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	<title>Dybala &#8211; AterAlbus II</title>
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	<description>About Juventus</description>
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	<title>Dybala &#8211; AterAlbus II</title>
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		<title>La rifinitura della Juve è ancora un problema?</title>
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				<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 08:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Ferrari]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Per quanto la partita con il Cagliari abbia dato indicazioni più che positive in tema di riaggressione, la rifinitura ha mostrato ancora delle lacune. Ma non è facile trovare spazi in campo piccolo. La Juventus ha difficoltà a creare grosse occasioni. La mole di gioco prodotta trova una sorta di &#8220;collo di bottiglia&#8221; in una &#8230;</p>
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<p><strong>Per quanto la partita con il Cagliari abbia dato indicazioni più che positive in tema di riaggressione, la rifinitura ha mostrato ancora delle lacune. Ma non è facile trovare spazi in campo piccolo. </strong></p>



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<p><em>La Juventus ha difficoltà a creare grosse occasioni. La mole di gioco prodotta trova una sorta di &#8220;collo di bottiglia&#8221; in una rifinitura che non è all&#8217;altezza delle altre fasi. Le difficoltà che si sono viste nel primo tempo con il Cagliari a tirare in maniera pulita in porta (viste spesso in stagione) hanno come concausa il baricentro, per la verità molto basso, della squadra avversaria, che rimane corta e copre bene il centro del campo.</em></p>



<p>Ad alcuni è venuto in mente che &#8220;lasciarsi schiacciare&#8221; non è poi un&#8217;idea peregrina, dato che condensando gli spazi è ancora più difficile per i giocatori della Juventus smarcarsi tra le linee. Sarebbe allora forse più conveniente talvolta che in fase di attacco posizionale i difensori facessero circolare palla piu bassi in modo da attirare il pressing avversario e allungare l&#8217;altra squadra?</p>



<p>Sarebbe sicuramente conveniente ma <em>in primis</em> dovrebbe essere d’accordo anche la squadra avversaria. Non è facile in Serie A, contro la Juve, vedere squadre che scelgono di farsi attirare da un palleggio più basso; soprattutto le cosiddette &#8220;piccole&#8221;, preferiscono eventualmente fare contropiede e avere più campo da attaccare. D&#8217;altra parte le difficoltà a trovare spazi dietro il centrocampo la Juventus le ha avute con Udinese, Brescia, Parma, e parzialmente Cagliari. </p>



<p>Di contro, quando la Juve ha avuto la possibilità di attaccare avendo spazi aperti davanti ha sempre fatto molto bene come dimostrano specialmente le partite di Champions. Io credo che la difficoltà in merito alla sterilità offensiva sia imputabile essenzialmente ai noti problemi di rifinitura dei vari Bernardeschi, Ramsey e Douglas Costa, giocatori che fino a oggi e per varie ragioni non sono riusciti ad essere continui e efficaci.</p>



<p>A mio parere, la Juve deve insistere sulla strada intrapresa a inzio stagione ponendosi l’obiettivo di far correre e difendere “male” gli avversari; se c’è qualcosa su un campo di calcio che logora e stanca anche mentalmente, è sicuramente non riuscire mai a prendere la palla. Un ritmo più alto della circolazione, anche da parte delle mezz&#8217;ali e del trequartista, potrà certamente aiutare, ma sono meccanismi che si perfezionano col tempo. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avatarenry-150x150.png" width="100" height="100" alt="Enrico Ferrari" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/enrico-ferrari/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Enrico Ferrari</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Prof. in scienze motorie, ex responsabile del settore giovanile in Lega Pro. Ha ricoperto il ruolo di Osservatore per alcune squadra in Lega Pro ed è direttore tecnico di una scuola calcio.</p>
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		<title>Tridente o no? La sostenibilità dell&#8217;attacco bianconero</title>
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				<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 10:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente &#8230;</p>
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<p><em>In questo inizio di stagione, Dybala, Ronaldo e Higuain hanno garantito all’attacco bianconero 22 gol dei 38 totali (58%) e 8 assist. Sin qui hanno giocato contemporaneamente nel corso di 4 gare per un totale di 93 minuti portando in dote 5 gol realizzati e nessuno subito. Ci siamo chiesti se il tanto desiderato tridente pesante è sostenibile per la squadra, oppure no.</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Michele Puntillo</strong></p>



<p>Dopo un&#8217;intera estate di lavoro sul 4-3-3, Sarri nella partita esterna contro il Brescia vira sul 4-3-1-2 e sul rombo a centrocampo. Questo non per una presunta preferenza del tecnico toscano, ma per esigenze strutturali della rosa aggravate da vari infortuni sulle corsie esterne (Douglas Costa, Danilo, De Sciglio). In questo contesto, il tecnico ex Chelsea adatta definitivamente Cuadrado nel ruolo di esterno basso e decide così di valorizzare appieno il reparto centrale, pieno zeppo di giocatori di livello.</p>



<p>Il fulcro su cui viene costruita questa evoluzione è Bernardeschi che diventa il titolare indiscusso nel ruolo di trequartista. Questa è una sorpresa se pensiamo che l&#8217;esterno carrarino non sembra avere le caratteristiche per rendere al meglio in quella zona di campo, specialmente in fase di possesso. Ma nelle idee di Sarri probabilmente il suo contributo con la palla è passato in secondo piano, sacrificato sull&#8217;altare dell&#8217;equilibrio tattico. Infatti, l&#8217;ex viola finora è stato importantissimo nel primo pressing e nei ripiegamenti difensivi, contributo reso necessario dall&#8217;attuale roster delle punte. Tre attaccanti di altissimo livello, ma che sicuramente non eccellono nel contributo difensivo, in particolare né in pressing e contro-pressing e né in difesa posizionale.</p>



<p>In peculiari contesti e per spezzoni di partita, Sarri ha però inserito Dybala, Ronaldo e Higuaín contemporaneamente con risultati spesso positivi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png" alt="" class="wp-image-12870" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6.png 600w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-6-595x688.png 595w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Così, la suggestione di vedere &#8216;i tre tenori&#8217; dell&#8217;attacco bianconero, insieme dal primo minuto, è diventato un mantra ripetuto da tifosi e media, al quale Sarri ha risposto sempre con una sola parola: &#8220;equilibrio&#8221;.</p>



<p>Ma questo tridente è o no un’ipotesi percorribile? Innanzitutto, bisogna ricordare che il tridente pesante ha sì avuto sempre un ottimo impatto, ma sempre a gara in corso. E questo non è un particolare secondario, parliamo infatti di partite come Inter, Lokomotiv e Bayer spesso tirate dal punto di vista fisico e mentale, dove inserire un campione del calibro di Higuaín e Dybala, con i ritmi degli avversari notevolmente calati, porta in dote un vantaggio notevole.</p>



<p>Diverso è il discorso su un futuro in pianta stabile dei tre, a mio avviso è difficile, ma non impossibile. Sicuramente in questo momento di crescita tecnico-tattica potrebbe essere pericoloso perché aggiungerebbe un ulteriore scompenso ad una squadra che &#8211; seppur stia facendo benissimo &#8211; sta vivendo una rivoluzione tattica per nulla scontata. </p>



<p>Però in futuro con una squadra dal baricentro più alto, magari con una mezzala sinistra più tecnica (Rabiot finalmente pronto? Aggiunte dal mercato?) e con il Bentancur di questo inizio di stagione, con una riaggressione più prossima all’area avversaria, questa ipotesi potrebbe diventare non del tutto peregrina &#8211; almeno in alcuni alcuni match di campionato &#8211; perché costringerebbe gli attaccanti a meno corse lunghe e permetterebbe ai tre di esaltarsi nel contesto in cui hanno pochi eguali al mondo: quello tecnico.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Jacopo Azzolini</strong></p>



<p>Le prime parole di Sarri in conferenza stampa non erano state di circostanza. Nella sua testa, Douglas Costa è uno dei principali pilastri su cui questa Juve sarebbe dovuta ripartire, e d&#8217;altronde non ci sarebbe motivo di spiegarlo: si tratta della principale fonte creativa della squadra nell&#8217;ultimo terzo di campo. Infatti, Sarri è partito da lui, poiché possiede caratteristiche uniche all&#8217;interno della rosa. Nelle prime due partite col brasiliano in campo, la squadra oscillava da un 433 a (soprattutto) un 442 senza palla, in cui l&#8217;ex Bayern agiva largo a destra. Non va infatti mai dimenticato che la scelta di passare al rombo è una conseguenza delle difficoltà del match contro il Verona in cui, senza il brasiliano, era difficile mantenere senza palla un ibrido tra il 433 e il 442, a causa dei movimenti di Ronaldo.</p>



<p>Di conseguenza, l&#8217;introduzione del rombo (effetto diretto dell&#8217;infortunio del brasiliano) ha avuto soprattutto esigenze difensive, per migliorare il pressing. Douglas Costa, oltre a esaltarsi in squadre che difendono in avanti, ti può consentire un maggior equilibrio quando la riconquista alta dà più problemi: come ricorda Sarri, il rombo non è un modulo che permette di schiacciarti, visto che concedi troppo in ampiezza e le mezzali sono costrette ad un lavoro troppo gravoso. Al contrario, il classico 442 può dare una maggiore solidità anche quando sei più basso. D&#8217;altronde, pure nel secondo tempo col Milan, la Juventus si è difesa con il 442 quando il brasiliano è entrato. Costa non solo è totalmente sostenibile, ma è anche necessario per dare efficacia alla squadra.</p>



<p>A mio avviso, il discorso è un altro: se ha senso focalizzarsi nel costruire una Juve pensata su Costa quando invece, purtroppo, si sa già che il brasiliano non giocherò molto. Perché, se manca lui, probabilmente oggi il rombo è il compromesso migliore per le esigenza della squadra, e ci sta che Sarri lavori soprattutto a una Juve in cui Costa non è il titolare.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>di Massimo Maccarrone</strong></p>



<p>In seguito alla trasferta di Leverkusen in cui decisivo è stato l’ingresso di Paulo Dybala, autore dei 2 assist che hanno consentito a Ronaldo e Higuain di segnare le rispettive reti, per l’ennesima volta in conferenza stampa quest’anno è stato chiesto a Sarri dell’opportunità di schierare il tridente pesante per rendere la squadra più offensiva. La risposta (abbastanza intelligente) è stata che l’essere più o meno offensivi è una questione di mentalità e non dipende dal fatto di avere un attaccante in più o in meno.</p>



<p>Tuttavia Sarri ha anche aggiunto che per vedere in campo contemporaneamente Ronaldo, Dybala e Higuain ci devono essere determinate condizioni. Per esempio, i nove minuti in Inter-Juventus, non sono stati un bel biglietto da visita: lo squilibrio creato da Higuain subentrato a Bernardeschi, portò Sarri a sostituire Dybala con Can poco dopo, visto che la sua posizione da trequartista non garantiva sufficienti coperture in fase di non possesso. Nelle restanti tre occasioni, il trio dei desideri ha permesso di battere Lokomotiv in casa, doppietta di Dybala, di pareggiare col Sassuolo, pareggio raggiunto grazie al rigore procurato dal subentrato Dybala e trasformato da Ronaldo ed infine come si diceva ad inizio articolo di battere il Leverkusen nell’ultima del girone di UCL. La statistica ad oggi è veramente scarsa per trarre delle conclusioni, 93 su 1890 minuti non rappresentato un campione rilevante, per cui l’unica analisi possibile è di tipo qualitativo basata su quello che sin qui si è visto.</p>



<p>In questo inizio di stagione Sarri ha usato Dybala e Higuain come partner di Ronaldo, alternandoli con buoni risultati. Dybala e Higuain hanno giocato insieme prevalentemente in assenza di Ronaldo ad eccezione appunto nei 93’ sopracitati. Il tridente è stato schierato solo in particolari condizioni, in generale Sarri, o ha aspettato un ritmo partita più basso in condizioni di equilibrio, o è stato costretto per rimontare il risultato.</p>



<p>La sensazione è che a questo punto della stagione l’uso che se ne sta facendo è quello corretto. Nel corso di questi mesi, sono stati introdotti un numero elevato di nuovi concetti e principi, la Juve sta mutando pelle e il processo di trasformazione è ancora in corso. La Juve è una squadra alla ricerca del suo equilibrio, a volte affiorano retaggi del passato che la portano a giocare sotto ritmo, quasi a rispolverare il vecchio adagio che la superiorità prima o poi viene fuori. Tuttavia poiché il gioco della Juve profondamente cambiato è fondamentale, per vedere in campo contemporaneamente quei tre in pianta stabile, che la squadra completi il suo processo di trasformazione e maturazione. Serve in definitiva che la squadra rimanga corta e con una occupazione corretta degli spazi, che sia aggressiva nel recupero della palla nelle transizioni negative e che gestisca tanto la fase di possesso quanto quella di non possesso col pensiero di cercare di avere il controllo della palla quanto più a lungo possibile. Questa condizione è necessaria per sfruttare a pieno le doti di un tridente di questo tipo, il cui compito principale deve essere quello di portare frutti alla manovra offensiva e non certo quello di rincorrere gli avversari per lunghi tratti del match.</p>



<p>Affinché ciò si realizzi è essenziale in primis il contributo dei tre attaccanti. Per caratteristiche a Dybala, Ronaldo e Higuain non può essere chiesto di andare a caccia dell’uomo, cosi come Guardiola fa con i suoi attaccanti. In realtà non esiste un solo modo di pressare, e viste le caratteristiche degli attaccanti in rosa sarebbe sufficiente che gli stessi si limitassero a marcare gli appoggi, le linee di passaggio e contribuissero a indirizzare la palla in zona di recupero. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png" alt="" class="wp-image-12865" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4.png 642w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/12/image-4-595x335.png 595w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption><em>Situazione di pressing in Leverkusen v Juventus. Bernardeschi, Ronaldo e Higuain marcano gli appoggi e le linee di passaggio, la mezzala esce in aggressione, Pjanic e la linea tengono la squadra corta. </em></figcaption></figure></div>



<p>A questo punto ciò che diventa fondamentale è il lavoro del resto della squadra, a centrocampo il compito più importante spetta alle mezzali, a loro è demandato il lavoro più difficile di aggressione del portatore di palla, a Pjanic e alla linea spetta il compito di tenere la squadra corta e compatta per favorire densità in zona palla e rendere più semplice il recupero. La Juventus, oggi è una squadra in costruzione, la fase di pressione sta funzionando a tratti, basti vedere l’esempio di Lazio-Juventus, nonostante la buona pressione e occupazione degli spazi per 70’, le distanze non sempre sono state ottimali e una squadra estremamente verticale come è la Lazio è riuscita a saltare pericolosamente le linee di pressing.</p>



<p>Sarri, alla ricerca costante dell’equilibrio, al momento aspetta che i ritmi si facciano più bassi per due motivi fondamentali: il primo è di non subire il contro-pressing avversario; il secondo è di usare i suoi attaccanti in pressing e in copertura per quelle che sono le loro caratteristiche. Se da un lato Bernardeschi oggi offre maggiore equilibrio in fase di non possesso, la domanda che Sarri si starà ponendo è se sia il giocatore giusto per esaltare le doti dei suoi due migliori attaccanti: Ronaldo e Dybala. Ciononostante, Bernardeschi non è probabilmente il giocatore ideale a completare il reparto di attacco. Ronaldo e Dybala sono attaccanti a cui piace partire larghi, e spesso Sarri stesso ha lamentato l’incapacità di riempire lo spazio centrale, auspicandone l’occupazione da parte del trequartista o delle mezzali. Tuttavia, per chi scrive, appare chiaro che la naturale evoluzione di questo discorso sia che lo spazio in mezzo lo prenda un vero centravanti, ovvero Higuain. Tanto Dybala quanto Ronaldo hanno bisogno di un riferimento in mezzo che gli crei spazi e che sia pronto a scambiare con rapidi uno-due. Higuain è il riferimento ideale per entrambi e può insieme a Dybala garantire la rifinitura sulla trequarti avversaria. I prossimi mesi senza Champions League e un calendario meno impegnativo saranno fondamentali a trovare la (s)quadra, a Sarri spetterà il difficile compito di mettere in campo il miglior 11 possibile, quello dove dovrebbero esserci insieme CR7, il Pipa e la Joya.</p>
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		<title>3a Champions League: Juventus-Lokomotiv Mosca 2-1</title>
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				<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 11:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Dopo la pausa nazionale e la vittoria interna con il Bologna, è tempo di rituffarsi nella competizione più nobile. La Champions League propone l&#8217;incrocio con la Lokomotiv Mosca, la formazione sulla carta più abbordabile e per di più tra le mura amiche dell&#8217;Allianz Stadium. Una gara da vincere per riagganciare l&#8217;Atlético Madrid in testa al girone. &#8230;</p>
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<p>Dopo la pausa nazionale e la vittoria interna con il Bologna, è tempo di rituffarsi nella competizione più nobile. La Champions League propone l&#8217;incrocio con la Lokomotiv Mosca, la formazione sulla carta più abbordabile e per di più tra le mura amiche dell&#8217;Allianz Stadium. Una gara da vincere per riagganciare l&#8217;Atlético Madrid in testa al girone. </p>



<p><strong>Il tridente </strong></p>



<p>Sarri sceglie di affrontare il terzo turno di Champions League con il 4-3-1-2 di ordinanza, ma con la sorpresa Bentancur nel ruolo di rifinitura. Questa nuova posizione si discosta molto dal ruolo che Sarri aveva pensato per il giovane uruguaiano in estate (centromediano), ma prende spunto dalle buone prestazioni offerte nelle gare passate. La posizione di Bentancur, più centrocampista che attaccante nell’interpretazione del ruolo, ha permesso a Dybala e Ronaldo di muoversi moltissimo sul fronte d’attacco per cercare di smuovere la difesa bassa dei russi. Se Bentancur portava via un avversario, abbassandosi spesso fino a posizionarsi accanto a Pjanić, Dybala e Ronaldo si aprivano molto sui due lati del campo, preparando gli inserimenti di Matuidi e Khedira (che infatti si sono trovati spesso in area).</p>



<p>Il blocco basso con cui la Lokomotiv ha scelto di difendersi, però, ha complicato un po’ la vita al palleggio bianconero. Bentancur ha offerto una buona prova, mostrandosi propositivo e tatticamente molto accorto, ma la necessità di giocare a uno o due tocchi &#8211; e spesso anche spalle alla porta &#8211; ha un po’ limitato la sua partita. Ronaldo e Dybala, dal canto loro, hanno giocato troppo lontani nella prima frazione, e non a caso Sarri ha ritenuto opportuno utilizzare un accentratore di gioco nella trequarti di campo nel secondo tempo. In generale, i tre attaccanti hanno giocato con molta libertà, senza dare punti di riferimento alla zona mista russa: i difensori di Semin sono stati però intelligenti a non aprirsi troppo sui movimenti ad uscire delle due punte, preservando in tal modo la struttura posizionale. </p>



<p><strong>Manovrare con calma. Troppa.</strong></p>



<p>Sebbene la Juventus sia riuscita a costruire delle buone occasioni, il palleggio è rimasto ancorato ad un giropalla troppo lento per poter impensierire l’attenta difesa russa. Disposta su due linee strettissime in un rigido 5-3-2 (o 5-4-1 quando schiacciati), la squadra ospite è scivolata da un lato all’altro del campo con grande diligenza, vanificando il possesso troppo periferico della Juventus. Non è un caso che le occasioni della Juventus siano arrivate quando i bianconeri sono stati in grado di alzare i ritmi: o con una riaggressione precisa e vorace, o con combinazioni strette smarcanti. La stessa capacità dei bianconeri di smarcarsi (peraltro non perfetta sinora in stagione) si è scontrata con le linee strettissime dei russi, rendendo dunque inefficace la ricerca del terzo uomo tra le linee; ci hanno provato Dybala, con fortune alterne, e Bentancur, che però come detto ha peccato in velocità d’esecuzione. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-960x540.png" alt="" class="wp-image-12658" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Alex Sandro con la palla tra i piedi troppo presto e senza opzioni sul corridoio davanti a sé</em></figcaption></figure>



<p>Per questo motivo, l&#8217;enorme mole di possesso palla è stata più significativa ai fini statistici che non per creare i presupposti ai gol. O meglio, con un possesso palla così elevato e con una supremazia territoriale così netta, sarebbe stato opportuno muove la palla più velocemente per sfruttare meglio il vantaggio. </p>



<p>La difesa in questo senso poteva e doveva dare qualcosa di più. Lo smistamento di Bonucci e di de Ligt è stato troppo scolastico, e &#8211; vedendosi precluse le opzioni centrali &#8211; hanno cercato i terzini con troppa fretta, costringendoli a ricevere sempre poco oltre la metà campo. Se la linea difensiva è stata ottima in fase di non possesso disinnescando facilmente i lanci avversari, sarebbe stato lecito aspettarsi un contributo maggiore in fase di possesso. Per onor di cronaca: de Ligt ha vinto 5 duelli aerei su 6 (unico mancato: il gol subito, nel complesso decisamente casuale), Alex Sandro addirittura 6 su 6. </p>



<p><strong>Aprire il gioco?</strong></p>



<p>Tutti questo si è riflettuto in altre situazioni e in altre parti del campo. Nelle fasi di attacco posizionale &#8211; a dire il vero molto prolungate &#8211; la Juventus non riusciva ad allargare le maglie della difesa avversaria per un&#8217;endemica mancanza di ampiezza. Questa è una conseguenza sia del modo di giocare di Sarri (che chiede sempre scientemente densità al centro del campo), sia endogena al modulo adottato &#8211; anche se per la verità si erano intraviste avvisagli anche con quel 4-3-3 atipico con Costa sul piede debole e Ronaldo schierato falsa ala. Entrambi i terzini, unici giocatori deputati ad allargare la manovra, lasciavano una decina di metri abbondante tra sé e la linea dell&#8217;out e l’intera squadra ne ha risentito per le spaziature contratte.  </p>



<p>È una tendenza riconoscibile sia nella fase di non possesso, dove Sarri sta riuscendo a far digerire la zona ai propri terzini per ovviare ai cambi di campo, che soprattutto quando la Juventus ha la palla, dove a mio avviso comporta più scompensi. Le migliori azioni della Juventus hanno sempre trovato sfogo quando i giocatori hanno combinato su traccianti interno-esterno, costringendo la difesa ad uno scivolamento ad elastico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2019/10/Slide2.png" alt="" class="wp-image-12659" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2.png 1280w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/10/Slide2-1140x641.png 1140w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption><em> Il primo gol di Dybala è propiziato sia dal duplice movimento di Ronaldo e di Bentancur ad abbassare la difesa, sia dal doppio scambio tra argentino e colombiano che ha mandato fuori giri lo scivolamento laterale russo, altrimenti molto preciso. </em></figcaption></figure>



<p><strong>I cambi </strong></p>



<p>Sarri è stato bravo ad individuare i punti critici della squadra, trovati senza grosse difficoltà nello scarso contributo delle mezzali, nella gestione dell&#8217;ampiezza in fase di possesso, e infine nella rifinitura. </p>



<p>Alla prima criticità ha ovviato cambiando gli interpreti, un Matuidi inusitatamente confusionario, e un impalpabile Khedira. Se la mossa di attuare una sorta di staffetta d&#8217;oltralpe con Rabiot era in qualche modo preventivabile, questa ha comunque avuto il risvolto positivo di velocizzare la circolazione palla a ridosso della trequarti avversaria, un punto negativo del primo tempo. Invece, l&#8217;ingresso di Higuaín con il contestuale abbassamento di Bentancur nella casella di mezzala ha conservato le positività dell&#8217;uruguaiano mettendolo anche più a suo agio, e ha poi permesso a Sarri di schierare il cosiddetto &#8220;tridente pesante&#8221;.</p>



<p>La versione del 4-3-1-2 della seconda frazione ha mostrato alcuni <em>pattern </em>interessanti: innanzitutto, la casella centrale è stata occupata costantemente da Higuaín in modo da tenere occupati i centrali. In secondo luogo se a Ronaldo veniva data libertà di svariare in orizzontale su tutto il fronte d&#8217;attacco, Dybala ha visto un upgrade dei suoi privilegi sulle tracce verticali. Questo ha portato ancora più densità al centro, ma la qualità migliore del palleggio ha permesso di trovare con successo diverse combinazioni strette in zona 14, che hanno messo in difficoltà la difesa posizionale dei russi. Indecisi se uscire sui movimenti di Higuaín o coprire gli inserimenti degli altri bianconeri, i difensori della Lokomotiv hanno finito per concedere pericolose ricezioni tra le linee. Che alla fine si sono rivelate decisive. </p>



<p>Infine, Alex Sandro e soprattutto Cuadrado sono stati cercati con più insistenza nella seconda frazione, su chiara indicazione dell&#8217;allenatore. Non può essere casuale in effetti che il primo gol sia stato assistito dal colombiano e il secondo sia nato da una conclusione del brasiliano mal respinta da Guilherme. Soprattutto il terzino destro ha giocato una mole impressionante di palloni, ben 151, ed è stato coinvolto con costanza nel secondo tempo, cercando di metterlo in isolamento contro l&#8217;esterno difensivo avversario. In questo modo, Cuadrado è riuscito ad arrivare con buoni tempi sul fondo, anche in zone profonde dell&#8217;area di rigore grazie al fraseggio centrale che ha portato passaggi smarcanti dietro l&#8217;avversario. </p>



<figure class="wp-block-embed-twitter wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="twitter-tweet"><blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p lang="it" dir="ltr">151 &#8211; Juan <a href="https://twitter.com/hashtag/Cuadrado?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Cuadrado</a> ha giocato 151 palloni contro il Lokomotiv Mosca, nessun giocatore della Juventus ha mai fatto meglio in una singola partita di Champions League dal 2003/04 (nuovo formato della competizione). Fulcro.<a href="https://twitter.com/hashtag/ChampionsLeague?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ChampionsLeague</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/JuveLokomotiv?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#JuveLokomotiv</a> <a href="https://t.co/bNcJyYVdCV">pic.twitter.com/bNcJyYVdCV</a></p>&mdash; OptaPaolo (@OptaPaolo) <a href="https://twitter.com/OptaPaolo/status/1186753596945244163?ref_src=twsrc%5Etfw">22 ottobre 2019</a></blockquote></div>
</div></figure>



<p>In definitiva, la Juventus ha giocato una buona gara, &#8216;complicata&#8217; dal gol ospite, assolutamente episodico, e rimasta &#8216;in sospeso&#8217; solo a causa dei gol tardivi ma che sarebbero potuti arrivare ben prima (come ha ricordato Sarri, i 28 tentativi della Juventus sono stati distribuiti lungo tutti i 90 minuti). La cosa più interessante e &#8211; per certi versi positiva &#8211; della serata è che ci sono aspetti precisi da migliorare per la Juventus: su tutti, la ricerca dell&#8217;ampiezza in fase di possesso e il ritmo del palleggio contro squadre che difendono con un blocco basso. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-3.jpg" width="100" height="100" alt="Andrea Lapegna" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/andrea-lapegna/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Andrea Lapegna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È il responsabile del sito e della community di AterAlbus. Vive a Bruxelles e di notte corregge la punteggiatura degli articoli.</p>
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		<title>L&#8217;uomo della terra 5 &#8211; Dybala, le plusvalenze e il disegno tecnico</title>
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				<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 12:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Terruzzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'uomo della Terra (Terruzzi)]]></category>
		<category><![CDATA[cancelo]]></category>
		<category><![CDATA[Dybala]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>L’estate. Il periodo dell’anno in cui essere l’allenatore della Juventus non è il mestiere più logorante nel piccolo universo del calcio italiano. No, in questi mesi, e Pavel Nedved e Fabio Paratici lo stanno scoprendo sulla propria pelle, essere i responsabili del calciomercato juventini deve essere una esperienza di vita in cui vivi a mille &#8230;</p>
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<p>L’estate. Il periodo dell’anno in cui essere l’allenatore della Juventus non è il mestiere più logorante nel piccolo universo del calcio italiano. No, in questi mesi, e Pavel Nedved e Fabio Paratici lo stanno scoprendo sulla propria pelle, essere i responsabili del calciomercato juventini deve essere una esperienza di vita in cui vivi a mille e te ne devi fottere delle reazioni istintive e talvolta anche offensive (vedere alla voce “commenti di tifosi sotto post social della Juventus”).</p>



<p>Il mercato juventino è al centro delle attenzioni in questi giorni. Molti si stanno domandando cosa stanno combinando i due dirigenti, quali piani hanno, perché si muovono così. E una risposta da dare nessuno di noi non la può avere con certezza. L’unica è che la Juventus ha necessità di dare ossigeno al proprio bilancio realizzando delle plusvalenze per sostenere il notevole aumento dei costi dopo l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Ok, e questo lo sappiamo, ma i giovani con cui finanziare il bilancio sono pressoché terminati e in più ci sono i giocatori che non fanno più parte del progetto tecnico da vendere: cosa si fa?</p>



<p>La riposta che l’operato della dirigenza sembra suggerire è questa: vendere chi ha mercato, vendere chi non ti ha convinto totalmente. E quindi Cancelo (“quel fenomeno di Cancelo”) è finito al centro delle trattative di mercato da almeno due mesi e sta andando al Manchester City; Dybala, che è stato il perno commerciale pre CR7, è stato prima a un passo da Manchester United e ora no; Kean&nbsp; è stato ceduto all’Everton e la plusvalenza è stata incassata. La verità nella sua banalità consiste nella relativa facilità con cui si vendono i giocatori giovani, mentre è impresa ardua cedere quelli con una gran carriera alle spalle ma pochi anni ancora da giocare. Quindi, la Juventus, che ha l’esigenza di dover piazzare dei giocatori esclusi dai piani, dovrebbe smetterla di rinnovare a cifre elevate contratti a giocatori con la data di scadenza superata o prossima: aver rinnovato il contratto di Khedira è stata una follia (e ora dovrai liberarlo a zero con buonuscita), come come è stato un errore fare lo stesso con Mandzukic se tu società non lo ritieni fondamentale ma scegli di continuare con lui per volontà del tecnico.</p>



<p>Anche la gestione della trattativa Dybala lascia qualche dubbio. Personalmente ritengo Paulo un giocatore che non è esploso, che si è involuto nelle ultime due stagioni anche per responsabilità sue. Non è un mistero come sia stato ripreso pubblicamente da Nedved nel dicembre 2017 e richiamato a una gestione più professionista della propria vita da atleta; non è un mistero come questo richiamo sia rimasto pressoché inascoltato e come diversi si siano lamentati per l’intensità dei suoi allenamenti. Non sono nemmeno misteriosi gli errori clamorosi commessi da Dybala negli ultimi anni nella gestione commerciale della sua professione con le pessime conseguenze legali ed economiche. Anche in questa trattativa col ManU emergono tutti i suoi limiti professionali &#8211;&nbsp; trattativa che è vera, credetemi, perché la Juventus a smentire una notizia non vera ci mette 5 secondi &#8211; si fa rappresentare da un amico di famiglia che vende auto e non da un superprocuratore, uno dei quali paghi, e pure tanto, per gestire al meglio i tuoi affari. In caso di permanenza sarà poi complicato un rapporto che si è incrinato: se tu credi in un giocatore non lo metti sul mercato per fare cassa, è un tuo intoccabile, vendi altri.</p>



<p>Dybala quindi è stato messo sul mercato. E col ManU si profilava (si profila?) la possibilità di registrare per entrambi i club plusvalenze e di sistemare giocatori non più centrali. Come ha illustrato molto bene il plenipotenziario, Lukaku non è affatto quello scarpone maledetto dipinto dagli esperti di tutti i campionati, anzi è un ottimo centravanti e se dovesse andare all’Inter lo dimostrerebbe, ma non è il giocatore funzionale per il gioco di Sarri, mentre Dybala potrebbe esserlo. Perché allora voler prendere Lukaku? Perché è un giocatore che piace? Perché è un’opportunità?</p>



<p>La realtà come spesso succede è molto più immediata, banale di quanto poi andiamo a ricostruire. La Juventus è una società che compete con le top mondiali, senza avere il fatturato delle rivali. Come è possibile arrivare a questo? Col lavoro sul campo, certo, ma non basta. Per avere una rosa all’altezza delle avversarie la dirigenza deve realizzare sui 100 milioni di euro annui di plusvalenze. Questo fino a quando i ricavi commerciali non saranno esplosi e non lo avranno fatto in maniera definitiva. Ed è una creatura che continua ad alimentarsi: per avere una rosa competitiva devi aumentare i costi, per sostenere i costi devono crescere i ricavi e realizzare le plusvalenze. Esattamente quanto sta succedendo oggi alla Juventus: è arrivato De Ligt per 75 milioni con ingaggio cospicuo, Ramsey e Rabiot che viaggiano su stipendi considerevoli, Danilo non arriverebbe gratis (anzi), così come Demiral non è costato noccioline. Quindi, plusvalenze per sostenere i costi: via Spinazzola, via Kean, Dybala sul mercato, Cancelo in procinto d’andare. Capite tutti perfettamente quale sia la caratteristica in comune: giocatori giovani e giovanissimi, con costo annuo relativamente modesto, plusvalenze che camminano, calciatori che non hanno totalmente convinto e sui quali non si punta.&nbsp;</p>



<p>La logica è questa. Ed è comprensibile. È un dato di fatto. Quello che mi lascia dubbi sono altri aspetti. Per vendere bene devi saper comprare bene. Quindi, gli investimenti notevoli per giocatori over 28-29 anni devono avvenire per dei fuoriclasse nei loro ruoli perché poi diventano un peso e non riesci a venderli senza buonuscita. Lo stesso identico discorso vale per i rinnovi. Quando si acquista, soprattutto, si dovrebbe osservare e rispettare le esigenze del campo. Cosa serve all’allenatore? Cosa manca alla Juventus? È un discorso che si faceva per Allegri e vale lo stesso per Sarri. Perché comprare un attaccante che ha tutte le caratteristiche per non essere funzionale al gioco dell’allenatore? Questi sono errori che la dirigenza ha commesso nel passato, quando si sono acquistati giocatori di valore e di ottimo status, ma che rappresentavano delle opportunità. Matuidi è stato un’opportunità di mercato, lo stesso Mandzukic lo è stato. Alla rosa attuale non servono opportunità ma investimenti mirati: non ci sono per esempio centrocampisti abili a segnare inserendosi &#8211; con quelli a disposizione, eccetto Ramsey, rischi di essere troppo piatto -, così come gli esterni non garantiscono un bottino di reti. Io, personalmente, sacrificherei anche Dybala, Rugani e Cancelo, ma prenderei un centrocampista di livello assoluto e un centravanti più idoneo al gioco di Sarri e che veda la porta.</p>



<p>Tutti questi dubbi e tutte queste speranze sono legittime, ma basta partire dalla realtà dei fatti. A fine mercato vedremo quale sarà stato il piano seguito da Paratici e Nedved e io mi auguro di vedere un disegno in cui si sono seguite le esigenze del campo e dell’allenatore, acquistando anche giocatori che possano non rappresentare un peso per il futuro.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-2.jpg" width="100" height="100" alt="Davide Terruzzi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/davide-terruzzi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Davide Terruzzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È il responsabile dei nostri podcast e di tutta la produzione audio di AterAlbus. Allenatore di calcio Uefa B nel settore giovanile. Conduce due podcast del nostro palinsesto: &#8220;Match Anatomy&#8221; e &#8220;Giovani e Donne&#8221;.</p>
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		<title>Il Sarri-ball e la Juventus che verrà</title>
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				<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 07:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Ferrari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Dybala]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Ronaldo]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>L’arrivo di Maurizio Sarri ha scatenato, come previsto, ogni possibile illazione in merito all’adattabilità dell’allenatore toscano al contesto Juve, sia fuori che dentro il campo. Proprio riguardo alle interpretazioni tattiche della Juventus di Sarri si è scritto e detto molto in questi giorni. L’assunto di base è che il Sarri-ball dovrebbe cambiare profondamente l’aspetto della &#8230;</p>
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<p>L’arrivo di Maurizio Sarri ha scatenato, come previsto, ogni possibile illazione in merito all’adattabilità dell’allenatore toscano al contesto Juve, sia fuori che dentro il campo. Proprio riguardo alle interpretazioni tattiche della Juventus di Sarri si è scritto e detto molto in questi giorni. L’assunto di base è che il Sarri-ball dovrebbe cambiare profondamente l’aspetto della squadra, come è ovvio pensare dato che il nuovo allenatore bianconero è diverso dal suo predecessore.</p>



<p>Da un allenatore (Allegri) che predilige una buona fase difensiva, accompagnata ad un calcio di principi in possesso, si passa infatti ad un altro (Sarri) che cura in modo maniacale entrambe le fasi di gioco. Proprio la differente visione del lavoro richiesto alla linea arretrata potrebbe risultare la differenza più evidente fra la vecchia e la nuova Juve. Con Allegri il riferimento primario per i giocatori della linea arretrata era costituito dall’avversario mentre con Sarri si gioca a zona pura, con la posizione della palla che diventa il principale punto di riferimento per determinare i movimenti della linea. In avanti poi, il sistema di Sarri prevede la costruzione di triangoli attraverso i quali far muovere velocemente il pallone allo scopo di trovare tempo e spazio per penetrare all’interno delle maglie difensive avversarie. Spesso gli half-spaces, come accadeva a Napoli, sono entrambi occupati da due giocatori ad altezze diverse di campo.</p>



<p>Tutto questo, in sintesi, ha caratterizzato il 4-3-3 del nuovo allenatore della Juventus negli anni partenopei e nella stagione appena trascorsa al Chelsea, pur nella <a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="https://sport.sky.it/calcio/europa-league/2019/05/09/chelsea-eintracht-sarri-intervista.html" target="_blank">differenza di interpretazione</a> data fra Napoli e Londra, dovuta alle diverse caratteristiche dei giocatori a disposizione. Perciò, dal momento dell’annuncio di Sarri sono cominciate le speculazioni in merito all’adattabilità della rosa bianconera (indipendentemente dalle evoluzioni del mercato) al 4-3-3 sarriano. Ma Sarri non ha utilizzato soltanto il 4-3-3 in carriera. Non essendo infatti un fondamentalista di un modulo, Sarri ne ha in carriera adottati diversi. Le sue preferenze vanno ultimamente per il centrocampo a tre che non ha più abbandonato dai tempi di Empoli. Qui tuttavia, il modulo adottato non era il 4-3-3 con il quale si è fatto conoscere in Europa ma il 4-3-1-2 col trequartista dietro le due punte. Proprio in Toscana Sarri decise di abbandonare il fino ad allora favorito 4-2-3-1 in favore del rombo di centrocampo, per far convivere insieme Tavano e Maccarone. Scelta fatta in virtù di una evoluzione di pensiero che, oltre che optare in favore di un centrocampo a tre, convinse Sarri ad essere meno rigido tatticamente per venire incontro appunto alle caratteristiche dei giocatori. All’interno di un sistema così strutturato, la squadra empolese cercava di far arrivare palla ai tre riferimenti offensivi (il trequarti e le due punte) adottando soluzioni che variavano a seconda dell’avversario di turno. Già da allora comunque erano visibili alcuni <em>patterns</em> che poi hanno caratterizzato il passato recente di Sarri come, ad esempio, quello che prevedeva un alto utilizzo del play basso davanti alla difesa per veicolare i flussi di gioco della squadra. Non è impossibile che, pur magari con un gioco offensivo meno diretto, Sarri riproponga questa soluzione anche a Torino o, almeno, tenga il rombo come ipotesi alternativa da usare alla bisogna.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2019/06/il-rombo-di-centrocampo-dellempoli-di-sarri-960x474.jpg" alt="" class="wp-image-11758" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/il-rombo-di-centrocampo-dellempoli-di-sarri-960x474.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/il-rombo-di-centrocampo-dellempoli-di-sarri-595x294.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/il-rombo-di-centrocampo-dellempoli-di-sarri-768x379.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/il-rombo-di-centrocampo-dellempoli-di-sarri-1140x562.jpg 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/il-rombo-di-centrocampo-dellempoli-di-sarri.jpg 1437w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Questo modulo potrebbe finire per sfruttare appieno le qualità di Cristiano Ronaldo. Al giocatore portoghese difficilmente potrà essere chiesto, nelle due fasi, un lavoro simile a quello che Sarri ha voluto far fare a Insigne o Hazard: del primo, Ronaldo non ha la capacità di fare con la stessa intensità il lavoro in fase difensiva o di abbassarsi per favorire l’uscita bassa della squadra mentre, del secondo, non possiede la stessa facilità nel dribbling.</p>



<p>Così o Ronaldo giocherà da centravanti oppure Sarri dovrà cucirgli addosso un’altra interpretazione da esterno, diversa da quelle fatte dall’italiano al Napoli e dal belga al Chelsea. Tuttavia, nel primo caso la Juve potrebbe dover sacrificare nuovamente alcuni elementi (Dybala) per supportare un Ronaldo da no.9. Ecco allora che il 4-3-1-2 potrebbe rivelarsi utile per utilizzare Ronaldo sul centro sinistra dell’attacco, in coppia con un’altra punta centrale, magari lo stesso Dybala. Contro le difese a quattro che lavorano più individualmente, gli attaccanti dell’Empoli cercavano di allargare i centrali difensivi per lasciare spazio alle avanzate del trequartista. Proprio dalla rivalutazione di un Ronaldo che, alla fine, con Allegri, ha prodotto in termini realizzativi una delle sue peggiori stagioni in carriera, passerà probabilmente molto dell’eventuale successo dell’esperimento Sarri alla Juventus.Da qui dovrà partire il lavoro del nuovo allenatore della Juventus: dal ridare al portoghese quella dimensione da cannoniere</p>



<p>A centrocampo Ramsey e Bernardeschi potrebbero trovare collocazione tattica come interni <em>box-to-box</em> ma anche con caratteristiche adatte per allargarsi in fase di possesso per ricevere a dare ampiezza alla manovra juventina. Gli stessi movimenti potrebbero essere in parte richiesti anche ad un Milinkovic-Savic o ad un Pogba. Anche Bentancur potrebbe trovare collocazione come interno di centrocampo. Con Pjanic utilizzato da vertice basso, una eventuale schermatura avversaria del bosniaco potrebbe infatti essere superata muovendo in avanti l’ex giallorosso per cambiarsi di posizione con l’uruguaiano, così come accadeva con Valdifiori nell’Empoli. </p>



<p>Detto ciò (e premesso che, allo stato attuale, cioè prima che il mercato entri nel vivo, la Juventus avrebbe comunque già una rosa in grado di far eventualmente utilizzare a Sarri anche il 4-2-3-1) sarà importante che Sarri riesca a portare avanti il lavoro fatto da Allegri nell’ultimo anno sui calci piazzati.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2019/06/IMG_20190619_154320-960x553.jpg" alt="" class="wp-image-11757" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/IMG_20190619_154320-960x553.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/IMG_20190619_154320-595x343.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/IMG_20190619_154320-768x442.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/IMG_20190619_154320-1140x657.jpg 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2019/06/IMG_20190619_154320.jpg 1330w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>I dati forniti da <a href="https://twitter.com/CalcioDatato">@CalcioDatato</a> ci dicono infatti che i bianconeri, nelle ultime tre stagioni con Allegri, hanno trasformato più piazzati in gol rispetto al Napoli ed al Chelsea di Sarri.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avatarenry-150x150.png" width="100" height="100" alt="Enrico Ferrari" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/enrico-ferrari/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Enrico Ferrari</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Prof. in scienze motorie, ex responsabile del settore giovanile in Lega Pro. Ha ricoperto il ruolo di Osservatore per alcune squadra in Lega Pro ed è direttore tecnico di una scuola calcio.</p>
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		<title>Lavagnetta tattica: focus Dybala</title>
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				<pubDate>Sun, 09 Dec 2018 09:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Lapegna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni personali]]></category>
		<category><![CDATA[allegri]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Il risultato non deve mai far dimenticare l’analisi, e certamente non può far sì che la nostra curiosità rimanga insoddisfatta. Per questi motivi è importante sottolineare che la Juventus vista contro l’Inter è una squadra perfettibile, in molti se non tutti gli aspetti del gioco, ed è nostro esercizio scavare per portare tali aspetti alla &#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">Il risultato non deve mai far dimenticare l’analisi, e certamente non può far sì che la nostra curiosità rimanga insoddisfatta. Per questi motivi è importante sottolineare che <a href="/serie-a-15a-giornata-juventus-inter-1-0/">la Juventus vista contro l’Inter</a> è una squadra perfettibile, in molti se non tutti gli aspetti del gioco, ed è nostro esercizio scavare per portare tali aspetti alla luce. La Juventus ha complessivamente giocato col freno a mano tirato, e al netto di alcune ottime prestazioni individuali &#8211; Bentancur, Cancelo, Chiellini &#8211; l’armonia generare ha risentito di qualche imperfezione. Uno degli strumenti meno accordati al contesto è stato Paulo Dybala, la cui performance ha fatto inarcare più d’un sopracciglio. Ed effettivamente l’argentino non ha fornito una prova convincente, né tatticamente né tecnicamente. <br></p>



<p>Allegri ha schierato il 4-3-3 / 4-3-1-2 cui stava facendo la bocca già da tempo. Questo assetto ha l’innegabile vantaggio di giocare con le posizioni mobili di Mandžukić e Cristiano, che spesso si completano nei movimenti sia orizzontali che verticali. Il contraltare è un lavoro extra richiesto alle mezz’ali (che comunque hanno qualità atletiche e profondità polmonare per adempiere al compito) e un ruolo meno intraprendente da parte di Dybala. <br></p>



<p>Il ruolo di Dybala ha fatto discutere perché Allegri l’ha più volte <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4bYicVbdYW0">definito</a> un trequartista, in grado di cucire i reparti e tessere le trame dei passaggi che porteranno (porterebbero) poi alla rifinitura. Lo stesso giocatore si è detto contento della definizione. Contro l’Inter, Dybala ha giocato una delle sue peggiori partite in stagione, a causa dell’assetto stesso della Juventus e ovviamente delle contromisure di Spalletti. <br></p>



<p>Nel primo tempo, la Juventus non ha saputo rompere le linee avversarie con sufficiente costanza e pericolosità. La squadra ha giocato con innaturale frenesia, scaglionandosi in maniera poco omogenea, e attaccando quindi male. Dybala subiva la coppia Mandžukić e Cristiano, adattando i propri movimenti e la propria posizione alla loro, senza tuttavia andare ad occupare la casella più avanzata, come invece aveva fatto in Champions League e in varie uscite in campionato. Per di più, entrambe le punte venivano centrifugate dalla forza gravitazionale esercitata dal pianeta-Cancelo. Questo creava un lato forte &#8211; molto forte &#8211; da cui poi la Juventus aveva difficoltà a far uscire il pallone (la mancanza di un’alternativa di manovra credibile a destra, a causa dell’assenza di Alex Sandro, ha giocato un ruolo importante). Le linee di passaggio si assottigliavano, la squadra non trovava le giuste spaziature, e Dybala ha finito per scomparire dietro il centrocampo avversario. L’argentino è rimasto isolato nelle fasi di possesso dinamico, proprio quelle che in teoria dovrebbe gestire e controllare. Alla fine, è stato utilizzato con efficacia solamente in alcuni cambi di campo. <br></p>



<p>Con un atteggiamento avversario molto aggressivo sull’uomo e le maglie chiuse, Dybala ha faticato poi anche nelle fasi di possesso consolidato, che pur assecondava scendendo sino al centrocampo. Nel primo tempo è sembrato avere un tempo di gioco in ritardo rispetto a Brozović, che controllava benissimo sia lo spazio che l’uomo. Oltretutto, a differenza del 4-2-3-1 in cui giocava tra i reparti l’anno scorso, il rombo di questo 4-3-3 spurio non gli lascia i riferimenti laterali che aveva in Cuadrado e Costa: se prova ad instaurare un dialogo, è tra sordi (tanto più che De Sciglio è stato spostato sul suo lato con obiettivi difensivi, forzandogli ancor di più la convergenza verso Brozović). La prestazione palla al piede di Dybala è stata poi condita da troppi errori, specialmente dei passaggi sbagliati a causa di errate valutazioni spaziali. Finché si tratta di errori tecnici, c’è poco da analizzare, ma vale la pena chiedersi se siano tali perché non è messo nelle migliori condizioni per rendere. <br></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva2-960x540.png" alt="" class="wp-image-9751" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva2-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva2-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva2-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva2-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva2.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Non è un caso che i migliori dieci minuti del primo tempo siano coincisi con l&#8217;unico momento in cui ha saputo occupare la casella di punta vera. </figcaption></figure>



<p>A tal proposito, nei <em>break</em> è sembrato fuori posto. La conduzione in velocità non è specialità della casa, ma la Juventus ha gestito molto male le transizioni positive, almeno nella prima frazione. I centrocampisti hanno impiegato troppo a prendere il tempo agli avversari (e ai compagni), senza accompagnare a dovere l’azione. La Juve ci ha messo del suo, perché in più di un’occasione le transizioni sono state condotte dal tridente in isolamento, con lo stesso Dybala in conduzione. È un errore da matita blu. L’Inter le ha pure controllate discretamente bene: sempre in superiorità numerica, la difesa è stata brava a tenere la linea, così da lasciare i mediani liberi di attaccare il portatore. Per di più, si è avuta anche la “sfortuna” a trovare due giocatori che sanno <em>subire il campo</em>, come Gagliardini e Brozović (la preparazione di Spalletti è stata eccezionale, la lettura in corso un po’ meno). <br></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva1-960x540.png" alt="" class="wp-image-9752" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva1-960x540.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva1-595x335.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva1-768x432.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva1-1140x641.png 1140w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/12/Diapositiva1.png 1280w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Contropiede. Le due punte scappano via (Mandžukić aveva pure aperto un bel corridoio), nessun centrocampista accompagna, per tacere dell&#8217;apporto dei terzini. Dybala si ferma, si rigira, e poi sbaglia l&#8217;appoggio.&nbsp;</figcaption></figure>



<p>Nel secondo tempo, Allegri ha proposto Mandžukić in posizione di quarto di centrocampo, facendo rifiatare Dybala anche dai compiti difensivi (doveva seguire Brozović, che per la verità è stato schermato poco e male, e col nuovo assetto il 77 nerazzurro è stato finalmente fagocitato dal nostro centrocampo). <em>La Joya</em> ha potuto muoversi in porzioni più avanzate, influenzando e finalmente determinando il possesso della Juventus da vera seconda punta, e cioè con una funzione diversa da quella commissionatagli all’inizio. <br></p>



<p>È ormai chiaro che, a mio giudizio, Dybala quel lavoro fatica a farlo. Il 4-3-boh visto contro l&#8217;Inter è anche meno ricco di soluzioni rispetto agli altri sistemi in cui Dybala si è trovato a dover fare da rifinitore. Nel 4-2-3-1 Dybala aveva licenza di scambirsi di posizione con l&#8217;esterno, e a tratti anche con la punta. La Juventus dell’anno scorso ha flirtato pericolosamente con un decubito morboso, e l’argentino era l’unico capace di smuovere quel corpo asettico: il suo sacrificio era stato derubricato a “necessario” e la giustificazione delle circostanze ha trovato ottime sponde anche su questi lidi. D’altra parte, nel 2017/18 non c’erano né Bonucci né Cancelo a tirar su il pallone, Pjanić era impantanato nelle paludi del <em>mediocentro</em>, e non c’era francamente altra soluzione percorribile. Quest’anno la musica è (era?) cambiata, e Dybala aveva innalzato il livello delle sue prestazioni proprio perché ha (aveva?) una funzione molto diversa da quella cui ha cercato di adempiere contro l&#8217;Inter. Ricordate quando a settembre si discuteva del “Dybala in sovrappeso”? E invece quando Allegri l’ha restituito al ruolo di punta tutti questi discorsi da bar sono tornati ad essere tali? Adesso questo nuovo, brevissimo, periodo d’ombra sta coincidendo col suo retrocedere a ruolo di raccordo. Con ancor meno supporto. La sensazione personale è che Allegri abbia annusato il fiato corto dei centrocampisti e abbia così rimpolpato il reparto con un giocatore supplementare. <br></p>



<p>Ma non dobbiamo avere paura di dire che Dybala quel lavoro fatica a farlo perché, a dispetto del numero che porta sulle spalle, Dybala non è un trequartista. Inoltre, per quanto si sia abusato della locuzione “rifinitore” per descriverne il ruolo, Dybala non è neanche quello: non ha particolari doti nella rifinitura, non sforna assist e <em>key passes</em> a iosa, non vede e non premia i movimenti dei compagni come altri top del ruolo. Lui vede la porta, e anche bene. Mister, non mi costringa a scrivere un articolo “equivoco Dybala” <a href="/equivoco-pjanic/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Ma non dobbiamo avere paura di dire che Dybala quel lavoro fatica a farlo perché, a dispetto del numero che porta sulle spalle, Dybala non è un trequartista. Inoltre, per quanto si sia abusato della locuzione “rifinitore” per descriverne il ruolo, Dybala non è neanche quello: non ha particolari doti nella rifinitura, non sforna assist e key passes a iosa, non vede e non premia i movimenti dei compagni come altri top del ruolo. Lui vede la porta, e anche bene. Mister, non mi costringa a scrivere un articolo “equivoco Dybala” come fu con Pjanić. Mettiamoci d’accordo prima, shall we? (apre in una nuova scheda)">come fu con Pjanić</a>. Mettiamoci d’accordo prima, <em>shall we</em>?</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-3.jpg" width="100" height="100" alt="Andrea Lapegna" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/andrea-lapegna/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Andrea Lapegna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È il responsabile del sito e della community di AterAlbus. Vive a Bruxelles e di notte corregge la punteggiatura degli articoli.</p>
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		<title>La Juve, la rifinitura e il chiudere le partite</title>
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				<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 08:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Terruzzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;unica finora sconfitta stagionale, quella rocambolesca col Manchester United, è stata vissuta dallo spogliatoio bianconero come una grande lezione da fare propria, un&#8217;esperienza negativa sulla cui base costruire delle analisi per comprendere i propri errori e correggere questi difetti. Le stesse parole di capitan Chiellini hanno evidenziato il manifestarsi di difficoltà nella rifinitura, un fattore, &#8230;</p>
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<p>L&#8217;unica finora sconfitta stagionale, quella rocambolesca col Manchester United, è stata vissuta dallo spogliatoio bianconero come una grande lezione da fare propria, un&#8217;esperienza negativa sulla cui base costruire delle analisi per comprendere i propri errori e correggere questi difetti. Le stesse parole di capitan Chiellini hanno evidenziato il manifestarsi di difficoltà nella rifinitura, un fattore, non l&#8217;unico, che non ha finora consentito alla Juventus di vivere con maggiore tranquillità i minuti finali delle partite. La squadra d&#8217;Allegri non chiude le gare, una considerazione che emerge e prende forza valutando due dati statistici: come fatto notare da Antonio Corsa su Twitter, nelle 12 partite di campionato, e quindi su 1080&#8242;, i bianconeri sono stati in vantaggio di almeno 2 gol per 190&#8242;; meglio in Champions, dove su 360&#8242; la Juve è stata avanti di 2 reti per 106&#8242;. Numeri che vanno ovviamente accompagnati all&#8217;analisi e alla comprensione di quello che succede sul campo: per quale motivo la Juventus non riesce a chiudere le partite? Non esiste una sola risposta, ma ci sentiamo di poter depennare quella più semplicistica, perché sconfessata dalle gare stesse: no, i bianconeri non chiudono le partite perché rinunciano ad attaccare, perché cercano i colpi di fioretto, i tacchi; basti vedere le ultime tre occasioni in cui si è giocato per osservare come la Juventus sia andata molte volte vicine a segnare, concedendo invece assai poco. Un altro dato ci viene in soccorso e aiuta a inquadrare al meglio la questione: prima della gara col Milan, la formazione d&#8217;Allegri viaggiava con una media di 2.3 xG in campionato (e di 2xG in Champions), mentre coi rossoneri tale numero si è abbassato a 1.5; come ha fatto giustamente notare <a rel="noreferrer noopener" aria-label="L'unica finora sconfitta stagionale, quella rocambolesca col Manchester United, è stata vissuta dallo spogliatoio bianconero come una grande lezione da fare propria, un'esperienza negativa sulla cui base costruire delle analisi per comprendere i propri errori e correggere questi difetti. Le stesse parole di capitan Chiellini hanno evidenziato il manifestarsi di difficoltà nella rifinitura, un fattore, non l'unico, che non ha finora consentito alla Juventus di vivere con maggiore tranquillità i minuti finali delle partite. La squadra d'Allegri non chiude le gare, una considerazione che emerge e prende forza valutando due dati statistici: nelle 12 partite di campionato, e quindi su 1080', i bianconeri sono stati in vantaggio di almeno 2 gol per 190'; meglio in Champions, dove su 360' la Juve è stata avanti di 2 reti per 106'. Numeri che vanno ovviamente accompagnati all'analisi e alla comprensione di quello che succede sul campo: per quale motivo la Juventus non riesce a chiudere le partite? Non esiste una sola risposta, ma ci sentiamo di poter depennare quella più semplicistica, perché sconfessata dalle gare stesse: no, i bianconeri non chiudono le partite perché rinunciano ad attaccare, perché cercano i colpi di fioretto, i tacchi; basti vedere le ultime tre occasioni in cui si è giocato per osservare come la Juventus sia andata molte volte vicine a segnare, concedendo invece assai poco. Un altro dato ci viene in soccorso e aiuta a inquadrare al meglio la questione: prima della gara col Milan, la formazione d'Allegri viaggiava con una media di 2.3 xG in campionato (e di 2xG in Champions), mentre coi rossoneri tale numero si è abbassato a 1.5; come ha fatto giustamente notare Fabio Barcellona, la Juve tira tanto, seconda sola al Manchester City, e prende dei buoni tiri, quindi è razionalmente pensabile dedurre che, mantenendo costante questa qualità offensiva, Cristiano Ronaldo e compagni segneranno maggiormente e conseguentemente le partite verranno chiuse prima. Esistono però concreti margini di miglioramento nella fase di rifinitura, quella in cui si cerca di liberare e smarcare un giocatore per il tiro. Ed è questo su cui vogliamo soffermarci. (apre in una nuova scheda)" href="https://www.ultimouomo.com/juventus-manchester-united-1-2/" target="_blank">Fabio Barcellona</a>, la Juve tira tanto, seconda sola al Manchester City, e prende dei buoni tiri, quindi è razionalmente pensabile dedurre che, mantenendo costante questa qualità offensiva, Cristiano Ronaldo e compagni segneranno maggiormente e conseguentemente le partite verranno chiuse prima. Esistono però concreti margini di miglioramento nella fase di rifinitura, quella in cui si cerca di liberare e smarcare un giocatore per il tiro. Ed è questo su cui vogliamo soffermarci.</p>



<p>Il gioco della Juventus è stato analizzato con sapienza e competenza anche su queste pagine e nel corso delle puntate del nostro podcast, ma è utile fare un breve riepilogo prima di addentrarci dentro la questione rifinitura. Un gioco basato sulla fluidità, quella capacità di cambiare sistema di gioco tra la fase di possesso e quella di non possesso, un&#8217;organizzazione che si basa sui principi, un sistema in cui si dà risalto alla posizione da occupare e non ai ruoli. Un calcio maggiormente proattivo, basato sul controllo del pallone, fondato sul possesso palla, una manovra che esce pulita dalla difesa, giocando una fase offensiva in cui si riesce con relativa facilità a disordinare e destrutturare le difese avversarie; un calcio dove esiste una zona forte, quella di destra dove si trovano anche Bonucci e Cancelo, in cui si cerca di far avanzare il pallone, creando zone di superiorità numerica e posizionale, mentre la sinistra viene lasciata più libera tatticamente, con Alex Sandro chiamato a giocare sempre più da ala. Una Juventus che crea molto di più, in cui la fluidità è uno dei mantra con continui scambi di posizione, in grado di liberare spazi grazie alla superiorità nella zona del pallone, e che pertanto porta anche a situazioni di gioco in cui gli attaccanti sono defilati e arretrati, mentre l&#8217;area è occupata dalle mezzali che si son buttate nello spazio liberato: l&#8217;azione che porta al palo di Khedira nell&#8217;ultimo Juventus-Manchester United ne è il manifesto. Una squadra, quella d&#8217;Allegri, che sfonda molto di più sulle fasce rispetto agli anni scorsi, col numero di cross che si è impennato: come <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Il gioco della Juventus è stato analizzato con sapienza e competenza anche su queste pagine e nel corso delle puntate del nostro podcast, ma è utile fare un breve riepilogo prima di addentrarci dentro la questione rifinitura. Un gioco basato sulla fluidità, quella capacità di cambiare sistema di gioco tra la fase di possesso e quella di non possesso, un'organizzazione che si basa sui principi, un sistema in cui si dà risalto alla posizione da occupare e non ai ruoli. Un calcio maggiormente proattivo, basato sul controllo del pallone, fondato sul possesso palla, una manovra che esce pulita dalla difesa, giocando una fase offensiva in cui si riesce con relativa facilità a disordinare e destrutturare le difese avversarie; un calcio dove esiste una zona forte, quella di destra dove si trovano anche Bonucci e Cancelo, in cui si cerca di far avanzare il pallone, creando zone di superiorità numerica e posizionale, mentre la sinistra viene lasciata più libera tatticamente, con Alex Sandro chiamato a giocare sempre più da ala. Una Juventus che crea molto di più, in cui la fluidità è uno dei mantra con continui scambi di posizione, in grado di liberare spazi grazie alla superiorità nella zona del pallone, e che pertanto porta anche a situazioni di gioco in cui gli attaccanti sono defilati e arretrati, mentre l'area è occupata dalle mezzali che si son buttate nello spazio liberato: l'azione che porta al palo di Khedira nell'ultimo Juventus-Manchester United ne è il manifesto. Una squadra, quella d'Allegri, che sfonda molto di più sulle fasce rispetto agli anni scorsi, col numero di cross che si è impennato: come ha scritto Luca Bianchin, in queste 12 partite di campionato sono stati effettuati 255 cross, 21 a partite, 1 ogni 4 minuto. Ed è normale se si pensa alla qualità dei giocatori che si muovono preferibilmente sulle zone esterne: da Alex Sandro a Cancelo, da Douglas Costa a Cuadrado, passando per i vari Bernardeschi e Cristiano Ronaldo, Allegri può contare su una ricca batteria in grado di offrire qualità alta nella varietà di soluzioni. (apre in una nuova scheda)" href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/18-11-2018/juve-signora-mette-ali-piu-cross-cristiano-ronaldo-310544001542.shtml" target="_blank">ha scritto</a> Luca Bianchin, in queste 12 partite di campionato sono stati effettuati 255 cross, 21 a partite, 1 ogni 4 minuti. Ed è normale se si pensa alla qualità dei giocatori che si muovono preferibilmente sulle zone esterne: da Alex Sandro a Cancelo, da Douglas Costa a Cuadrado, passando per i vari Bernardeschi e Cristiano Ronaldo, Allegri può contare su una ricca batteria in grado di offrire qualità alta nella varietà di soluzioni.</p>



<p>Il cross, quindi, come una delle principali armi per creare occasioni da rete, ma ovviamente non è l&#8217;unica: qualche settimana fa avevamo parlato dei miglioramenti necessari per leggere più precisamente i movimenti senza palla di Cristiano Ronaldo ed è una situazione che si sta definendo grazie alla maggiore conoscenza tra i giocatori, specialmente per quanto riguarda l&#8217;attacco della profondità: Bonucci e Pjanić cercano il campione portoghese con maggiore frequenza e precisione, come testimoniato dal gol col Manchester United e da altre azioni costruite in questa maniera.</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img src="/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-19-14.25.42.png" alt="" data-id="9708" data-link="https://www.ateralbus.it/?attachment_id=9708" class="wp-image-9708" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-19-14.25.42.png 947w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-19-14.25.42-595x330.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-19-14.25.42-768x426.png 768w" sizes="(max-width: 947px) 100vw, 947px" /></figure></li></ul>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/miljuv1.png" alt="" class="wp-image-9695" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv1.png 952w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv1-595x330.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv1-768x426.png 768w" sizes="(max-width: 952px) 100vw, 952px" /></figure>



<p>Ma che cosa s&#8217;intende per rifinitura? Qualsiasi allenatore, a qualsiasi livello, &nbsp;deve essere in grado d&#8217;organizzare una fase offensiva varia e imprevedibile che riesca a esaltare le qualità dei singoli per arrivare con produttività al tiro. Una fase di possesso si caratterizza essenzialmente in quattro diverse parti: post conquista del pallone, costruzione, rifinitura, conclusione (finalizzazione). La rifinitura è essenzialmente, come già scritto sopra, la situazione in cui si cerca di smarcare un compagno al tiro. Le principali tecniche possono essere  schematizzate così: dribbling, assist sul taglio del compagno, combinazione, sponda, sovrapposizione, cross; sono tutte quelle soluzioni che servono a generare superiorità numerica e posizionale per trarre vantaggio in un&#8217;altra zona del campo dove il compagno si è liberato. È chiaramente una fase strettamente legata alla strategia difensiva adottata dall&#8217;avversario: è diverso giocare contro una squadra che si difende nella propria trequarti rispetto a una che tiene il baricentro più alto; se nel primo caso si tende ad aggirare il muro andando sulle fasce, nel secondo si può cercare con maggiore produttività il passaggio in profondità. La rifinitura, quindi, richiede un elevato tasso di lettura da parte delle squadre e degli stessi singoli, ed è la fase in cui l&#8217;organizzazione collettiva costruisce la base sulla quale poggiano le capacità tecniche e tattiche individuali. Lettura ed esecuzione, sincronia dei movimenti rappresentano l&#8217;essenza per avere un&#8217;efficace rifinitura. Ed è qui che la Juventus trova la zona in cui deve operare con maggior profitto, limando i difetti finora emersi, limiti che sono fotografati e fissati dall&#8217;analisi delle ultime tre partite disputate: Juventus-Cagliari, Juventus-Manchester United, Milan-Juventus.</p>



<p>Con la formazione di Maran, i bianconeri trovarono immediatamente il vantaggio, cercando poi con insistenza il raddoppio nei dieci minuti successivi alla segnatura di Dybala prima di rallentare; dopo il momentaneo pari e l&#8217;autogol che riporta in vantaggio i padroni di casa, il secondo tempo è caratterizzato dalla ricerca della rete della sicurezza, gol che arriverà solo nel finale. Questo <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Con la formazione di Maran, i bianconeri trovarono immediatamente il vantaggio, cercando poi con insistenza il raddoppio nei dieci minuti successivi alla segnatura di Dybala prima di rallentare; dopo il momentaneo pari e l'autogol che riporta in vantaggio i padroni di casa, il secondo tempo è caratterizzato dalla ricerca della rete della sicurezza, gol che arriverà solo nel finale. Questo video&nbsp; (apre in una nuova scheda)" href="https://streamable.com/kh3sm" target="_blank">video</a>&nbsp;testimonia tutte le situazioni in cui i bianconeri sono arrivati alla creazione di potenziali palle gol senza però concretizzarle, ma queste immagini sono ancora più utili per la nostra analisi:</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvecag1.png" alt="" class="wp-image-9691" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag1.png 948w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag1-595x332.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag1-768x429.png 768w" sizes="(max-width: 948px) 100vw, 948px" /><figcaption>De Sciglio compie la sovrapposizione interna mentre avrebbe dovuto passare alle spalle di Ronaldo (complice il controllo perfetto dell&#8217;ex Real); il portoghese rallenta l&#8217;azione non servendo Matuidi.&nbsp;</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvecag2.png" alt="" class="wp-image-9690" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag2.png 950w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag2-595x333.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag2-768x430.png 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /><figcaption>L&#8217;area non è riempita. Sovrapposizione esterna puntuale, cross per il compagno a rimorchio (che non c&#8217;è).</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvecag3.png" alt="" class="wp-image-9689" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag3.png 953w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag3-595x333.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag3-768x430.png 768w" sizes="(max-width: 953px) 100vw, 953px" /><figcaption>Esecuzione non pulita da parte di Cuadrado</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvecag4.png" alt="" class="wp-image-9688" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag4.png 954w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag4-595x330.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvecag4-768x426.png 768w" sizes="(max-width: 954px) 100vw, 954px" /><figcaption>Cuadrado va in tilt e non sa cosa fare. Diversi errori: Cancelo avrebbe potuto compiere una sovrapposizione esterna, così come il colombiano avrebbe potuto servire subito Dybala.</figcaption></figure>



<p>La gara col <a href="https://streamable.com/g95js" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="La gara col Manchester United è quella maggiormente ricca di errori collettivi e individuali. È una partita in cui il piano studiato a tavolino sembra prevedere la ricerca costante dell'ampiezza per poi andare al cross cercando di giocare il pallone sul compagno a rimorchio: il risultato è stato quello di una Juventus che è riuscita a sfondare puntualmente sulle fasce non riuscendo però a concretizzare i vantaggi creati. (apre in una nuova scheda)">Manchester United</a> è quella maggiormente ricca di errori collettivi e individuali. È una partita in cui il piano studiato a tavolino sembra prevedere la ricerca costante dell&#8217;ampiezza per poi andare al cross cercando di giocare il pallone sul compagno a rimorchio: il risultato è stato quello di una Juventus che è riuscita a sfondare puntualmente sulle fasce non riuscendo però a concretizzare i vantaggi creati.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu.png" alt="" class="wp-image-9696" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu.png 953w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu-595x329.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu-768x425.png 768w" sizes="(max-width: 953px) 100vw, 953px" /><figcaption>Bentancur e Cuadrado indicano chiaramente ad Alex Sandro cosa fare: passare la palla a Pjanić, un passaggio all&#8217;indietro che avrebbe mosso la difesa avversaria permettendo ai compagni di liberarsi con più facilità.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu2.png" alt="" class="wp-image-9697" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu2.png 952w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu2-595x329.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu2-768x424.png 768w" sizes="(max-width: 952px) 100vw, 952px" /><figcaption>Nel momento in cui Bentancur fa partire il cross nessuno dei giocatori in area si è smarcato e avrebbe potuto rallentare, prendendo una pausa, per analizzare al meglio la situazione permettendo ai compagni di liberarsi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu5.png" alt="" class="wp-image-9698" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu5.png 949w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu5-595x329.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu5-768x424.png 768w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /><figcaption>L&#8217;episodio chiave, il manifesto degli errori individuali in rifinitura. Incomprensibile l&#8217;errore di Cuadrado</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu4.png" alt="" class="wp-image-9699" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu4.png 949w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu4-595x329.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu4-768x425.png 768w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /><figcaption>Non la migliore soluzione da prendere. La lettura migliore sarebbe stata quella di dare la palla a Khedira, oppure servire Cuadrado sul secondo palo.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu3.png" alt="" class="wp-image-9700" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu3.png 954w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu3-595x331.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/juvemanu3-768x427.png 768w" sizes="(max-width: 954px) 100vw, 954px" /><figcaption>Situazione in cui si è creata la superiorità su una zona e si ha libero un compagno sul lato debole, ma non si legge correttamente quanto avviene</figcaption></figure>



<p>L&#8217;ultima partita è quella col <a rel="noreferrer noopener" aria-label="L'ultima partita è quella col Milan. È la gara in cui la Juventus produce meno xG, come scritto sopra 1.5 in questa occasione, con una squadra che lascia l'impressione di voler gestire e controllare maggiormente i ritmi della partita, evitando di accelerare eccessivamente ma producendo sempre diverse situazioni che sarebbero potute essere sfruttate meglio. È la gara in cui Allegri schiera il tridente Mandzukic-Dybala-Ronaldo, presentando quindi un giocatore in più abile in area. (apre in una nuova scheda)" href="https://streamable.com/hhdcc" target="_blank">Milan</a>. È la gara in cui la Juventus produce meno xG, come scritto sopra 1.5 in questa occasione, con una squadra che lascia l&#8217;impressione di voler gestire e controllare maggiormente i ritmi della partita, evitando di accelerare eccessivamente ma producendo sempre diverse situazioni che sarebbero potute essere sfruttate meglio. È la gara in cui Allegri schiera il tridente Mandžukić-Dybala-Ronaldo, presentando quindi un giocatore in più abile in area, un vantaggio ben sfruttato in occasione del gol.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/miljuv2.png" alt="" class="wp-image-9694" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv2.png 951w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv2-595x330.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv2-768x426.png 768w" sizes="(max-width: 951px) 100vw, 951px" /><figcaption>Una delle migliori azioni della Juventus finisce con un&#8217;ottima rifinitura. L&#8217;area è occupata correttamente, con tre uomini, cercando e servendo il compagno libero.<br></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/miljuv3.png" alt="" class="wp-image-9693" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv3.png 946w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv3-595x331.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv3-768x428.png 768w" sizes="(max-width: 946px) 100vw, 946px" /><figcaption>Notevole il movimento senza palla di Bentancur ad attaccare lo spazio; il centrocampista cerca poi una giocata per un compagno a rimorchio che non c&#8217;è.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/miljuv4.png" alt="" class="wp-image-9692" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv4.png 950w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv4-595x329.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/miljuv4-768x425.png 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /><figcaption>Qui è Cristiano che avrebbe dovuto servire sulla propria sinistra Khedira.</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-20-23.28.11.png" alt="" class="wp-image-9711" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-20-23.28.11.png 951w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-20-23.28.11-595x326.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2018/11/Screenshot-2018-11-20-23.28.11-768x421.png 768w" sizes="(max-width: 951px) 100vw, 951px" /><figcaption>Altro momento simbolo di una cattiva rifinitura. Cristiano Ronaldo indica chiaramente la giocata da scegliere, ma Mandžukić cerca di servire l&#8217;inserimento di Matuidi. Da notare come il movimento del francese, così come la sovrapposizione di Alex Sandro, abbiano creato il contesto migliore, costringendo il Milan a compiere delle scelte, per liberare Dybala.</figcaption></figure>



<p>Cagliari, Manchester United e Milan sono tre partite prese come esempio dei limiti in rifinitura finora emersi, difficoltà che hanno diverse ragioni. Come mostrato, alcune volte sono cattive scelte del rifinitore e/o pessime esecuzioni, altre sono dovute a movimenti errati in area di rigore. Tecnica e tattica individuale all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione collettiva, lettura dei singoli, comprensione della struttura avversaria sono i fondamentali su cui poggia un&#8217;ottima rifinitura: la Juventus, per esempio, crossa molto, sfruttando anche questa soluzione come arma immediata di contropressione, grazie a un buon scaglionamento in campo e alla capacità di tutta la squadra d&#8217;accorciare in avanti, ma in troppe occasioni l&#8217;area non è attaccata correttamente e i cross non riescono a rivelarsi pericolosi. Serve muoversi meglio all&#8217;interno dell&#8217;area di rigore, smarcandosi, occupando bene le diverse zone (primo e secondo palo, dischetto), scegliendo poi la soluzione più adatta: scarico per muovere la difesa avversaria, cross teso tra difesa e portiere, giocata a rimorchio, traversone sul secondo palo. Non vanno ripetute meccanicamente situazioni provate in allenamento, perché la realtà della partita è spesso diversa e richiede un elevato tasso di abilità di lettura per prendere la decisione più produttiva e corretta. Stesso discorso può essere fatto per le occasioni in campo aperto, dove la capacità di muoversi senza palla, scegliendo quale sovrapposizione (interna o esterna), coordinando il movimento del singolo a quello dei compagni, risulta essere davvero fondamentale. La Juventus potrebbe anche combinare maggiormente per vie interne, ma è da sottolineare come molte delle formazioni incontrate abbiano finora preferito spingere i bianconeri sulle corsie esterne.</p>



<p>Lo stesso miglioramento, ancora da affinare, visto per servire Cristiano Ronaldo in profondità è necessario nelle prossime settimane in fase di rifinitura. Alcuni singoli, Cuadrado su tutti, presentano evidenti difficoltà in questa fase del gioco, ma è l&#8217;intera squadra che deve fare dei passi in avanti, migliorando a livello individuale e collettivo. Osservare e capire i propri errori, gestire emotivamente le situazioni in cui prendere la decisione ed eseguire correttamente la giocata, muoversi correttamente nello spazio e nel tempo in allenamento sono i passi fondamentali per aumentare sia la qualità delle conclusioni che il numero stesso dei tiri. Così, potremmo vedere aumentare il numero dei minuti in cui la Juventus è in vantaggio di due e più reti, lasciandoci alle spalle &#8220;la Juve non chiude le partite&#8221;.</p>



<p></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2019/05/photo_2020-01-11_00-51-37-2.jpg" width="100" height="100" alt="Davide Terruzzi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/davide-terruzzi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Davide Terruzzi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>È il responsabile dei nostri podcast e di tutta la produzione audio di AterAlbus. Allenatore di calcio Uefa B nel settore giovanile. Conduce due podcast del nostro palinsesto: &#8220;Match Anatomy&#8221; e &#8220;Giovani e Donne&#8221;.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/migliorare-la-rifinitura/">La Juve, la rifinitura e il chiudere le partite</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus II</a>.</p>
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