro dell&#8217;area di rigore juventina.</p>
<p>Statistiche di <em>Whoscored</em> alla mano, Douglas Costa quest&#8217;anno (in Serie A) effettua 0,8 contrasti a partita: un dato in netta crescita se confrontato agli 0,4 dell&#8217;ultima stagione a Monaco di Baviera. Anche il numero di falli commessi a partita è sensibilmente diminuito, passando da circa uno a partita nella stagione 2015/16 agli attuali 0,3.</p>
<p>Costa non è solo più efficace nella fase difensiva, ma anche più disciplinato. Ciò potrebbe tornare utile nella seconda parte della stagione, soprattutto quando Allegri imposterà le partite in modo più reattivo (in particolare fuori casa), affidandosi a lunghe fasi di difesa posizionale ed alla conduzione palla del brasiliano per risalire velocemente campo. Imparare a difendere e sacrificarsi per i compagni è dunque vitale per Costa, affinché possa svolgere al meglio le mansioni richieste. Quando riuscirà a farlo con la stessa costanza ed intensità fisica/mentale di Mandžukić ma anche di Cuadrado (un giocatore cresciuto tantissimo in questo aspetto), sarà un calciatore completo.</p>
<p><strong>Flash</strong></p>
<p>Dal punto di offensivo invece, le ottime doti del numero 11 non sono scomparse: Costa è attualmente secondo in Serie A per dribbling vinti a partita (2,6), a pari merito con Diego Perotti della Roma e preceduto solo da Alejandro Gomez dell&#8217;Atalanta (3,4).</p>
<p>Nonostante lo scorso minutaggio finora, ha comunque realizzato un gol e 3 assist in Serie A; inoltre è il terzo miglior giocatore bianconero in campionato per passaggi chiave a partita (1,8), preceduto solo da Cuadrado e Pjanić con rispettivamente 2,2 e 2 occasioni create a partita, nonché ventiquattresimo per quanto riguarda la classifica generale.</p>
<p>La sua creatività è la naturale conseguenza della sua eccezionale rapidità di esecuzione ed esplosività nel breve, il che lo rende molto pericoloso in situazioni di uno contro uno.</p>
<p>Costa dà il meglio di sé in situazioni dinamiche, soprattutto quando può puntare l&#8217;uomo in movimento anziché da fermo, ed è un ottimo crossatore sia col mancino (il suo piede forte), che col destro. L&#8217;esperienza precedente con Guardiola, inoltre, ne ha ampliato il set di scelta tattica: può giocare sulle fasce o agire tra le linee, il che spiega perfettamente come il 3-4-2-1 sperimentato da Allegri potrebbe fargli rendere con ottimi risultati, dandogli piena libertà offensiva (sempre nei limiti consentiti dalla disciplina tattica, ovviamente).</p>
<p>Il dato più sorprendente è senz&#8217;altro la precisione nei passaggi: rispetto all&#8217;80,2% di accuratezza nell&#8217;ultima stagione bavarese, il brasiliano ora completa circa l&#8217;86,1% dei passaggi effettuati; un sensibile aumento statistico figlio della valorizzazione tecnica e della ripetizione dei fondamentali, uno dei princìpi cardine del calcio di Allegri.</p>
<p>In conclusione, quello di Douglas Costa è un processo di crescita costante e paziente che ad ora sta procedendo in maniera positiva: in questo momento si sta lavorando sui suoi difetti al fine di limarli; una volta catechizzato dal punto di vista tattico, i futuri moduli ed una maggiore abitudine ai ritmi del calcio italiano renderanno Costa un giocatore imprescindibile nella Juventus che verrà; d&#8217;altronde le basi tecniche su cui lavorare ci sono, ed i numeri oggettivamente che lo confermano.</p>
<p style="text-align: left;">Si può discutere e criticare l&#8217;operato di Allegri (un tecnico <a href="/risultatismo-critiche-e-allegri/">non certo amato</a> da molti tifosi bianconeri) e la gestione del minutaggio di Douglas Costa, ma alla fine dovremmo sempre confrontarci coi fatti ed i risultati, che, in questo momento, sono tutti dalla sua parte; inoltre Allegri non è certamente uno sprovveduto, a mio parere, quindi la situazione attuale non è altro che una fase transitoria necessaria per poter capire al meglio il sistema migliore per questa squadra. L&#8217;importante è che Douglas Costa, ma anche Bernardeschi (ad ora in una condizione simile a quella del brasiliano), continui a lavorare per farsi trovare pronto come sta già facendo adesso: alla Juventus, è giusto ricordarlo, non sono ammesse primedonne, aldilà di eventuali status da <em>top player</em>.</p>
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